La notte dell'Altro Mondo: la grande stagione del prog a Rimini
L'estate del 1975 segna un passaggio decisivo per la
geografia della musica dal vivo in Italia, e la riviera romagnola ne diventa
inaspettatamente uno dei baricentri più vivi. Il locale L'Altro Mondo di
Rimini, noto al grande pubblico come tempio della movida e della disco music
nascente, in quel periodo apre le porte alle esplorazioni del rock progressivo,
ospitando nel giro di ventiquattr'ore due pilastri del genere: i britannici Van der Graaf Generator il 9 agosto e la Premiata Forneria Marconi il
giorno successivo.
L'esibizione dei Van der Graaf Generator si colloca in un
momento cruciale di ripartenza per la band di Peter Hammill. Dopo la pausa
iniziata nel 1972, il gruppo torna ad esibirsi sul palco proprio nel 1975 per
promuovere il materiale che avrebbe composto l'album Godbluff. Il
concerto dell'Altro Mondo, sdoppiato in due set (pomeridiano e serale) per far
fronte all'afflusso di pubblico, cattura un suono oscuro e spigoloso, privo di
chitarre convenzionali e sorretto dal lavoro di Hugh Banton alle tastiere e dal
sassofono di David Jackson. La registrazione dal mixer di quella serata è
rimasta per decenni un pezzo da collezione per gli appassionati di bootleg,
prima di ricevere una pubblicazione ufficiale nel box set del 2021 The
Charisma Years 1970-1978, dimostrando la carica viscerale del quartetto di
fronte al pubblico italiano, storicamente uno dei più calorosi verso il prog
d'oltremanica.
Il 10 agosto il palco passa alla PFM, che in quel 1975 sta
vivendo l'apice della propria proiezione internazionale dopo i tour americani e
le pubblicazioni per l'etichetta Manticore di Emerson, Lake & Palmer. Il
contrasto stilistico con la sera precedente è netto: alla tensione drammatica
ed esistenziale di Hammill subentrano le geometrie luminose, le influenze
mediterranee e il virtuosismo tecnico della formazione milanese. Per il club
riminese, la presenza del Mellotron di Flavio Premoli e delle stratificazioni
sonore della PFM rappresenta una sorta di battesimo tecnico, poiché l'uso di
strumentazioni così complesse e delicate negli spazi dedicati al ballo impone
alle produzioni dell'epoca uno sforzo organizzativo notevole.
Quel fine settimana di agosto resta una testimonianza
peculiare della cultura giovanile degli anni Settanta: uno spazio nato per
l'evasione estiva che si trasforma, nell'arco di un weekend, in un laboratorio
sonoro dove il rock intellettuale inglese e il miglior sinfonismo italiano si
incrociano sullo stesso palco.
Setlist
A Louse Is
Not a Home
Faint-Heart
and the Sermon
(In The)
Black Room
Arrow
Forsaken
Gardens
Lemmings
La Rossa
Pilgrims
The
Sleepwalkers
The
Undercover Man
Scorched
Earth
Man-Erg


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