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martedì 21 agosto 2018

La musica di Bacalov a Castiglione del Lago: il ricordo di Wazza




C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà.
( Albert Einstein )

Grandi Eventi, e-ventuno

Hello, per molti il "grande evento" è la mega produzione del personaggio famoso, fumi, luci, laser, effetti speciali, (tanto lavoro...), magari a 150 euro in piedi sotto il sole e la polvere...
Per altri l'evento "grande" è un qualcosa di unico, magari non ripetibile, l'occasione di vedere grandi musicisti, riuniti per un progetto comune, magari a 15 euro e comodamente seduti.
Questo è successo sabato 18 agosto a Castiglione del Lago, città umbra a picco sul lago Trasimeno, dove si rendeva omaggio al maestro Luis Bacalov.
Per la prima volta i gruppi (o complessi come si chiamavano all'epoca) che hanno collaborato con il maestro Bacalov, si sono trovati tutti sullo stesso palco a interpretare le loro opere.
Il Rovescio della Medaglia di Enzo Vita, con "Contaminazione", gli Osanna di Lino Vairetti con "Preludio Tema Variazioni Canzona", Vittorio de Scalzi con "Concerto Grosso 1 e 2".
Non voglio fare la recensione - ci sono penne più autorevoli per farla -, ma voglio solo dire che è stata una grande serata, grandi performance, esecuzioni impeccabili (grazie anche al grande lavoro dei "ragazzi" dell'Orchestra da Camera del Trasimeno), piacere per gli occhi e per l'anima.
Tutto questo non e "venuto dal cielo", ma dietro c’è stato un certosino lavoro durato un anno, grazie a l'amministrazione comunale di Castiglione, che ha creduto in questa iniziativa. Proponendo questa musica, per far capire a tanta gente che non esiste solo quello che "passa in televisione", talent e quant'altro...
Ma l'ideatore, la vera centrifuga, quello che ci ha rimesso tempo, fatica, che si è sbattuto fino all'ultimo minuto, con la paura che fosse un flop, che un cazzo di acquazzone estivo mandasse tutto a puttane (e le puttane… costano !!!), ha un nome e cognome: Massimo Sordi.
Massimetto lo conosco da 25 anni, uno che organizza eventi nel territorio da una vita, che siano raduni di aerei, concerti, beneficenza, grandi tavolate, un punto di riferimento per Castiglione. Massimetto è un amico vero, uno che ti cerca, ti coccola, ti "telefona!!!" , non è u 'amico a "scadenza", occasionale, che ti cerca solo quando gli fai comodo.
Sono contento per lui, che sia stato un "grande evento", che riceva stima e complimenti da tutti per quello che è riuscito a fare, pur sapendo i rischi che correva.
Massimetto è tifoso del Perugia, quindi abituato a "soffrire", ma ha il "grande cuore " di Renato Curi e la la"forza del pugno chiuso"di Paolo Sollier!!!
Peccato per chi non ha voluto (e non ha potuto)  esserci.
Wazza


Ricordando Francesco...


21 agosto. 

Poiché non potevo fermarmi per la Morte
Lei gentilmente si fermò per me
La Carrozza non portava che Noi Due
E l'Immortalità

(Emily Dickinson.)

Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano !
Wazza



lunedì 20 agosto 2018

Acqua Libera: intervista di Max Rock Polis



Acqua Libera- "Acqua Libera": dai '70 ai '10 grandi ritorni di modernità
Intervista radiofonica di Max Rock Polis

Tante sono le realtà nella musica, una volta detta Pop e ora Progressive, che in vari modi hanno ripreso l'attività e le idee lasciate lì quarant’anni or sono. È come se tutto fosse rimasto dietro l'angolo, la voglia di fare musica non è mai passata, e anzi col tempo si è arricchita di nuove sonorità e ispirazioni. Questo è successo anche ai toscani Acqua libera, partiti da lontano e con la voglia di andare lontano.



