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giovedì 28 febbraio 2019

Van Der Graaf Generator in Italia nel febbraio del 1972



VAN DER GRAAF GENERATOR
Guy Evans, Hugh Banton, Peter Hammill, Dave Jackson
SPACE ELECTRONIC Florence Monday February 14, 1972

Per tutti i "Salgari" del progressive, quelli che sanno tutto senza essersi mai mossi di casa!
Nel febbraio 1972 si teneva il primo tour italiano dei Van Der Graaf Generator...
Ebbero cosi tanto successo che ne fecero subito un secondo, a maggio dello stesso anno.
Come successe con i Genesis il pubblico italiano "adottò " i VDGG, tra i gruppi preferiti.
Ad agosto si sciolsero (ma quella è un'altra storia).
Di tutto un Pop…
Wazza


08 FEB 72 Italy, Milan, Teatro Massimo (2 shows)
09 FEB 72 Italy, Rome, Piper Club
10 FEB 72 Italy, Turin, College Club (2 shows - 4pm and 9pm) 
11 FEB 72 Italy, Reggio Emilia, Fifty Fifty Club
12 FEB 72 Italy, Novara (Prato Sesia), The Pipa
13 FEB 72 Italy, Verona (San Martino Buonalbergo), Lem Club (2 shows)
14 FEB 72 Italy, Florence, Space Electronic
15 FEB 72 Italy, Ravenna (Lugo di Romagna), Hit Parade Club (2 shows)






Deep Purple: accadeva nel febbraio del 1974- invito all'ascolto



Usciva nel febbraio del 1974 "Burn" il primo album dei Deep Purple con il nuovo cantante Dave Coverdale e Glenn Hughes al basso.

Il disco fu primo in classifica in Germania e Austria... in Italia raggiunse il terzo posto.

Si tutto un Pop…
Wazza




mercoledì 27 febbraio 2019

I migliori tastieristi rock nel 1978



Ecco una classifica speciale dedicata ai tastieristi, relativa al  1978:  

Keith Emerson - il "The best" in tutto
Rick Wakeman - miglior album
Eddie Jobson - miglior nuovo talento

Di tutto un Pop…
Wazza



La scomparsa di Andy Anderson

Un altro bravo musicista ci ha lasciato, il batterista Andy Anderson, famoso per aver fatto parte dei Cure di Robert Smith; oltre ad essere stato un apprezzato session-man, ha suonato tra gli altri con Steve Hillage  e gli Hawkwind...
RIP!
Wazza

  
The Steve Hillage Band: Avebury Stone Circle
Avebury, Wiltshire. UK. 1978
John McKenzie : bass
Christian Boule : guitar
Steve Hillage : guitar, vocals
Andy Anderson : drums
Miquette Giraudy : synthesizer



martedì 26 febbraio 2019

Ricordando Rudy


 "Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno."
(Pablo Neruda)

Buon compleanno dai tuoi amici... in terra!
Ciao fratello Rudy.
Wazza


Peter Gabriel: accadeva il 25 febbraio del 1977


Usciva il 25 febbraio 1977 il primo album solista di Peter Gabriel, conoscuto anche come “Car”.
Lasciati i  Genesis, accorpa una squadra di musicisti, tra i quali l'ex King Crimson Robert Fripp, sotto la produzione di Bob Ezrin, e pubblica un disco che spiazza tutti quelli che si aspettavano un album "Genesis-style".
L'auto usata per la copertina era una Lancia Flavia di proprietà di Storm Thorgerson, dello studio Hipgnosis, quello delle storiche copertine dei Pink Floyd e non solo !
Di tutto un Pop!

Wazza





domenica 24 febbraio 2019

"Physical Graffiti": era il 24 febbraio del 1975


Usciva il 24 febbraio 1975 "Physical Graffiti", sesto album dei Led Zeppelin... ad avercene oggi dischi così!
Di tutto un Pop…
Wazza


"Physical Graffiti", ovvero i Led Zeppelin al culmine della carriera e della creatività. Con questo capolavoro i Led infatti portano a termine quella maturazione artistica iniziata da "III" e proseguita con "Houses of the Holy", arrivando a creare l'unico album doppio della loro discografia in cui sono sapientemente miscelati vari generi musicali, dall'hard rock fino al funky, passando per il blues e per sonorità orientaleggianti, con picchi di espressività e intensità veramente altissimi.

