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giovedì 30 agosto 2018

BANCO in concerto a La Spezia: reportage fotografico di Marco De Rosa


"Ora non è il momento di pensare a quello che non avete. Pensate a cosa si può fare con quello che c'è."
(Ernest Hemingway)

Banco Del Mutuo Soccorso in concerto La Spezia 29 agosto 2018... grinta e poesia!
Peccato per chi non c'era!
Wazza 

Fotografie di Marco De Rosa








mercoledì 29 agosto 2018

Astrolabio: intervista di Max Rock Polis


Astrolabio, I paralumi della ragione. Degressivamente musicisti
Intervista radiofonica del 15 marzo 2018- di Max Rock Polis

Non sono molti gli artisti che si presentano come veri e propri operai del settore, soprattutto quando dietro la loro musica si nasconde ironia e originalità. Non vengono dal Prog e non dicono di andare verso il Prog, bensì verso il loro Rock degressivo. Anche se la sostanza parla chiaro, e noi parliamo un po' con loro per farci spiegare.

Eccoci qui con Michele Antonelli degli…? Lo faccio dire a te perché gli accenti non li becco.
Astrolàbio, eccolo qua [ride, ndr].”

Mi piacevano gli astrolabi da piccolo, mi pare ci fossero anche nel manuale delle Giovani marmotte.
“Sì, ma infatti noi siamo coautori del manuale delle Giovani marmotte, il Gran Mogol suonava con noi, poi visto che era sempre in giro per campeggi abbiamo dovuto sostituirlo [ride, ndr]. Poi si è messo a fare i testi per Battisti e si sa com’è andata.”

Giustamente. In questo album, “I paralumi della ragione”, ho visto le vostre foto: avete un'immagine un pò particolare, diciamolo.
“Abbiamo un'immagine un pò particolare sì, in realtà noi veniamo da una lunga carriera operaia e quindi ci proponiamo come operai del Prog [ride, ndr]. Anche nelle nostre esibizioni noi ci mettiamo la tuta da metalmeccanico, con scritto Astrolabio, per rivendicare le nostre umili origini, ecco [ride, ndr]. Perciò siamo ritratti nella copertina con il nostro abbigliamento da concerto.”

Però devo dire che la vostra musica non ha umili origini e non è suonata in modo umile, ma con  capacità, con competenza e anche con una certa passione.
“Va bé, io mi sento di dissentire sulle capacità [ride, ndr], comunque ti ringrazio per il complimento.”

Nominiamo e salutiamo i componenti del tuo gruppo, che magari non saranno tanto d'accordo con te.
“No, no, sanno benissimo che non sanno suonare e non manco di farglielo notare, io per primo eh [ride, ndr]. Allora ti presento gli altri: Alessandro Pontone che suona la batteria, Massimo Babbi le tastiere, Paolo Iemmi il basso e anche canta in alcuni pezzi. Lui è il vero cantante, però siccome è un pò timido io canto la maggior parte dei pezzi [ride, ndr].”.

Ma sei anche flautista tu?
“Sono anche flautista, però non lo diciamo troppo in giro perché sono principalmente chitarrista [ride, ndr]. Il flauto è uno strumento che mi ha sempre affascinato e allora da autodidatta suono anche il flauto traverso, sì. Dopo l'ennesimo riascolto dei Jethro Tull mi sono detto… “no, domani devo andare a comprarmi il flauto”. Ci ho smanettato su un po'finché l'ho fatto entrare in qualche disco anche. Quando uno ha la tuta da meccanico si arrangia in qualche modo [ride, ndr].”