Eccoci qua con i nostri ospiti. Buongiorno ragazzi. Acqua Libera, e visto che siamo liberi presentatevi con i vostri nomi.
Fa: “Buongiorno anche a te. Io sono Fabio Bizzarri e sono il chitarrista di Acqua libera.”
Fr: “Buongiorno! Io Franco Caroni il bassista.”

Ho avuto il vostro CD omonimo, “Acqua libera“, e l'ho trovato bello, di qualità. Senza usare definizioni perché ci sono contaminazioni: un incrocio tra Prog e Jazz rock veramente bello. Ci sono dei gran brani come “Alla luce della Luna” e “Mr. Loo”. Da dove viene questo nome?
Fr: ““Mr. Loo” sai è uno dei brani suonati dall'altro gruppo di riferimento, il basilare Livello 7 degli anni '70, e di un gruppo chiamato Juice Quartet degli anni '80, dove appunto c'erano tre degli elementi dei Livello 7: uno ero io, l'altro era Luigi Campoccia tastierista e compositore di “Mr. Loo”, che oltretutto, una cosa nuovissima, è entrato a far parte del gruppo degli Acqua Libera proprio in questi giorni. Questo ci ha fatto piacere perché avere due autori del vecchio gruppo Livello 7 è una bella cosa. Acqua Libera non è che sarà il Livello 7, assolutamente no, però è nato con lo scopo di riprendere un pò questi brani praticamente inediti, che sono stati sentiti in 4-5 concerti e basta e poi non sono mai stati registrati. Quindi ci è sembrato giusto riprenderli perché a parare nostro, e si spera di tutti quelli che ci ascoltano, sono veramente moderni, hanno una caratteristica tutta particolare.”

Garantisco che sono brani di qualità e ci fa veramente piacere parlarne.
Fa: “Ti ringrazio tantissimo per lo spazio che ci dai. L'emergente si identifica giustamente con i giovani, con le loro aspirazioni, noi siamo emergenti per la conoscenza che vogliamo dare della nostra musica, non siamo emergenti come età, però attenzione: anche gli emergenti che hanno 20, 25, 30 anni, sto parlando ovviamente in campo Progressive ma anche Jazz rock, sono tutti ragazzi che si rifanno a quelli che sono stati in origine le nostre ispirazioni.”

Si rifanno, le elaborano, le rendono proprie e le modernizzano perché comunque sono passati 40 anni. Non è fare una copia: è un riportarla al presente e fare un lavoro di riscoperta.
Fr: “Questo è quello che ci ha mosso a tirar fuori quello che avevamo dentro oggi e applicarlo alle sensazioni che ci davano questi brani quando li ascoltavamo.”
Fa: “Anche perché poi i brani nella loro originalità sono stati riarrangiati, ma non per adattarli, perché non ne avevano bisogno, secondo me avevano una loro valenza, ma soprattutto per inserirci anche un po' quello che è l'humus di ogni singolo musicista. Io personalmente ho inserito, e sono molto contento rispetto a quella che era la capacità del chitarrista originario del Livello 7, alcune cose mie che sono state accettate, sono state sollecitate in certi casi. Tutti gli otto pezzi sono praticamente frutto di un grosso lavoro di innesto, noi crediamo questo.”

Diciamolo, voi non siete figli dei Livello 7: avete tratto ispirazione, avete fatto cose nuove e interessanti. Torniamo ad Acqua Libera. Ma come mai vi chiamate così?
Fa: “Questo bisogna chiederlo a Franco! È lui il creativo a tutto tondo.”
Fr: “[ride, ndr] Acqua Libera solo per un motivo: perché era un qualcosa che io seguivo in quei tempi, due anni fa, sulle televisioni, internet etc. Il dibattito sulla necessità o la voglia, l'opportunità di cercare di trovare anche una libertà d'espressione in un settore come quello dell'acqua, dove il settanta per cento di noi ci si riconosce obbligatoriamente. E quindi mi sembrava giusto rivendicare una certa libertà: la libertà di quel settante per cento di noi.”
Fa: “...Essendo noi al settante per cento formati d'acqua. Maggioranza qualificata [ride, ndr].”
Fr: “Era un'invocazione e una riflessione per tutti che insomma se ci fosse l'acqua libera e tutto quello che comporta a livello di questo concetto, saremmo tutti un attimo più sereni e più convinti [ride, ndr],”



