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mercoledì 20 settembre 2017

Musica e calcio secondo Wazza...

Cruyff "autografa" copie del suo CD

Johan Cruyff cantante e calciatore…

Johan Cruyff è il primo tra i cantanti calciatori inserito nella nostra lista magica, che unisce calcio e musica, con artisti che hanno giocato al football e giocatori che hanno inciso dischi.
Il numero 14 più famoso al mondo, oltre ad essere un fenomeno in campo, un simbolo di stile ed un campione da allenatore, ha cantato un brano musicale che è stato pubblicato in vinile.
Oei Oei Oei (Dat Was Me Weer Een Loei) è il titolo della sua canzone.
Tre minuti di musica, senza capirne una parola, incisa da etichetta musicale Polydornel 1969 e scritta da P. Koelewijn… sembra poco, ma se la voce è di Cruyff è tutto uno spettacolo!

Hello "pallonari"… nel senso buono del termine…
è ripartito il campionato, siamo abituati a calciatori "attori" (sceneggiate), con i falli e simulazioni, calciatori "urlatori", come li tocchi, sembra che gli hanno sparato. Ci hanno abituato allo "stop di petto", ma non pensavo che tanti calciatori si esprimessero anche con il "do di petto!"
Della serie "nunc'haiuncazzodafà", mi sono divertito a cercare i "calciatori cantanti"… devo dire con molte sorprese!
Wazza

 Giorgio Chinaglia

Non lasciatevi ingannare dal nome in copertina perché questo (Im) Football Crazy saprà deliziare il vostro apparato uditivo. Non ci è dato sapere chi abbia avuto la brillante idea di dare un microfono allex bomber della Lazio per intonare il tema tratto dalla colonna sonora del filmLArbitro, simpatica parabola-farsa di ambientazione calcistica interpretato da Lando Buzzanca, ma per qualche ragione la cosa funziona…

 Paolo Rossi
Ma Paolo Rossi oltre che al calcio e la TV è legato alla musica: negli anni ‘80 ha inciso Domenica alle tre,un disco che è non ha fatto molto successo, con il testo della canzone che parla del rapporto tra i giocatori e le proprie donne.

 Paul Gascoigne
Tutto è iniziato con il singolo Fog on the Tyne, rivisitazione di un vecchio brano dei Lindisfarne, noto (?) gruppo britannico, ovviamente guest star nel disco. Non pago, Gazza decide di pubblicare un Long Playing, Let’s have a party! insieme ad alcuni amici del mondo musicale. Già dal titolo si intuisce che oltre al singolo trainante (presente anche in versione extended) e ad unaltra traccia dal titolo ,Geordie Boys, classico pezzo hooligan-house per ingraziarsi i fans, le altre tracce sono un classico riempitivo di brani da festa. E che riempitivo! La selecta accontenta veramente tutti: si va dal “’70s Soul Medley (12 minuti di cover del calibro di Aint no stoppinus now e The Hustle) al The Elvis Presley Medley (qui invece hanno avuto i diritti per i brani originali!), dalle Motown Magic Memories ai Gilbert OSullivan Greats (non si fa mancare proprio niente il nostro Gazza!), per concludere conAll you need is love cantata da (cito dal booklet) Gazza with Kenny Lynch, Danny Baker, Anna Gascoigne, Michael Patto, Gary Osborne, Billy Laurie, Lem Lubin, Martin Kearney; ma Gazza aveva davvero così tanti amici, o questi illustri sconosciuti hanno partecipato solo per paura di essere picchiati?
 Franz Beckembauer

Du Allein, il singolo di Franz Beckenbauer (1966)

  Diego Armando Maradona

Il più grande di tutti i tempi tra gli eroi che hanno calcato i campi da gioco, mitico calciatore e cantante niente male, Diego Armando Maradona col suo 45 giri Querida amiga.
Aggiungiamo quindi un nuovo pezzo alla categoria “Calciatori Musicisti” di Football a 45 giri, un pezzo stupendo.
La Mano de Dios, el pibe de oro, il mito, decise di unirsi al gruppo Pimpinella ed esibirsi nella canzone Querida amiga, dedicata alla mamma.
Di questa poesia cè anche la versione italiana che si chiama Mia dolce amica.

