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martedì 22 gennaio 2019

Ricordando Peter Bardens


Ricordiamo Peter Bardens, tastierista, arrangiatore, membro fondatore dei Camel, che ci lasciava il 22 gennaio 2002.

Suonò anche con i Them, Rod Stewart, Peter Green e Mick Fleetwood, e ha inciso una decina di album a suo nome.

Dopo la sua morte l'amico Andy Latimer gli dedicò il brano "Never let go" !
Per non dimenticare…
Wazza






"PROG & Dintorni" di venerdì 25 gennaio



Nel corso della trasmissione di "PROG & Dintorni" di venerdì 25 gennaio, in onda come sempre su www.radiovertigo1.com dalle 21 alle 23, i riflettori saranno puntati sulla carriera irripetibile dei Gentle Giant.

Spazio anche ad altre band come Spock's Beard, Echolyn, Argos e Hacken (che si rifanno chiaramente al sound dei Gentle Giant) e, per quanto riguarda le band italiane, ad Alvaro "Jumbo" Fella & CAP, Mad Fellaz, Seldon ed altre ancora...

Per essere sempre costantemente aggiornati in tempo reale, seguire la pagina fb "PROG 2.0" https://www.facebook.com/groups/prog2.0 - Per ascoltare il PODCAST dell'ultima puntata di "PROG & Dintorni", cliccare il consueto link: http://www.radiovertigo1.com/progedintorni

lunedì 21 gennaio 2019

Ci ha lasciato Ted McKenna



Se ne è andato a 68 anni Ted McKenna, batterista scozzese, noto per aver suonato con la "The Sensation Alex Harvey Band", Michael Schenker Group", Ian Gillan, Gary Moore e Greg Lake, Rory Gallagher...
RIP

Wazza


 Il ricordo di Fish

Ex-MARILLION frontman and prog rock legend Fish mourned the death of his friend, saying: "I just heard the tragic news today that my dear friend Ted McKenna passed away this morning. A fabulous musician and one of the all-time greats who inspired so many rock drummers across generations he was a truly legendary stick man who graced so many kits behind so many world-famous bands. I had the enormous pleasure of not only working in the studio with him but also sharing stages in various incarnations over the years. He was a monster drummer with endless energies who played with so much soul and passion and drove songs with a power and grace like no other.



"But it wasn't only his playing that made him such a legend. He was a beautiful man who could drift from the comic to the serious, abound with stories and anecdotes, a perpetual smile despite all the difficulties he encountered and suffered over the years with never a bad word to say about anyone. I loved his bear hugs and his enthusiasm for everything. Always positive and always there for you if you needed him. He was a man's man and I am honoured to have had him as a true friend.


"My heart goes out to his family and his friends, of which he had so many and to all the people he touched with the music over his long years with us. He will be deeply missed and never replaced.

"Love you, Ted. RIP brother."

21 gennaio


Con quale desiderio Lei entra nellanno nuovo?
Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere.
(Karl Kraus - scrittore commediografo)