Bello e ispirato. Abbiamo citato tre componenti di questo gruppo, citiamo anche il batterista.
Fa: “C'è la quarta persona che è Marco Tosi. Con Marco abbiamo un rapporto da qualche mese dopo che avevo cominciato io. Marco mi contattò, io facevo parte di un gruppo Prog a tinte un pò più psichedeliche, e mi disse “io ho suonato integralmente il vostro primo CD”. Il nostro primo CD non aveva la batteria organica, suonata da una persona, ma era elettronica, con la tastiera. “Io ve l'ho fatta tutta, se volete ve la faccio ascoltare”. Io e il tastierista d'allora andammo e dopo io dissi “quest'uomo deve essere mio” [ride, ndr], non poteva essere altrimenti! Questa è una cosa fondamentale, perché sinceramente per un chitarrista e anche per un tastierista avere un batterista che da il tempo e non lo sbaglia praticamente mai è veramente una grande soddisfazione. Marco Tosi è questo, sostanzialmente.”

Benissimo, un quartetto veramente affiatato che fa grande musica. Correte a dare il like agli Acqua Libera. Come facciamo per acquistare il vostro CD omonimo, “Acqua Libera”?
Fa: “Dunque, il CD è distribuito in Italia grazie all'impegno della BTF ed è possibile quindi acquistalo online. Al limite per avere notizie e aggiornamenti rispetto a quella che è la distribuzione iniziale potete direttamente scrivere a me Fabio Bizzarri o alla pagina FACEBOOK di Acqua Libera. Ecco, lì dentro c'è la possibilità di dialogare, è la pagina come hanno tutti i gruppi dove ci sono le indicazioni, le novità e qualche brano. È possibile anche ascoltare i brani anche con i video che noi abbiamo utilizzato o utilizzeremo nei nostri concerti, che noi proiettiamo direttamente appunto per dare un'immagine ancora più “settantiana” [ride, ndr], oltre la musica, perché anche a questa parte qui ci teniamo tantissimo, alla parte tra virgolette evocativa della nostra musica.”

L'immagine, l'evocazione e la musica sono moderne. La rinascita del Progressivo italiano in questi anni '10 sta marciando bene.
Fa: “Sono assolutamente d'accordo perché non ci scordiamo che le colonne portanti del Progressive iniziato alla fine degli anni '60 avevano come riferimento sia il panorama inglese, per certi versi americano, ma soprattutto il panorama italiano. Cito soltanto il fatto che i Genesis, che nel '72 fecero un bellissimo concerto qui a Siena di cui più o meno ci ricordiamo tutti, avevano molti più fan in Italia rispetto all'Inghilterra. Questo perché le origini, diciamo così, classiche e sinfoniche della nostra musica qui si ritrovavano in pieno. Io ho avuto la possibilità di conoscere in questo mondo molte persone, che ad esempio, hanno partecipato a grandi eventi nel nord Italia, Parco Lambro e quant'altro. Ci sono naturalmente le grandi inchieste, i grandi programmi televisivi, a me fa piacere perché gli anni '70 sono quelli dei miei vent'anni [ride, ndr], però fortunatamente questa cosa non è mai venuta meno, nonostante le grandi crisi della musica suonata dal vivo. Tra l'altro il nostro CD è stato concepito e realizzato con un minimo di sovra incisioni, proprio per dare la possibilità a chi ci ascolterà dal vivo di poter avere lo stesso tipo di sensazione e tra virgolette informazione musicale che ha nell'ascoltare il CD.”

