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sabato 10 settembre 2022

Ellesmere: "LIVEsmere", commento di Fabio Rossi

 


Commento di Fabio Rossi 

Artista: Ellesmere

Album: LIVEsmere

Genere: Progressive

Anno: 2022

Casa discografica: AMS Records

 

Tracklist

CD 1

1. La Loire

2. Sully-sur-Loire

3. Passage

4. Meung-sur-Loire

5. Blois

6. Chambrod

7. Chaumont-sur-Loire

8. Au Revoir…

9. Rain to Come

10. Nightfall

 

CD 2

Marine Extravaganza

The Schooner

Runaway

The Ancient Samovar

Time. Life, Again

 

Line Up

Personnel (Progressivamente Festival 2019)

Roberto Vitelli: Rickenbacker 4003 Jetglow Bass Fender “Geddy Lee” Jazz Bass, Taurus Moog I

Daniele Pomo: Drums

Giacomo Anselmi: Acoustic & Electric Guitars

Fabio Bonuglia: Lead Keys

Paolo Carnelli: Piano & Organ

Giorgio Pizzala: Lead Vox

 

Personnel (“Lo Sciamano” – Live 2019)

Roberto Vitelli: Double-Neck Bass/12 Strings Guitar, Taurus Moog III

Daniele Pomo: Drums & Percussion

Fabio Bonuglia: Minimoog Voyager & Korg Keys, Samples

Giorgio Pizzala: LeadVox

Valerio Cesarini: 6 Strings Acoustic & Classic Guitars, BackVox

Alex Mevi: Flute & Back Vox

 

Personnel (“Rain to Come” – Live @ “The Place”, 2019)

Roberto Vitelli: Gibson Gold Top Guitar, Taurus Moog III Electro-Harmonix Mel 9

Fabio Agresta: Drums

Fabrizio Sclano: Music M an Stinray 5 Bass, BackVox

Alessandro Gregori: LeadVox & Flute, Samples

 

Personnel (“Nightfall” – Live @ “The Place”, 2019)

Roberto Vitelli: Keys & Samples

Fabio Liberatori: Lead Keys

John Hackett: Flute

 

Gli Ellesmere sono un progetto ruotante attorno all’estro del romano Roberto Vitelli, conosciuto per essere stato membro dei Taproban, che affonda le sue radici nel rock progressivo con ampi riferimenti agli irripetibili anni Settanta. Dimostrando una vena creativa molto prolifica, la band ha pubblicato sinora tre album di elevato livello qualitativo.

Se Les Châteaux de la Loire sorprese tutti per la sua vena spiccatamente bucolica, sia Ellesmere II – From Sea and Beyond che Wyrd ci presentano un prog dai connotati attraenti che denotano ispirazione e un’invidiabile freschezza compositiva. È un peccato che Wyrd, a causa della pandemia, non sia mai stato proposto dal vivo e auspichiamo vivamente che ciò possa accadere in un prossimo futuro vista l’elevato profilo del disco.


Registrato nel corso di vari concerti tenuti nell’area romana nel corso del 2019 e ai quali ho partecipato curando il merchandising per la band, LIVEsmere è un magnifico doppio live che include brani estrapolati dai primi due lavori e gli inediti Rain to Come e l’eterea strumentale Nightfall.  E' proprio il contrasto tra gli estratti di Les Châteaux de la Loire e quelli di Ellesmere II – From Sea and Beyond che rende questo lavoro lodevole presentando una gradevole diversificazione musicale.

L’amore per gli Emerson, Lake & Palmer, Yes e King Crimson è palese, ma il punto di forza degli Ellesmere risiede nel tentativo di personalizzare il proprio sound evitando di diventare l’ennesima inutile scopiazzatura di stilemi portati avanti con assoluta perizia dalle formazioni sopracitate. Infatti, quando approcci alla musica degli Ellesmere ti ritrovi a dire subito “Questi sono gli Ellesmere!” e ciò significa che hanno saputo ritagliarsi una precisa identità con una certa propensione alla ricerca dell’originalità.

Munito di un artwork davvero molto bello, consiglio l’acquisto di questo live anche per l’ottima qualità di registrazione che un prodotto simile ha il dovere di possedere, al fine di consentire all’ascoltatore più attento di cogliere tutte le sfumature di ogni singola composizione.

