lunedì 15 giugno 2026

CELESTE: “Prince of one day”-Commento di Andrea Pintelli


CELESTE

“Prince of one day”

Commento di Andrea Pintelli


In questo 2026 ricorre il cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione di “Principe di un giorno” dei Celeste, band nata nel 1972 da una costola de Il Sistema. Ciro Perrino e Leonardo Lagorio rimasero in contatto dopo la fine di quell’avventura vissuta insieme. Nel 1972 gettarono le basi per un nuovo progetto che avrebbe dovuto portare in dote l’esperienza precedente con in più alcuni elementi musicali e stilistici nuovi. Più atmosfere acustiche, un pizzico di jazz, e l’uso del mellotron per creare tappeti sinfonici. Alla band si unirono Mariano Schiavolini che portò in dote tutte le composizioni che andarono a costituire il corpus del progetto di “Principe di un giorno” e poi Giorgio Battaglia che avrebbe suonato l’unico strumento elettrico, cioè il basso.  L’organico avrebbe dovuto anche comprendere un violino ed un violoncello più una voce femminile che avrebbe dovuto cantare in inglese le liriche scritte da Perrino. Ma le cose andarono diversamente e nel 1974 al momento di entrare in sala di registrazione la band era ridotta ad un quartetto. L’album fu pubblicato nel gennaio del 1976. Ed è per questo che si è pensato di riproporre questo progetto così come era stato concepito e come avrebbe voluto essere cinquant’anni fa. Infatti, in origine avrebbe dovuto essere cantato in inglese e con una voce femminile. I testi in italiano della saga del Principe erano stati adattati in inglese senza tradirne minimamente lo spirito e il significato. Per una serie di motivi che vennero a verificarsi, la cantante non fu in grado di ricoprire sino in fondo il suo ruolo per cui, a basi già definitivamente incise, il compito fu affidato a Ciro Perrino che divenne così il cantante della band. Oggi a distanza di mezzo secolo il disegno di quel periodo riprende forma e con la presenza della straordinaria voce dell’ospite Siobhàn Owen, cantante australiana di rara sensibilità artistica, può essere dato alle stampe un sogno. Una testimonianza tardiva di come avrebbe dovuto essere quel progetto. Sulle basi recuperate di quello originale, dalle quali è stata tolta la voce di Ciro Perrino, è stata inserita quella di Siobhàn. Un’operazione ardita che ha dato risultati insperati. Sono state quindi riportate in pieno le idee e le atmosfere di cinquant’anni fa. E in più è stata fatta una nuova masterizzazione che ha ridato corpo e potenza e chiarezza ai suoni di quegli anni. A fine anno verrà completato il progetto dedicato a questa ricorrenza con la reinterpretazione dell’album con una versione completamente risuonata dalla attuale band che compone oggi Celeste, dando così una visione attualizzata di come oggi viene percepito “Principe di un Giorno”. Questa la vera storia del Principe, narrata da Ciro stesso: “Erano tanti anni che desideravo di scrivere qualche cosa intorno ai motivi ispiratori che mi spinsero a creare la figura del Principe protagonista del primo album di Celeste intitolato appunto “Principe Di Un Giorno”. Ritornando con la mente e con il cuore a quei momenti la prima visione che ho avuto risale al periodo dei miei 14 anni. Fu in occasione di un campo estivo e di una successiva escursione, durante la quale attraversai le Alpi al confine fra l’Italia e la Francia, insieme ad un gruppo di coetanei e di un accompagnatore, quel Padre Daniele Fontana che considero il mio padre spirituale che, dopo una interminabile camminata giungemmo in una piccola radura circondata da alti rilievi. Fu deciso che avremmo trascorso la notte lì per cui, lasciati i nostri zaini sotto una provvidenziale roccia ci accampammo sulle rive di un laghetto di montagna dopo avere montato la tenda che ci avrebbe accolto e offerto riparo. Sotto la sapiente ed esperta guida di Padre Fontana approntammo il ricovero per la notte, che stava avvicinandosi velocemente. La stanchezza era tanta. Nonostante le nostre giovani età faticammo non poco. In perfetto stile “Survivor” stendemmo sulla superficie fradicia di acqua il fondo della tenda che, molto grande, era atta ad ospitare una decina di ragazzi. Ancora sotto la pioggia piantammo i paletti, issammo la tenda e poi via via i tiranti.  Dopo avere consumato un pasto freddo, ci ritirammo all’interno del nostro ricovero per riposarci. Dopo un tempo che non so definire mi sentii come attirato da un richiamo lontano, non riuscivo a prendere sonno e così, sfuggendo alla sorveglianza del nostro accompagnatore e senza destare sospetti, uscii all’aperto e, piano piano senza fare rumore, mi avvicinai alla superficie dello specchio d’acqua. La notte era tornata limpidissima e portava con sé silenzio. I centri abitati erano lontani e nessun suono proveniva dalle vallate che circondavano il luogo dove ci eravamo fermati. Andai sempre più vicino quasi a toccare il pelo dell’acqua. La Luna quella notte mi era amica e creava riflessi e mi permetteva di vedere il fondo del lago. Tutto appariva indistinto ma alcuni contorni là sotto si stavano delineando sempre meglio. La prima sagoma che riconobbi fu quella di un trono. Entrai allora in una sorta di sogno lucido ed i ricordi sono ancora oggi vividi e sono certo di avere vissuto quei momenti dove lo spazio ed il tempo avevano perso ogni senso. Un Principe – il mio Principe - aveva preso dimora là sotto chissà quando. Attendeva che qualcuno fosse disposto ad ascoltare la sua storia, i suoi travagli, le sue delusioni, ma anche le gioie, quelli che erano stati i suoi trionfi. La sua corte era ormai limitata ad un fido scudiero e riscaldata dalla presenza dell’adorato cavallo bianco in sella al quale in una notte forse molto simile a quella che stavo vivendo, aveva deciso di abbandonare la vita sulla Terra. Aveva spronato con tenera dolcezza la sua cavalcatura e poi piano piano era scomparso sotto il pelo dell’acqua. Una nuova esistenza lo attendeva. Là sotto avrebbe avuto tutto il tempo di elaborare il suo vissuto e contemplare e meditare. L’esperienza che vissi quella notte mi consentì di entrare in contatto con un mondo che non mi avrebbe più lasciato. Non so quanto tempo rimasi in quello stato di sospensione. La Luna si spostava e la sua luce d’argento faceva cambiare lentamente i riflessi. Una nebbiolina stazionava in alcuni punti remoti. In prossimità delle rive. Parevano essere anime in movimento, in accordo con il profondo respiro delle montagne che tutt’intorno assistevano a quella scena. Custodivano da tempo immemorabile l’essenza di quella storia antica, struggente. Mi chiesi, ed ancora me lo chiedo oggi, perché quella notte d’estate mi ritrovai in quella cornice di magia, quale testimone unico di fatti in equilibrio fra due o più Mondi. Quello che so oggi è che il Principe ha deciso di ritornare. Ha ancora altro da raccontare ed ha da raccontarsi. Dopo oltre 50 anni ho deciso di ritornare su quelle montagne ed ho ritrovato quello stesso laghetto. Vi sono tornato da solo perché sapevo di poter incontrare nuovamente quella figura alla quale dovevo così tanto. Sicuro che con una certa accortezza avrei potuto chiamarlo e ritrovarmi a parlare con lui come mezzo secolo prima. Sono stato il suo cantore. Ho reso note attraverso le liriche di Celeste “Principe di un giorno” le vicissitudini e le tristezze di un così nobile e solitario uomo di un tempo lontano deluso dalle azioni degli uomini suoi contemporanei, un tempo remoto e lontano ma, ahimè, ancora così attuale. 