Album che si apre con "Custard Pie", un hard-rock dalle sonorità ruvide, per poi passare al rock più "pulito" di "The Rover", brano del '70, in cui Page piazza un riff dei suoi e uno dei suoi assoli di più perfetta costruzione. Segue "In My Time Of Dying", uno standard blues, a cui la batteria rovente di Bonham, il canto drammatico di Plant e la sadica chitarra di Page danno un'intensità emotiva spaventosa facendone un baluardo dei Led. Si continua con la smorfiosa "Houses Of The Holy", risalente al '73, con un pesantissimo brano funky, "Trampled Under Foot", con Jones che spicca alla tastiera e con Plant che canta le analogie tra la meccanica dell'automobile e l'atto sessuale, per arrivare all'apoteosi di "Physical Graffiti": "Kashmir". L'imponente batteria di Bonzo, il lento e maestoso riff di Page e di Jones, sempre alla tastiera, e il racconto di un viaggio epico di un Plant in grande forma, fanno di questo brano un viaggio mistico tra le sonorità orientali e gli danno un livello di espressività e di emotività altissimo.

venerdì 22 febbraio 2019

Febbraio 1985: Musicaitalia per l'Etiopia


Nel 1985 era di moda fare musica con la parola "AID" vicino: Band Aid, Live Aid, Farm Aid...
musicisti che si riunivano e pubblicavano brani, con l'intento di realizzare incassi da devolvere in beneficenza.
Anche l'Italia scende in campo con il progetto "Musicaitalia per l'Etiopia", nel febbraio del 1985: da un'idea di David Zard, molti tra i più noti artisti del panorama italiano incidono "Nel blu dipinto di blu (Volare)", il pezzo di Domenico Modugno più conosciuto all'estero.
Ma il progetto fu un mezzo flop, forse sarebbe stato meglio incidere un brano inedito per l'occasione, come avevano fatto i più blasonati Band Aid (Do they know it's Christmas) e gli USA for Africa con (We are the World).

Nelle note di copertina è citato il Banco, ma credo che l'unico presente fosse Francesco Di Giacomo.
Di tutto un Pop!
Wazza 


NEL BLU DIPINTO DI BLU/NEL BLU DIPINTO DI BLU (strumentale)
Interprete: Musicaitalia per l'Europa 
Etichetta: MUSIZA 
Catalogo: ET 0100
Data di pubblicazione: Febbraio 1985 
Matrici: ET 0100-1/ET 0100-2
Supporto:vinile 45 giri
Tipo audio: Stereo
Dimensioni: 17,5 cm.
Facciate: 2

Note: Data matrici: 19 Febbraio / Copertina di Mario Schifano - Elaborazioni fotografiche di Marcello Gianvenuti / Progetto di David Zard / Registrato negli Studi Fonoprint di Bologna, Lark di Carimate (CO), Forum di Roma, Trafalgar di Roma e Polygram di Milano da Luca Bignardi, Allan Goldberg, Luca Malaguti, Davide Marinone, Franco Patrignani e Gaetano Ria / Distribuito da Dischi Ricordi – Milano

Brani:
Lato A ## NEL BLU DIPINTO DI BLU

Interpreti: Banco, Loredana Berté, Angelo Branduardi, Rossana Casale, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Dik Dik, Tony Esposito, Maurizio Fabrizio, Eugenio Finardi, Riccardo Fogli, Ivano Fossati, Dori Ghezzi, Milva, Claudia Mori, Gianna Nannini, Patty Pravo, Ron, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Giuni Russo, Gianni Togni Autori: Franco Migliacci, Domenico Modugno 

Lato B ## NEL BLU DIPINTO DI BLU (strumentale) 
Autori: Franco Migliacci, Domenico Modugno 

Produttori:
Richard Journo
Mauro Malavasi

Arrangiatore:
Mauro Malavasi 

EdiZIONI MusicalI
Curci




giovedì 21 febbraio 2019

Francesco Di Giacomo: un ricordo a cinque anni dalla sua morte


"Se sapessi guardare come guardano in tanti
quella zona normale così calma e mortale
ma non mi é congeniale
non mi é congeniale."
(La parte mancante.)