Aggiungo, infine, che l’essere stato citato nei ringraziamenti è motivo di orgoglio e soddisfazione perché costituisce un riconoscimento alla valenza del mio prodigarmi per il mondo delle sette note. Un ringraziamento di cuore a Roberto Vitelli.






venerdì 9 settembre 2022

Laura Catrani: "Vox in Bestia", commento di Fabio Rossi


Commento di Fabio Rossi 


Artista: Laura Catrani

Album: Vox in Bestia

Genere: Classica

Anno: 2021

Casa discografica: Stradivarius


Tracklist

Vox In Bestia, Inferno

I. Canto No. 1, Tre fiere

II. Canto No. 3, Vermi, vespe, mosche

III. Canto No. 5, Stormi, gru e colombe

IV. Canto No. 6, Cerbero

V. Canto No 13, Cagne nere

Vox In Bestia, Purgatorio

I. Canto No. 8, Astor

II. Canto No. 14, Botoli

III. Canto No. 15, Agnel

IV. Canto No. 18, Ape

V. Canto No. 25, Cicogna

Animalia, Paradiso

I. Canto No. 1, Aquila

II. Canto No. 6, Colubro

III. Canto No. 23, Augello

IV. Canto No. 24, Agnello

V. Canto No. 25, Pellicano

 

Line Up

Laura Catrani: voce accompagnata dalla musica di Fabrizio De Rossi Re (Inferno), Matteo Franceschini (Purgatorio) e Alessandro Solbiati (Paradiso)

Usare la voce alla stregua di uno strumento musicale credo che sia la massima aspirazione per un cantante. Da ragazzo, ascoltando i Led Zeppelin e i Deep Purple, ho sempre pensato che Robert Plant e Ian Gillan ci riuscissero egregiamente. La storia della musica, peraltro, è costellata di altri esempi rappresentativi, quali Freddie Mercury dei Queen o Jim Morrison dei Doors, e anche in Italia ci siamo contraddistinti con perle del calibro di Demetrio Stratos o Giuni Russo. Proprio grazie a un altro grande talento, qual è indubbiamente Claudio Milano di cui da anni apprezzo la sua arte, ho avuto modo di conoscere la riminese Laura Catrani e la sua superba voce da soprano.

La bionda Laura mi ha donato il suo CD Vox in Bestia che ho ascoltato e apprezzato, con la dovuta attenzione che un lavoro di così elevata qualità merita. La cantante, infatti, ha inteso omaggiare il sommo poeta Dante Alighieri nell’ambito delle manifestazioni celebrative in occasione del settecentesimo anniversario della sua morte con un lavoro estremamente impegnativo, incentrato sugli animali presenti nella Divina Commedia. Accompagnata dalla musica di Fabrizio De Rossi Re (Inferno), Matteo Franceschini (Purgatorio) e Alessandro Solbiati (Paradiso), la sua voce cristallina è l’assoluta protagonista nell’ambito di un’opera visionaria e poetica e non a caso utilizzo gli stessi termini dello scrittore Tiziano Scarpa, il quale si è occupato dei testi di accompagnamento, perché inquadrano perfettamente la filosofia di un disco oltremodo complesso. Siamo al cospetto di una sorta di manuale indispensabile per districarsi nel mondo animale dantesco, compreso quello fantastico e metaforico. L’atmosfera si dirada a mano a mano che proseguiamo il percorso che dagli inferi ci porta al Paradiso; il senso di cupezza e oppressione lascia spazio alla serenità e i vocalizzi di Laura si fanno via via più celestiali. Ascoltando il suo cantato onomatopeico ci sembra di essere veramente tra mosconi, gru, colombe, cagne, aquile e il resto del bestiario, il tutto concepito con una maestria e una competenza fuori dal comune. Non sono un esperto ma credo che tutto sia stato studiato con meticolosità, lasciando spazio in una fase iniziale all’improvvisazione creativa.