21 gennaio 2019

Ci sarai sempre . Buon viaggio Capitano
Wazza


Ricordo di Rinaldo Fiore

Ho visto Francesco lultima volta alla Stazione Birra a Morena dopo aver assistito alla sua esibizione sul palco. I nostri sguardi si incrociarono, era stanco profondo, appoggiato con i gomiti al tavolo accanto a sua moglie, il suo classico cappellino in testa.
Gli dissi “Ciao Francesco e lui mi rispose con un ciao stanco, non so se mi riconobbe, credo di sì.
Un certo numero di volte sono stato a casa sua a Zagarolo ad accompagnare Filippo, il basso del Banco, lanima giovane del Banco, ma in realtà non avevamo frequentazioni amicali tranne che in quelle occasioni e sotto il palco dei concerti del Banco.
Mi piaceva Francesco, amavo la sua voce che sembrava venire dal profondo, come dalle profondità marine ovattata dalla scatola magica toraco-polmonare e illuminata dallo sguardo di primo uomo dellumanità. Francesco mi piaceva, mi era molto simpatico e la sua voce mi plasmava come fiamme di nuvole serpiginose: era la prima carezza che il mio bambino aveva ricevuto da mia madre.
Questo era Francesco ma lui non era solo perché laltra faccia della medaglia era Rodolfo che, timido e intimidito, narrava la sua vita semplice tra le note e con le note della sua chitarra: la sua chitarra, quella di Rodolfo, la moglie Ines lha regalata a Filippo e Filippo lha suonata al Kill Joy ieri sera.
Quante emozioni ieri sera! Ma non ho responsabilità, io sono innocente! Mi sono trovato immerso nelle vite di questi grandi artisti per amore in quanto compagno di Paola la madre di Filippo: è casuale la mia presenza nella vita di questa Band, ma è incisa a sangue nella mia memoria!
Due tre mesi prima della sua scomparsa, ho ospitato Rodolfo Maltese a casa mia a pranzo, portato da Filippo perché stavano preparando un pezzo e allora di pranzo Filippo si era invitato, con nostro grande piacere.
Davanti ad un bel piatto di fettuccine abbiamo parlato del più e del meno e avevo scoperto che Rodolfo aveva quattro figli e che la moglie era di Marino dove io vivo, ormai anchio cittadino marinese. Quel giorno promisi a Rodolfo - o fu successivamente? - un acquerello che non gli ho potuto più dare: ieri sera al Kill Joy , incontrando la moglie lho promesso a lei.
Ho assistito ai circa trenta, forse, concerti del Banco in 25 anni e ad altri direttamente di Filippo e di Rodolfo: Frascati, Roma, Velletri e paesi dintorno: ho ballato ai ritmi del Banco e mi risuona nella mente la loro musica, le parole, quella melodia rock simile a quella metallica della mazza sullincudine di mio nonno quanta vita, quante emozioni e quanto amore e, avendo nella mente le canzoni del Banco, ho preso in prestito da loro La croce del sud per trasformarla nella Stella del suddi una mia poesia, senza averne piena consapevolezza. Poi ripensandoci…

Compleanno in casa Di Cioccio...


Compie gli anni oggi, 21 gennaio, Franz Di Cioccio, fondatore, batterista e cantante della Premiata Forneria Marconi.

Da sempre uno dei batteristi più apprezzati del progressive rock mondiale, Franz è anche produttore, scrittore, attore...

Sempre in auge con la PFM, premiata nel 2018, come migliore band progressive mondiale, e in procinto di partire con un lungo tour dove omaggia Fabrizio De Andrè.

Happy Birthday Franz !
Wazza




AL BASSO RIKI MAIOCCHI, ALLA BATTERIA FRANZ DI CIOCCIO

domenica 20 gennaio 2019

Andrea Di Marco-"La prossima occasione"


A distanza di tre anni ritorna Andrea Di Marco in forma solista e propone il suo secondo album di inediti. Potrebbe sembrare questo un tempo lungo, ma un disco presentato in tale forma è qualcosa di cui si ha la piena responsabilità e quindi occorre curare i dettagli, se si lavora in modo professionale. Il tutto deve poi accordarsi ad altri progetti musicali (Marco è da sempre il frontman del Tropico del Blasco, tributo a Vasco), al lavoro, alla famiglia... dura la vita per chiunque intraprenda questa strada, spesso ricca di soddisfazioni di tipo artistico, ma resta proibitivo l'intento di trasformare la passione in lavoro, con le naturali conseguenze.

Avevo lasciato Di Marco nel febbraio del 2016, all'uscita di "Ti sembra facile", un album che avevo definito "un gioiellino" nel genere, influenzato, ovviamente, dall'amore sviscerato per la musica di Vasco, ma questo non mi pare un peccato... essere impregnati della musica con cui ci si è formati è del tutto legittimo, e poi, in quel caso, "l'onestà e la trasparenza" dei messaggi mi erano sembrati il valore aggiunto, ciò che poteva fare la differenza rispetto ad altri esordi simili.

