Sulla rivista Ciao 2001 del febbraio 1971,
Tony Pagliucadelle Orme racconta la sua “esperienza” in Inghilterra, una vera
e propria vacanza di lavoro alla scoperta della patria di Keith
Emerson. Le foto del servizio lo seguono tra le strade di Londra - dal
ponte Albert ai murales dedicati agli Yes - mentre osserva da vicino strumenti,
studi di registrazione e tecnici del suono.
Il taglio del reportage è quello tipico della rivista:
giovane, curioso, immerso nella scena pop internazionale. Pagliuca appare come
un musicista in formazione continua, desideroso di capire da dove nascesse
quella nuova frontiera della musica elettronica che Emerson stava portando al
centro del rock progressivo.
Il servizio documenta anche momenti più informali: incontri
con amici musicisti, prove su tastiere elettroniche, appunti presi al volo. È
il ritratto di un artista che, pur provenendo da una band italiana in piena
ascesa, sente l’urgenza di confrontarsi con ciò che accade oltre la Manica.
Un altro evento da ricordare si
é tenuto il 14 e 15 febbraio 1973 al Piper di Roma, la famosa “Controcanzonissima”.
Di tutto un Pop…
Wazza
1973 - 15 febbraio - Roma - Francesco
Di Giacomo del BMS Controcanzonissima al Piper Club - Foto di Fabio D'Emilio
Controcanzonissima fu una manifestazione musicale
svoltosi in due edizioni, nel 1972 e nel 1973, la prima delle quali preceduta
da un referendum indetto dal settimanale musicale Ciao 2001 per votare i
musicisti italiani preferiti.
1973 - 15 febbraio - Roma - Lino
Vairetti degli Osanna - Controcanzonissima - Concerto al Piper Club - Foto di
Fabio D'Emilio
Vinsero The Trip, Delirium, Osanna,
New Trolls, Le Orme, Premiata Forneria Marconi, Claudio Rocchi e Francesco
Guccini, che si esibirono il 28 gennaio 1972 al Piper Club di Roma per circa
nove ore.
Reale Accademia Di Musica,
Controcanzonissima Piper Club 14 febbraio 1973
Nel 1973 ci fu una nuova edizione,
con esibizioni svoltesi nell’arco di due giorni: il 14 febbraio furono sul
palco Balletto di Bronzo, Reale Accademia di Musica, Quella Vecchia Locanda, Il
Rovescio della Medaglia e Osanna, mentre il 15 febbraio fu la volta di Premiata
Forneria Marconi, Garybaldi, Banco del Mutuo Soccorso, The Trip e Circus 2000.
Il 14 febbraio 1974Roy
Harper and Friends tengono
un concerto al Rainbow Theatre di Londra.
Gli
"amici" in questione erano Jimmy Page, John Bonham, Keith Moon e
Ronnie Lane, David Badford.
Concerto
memorabile, per promuovere l'album "Valentine"
di Harper, appena uscito.
Di tutto
un Pop!
Wazza
LONDON - 14th FEBRUARY:
English singer and songwriter Roy Harper performs live on stage during a
concert featuring Roy Harper and Friends at the Rainbow Theatre in Finsbury
Park, London on 14th February 1974. (Photo by Dick Barnatt/Redferns)
Compie gli anni oggi, 13 febbraio, Peter Gabriel, professione "Genio".
Happy Birthday Peter!
Wazza
Il cantante della band ha rivelato i
problemi con gli altri membri, spesso per motivi futili.
Ci sono tante cose che conducono ad
un litigio all'interno di un gruppo, e a quanto pare anche i Genesis non erano
esenti da questo tipo di problema.
Racconta Peter Gabriel: "Abbiamo
sempre litigato, soprattutto per decidere in che modo presentarci al pubblico.
Mi ricordo che una volta ho provato a vestirmi come un fiore o come una
malattia sessualmente trasmissibile. Tony invece era completamente diverso da
questo punto di vista, l'unica cosa che cambiava era la sfumatura di colore
pastello del suo maglione. Ma condividevamo una grande passione per la musica".