Andate sul loro Facebook Astrolabio a dargli il like, Michele è quello al centro della foto con il flauto. Parlaci un pò di questo album che vi ha impegnato abbastanza, ma voi in origine non eravate un gruppo Prog!
“No, noi abbiamo sempre ascoltato di tutto e quindi in realtà abbiamo cominciato facendo Rock italiano, che non saprei definire se non genericamente Rock, poi a forza di dire “facciamo qualcosa di nuovo” cercando di metterci dentro tutte le cose che ci piacciano, dal Jazz al Cantautorato, all'Hard rock, al Progressive classico inglese siamo arrivati a questa formula qui. Adesso come Astrolabio è dal 2009 che suoniamo insieme e questo album, “I paralumi della ragione”, nasce così. Noi non riusciamo mai a stare fermi su una cosa, tant’è che quando registrammo quello precedente, “L'isolamento dei numeri pari”, già in studio di registrazione scrivevamo l'album che abbiamo fatto adesso. Che dire su questo: è un concept in cui questo protagonista fa una specie di sogno e vive le varie fasi REM che corrispondono ai vari pezzi del disco, nei quali ha queste visioni surreali della sua quotidianità. Per cui parte dal quadretto surreale di “Nuovo evo”, che è il pezzo più politico del disco, in cui insomma si riflette un pò sul nuovo medioevo, ci sono tutti questi quadretti di “Otto oche ottuse”, ci sono pezzi anche molto attuali, tristemente attuali come quello sul problema della Palestina: si passa da cose un pò sciocche e folli a concetti e riflessioni taglienti sui problemi del pubblico impiego, l'iperburocratizzazione dell'Italia. Già il titolo è nato prima dei pezzi del disco addirittura, perché io non sono capace di lavorare a un album se non so che disco sto facendo. Io pensavo proprio di fare un lavoro in cui si faceva una critica ai paralumi della ragione, come dire: il paradosso, la parodia dei lumi della ragione. Ecco, questa sarebbe la declinazione giusta, sono i nuovi lumi della ragione, e infatti in copertina ci sono tutti i lumi del nostro tempo, da Paolo Villaggio a Robert Fripp, a De André, tutti i miti del nostro tempo. Molto in riassunto il discorso è così.”

Ho visto anche le spillette, molto carine. Mi raccontavi che ogni album fate nuove spillette.
“Sì, ci piace fare questi gadget, poi le regaliamo ai concerti, le regaliamo a chi compra il disco, insomma ci piace lasciare qualcosina di degressivo al nostro popolo.”

Attenzione, hai detto la parola magica: degressivo. Perché?
“Non l'ho detto a caso. Un pò per umiltà, nel senso che noi ci approcciamo a questo genere con divertimento e perché abbiamo voglia di farlo, non per spirito di emulazione di miti giganteschi che troneggiano nelle nostre discografie casalinghe. Un pò perché sinceramente siamo anche umilmente orgogliosi di fare qualcosa che proprio nasce da noi, non ci sentiamo troppo accostare a un'etichetta. Secondo me è troppo limitante, ti costringe a un certo circuito, ti spinge a un certo giro di locali e quindi a un certo punto, perché siamo un pò così, abbiamo coniato questo neologismo di Rock degressivo per definire la musica che facciamo, che non è proprio Prog, che non è proprio Rock italiano, che non è proprio Cantautorato: è Astrolabio, è Rock degressivo.”

Come vuoi: io l'etichetta non te la do. Parliamo di “Sui muri”,
“In “Sui muri” canta il buon Paolo Iemmi. Ecco, così abbiamo una testimonianza anche di un vero cantate all'interno di Astrolabio [ride, ndr].”

C'è ancora da dire: perché vi chiamate Astrolabio? Come avere il vostro CD?
“Innanzitutto il nome è balzato all'orecchio da un disco dei Garybaldi, detto per chi conosce il buon Bambi Fossati e i Garybaldi, e poi anche perché fondamentalmente anche concettualmente era un nome che ci piaceva tanto. È un antico strumento per la misurazione delle stelle e quindi ci piace questa idea di guardare le stelle dal basso e capire la direzione. Per prendere il CD è molto semplice: basta andare sul nostro sito www.astrosito.it e c'è tutta la nostra discografia acquistabile. Oppure ci contattate sulla pagina FACEBOOK e anche da lì ci si accorda.”