Vox in Bestia è un progetto intellettuale e ambizioso presentato su RAI3 in 15 puntate andate in onda nel maggio 2021 e portato per ben 22 volte nei teatri di tutta Italia riscuotendo un meritato successo. La Catrani aveva già reso protagonista la sua formidabile ugola in Vox In Femina, uscito dieci anni fa e fiore all’occhiello della sua produzione; qui si è ripetuta magistralmente in un ambito se vogliamo più temerario essendole stata richiesta la massima concentrazione vocale possibile. Consiglio l’acquisto del CD anche per la bellissima confezione e la cura dell’artwork. Buon ascolto!






giovedì 8 settembre 2022

#iosonomoka-"#iosonomoka", commento di Fabio Rossi


Commento di Fabio Rossi 

Artista: #iosonomoka

Album: #iosonomoka

Genere: Folk/Cantautorato d’autore

Anno: 2022

Casa discografica: Autoprodotto

 

Tracklist

1. Musico Fallito

2. Storie di notte

3. Bajo el Porche

4. La Luce che tutti hanno

5. Libera I tuoi passi

6. Io non so stare

7. Se non hai dollari

8. Uomo Morto

9. Pioggia Sporca

10. Solo così

11. Questa è la tua terra

12. Mi Nueva Casa

13. Prima che il sole svanisca

14. Se ti prende la notte

15. Libertade

16. Bella Ciao

17. La ballata del giullare

18. Duende

19. Tema delle nuvole

20. Andare a tempo

21. Storia di un fuorilegge

22. È naturale

 

Line Up

Nicola Barbieri: voce, chitarra e armonica

Special Guest: Davide “Dudu” Morandi voce e chitarra in Musico Fallito; Andrea “Fonta” Fontanesi piano e Davide “N.8” Notolieri chitarra in Bajo el Porche; Davide “N.8” Notolieri chitarra in Solo Così; Max Frignani chitarra e E Lef-T Lele Borghi batteria in “Se ti prende la notte”; Davide “N.8” Notolieri chitarra, Kosma Ugolini basso e Stefano Botti batteria in È naturale

 

Uscito il 25 aprile 2022 e pubblicato in regime di autoproduzione, #iosonomoka è l’album d’esordio solista del cantautore emiliano Nicola Barbieri, alias Moka. L’artista ama così visceralmente la musica al punto di definirla una parte essenziale della sua stessa vita. Ha espresso il desiderio di voler suonare fino a ottant’anni e gli auguriamo con tutto il cuore che ciò possa accadere vista anche la caratura di questo disco.  

Noto per militare nella band Moka Quartet, con all’attivo due album e altrettanti singoli, Nicola ha voluto iniziare in parallelo un nuovo percorso più intimista e riflessivo; da quest’idea nasce il progetto #iosonomoka.

Ventidue i brani proposti, registrati in presa diretta al VoxRecording Studio di Ghiardello (RE), in cui i protagonisti assoluti sono la voce, la chitarra acustica e l’armonica. Solo nella conclusiva “È naturale”, registrata con i Moka Quartet, compare una delicata chitarra elettrica. I richiami a Francesco Guccini, Fabrizio De André, Neil Young e Bob Dylan sono palesi. Barbieri suona bene e la sua ugola avvolgente ti colpisce sin dall’opener “Musico Fallito”. I testi sono ammirevoli e parlano di vita vissuta, sensazioni, esperienze, protesta, amore, odio. Le riflessioni sul senso dell’esistenza sono tanto semplici quanto profonde.

“Tenete pure le vostre divise perché paura del mondo non ho mi fanno ridere quei quattro straccioni che quando passano ti guardano male come può uno pensarsi migliore che tutto giri soltanto per sé” (da “Musico Fallito”)

 “Aspetta un attimo restiamo qui così sembra fantastico non c'è parola che possa descrivere lo senti crescere colorano canzoni tra le stelle i tuoi aquiloni puoi restare per sempre giovane solo così” (da “Solo Così”)

“Tu non pensi mai a "dio" anche se lo vedi spesso sotto le montagne, sul fondo del mare sembra quasi che si muova su una mina a quattro anni dentro ai forni crematori e non servono parole quando arriva dritto al cuore attraverso gli occhi tuoi” (da “Uomo Morto”)

Gli esempi sopra riportati rivelano la grande sensibilità di Nicola, il suo voler mettersi a nudo e cercare una via di comunicazione con l’ascoltatore che è impossibile non trovare salvo che si approcci a #iosonomoka con negligenza e superficialità. Sarebbe un errore esiziale.

