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domenica 17 maggio 2026

Il compleanno di Bill Bruford

Compie gli anni oggi, 17 maggio, Bill Bruford, batterista, colonna portante della scena progressive, amante del jazz.

Ha suonato praticamente con tutti, esempio e modello per generazioni di batteristi.

Da tempo ha deciso di ritirarsi dalla scena (mentre tanti mediocri ancora insistono!)

Happy Birthday William!

Wazza


The Bruford band in 1977. March 7 1979

King Crimson, 1981

Backstage at London's Royal Albert Hall for the last night of the London King Crimson shows with old friends: L-R Tony Levin, Jeremy Stacey, Bill, Pat Mastelotto

Genesis-1976





sabato 16 maggio 2026

Il compleanno di Robert Fripp


Compie gli anni oggi, 16 maggio, Robert Fripp, l'uomo che ha "inventato" i King Crimson. Chitarrista, compositore, polistrumentista, produttore.

Il 16 maggio 1969 festeggiava il suo 23° compleanno suonando con i King Crimson, per la prima volta al Marquee di Londra. Ancora poco conosciuti, erano gli ultimi in ordine di importanza nel palinsesto della serata che comprendeva: Steppenwolf, Terry Reid, Hard Meat e King Crimson.

La formazione comprendeva: Robert Fripp (chitarra), Michael Giles (batteria), Greg Lake (basso e voce), Ian Mc Donald (fiati, effetti vari), Pete Sinfield (testi, e luci).
Voluti fortemente da John Gee, interessato a nuove forme di musica sperimentali, lasciarono tutto il pubblico a bocca aperta per il loro sound complesso e "schizofrenico".

Molta acqua è passata sotto i ponti da quel giorno, ma i King Crimson sono ancora "on the road", inseriti nell'olimpo del progressive mondiale.

Happy Birthady Robert!
Wazza



King Crimson at the Marquee-969

King Crimson

Greg Lake e Robert Fripp







venerdì 15 maggio 2026

I compleanni di Brian Eno e Mike Oldfield



Doppio compleanno oggi, 15 maggio, per due talentuosi musicisti, Brian Eno e Mike Oldfield.
Tutti e due compositori e polistrumentisti... chapeau!!
Wazza



Mike Oldfield


Compie gli anni oggi anni Mike Oldfield, polistrumentista, produttore e compositore britannico, nato a Reading (Inghilterra). Arrivò alla fama mondiale con la sua opera di 1973 "Tubolar Bells", che è stata usata come parte della soundtrack di "L'esorcista". Ha anche avuto una hit nel 1983 con il tema "Moonlight Shadow", cantata da Maggie Reilly. 
Mike ha continuato a registrare e attualmente si è semiritirato alle Bahamas.



Brian Eno


Compie gli anni anche Brian Eno, musicista, produttore e compositore britannico nato a Woodridge (Inghilterra), noto inizialmente per il suo lavoro ai sintetizzatori nei Roxy Music, ha avuto il suo più grande impatto artistico con le sue musiche d'ambiente e la sua collaborazione con artisti come David Bowie, Talking Heads, Devo e  U2.

Per qualcuno considerato un non musicista, Eno ha dimostrato ampiamente il suo talento in questo campo, sia come tastierista/cantante/compositore, sia producendo le opere di altri musicisti.







giovedì 14 maggio 2026

“Alla riscossa stupidi” di Fabio Zuffanti-Commento di Francesco Pullè


 

LA MADELEINE DI “FABBIO”

Di Francesco Pullè 

Tra autobiografia e romanzo di formazione, il racconto di un’inquietudine adolescenziale.

 

Tra autobiografia e romanzo di formazione, “Alla riscossa stupidi” di Fabio Zuffanti si colloca in una zona narrativa che evita con intelligenza tanto il compiacimento memoriale quanto la facile enfasi del riscatto, scegliendo invece di fare della memoria uno strumento di lettura del passato e, insieme, di messa a fuoco di ciò che si diventa nel tempo. Ne risulta un libro che non indulge nella nostalgia, ma interroga con discrezione e fermezza le proprie origini, trasformando l’esperienza individuale in una forma di conoscenza.

L’infanzia e l’adolescenza a Cornigliano, quartiere operaio di Genova, in una famiglia di origine siciliana, restituiscono un percorso di crescita tutt’altro che lineare, segnato da bullismo, paura e da un persistente senso di inadeguatezza, in un contesto che rende gli anni delle scuole medie ben lontani da qualsiasi immagine di leggerezza. I quaderni riempiti di Goldrake e Mazinga, come pure la figura onirica della “tana della talpa”, non sono allora semplici fantasie infantili, ma spazi di difesa, piccole architetture immaginarie attraverso cui sottrarsi, almeno in parte, alla durezza del reale.

