sabato 22 maggio 2021

La Fantasima-"Notte", commento di Fabio Rossi


Gruppo: La Fantasima – Chris (guitars), Maxbax (bass), Max (drums/piano)

EP: Notte

Anno di pubblicazione: 2018

Etichetta discografica: Hellbones Records

Tracklist: Notte – Placida Musa – Dea Mia – Amante Silente – Sino al Mattino

Commento di Fabio Rossi

Notte, pubblicato per l’Hellbones Records nel 2018, è il titolo del secondo disco dei capitolini La Fantasima, che segue di tre anni La Fantasima con il quale esordirono discograficamente dopo una lunga gavetta.

La formazione, composta di tre elementi, ha inteso portare avanti la propria direttrice artistica intrapresa con il lavoro precedente, forse dalle caratteristiche più introspettive e oscure, permanendo nell’ambito dell’ambient/drone adornato di una veste malinconica e umbratile. Lo stile di questo nuovo album interamente strumentale abbraccia sapientemente svariati altri generi quali il progressive, il doom e la psichedelia con il deliberato intento di suscitare nello stato d’animo dell’ascoltatore emozioni profonde e meditative. A tal riguardo, si consiglia l’uso delle cuffie auricolari proprio per inebriarsi maggiormente dell’atmosfera misticheggiante e onirica di cui sono permeate le cinque composizioni incluse in Notte che può essere definito a tutti gli effetti una sorta di concept privo di liriche.

Si riscontrano influenze di band blasonate come Anathema, Sigur Ros, Cathedral, Paradise Lost, My Dying Bride in un equilibrio perfetto tra l’ambient (riscontrabile specialmente in Dea Mia eseguita con la collaborazione del belga Ashtoreth), il prog e l’heavy metal. Talvolta il trio dà quasi l’impressione che da un momento all’altro stia per virare verso lidi più duri e frenetici, lo si percepisce in Placida Musa, la migliore del lotto, e nella conclusiva Sino al Mattino, ma ciò non accade e si rimane attagliati a ritmiche minimaliste, pressoché rarefatte come nel caso della title track, che invitano alla riflessione e alla ricerca di un’empatia con l’ammaliante buio della notte che avvolge la terra demolendo qualsivoglia timore e pregiudizio.

Il sound è estremamente pulito con pregevoli fraseggi della chitarra elettrica e del basso per cui non ci sono approcci allo stoner che forse il gruppo potrebbe proficuamente sperimentare nel prosieguo della loro carriera. Domina un apparente generale senso di tristezza e, infatti, sembra più un prodotto di matrice scandinava che italiana, ma paradossalmente Notte riesce a rilassarti alla stessa stregua di un mantra. Le sensazioni, ovviamente, sono sempre personali e quelle suscitate allo scrivente dall’architettura del sound dei La Fantasima e dall’evocativo disegno realizzato da Tonino Mirandi per l’originale cover, le cui dimensioni sono quasi come paragonabili a quelle di un vecchio 45 giri, sono di positività e speranza verso il nuovo giorno che sta per nascere. I passi che si odono in questo pregevole lavoro sono dello stesso ascoltatore accompagnato dalla musica in un percorso di riscoperta della natura boschiva illuminata dalla luna. Chris, Maxbax e Max mirano a liberarti la mente per farti soffermare sul fascino dell’oscurità ed è forse questo peculiare aspetto che infonde un irrefrenabile desiderio di libertà e fiducia nel futuro che sarà preannunciato dalle prime luci dell’alba: non so se questo fosse il loro intendimento, ma in caso affermativo… beh, per me è stato perfettamente centrato.  





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