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giovedì 29 dicembre 2016

The Watch live al Club Il Giardino, di Marco Pessina


The Watch live al Club Il Giardino - Lugagnano (VR) 28/12/2016
Di Marco Pessina

Sta diventando un appuntamento fisso di fine d'anno, come sta diventando consuetudine il fatto che non ci sia un posto libero quando al Club sono di scena i THE WATCH.

Questo appuntamento di metà settimana ha offerto al pubblico in sala un concerto dove la band milanese ha "pescato" nel meglio del repertorio GENESIS dal 1970 al 1974. Dopo un anno di tour europeo, hanno finito al meglio nel locale di Lugagnano. Il concerto inizia alle 21,45 con un brano tra i migliori della loro produzione, DAMAGE MODE, da VACUUM del 2004, così tanto per ricordare, a chi ancora non li conoscesse, che hanno un ricco repertorio di propria produzione. E gli applausi scrosciano. Le riprodotte note introduttive del mellotron ci catapultano direttamente ad una delle hit storiche della band londinese: WATCHER OF THE SKIES, finita la quale si capisce già lo spessore che avrà la serata. Salto indietro nel tempo al 1970 con le rarefatte melodie della dodici corde, che ci introducono a STAGNATION da TRESPASS. Questi brani rappresentano per intero quello che fu lo spirito della band londinese di quegli anni, immergendoci nelle atmosfere del "cottage" di Mc PHAIL, dove tutto ebbe inizio. Il tempo di sistemare un piccolo inconveniente tecnico e via sulle ossessive note di THE KNIFE, dallo stesso album. L'ambiente comincia a scaldarsi a dovere. La formazione ormai collaudata dei THE WATCH prevede SIMONE ROSSETTI (voce e flauto), fondatore e unico superstite della band dalla prima ora; GIORGIO GABRIEL (chitarre), VALERIO DE VITTORIO ( tastiere e voce addizionale), MARCO FABBRI ( batteria) e MATTIA ROSSETTI (bassi, chitarre acustiche e voce addizionale), figlio di SIMONE. Il concerto prosegue con un altro brano eseguito alla perfezione: FOUNTAIN OF SALMACIS da NURSERY CRIME. Inutile dire che l'amalgama del quintetto milanese é pressoché perfetta. Applausi meritati e via con  la classica introduzione di piano della celeberrima FIRTH OF FIFTH. Brano che assieme alla successiva THE CINEMA SHOW, consacrò definitivamente i GENESIS nel firmamento dei grandi del rock progressive, con quel SELLING ENGLAND BY THE POUND, che vendette milioni di copie. A questo punto c'é una pausa di una decina di minuti, accompagnata da applausi e acclamazioni convinte da parte del numeroso e attento pubblico presente. Al ritorno in scena ci tuffiamo nel controverso (allora), THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY del 1974, che di fatto sancì la rottura di GABRIEL con il resto della band e fece da spartiacque alla successiva produzione dei GENESIS. Quindi in successione: THE CHAMBER OF 32 DOORS, IN THE CAGE, CARPET CRAWLERS (con qualcuno in sala che accenna al canto) e IT. Il religioso silenzio durante le esecuzioni, contrasta bene con l'ovazione finale. Ovazione che ci sarà subito dopo, quando ROSSETTI annuncerà l'ultimo brano in programma, che a questo punto non poteva essere che THE MUSICAL BOX. Un lunghissimo applauso accompagna l'uscita dal palco del quintetto milanese, ma sappiamo che sarà per poco. Subito dopo infatti, ROSSETTI annuncia THE FISHERMAN, uno dei primi brani scritti dai THE WATCH. La sorpresa tuttavia c'é a metà brano, quando viene attaccata la parte finale di SUPPER'S READY e precisamente da APOCALYPSE IN 8/9, che col suo crescendo rossiniano ci porta, questa volta si, alla fine del concerto. Tutti in piedi ad applaudire la band per l'ultimo saluto finale e per un prossimo arrivederci. Ringraziamenti doverosi per un'altra bella serata.


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