www.mat2020.com

www.mat2020.com
Cliccare sull’immagine per accedere a MAT2020

giovedì 12 luglio 2018

Steve Hackett - Anfiteatro Vittoriale - Gardone Riviera (BS) 08/07/2018, di Marco Pessina


             Steve Hackett live at Anfiteatro Vittoriale - Gardone Riviera (BS) 
                                                               08/07/2018
Di Marco Pessina

A conclusione di questo mini tour di quattro date c'era questa di Gardone sul Lago di Garda, sponda bresciana. Nell'anfiteatro che si trova all'interno di questo autentico museo nazionale, si esibiva l'ex chitarrista dei GENESIS, STEVE HACKETT.
Il colpo d'occhio che si ha in questa location é notevole e noi, che siamo piazzati sopra di tutti, possiamo ammirare lo splendore del panorama lacustre alle spalle del proscenio. L'anfiteatro é pieno in ogni ordine di posti. Non é ancora buio quando lo speaker ci avverte che lo show sta per iniziare. STEVE e la band entrano in scena alle 21,15 precise, come da orario programmato e piazzano subito PLEASE DON'T TOUCH, brano strumentale title track dell'omonimo lavoro solista datato 1978. Si ha subito il il sentore che sarà un bel "sentire", perché l'acustica é perfetta e il volume é quello giusto, non quello da orecchie che fischiano per intenderci.
La band é collaudata da tempo e presenta GARY O'TOOLE, ovvero l'uomo che percuote la batteria in giacca e cravatta incurante del clima. A destra di HACKETT c'é ROB TOWNSEND e i suoi innumerevoli strumenti a fiato. Dietro c'é il fido ROGER KING e le sue tastiere e, sul lato sinistro dell'ampio palco, si piazza il bassista di turno che questa volta é JOHN REINGOLD. NAD SYLVAN alla voce farà il suo ingresso in scena più avanti nel concerto. Il resto lo fa HACKETT con la pulizia di suoni della sua inossidabile GIBSON. EVERY DAY scatena subito l'entusiasmo del folto pubblico, intanto che l'atmosfera si fa più consona ai live, dato che ormai é buio. Gli applausi a fine brano certificano l'apprezzamento, con un HACKETT diventato più loquace con gli anni e il suo lungo elogio alla location e al Bel Paese ne é la testimonianza tangibile. BEHIND THE SMOKE, data la tematica del testo più che mai attuale, offre l'opportunità al chitarrista britannico di ricordare al pubblico di essere stato anche lui e la sua famiglia un rifugiato. Recentemente ha anche manifestato la sua contrarietà alla Brexit e al governo inglese. EL NINO viene attaccata subito dopo in rapida successione. Si alza un pò d'aria e in lontananza lampeggia, pubblico e band devono lottare con le zanazare presenti in buon numero. Per il resto tutto gira alla perfezione e ci sono applausi convinti anche in mezzo all'esecuzione dei brani che si susseguono senza soluzione di continuità. Dopo IN THE SKEPLETON GALLERY, STEVE presenta WHEN THE HEART RULES OF MIND, ricordandoci la collaborazione con STEVE HOWE in epoca GTR. Sarà l'unica concessione a quel periodo. ICARUS ASCENDING ci introduce a SHADOW OF HYEROPHANT presa nella parte conclusiva, che col suo ossessionante crescendo rossiniano scatena l'ovazione finale. Intanto SYLVAN ha guadagnato il proscenio accompagnato dagli applausi del pubblico che aumenteranno di vigore all'attacco di DANCING WITH THE MOONLIGHT NIGHT, che di fatto ci introduce nel mondo GENESIS. Impeccabile l'esecuzione come sempre. C'é il tempo anche per ONE FOR THE VINE da WIND AND WUTHERING, che con i suoi fraseggi mette in risalto la band semmai ce ne fosse stato bisogno. INSIDE OUT precede l'annuncio di FOUNTAIN OF SALMACIS che scatena entusiasmo ulteriore con SYLVAN che si destreggia da par suo.
Ci avviamo lentamente verso quei pezzi che hanno lasciato un marchio indelebile nella storia GENESIS. L'intro di piano ci porta diritti a FIRTH OF FIFTH. Non finiremo mai di apprezzare il fantastico assolo di chitarra che fu costruito all'epoca, eseguito peraltro mirabilmente da HACKETT. Alla fine del brano ci sarà lo stand up generale per il giusto tributo. Neanche il tempo di rilassarci e parte l'intro di chitarra di THE MUSICAL BOX, che ancora oggi può essere giustamente considerata un simbolo nonostante sia stata concepita nel lontano 1971. Essendo al clou dello show la gente comincia ad alzarsi e, a questo punto, c'é da chiedersi cosa manchi ancora all'appello in questa magnifica serata. Dalle chitarre acustiche imbracciate stando seduti un'idea ci viene. E difatti parte la lunghissima SUPPER'S READY, che tiene incollati in religioso silenzio durante i suoi 22 minuti, conclusi da HACKETT con alcune variazioni sul tema nell'entusiasmo generale. Siamo arrivati alla fine e ci viene presentata la band. Non ci sarà comunque da attendere molto per il bis che puntualmente arriva. Sarà un medley di MYOPIA/SLOGANS/LOS ENDOS.
L'ovazione finale sancirà la fine della serata. Che cosa dire ulteriormente se non ringraziare HACKETT e soci per questo concerto denso di emozioni.


1 commento: