sabato 5 settembre 2026

5 Il compleanno di Mel Collins



Compie gli anni oggi, 5 settembre, Mel Collins, fiatista; entrando nei King Crimson fa il salto di qualità, diventando uno dei sassofonisti più richiesti nel mondo prog.


Alla "Corte" dei Re Cremisi

Dal 1976 al 1984 è in pianta stabile nei Camel, dopodiché girerà gli studi di registrazione di mezzo mondo.

Molto apprezzato anche in Italia sia dal pubblico che dai "colleghi", va in tour nel 1973 con la PFM, suona con Lucio Battisti, Pino Daniele, Sergio Caputo, Flavio Giurato, Arti & Mestieri...

In tour con la PFM

Si fa prima a nominare con chi "non" ha suonato!
Happy Birthday Mel!
Wazza



5 "Minstrel in the Gallery": era il 5 settembre del 1975



Usciva il 5 settembre 1975 l'album "Minstrel in the Gallery", grandissimo lavoro dei Jethro Tull.
Wazza



di Brionia Meriggi

Quasi ogni opera dei Jethro Tull, dal primo apparire, divenne suo malgrado l’epicentro di diatribe sollevate da una critica perennemente controversa, smaniosa di bollare la band come appartenente o meno alla corrente prog tout court: ansie che Ian Anderson non tardò a placare, di album in album, sottraendosi alle rigide e sterili etichette, musicalmente ribadendo come i Jethro Tull fossero una realtà a sé stante, originale nella personalissima fusione di generi diversi, dalla classica al folk, dall’hardrock al prog fino al jazz. Puntualizzazione che si concretizzò in un sound ed uno stile peculiare e ascrivibile a loro stessi soltanto.

Ed in errore erano coloro che li avevano impietosamente e prematuramente destinati, dopo il successo di “Thick as a brick”, ad un’”aurea mediocritas”: fu “Minstrel in the Gallery” a sfatare questa convinzione. Più complesso e meno fruibile dei precedenti nell’audace combinazione di rock ( hard o prog ma indiscutibilmente rock), musica sinfonica, folk e acustica, dal punto di vista delle liriche l’album è forse il più introspettivo (quando non diventa autobiografico) dell’intera produzione del gruppo, o sarebbe più corretto dire di Anderson stesso, menestrello accentratore che ne divenne l’indiscusso sovrano dall’uscita di “Aqualung” in poi.


Registrato quasi interamente nella “Maison Rouge Mobile”, bizzarro mezzo di trasporto attrezzato a studio di registrazione ambulante con tanto di violinisti e violoncellisti al seguito, nel corso di un lungo viaggio dall’Inghilterra a Monaco, l’Lp si apre col brano eponimo, ottimo ensemble di chitarra acustica, flauto ed archi in un’amalgama (di tanto in tanto un po’ eccessivo e ridondante) di arrangiamenti hard e prog. Ma sono in brani atti a formare quasi un unico capitolo come “Cold wind to Valhalla”, escursione nella mitologia nordica e “Black satin dancer”, sommessa e velata descrizione di un amplesso, che il talento compositivo di Anderson si esplica al meglio nell’abilità di coniugare elementi acustico-orchestrali con strutture folk prog, in un’equilibrata e camaleontica diversificazione melodica.

”Requiem”, struggente ballata acustico-classicheggiante, tenero e amaro flash-back della fine di un amore che protrae la finezza delle scelte stilistiche e la delicatezza delle liriche nell’ulteriore ballad “One White Duck/Nothing at all”, composizioni dal sapore folk-cantautoriale, pause intimiste e meditative che si faranno da parte per lasciare che la suite quadripartita “Baker Street Muse” ( Pig me and the whore,Nice Little Tune,Crash-Barrier Walzer, Mother England Reverie) dipinga senza troppo candore né indulgenza, squallidi e grotteschi tabloid di vita metropolitana.

Ma protagonista è comunque la maestria del colorito tocco di Ian Anderson disilluso ed ironico ritrattista che capta in variegate sovrapposizioni armonico-stilistiche, miserie e mediocrità umane, disinvoltura e talento capaci di emergere anche in brevi attimi di poesia in note, come gli squisiti 50 secondi di “Grace”, garbato epilogo del lavoro di una band che non ha mai ripetuto sé stessa, istrionica a dispetto dei sentimenti e delle reazioni contrapposte che l’hanno sempre accompagnata, magari più affievolita in taluni paragrafi della sua carriera ma tuttavia personalissima e sui generis nel panorama musicale moderno.