È su questo sfondo che la musica assume una funzione decisiva. L’ascolto passa dapprima dalle sigle dei cartoni giapponesi ai successi pop del momento, da Gianna a Wuthering Heights, fino a Sotto il segno dei pesci e Generale, componendo una sorta di educazione sentimentale del suono in cui convivono immaginario infantile, curiosità adolescenziale e desiderio di appartenere a un tempo condiviso. In questo stesso clima entrano anche il gioco, la goliardia, perfino il divertimento quasi rituale di incidere rutti su una C60, gesto minimo e triviale ma rivelatore di un’epoca in cui la musica era anche fisicità, complicità e invenzione domestica. Solo in seguito, attraverso i dischi del fratello, arriva la scoperta del progressive rock, che non coincide soltanto con la nascita di un gusto, ma con un ampliamento dell’immaginazione e della percezione, quasi con l’apertura di un lessico nuovo per leggere il mondo. Le copertine di album come Atom Heart Mother, Acquiring the Taste e Nursery Cryme non restano allora immagini decorative, ma diventano soglie, passaggi verso altri paesaggi mentali, capaci di modificare la relazione stessa con la realtà.

In questa stessa direzione va letta la trasformazione del ponte Morandi nel ponte di Brooklyn, gesto immaginativo che dice molto sulla possibilità di reinventare lo spazio e, attraverso di esso, la propria posizione nel mondo. E non è casuale che in questo itinerario trovi spazio Franco Battiato, non solo come riferimento musicale, ma come epifania di libertà artistica e intellettuale, quasi una promessa di scarto rispetto ai modelli dominanti. Sullo sfondo, senza mai diventare dichiarazione, affiora l’idea di una musica intesa come forma primaria di conoscenza, secondo una sensibilità che richiama Verlaine e il suo programmatico “de la musique avant toute chose”.

Uno dei meriti maggiori del libro è la capacità di intrecciare la vicenda personale con il clima storico e collettivo senza irrigidire il racconto in una cornice didascalica. Gli anni di piombo, il caso Moro, la morte di Guido Rossa, la strage di Bologna, ma anche episodi entrati nell’immaginario comune come la tragedia di Alfredino Rampi o la figura di Pertini, contribuiscono a definire l’atmosfera in cui il protagonista cresce, facendo da controcampo a una formazione che non è mai puramente privata. Più laterali, ma non meno suggestivi, alcuni episodi minori - come quello del giovane Luca inghiottito da un buio abisso - aggiungono una tonalità ulteriore di inquietudine, quasi una risonanza sotterranea che attraversa il libro.

Anche la dimensione familiare è trattata con misura e sensibilità. La madre, segnata dalla depressione, è restituita nella sua presenza fragile e tormentata, in un rapporto affettivo che resta intimo ma mai pienamente pacificato; il fratello Saverio, la sorella Anna e l’onnisciente amico Sandro rappresentano appigli importanti, mentre figure come Giulia o Anglona introducono il primo territorio del desiderio, dove immaginazione e realtà si osservano da vicino senza coincidere del tutto. In questo quadro, la pronuncia cadenzata di “Fabbio”, con cui la madre chiamava l’autore, diventa una delle risonanze più intime del libro.

Tra le immagini più riuscite emergono la cassetta pirata acquistata in via di Pré, piccolo oggetto che racchiude un intero mondo di attese e scoperta, e l’abbraccio a un albero, gesto semplice ma carico di una necessità profonda, quasi primaria. Sono momenti in cui Zuffanti raggiunge una notevole efficacia evocativa, riuscendo a dire molto senza mai forzare il significato.

La “riscossa” del titolo, in definitiva, non ha nulla di trionfale: è un movimento interiore, lento, fatto di consapevolezze progressive, in cui la fragilità non viene negata ma trasformata in forma. Musica e immaginazione non valgono come fuga, bensì come strumenti di orientamento, come modi per restare nel mondo senza subirne la durezza. “Alla riscossa stupidi” si impone così come un libro sobrio e intenso, capace di trasformare una vicenda privata in una riflessione più ampia sulla formazione e di restituire alla ferita una forma leggibile, principalmente proprio attraverso quella pronuncia materna di “Fabbio” che ne custodisce, con discrezione, la parte più preziosa e segreta. Il finale, segnato da un evento traumatico insieme gratuito e auspicato, apre infine una soglia decisiva, conducendo il protagonista in una dimensione di sospensione e catarsi che sembra accompagnare quietamente il lettore anche oltre le ultime pagine, senza sottrarsi alla domanda irrisolta sul senso del dolore attraversato insieme all’autore.




martedì 12 maggio 2026

Rolling Stones: il 12 maggio 1972 veniva rilasciato "Exile on Main Street""


Usciva il 12 maggio 1972 "Exile on Main Street", doppio album dei Rolling Stones, capolavoro del rock-blues…

Di tutto un Pop…
Wazza


Il 12 maggio del 1972 esce il nuovo LP dei Rolling Stones, il primo doppio album della loro carriera. Si chiama "Exile on Main street", perchè nell'inverno dell'anno precedente gli Stones avevano lasciato la patria a causa del nuovo regime fiscale che rischiava di risucchiare tutti i loro guadagni. Così le pietre vanno in esilio, proprio come dice il titolo dell'album, nel Sud della Francia.