Trovo amabile questa proposta per la sua linearità e la passione con cui sono state concepite le canzoni. Esse sono come un puzzle che può essere apprezzato nella sua interezza solo prestando attenzione a tutto il disco. In questo momento storico d’incertezze e confusione, è fantastico che qualcuno voglia fortemente distaccarsi dalla realtà proponendo qualcosa di antico che richiama il cantautorato d’autore degli anni Settanta e Ottanta. Davvero una gran bella scoperta.     






lunedì 5 settembre 2022

Compie gli anni oggi Toni D'Alessio


Compie gli anni oggi Tony D'Alessio, cantante, arrangiatore, speaker radiofonico, attore.

Dal 2016 è il nuovo cantante del Banco del Mutuo Soccorso (doppi auguri !!!)

Una "bella" persona, un bravo artista. Il 23 settembre potremmo ascoltarlo con il nuovo disco del Banco “Orlando. Le forme dell’amore”.

Buon Compleanno Tony!

Wazza


Tony D’Alessio è nato il 5 settembre 1970.

Vanta una lunga serie di collaborazioni con gruppi musicali, dal metal estremo al cross-over e al rock progressivo, anche come produttore artistico-esecutivo.

Esperienza live dal 1987: piccoli, medi e grandi locali (Alpheus, Alcatraz di Roma etc.), piccoli stadi, palazzetti, centri sociali, 1° maggio (Roma: “Open air” villa Carpegna), motoraduni, anche in qualità di spalla a gruppi come Extrema, Litfiba, Overkill, Megora e tanti altri.

Ha avuto esperienze con il Pop orchestrale (con il maestro A. Serio come autore e cantante). 1984-94: esperienza teatrale con apparizioni in tv (RAI, Italia 1, emittenti private). 1993 (10 gennaio): Live at Video Music, dallo Studio 2 di Torino. 2001: vincitore del primo premio offerto da RAI-SAT per il Rossellini Film Festival (aiuto regista, attore, colonna sonora “Memorie di un limone” di Zoe Damaro). Per cinque anni collabora con Filippo Marchegiani (chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso e fondatore degli Scenario). Stampa: interviste e recensioni per radio, emittenti televisive e su riviste a diffusione nazionale (Flash, Rockstar, HM, Metal Shock, Metal Hammer, Psycho, Rock Sound e vari quotidiani); stampa estera.


Nel 2005 turnista nel gruppo di accompagnamento di Stefania Cento (personaggio televisivo e cantante in “Ci vediamo su Rai2”). Nel 2008, collabora con Luciano Varnadi ed Andrea Roncato arrangiando ed incidendo l’intero coro di un brano destinato al festival San Remo (“Storie di Damer”). 2008 Incide per gli Heimdall tutte le linee vocali ed i cori da lui arrangiati di un concept album sull’Eneide in inglese. Dal 1996 insegna canto moderno. Dal 2006 al 2009 incide e collabora come cantante-chitarrista con il gruppo salernitano “Il pozzo di S. Patrizio”. Nel 2009 Vincitore con I Guernica del concorso indetto dal C.S.A. (Centro Sviluppo Artisti) di Bologna.  Socio fondatore de “La Mela di Odessa”. 2° posto in xfactor 7° stagione 2013 con gli Ape Escape.

Attualmente impegnato come cantante in una band storica del prog internazionale: il Banco del Mutuo Soccorso.






domenica 4 settembre 2022

Alla scoperta degli OZONE, bambini prodigio thailandesi dediti al rock

Le trasmissioni televisive e i talent dedicati sono pieni di anime, anche molto giovani, che manifestano da subito grande talento.

Ci sono poi i combo costruiti ad arte, per arrivare al pubblico rapidamente.

Non ho molti elementi per giudicare gli OZONE, se non i tanti video postati sul loro canale youtube e a questo punto della storia - la loro, testimonia un inizio davvero precoce - mi pare di trovarmi davanti a quattro bambini con un discreto talento in prospettiva che, grazie a genitori appassionati di rock, apprendono e propongono cover dei grandi gruppi, mettendo passione e capacità scenica.

Di più per ora è impossibile dire se non… se sono rose fioriranno!

Ma cerchiamo di scoprire qualcosa di più su di loro…

OZONE non è una band musicale tradizionale costituita da bambini, come se ne possono trovare in giro per il mondo.

Trattasi di un gruppo tailandese, formato nell'ottobre del 2021 da Kru Roj, della Yamaha Phuket Music School.