L’esibizione live a Montecarlo sancì la versione definitiva di “Minstrel in the Gallery” nonché la dipartita del bassista Jeffrey Hammond-Hammond riacceso dalla fiamma per la sua antica passione e attività: la pittura. E a lui Anderson ha voluto dedicare l’edizione rimasterizzata dell’album che nel 2002 ha vissuto una seconda rinascita negli storici Abbey Road Studios e arricchito di ottime bonus-tracks (“Summerday Sands”, “March the Mad scientist, Pan dance e due registrazioni live di “Minstrel in the Gallery”e “Cold Wind to Valhalla”).






venerdì 4 settembre 2026

Jerry Cutillo – Diversely Fragile, un viaggio narrativo e musicale che attraversa luoghi, memorie e fragilità

 


Jerry Cutillo – Diversely Fragile, un viaggio narrativo e musicale che attraversa luoghi, memorie e fragilità

 

La nuova avventura artistica di Jerry Cutillo prende forma negli Stati Uniti con una performance che unisce parola musica e risonanze intime e che debutta il 25 settembre alla WORD Library di New York prima di proseguire al MoMA Book Festival e poi verso San Francisco con la collaborazione di City Lights fino a raggiungere il Chicago Poetry Center dove la pagina dell’evento è già attiva e le prenotazioni sono disponibili e il pubblico può riservare un posto per assistere a una proposta che non somiglia a nessun’altra.

Jerry Cutillo è un musicista e compositore italiano con una carriera internazionale che supera i cinquant’anni e che lo ha visto attraversare stagioni diverse della musica, dagli anni del successo pop negli anni Ottanta alle collaborazioni con figure iconiche del rock, sia in studio sia dal vivo fino ai viaggi in Siberia e in Asia che hanno aperto nuove traiettorie artistiche e culturali, portandolo a incontrare tradizioni etniche ritualità e linguaggi musicali non occidentali e a realizzare album progressive concettuali e partecipazioni a festival letterari internazionali che confermano una naturale capacità di muoversi tra discipline differenti

Il progetto Diversely Fragile rappresenta una svolta, perché unisce due libri di racconti e un album musicale curato in un’unica esperienza narrativa e sonora, dove le storie attraversano l’immaginazione dell’infanzia i concerti e le registrazioni con musicisti celebri gli incontri con sciamani siberiani le esplorazioni di tecnologie emergenti e i momenti di vulnerabilità creativa, trasformando la fragilità in una forza generativa che diventa il cuore dell’opera e il senso stesso del titolo, Diversely Fragile.

La performance dal vivo è costruita come un dialogo tra due voci, quella parlata di Jerry, ironica, intensa e a tratti disarmante, e la voce del suo flauto, che entra come una seconda presenza un soffio che porta memoria, tensione, o rilascio, e che accompagna il racconto senza mai sovrastarlo, creando un flusso continuo dove l’umorismo emerge in punti inattesi e apre la strada a rivelazioni più delicate, in un equilibrio che rende la narrazione tridimensionale e viva

Il senso scenico della performance richiama echi di Genesis, Jethro Tull e altre influenze progressive, ma ciò che la definisce davvero è la scelta di dare voce a ciò che normalmente resta sospeso o non detto, linee di vita cadute profili umani improbabili che trovano spazio in una sessione ibrida capace di esprimere ciò che le parole da sole non possono, e che si traduce in un’esperienza intima non filtrata e silenziosamente potente, dove narrazione e respiro diventano inseparabili

Jerry Cutillo accompagna questo percorso con un messaggio personale di entusiasmo e gratitudine, anticipando anche il tour con la PFM previsto per il 2027, e chiedendo sostegno vicinanza e attenzione elementi che da sempre caratterizzano la sua relazione con il pubblico e con chi ne segue il cammino con affetto e partecipazione.




giovedì 3 settembre 2026

Compie gli anni Elio D'Anna



Compie gli anni oggi, 3 settembre, Elio D’Anna, sassofonista, flautista, noto per aver suonato con gli Showmen, con gli Uno, i Nova ma, soprattutto, con gli Osanna, dal 1970 al 1974, dando un grande contributo alla realizzazione dei loro primi quattro “capolavori”.
Dagli anni Ottanta, abbandona la musica per dedicarsi all’imprenditoria.

