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martedì 20 novembre 2018

Il compleanno di Gary Green


Compie gli anni oggi, 20 novembre, Gary Green, dall'inizio alla fine chitarrista dei mitici Gentle Giant.
Dopo lo scioglimento del "gigante" ha collaborato con vari musicisti, tra i quali Eddie Jobson e Billy Sherwood.
Attualmente sembra non goda di ottima salute… occasione per farli doppiamente gli auguri!
Happy Birthday Gary…
Wazza





 Billy Sherwood

Putting the finishing touches on "The Technical Divide" this afternoon. I received all of Gary Green's guitar parts, man that guy plays great !! As a HUGE Gentle Giant fan this is another one of those "I must be dreaming he's on here" moments for me lol !! This record has my dream team prog line up... guys and gal lol from Yes/Crimson/UK/Asia/XTC/Renaissance/Gabriel/Porcupine Tree/Mr. Mister and Gentle Giant !!! Wow..... Honored indeed to be able to write and produce this kind of record in 2012. I can't wait to share it with all of my friends too.

lunedì 19 novembre 2018

Sintesi del viaggio di Es: intervista di Max Rock Polis



Sintesi del viaggio di Es, Il sole alle spalle. Il viaggio dei racconti di una vita

Trascrizione dell’intervista radiofonica realizzata da Max Rock Polis


Quando il nome è tutto un programma, e soprattutto quando è legato a reminiscenze Prog italiane che ritornano alla modernità. Il termine Es ha davvero moltissimi significati, in questo caso richiama l'inconscio, l'istinto più naturale, che personificato ci accompagna nel viaggio della vita. Questa è la sintesi delle esperienze musicali di sei ragazzi, ne parliamo con chi si è rimesso alla testa del nuovo cammino.





Eccoci qua con Valerio Roda dei Sintesi del viaggio di Es. Prima con te eravate i Sithonia, siete rinati e siete usciti con questo nuovo album “Il sole alle spalle” con la Lizard.
“Salutiamo Loris, grazie di tutto, lui ogni tanto ci da delle indicazioni, ci aiuta, ci sostiene. È una persona importante.”

Il vostro nome è tipico del Progressive, ma chi è questo Es?
“Allora, Es diciamo che è un elemento che viene dalla psicologia: c'è l'Io, il Super io e l'Es.  Condensando un po', perché io non sono uno psicologo, il concetto è che l'Es è quello che ti guida in quelle scelte che non cadono sotto il raziocinio, sono quelle cose che tu fai e non sai perché le fai. Quindi noi le abbiamo associate a un personaggio, il viaggio di Es come se fosse una persona, perché in pratica è quello che ci guida in questa avventura musicale, che ci fa fare delle scelte, che ci fa scrivere delle canzoni, dei testi. Noi raccontiamo la sintesi del viaggio di Es, che è lunga tutta la vita. E poi sintesi ha anche questo doppio valore perché questo gruppo è un po' una sintesi di alcune altre esperienze che personalmente ho avuto assieme agli altri componenti dei Sithonia, e poi di altri gruppi che ho avuto in età più giovane. Quindi noi diciamo sempre che il viaggio continua [ride. ndr].”

Correte a dare il like ai Sintesi dei viaggio di Es. Il vostro album “Il sole alle spalle” ha testi in italiano piuttosto elaborati che avete messo dentro le metriche Prog, anche se sono piuttosto complessi. Chi li ha scritti?
“Sono io l'autore, il colpevole [ride. ndr]. Sono testi che si rifanno a esperienze mie personali, cose che ho vissuto o che hanno vissuto i miei amici e quindi che io ho preso come mie e le ho un po', diciamo, romanzate trascrivendole. Mi piace raccontare le cose che vedo intorno a me, sostanzialmente, proprio le esperienze vissute con le persone. “Il sole alle spalle” nasce proprio dal litigio che ho fatto con una persona [ride. ndr] per dei futili motivi, e poi alla fine ci siamo riappacificati dopo un po' di tempo. La cosa è successa  proprio mentre eravamo in un campo aperto. Il sole mi arrivava in faccia ed era alle spalle di questa persona, e infatti grazie a quello abbiamo smesso di discutere perché io ho detto “va bene basta”. Poi alla fine siamo tornati amici col passare del tempo e questo mi ha fatto riflettere.”