Nel mese di gennaio uscirà dunque "La prossima occasione", il disco della maturità, quella anagrafica a cui è arrivato Andrea - toccare i quaranta è pur sempre un traguardo psicologico - e quella professionale, e tutto questo permette di modificare la rotta rispetto a quelle che possono essere state imperfezioni di gioventù, o semplicemente porta a cambiamenti legati a una diversa visione del mondo, quello status in cui la summa di esperienze pregresse fanno sì che tutto appaia un pò più chiaro.
Per sviscerare l'intero lavoro mi sono fatto aiutare da Andrea, e la chiacchierata a seguire ha permesso di mettere a fuoco aspetti tecnici, collaborazioni e sentimenti diffusi.

Sono dieci i brani che fanno parte dell'album, otto inediti a cui si aggiunge la riproposizione di due tracce che facevano già parte del disco precedente, "Ti sembra facile" e "Come se non ci fosse un domani", quelle a cui probabilmente Andrea è più legato e che consentono di legare idealmente i due album.

I messaggi che Di Marco propone sono quelli che lo toccano quotidianamente - lui come chiunque altro - e prendono spunto dalla vita di tutti i giorni, da momenti realmente vissuti, e il tutto prende una piega didattica, quasi filosofica, che trova sintesi nel titolo dell'album, un concetto e non un nome - come racconta Andrea -, perchè le difficoltà della vita non ci devono abbattere, ci sarà sempre una seconda occasione che potrebbe migliorare la nostra esistenza, a patto che si abbia la forza/capacità/ prontezza di afferrarla.

Dal punto di vista musicale "La prossima occasione" appare molto curato nei dettagli, negli arrangiamenti, nella scelta delle sonorità, e il contributo esterno, anche dal punto di vista vocale, diventa peculiarità del progetto.

Come definire il disco per chi si approcciasse per la prima volta alla musica di Andrea Di Marco? Un pop rock italiano, attento alla melodia fusa al ritmo, con una sottolineatura dei significati esercitata attraverso liriche "pulite", chiare ed efficaci.

A mio giudizio un deciso passo avanti nella carriera di questo cantautore che, diventato ormai adulto, pare abbia molto chiara la linea da seguire nel suo prosieguo di cammino.

Svisceriamo assieme all'autore il progetto...


Sono passati tre anni dall'uscita di “Ti sembra facile”, il tuo esordio discografico solista: che cosa ti è accaduto musicalmente parlando, in questo significativo spazio temporale?

Come molti sanno da sempre ormai vent'anni ho il mio tributo a Vasco con il quale sto continuando a omaggiare l'artista che più mi rappresenta, e il primo album è stato, a detta di molti, troppo somigliante all'artista; con l'esperienza del primo progetto in questo nuovo lavoro ho cercato in qualche modo di allontanarmi, pur mantenendo alcune sonorità che la gente  dava per scontate. Ho compreso che, sviluppare le idee in maniera diversa e cercare una linea melodica adatta alla voce - ma non necessariamente usare accordi e tonalità di Vasco - porta ugualmente a un buon risultato, anzi, forse migliore; ad esempio in questo disco in un brano c'è una fusione tra rock e rap, c'è poi "Che cazzo ridi", che io la definirei più alla Rino Gaetano, c'è una collaborazione con una voce femminile, tanti cori, e la partecipazione di tanti musicisti con idee diverse.

Quando ti posi qualche questione, in occasione dell'uscita del primo disco, la sintesi del "Di Marco pensiero" era racchiusa in un obiettivo preciso... arrivare al cuore della gente: come giudichi il risultato del tuo primo lavoro in funzione di questo semplice ma gigantesco concetto?