 21 Febbraio
 Ci sarai sempre... Buon viaggio Capitano!
 Wazza

Giuliana Vitali (cinque anni sono passati)
Febbraio 2014

Corsi dalla mia cameretta allo studio, oltrepassando quel lungo corridoio, avevo forse nove anni e lo scorrere affascinante di quelle note suonate al pianoforte mi rapì. Di chi è questa canzone? Domandai. Il Banco del Mutuo soccorso, Bisbigli si chiama il pezzo. Rispose Ettore, il compagno di mia madre.
Francesco Di Giacomo, voce lirica e poeta del Banco del mutuo soccorso, è morto a Zagarolo a sessantasei anni. Francesco, insieme a Vittorio Nocenzi e Rodolfo Maltese hanno fatto la storia della musica italiana, quella vera, che nasce dall’incontro del rock con la musica classica e il jazz, arrivando all’apice della bellezza musicale, creando delle vere opere darte attraverso il virtuosismo dei suoni, lo splendore dei testi e la ricercatezza stilistica delle copertine degli album. Gli amici di una vita hanno deciso di salutarlo per l’ultima volta oggi, in una cerimonia laica al Palazzo Rospigliosi a Zagarolo e decido di andarci.
Fanno ventuno gradi fuori. Laria è afosa e gonfia di luce. E’ un giorno di finta Primavera. Emanuele e io percorriamo gli stretti tornanti dei Monti Prenestini che cadono a strapiombo verso un mare verde di boschi. Lappuntamento è al parcheggio di Piazza Del Mercato. Lincidente è avvenuto lì vicino, in Viale Valle Del Formale e lo stiamo attraversando adesso. Ecco sullasfalto qualche mazzo di garofani rossi, lungo il muretto. Francesco veniva dalla parte opposta, perdendo il controllo dellauto, scontrandosi poi con un Suv. Lambulanza. Lultimo respiro. 
Il parcheggio è grande e i palazzi medievali di tufo sciupato degradano a cascata sullo spiazzo. Attraversiamo un ponte che dall
alto dà sulla strada. Cè un quieto panorama di boscaglia e profumo di mimose. Arriviamo al Palazzo Rospigliosi situato in una piazzetta già gremita di persone. Riconosco i visi che incontravo ai numerosi concerti a cui ho partecipato. Sul prato davanti allingresso del Palazzo, giornalisti e uomini dai capelli bianchi raccolti in lunghe code di cavallo con scure e grigie barbe rigogliose. Sulla facciata del palazzo, una fotografia in primo piano di Francesco con un cappello cilindrico da mago, gli occhi che guardano altrove e che rimandano a una pienezza danimo mista a malinconia. Incrocio lo sguardo delluomo che cura la vendita dei gadget del gruppo e che è sempre presente ad ogni concerto con il suo bancone. Il figlio di Vittorio Nocenzi, stessa stazza e pettinatura. Antonella, la compagna di Francesco, vestita di rosso e con quello spazietto in mezzo ai denti è bellissima. I fratelli Vittorio e Gianni con gli occhiali scuri e Rodolfo con una bombetta nera sulla testa. Andrea Satta con un cappello etnico e occhiali da pilota sulla fronte. Le telecamere riprendono il lungo saluto di Mussida e Di Cioccio della Pfm e Jimmi Spitaleri, voce de Le Orme, con Vittorio e Rodolfo. 
Ci avviciniamo all
atrio del Palazzo dove Emergency raccoglie fondi. Si dispensava dai fiori ma Francesco aveva chiesto che il danaro fosse donato allassociazione. 
Un forte applauso rompe le parole. La macchina è arrivata. Vittorio e Gianni Nocenzi reggono la bara col corpo dellamico sulle spalle e a passo forte e lento camminano verso la camera ardente con a seguito i familiari e gli amici più intimi. Ad attenderci un lungo tavolo con calici e spumante, come lui voleva, sul quale è appoggiato qualche garofano rosso. Al centro della sala la cassa di legno chiaro coperta da una maglietta nera XXL di Francesco e dei fiori di campo. In fondo, un pianoforte su un piccolo palco. La sua fotografia su un cavalletto con su scritto La libertà, quando arriverà, avrà un vestito semplice fa ombra a un cartellone da Napoli con ringraziamenti e qualche frase di alcuni pezzi come In volo