Però l'hai raccontata all'opposto perché il personaggio della canzone, una bella suite di 17 minuti, dice di avere lui il sole alle spalle, quindi hai un po' ribaltato i ruoli.
“Sì beh perché dopo un po' ho fatto una specie di sceneggiatura, l'ho arricchita di particolari, di cose. Ma ci sono altre canzoni nell'album che sono dedicate a persone che ho conosciuto, tipo “L'altra parte buia” e “Il patto non scritto” che parlano di persone che ho conosciuto. Purtroppo una di queste, un mio amico, si è suicidato perché ha ceduto, era in un percorso di droghe che aveva abbandonato, sembrava che andasse tutto bene, poi invece c'è tornato dentro e l'unica sua uscita è stata questa, molto estrema. Poi c'è qualche racconto di rifiuti che ho avuto con qualche ragazza, che insomma ogni tanto si mette dentro [ride. ndr].”

La domanda viene spontanea: tra tutte queste canzoni qual è quella a cui sei personalmente più legato?
“Quella a cui sono più legato è proprio “il sole alle spalle”. C'è la parte centrale che dice “può tornare il vento”, quella mi piace in maniera particolare, a me personalmente ma anche un po' a tutto il gruppo. Ci siamo affezionati a quella e anche a “L'illusione”, che hai appena fatto sentire.

Tenete d'occhio il Facebook dei Sintesi del viaggio di Es per vedere se in futuro ci saranno dei concerti.
“Sì, ne abbiamo appena fatto uno a Bologna, perché noi siamo di Bologna. Abbiamo presentato il CD quindi abbiamo fatto un bel concerto, con il service fatto bene che ci è piaciuto molto. Per il futuro ci stiamo muovendo un po' adesso, perché questo disco è uscito da poco e purtroppo noi non abbiamo tantissimi agganci su dove andare a suonare e chi suona musica propria ha sempre qualche problema. Chi fa cover ha sempre più facilità a trovare locali.”

Perché i gruppi di cover suonano canzoni già note e il pubblico apprezza di più, le può cantare e così via.
“Qualche altro concerto lo abbiamo fatto in passato, però adesso che abbiamo questo CD spero che qualcuno ci chiami, adesso che abbiamo un biglietto da visita migliore. Prima non avevamo niente, adesso abbiamo questo.”

Abbiamo detto Lizard records, quindi per avere il vostro CD come possiamo fare?
“Allora, o contattano la Lizard anche su Facebook, oppure contattano noi sempre tramite Facebook e noi glielo mandiamo. Poi ci sono anche i download digitali. Io tuttora sono molto legato al CD, mi piacciono le copertine, le immagini. Preferisco il CD, ma anche il vinile mi piace, non ho mai buttato via gli LP e il giradischi [ride. ndr].”


Finalmente un altro grande gruppo del Progressive che ritorna. Citiamo e salutiamo i tuoi compagni di viaggio.
“Allora, i miei compagni di viaggio sono persone che da tanti anni mi sopportano e per questo devo ringraziarli [ride. ndr]. Abbiamo Marco Giovannini che è il cantante e ha fatto con me tutta la strada coi Sithonia, poi abbiamo Sauro Musi il chitarrista, che ha fatto uno degli ultimi LP con i Sithonia e abbiamo anche avuto gruppi paralleli. Poi al basso Maurizio Pezzoli, anche lui con me in esperienze di altri gruppi, e il batterista Nicola Alberghini, che invece viene da un giro di musica celtica, bretone, con il quale abbiamo suonato assieme per un po' di tempo. La musica celtica piace molto a entrambi, infatti io ho anche un gruppo parallelo con cui facciamo queste cose. Poi c'è la flautista Eleonora Montenegro che è molto importante, per ultima ma non ultima [ride. ndr]. Anche lei l'ho conosciuta nel giro celtico, diciamo. L'abbiamo chiamata, all'inizio le volevamo far fare solo un pezzo, “L'illusione”, alla fine invece ci siamo piaciuti, le ho detto “ma perché non rimani con noi?” e lei ha accettato.”