Tutto sommato credo che il messaggio sia arrivato, credo che la gente, le persone che lo hanno ascoltato, in qualche modo lo abbiano fatto un pò loro; penso che in linea generale sia piaciuto, anche se come detto prima sono state riscontrate molte, troppe somiglianze con Vasco; volermi staccare da quell'immagine poteva sembrare un controsenso, per esperienza direi che non potevo fare diversamente, o meglio, mi sembrava più giusto scegliere quella strada. In realtà lo scopo rimane lo stesso, si scrive per se e per gli altri, poi ciò che arriva arriva, anche perchè sono cosciente del fatto che ci sono molti generi musicali e molti giovani che hanno potenzialità da vendere, e sicuramente il vecchio "rock/pop" forse è già stato proposto per troppo tempo e anche se è il mio genere comprendo non possa piacere alle nuove generazioni.

Sta per essere rilasciato “La prossima occasione”: mi racconti i contenuti lirici?

Come nello scorso disco anche qui i testi parlano di episodi di vita reali, d'amore, ma ho aggiunto l'importanza delle cose e le occasioni che nella vita bisogna concedersi sempre, perchè sono nostre e bisogna provarci, e bisogna tentare di sognare anche se come dico sempre "le delusioni vanno di pari passo con le aspettative". Io addirittura non credevo neanche di riuscire a fare due dischi. C'è anche un pezzo ironico e un pezzo che parla di guerra e di Dio. Ho inserito nel disco i due pezzi che ritengo i più belli e significativi del lavoro precedente "Ti sembra facile" e "Come se non ci fosse un domani". 

Si può considerare una continuazione del primo episodio? Esiste un file rouge che unisce i due lavori?

Sì, assolutamente sì, tanto è vero che, come dicevo, ho inserito due pezzi dell'album precedente, giusto per dare una certa continuità, e soprattutto per fare sentire l'evoluzione e arrangiamenti diversi; il vero filo conduttore è proprio la continuità di pensiero, il non mollare, l'esistenza, l'esserci sempre, il voler far capire che si può andare oltre al tributo a Vasco! E La continuità è proprio il fatto di far capire che con volontà, impegno e dedizione da parte di tutti si può arrivare a un obiettivo, anche per uno come me, che per molti è considerato solo il Vasco della situazione... scusa se ripeto spesso ma il concetto è proprio questo.

Ci sono novità dal punto di vista meramente musicale?

Sì, direi che la differenza fondamentale sono gli arrangiamenti, il concetto di  vero e proprio album curato nei minimi dettagli, con cori praticamente in tutti i pezzi, chitarre e tastiere, con suoni alla ricerca della perfezione e un impegno di circa tre anni. Ovviamente molte canzoni sono state adattate alla mia voce che, non essendo puramente alta, ha dovuto trovare il giusto equilibrio.

Chi ti ha accompagnato in questo percorso? Chi fa parte del progetto?

In questo album ho collaborato con tanti amici: Simo x Marcenaro, di Bolzaneto (il mio quartiere di origine) nel pezzo Rock/Rap "Noi 2.0", con Alessio Lanza in Brividi Lividi, con Laila Iurilli per la canzone provocatrice, scritta a quattro mani con lei e poi riarrangiata da Enzo Marrali, Roberto Magnani, Stefano Molinari, Luca Borriello, con Elisa Sartori con cui duetto con una voce nell’Importanza delle cose. Tra le varie collaborazioni anche quella con il maestro Marco Gnecco, con cui ho scritto "Vale la pena", con la chitarra di Fabio Milanese. 
Ringrazio  ai cori:  Francesca Bambara, Fabio Milanese, David Gamberini e Alessio Lanza. 
Hanno partecipato inoltre: Fabio Bavastro, Claudio Andolfi e Paolo Di Pietro.

Mi parli dell'artwork?