La cosa più incredibile è l’età dei componenti, tra gli 8 e i 12 anni!


Membri: 

1. Praew (12 anni) - cantante e chitarrista elettrica

2. Khao Tang (11 anni) - tastierista

3. JC (11 anni) - bassista

4. Boon (8 anni) - batterista

 

Quando gli OZONE iniziano la loro avventura, impiegano solo 4 mesi per vincere la medaglia d'oro e il 1° Runner Up Prize del Valaya Alongkorn Virtual International Music Competition 2022, nel gruppo di String Combo, età non superiore ai 15 anni.

Nel maggio 2022, la band vince il 1 ° Runner Up Prize del Wichit Municipality Music Competition 2022, dedicato ad una fascia di età non superiore ai 16 anni.

Recentemente, all'inizio di agosto 2022 la band ha vinto a livello nazionale  il premio Menzione d'Onore nel Concorso Musicale (The Songs for the Nation e Royal Throne), classe High School, nel gruppo di livello High School.

Il 25 agosto vincono il primo premio al Kathu Municipality Music Competition 2022, dedicato alla scuola elementare.

La notorietà all’estero e in patria è aumentata rapidamente ed è stata sancita dall’intervista pubblicata nel Phuket News.

E la mente vola al film “the School of Rock!




Link utili:

https://www.facebook.com/OZONEKidsBand

https://www.youtube.com/c/OZONEKidsBand

 

Qualche fotografia che li ritrae ... al lavoro!









sabato 3 settembre 2022

TRASIMENO PROG FESTIVAL 2022-Il commento di Evandro Piantelli

 


TRASIMENO PROG FESTIVAL 2022

Di Evandro Piantelli

 

Si è da poco conclusa a Castiglione del Lago in provincia di Perugia la terza edizione del Trasimeno Prog Festival, un appuntamento che si è già ritagliato un posto importante nel panorama musicale italiano. Vi racconto come è andata.

L’edizione 2022 del Festival era stata originariamente concepita su tre serate da tenersi all’interno della meravigliosa Rocca del Leone, un complesso medioevale che si trova nella parte antica della città, sulla sommità di una altura da cui si dominano il Lago Trasimeno e le pianure circostanti. Successivamente gli organizzatori (con l’Associazione Trasimeno Prog in primis) sono riusciti ad aggiungere una serata di anteprima del festival nel centro strico di Perugia. Ma vediamo nel dettaglio.

Giovedì 25 agosto. Nella splendida location dei Giardini del Frontone si è esibita L’estate di San Martino, gruppo storico del prog perugino, attivo da oltre quarant’anni. La band ha eseguito integralmente i brani del nuovo CD “Kim”, la cui uscita è stata programmata per il prossimo 11 novembre (che è, appunto, il primo giorno dell’estate di San Martino) e, successivamente, ha proposto alcuni brani del repertorio storico, attingendo soprattutto dall’album “Talsete di Marsantino” del 2012. In alcuni pezzi i membri del gruppo sono stati affiancati da musicisti ospiti che con i loro strumenti (in particolare violoncello e cornamusa) hanno contribuito a rendere il sound del gruppo ancora più vario e interessante. Serata piacevole che il pubblico sembra aver gradito (e non solo perché la band giocava “in casa”).

Venerdì 26 agosto. La prima serata ufficiale del festival è stata aperta dalla Giorgio “Fico” Piazza band, gruppo formato già da qualche anno dall’ex membro della P.F.M., che propone pezzi tratti dai primi due album della storica band di Giorgio. E così abbiamo potuto ascoltare delle belle versioni di Appena un po’, Per un amico, La carrozza di Hans, Il banchetto (solo per citare alcuni titoli), per concludere (temporaneamente) con E’ festa. Spettacolo divertente e scoppiettante, molto applaudito dal pubblico, che ha visto il ritorno sul palco della band per un’esecuzione travolgente di Gimme some lovin’