e Canto Nomade per un prigioniero politico con Io sono nato libero scritto in grande. Un bambino accovacciato a terra cerca di leggerlo. Un salvadanaio in terracotta, citazione della copertina del primo disco del Banco dove è presente la famosa R.I.P. e Il giardino del mago, con scritto Non mi rompete brano che spesso chiudeva i concerti. Una fotografia di gruppo, forse degli anni Ottanta. Un fazzoletto con un pensiero dalla grafia difficile. Le persone scorrono davanti alla bara. Pochissimi recitano il segno della croce. Molti battono sul legno asciutto come fosse la sua grossa spalla. Vittorio è lì vicino. Lo bacio e gli stringo la mano, si apre in un rassicurante sorriso e mi ringrazia con affetto. I musicisti del gruppo Tiziano Ricci, Alessandro Papotto e Filippo Marcheggiani concedono qualche intervista. Usciamo fuori per fumare una sigaretta.
Ti ricordi quando Francesco ha parlato al telefono con Ettore?- mi domanda Emanuele.
Sì Ciao Ettore sono Achille! Dove se dovemo vedè pe
menacce? - ripeto le parole che disse, sorridendo.
Vediamo Rodolfo Maltese e andiamo a salutarlo. Dopo la sua malattia ha lo sguardo assente quasi come se avesse messo una corazza al dolore.
 Raggiungiamo gli altri allinterno della sala. Bruscamente Vittorio Nocenzi interrompe il vocio.
Vi prego, Antonella desidera che venga suonato qualche brano per Francesco. Un pò
dattenzione quindi. Dite di fare silenzio lì fuori!- esclama.
Tutti rivolti verso di lui. Gianni Nocenzi al piano sprigiona dolcissimi accordi blu notte, dedicati all
amico scomparso. Dopo, Paolo Sentinelli suona adagio mentre Andrea Satta recita le parole dellultima poesia scritta da Francesco: Metti che poi ci credo, metti che poi ci vedo. Ora, Vittorio si siede sullo sgabello del pianoforte.
Immaginate la sua voce e le sue parole e seguite la musica- dice.
Eccola, 750.000 anni fa l
amore. Penso alle parole cantate dal vivo e vedo il suo volto dallo sguardo basso e il suo sedersi sempre accanto alla batteria in fondo quando Vittorio diventava protagonista con la parte strumentale. Chiude lincipit di R.I.P. e un lungo applauso. 
Sono le sei di pomeriggio e ci muoviamo imboccando un piccola via stretta del borgo medievale passando il negozio di Antonella, Chiuso per lutto c
è scritto in grande. Vicoli sulla destra con case di tufo allinterno e scalinate di pietra che sinnalzano irregolari a serpentone. La prospettiva rimanda a un breve tunnel dove la fine è una finestra aperta a un precipizio nella ripida vallata verde. In fondo alla strada la chiesa di San Lorenzo Martire. Nellampia piazza della chiesa, diversi manifesti funebri salutano e ringraziano Francesco, ricordando lestrema umanità dellartista.
Ci fermiamo in una piccola pizzeria a taglio a gestione familiare. Facciamo due chiacchiere con la coppia. Ma voi conoscevate Francesco?- chiedo alluomo.
In realtà è da poco che stiamo qui
. Però conosciamo Antonella.Lui qualche volta passava qui davanti. Tutti dicevano che era un borbottone, si lamentava sempre con il sindaco, sempre in prima linea per i problemi del paese. Ad esempio diceva che non bisognava parcheggiare dentro il centro storico, chi non era anziano doveva mettere la macchina nel parcheggio giù a Piazza Mercato. Quando cè stato lincidente pure i muri ne parlavano. Gli volevano bene tutti - mi risponde.
Sì, era una persona davvero speciale. Comunque grazie, in bocca al lupo per tutto allora. Ritorneremo con più calma sicuramente- salutiamo e andiamo via. 
Nel viaggio di ritorno ripenso alla giornata e al testo dell
ultima composizione di Francesco:
(
)Metti che certe volte ti affidi a qualsiasi vangelo. Metti che non ci credo, metti che non ci vedo() Metti che poi col tempo resisti a qualsiasi veleno() Metti che poi la storia, la tua, la scrivi davvero. Metti che poi ci credo, metti che poi ci vedo.




