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mercoledì 8 luglio 2020

Il compleanno di Patrizio Fariselli


Compie gli anni oggi, 8 luglio, Patrizio Fariselli, pianista compositore.
Diplomato al conservatorio di Pesaro a 21 anni entra negli Area.

Oltre all’attività con gli Area, ha prodotto vari progetti, nel politico e sociale.
Una delle nostre "eccellenze" musicali.

Happy Birthday Patrizio!
Wazza




martedì 7 luglio 2020

Le sliding doors di Rory Gallagher


Forse non tutti sanno che... nel 1975 Rory Gallagher, geniale chitarrista irlandese, "rischiò" di entrare nei Rolling Stones.

Dopo che Mick Taylor aveva lasciato la band, nel 1975, Keith Richard e Mick Jagger, invitarono Gallagher a suonare con loro a Rotterdam. Dopo alcuni giorni di jam session, gli Stones, (nonostante l'esito positivo del manager Marshall Chess), tentennavano nel dare la risposta. Rory Gallagher in procinto di partire per il tour giapponese, andò dritto per la sua strada. I Rolling Stones optarono poi per Ron Wood.

Di tutto un Pop…
Wazza


"Beh, accadde prima dell’entrata di Ronnie Wood e stavano facendo audizioni a molti artisti. Ho suonato un po’ con loro e credo che piacessi a Mick Jagger e mi volesse, ma Keith Richards stava piuttosto male a quel tempo e non ero certo che rimanessero insieme. C’erano molte incertezze, poi avevo prenotato concerti in Giappone, così rifiutai e fu l’ultima volta che li sentii. Così doveva andare, credo."

(Rory Gallagher)








lunedì 6 luglio 2020

Il compleanno di Michael Shrieve



Compie gli anni oggi, 6 luglio, Michael Shrieve, batterista, percussionista, compositore. Passato alla storia come enfant prodige a Woodstock 1969, suonando la batteria con i Santana.

Nel 1976 fonda insieme al percussionista giapponese Stomu Yamastha, l'altro genio del rock Steve Winwood, Klaus Schulze e il chitarrista Al di Meola, i "Go", per l'epoca un gruppo all'avanguardia, forse poco compreso!

Continua a suonare, produrre e divertirsi.

Happy Birthday Mike!
Wazza 

  With Chepito Areas and Richard Kermode. Japan 1973. Lotus tour


 José 'Chepito' Areas (hidden), David Brown, Michael Shrieve and Carlos Santana-1969


 Steve Winwood - Stomu Yamastha - Michael Shrieve "GO" 1976 + Paul Buckaster (produttore)






L'arte di Ennio Morricone

Silenzio...

Un doveroso saluto da parte del Banco Fan Club al "maestro" Ennio Moricone.
Impegnato su moltissimi fronti musicali, si è sempre dimostrato disponibile e sensibile con i giovani.
Aveva partecipato come membro della "commissione artistica" alle iniziative didattiche di Vittorio Nocenzi: "Le chiavi segrete" del 2004, "Musica Orienta" del 2005 , "Ponti e Torri " del 2012.
Inoltre, si era trasformato in "recensore" del Libro/CD "Sguardi dell'Estremo Occidente", nel 2011.

Grazie di tutto maestro l'immortalità ti appartiene!
Wazza


domenica 5 luglio 2020

Nicola Pisu-"Lettere da Spoon River"


Che cosa è la musica di qualità? Come si può pensare di essere in grado di indicare ciò che è bene e ciò che è male, in campo musicale, una particolare arte vissuta da chi crea e da chi riceve, e in entrambi i casi appare difficile una relazione con la razionalità!?
Ci formiamo con la musica, anche se spesso è contaminazione inconscia. Un particolare brano, di cui sappiamo il nome, saprà farci gioire, piangere, o far sì che il corpo sia percorso da sani brividi. La musica sarà una colonna sonora che ci farà accorciare l’enorme spazio temporale che divide la giovinezza dalla maturità, e, per tornare a bomba, stabilire che alcuni momenti sonori possono essere catalogati nella casella dedicata alla nobiltà, appare esercizio velleitario.
E poi ci sono le eccezioni, quelle che fanno sì che al cospetto di una particolare trama, di una lirica e un arrangiamento, verrà spontaneo esclamare, tra sé e sé, che ciò che si sta ascoltando è qualcosa di prezioso, che necessita di immediata condivisione.
Sono curioso di sapere se la fruizione di “Lettere da Spoon River” colpirà l’ascoltatore, così come ha colpito me…

Le parole dell’autore, Nicola Pisu.