  Rud Gullit il più prolifico

Il primo amplesso con la musa Euterpe avvenne nel lontano 1984 quando faceva parte del Feyenoord e pubblicò il suo primo e unico 7’’ Not The Dancing Kind, un reggae piuttosto anonimo che ebbe un tiepido successo solo nelle classifiche olandesi.
1984
Ruud Gullit
Not The Dancing Kind / Free Me 7’’
Not The Dancing Kind (Dub Version) / Free Me (Instrumental Version) / Not The Dancing Kind (Single Version) 12
’’
1988
Revelation Time feat. Ruud Gullit
South Africa / South Africa (Dub Version) 7
South Africa / South Africa (Single Version) / South Africa (Instrumental Version) 12
e CD
1988
The Champions
No More / No More (Strumentale) 7’’

 Nanu Galderisi
Nanu Galderisi ha una vita divisa tra goal, tattiche e 45 giri, quindi entra di diritto nella rubrica dedicata ai calciatori cantanti e musicisti.
Il Guerin Sportivo scelse la frase di una canzone famosissima come titolo di un articolo su Galderisi: Giuseppe Nanu Galderisi: le discese aridite e le risalite. Da goleador ad allenatore…ovviamente le parole sono parte del testo di Io Vorrei, non vorrei, ma se vuoi”, di Lucio Battisti.
Football a 45 giri parla di Nanu perchè anche lui è un simbolo del legame tra calcio e musica. Galderisi è un fan di Renato Zero e ne ha deciso di imitare le doti interpretando un brano musicale: il titolo del disco è emblematico per uno come il Nanu che macinava chilometri in campo: “Sto correndo”.
Molti ricordano Galderisi in particolare per un episodio non calcistico, la lite con il giornalista sportivo aretino Romano Salvi del Corriere di Arezzo… lo hanno portato via in tempo...

 Clarence Seedorf
La versione di “ Sitting On The Dock Of The Bay” è stata registrata nel 2007 ed è uscita nellalbum “Percorsi di vita”; si tratta del rifacimento di un brano soul celebre prodotto d etichetta Volt Records nel 1968 ed eseguito da Otis Redding, un mito della musica black!
Il 45 giri uscì poco dopo la prematura morte dellartista americano e divenne subito numero 1 nelle classifiche mondiali R&B. Inutile dire che le sue cover sono state innumerevoli e di artisti di grande fama… è predente anche in diverse pellicole del cinema.
Pensate che il titolo originario era The Dock of the Bay, il Sittinonfu aggiunto solo successivamente dal suo produttore.

 Junior
Ma noi siamo qui per raccontarvi il suo legame con la musica che si è suggellato nel 1982, quando la Selecao è andata a giocarsi il titolo di campione del mondo in Spagnapoi però abbiamo vinto noi!
Accade spesso che in concomitanza di unedizione di un torneo importante le squadre possano avere un inno dedicato; in questo caso come portafortuna, o semplicemente trovata pubblicitaria, i Giallooro ebbero Voa canarinho voa, cantata dallo stesso Junior.
Si parla di oltre i 70.000 33 giri venduti! Ne sarà stata contenta letichetta che ha prodotto il disco, la Especial della RCA.

 Francesco "Ciccio" Graziani
Che tha fatto sta Roma non è una poesia del Trilussa, ma è musica, si tratta del titolo di una canzone, un 45 giri, interpretata dal calciatore Ciccio Graziani.

 Alexi Lalas
Arrivò a Padova con già due LP incisi con i Gypsis Woodlande Jet Lag.
In Italia continua la carriera musicale incidendo For You: A Tribute to Bruce Springsteen”, “If I Should Fall Behind” e Tougher Than The Rest”, insieme a Luca Barbarossa.
Alexi continua a suonare e nel 1996 incide “Far from close”, pubblicato da Toten/Warner, collaborando con Mal Previte & The Gangsters of love; si tratta di un album rock alla Bruce Spingsteen, dove spiccacrashuna cover dei Primitives. Due anni dopo incide da solista lalbum “”Ginger”, suonando da solo tutti gli strumenti. Con questo nuovo lavoro un più hard rock si esibì in tour per lEuropa e gli States.

Tra le canzoni migliori/meno peggio: Goodnight Moon(1998), Crash (1996) e Watered down.
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 Various "artist" una specie di Footbal -aid
Football Stars è unoperazione commercialmente riuscita, ma era facile prevederlo visto e considerato che vi hanno preso parte i più importanti giocatori del campionato italiano dellepoca, tra cui Cabrini, Altobelli, Rumenigge, Elkjaer, Graziani, Conti, Boniek, Junior, Gullit e Rossi, capitanati da Platini.
Comunque la si voglia rigirare questa “Alleluia” rimane quanto di più patetico e cheesy si possa immaginare: un gruppo di voci stonate che cantano un inno alla bontà che musicalmente sfigurerebbe anche al confronto della peggiore sigla di casa Fininvest, con tanto di ritornello affidato a un coro di bambini.
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Lucas Podolski


Il tedesco, che non ha lasciato un buon ricordo in Italia dopo la parentesi durata 6 mesi con la maglia nerazzurra, è la star del momento. Lattaccante del Galatasaray ha infatti realizzato la canzone Liebe deine Stadt insieme al rapper Mo-Torres e alla band Cat Ballou, che inaspettatamente ha raggiunto il primo posto delle classifiche musicali della Germania. 
Il video è diventato virale e conta già oltre di 500.000 visualizzazioni su YouTube.