Bello. Allora correte a dare il like agli Acqua Libera, a vedere le prossime date dei loro concerti.
Fr: “Ci saranno senz'altro, a fine estate ci muoveremo, un pò presenteremo tutto il CD e anche brani nuovi. Ricordiamoci che, è vero che c'è qualcuno di questo gruppo che si ricorda degli anni '70 e lavora su questi, ma insomma io mi ricordo degli anni 2018 essendo giovanissimo [ride, ndr], quindi è bene lavorare ed agire nel tempo di oggi.”
Fa: “Ti ricordi quando andammo a vedere la PFM negli anni '70: te c'avevi la patente io non ce l'avevo, mi ci portasti te [ride, ndr].“

Ma è tempo di saluti, ragazzi. Un abbraccio!
Fa: “Grazie, contraccambiamo.”
Fr: “Benissimo, ciao e grazie davvero!”

domenica 19 agosto 2018

I racconti di Gianni Leone...

La prima volta che suonai in Giappone con il Balletto di Bronzo fu nel 2002: il 14 settembre a Tokyo e il 15 ad Osaka. Nel bel mezzo del concerto del 15, apparve sul palco un cameriere in livrea (o qualcosa del genere) reggente una torta con tanto di candelina accesa. Sì, solo una. Io non capii... Poi, al microfono, il tizio disse qualcosa al pubblico e mi porse la torta sorridendo, mentre tutti applaudivano. Allora realizzai che quella inaspettata "incursione" doveva essere un omaggio per me, visto che il giorno della mia nascita è appunto il 15 settembre. Vincendo la mia atavica avversione nei confronti di tali rituali banali e infantili (anche se devo ammettere che quella sorpresa al momento mi colpì piacevolmente), soffiai sulla candelina e ripresi il concerto, non senza aver prima avidamente addentato la torta. 
2018. Torno per la sesta volta a suonare in Giappone. La formazione attuale, che considero (quindi, è) la migliore finora fra tutte, è completata da Riccardo Spilli alla batteria e Ivano Salvatori al basso: una bomba di sezione ritmica. Gli organizzatori (non gli stessi del 2002)  fin da quando abbiamo cominciato a pianificare l'evento lo scorso dicembre, hanno chiaramente espresso la ferma volontà di voler organizzare due date a Tokyo per il Balletto proprio a settembre: guarda caso, una il 14 e l'altra il 15. La ragione? Rendermi "omaggio" in un giorno "speciale". Hanno anche organizzato un mega party dopo il concerto del 15. Certo, la cosa mi fa piacere e mi lusinga, ma...  adesso come faccio a far loro capire che, in realtà  - e da sempre -, io ho un'avversione totale verso tutte le feste comandate? Come faccio a spiegare a persone tanto carine e gentili che dei compleanni non m'importa un fico secco, che non li festeggio da decenni poiché lascio che sia IL MIO CERTIFICATO DI NASCITA (che è un semplice e volgare pezzo di carta) e non io come persona ad esserne coinvolto? D'altronde ho sempre affermato che per me un artista debba essere considerato o "morto" o "vivente". Basti questo. Ed io sono "viventissimo". Non deve interessare altro, i dettagli prosaici sono inutili e fuorvianti, magari anche oltraggiosi. 
Alla festa dovrò glissare e limitarmi ad abbuffarmi di dolcetti giapponesi, sorridendo e ringraziando tutti. Ovviamente, proibitissime le sciocche e tristi canzoncine da cantare in coro, i brindisi e le soffiate su candeline accese: mi verrebbe immediatamente l'orticaria.
 Sayonara! 
 Leo

lunedì 13 agosto 2018

Nel ricordo di Germano Serafin...