È bello così quando le collaborazioni musicali cominciano in questo modo: uno si piace e c'è più soddisfazione. Io ti ringrazio per essere stato qui per i Sintesi del viaggio di Es, prendete il loro album “Il sole alle spalle” appena uscito per la Lizard records. Break a leg per il vostro futuro.
“Perfetto, grazie a tutti, un saluto dai Sintesi.”

venerdì 16 novembre 2018

I GIUBBOTTI VOLANTI, da uno scritto di GIANNI LEONE


RACCONTO LEONINO: I GIUBBOTTI VOLANTI
DI Gianni Leone

7 marzo 2003

Concerto del Balletto di Bronzo a Puebla, in Messico. Durante lo spettacolo mi liberai di un giubbotto (fra l'altro, una mia creazione), lanciandolo al bordo opposto del palco. A fine concerto il giubbotto non si trovò più. Che arrabbiatura! Io sono (ahimè) legatissimo agli oggetti e ai vestiti che mi piacciono e mi fanno sentire bene. Però, ovviamente, sopravvissi, anche se ogni tanto, nel corso degli gli anni successivi, mi tornava in mente quel giubbotto poiché mi piaceva molto.

Settembre 2018

Vengo contattato sulla pagina Facebook del Balletto da un ragazzo messicano che "autodenuncia" di avere lui quel famoso giubbotto. Mi racconta, scusandosi, che ben 15 anni fa non resisté alla tentazione di prenderlo e portarselo via come cimelio/feticcio a ricordo di quel concerto. Mi invia perfino una foto dell'indumento, chiedendomi l'indirizzo di casa per potermelo spedire. Incredibile! Com'è finita la storia? Gli ho risposto che quel famoso giubbotto può tranquillamente tenerselo come mio regalo personale.
Ma a proposito di giubbotti! Quando partecipai alla prima edizione del festival "PROG EXHIBITION" a Roma nel 2010 come ospite degli Osanna con David Jackson, INTENZIONALMENTE lanciai al pubblico un giubbotto di pelle nera "decorato" con tanti miei autografi giganteschi fatti con inchiostro metallizzato. Mi sono sempre domandato che fine abbia fatto e se sia stato indossato da qualcuno.... Chi se lo accaparrò, si faccia vivo!
P.S.- NON lo rivoglio indietro!

giovedì 15 novembre 2018

Meditentazione: un progetto innovativo


È così difficile proporre cose "diverse" dal punto di vista musicale e farle conoscere e girare. Non ho la pretesa di dire che la nostra musica sia particolarmente bella o migliore di altre ma è senz'altro originale e fuori da qualsiasi schema pur avendo richiami e affinità con molti generi...
Sonia Simonazzi

Meditentazione: i sogni accadono. Crediamo di esserne protagonisti inerti, ma il nostro corpo, il respiro, le emozioni danzano in essi e la qualità del risveglio ne è spesso conseguenza.
Meditentazione è un’esperienza di ascolto da vivere come un sogno. Le musiche che la compongono formano la colonna sonora di una visione onirica che ciascuno può creare, diventando fruitore di un ascolto in grado di influenzare il proprio essere. La successione dei brani ha lo scopo di indurre stati di dinamismo e distensione legati alle sensazioni emotive suscitate dall’ascolto. Che fare, allora, se non soffermarsi e prestare attenzione dapprima al respiro, sollecitato da queste sonorità, e pi all’intero corpo, che può tendersi, irrigidirsi, oppure abbandonarsi al desiderio di muoversi, o persino di sdraiarsi e rilassarsi? Durante l’esperienza giungeranno la percezione delle emozioni e la creazione di immagini. Siamo nello spirito del sogno, dove il pensiero non è vigile né giudicante.
E’ nostro auspicio che “risvegliandosi” al termine dell’ascolto ognuno abbia potuto svolgere un  percorso intimo, ricco, rigenerante, appassionante. Lasciatevi sognare.



MEDITENTAZIONE” di RITMìA.COMpagnia - L’Ensemble

Se attraverso la meditazione si ottiene pace della mente e assenza di pensiero, MEDITENTAZIONE è un percorso esperienziale che culla attraverso un viaggio immaginario, stimolato dall’ascolto di musiche appositamente studiate e dal respiro che diventa canto.

Musica
Respiro e Rilassamento
Arte
Ascolto e Ricerca

MUSICA
Prendendo radici dalla musica sperimentale nasce una nuova frontiera in cui l’ascoltatore disposto ad abbandonarsi, divertirsi a guardare, respirare, cantare, ascoltare e ascoltarsi può immergersi in paesaggi sonoro-espressivi e in una dimensione completamente diversa ma ben conosciuta come quella dei propri sogni. Un percorso di ascolto attivo, dove la musica crea la suggestione dell’incanto immaginario.