mercoledì 20 febbraio 2019

Il compleanno di Aldo Tagliapietra



Compie gli anni oggi, 20 febbraio, Aldo Tagliapietra, compositore, cantante,polistrumentista, voce storica delle Orme.

Ha pubblicato otto album da solista. Spesso ospite negli album dei "colleghi": nell'ultimo nel 2018 suona il sitar e canta un brano nell'album "Testimone del tempo", dell'ex Pooh Red Canzian.

Buon compleanno Aldo!
Wazza



martedì 19 febbraio 2019

Il compleanno di Claudio Simonetti


Compie gli anni oggi, 19 febbraio, Claudio Simonetti, compositore, tastierista, membro fondatore dei Goblin, figlio del maestro Enrico Simonetti. Prima dei Goblin suona nel "Ritratto di Dorian Gray", Oliver" e "Cherry Five".

Trovano il successo componendo le colonne sonore dei film di Dario Argento..."Profondo rosso"diventa un "cult". Il successo personale si incrementa nel 1981, quando Simonetti compone la musica per il tormentone "Gioca Jouer", di Claudio Cecchetto.

Una carriera lunghissima, anche in veste solista, che continua con il suo "Claudio Simonetti's Goblin", vista la "frammentazione" del gruppo madre.
Happy Birthday Claudio!
Wazza