Il secondo gruppo della serata era il Richard Sinclair Trio, formato dal musicista britannico (ex Caravan, Camel, ecc.), dal batterista Angelo Lo Sasso e dal flautista Gian Luca Milanese. Come molti sanno Sinclair vive da anni in Italia, in particolare in Puglia, dove si occupa principalmente di agricoltura, ma non disdegna di tornare a salire sul palco con musicisti del nostro Paese per riproporre alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Personalmente ho visto Richard più volte, con vari musicisti italiani ad accompagnarlo e devo dire che i risultati non sono stati sempre all’altezza del suo curriculum. In questa occasione, invece, i tre sono parsi piuttosto affiatati e Sinclair, che suonava una vistosa chitarra doppio manico, ci ha proposto una carrellata di pezzi storici, da In the land of grey and pink a Golf girl, da For Richard a Falafel Shuffle. Il primo giorno di festival si è concluso con l’esibizione degli Odessa, band marchigiana con all’attivo tre lavori: “Stazione Getsemani” (1999), “The final day-Il giorno del giudizio” (2019) e “L’alba della civiltà”, uscito quest’anno per la Lizard Records (al concerto era presente anche il “boss” della Lizard, Loris Furlan). Il gruppo ruota attorno alla figura di Lorenzo Giovagnoli, che ha composto tutti i brani, canta e suona le tastiere. Il sound degli Odessa è caratterizzato da forti legami col passato (in alcuni passaggi si notano affinità col Banco) ma non manca una certa originalità che lo rende riconoscibile. Gli Odessa hanno proposto brani da tutti e tre i lavori pubblicati, con una predilezione per l’ultimo disco. Non sono mancate le cover (Caronte – The Trip, Miniera – New Trolls, L’anno, il posto, l’ora – Pooh).

Sabato 27 agosto. Giornata interamente dedicata ai Genesis, con un programma molto ricco. Si comincia al pomeriggio nel medioevale Palazzo della Corgna con Francesco Gazzara, pianista jazz con uno sviscerato amore per il gruppo britannico, del quale ha trascritto numerosi pezzi per pianoforte che ha pubblicato su CD (l’ultimo commemora i 50 anni dall’uscita di “Foxtrot”). Francesco ha presentato il suo libro “Genesis dalla A alla Z”, un dizionario che racconta le cinque figure della formazione storica attraverso diversi aspetti della loro vita artistica e privata, che si intrecciano in un’unica meravigliosa storia. L’artista si è anche soffermato sull’importanza del lavoro di Tony Banks, eseguendo alcuni passaggi dimostrativi. Infine, Francesco ha eseguito per intero al pianoforte a coda due brani del Genesis, The Lamia e One for the vine, suscitando forti emozioni in tutti i presenti. Subito dopo Mino Profumo, un’autentica eminenza grigia in materia, ha presentato il suo ultimo libro “The Lamb” che descrive quello che è forse l’album più famoso (ma anche più misterioso) dei Genesis attraverso racconti ed immagini del disco e del tour che ne è seguito. Lo scrittore genovese ha raccontato la genesi (è il caso di dirlo) del libro e ha mostrato la lettera di ringraziamento di Peter Gabriel. Dulcis in fundo c’è stato l’intervento di Richard MacPhail, che per anni è stato per il gruppo un importantissimo punto di riferimento (manager, autista, tecnico, ecc.), che ha presentato l’edizione italiana del suo libro “la mia vita con i Genesis”. La presentazione è stata accompagnata dalla proiezione di numerose ed interessantissime foto di Richard con la band, dai primissimi tempi alla Charterhouse School, fino ad arrivare all’ultimo concerto tenuto dai Genesis allo 02 di Londra nel marzo 2022 dove Richard, ancora una volta, è stato vicino alla band. Ricordiamo che l’intera manifestazione pomeridiana è stata presentata da Simone Mazzilli.

Dopo un pomeriggio così ricco ci attendeva una serata altrettanto gustosa. Sono saliti sul palco per primi The Progressive Tales, un progetto realizzato da un gruppo di musicisti dell’area di Livorno che ha proposto brani tratti da “From Genesis to Revelation” (il primo lavoro del gruppo di Banks e soci, disco raramente proposto dalle cover band) unitamente a pezzi di prog band famosissime quali King Crimson, EL&P, PFM e Yes. Il gruppo ha eseguito anche un brano di propria composizione (il titolo dovrebbe essere The king is dead). Ed infine uno dei gruppi più attesi (almeno per me): The Watch. La band milanese, nata nel 1997, negli anni si è imposta come una delle migliori cover band dei Genesis (periodo da “Trespass” a “Wind and wuthering”), proponendo anche brani propri (hanno pubblicato nove album) e riscuotendo successi anche fuori dal nostro Paese. Tra l’altro alla batteria abbiamo potuto vedere il nuovo acquisto Francesco Vaccarezza (da Chiavari), che ha da poco sostituito Marco Fabbri e che era alla sua seconda esibizione con la band. Abbiamo potuto ascoltare stupende esecuzioni di Supper’s ready, The cinema show, Dance on a volcano, Firth of Fifth e di tanti altri pezzi che, anche se li conosciamo a memoria, sono capaci di ridestare sempre delle belle emozioni. Il concerto si è concluso con una bella versione di The musical box.