Si ritrovano nella lussuosa villa in Costa Azzurra che Keith ha affittato assieme alla fidanzata Anita Pallenberg e qui, tra fiumi di alcol e droga, nasce uno degli album rock più leggendari della storia. La creatività e l'ispirazione di Mick e Keith sono davvero incredibili. I 18 brani del disco trasudano country, blues, gospel, rockabilly, rock n' roll senza alcuna inibizione: un viaggio teso al recupero della propria memoria storica con disarmante innocenza e con una certa rilassatezza. 


Alla villa in quei mesi transitano parecchi amici degli Stones, ma uno in particolare, Gram Parsons (in quel momento membro dei Byrds) , ha un ruolo fondamentale. Influenza infatti le sonorità country del disco e, pur non accreditato, è presente nel cuore di uno dei pezzi più emblematici dell'album: "Tumbling Dice".


Il brano viene utilizzato come primo singolo, e narra la storia di un giocatore d'azzardo che non è in grado di giurare fedeltà alle sue donne. Il bassista della band, Bill Wyman, è assente al momento dell'incisione. Lo sostituisce Mick Taylor, il giovane prodigio della chitarra rock-blues che ha rimpiazzato Brian Jones. Al pianoforte c'è niente di meno che Ian Stewart.

Anche se sono necessari parecchi anni prima che pubblico e critica valutino adeguatamente "Exile on Main Street", il doppio album degli Stones è oggi considerato il loro disco capolavoro.






Ricordando Mia Martini, nata il 12 di maggio.


Ricordiamo Mia Martini, era il 12 maggio 1995 quando decise di andarsene!
Era considerata la "Julie Driscoll" italiana, il "Battisti in gonnella".

Fu una delle poche donne a partecipare e vincere i Festival Pop negli '70.

Poi la maldicenza, le malelingue, e tutta la stupidaggine di certi discografici, contribuì a rovinare la su fragile personalità.

Per non dimenticare…
Wazza

Come nacque la terribile maldicenza che "portava sfortuna"...

Mimì all’epoca stava suonando in giro per l’Italia accompagnata dal suo gruppo “La Macchina”, composto dagli ex “I Posteri” Riccardo Caruso (voce e tastiere), Giorgio Dolce (chitarra), Giovanni Baldini (basso) e Daniele Cannone (batteria), con i quali inciderà anche una manciata di covers.
Intorno al maggio ’71 viene notata dal discografico Alberigo Crocetta che le propone un contratto con la RCA a patto però di sbarazzarsi dei suoi musicisti, i Free Love, il cui sound è ritenuto troppo duro.
Sul momento Mia probabilmente non se la sente di abbandonare i compagni, ma per venire incontro all’etichetta discografica, accetta di registrare il suo primo singolo, “Padre davvero”, con un’altra line up (chiamata anch'essa "La macchina") di cui fecero parte proprio alcuni componenti dei Free Love più il tastierista Stefano Sabatini che da allora cominciò a gravitare nel gruppo. 



Al Festival Nuove Tendenze di Viareggio (27 maggio – 2 giugno 1971) Mimì però ci va con i vecchi compagni e vince, malgrado le roventi polemiche inscenate dal suo compagno di allora, Joe Vescovi dei Trip. Quella sarebbe stata l’ultima volta che si sarebbe esibita con gli ex “I Posteri” (ovvero, la prima formazione della Macchina) che si congedano da lei lasciandola sola alla vigilia del Festivalbar dell’8 agosto 1971.

Sullo scioglimento della prima "Macchina" c’è anche chi sostiene che alcuni membri della band abbandonarono la cantante in quanto non se la sentirono di affrontare una tournèe nazionale. Tuttavia, è plausibile pensare che il veto della RCA avesse influito non poco sullo scisma.

L'ESTATE A VIAREGGIO DEL 1971 E GLI ECHI DEL "PRIMO FESTIVAL POP"
(nella foto: la prima pagina del quotidiano LA STAMPA del 31 maggio 1971;
 il fotografo probabilmente non sapeva che stava immortalando MIA MARTINI, vincitrice a pari merito con la PREMIATA FORNERIA MARCONI e gli OSANNA


Comunque sia, a partire dall’agosto ’71 Mia Martini si mette a caccia di nuovi musicisti per dar vita a una seconda formazione della Macchina, e il primo ad arrivare fu ancora Stefano Sabadini che abbandonò definitivamente i Free Love, sostituito da John Picard al violino elettrico e dall’organista Fabio Cammarota.