                                    "Il Ritratto di Dorian Gray" - Ciao 2001, 10 novembre 1971


domenica 17 febbraio 2019

THE PRICE - "A SECOND CHANCE TO RISE", di Andrea Pintelli


THE PRICE - "A SECOND CHANCE TO RISE"
di Andrea Pintelli

Quando la qualità ci abita vicino ed è lì a portata di mano, a volte si resta quasi basiti. Anche basiti. Ma soprattutto piacevolmente sorpresi da artisti poliedrici che hanno fatto della ricerca, della perseveranza, del perfezionismo e della professionalità la loro bandiera, oltre che a quintali di buone e/o ottime idee che ne hanno caratterizzato il loro cammino professionale. Uno di questi rari esseri viventi è Marco Barusso (Finale Ligure, 9 aprile 1973) ed è un produttore discografico, arrangiatore, chitarrista e sound engineer italiano, noto per aver lavorato con nomi del calibro di Modà, Nek, Lacuna Coil, 883, HIM, Thirty Seconds to Mars, Coldplay, Eros Ramazzotti, Tazenda, Laura Pausini, Jarabedepalo. In veste di produttore ha collaborato con artisti come Pooh, Enrico Ruggeri, Edoardo Bennato, Roby Facchinetti, Riccardo Fogli, Benji e Fede, Après La Classe, Danny Peyronel, Finley, Bianca Atzei, Gli Atroci, Heavy Metal Kids, Cayne. Parallelamente ha portato avanti la sua attività di musicista turnista, principalmente come chitarrista e bassista. Marco Barusso ha suonato in moltissime produzioni discografiche e ha accompagnato dal vivo artisti quali Paola Turci, Alexia, Danny Peyronel. È stato chitarrista e produttore della storica band inglese Heavy Metal Kids, della quale ha fatto parte dal 2002 al 2010. Dal 2006 al 2014 è stato chitarrista e produttore della band gothic rock Cayne, rifondata insieme a Claudio Leo ed è attualmente membro della formazione live di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli in qualità di chitarrista. Dal 2012, Marco Barusso ricopre inoltre il ruolo di insegnante di tecniche di summing nel corso per tecnici del suono presso il CPM di Milano. All’inizio del 2017 il produttore ha annunciato la nascita del suo progetto solista THE PRICE, che vede coinvolti numerosi artisti italiani con cui ha collaborato nel corso degli anni. Tale progetto si è concretizzato alla fine del 2018 con la pubblicazione prima in veste digitale, poi in cd nel Gennaio 2019, dell’opera “A Second Chance to Rise”, distribuito da SELF su etichetta BRX. Dopo la pubblicazione dei tre singoli On the Edge of Madness (Feat. Enrico Ruggeri), My Escape e Tears Roll Down, Marco Barusso ha portato finalmente a termine la lunga gestazione del suo concept album incentrato sul tema delle relazioni umane patologiche. Undici brani originali e una cover di Ké (Strange World) sono il contenuto di questo lavoro ambizioso e articolato, che vede la partecipazione di numerosi artisti e colleghi con cui il nostro ha collaborato nel corso di una carriera pluriennale. L'album è inoltre legato a una serie di cortometraggi musicali a sfondo noir realizzati da FRAMERS e concepiti come una trasposizione cinematografica del concept. Le canzoni di A Second Chance to Rise, composte durante la militanza del musicista nei Cayne e, precedentemente, nel gruppo inglese Heavy Metal Kids, sono la sintesi di un vissuto e di un'identità artistica sfaccettati, in cui confluiscono l'energia del rock, il graffio del grunge e le atmosfere dark della new wave, ma anche la rabbia del punk, le molte espressioni dell'alternative metal e, non da ultimo, un certo gusto pop che si fa strada tra le linee melodiche dei brani.
Variegata anche la rosa degli artisti che hanno preso parte al progetto, a partire dai dodici cantanti che hanno interpretato le canzoni, contribuendo alla scrittura delle stesse. Oltre allo special guest Enrico Ruggeri, sono presenti in A Second Chance to Rise le voci di Luca Solbiati (Zeropositivo), Roberto Tiranti (Labyrinth), Max Zanotti (Casablanca), Alessandro Ranzani (Movida), Axel Capurro (Anewrage), Alessio Corrado (Jellygoat), Enrico “Erk” Scutti (Figure of Six), Alessandro Del Vecchio (Hardline), Marco Sivo (Instant Karma), Fabio “Phobos Storm” Ficarella (The Strigas) e Tiziano Spigno (Extrema). Quest'ultimo ha curato anche l'artwork del disco, dove si allude a un faustiano patto col diavolo in chiave moderna, il cui esito è “svelato” nell'ultima pagina del booklet.

«Ci sono tanti modi per “vendere la propria anima”- Spiega Marco Barusso- C'è chi rinnega se stesso per il successo, c'è chi lo fa per compiacere gli altri . Ma la verità è che bisognerebbe seguire sempre la propria strada, senza cercare scorciatoie e restando fedeli al proprio essere. A volte è facile smarrirsi e cadere, ma nella vita c'è sempre una “Seconda possibilità per rialzarsi”, “ A Second Chance to rise”.» Barusso continua:Il progetto “The Price” nasce dall'esigenza di tirare le somme di ciò che ho fatto in questi anni. La sintesi del mio percorso con i Cayne e prima ancora con gli Heavy Metal Kids, sommate alla mia esperienza in qualità di produttore e arrangiatore.
Ho pensato che “The Price” fosse il nome più adatto per rappresentare lo spirito del progetto e dell'album, dove l'idea di fondo, e il fil rouge che collega le canzoni, è la convinzione che nella vita tutto ha un prezzo. Ogni nostra scelta comporta delle conseguenze talvolta imprevedibili, legate alla difficoltà delle relazioni umane ma anche agli ostacoli oggettivi che si incontrano sul proprio percorso e chi sceglie di dedicarsi alla musica lo sa bene, sa che questa scelta, forse più di altre, comporta sacrifici e dedizione estrema. Il progetto prevede peraltro la realizzazione di una serie di videoclip di taglio cinematografico vicino al genere noir, che verteranno sulla macrotematica delle relazioni umane patologiche e dai risvolti spesso morbosi e degeneranti. Su questa linea, la stessa coppia di attori impersonerà di volta in volta i protagonisti di vicende differenti ma accomunate dalla medesima “chiave di lettura”, al fine di dare continuità alla storia, che nel progetto originale sarà una sorta di lungometraggio a capitoli (tipo Four Rooms di Tarantino o la serie Black Mirror). I video saranno complessivamente sei e andranno a costituire un lungometraggio musicale. Per la realizzazione di “The Price” mi sono avvalso del contributo di svariati artisti, perché volevo creare un progetto solista ma al tempo stesso “corale”, che coinvolgesse amici e persone con cui intendevo collaborare da tempo. Alcuni di questi sono membri della formazione live, come Guido Carli (batteria), Axel Capurro (voce e chitarra), Amerigo Vitiello(voce e chitarra), e Claudio Sannoner (basso). Altri “special guest” saranno presenti nel disco, anche in una veste inconsueta.”


