Il 26 marzo 1974 arriva nei negozi Caution Radiation Area, il secondo lavoro
degli Area. Un disco che segna una
svolta: più radicale, più sperimentale, più vicino alle avanguardie che al rock
“progressive” in senso stretto. È l’album in cui il gruppo comincia davvero a
definire la propria identità sonora, fatta di improvvisazione, elettronica,
jazz, politica e una libertà formale che pochi in Italia - e in Europa -
osavano.
La formazione è cambiata: fuori il sassofonista Victor
Edouard Busnello e il bassista Patrick Djivas, entrato poi nella PFM. Al loro
posto arriva Ares Tavolazzi, che con Giulio Capiozzo, Patrizio Fariselli e
Demetrio Stratos costituirà il nucleo storico degli Area fino al 1977. È una
combinazione che funziona: Tavolazzi porta un approccio tecnico e creativo che
si integra perfettamente con la visione del gruppo, contribuendo a
quell’equilibrio tra rigore e follia controllata che diventerà il marchio della
band.
Un disco che rompe gli schemi
Caution Radiation Area non è un album “facile”: alterna momenti di pura ricerca
sonora a brani più strutturati, con Stratos che esplora la voce come strumento
totale. La critica dell’epoca rimane spiazzata, ma gli appassionati colgono
subito la portata del progetto. È il disco che conferma gli Area come una delle
realtà più innovative della scena italiana, capaci di dialogare con il jazz
europeo, con l’improvvisazione radicale e con le tensioni culturali del tempo.
Di tutto un Pop…
Wazza




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