                                                                      Paolo De Ceglie

Il terzino ex Juventus, oltre al pallone, ha avuto sempre un debole per la musica. Nel 2003 infatti De Ceglie ha prodotto una canzone da discoteca intitolata Moving on, suo primo singolo musicale come dj. Il calciatore ha poi devoluto lincasso in beneficenza alla Onlus Lassociazione Di Idee che si occupa di bambini autistici.

Javier Zanetti

Spesso ha dedicato canzoni damore alla sua Inter, ma Javier Zanetti con la musica ha dimostrato di farci sul serio. Lex capitano nerazzurro è stato scelto qualche anno fa niente popò di meno che da Mina come partner per la versione spagnola della canzone “Parole, parole, parole” (Palabras, palabras, palabras). Il vicepresidente nerazzurro ha anche cantato qualche anno fa Ci vuole un fioreinsieme ai bambini della Fondazione Pupi per una raccolta fondi.

E ora alla ricerca su youtube!


martedì 19 settembre 2017

TRAUMA FORWARD – SCARS, DI EVANDRO PIANTELLI


TRAUMA FORWARD – SCARS (2016)  L.M. European Music

di Evandro Piantelli

Il progetto Trauma Forward nasce nel 2012, anno in cui i musicisti Davide Lucioli (tastiere) e Jacopo Bucciantini (batteria e voce), entrambi di Castiglion Fiorentino, iniziano a comporre il lavoro. L'incisione dell'album è avvenuta invece qualche anno dopo, tra il 2015 e il 2016, con la collaborazione di Francesco Zuppello (chitarre) e Michael De Palma (basso). Nelle intenzioni della band il disco costituirebbe una sorta di concept album che narra del viaggio di due manichini.
Fin dal primo ascolto Scars appare come un progetto difficilmente classificabile dal punto di vista musicale. Si tratta di dodici brani prevalentemente strumentali, con largo uso di elettronica, chiaramente ispirata alla scuola tedesca (mi vengono in mente i Tangerine Dream del periodo “Melrose”, quello probabilmente più easy listening) e dove emerge una certa vicinanza al neo prog italiano degli anni '90 (Zauber, Eris Pluvia, ecc.).
Il pezzo iniziale, Into the labyrinth ci fa ben sperare. Si parte con un potente organo da chiesa sul quale si inserisce la chitarra elettrica, per far posto ad una voce recitata in inglese e riprendere con un arpeggio di chitarra, per poi tornare all'organo che ripropone il tema iniziale. Peccato che il gioco (tema – variazioni – ripresa del tema iniziale) venga riproposto per quasi tutti i pezzi che compongono Scars
Ci sono alcune piacevoli eccezioni: Waiting's four seasons dove – finalmente – emerge un pò di originalità, con un bel gioco di chitarra acustica, elettrica, piano e tastiere ben amalgamati tra loro, Scars con un inizio accattivante ed uno sviluppo originale e Sense of consciousness, dove prevale la chitarra acustica. 
Tutti gli altri brani, come si è detto all'inizio, sono costruiti su un tema iniziale che si ripete per quasi tutto il pezzo, con poche variazioni e quasi nessun guizzo inventivo. E se un punto di riferimento dei Trauma Forward sono (come sembrerebbe) i Tangerine Dream, bisogna rilevare che il gruppo del compianto Edgar Froese faceva dell'elettronica un uso ben diverso. 
Un discorso a sé merita, se così si può dire, la batteria: schematica e ripetitiva. In poche parole il punto più debole del lavoro.
Il giudizio complessivo sul disco è quindi piuttosto interlocutorio. Il lavoro merita un ascolto e ci sono momenti anche interessanti, che – però - emergono qua e là in un'opera di poco spessore, con troppi riferimenti a sonorità datate, facendo sì che l'ascoltatore non venga coinvolto più di tanto. 

Non dimentichiamo però che si tratta di un'opera d'esordio e, a mio parere, esistono dei margini di miglioramento per i musicisti toscani. Li attendiamo al varco per il prossimo lavoro.


I Brani di “Scars”:

Into the labirinth
Red shadow
Sundown living puppet
Cloud in a bottle
Sometimes I feel
Waiting's four seasons
Scars
Sense of consciousness
Foggy hills
Behind the line
A rusti piece of mind
Woman with parasol