Domenica 28 agosto. L’ultima giornata del festival prevedeva al mattino un incontro con Patrizio Fariselli al Palazzo della Corgna, dove l’artista romagnolo ha raccontato un po’ della sua storia e degli Area, eseguendo alcuni pezzi al piano. Inoltre, nel pomeriggio, si è svolto alla Darsena (un locale sul Lago Trasimeno) uno show di Bernardo Lanzetti dove l’ex Acqua Fragile e PFM ha eseguito brani del proprio repertorio e di altri cantanti italiani e stranieri. Purtroppo, per una serie di motivi, non ho potuto assistere a queste due esibizioni. Alla sera, invece, nella Rocca del Leone, ero presente ed ho potuto vedere l’esibizione della Alex Carpani Band. Alex ha da poco pubblicato il nuovo album, dal titolo “Microcosm”, che vede la partecipazione di alcuni musicisti di fama internazionale (David Jackson, Theo Travis, David Cross, Jon Davison) ed il concerto è stato interamente incentrato su questo lavoro. Si tratta di brani più rock che prog dove il tema principale è la considerazione del singolo individuo come un universo in miniatura (concetto che si riscontra anche in molte culture del passato) e del suo rapporto con il macrocosmo. Nel complesso una bella esibizione.

L’ultima band a salire sul palco era anche la più attesa perché era già prevista per la precedente edizione, ma poi concerto era saltato: Patrizio Fariselli – Area Open Project. Uno per volta sono saliti sul palco Patrizio Fariselli alle tastiere, Marco Micheli al basso, Walter Poli alla batteria e Claudia Tellini alla voce. Il concerto si è aperto con Cometa rossa, un pezzo da brivido, dove la cantante, lungi dal voler imitare lo stile di Demetrio Stratos, ha dato al pezzo un apporto personale che mi ha emozionato. Sono seguiti brani storici degli Area, come Il bandito del deserto, Gerontocrazia, L’elefante bianco, Gioia e rivoluzione, Luglio, agosto e settembre (nero), e pezzi di nuova composizione, tra cui Efstratios, dedicato a Demetrio. Il concerto è terminato con The wind cries Mary, cover di Jimi Hendrix. Non vorrei sembrare poco obiettivo, ma devo dire che, per la scelta dei brani e per la bravura di tutti i musicisti, questo è stato uno dei più bei concerti a cui ho assistito nel corso del 2022.

Considerazioni finali. Complimenti agli organizzatori che, con mezzi limitati, sono riusciti a realizzare un festival di buon livello. Purtroppo, il pubblico, causa condizioni meteorologiche, non è stato molto numeroso, perché i pomeriggi di venerdì, sabato e domenica sono stati caratterizzati da pioggia e temporali, mettendo in forse lo svolgimento delle serate e scoraggiando parte degli spettatori. Comunque, un festival di buon livello, che speriamo possa continuare per tante edizioni ancora.





venerdì 2 settembre 2022

Lemuri il Visionario Unplugged al Legend Club di Milano 30 luglio 2022 - Commento, video e intervista di Mario Eugenio Cominotti per MAT2020

 


Lemuri il Visionario Unplugged al Legend Club di Milano 30 luglio 2022

Commento, video e intervista di Mario Eugenio Cominotti per MAT2020

 

Milano, 31 agosto 2022

Alla fine di un pomeriggio torrido, tipico di questa estate rovente, arrivo al Legend Club di Milano, dove dopo alcuni anni ritrovo con grandissimo piacere Vittorio Centrone, in Arte “Lemuri il Visionario”, già mio gradito ospite a una bella puntata di “Lotta Love … Volo Notturno con Mario Eugenio Cominotti alla Ricerca del Rock Ritrovato ...e dintorni!", format radiofonico che con l’amico Tiziano ho realizzato e condotto su WPRadio con cadenza settimanale per cinque anni, fino al 2016.