Happy Birthady Elio!
Wazza

Cliccare sul seguente link per sapere… che fine ha fatto Elio D’Anna…


Osanna Palepoli Live 1973


Nel 1994 fonda l’European School of Economics, private businness school con diverse sedi nel mondo. Attualmente la scuola ha cinque sedi in Europa e una negli Stati Uniti e vede Elio D’Anna impegnato in prima persona ad organizzare e tenere conferenze.
Elio D’Anna è autore di diversi articoli, saggi e scritti. La sua opera più importante è il romanzo The School for Gods, conosciuto in Italia con il titolo La Scuola degli Dei, edito nel 1992, tradotto in diverse lingue e pubblicato in diversi paesi.

La carriera musicale di Elio D’Anna inizia nel 1968 con il gruppo The Showmen. Partecipa a diverse trasmissioni televisive di Cino Tortorella. Nel 1970 fonda il gruppo Osanna, che avrà una forte influenza nel panorama della musica progressive rock internazionale. Dal 1972 suona in diverse band e progetti musicali, tra cui gli Uno e i Nova e collabora con artisti internazionali quali Phil Collins, Narada Michael Walden, Shankar, Percy Jones e Liza Strike. Negli anni ’80 la sua carriera si concentra nel ruolo di produttore e arrangiatore, collaborando con Renato Zero, Enzo Carella e Zucchero.

Gli anni ’80 lo vedono come promotore di congressi tenuti da esponenti di spicco in svariati settori. È organizzatore di importanti eventi culturali nel campo artistico, musicale, filosofico, economico, tecnologico e sociale. Tra gli artisti che vi prendono parte figurano Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen, e tra gli studiosi John Kenneth Galbraith, Merton Miller, Harry M. Markowitz, Douglass C. North, Gary S. Becker, Lady Elles, Antonio Martino, Dacia Maraini, Valerio Zanone, Vittorio Sgarbi e Salvatore Accardo.


L'ALTRO MONDO Miramare di Rimini agosto 1973 Jam Session. Da sinistra: quello che suona le tumbe con le bacchette dovrebbe essere Franz di Cioccio (Pfm), Mauro Pagani (Pfm) ?,
Elio D'Anna (Osanna), il forlivese Beppe Pippi

1974 l’avventura con gli Uno






mercoledì 2 settembre 2026

Il compleanno di Steve Porcaro


Compie gli anni oggi, 2 settembreSteve Porcaro, tastierista e compositore.

Famiglia di musicisti, il padre (Joe) un noto percussionista, insieme ai fratelli, Jeff e Mike fonda i “Toto”, gruppo stellare di rock americano. Con la band incide 7 album, fino al 1988, dopodiché decide di dedicarsi alle colonne sonore per film.

Ha inciso anche con gli Yes (Union album), con i Jefferson Airplane e fatto un tour con Chris Squire.

Happy Birthday Steve!
Wazza



Il 2 settembre del 1957 nasce a Hartford, nel Connecticut, STEVE PORCARO. Figlio del celebre percussionista Joe Porcaro, assieme al fratello Jeff è stato tra i fondatori dei TOTO, il gruppo che Eddie Van Halen a quei tempi definì "formato collettivamente dai migliori musicisti del pianeta". In trent'anni di vita e ventun album hanno venduto oltre trenta milioni di copie nel mondo. Curiosa la scelta del nome: al momento di scrivere il nome su un demo, Jeff aveva appena finito di guardare il mago di Oz, in cui il cane di Dorothy si chiama Toto, e decise di chiamare la band in quel modo, provvisoriamente, nell'attesa di un nome definitivo. Fu Hungate, il bassista, a far notare che in latino Toto significa "tutto", e che era perfetto per una band che voleva abbracciare l'intero scibile musicale.

 TOTO - The 25th Annual Grammy Awards were held on February 23, 1983, at Shrine Auditorium, Los Angeles.
Jeff,Steve,Mike Porcaro,David Paich,David Hungate,Bobby Kimball,Steve Lukather






martedì 1 settembre 2026

1° settembre 1979, Banco Del Mutuo Soccorso in concerto al Palasport di Genova


 1° settembre 1979, Banco Del Mutuo Soccorso in concerto al Palasport di Genova


Prima del concerto intervista alla band.

Foto di Francesco Di Giacomo pubblicate da Radio Spazio Libero (foto Radio Festival)

Di tutto un Pop…
Wazza