Dopo qualche mese di attività con il nuovo assetto (Caia, gli Stogel, Cammarota e Picard) però anche i Free Love devono separarsi temporaneamente per impegni privati: John e Fabio per sostenere gli esami di diploma di violino e Carl (che nel frattempo aveva cominciato anch’egli a collaborare con la nuova Macchina) per un viaggio in America.

A quel punto, e siamo circa nei primi mesi del 1972, Gianni Caia e Steve Stogel rimasti discoccupati, raggiungono Sabadini nella nuova Macchina che finalmente acquisisce un’identità stabile (Caia, gli Stogel, Sabadini e Montaldo) e parte in tournèe con Mia Martini.
Nel mese di febbraio però, un destino crudele spezzerà la loro carriera. Ricorda così, il chitarrista dei Libra Nicola di Staso in un'intervista ad Augusto Croce del 2008:

"Ero amico di Gianni Caia, lavorava in un negozio di dischi a via Galli[...] Quando successe la disgrazia stavano suonando con Mia Martini. […] Tornando la notte stessa da una serata nel Sud Italia per poter assistere ad un concerto di un gruppo inglese a Roma - me lo ha raccontato il loro autista del furgone che conoscevo -, un colpo di sonno e... morirono Gianni e Steve […]. Una vera tragedia."


In sintesi, la cronaca dell'epoca riportò invece così l’incidente:


Gianni Caia, 20 anni e Steve Stogel 23, sono morti sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria nello scontro tra il loro pullmino e un autocarro. Gli altri due, Stefano Sabatini (18 anni) e Mauro Montaldo (20) sono ricoverati in gravi condizioni all’ospedale di Salerno. I quattro giovani provenivano da Siracusa dove sul loro Ford Transit erano diretti a Milano e a Torino dove erano stati ingaggiati per alcune serate. Nelle vicinanze di Salerno verso le 23, il Transit ha tamponato violentemente l’autocarro che lo precedeva".

Fabio Cammarota Gianni e Steve morirono sul colpo mentre Mauro e Stefano vennero soccorsi dall’autista dell’autocarro Emilio Panfili e portati all’ospedale di Salerno grazie a auto di passaggio. Per Stefano i medici si riservarono la prognosi e al momento il solo Mauro venne dichiarato guaribile in 40 giorni.

Questo è quanto ci è dato di sapere su quel terribile evento.


Non molto tempo dopo, venne organizzato un concerto al Piper per ricordare gli amici scomparsi ed aiutare economicamente le loro famiglie: in particolare la mamma di Gianni, all'epoca in stato di grave difficoltà economica.

È chiaro che ricomporsi in un momento del genere non fu una cosa facile, ma con grande forza d'animo Sabatini e Carl Stogel ricostruirono un gruppo per partecipare al concerto di Caracalla nell'autunno del 1972, con il batterista Giovanni Liberti e il sassofonista Stefano Cesaroni: fu l'ultima volta dei "Free Love"
I soli Liberti e Sabatini avrebbero formato i Kaleidon l'anno successivo.


L'incidente ebbe gravi ripercussioni anche su Mia Martini che da quel momento in poi, acquisì la tristemente nota patente di iettatrice. Mimì raggiungerà Gianni e Steve il 12 maggio del 1995 seguita da Carl Stogel che ci ha lasciato nell'autunno del 2004.

Banco del Mutuo Soccorso - “Ciò che si vede è”, registrato il 12 maggio 1992

Memorabile concerto del Banco del Mutuo Soccorso al Palladium di Roma il 12 maggio 1992.

La band festeggiava 20 anni di carriera; il concerto venne filmato, una parte fu utilizzata per il “VHS” (poi DVD), “Ciò che si vede è”, per la regia di Paolo Logli, che tornerà a collaborare con il Banco per i testi di “Transiberiana”.

Di tutto un Pop…

Wazza

Registrazione del concerto che Il Banco Del Mutuo Soccorso tenne al Palladium di Roma il 12 maggio del 1992.

Il Banco del Mutuo Soccorso è uno dei gruppi chiave del rock progressive italiano: le loro esibizioni sono accolte sempre da una schiera di appassionati, segno evidente di coerenza e onestà artistica che pochissimi altri gruppi italiani possono vantare. 

Vittorio Nocenzi (tastiere), Rodolfo Maltese (chitarra), Francesco Di Giacomo (voce), Pier Luigi Calderoni (batteria) e Tiziano Ricci (basso), ripercorrono i migliori successi del gruppo.


La tracking list comprende:

In volo

R.I.P. (Requiescant in pace)

L'evoluzione

Moby Dick

Il giardino del mago

750.000 anni fa...l'amore

Non mi rompete