Ben diversamente da me, Lemuri è tuttora in perfetta forma, quasi come se per lui il tempo non fosse mai trascorso: stesso make-up, finissima giacca glam firmata, inseparabile valigia dei sogni (celerà forse tra le tante meraviglie anche uno strano patto firmato a qualche pericoloso incrocio?) e pronto per  partecipare a questa Edizione Speciale Estiva di Rock Targato Italia, due giornate di Incontri e Concerti al Legend Club di Milano tra Musicisti, Produttori, Giornalisti e “Addetti ai lavori” che animano la scena musicale alternativa italiana anche attraverso questo Network, attivo dal 1987.

Francesco Caprini (DivInAzione – RTI) introduce e fa da contrappunto a Roberto Manfredi, discografico (Ricordi, RCA, responsabile cast artistico Polygram 1980), autore e produttore esecutivo di format televisivi (“Segnali di Fumo” con Videomusic negli anni’ 90) che racconta dalla sua prospettiva privilegiata la scena musicale degli ultimi trent’anni, tra aneddoti ed estratti dal suo libro “Talent Shop – Dai talent scout ai talent Show” (Arcana 2010), accompagnandoci in un personale viaggio su come è cambiato nel tempo il modo di fare e fruire musica. Raccogliendo l’invito di Francesco e Roberto Vittorio Centrone li raggiunge il palco arricchendo il racconto ricordando gli esordi punk e new wave negli anni ‘80 a partire dal “Great complotto” di Pordenone.

Sul palco allestito nel giardino del Legend Club di Milano inizia quindi il Set Unplugged di Lemuri il Visionario, per l’occasione semplicemente in duo acustico, con lo stesso Vittorio Centrone alla Voce e al pianoforte e Stefano Tedeschi alle chitarre, che dà il via al primo brano - la avvolgente ballad “Scegli me” - con un magico arpeggio alla chitarra acustica rilasciato in “loop”, al quale si sovrappone presto con grande assolo introduttivo, dallo staccato velocissimo, davvero al fulmicotone, con grande espressività e prestazione della mano sinistra quanto della destra, tanto da domandarsi cosa si sarebbe potuto scatenare con una chitarra elettrica … in crescendo entra in scena la voce da incantatore di Lemuri / Vittorio che rinforza ulteriormente l’accompagnamento della chitarra acustica di Stefano con il calore degli accordi ben ritmati del suo pianoforte, per l’incalzare del brano che si conclude tra gli applausi: raffinata canzone d’autore, tra teatralità fatta di emozioni, colori e bagliori di virtuosismo.

Vittorio presenta il secondo brano, “Le cose inutili”, come quello che ha dato vita al personaggio e proprio alter ego di Lemuri il Visionario, introducendolo quindi con un pregevole preludio pianistico. Il brano successivo, “Don Chisciotte”, è dedicato ai molti visionari chiamati in causa tra i presenti, che combattono la loro battaglia giornaliera per inseguire i loro sogni …. la chitarra di Stefano dà ancora una volta prova di grande “groove” sostenendo ritmicamente l’impatto del complesso brano fino alla galoppata finale insieme al pianoforte di Vittorio.

Lemuri presenta l’ultimo album “Viaggio al centro di un cuore blu” con l’esecuzione senza interruzione di due delicate ballate, “Dolci promesse” e ”Mentre piove”. Prima di quest’ultima Stefano cambia chitarra (Bellissima!) accordandola “al volo”, per esibirsi ancora in uno sfolgorante e folgorante assolo, che tra grande passione e intensità raccoglie ancora gli applausi del pubblico che nel frattempo si è fatto sempre più numeroso, attento e partecipe, se non incantato da questo Set Acustico che si conclude con la introspettiva “Niente da dire”, sempre dall’ultimo album di Lemuri.

Nel giardino del Legend Club ritrovo Vittorio, che nonostante stanchezza, caldo, rumori circostanti e impegni si rende disponibile con la consueta generosità per una chiaccherata tra vecchi amici che si ritrovano, più che per un’intervista formale; ci salutiamo così per ripartire, ognuno con la sua valigia dei sogni e delle meraviglie … Buona visione e buon ascolto.


https://www.lemurivisionario.com/