Credo che sia sempre difficile fornire la copertina giusta a un disco se il titolo non è un nome, un oggetto, ma un concetto, così ho chiesto al mio amico Andrea Icardi, col quale collaboro da tanto tempo, di cercare un'immagine dove non si vedesse bene la mia faccia, ma un pò invecchiata, perchè comunque i prossimi sono 41, e gli anni passano per tutti, quindi doveva essere un'impronta un pò diverso dal primo album, dove mi si vedeva esplicitamente; poi mi è venuta l'idea di fare scrivere a mio figlio di sette anni la scritta "La prossima occasione", e poi il bicchiere di vino... perchè in realtà quello c'è quasi sempre, sia per i festeggiamenti che per le delusioni; ecco come è nata, e cosa rappresenta la cover; poi ci sono i titoli, i ringraziamenti, gli sponsor, e devo dire che senza sponsor e amici non sarei riuscito a fare nulla! Quindi un ringraziamento particolare va a loro, e a tutti quelli che hanno collaborato.

Mi parli degli aspetti tecnici, dalla registrazione alla distribuzione?

Come nel precedente album molte canzoni sono nate a casa, con chitarra e/o tastiere, poi riarrangiate e modificate nello studio "casalingo" di Enzo e poi portate nello studio di registrazione vero e proprio, "Nadir" di Sestri Ponente, dove Tommy Talamanca e Federico Gasperi si sono occupati di mastering, mixing e produzione vera e propria del Cd. Verrà distribuito in tutte le piattaforme digitali mondiali, e ora devo capire se darlo anche a qualche negozio di musica o no in quanto col disco precedente, purtroppo, questa operazione non ha riscosso molto successo; vediamo, intanto lo pubbliciziamo...

Quindi hai pensato a presentazioni specifiche... a eventi live per pubblicizzarlo?

Sì, il disco verrà presentato il 26 gennaio al Crazy Bull, in apertura alla mia band storica, il Tropico del Blasco, come si dice... fare di necessità virtù! Purtroppo con gli inediti è tutto molto più difficile, perchè la gente non li conosce e tendenzialmente ,a meno che non sei un nome conosciuto, si rischia di fare un flop, così ho deciso di presentare il mio progetto in apertura al Tropico del Blasco, per avere un pubblico quasi assicurato e anche per il fatto che sono presenti due musicisti che suonano in entrambi i progetti. E poi amo tutte e due le band e i musicisti che ne fanno parte!

A questo punto della vita... hai le idee chiare su quale sia il percorso musicale da perseguire?

Bella domanda! Ti direi... fare ciò che mi piace fare, continuare col Tropico e magari tra tre anni fare un altro album... alla fine credo che non ci sia maggiore soddisfazione di continuare e prendersi sempre "LA PROSSIMA OCCASIONE"!



mercoledì 16 gennaio 2019

Ci ha lasciato Gino Campoli...



Ci ha lasciato anche Gino Campoli batterista del Rovescio della Medaglia dal 1971 al 1975...

RIP
Wazza







Gianni Nocenzi live il 13 gennaio: il commento


 "Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai"
                                                     (Fabrizio  De Andrè)

Per tutti i "bla bla bla..." assenti non giustificati...
Il  vostro corpo  assente non si è notato in un teatro strapieno, la vostra anima ha perso un'altra occasione per arricchirsi...
Wazza


IMMENSO GIANNI NOCENZI IN CONCERTO AL TEATRO SPAZIO FABBRICA
LUGNANO IN TEVERINA -TR-13 gennaio 2019

Un grande concerto, una grande persona ammirata qui a Lugnano al Teatro Spazio Fabbrica.
Un artista che ha suscitato vere emozioni con la sua performance al pianoforte presentando il disco "Miniature".
Un assolo con un mix di espressioni dalle diverse tonalità, note di arte e passione che hanno lasciato un segno indelebile al pubblico presente.
Nell'intermezzo una divertente intervista del noto conduttore Carlo Massarini a Gianni Nocenzi che ha ripercorso la sua lunga carriera d'artista con il Banco del Mutuo Soccorso e poi di grande ricercatore e sperimentatore di suoni e tecnica nella successiva carriera al di fuori del famoso gruppo di Francesco Di Giacomo.
Oggi di nuovo in sala registrazione con questo lavoro che si appresta ad entrare nel cuore di molti. 
Un ringraziamento agli organizzatori.
In primi a Patrizia Savarese dell'Associazione Il Lentisco a cui si deve questo evento, al Teatro Spazio Fabbrica ed Athanor Eventi che hanno collaborato alla realizzazione del concerto, a Tutto in Musica per l'assistenza tecnica e agli sponsor.
Una grande serata di musica!
LUGNANO IN TEVERINA - TR- UMBRIA



martedì 15 gennaio 2019

Not a good sign: intervista di Max Rock Polis


Not a good sign, “Icebound”. Idee in movimento nel ghiaccio
Radiointervista di Max Rock Polis