Nei giorni dell’emergenza sanitaria è nato il frutto della collaborazione a distanza (mai modalità fu più appropriata) con un mio musicista storico: il maestro Giovanni Vicidomini, polistrumentista salernitano.

La canzone è una piccola suite, certamente non radiofonica, che si ispira liberamente alla celebre Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, scritta quasi trent’anni fa e tenuta chiusa nel cassetto.

Ricordo con affetto l’insegnante di italiano della scuola superiore che ci fece leggere alcuni brani dell’Antologia e altra poesia, aprendomi così una finestra sul mondo dei poeti americani. Sarà per via dell’innamoramento post-adolescenziale per la professoressa, ma quel libro non lo avrei più abbandonato.
La parte musicale è stata curata dal maestro Vicidomini: sono suoi gli arrangiamenti, l’orchestrazione e gran parte dell’esecuzione strumentale (synth, mandolino, flauto diritto, shaker); il violino è suonato da Alfonso Vicidomini.

Col piccolo entourage su cui posso contare, si è deciso di pubblicare “Lettere da Spoon River” inizialmente in modalità non indicizzata, fuori elenco, così che la possa sentire solo una cerchia ristretta di persone: un’anteprima per gli addetti ai lavori, per chi si occupa e scrive di musica, per gli operatori culturali, per gli esperti a vario titolo e per qualche conoscenza avvezza alle parole al di là dei pentagrammi, molti dei quali in più di un’occasione hanno recensito i miei album discografici.

Ci piacerebbe ricevere e poi citare, quando la canzone verrà resa pubblica, qualche parere e considerazione, ma naturalmente niente è dovuto da parte di chi legge questo comunicato.
Ringrazio tutte e tutti per l’attenzione e auguro buon ascolto.
Cari saluti, Nicola Pisu


Contatti:




venerdì 3 luglio 2020

Intervista a Massimo Bruno-Record Runners, di Luca Paoli

 
INTERVISTA A MASSIMO BRUNO
di Record Runners (Varese)

Di Luca Paoli

Quando e come è nata la tua passione per la musica?

Fin da piccolo. A casa mia si ascoltava sempre musica. Mio padre la domenica mattina si metteva ai fornelli per cucinare il pranzo della domenica ed era sua abitudine ascoltare Duke Ellington, Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Glenn Miller. Io mi svegliavo con i profumi degli arrosti al rosmarino e con quelle dolci note nell’aria; da ragazzo ascoltavo alla radio Carlo Massarini e Raffaele Cascone (trasmissioni come Popoff e Per voi Giovani).

Quando hai deciso di aprire un negozio di dischi?

Ho lavorato più di 20 anni come dipendente in un grosso negozio di dischi. Poi ho mollato per stanchezza e sono partito per circa due anni per navigare come marinaio e skipper su barche a vela fra Mediterraneo, Atlantico e Caraibi. Logorante...

 Da quanto tempo hai aperto il tuo negozio?

Quando sono tornato ho dato vita al mio negozio: qui in città non c’è il mare… Era il 2001 quindi 19 anni fa.


Come hai deciso di strutturarlo, nel tempo?

Nell’arco degli ultimi 20 anni di attività ho cercato di non cedere alla musica commerciale pagandone le conseguenze in termini di fatturato, ma sono contento di averlo fatto, ho tenuto duro e ora il mio negozio è uno dei pochi specializzati della provincia, ma potrei tranquillamente e serenamente allargare i confini geografici.

Che tipo di clientela hai, e quali generi musicali ti richiede maggiormente?

Ho sempre creduto nel vinile e credo di essere stato l’unico in città quando i concorrenti andavano in senso opposto. Questo mi ha permesso di crearmi uno spazio ed un po’ di notorietà, prima presso clientela over 40, ma da qualche anno anche presso molti giovani a partire dai 16/17 anni. Vendo dal rock tradizionale al grunge al punk al metal, ma anche blues, colonne sonore, ambient ed elettronica, quella vera, non quella che viene spacciata per tale ed è invece solo musica da ballare in discoteca con l’aiuto di qualche, “ pillolina”.
Come valuti la situazione attuale dei negozi di dischi a Varese?