Hello Popolo Prog…
se ne andava il 13 agosto 1992 Germano Serafin, chitarrista, violinista…
Venne assunto "al volo" dalle Orme nel 1975 per sostituire il suo "compaesano" Tolo Marton, che abbandonò il gruppo prima dell'imminente tour.
Bravo strumentista, con Le Orme incise quattro album: "Verità Nascoste", "Storia o Legenda", "Florian","Piccola Rapsodia dell'Ape" (in questo album dette il suo contributo maggiore…).
Lasciate Le Orme, nel 1980, si dedicò alla musica sinfonica, entrando a far parte dell'orchestra di Treviso, prima che un tumore al polmone stroncasse la sua giovane vita !
Per non dimenticare…
Wazza

 Le Orme as Beatles, London 1976





sabato 11 agosto 2018

Primo Festival Rock D'Avanguardia: era l'estate del 1973


Anche Nettuno (cittadina laziale) ebbe la sua "Woodstock"...
Dall'11 al 13 agosto 1973, nel parco di Villa Borghese a Nettuno si tenne il Primo Festival Rock D'Avanguardia (la parola Progressive non era ancora stata coniata).
Circa 20.000 persone parteciparono a questa tre giorni, molti "capelloni" e "Hippies" si accamparono con le tende, tutto si svolse nella massima tranquillità... "peace & love"!
Parteciparono tra gli altri gli "Osanna", "Claudio Rocchi", "Ivano Fossati", "Alan Sorrenti", Franco Battiato", "Garybaldi", "Semiramis" "Jumbo", "Saint Just", e una miriade di band che "scomparvero" negli anni successivi.
…di tutto un Pop!
Wazza

Osanna


mercoledì 8 agosto 2018

Earthset –“POPISM”


Earthset –“POPISM”

POPISM è il secondo EP della band bolognese Earthset.
Il filo conduttore del lavoro è un "gioco" compositivo, la sfida di produrre un EP "leggero" e dal taglio più immediato rispetto ad “In a State of Altered Unconsciousness”.
Dalla ricerca di atmosfere più pop, deriva il titolo, POPISM, recentemente utilizzato per descrivere quella corrente della critica musicale che riconosce dignità artistica alla musica Pop/commerciale.
I brani, nella disposizione, rappresentano un "cammino" verso atmosfere via via più Pop.
Si parte con "Around the Head" un brano strutturalmente schizofrenico il cui testo si può definire un dialogo interiore sulle aspettative tradite e sull'atteggiamento psicologico passivo dinnanzi alle difficoltà. Il brano è stato ispirato in parte da vicissitudini personali che hanno interessato i membri del gruppo ed in parte ai personaggi di un anime, utilizzati per descrivere l’atteggiamento delle due voci del protagonista.
"In the Pendant" (gioco di assonanze con Independent) è invece uno sfogo, una critica all'ambiente indipendente che emula e replica le dinamiche del mondo mainstream, appiattendo ed omologando l'offerta musicale alla ricerca della formula "di moda". 
"Flush" è il brano che, dopo lo sfogo, vira verso sonorità più Indie-Pop. Il testo racconta di un non meglio precisato episodio di "rottura" con le proprie abitudini che avvicina la protagonista ad una parte di sé ignota e soppressa. Come due viandanti sconosciuti, i due “io” della protagonista si incontrano e si riconciliano nell’esplosione finale del brano, cui segue una coda dal sapore dolce-amaro.
"Icarus' Flight" chiude il quartetto di canzoni con un brano dichiaratamente pop, il cui testo è ispirato all'episodio mitologico del volo di Icaro. Se classicamente il mito ha un valore paideutico il cui scopo è insegnare ai giovani a non disubbidire ai "Padri", qui Icaro è il campione dell'umanità che preferisce superarsi, anche a costo di perdere la vita, piuttosto che accettare un'esistenza "cauta" e "mediocre" suggerita dai saggi consigli di Dedalo. Il verso finale racchiude il senso del brano "La voglia di andare oltre brucia come un sole nelle anime giovani, ed ho paura che non riesci più a sentirla una volta che sei cresciuto".
Chiude l'EP "Ghosts and Afterthoughts". Fantasmi e ripensamenti, che riportano alle sonorità psichedeliche dei brani più sperimentali del gruppo, costruiti però su dei loops dal sapore elettronico e noise...presagi di sviluppi futuri? in realtà neanche noi lo sappiamo al momento.
Un Ep che è un "gioco", una sfida ed una nuova proposta.
POPISM è stato autoprodotto dalla band e da Carlo Marrone (già alla produzione artistica di “In a State of Altered Unconsciousness” e produttore per “Petali” e “Malamore” di Gianluca Mondo, nonchè polistrumentista con, tra gli altri, My Own Parasite, Carlomargot, Murder, attualmente Soren Larsen).
Il mix, a cura di Carlo Marrone, coerentemente con il filo conduttore dell’EP ha ricercato un’atmosfera più “pop”, pur mantenendo l’animo alternative rock della band.
Le batterie sono state invece registrate ed elaborate da Michele Postpischl (Ofeliadorme).
Il master è stato realizzato presso gli studi Fonoprint da Enrico Capalbo (già alla produzione artistica di “In a State of Altered Unconsciousness”, fonico presso lo studio Fonoprint, e sound engineer per, tra gli altri, Arto Lindsay, Luca Carboni, Gianmaria Testa, Paolo Fresu, Ofeliadorme, Francesco Guccini, Humberto Gatica, polistrumentista attualmente Soren Larsen ).
L’artwork, realizzato dagli stessi Earthset, raffigura uno schizzo di sfumature acquerello e vuole sottolineare il passaggio dalle atmosfere uggiose e cupe del precedente LP, al mood più vivace del nuovo lavoro.  Ciascuno dei quattro colori utilizzati identifica un membro della band ed una canzone dell’EP.