Lasciamo ora spazio alla spiegazione della canzoni che compongono l’album:

TEARS ROLL DOWN
Il disco si apre con una canzone che parla di resurrezione. La si può associare a un “urlo di rinascita” conseguente alla fine di un rapporto. A quel preciso istante in cui scatta dentro di noi una scintilla che ci fa andare a raschiare nel fondo del nostro “barile emotivo”, dove scopriamo che abbiamo ancora qualche riserva di energia e dignità utile a farci risalire in superficie. “Tears Roll Down”, interpretata da Luca Solbiati (Zeropositivo), si rifà alla new wave, al pop e al rock anni '90 ed è tra i brani più complessi del disco a livello di arrangiamento. 

A MG OF STONE
È un brano post grunge definito e potente, interpretato da Alessandro Ranzani (Movida). La canzone parla delle persone che vivono grazie ai propri ideali e ai propri sogni. Quelle persone che non sentono il peso del mondo, perché per loro i condizionamenti del pensiero di massa valgono un milligrammo di pietra, quindi nulla.
Put your hands up in the air!

MY ESCAPE
Questa canzone è un invito a cercare la propria strada da soli, senza aggrapparsi a relazioni deleterie e distruttive. Più cerchiamo soluzioni nelle altre persone, infatti, più ci allontaniamo dalla nostra vera essenza. La reale soluzione ai nostri problemi è dentro di noi e possiamo vivere relazioni durature solo se accettiamo e amiamo prima di tutto noi stessi.
“My Escape” è nato come pezzo pop che è stato successivamente “incattivito” in chiave rock. La voce è quella di Axel Capurro, il cantante più giovane del disco.

ENEMY
“Enemy” è un inno contro i fanatismi e contro quegli estremismi che ci annebbiamo la vista e ci confondono fino a impedirci di capire quali siano i veri nemici.
Enemy si rifà al metal più moderno, al groove metal e in parte al djent. La caratteristica del cantato di Alessio Corrado ha dato successivamente al pezzo una connotazione post grunge.

TAKE BACK OUR LIFE
A volte, quando qualcosa ci opprime, è meglio uscire e passeggiare di notte per schiarirsi le idee. "Take Back Our Life" racconta la storia di un coppia ad un bivio, vista attraverso gli occhi e i pensieri del protagonista. Tra compromessi e bugie spesso si perde di vista il senso della propria vita come singoli e ciò che rende unica una storia. È la notte il momento migliore per risolvere le cose, per riprendersi la propria vita e per ricominciare insieme o da soli.
Interpretato da Enrico “Erk” Scutti, “Take Back our Life” è uno dei brani più moderni del disco e si ispira stilisticamente a gruppi come Katatonia, Lacuna Coil, Cure e Bring me the horizon.

FREE FROM YESTERDAY
L'amore ha mille sfaccettature differenti ma spesso comincia e finisce attraverso dinamiche molto comuni. Voltare pagina per non impazzire, provare a dimenticare per sopravvivere liberandosi di un passato troppo soffocante. Ecco cosa "significa" "Free From yesterday", un nuovo punto di partenza, una rinascita dove non c'è più posto per rancori, tristezza e nostalgie. Il brano, interpretato da Roberto Tiranti, è un incontro fra più stili, una sorta di ibrido tra i Police e i Foo Fighters.