Il suo mondo è pieno di Favole Antiche

Il suo fido scudiero è Eftus

Il sogno della Grande Isola

La solitudine dei Giochi nella Notte 

L’assonanza con la vicenda di un novello e sempre antico Ulisse de La Danza del Fato

Anche Il Principe ha scelto l’esilio volontario o no, che sia stato, poco importa. 

Questo lo ha portato lontano dai suoi affetti come spesso capita agli Eroi.

La circolarità dei ritorni, degli eterni ritorni

La chimera de L’Imbroglio

Il suo cavallo bianco

Quando venne il momento di porre mano alle liriche del primo album di Celeste riemerse il ricordo di quell’esperienza, di quella notte magica. I testi fluirono con una naturalezza straordinaria. Parevano già pronti come se fossero in attesa si farsi scoprire e rivelarsi al mondo.”

Prince of one day, con le sue atmosfere sospese e delicate ci apre al mondo fiabesco dei Celeste; l’eleganza del flauto, la carezzevole voce e la magia del mellotron sono il loro marchio di fabbrica. Ancient fables ha nel continuo alternarsi fra parti contemplative e melodie di un mondo immaginifico il suo punto di forza. Emozioni su emozioni che scrosciano nella naturalità. Eftus è in dissolvenza, mistero e sogno in una goccia di splendore. Games in the night è sinfonia e ricchezza, equilibrio degli arrangiamenti e innata raffinatezza. Fantastica fantasia. Far white halo ha armonie che spingono verso l’inquietudine, ma i Celeste, come al solito, mettono garbo e raffinatezza che stemperano tensione. The merchant chiude l’opera nell’enigma di una sospensione che guarda oltre.

Principe di un giorno” è unanimemente considerato uno dei capolavori del prog italiano (e non solo, per chi scrive), che tutti conosciamo. Ora lo è a maggior ragione, grazie alla voce di Siobhàn Owen cui ha donato soavità, lustro e compiutezza. Abbracci diffusi.


Tracklist

1)  Prince of One Day 6:09

2)  Ancient Fables        8:15

3)  Eftus                         4:12

4)  Games in the Night 8:09

5)  The Great Island     4:58

6)  Far White Halo        3:42

7)  The Merchant         1:07


Released March 20, 2026 

Personnel:

Giorgio Battaglia - Bass Guitar, Electric Guitar, Xilophone, Bass Pedal, Choir

Leonardo Lagorio - Acoustic and Electric Piano, All Saxes, Keyboards, Flute, Choir

Ciro Perrino - Mellotron, Keyboards, Synthesizers, Flute, Recorders, Choir, Percussion

Mariano Schiavolini - Guitars, Keyboards, Violin, Choir

Special Guest: Siobhán Owen - Vocals

 

All Songs by Perrino/Lagorio/Schiavolini

except:

Prince Of One Day

Ancient Fables

Far White Halo

The Merchant

by Barton/Perrino/Lagorio/Schiavolini

 

Siobhán Owen's vocals were recorded during March 2026 at "Whiskers and Strings Studio" in Adelaide, Australia.

 

Cover Art by Ciro Carlo Antonio Perrino

Graphic Designer Massimo Mazzeo

Sound Designer Marco Canepa

Mastered by Marco Canepa

 

Per contatti col sottoscritto: andrea.pintelli@gmail.com






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