Un grosso abbraccio e un break a leg per il vostro futuro.
“Un grosso abbraccio anche a te. Ciao grazie!”




martedì 28 agosto 2018

Ci ha lasciato Claudio Canali, ex cantante del Biglietto per L'Inferno



Un'altra perdita per il mondo prog... si e spento ieri "Fra Claudio" - questo era il nome che si era dato da quando aveva preso i "voti" da frate Claudio Canali - ex cantante del Biglietto per L'Inferno: sicuramente a lui "l'inferno" non farà paura!
RIP
Wazza

Dalla rete…
Sicuramente quel biglietto ora lha preso per il Paradiso, Claudio Canali, cantante e leader del gruppo rock Biglietto per lInferno, diventato poi frate Isaia. Una parabola, la sua, unica nella storia della musica, da figura di spicco della musica ribelle allEremo della Beata Vergine del Soccorso di Minucciano, alle pendici del monte Uccello, in provincia di Lucca. Ma neanche tanto se è vero come è vero che certa musica rock è un biglietto di ingresso alla spiritualità, come testimoniano tanti illustri protagonisti di questa scena, da Bob Dylan a Leonard Cohen. Claudio Canali è morto ieri dopo una lunga malattia.


MORTO IL "FRATE ROCK"

Originario di Lecco, aveva dato vita a una formazione che si rifaceva, come tutte in Italia in quel periodo, al rock progressive ispirato da band come i Genesis, i Biglietto per lInferno, nel lontano 1972. Un solo disco, uscito nel 1974, e tanti concerti, in quellItalia scossa dalla protesta giovanile. Diventati un gruppo cult per pochi intenditori, negli ultimi anni sono stati riscoperti da tanti appassionati, mentre lui, Claudio, intraprendeva una via di conversione spirituale prima passando dal santuario di San Martino in Valmadrera per poi approdare alleremo in Toscana. Diventato frate benedettino, era conosciuto e amato da molti, rispettoso della regola ora et labora: «Qui ho trovato quello che dovevo essere, liberandomi da quello che semplicemente avrei dovuto essere». Incredibilmente, su permesso del suo superiore, nel 2010 gli era stato concesso di tornare a esibirsi con il suo vecchio gruppo in un solo concerto.
I funerali si terranno mercoledì 29 alle ore 16 presso leremo di Minacciano dove il frate rock sarà sepolto.

Bisogna avere qualche anno per ricordare  "Un biglietto per l'inferno", l'unico gruppo interamente lecchese che ha superato i confini provinciali, quelli regionali e nazionali con un Lp tra i migliori del progressive italiano anni settanta. Del Biglietto per l'inferno Claudio Canali, detto "Cocker", era il leader indiscusso, l'autore di tutti i testi, il frontman. Il primo settembre avrebbe compiuto 66 anni.   

Di lui resterà scolpita nella storia del progressive rock italiano "Confessione", il brano del primo Lp intitolato soltanto "Un biglietto per l'inferno". Il disco è un capolavoro di pezzi che alternano suoni elaborati con i primi sintetizzatori e moog al ritmo forsennato della sezione ritmica. "Ansia", "Confessione", "Una strana Regina" (... che si chiama ipocrisia... ndr), "Il nevare", "l'amico suicida".
Claudio Canali aveva iniziato a suonare nella banda musicale Santa Cecilia di Molteno dove era nato. Nel 1969 entrava nel gruppo Gee come cantante solista. Grazie all'estensione vocale eccezionale l'artista riusciva ad interpretare brani dei New trolls e dei Deep Purple. Allora non esistevano le discoteche e nelle sale da ballo c'era il complesso che suonava.   

lunedì 27 agosto 2018

Ciao 2001 del 27 agosto 1972



Della serie… "come siamo regrediti"....

Classifica di  Ciao 2001 del 27 agosto 1972.

