martedì 6 gennaio 2015

ENIMA – "Inconsapevole Viaggio", di Franco Perona


ENIMA – INCONSAPEVOLE VIAGGIO
di Franco Perona

Sentire e ascoltare un gruppo giovane come Enima deve avere due prerogative: “vedere” il percorso di un gruppo nel contesto di un album e “ vedere” le potenzialità, il messaggio, la collocazione nel contesto artistico.
Canzone per canzone mi aspettavo un po’ meno melodia verso quasi una sorta di progressive  pop che,  mai banale, potrebbe essere un punto di raccordo con la  scuola anni ‘70. Se quindi  la melodia è la base, la voce femminile deve essere  l'elemento vincente che forse non lo è ancora; inoltre non viene aiutata da campionature scontate e una ritmica che osa poco pur sfoggiando molte finezze.
Frammenti di Specchio con i suoi arpeggi ci introduce nel viaggio di Enima  in punta di piedi, con un sound molto standard, quasi troppo soffice e arrangiato con attenzione; un inizio sottovoce, con momenti interessanti.
Alpha Ursa Minoris segue le linee delicate tracciate dal primo brano e  rappresenta a mio avviso il punto di maggior incertezza, per il poco supporto alla voce, la melodia semplice e atmosfere “deja vu”.
Il Sogno piace e si trovano i primi forti elementi di caratterizzazione del gruppo e le individualità artistiche sono più delineate.
La band trova una buona progressione con la doppia voce in Notte del Deserto - vagamente Banco o Battiato, ma poi non tiene la tensione e sembra di aver già ascoltato qualche frammento; il brano si anima con il guizzo di chitarra finale, che si snoda su armoniche un po’ troppo  lineari.
Enima propone una maggior ritmica iniziale, ma la melodia diventa troppo ripetitiva e il sint è troppo scontato come pure la chitarra che porta ai due terzi di un brano strumentale che deve incidere ma non riesce a trovare un’idea che lo caratterizzi.
Ho sentito più volte sia Intuizioni che Motore Immobile. La prima  offre un buon groove iniziale, quasi inaspettato e per certi attimi da street drums ensemble; Ilaria Boero ha più carattere, complice un buon testo e arrangiamenti azzeccati. La band trova in questo brano il momento trainante verso un  rock melodico, troppo “ episodico” nel contesto dell’album, ma molto interessante
Motore Immobile è dominata da un pregevole sax che si raccorda con chitarra e tastiera per dare spazio alla voce che tiene bene la tensione del lungo brano. La maggiore corposità di questa composizione evidenzia anche la tendenza al sotto utilizzo degli effetti, per un sound solido e puro che  beneficia di una sorpresa vocale finale.
La storia del gruppo è in parte legata al difficile impatto dei  cambi di formazione; ad  oggi la band ha scelto  un line up classica. I brani sono interessanti, notevole attenzione ai testi che sono un po’ troppo complessi; se il termine scontato è un appunto negativo lo userei per il cantato  che non è abbastanza incisivo, per me che amo voci femminili con forza e aggressività anche nei fraseggi.

Enima offre musica gradevole, senza  virtuosismi, a fronte di buone doti tecniche. Lo sforzo attuale non dà alla band toscana un carattere ben definito. Vedo una band dove tutto è fatto con cura ma se qualcuno dicesse di aver già sentito questa musica, potrebbe non sbagliare. Hanno mezzi tecnici  e potenzialità per seguire nuove esperienze  artistiche, lo meritano e solo allora si collocheranno con un identità più precisa nel panorama musicale.


ENIMA
Inconsapevole Viaggio
1. Frammenti di specchio 4.47
2. Alpha Ursae Minoris 5.23
3. Il sogno 4.58
4. Notte nel deserto 5.49
5. Enima  5.13
6. Intuizioni 5.41
7. Motore Immobile 10.56

Line up
Ilaria Boero Voice and Choir
Mauro Strozzieri Guitars
Giacomo Cipriani Bass
Federico Ottati Drums and Percussions
Stefano Sciolè Piano and Keyboards

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