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mercoledì 11 dicembre 2019

Balletto di Bronzo a Veruno (6-9-19), di Giovanni Cionci



VERUNO FESTIVAL, 6 settembre 2019
Balletto di Bronzo
(testo e foto di Giovanni Cionci)

Il testimone viene raccolto da una vera leggenda del progressive rock italiano: il Balletto di Bronzo. Fumo e luci rosse accompagnano l’ingresso di Ivano Salvatori (basso) e Riccardo Spilli (batteria)… e, dopo pochi attimi, una figura avanza verso le tastiere, celandosi dietro uno stendardo e con il viso coperto da una maschera nera... è il mitico, istrionico Gianni Leone, probabilmente il tastierista più influente della storia del prog rock italiano, un esteta che non scende a compromessi con il tempo che passa, e che si presenta in forma smagliante. Nonostante siano trascorsi ben 47 anni dall’uscita di “Ys”, vero capolavoro della band, Leone conserva una verve intatta, una voce invidiabile in grado di dare punti a frotte di “colleghi” più giovani, e una capacità di coinvolgere il pubblico senza eguali... è davvero un animale da palcoscenico.

La scaletta è incentrata su “Ys”, eseguito magistralmente. Leone dialoga col pubblico, lancia (come di consueto) volantini, marchia alcuni dei presenti con il timbro del Balletto di Bronzo e tutti i presenti con il ricordo indelebile di uno show davvero speciale, che non poteva assolutamente mancare sul palco di Veruno.

martedì 10 dicembre 2019

Il compleanno di Sophya Baccini



Compie gli anni oggi, 10 dicembre, Sophya Baccini, cantante, autrice, compositrice, una lunga gavetta fatta di partecipazioni e collaborazioni con Amii Stewart, Osanna, Vittorio Nocenzi, Delirium, Christian Dècamps…

Fondatrice dei Presence, gruppo dark-rock da anni leader dei Sophia Baccini’s Aradia, band progressive tutto al femminile (attualmente in tour).

In attesa del suo prossimo album, auguriamo…

Happy Birthday Sophy!

Wazza







«Campania stage» al Trianon, seconda giornata
Gino Castaldo, Giorgio Verdelli, il supergruppo De Scalzi-Nocenzi-Sorrenti-Vairetti con Osanna e Sofia Baccini

domenica 8 dicembre 2019

THE WHO: “WHO”, di Giorgio Mora


THE WHO: “WHO”
Di Giorgio Mora

Se un giovane di Woodstock si fosse fatto ibernare dopo “Se me feel me”, e si fosse risvegliato adesso, ascoltando il nuovo disco di the Who, direbbe convinto: “Ok, è il seguito perfetto di Who’s Next”. Non importa se di mezzo, in realtà, ci sono 50 anni. Ci volevano due settantenni per compiere un miracolo atipico del rock: tornare sui propri passi proponendo canzoni nuove e insieme antiche. Bisogna dirlo: il disco dei Who è una botta di vita necessaria sotto Natale, il nostro Natale rock. Se è il disco dell’anno non lo so, tanto più che mi sono avvicinato con la dovuta circospezione, perché erano troppi anni che Pete e Roger non si palesavano sui solchi. Mi ha convinto la lettura entusiastica e quindi, religiosamente, mi sono recato allo scaffale e ho inzainato il bene. Devo dire che ci siamo. Mi sembra di sentire spesso il giro di note di “Baba ‘O Riley” che vaga qua, e là e non so se è soltanto una mia impressione o c’è davvero nell’aria qualcosa di strano e mistico, ma di sicuro è un disco pieno di autonomia vitale, di spunti creativi, di meraviglie canore, di schitarrate magistrali, di ritmo pulsante. Townshend rilascia spesso dichiarazioni ad minchiam, ma quando suona dimostra di essere quel fuoriclasse che da sempre è. Great disco, signori, e splendida cover! Lunga vita al rock’n’roll.

TRACKLISTING

All This Music Must Fade
Ball And Chain
I Don’t Wanna Get Wise
Detour
Beads On One String*
Hero Ground Zero
Street Song
I’ll Be Back
Break The News**
Rockin’ In Rage
She Rocked My World

All songs written by Pete Townshend except
*Pete Townshend/Josh Hunsacker **Simon Townshend
Produced by Pete Townshend & D. Sardy
Roger Daltrey Vocal production Dave Eringa
Mixed by D. Sardy

Gli Who inizieranno un tour nel Regno Unito accompagnati da un’orchestra di quaranta elementi a partire dalla primavera del 2020.

sabato 7 dicembre 2019

Ricordando Greg Lake

Per gli E.L.& P. suonare a Wight o in uno stadio, o in un club, non faceva davvero differenza. E sai perché? Perché non si suona mai per la gente, non si suona mai per un pubblico indistinto, ma per ogni singola persona che assiste al concerto; il rapporto è diretto con ognuno di quelli che sta davanti al palco, siano pochi o siano tanti.  È questo che rende la musica davvero speciale e diversa da tutte le altre arti."
(Greg Lake)
Triste giorno il 7 dicembre 2016... ci lasciava Greg Lake, grande artista, bassista, chitarrista, voce sublime del progressive rock.
La storia è passata attraverso le sua dita e la sua voce, con i King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, Asia...
Una assenza pesante!
Per non dimenticare…
Wazza









giovedì 5 dicembre 2019

YES: accadeva nel dicembre del 1971


Con la staffetta di tastieristi - Rick Wakeman al posto di Tony Keys - e la pubblicazione di “Fragile” a novembre, si conclude a dicembre del 1971, a New York, il lungo tour degli Yes.

Di tutto un Pop!
Wazza 



mercoledì 4 dicembre 2019

Led Zeppelin: accadde il 4 dicembre del 1980

Con uno scarno comunicato, il 4 dicembre 1980 i Led Zeppelin annunciano il loro “scioglimento”.

Dodici anni vissuti come ne fossero il doppio, tra grandi successi, interminabili tour, eccessi, sex drugs e rock’n’roll!

Decisione dovuta alla scomparsa di John Bonham…
Mitici!
Wazza





Nel ricordo di Fabrizio Falco

Gildo, Claudio e Fabrizio Falco

A volte le cose sfuggono… ma si fa in tempo a recuperare!

Ci lasciava il 24 novembre 2004 Fabrizio Falco, componente del primo nucleo del Banco del Mutuo Soccorso

Per non dimenticare…
Wazza

"Le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si incontrano"

(Oscar Wilde)

Il 24 novembre del 2004 ci lasciava Fabrizio Falco, cantante, bassista, chitarrista dei Crash e della primissima formazione del Banco del Mutuo Soccorso.

A 15 anni ero "innamorato" di questi capelloni, amici di mio cognato "Billy", che abitavano in una mansarda a Velletri, ed erano l'ossatura di un gruppo chiamato "Crash".

Anni prima ci avevano suonato anche Gianni Nocenzi, Mario Achilli e Franco Pontecorvi.

Vittorio Nocenzi, nel 1969, alla ricerca di musicisti, li scelse come gruppo per avere un contratto alla RCA... poi diventarono il Banco del Mutuo Soccorso. Ma quella è tutta un'altra storia.