Ci sono parecchi modi per esplorare i meandri della musica Progressive, che si distingue proprio per non avere grossi canoni da rispettare. Quindi, quando dei ragazzi musicisti di lunga esperienza capaci e ispirati si trovano assieme e decidono di fare un pò quello che più piace loro, il risultato può essere sorprendente e impredicibile, difficilmente classificabile e tuttavia di gran pregio. Sentiamo cosa c'è imprigionato nel ghiaccio.

Ed eccoci qua con i Not a good sign. Presentatevi uno per uno.
P: “Ciao, esatto. Qui siamo Paolo Botta, tastierista.”
M: “Ciao, e Martino Malacrida, batterista.”

Bene. Siete riuniti assieme e state facendo prove serrate perché tra qualche giorno vi aspetta un grande appuntamento.
P: “Esattamente, tra un paio di giorni presenteremo il nostro nuovo disco che si chiama “Icebound” con un concerto a La casa di Alex a Milano. Stiamo provando anche perché abbiamo avuto dei cambi di formazione e quindi stiamo sperimentando nuove soluzioni. La casa di Alex è un locale in via Moncalieri, in zona Niguarda, abbastanza conosciuto nel giro di questa musica un po' particolare.”

Eh sì, una musica un po' rinchiusa nel ghiaccio. Ma com'è che non è un buon segno?
P: “Nel ghiaccio, esatto [ride, ndr]. Noi Not a good sign sì, con questo progetto un po' tentiamo di sviscerare il nostro lato oscuro. Ogni persona ha un lato solare e un lato lunare, quindi questo progetto da un po' retta a quella parte buia che è in ognuno di noi. Quello è, insomma. Sicuramente non siamo dei darkettoni come persone, anzi siamo abbastanza gioviali. Questo forse ci aiuta a esprimerci abbastanza intensamente quando decidiamo di percorrere invece una strada un po' più scura.”

Magari nei 2 minuti di “Second thought” questo non si sente appieno. Si dovrebbe ascoltare tutto il vostro CD, perché è particolare, non ci sono tracce medie: solo pezzi o brevi o molto lunghi da 10 minuti come “Trapped in”.
P: “Esatto sì. Questo disco è nato un po' così, nel senso che non era una volontà a priori, sono venute fuori un po' così, lavorandoci. Sono idee compiute in poco tempo che hanno lo stesso valore anche se decidi di lavorarci per più tempo.”


Tra l'altro lo vogliamo dire cosa c'è di particolare in “Trapped in”?
P: “Sì, abbiamo un ospite celebre che ha collaborato anche con Martino, quindi passo la palla a lui.”
M: “L'ospite misterioso della canzone è David Jackson, il sassofonista dei Van der Graaf generator. Ho avuto la fortuna di suonare per un po' di concerti assieme a lui, un paio d'anni fa, abbiamo fatto un po' di festival sia in Olanda che in Belgio che qua in Italia, poi abbiamo mantenuto i contatti e adesso ci scriviamo. Era uscita fuori questa idea da parte di Paolo di chiamare un sassofonista, nella fattispecie proprio David Jackson, così gli ho subito scritto un'email e lui mi ha risposto entusiasta del progetto.”