RESPIRO e RILASSAMENTO
MEDITENTAZIONE propone i tempi per rilassarsi e aiuta a prendere consapevolezza del proprio respiro. Una serie di pratiche respiratorie, chiamate Respiri-Canto, studiate per scaricare le tensioni in eccesso, costituiscono la base ritmico-espressiva di questa performance e consentono al pubblico di raggiungere uno stato di relax.

ARTE
La performance è un’esperienza completa: una Video-Art Maker propone la visione di immagini suggerite dalle varie illusioni sonore, in una fusione totale tra suono, segno, sogno.

ASCOLTO E RICERCA.
Ogni parte di MEDITENTAZIONE è stata creata per emozionare ed emozionarsi. La successione dei brani si sviluppa attorno a particolari scale musicali elaborate in anni di esperienza nell’ambito educativo, trasportando in contesti immaginari che si intersecano uno nell’altro e inducono una progressione di stati emotivi, con lo scopo di sfociare in una condizione finale di serenità e gioia.

RITMìA nasce come metodo didattico che fonde musica, movimento ed espressività corporea per avvicinare bambini e adulti a queste forme di comunicazione. Dopo oltre vent’anni di presenza sul territorio nazionale e internazionale viene ora proposto “MEDITENTAZIONE – Il Concerto” come un nuovo progetto legato agli obiettivi originali di RITMIA: rilassamento, concentrazione, ascolto.

CONCERTI

A pochi mesi dalla pubblicazione del suo CD “Meditentazione”, l’Ensemble RITMIA.COMpagnia ha già al suo attivo importanti concerti in sedi prestigiose come la SALA ESTENSE di Ferrara, il TEATRO SANTUCCIO di Varese e la Sala dei Teatini di Piacenza (2017 e 2018).


CHI SIAMO

SONIA SIMONAZZI (Arpa Elettrica, Fagotto, Voce)
Ricercatrice nel campo della pedagogia musicale, è ideatrice di una pratica di approccio alla musica, alla motoria e all’espressività, chiamata RITMIA®. Diplomata in fagotto presso il Conservatorio A. Boito di Parma, ha seguito corsi di Paleografia e Filologia Musicale presso l’Università di Pavia e fatto parte dell’“Orchestra Sinfonica Giovanile A. Toscanini dell’Emilia Romagna”. Ha conseguito il diploma di insegnante yoga presso la Scuola Quadriennale di Gabriella Cella Al Chamali. Ha seguito corsi di specializzazione in fagotto barocco, dulciana rinascimentale, flauto dolce, arpa celtica, impostazione vocale, tecniche di respirazione, pratica psicomotoria, percussioni etniche. Ha collaborato con formazioni sinfoniche e cameristiche e nell’ambito della musica antica, anche come solista, partecipando a diverse incisioni discografiche. Ha partecipato come docente al Progetto internazionale Mus-E International (Musica Europa), promosso dalla Fondazione Yehudi Menuhin di Bruxelles. Ha collaborato per anni come docente di laboratorio per il Progetto RITMIA® con la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica. È stata invitata a presentare RITMìA® a convegni internazionali a Barcellona e Copenhagen, e a condurre un workshop RITMIA® di una settimana per gli insegnanti della Clifford Valley School di ATLANTA (USA). È autrice di diverse pubblicazioni.

MARCO RANCATI (Voce Solista)
Inizia la carriera di vocalist con lo pseudonimo Daniel Danieli. Nel 1979 vince il Festival di Castrocaro e nel 1981 pubblica il 45 giri Freddo diamante/Tu violenza. Nel 1981-82 incide ‘Sin ti vivir no sè’, divenuto un successo in Latinoamerica e scelto come ‘copertina’ di una telenovela. Nel 1982 pubblica il 45 giri Ok ok/Sei tutto quello che vorrei. Nel 1985 partecipa al Festival di Sanremo nella sezione “Nuove Proposte”. È cofondatore del gruppo Animali Rari, che pubblica diversi lavori discografici. Dal gennaio 2009 è vice-direttore del coro gospel nazionale, Nicolini Gospel Choir. Il suo brano I motivi della Terra è stato scelto come sigla del 1º Festival “Un Bosco per Kyoto”. Dal 2013 è di nuovo sul palco come vocalist del gruppo Shout. Il suo brano Già Colpevoli è stato inserito nella colonna sonora del film “Va’ dove ti porta il Cuore” di C. Comencini.