Tracklist:
1 – Around the Head
2 – In the Pendant
3 – Flush
4 – Icarus' Flight
5 – Ghosts and Afterthoughts

Line Up:
Ezio Romano: Chitarre / Voce
Costantino Mazzoccoli: Chitarre
Luigi Varanese: Basso
Emanuele Orsini: Batteria



EARTHSET STUDIO SESSION

A cavallo tra la chiusura del tour per l’ep “POPISM” e l’inizio del lavoro sul progetto Soundtrack 2018, che li ha visti sonorizzare dal vivo il film muto “L’Uomo Meccanico”(1921) sotto la guida di Nicola Manzan, gli Earthset sono passati dalla Sala A degli studi Fonoprint di Bologna, nell’ambito del corso Live Sound Engineer tenuto da Enrico Capalbo.

 Di quel pomeriggio resta la “Studio Session” che qui presentiamo.  Tre brani, estratti da “POPISM”, registrati in presa diretta dal vivo e catturati dall’occhio del giovane video maker Frameless (aka Luca Rubertà).

FLUSH

"Flush" è il primo singolo estratto da “POPISM”. Si tratta del brano di rottura che, dopo le sonorità aggressive delle prime due tracce, vira verso un mood più Indie-Pop. Il testo racconta di un non meglio precisato episodio di "rottura" con le proprie abitudini che avvicina il/la protagonista ad una parte di sé ignota e soppressa. Come due viandanti sconosciuti, i due “io” del/della protagonista si incontrano e si riconciliano nell’esplosione finale del brano, cui segue una coda arpeggiata dal sapore dolce-amaro. 


IN THE PENDANT

Letteralmente “nel pendente- nella coppia di orecchini”, gioco di assonanze con Independent. Il brano contiene una velata critica all'ambiente indipendente, ed al mood “alternativo” in generale, che finisce poi per emulare e replicare le dinamiche del mondo mainstream, appiattendo ed omologando l'offerta musicale alla ricerca della formula "di moda". Il protagonista si trova ad esser respinto da due figure femminili, una “fancy girl” ed una “the other”. Entrambe fiere della loro diversità artefatta e costruita, finiscono per apparire in fondo identiche nel loro modo di comportarsi.


AROUND THE HEAD

Brano strutturalmente schizofrenico il cui testo può esser letto come un dialogo interiore sulle aspettative tradite e sull'atteggiamento passivo dinnanzi alle difficoltà. Ispirato in parte da vicissitudini personali che hanno interessato i membri del gruppo ed in parte dai personaggi di un anime, utilizzati per descrivere l’atteggiamento psicologico delle due voci del protagonista, è uno dei brani che dal vivo la band ama di più suonare.


Music By Earthset
Video/Editing by Frameless