So che Jackson ha un ottimo rapporto con la musica e i musicisti italiani. Parliamo di “Icebound” che è un CD un po' particolare: se lo si ordina, cosa arriva a casa?
P: “Allora, sostanzialmente per questo disco, per vari motivi troppo lunghi da spiegare qui, abbiamo deciso di fare un regime di auto produzione. Quindi abbiamo pensato di uscire sui mercati digitali e in CD con una edizione limitata a cinquecento dischi. Limitata in quanto contata e autografata, ma anche in quanto uscirà con un packaging molto particolare. Noi della band abbiamo realizzato a mano un effetto ghiacciato: il disco in sé è come se fosse ghiacciato, la copertina ha un rilievo che dà quell'effetto, a cui si lega tutto l'immaginario che abbiamo sviluppato nella narrazione del disco. Voglio sottolineare che ogni copia è diversa dall'altra, perché è stata fatta a mano.”

Andate quindi a vedere il loro Facebook per la data prossima, le altre che faranno e la foto di questo packaging particolare. Ma se lo volessi, come dovrei fare?
P: “Sì, la foto l'abbiamo pubblicata proprio stamani. Lo puoi acquistare in digitale o nel CD fisico edizione limitata dal Bandcamp: trovi il link su Facebook oppure dal sito. Puoi comprare su Bandcamp con Paypal, insomma, lo fanno i ragazzi di oggi.”

Questo disco è veramente interessante. Non vi voglio classificare, ma per voi il vostro album che musica è?
P: “Musica ghiacciata [ride, ndr]. Scherzi a parte, credo che la risposta più intelligente sia che è musica nostra, è figlia di cinque persone che hanno dei gusti di un certo tipo. Se l'ascoltatore si trova allineato a livello di gusti di ascolto con i musicisti, è possibile che si accorga dei riflessi, delle influenze di queste nostre esperienze di ascolto. È una cosa che ci rende naturalmente orgogliosi, perché tutti i riferimenti che si sentono più o meno espliciti sono cose che ci fa piacere mostrare, ecco. Come giustamente dicevi tu, con i Not a good sign non abbiamo un percorso né filologico né ad uso di determinati stilemi, proprio per una scelta precisa di dire “ok noi siamo noi, ci piacciono queste cose: suoniamo, vediamo cosa viene fuori”.”

Quindi andate tutti a La casa di Alex per ascoltarli, perché sarà veramente un grande evento. Si sente che siete dei musicisti con gli attributi.
P: “Benissimo. Portatevi sciarpe e guanti perché farà freddo [ride, ndr].”

Nominiamo e salutiamo tutti quelli che stanno suonando con voi adesso.
M: “A me e Paolo ci avete conosciuti. Poi c'è Alessandro Cassani al basso, Gian Marco Trevisan alla chitarra e voce, e oltre a vari ospiti c'è Alessio Calandriello che ha fatto delle voci, David Jackson, e poi Pacho Rossi nella lineup, la violinista Eloisa Manera e altri ospiti. Nel CD c'è scritto tutto.”

Infatti è il metodo per scoprirvi: andare nel libretto e vedere.
M: “Siamo un po' ovunque come tutto: su Facebook, Instagram, Youtube, sul nostro sito, quindi diciamo che gli indirizzi da seguire ci sono.”

Ragazzi, “Icebound” però è quasi un ossimoro, perché la musica qui dentro è tutt'altro che intrappolata. È libera e senza schemi.
P: “Sì, questa considerazione che tu stai facendo non è una da cui siamo partiti per sviluppare un'idea, ma una che mi sento di fare a posteriori, con uno sguardo un po' esterno. Del resto questo disco esce adesso ma è stato scritto un paio di anni fa grosso modo, fra una cosa e l'altra, le prove eccetera. Questo è il tempo che passa. Quindi questo lasso di tempo ti da modo di guardare questo lavoro un po' più da lontano e quindi di fare anche determinate valutazioni. Forse il concetto di qualcosa che rimane intrappolato nel ghiaccio, la sensazione di essere rimasti intrappolati è anche qualcosa che valorizza quello che riesci a fare per uscirne. Come per esempio accade al protagonista del brano “Trapped in”: in realtà lui non risolverà i suoi problemi, ma troverà soddisfazione nella ritrovata volontà dio risolverli. Diciamo che è una lode al volerci provare.”

