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lunedì 26 gennaio 2026

RocKalendario del secolo scorso – Gennaio-Di Riccardo Storti

 


RocKalendario del secolo scorso – Gennaio

Di Riccardo Storti


1956 – Nella calza della Befana i britannici trovano in classifica il loro primo frutto rock. Si tratta di una canzone dello scozzese Lonnie Donegan che entra in classifica con Rock Island Line: non è un pezzo suo, ma resta sempre il primo nobile tentativo albionico di contrapporre qualcosa di proprio (e rock) a quanto ormai si diffonde da oltre un anno in UK, dove Elvis e i suoi spopolano letteralmente.

Il disco venderà oltre 3 milioni di copie decretando la popolarità dello stesso Donegan tra i teenagers che lo incoroneranno come re dello skiffle e tra questi ragazzini ci sono pure due destinati a fare parlare di sé di lì a qualche anno: John Lennon e Paul McCartney.

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1966 – Basta, non ce la faceva proprio più. Tutti continuavano a fare confusione, sempre per quello stupido caso di omonimia. “Davy Jones? Ma chi? Il cantante dei Monkees?”No, quello è americano, questo è inglese!” Poteva essere anche un onore, tenuto conto della popolarità della star, però il nostro Davy era un artista che aveva mosso da poco i suoi passi nel campo della musica rock e già con una cifra artistica - diciamo - originale. 

Per colpa di un nome, non poteva continuare a rimanere nell’ombra, nonostante gli sforzi. Così il 14 gennaio esce il suo nuovo 45 giri: Can’t Help Thinking About Me, un singolo frizzante e graffiante già chiaramente proto-psichedelico ma dalla ritmica black. Questa volta, però, tutto cambia (soprattutto il nome), infatti questo ragazzo, da qui in avanti, sarà per tutti David Bowie.

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1976Desire, un vero e proprio uragano che si abbatte sulle aspettative di fan e detrattori, perché - si sa - Dylan è uno che divide, fa discutere e ogni sua uscita è sempre un evento. Si tratta di un album che segnò il decennio, nato dopo un lungo periodo di concerti (la carovana della Rolling Thunder Revue), durante il quale gli scettici intravedevano un calo di ispirazione. Si tratta del diciassettesimo album in studio di Bob Dylan, pubblicato il 5 gennaio.

L’LP ha un suono caldo, fortemente caratterizzato dal violino di Scarlet Rivera e da un approccio quasi cinematografico alle canzoni. I testi, alcuni scritti con Jacques Levy, mescolano cronaca, mito e racconto epico: spiccano naturalmente Hurricane, potente denuncia di un errore giudiziario, Isis, ballata simbolica e visionaria, e Sara, confessione intima dedicata alla moglie. Desire è certamente uno degli album più accessibili e coinvolgenti della maturità di Dylan, capace di unire impegno civile, poesia e forte immediatezza emotiva.

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1986 – C’è spazio per l’umorismo nella musica? Domanda retorica, se tale quesito diventa il titolo di uno dei dischi di Frank Zappa. Does Humour Belong in Music? Si tratta dell’unico album di Zappa edito dalla EMI, su concessione dello stesso musicista che permise alla major discografica di creare una compilation live di brani estratti dai concerti tenuti dall’allegra compagnia dei suonatori alla fine del 1984 (l’uscita è del 27 gennaio). Ma c’è un’ulteriore novità: è il primo disco di Zappa pubblicato solo su formato CD (benché i soliti fan si prodigarono a stamparne il bootleg su vinile).

Band eccezionale, la migliore degli anni Ottanta (e, per alcuni, di sempre) con Chad Wackerman, Scott Thunes, Ray White, Ike Willis, Bobby Martin, Allan Zavod; indimenticabile la versione di Zoot Allures (addirittura migliore rispetto a quella in studio). Quanto all’umorismo, procuratevi il DVD omonimo (la VHS era uscita, prima del disco nel 1985) e capirete tutto.

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1996 – E Vasco sbanca. Il 24 gennaio arriva Nessun pericolo… per te: due settimane e il disco raggiunge la vetta delle classifiche. Album confezionato con tutti i crismi dove il rock targato Italia del Blasco riesce ad amalgamarsi e a bilanciarsi con attitudini più soft: certo, si guarda al mercato, quindi si lascia tutto in mano a una produzione e a musicisti con i fiocchi (Greg Bissonette, Michael Landau, Vinnie Colaiuta, Andrea Braido, Celso Valli e altri ancora). 

Alcune ballate entreranno nel cuore di molti (su tutti la famosissima Sally e Gli angeli), il solito Vasco è lì con gli amici di schitarrate (Un gran bel film) però sa guardare anche al presente con intelligenza, miscelando elettronica e alternative pop (Benvenuto, Io perderò e Marea), shake neo-psichedelici raga-rock tra Kula Shaker (Mi si escludeva) e R.E.M. (Praticamente perfetto), blues felpati (Le cose che non dici), latin-rock (la title track).

E il video di Angeli è diretto da un certo Roman Polanski (pelle d’oca)…

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