LILITH
Lilith, interpretata da Tiziano Spigno, è la canzone più recente del disco. Un brano viscerale e aggressivo, ma con aperture melodiche.
Il testo parla di una relazione d’ "Amour Fou”, rappresentata metaforicamente dalla  possessione diabolica da parte di un demone. Una relazione con una persona distruttiva, dalla quale però non riesci a staccarti e quindi accetti, più o meno consapevolmente, il tuo ruolo di vittima sacrificale.

STORMY WEATHER
Stormy Weather parla di quel tipo di amore travolgente che è insieme eccitazione e dolore, vertigine e dipendenza, piacere e perdita di equilibrio, un sussurro e un vortice, veleno e guarigione. Un amore fortissimo ma tormentato, che porta con sé vento e tempesta.
La canzone è molto strutturata dal punto di vista musicale; è una sorta di incontro tra i Katatonia e gli Alice in Chains, dove la voce di Max Zanotti rievoca l'indimenticabile Layne Staley.

ON THE EDGE OF MADNESS
Il brano, dalle sonorità alternative metal, dark e new wave, era stato scritto da Marco Barusso insieme a Giordano Adornato per essere inserito nel nuovo disco dei Cayne, che hanno successivamente pubblicato la canzone con il titolo “A new day in the sun”.
“On the Edge of Madness”, interpretata da Enrico Ruggeri, è ispirata a una storia di stalking e parla di un uomo perseguitato da una figura femminile.
Nella canzone si descrive la sensazione di vivere perennemente sul filo di un rasoio. Fare l'equilibrista sopra a un baratro e non guardare mai di sotto è l'unico modo per sopravvivere e andare avanti, muovendosi verso un sole che sembra però irraggiungibile. Se fai un passo sbagliato puoi scivolare nella follia, dove braccia tese si allungano per trascinarti giù con loro. La follia ama la compagnia.


ECP
Hai presente quelle highways in mezzo al deserto americano? Hai presente il vento forte e caldo e le balle di cespugli secchi che rotolano e che sembrano scappare da qualcuno? Hai presente il blues, il Diavolo e quel bivio in cui vendergli l'anima per la gloria eterna? La senti ora quella sensazione elettrica di trasporto totale e di possessione compulsiva che solo un fottuto riff rock 'n' roll ti può regalare? Ecco, obiettivo raggiunto.
“ECP” è un pezzo hard rock con un riff quasi djent e una strofa vicina al grunge. Anche questo brano, qui interpretato da Axel Capurro, è stato scritto da Marco Barusso insieme a Giordano Adornato dei Cayne.

UNDER MY SKIN
Due amici divisi dalla guerra sono la metafora di tutto ciò che può separare le persone nella vita. A volte ci si ama ma non si condivide lo stesso credo o la stessa ideologia. Si finisce così per separarsi.
Il testo trae ispirazione dalla guerra in Palestina per raccontare la storia di due amici che, pur amandosi, sono divisi dalla razza, dalla terra, dalla religione e dalla politica.
“Under My Skin” è un brano ispirato al prog ma con influenze metal. La canzone è caratterizzata dal duetto tra Marco Sivo e Alessandro Del Vecchio e dalle loro vocalità quasi antitetiche ma complementari.

STRANGE WORLD (Cover Ké)
La cover della nota canzone di Ké chiude il cerchio (e il disco) con una speranza. Anche se il mondo è strano e a volte incomprensibile, devi avere fede in ciò che fai e andare avanti. È una presa di coscienza amara sulla realtà che ci circonda, ma è anche un modo per farsi forza e proseguire a testa alta.
Nella cover, interpretata da Fabio “Phobos Storm” Ficarella, è stata mantenuta la melodia originale in una  tonalità più bassa, per rendere il brano più introspettivo.

Questo è, in sintesi, un lavoro di altissimo livello e, detto per inciso e a discapito dei gusti di ognuno di noi, assolutamente di rilievo nel panorama rock nazionale. Un disco che potrebbe senz’altro trovare spazio anche all’estero, dove artisti come Marco Barusso sono comunque rarità. Sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire l’occasione di venire a contatto con una realtà così palesemente rilevante, in cui classe e dominio dei propri mezzi vengono a galla fin dal primo ascolto di questo suo ultimo album. Abbracci diffusi.