D'accordo ragazzi, io vi devo salutare, vi ringrazio ancora. Ricordo Not a good sign, “Icebound”, andare sul loro Facebook, sul loro Bandcamp a sentire il CD e comprarlo, e andate a La casa di Alex al release party. Un grosso abbraccio, un saluto e un break a leg.
P: “Ciao.”
M: “Ciao a tutti.”

lunedì 14 gennaio 2019

COBALTO-“Citus Mutus”, di Andrea Zappaterra


COBALTO-“Citus Mutus”
Di Andrea Zappaterra

Fondato dal produttore​ musicista Rilly Segalini (per 6 anni braccio destro di Fio Zanotti, produttore di fama internazionale) il gruppo
COBALTO ha collaborato a molte produzioni discografiche italiane, quali Zucchero, Fiorella Mannoia, Anna Oxa, Pooh, Luciano e Marco Ligabue, Il Nucleo (band reggiana di grande spessore) e moltissimi altri artisti che vengono citati nella biografia sul sito ufficiale della band, e a livello internazionale con i Producer Sergio Dellamonica, Gigi Canu,​ Alex Neri membri della band Planet Funk, realizzando dischi e Live Tour in tutto il mondo.
Altri membri che fanno parte del line up,​ collettivo COBALTO​ sono: Saul Paloschi (Vocal-Gtr) (ex IFC Incomprensibile) Robbie F (DJ-Bass-Programming) e altri special guest... MC Febbo (Rapper-K knox-Sud Sound Sistem), Graziano Accinni (Gtr) chitarrista e produttore di Mango​, Mauro Buratti (Bass) ex bassista de Il Nucleo.​

Quest’ultimo album in uscita, CITUS MUTUS, è un piccolo concentrato di sonorità Thecno/pop anni 70/80 con la rielaborazione di brani famosi, come lo splendido “LIFE WHAT YOU MAKE IT” dei Talk Talk, per passare all’elettrizzante “NEXT THE MONEY”, brano che avrebbe fatto ballare molti discotecofili per il ritmo percussionistico molto sostenuto.
Ci si addolcisce poi con la meravigliosa “LIQUIDO BLU”, brano veramente ben strutturato, cantato dalla splendida voce di Angela Parisi, un andante lento, per poi riprendere velocità con il fantastico “HOP!” una realistica parodia della nostra vita convulsa, fotogrammi repentini del vissuto quotidiano. Segue "ATMOSPHERE ", una reinterpretazione del brano dei Joy Division, dalle sonorità ed armonie in stile Velvet Underground, interpretato magistralmente da Rita Oberti alias Lilith (ex Not Moving) band piacentina degli anni ottanta.
Quindi "LIKE A BOMB", dalle tematiche relative allo scontro nucleare tra il presidente U.S.A. Trump e il leader nord-coreano Kimyounghun, ma anche questo un brano piuttosto Disco, come anche “MST BAUENSA”, con sonorità che richiamano le grandi band d’oltreoceano.
Infine “FLY”, un melodico richiamo alla poesia ed allo stile di Phil Collins.
Conclude l’album un’altra versione di “NEXT THE MONEY”, jazzata, con ritmiche tipiche dei fantastici anni 70/80 alla James Brown.
Nel complesso un album molto piacevole, di facile ascolto, che riporta un pò indietro l’orologio musicale a tempi in cui ci si divertiva molto di più, con maggior spensieratezza, forse con meno pretese, ma che comunque ha lasciato una certa nostalgia, forse anche in ricordo della nostra giovinezza.



domenica 13 gennaio 2019

John Lennon: accadde il 13 gennaio del 1970


Era il 13 gennaio 1970 quando John Lennon e Yoko Ono si tagliano i capelli e li donano a un'asta di beneficenza…
Di tutto un Pop!
Wazza


John & Yoko Donating their hair to Michael X on the roof of Black House in Holloway Road, London 1970