AMBRA BIANCHI (Flauto, Flauto Basso, Ottavino, Voce)
Diplomata in flauto traverso presso il Conservatorio di Musica “G.Frescobaldi” di Ferrara si è perfezionata con i Maestri G. Zagnoni, M. Larrieu, P.L.Graff. Ha frequentato L’Accademia Musicale Chigiana di Siena con il Maestro Severino Gazzelloni, conseguendo il Diploma di Merito. Oltre all’attività concertistica da solista e in orchestre (Orchestra Sinfonica Giovanile Italiana, Teatro dell’Opera di Roma, Nuovo Caffè Concerto Liberty, Duo Morrighan) ha tenuto concerti in Italia e all’estero e partecipato a programmi televisivi sulle reti RAI, collaborando con artisti come Pino Donaggio e Vito Pallavicini. Attualmente è voce solista e flautista del gruppo smooth-jazz Bluetime e polistrumentista (voce, flauti, arpa e tastiere) nella Progressive Band – Limite Acque Sicure. “Esperta Ritmìa” dal 2007, lavora sul territorio nazionale come responsabile di progetti di educazione musicale per l’infanzia. Nel 2014 ha vinto la borsa di studio come miglior partecipante ai seminari di Nuoro Jazz. Insegna flauto traverso, propedeutica e canto moderno presso la Scuola di Musica Moderna di Ferrara.

LUCA GABBIANI (Contrabasso e basso elettrico)
Si diploma in contrabbasso all’Istituto Musicale “A. Vittadini” di Pavia, dove è primo Contrabbasso dell’orchestra della Scuola e dell’orchestra da camera dell’Università di Pavia “Camerata de’ Bardi”, collaborando nel frattempo con il gruppo da camera “Musica d’Assieme” di Milano e l’Orchestra da Camera “Ticinensis”. Ha collaborato con l’Orchestra Stabile di Como, il Teatro Fraschini di Pavia come primo contrabbasso, l’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano, l’Orchestra G. Verdi del Conservatorio di Milano, l’Orchestra del Conservatorio di Darfo Brescia. Ha collaborato con Milva e il cantautore Giovanni Nuti con cui ha inciso due CD e arrangiato in musica poesie di Alda Merini. Alterna la passione per la musica Classica e Klezmer, suonando il Basso Elettrico e il Contrabbasso con gruppi di diverso genere, dal Cantautorale al Blues e Jazz. Collabora con Orchestra della Città di Vigevano, Orchestra Sinfonica dei Navigli di Milano, Amici del Mandolino di Milano.

JORDI TAGLIAFERRI (Batteria, Percussioni)
Inizia a studiare batteria all’età di 6 anni per poi proseguire gli studi con Roberto Lupo, Riccardo Marenghi, Marco “NANO” Orsi e Stefano Bagnoli. A 10 anni inizia a frequentare il corso di percussioni al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza sotto la guida del maestro Daniele Sacchi. Vince la borsa di studio ad Arquato Jazz negli anni 2005 e 2006, e nel 2011 vince il primo premio nella categoria jazz al concorso internazionale di Treviso, viene premiato come miglior giovane batterista al concorso del Festival del Ritmo negli anni 2010, 2011, 2012 e nell’ultimo anno vince anche il primo premio assoluto. Semifinalista nel 2012 al concorso del Percfest di Laigueglia (IM) si aggiudica nello stesso anno il terzo posto nella sezione batteria al concorso internazionale di percussioni di Fermo. Nel 2011 ottiene la borsa di studio al Conservatorio di Piacenza. Ha collaborato recentemente con l’Orchestra dell’Arena di Verona e attualmente suona con l’Orchestra Senzaspine di Bologna.

GUIDO ZURLINO (Chitarra, Testi)
Giornalista di viaggio, traduttore e interprete. Ha collaborato per decenni con le maggiori case editrici Italiane (Mondadori, Longanesi, Rizzoli, Il Saggiatore) traducendo oltre duecento tra libri, saggi e pubblicazioni e scrivendo articoli per riviste di viaggi. Ha soggiornato a lungo negli USA, dove ha coltivato l’interesse per la cultura underground e approfondito la passione per la musica. Successivamente, ha visitato per lavoro numerosi Paesi asiatici. Suoi i testi originali inglesi e le traduzioni pubblicate sul libretto accluso al CD.


