La diramazione del web magazine MAT2020, per una nuova informazione musicale quotidiana
mercoledì 24 agosto 2022
domenica 21 agosto 2022
Francesco Di Giacomo nel ricordo di Guido Harari
“Coi capelli sciolti al vento
Io dirigo il tempo
Il mio tempo là negli spazi…
Dove morte non ha domini
Dove l'amore varca i confini”
21 agosto
Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano!
Wazza
Ricordo (e foto) di Guido Harari
OH FRANCESCO E IL BANCO DEL MUTUO
SOCCORSO! Vi ho conosciuti al Papagayo di Milano Marittima nell'estate del
1972. L'album del "salvadanaio" aveva mietuto vittime a profusione
tra le schiere dei prog fans di quella primavera rock italiota.
Ero agli inizi del mio viaggio nella
musica e nella fotografia e ci si ritrovò con naturalezza nella vecchia sala di
via dei Cinquecento, a Milano (un cinema parrocchiale che veniva trasformato
nella mitica sala di registrazione dell'altrettanto mitica Dischi Ricordi), con
Sandro Colombini alla produzione e Walter Patergnani alla consolle per le
sessions di "Darwin". L'irresistibile ironia e il
"physique" di Francesco, l'irruenza incontenibile di Vittorio, la
calma assoluta di Marcello, Gianni e Pierluigi, l'aria eternamente sorniona di
Renato: tutto mi colpì di loro, attirandomi in un crescendo di prove, concerti
e viaggi, fino alle registrazioni di "Io sono nato libero", nei nuovi
studi della Ricordi, stavolta moderni e professionali, con l'attenta regìa di
Gaetano Ria e Colombini. Cesare Monti tollerò la mia presenza e la mia
curiosità durante lo shooting della copertina dell'album in un cortile sui
Navigli: quel pomeriggio fu un prezioso apprendistato, che mi fece capire
l'importanza di creare immagini dirette, trasparenti, naturali, di immediata
lettura. Scattai un paio di rullini, sotto lo sguardo insofferente di Cesare, e
così mi apparve sul poggiolo Francesco, leggiadro come un cartoon di Disney,
innamorato della vita e della musica.
Ci ritrovammo qualche anno dopo con
la Carovana del Mediterraneo insieme ad Angelo Branduardi. Il progressive era
sfiorito, Vittorio aveva lanciato la band nell'ambiziosa dimensione orchestrale
di "Di terra", ma il Banco non aveva perso la sua identità e il suo
smalto. Solo i tempi erano cambiati e gli anni Ottanta avrebbero portato con sé
una prima resa. Poi, molti anni dopo, il rinnovato interesse da parte del
pubblico per quella stagione musicale e progetti raffinati come quello dedicato
al Fado da Francesco insieme a Eugenio Finardi riposizionarono nella grande
storia della musica italiana. Ti ricordo con grande affetto, Francesco, e mando
un abbraccio fortissimo a tutta la famiglia del BMS.
giovedì 18 agosto 2022
Le classifiche del 1972...
giovedì 11 agosto 2022
Compie gli anni Renato D'Angelo, bassista storico del Banco Del Mutuo Soccorso
Compie gli anni oggi, 11 agosto,
Renato D'Angelo, bassista storico del Banco
Del Mutuo Soccorso: dal 1971 al 1978, insieme a Pierluigi Calderoni, ha
formato la sezione ritmica dei grandi capolavori firmati Di Giacomo-Nocenzi.
Renato nasce come chitarrista, ma per "esubero" in quel ruolo, nel suo primo gruppo, "Le Esperienze", passa al basso.
Dopo vari festival e un tour in
Germania (come i Beatles!), 3/5 delle Esperienze - oltre a lui Francesco Di
Giacomo e Pierluigi Calderoni -, entrano nel Banco Del Mutuo Soccorso dei
fratelli Nocenzi.
Dopo l'uscita dal gruppo rimane
"nel campo", come imprenditore di allestimenti audio e luci, lavora
con il Banco nel progetto "La Carovana Del Mediterraneo", poi si
dedica a grandi eventi e ancora oggi lo si trova come direttore di palco nei
maggiori concerti e musical italiani.
Renato è una persona molto riservata, non ha suonato con altri gruppi, non ha mai partecipato a "reunion" o concerti celebrativi: l'unica volta la concesse a noi del "Banco Fan Club", partecipando alla presentazione del libro "E mi viene da pensare", e a una edizione dell'"Ormata Brancaleone" (raduno eno-musico-gastronomico dei fans del Banco).
Happy Birthday Renato!
Wazza
mercoledì 10 agosto 2022
Nel ricordo di Jerry Garcia
lunedì 8 agosto 2022
PFM : accadeva nell'agosto del 1974
sabato 6 agosto 2022
Commento (e intervista a Vittorio Nocenzi) di Mauro Selis al concerto del BANCO a Bordighera- 5 agosto
Durante la settima “Rassegna d’Autore e d’Amore” di Bordighera, evento realizzato grazie all’associazione culturale musicale “Aspettando Godot” del visionario - artisticamente e organizzativamente parlando - nonché portatore sano di utopie Pino Calautti, abbiamo avuto la sorte di incontrare e conversare con Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso, headliner della prima serata.
La cordialità è padrona in casa Banco, anche grazie a Lorella
Brambilla, che proprio il 5 agosto ha festeggiato i suoi 40 anni come road manager
dell’ensemble laziale, offrendo una deliziosa torta e del buon Valdobbiane poco
dopo il soundcheck.
Commozione per lei allorquando è stata chiamata sul palco a
sorpresa durante il live, ecco la foto dell’abbraccio con Vittorio Nocenzi…
Il concerto è stato fantasmagorico, tutti in grande spolvero,
poco più di 90 minuti ove viene suonato l’intero primo disco, tracce darwiniane,
una transiberiana e una finale Moby Dick davvero deliziosa, a detta di
molti la miglior versione live mai realizzata, e poi il bis - richiamato dal
numeroso pubblico (sold out) - ha visto dopo un lungo preambolo strumentale di
gran classe, una commovente “Non mi rompete” che ha dimostrato come
l’ensemble sia totalmente affiatato attorno al carisma indiscusso di Vittorio
Nocenzi.
A seguire, dopo una erudita trattazione su Genova di Vittorio
Nocenzi, il brano Passaggio/Metamorfosi tratto da “Banco del Mutuo
Soccorso”, il disco “salvadanaio” che quest’anno, esattamente il 3 maggio, ha
compiuto 50 anni.
Ed ora proiettiamoci sul nuovo disco del Banco che uscirà il
23 settembre dal titolo “Orlando: le forme dell’amore”, un concept album
doppio di 80 minuti con l’Ariosto ancora protagonista dopo mezzo secolo
dall’Astolfo alle prese con il suo ippogrifo de “Il volo”.