Gabriel ha descritto Banks come il
suo migliore amico e il suo peggior nemico allo stesso tempo: "Abbiamo
sempre avuto un approccio diverso alle cose. Per me lui era il mio miglior
amico e il mio peggior nemico allo stesso tempo, cose normali all'interno di
una band. Una delle cose su cui litigavamo di più erano la durata dei suoi
assoli. Credo di avergli rovinato qualche capolavoro con la mia voce".
Un’altra dimensione. Cahal de Betel, alias Roberto Gottardi,
deus ex machina dei Runaway Totem,
insieme al gruppo Andromaca, ossia Antonella
Suella (voce), Stefano Bertoli, Clara Luna, nel dicembre del
2023 in quel di Genova (precisamente all’abbazia di San Bernardino), tennero un
concerto, o meglio una performance, durante il quale trasportarono gli astanti
in un altro universo. Facile a dirsi, ma in realtà (e ovviamente) di
difficilissima realizzazione. Vi riuscirono? Chi c’era giura di sì, basta
guardare il dvd allegato a questo splendido doppio cd, pubblicato poco tempo fa
dalla Black Widow Records (gloria sempre), intitolato Metaphorm Tetraphirm. Il titolo deriva da
un’espressione latina che in italiano significa "la metafora delle quattro
firme", dove per quattro firme si intendono le "elicoidi del
DNA". Sono quattro elicoidi, e cioè otto filamenti di DNA, che vengono
liberati per aprire degli "star gate" che portano a universi con
densità diverse dal nostro. Trattasi di
un viaggio spazio-temporale a base di musica elettronica psichedelica e
progressiva, decisamente ispirata al krautrock più vicino a Tangerine Dream e
Popol Vuh, che porta verso ambiti interstellari cosmici inesplorati. Suddiviso
in due parti, ossia “Searching for a New Dimension” (prime sei tracce) e “On
the Edge of Space and Time” (ultime cinque tracce), il portale si apre con In
den Garten Pharaos: un
epico sussurro che evoca giardini cosmici dimenticati, grazie a sonorità che si
intrecciano come antichi geroglifici stellari, al fianco di entità
ultraterrene. Con Future Days, grazie
al tappeto di synth ideato, si è in un domani che forse non sarà mai. Speranza
sospesa nella luccicanza dell’inimmaginabile. Father Cannot Yell è il silenzio che diventa voce: visita
introspettiva dove ritmo e calma si rincorrono. È come dialogare con un padre
cosmico che non grida, ma parla attraverso vibrazioni sottili. On the Run è accelerazione attraverso
atmosfere sconosciute. Respirazioni elettroniche che fanno correre, mentre le
corde del tempo si tendono e si rilassano in un’elegante fuga siderale. Stratosfear è espansione verso questo
“nuovo” universo, ch’è ipnotico, profondo, estatico. Si avverte la gravità
musicale che tiene sospesi, avvolti in un abbraccio di luce e ombra. Deutsch Nepal: zenit onirico del primo
atto: visionario, un canto senza parole che scioglie i confini tra mente,
memoria e infinito. La seconda parte si apre con Ritual Thanz, antico rito al crocevia dei mondi, pulsante,
danzante: battito primordiale che abita gli universi. Indian Dream si apre lentamente come il fiore di una dimensione
interiore, con le percussioni evocanti paesaggi interiori di trascendenze
velate. Heliocentric Energy, con
protagonisti voce soprano e theremin, è pura energia pura che pulsa nel cuore
del cosmo, vivente come non mai. Mekanik
Ritual oscilla tra trance e contemplazione, ove le geometrie musicali si
intrecciano in danze siderali, rimandando a un ordine cosmico che è al tempo
stesso meccanico e mistico. Tat l’Albero
Cosmico cinge le anime: la musica si distende e ha rami che toccano tutte
le direzioni dell’essere. Qui si percepisce la totalità del viaggio, in cui ogni
nota è un seme, ogni pausa una porta aperta sulla vastità. In conclusione “Metaphorm
Tetraphirm” è un’opera spirituale e futurista, è l’eco di mondi non ancora
nati, il canto di stelle lontane, la poesia di un viaggio che non è solo
uditivo, ma esistenziale. Abbracci
diffusi.