27 marzo 1983: Ciao 2001 e la copertina dedicata a The Final Cut
Il 27 marzo 1983 Ciao 2001 dedica la copertina
all’ultimo lavoro dei Pink Floyd, The Final Cut. Un disco particolare,
anomalo, quasi un corpo estraneo nella loro discografia: un concept album
interamente scritto e cantato da Roger Waters, che in quel periodo aveva ormai
assunto il controllo totale della direzione artistica del gruppo.
L’uscita del disco arriva dopo mesi di tensioni interne. Richard Wright è già fuori dalla band - allontanato durante le session di The Wall per divergenze musicali e caratteriali - e il clima è tutt’altro che sereno. Non sorprende, quindi, che The Final Cut venga percepito da molti come un album solista di Waters pubblicato sotto il marchio Pink Floyd: un’opera cupa, introspettiva, segnata dal lutto, dalla disillusione politica, dalla memoria della guerra.
La stampa italiana, Ciao 2001 in testa, coglie bene questa atmosfera: il disco è presentato come un lavoro di rottura, quasi un epilogo. La band è ancora “i Pink Floyd”, ma la coesione è ormai un ricordo. Pochi mesi dopo, infatti, inizierà la lunga diatriba legale tra Waters e gli altri membri per l’uso del nome e dell’eredità artistica del gruppo.
Rileggere oggi quella copertina del 1983 significa ritrovare un’istantanea di un passaggio delicato: la fine di un’epoca, l’inizio di un’altra, con un disco che suona come un testamento e un addio.
Di tutto un Pop…
Wazza


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