Al primo posto dei 33 giri (o LP) – Trilogy, di Emerson Lake & Palmer...

di seguito "trionfo" del Prog Italiano, in contemporanea in classifica:

Uomo di Pezza - Le Orme
Banco del Mutuo SoccorsoB.M.S.
Preludio Tema Variazioni Canzona - Osanna
Atlantide - Trip
Storia di un Minuto - PFM

Oggi, una cosa del genere, sarebbe impensabile... purtroppo!
Wazza

domenica 26 agosto 2018

Odette Di Maio – “Infinity Pool”, di Andrea Zappaterra


Odette Di Maio – “Infinity Pool
Di Andrea Zappaterra

Un lavoro piacevole  Infinity Pool”, fresco come una piscina in cui immergersi per resistere alla calura del nostro tempo e nuotarvi attraverso, ritemprati sonoramente da sei brani dolci come il miele, anche se la voce a volte graffiante di Odette Di Maio lascia intendere un retrogusto amaro.
Un cognome importante per questa folk/pop-singer che ha un grande pregio introspettivo e di sintesi; dopo aver collaborato con molti artisti stranieri, tra cui l’austriaco Parov Stelar per cui interpreta e scrive il brano “Faith” nell’LP “Seven and Storm”, collabora con il musicista tedesco Shiller nell’album “Atemios”, scrive a quattro mani l’opera “Ring” con il parigino Lorbi e canta con l’americano Ben Stavin nel progetto “The March”, porta per più di venti anni in giro per l’Europa il suo Show “l’America di Odette” con il meglio della musica pop/rock/folk statunitense, e con il belga Jan De Block forma il duo Miss O con cui ha pubblicato diversi LP, tra cui “Infection”.
Nel passato, dal ‘93 al ’99, è stata la frontwoman del gruppo Soon con cui partecipa a diverse manifestazioni canore, come Sanremo Giovani e il Festivalbar, e una collaborazione con Bedroom Rockers per il branoNothing else matters”.
Quindi una cantante poliedrica che ha sempre cercato un consenso internazionale, non esclusivo e personale, ma collaborativo.
In questo lavoro invece si mette in gioco in prima persona con sei brani che sono:

1.      Sudden sparks of light - brano introspettivo e intimista
2.      Circle - rielaborazione del brano dell’artista texana Edie Brickell
3.   Non-existence - esistenzialismo universale
4.      Past and future - trascendentale,  extrasensoriale
5.      Visions of absence - ultraterreno filosofico
6.      Splinters - On the road again.


Tecnicamente ben registrato, apprezzabile per gli arrangiamenti, cantato divinamente, forse poteva essere un pò più ampio il discorso, ma comunque valido e da far conoscere!

giovedì 23 agosto 2018

Ricordando Giulio Capiozzo


Sempre giusto e doveroso ricordare certi uomini/musicisti...
23 Agosto 2000: ci lasciava Giulio Capiozzo, percussionista, batterista degli Area e protagonista di altri numerosi progetti.
Per non dimenticare!
Wazza


 Lo si può ascoltare:

Con gli Area

·         1973 - Arbeit macht frei (Cramps)
·         1974 - Caution Radiation Area (Cramps)
·         1974 - Crac! (Cramps)
·         1975 - Are(A)zione (Cramps)
·         1976 - Maledetti (maudits) (Cramps)
·         1977 - Anto/Logicamente (Cramps)
·         1979 - Event '76 (Cramps)
·         1980 - Tic & Tac (Ascolto)
·         1980 - Area '70 (Cramps)
·         1996 - Parigi Lisbona (Cramps)
·         1996 - Teatro Uomo
·         1997 - Chernobyl 7991 (Sony)


Con gli Area II

·         1986 - Area 2
·         1987 - City Sound

Collaborazioni

·         1972 - Alberto Radius - Radius (Numero uno)
·         1978 - Mauro Pagani - Mauro Pagani (Ascolto)
·         1984 - Mia Martini - "I miei compagni di viaggio"
·         1993 - Luca Flores - Love For Sales (Splasc(h) Records)
·         1994 - Tony Scott Quartet - The Clarinet Album (Philology Records)
·         1995 - Tony Scott - Like A Child's Whisper (Dialogue With Myself) (Philology Records)



mercoledì 22 agosto 2018

Il compleanno di Francesco...



"Non è vero che il destino entra alla cieca nella nostra vita. Io credo che entri dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato."
(Giorgio Gaber)


Buon compleanno Capitano!
 Wazza