INFO:


Shades of a Former Life
(Note per l'ascolto)

L’armonizzazione tutt’altro che “manieristica” della successione di note in apertura cela volutamente le sonorità tipiche della scala giapponese RE-Mib-SOL-LA-SIb (es. ROKUDAN), e solamente dopo l’esposizione del tema dominante proposto da voce e strumenti in un lungo fraseggio carico di pathos traspaiono alcuni fugaci accenni esotici. A questo punto sono già passati più di tre minuti e la distensione creata da arpa e flauto attenua la solennità dell’interrogativo iniziale del testo fino al termine dell’esecuzione.


Tutte le sonorità sono eseguite dal vivo senza uso di basi!


Video








UK: accadeva nel novembre del 1978


Nel novembre del 1978, il supergruppo UK entra in studio di registrazione per incidere il nuovo album "Danger Money".
La formazione, rispetto a quella originale, perde Allan Holdsworth e Bill Bruford, diventando un trio con l'ingresso del batterista americano Terry Bozzio.
Di tutto un Pop...
Wazza

 UK live nel tour del 1979

Recensione dalla rete
Dopo un brillante esordio con l'omonimo lp, "UK", il supergruppo cambiò in gran parte formazione mantenendo però intatta la voglia di stupire il pubblico con un progressive rock di gran classe e di eccellente fattura. La line up presente nel seguente "Danger Money", disco qui oggetto di recensione, vede la band ridotta, si fa per dire, a trio: Terry Bozzio alla batteria, Eddie Jobson alle tastiere e violino e John Wetton al basso e voce. Questa formazione, in questo disco, da un'ottima prova sia dal punto di vista tecnico strumentale che sotto il profilo compositivo dando vita ad un lavoro sicuramente degno di figurare tra i lavori progressive di alto livello. "Danger Money" si caratterizza subito per un sound incentrato quasi esclusivamente sul lavoro tastieristico e violinistico di Jobson da una parte e sul preciso drumming di Bozzio. Andiamo ad analizzare nello specifico, quindi, questo secondo album a firma UK.


Apre il disco proprio la title track, "Danger Money" appunto. Questo brano già mostra in tutta evidenza il cambio stilistico del combo, che ci cimenta in una composizione incentrata su maestose orchestrazioni sostenute da una sezione ritmica compatta e di sicuro effetto. Molto suggestiva la intro che precede il tema fondamentale del pezzo, dove le tastiere di Jobson tessono una trama melodica dai toni oscuri e maestosi allo steso tempo. L'atmosfera particolare creata da questa intro viene, di seguito, improvvisamente spezzata dall'irrompere del bel refrain. Da notare l'eccellente lavoro alla batteria di terry Bozzio che costruisce ritmiche complesse ma di grande dinamicità. Molto interessante è la capacità del combo di sviluppare la song lungo atmosfere diverse l'una dall'altra, riuscendo nella parte centrale di questo lungo brano (della durata di ben otto minuti) ad inserirvi una sorta di piece strumentale di grande effetto. La successiva "Rendezvous" viene introdotta da un morbido e suffuso gioco tastieristico al quale poi si aggiunge il supporto di un drumming altrettanto lieve e discreto. L'armonia di questo brano crea atmosfere malinconiche e riflessive e da la possibilità a Jobson di dare prova delle sue doti di ottimo strumentista. In questa track è ancora più evidente lo sforzo degli UK di impegnare l'attenzione dell'ascoltatore non sui singoli strumenti, ma ad un insieme "orchestrale" sicuramente più elaborato della precedente release. "The Only thing she needs" è, al contrario della precedente traccia, una song incentrata molto sulla sezione ritmica. In questo brano Un impeccabile Bozzio e un ottimo Wetton, entrambi in grande sintonia, costruiscono trame ritmiche che con lasciano respiro all'ascoltatore e che sorreggono soluzioni armoniche in continua "evoluzione". Un bell'assolo tasieristico di Jobson metterà, poi, il sigillo ad una delle composizioni migliori del disco. Un'altra intro particolare, incentrata su linee melodiche oscure, da avvio alla seguente "Caesar's Palace Blues". Questa track vede Jobson cimentarsi in orchestrazioni violinistiche pregevoli e suggestive, sostenute da una sezione ritmica dinamica e corposa fino all'irrompere del refrain dove le ritmiche si fanno più cadenzate ma non meno coinvolgenti. Particolarmente interessante è la parte strumentale che chiude il brano in grande stile. La penultima traccia, "Nothing to lose", si impone all'ascoltatore per un lavoro tastieristico (in primo piano) improntato a melodie di più facile impatto che trovano riuscito sbocco in un bel refrain di più evidente "apertura" armonica. Coe anche nei precedenti brani il lavoro in sede di arrangiamenti è eccellente e ogni strumento svolge il proprio ruolo in perfetta sintonia l'uno con l'altro. In sostanza questo brano dimostra, una volta di più, la capacità del combo di costruire raffinate architetture sonore riuscendo però a colpire dritto al cuore dell'ascoltatore. Come se il disco seguisse un andamento (concettuale) circolare, la conclusiva "Carrying no cross", quasi riprendendo il discorso musicale della prima song, porta il combo a cimentarsi in costruzioni armoniche complesse sostenute da ritmiche articolate. La più lunga suite del disco (ben 12 minuti quasi interamente strumentali) si sviluppa lungo trame melodiche intricate e a tratti impenetrabili ma sempre di irresistibile fascino, dove Jobson si distingue in modo particolare per abilità nel saper sfruttare tutti i possibili artifizi armonici.Non meno fondamentale per la riuscita del brano è kla sezione ritmica basso/batteria che aggiunge notevole grazia grazie alla indiscussa abilità tecnico-strumentale del duo Bozzio/Wetton.
In conclusione questo "Danger Money" è un album davvero entusiasmante, che non fa che confermare l'indubbia importanza degli UK nel firmamento progressivo degli ultimi venti anni. Finito l'ascolto di questo album mi viene da dire solo questo "sposta solo una frase e la struttura crolla, togli una singola nota e si immiserisce tutto".