Triste, molto triste. Oltre il mio, ne conosci altri di pari livello?

Come valuti la situazione attuale del tuo negozio?

È come se tutte le mattine dovessi alzarmi dal letto per andare a correre una maratona o una corsa ad ostacoli nella speranza di vincerla. Qualche volta succede, altre volte no. Ma si arriva alla fine sempre e comunque esausti.


Quali sono le maggiori difficoltà, oggi, nel gestire questo tipo di esercizio?

Quante pagine ho per descriverlo?

Come ti relazioni, da negoziante, con la musica “liquida” e con gli acquisti su internet?

Per motivi di lavoro ne faccio saltuariamente uso. Qualche cliente prima di acquistare un disco mi chiede cosa ne penso ed è in quel momento che utilizzo internet per farglielo ascoltare, viceversa, dovrei ogni volta sconfezionare un disco sigillato. A parte questo motivo penso tutto il peggio possibile. Ma internet ha alcuni lati positivi, è una terrazza sul mondo intero, e c’è sempre qualcuno che guarda in su e magari si accorge che esisto, e così diventa mio cliente anche se è nel Sud Corea, in California, in Germania, Norvegia etc… Mi è capitato di spedire dei vinili a altre cose particolari in Cile, Australia, Brasile. Questo è anche Internet.   La “grande distribuzione on line” (leggi Amazon) e la musica liquida, invece, in genere sono le principali cause della morte dei negozi di dischi. E non solo quelli.

Che tipo di formazione musicale hai avuto?

A parte la famiglia e l’ascolto radiofonico di cui ho parlato sopra, sono stati determinanti giornali musicali come Gong, Muzak, Ciao 2001, fonti fondamentali di conoscenza. Poi il relazionarmi ed il confrontarmi con altri appassionati è stato altrettanto importante. Sono poi stato fra i primi collaboratori di Radio Varese, dove iniziai a trasmettere con un mio programma musicale nell’aprile del 1976 ed ho continuato fino al 1989. Un’esperienza incredibile per la mia crescita musicale. Ho avuto anche una breve esperienza come musicista ma la band si sciolse prima di diventare famosa!

Quali sono i generi musicali che ti appassionano maggiormente?

Prevalentemente rock americano, songwriters e blues, ma anche molto Jazz.

Come valuti, nel momento attuale ed in prospettiva, la tua attività?

Poco redditizia e mentalmente e fisicamente faticosa per via di cose che con la musica c’entrano poco o niente. Alzarsi al mattino alle quattro, andare a caricare il furgoncino di dischi per arrivare a Verona, Torino o Parma e stare dodici ore in piedi davanti ad un pubblico quasi sempre dal braccio molto corto, e poi rifare tutto all’inverso per rientrare la sera a mezzanotte, letteralmente a pezzi... alla mia età ormai non è per niente divertente. Infatti, ho quasi smesso, dato anche gli scarsi risultati economici. E poi burocrazia, tasse, e tutto quel che ci va appresso, ma comunque sempre meglio che lavorare in miniera…



RECORD RUNNERS
Di Massimo Bruno
Via Albuzzi 8-21100 Varese- tel. 0332 234550




giovedì 2 luglio 2020

Bob Dylan: accadeva il 1° luglio del 1978


Il 1° luglio del 1978 Bob Dylan tiene un concerto davanti a 90.000 persone nello Zeppelinfeld di Norimberga, lo stadio fatto costruire da Hitler per le adunate oceaniche del "Terzo Reich", utilizzato anche da Charlie Chaplin, nelle scene finali de "Il grande dittatore".
A pochi chilometri di distanza, si tiene un raduno nazista che protesta contro il concerto del "Giudeo" Robert Zimmerman.
Dylan se ne "sbatte i coglioni", e tiene un gran concerto, nel finale si aggiunge Eric Clapton, ed insieme eseguono "The times they are a changin".

… di tutto un Pop!
Wazza

 Norinberga - Zeppelinfeld - Open Air'78
1° luglio 1978
Bob Dylan