Track listing
1. Danger money (8:12)
2. Rendez-vous (5:00)
3. The only thing she needs (7:53)
4. Caesar's Palace blues (4:42)
5. Nothing to lose (3:57)
6. Carrying no cross (12:00)

Line-up
- Terry Bozzio / drums, percussion
- Eddie Jobson / keyboards, electric violin
-John Wetton / lead vocals, bass

mercoledì 14 novembre 2018

PFM: Jurassic era

 Giovani (n.47 25.11.1967)

Il 14 novembre 2007, al Rolling Stones di Milano, in occasione dei festeggiamenti per il 35° della Premiata Forneria Marconi, si "riformano" i "Quelli".
Insieme a Di Cioccio, Premoli e Mussida, salgono sul palco Giorgio “Fico” Piazza, Alberto Radius, Pino Favaloro e Teo Teocoli (che racconta divertenti aneddoti e citazioni...).
Tra i brani eseguiti, oltre alla famosa "Bambolina che fa no no no", anche "Hush" dei Deep Purple e "The Midnight Hour" di Wilson Pickett.
Con l'occasione di questo ricordo, allegate altre foto del periodo "Pre-PFM", con Franz Di Cioccio, Mauro Pagani, e Francone Mussida. 
Un Pop della mia vita !
Wazza


 1962-1963
from left to right :
RIKI MAIOCCHI on bass
FRANCO JADANZA on guitar 
GIANNI TOMASELLI on guitar
FRANZ DI CIOCCIO on drums


Mauro Pagani (s) con i JB Club. Brescia, fine anni 60.


Franco Mussida militare nel 1967, con il suo gruppo

martedì 13 novembre 2018

Traffic: accadeva nel novembre del 1971



Credo che i Traffic siano uno dei pochi gruppi rock al mondo che possono vantare di non aver mai fatto un "brutto album".

Usciva nel novembre 1971 "The Low Spark of High Heeled Boys", un incredibile viaggio tra rock, jazz e musica etnica.
Sembra che il titolo sia stato suggerito dall'attore Michael J.Pollard.
Oltre al fantastico trio "Winwood-Capaldi-Wood" suonano nell'album Rich Grech, Jim Gordon e Rebop Kwau Baah.

Se non lo conoscete… siete ancora in tempo!
Di tutto un Pop
Wazza


Traffic is:
Steve Winwood
lead vocals (tracks 1, 2, 5, 6), guitar, piano, organ
Jim Capaldi
lead vocals (tracks 3, 4), percussion, backing vocals (track 6)
Chris Wood
saxophone, flute
Ric Grech
bass, violin
Jim Gordon
drums
Rebop Kwaku Baah
percussion
with:Mike Kellie
drums (track 6)


Technical:
Brian Humphries
engineer
Tony Wright
cover art
Richard Polak
photography
Producer - Steve Winwood
Label - Island