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sabato 24 febbraio 2018

Febbraio 1980: usciva "Civilian", ultimo album dei Gentle Giant

Il look dei Gentle Giant nel 1980

Usciva a fine febbraio 1980 "Civilian", ultimo album dei Gentle Giant, un concept album sull'alienazione dell'uomo moderno. Messo da parte il "prog" e le loro complessità vocali, i G.G. optano per un rock lineare, a volte "hard", a "sacrificio" delle tastiere di Kerry Minner, messe in secondo piano... ricordo che la critica lo aveva ribattezzato "In-Civilian", abituati ai capolavori che la band aveva prodotto fino al 1977.
A distanza di anni, e soprattutto ascoltando ciò che si produce oggi, questo suona lavoro come un signor disco di pop-rock
Wazza


Recensione catturata in rete...

Tra l'agosto ed il settembre del 1979 i Gentle Giant si recano in California per registrare i brani del loro ultimo disco ufficiale. La scena musicale si sta allontanando dalle oscure e dure trame punk e stanno nascendo suoni parecchio elettronici che saranno definiti poi "New Wave". Pubblicato nella primavera del 1980, su Chrysalis, "Civilian" è un disco che riconsegna il complesso al meglio della propria creatività, sempre rapportata alla nuova tendenza, che porta il rock ad essere di più facile comprensione e stesura.
Il risultato è davvero incoraggiante. Lo strumento che acquista evidenza maggiore in tutto il LP è la chitarra elettrica, spesso distorta, di Gary Green che si trova assolutamente a suo agio in riff ed assolo da antologia. Anche le linee di basso di Ray Schulman sono realmente impeccabili anche perché in "Civilian" è utilizzato un basso a 8 corde per la prima volta. Nei precedenti dischi Ray ha sempre utilizzato un Fender Precision. La produzione americana, del grande Geoff Emerick, ha sicuramente portato beneficio al gruppo dei fratelli Schulman, che proprio in America hanno ricevuto i consensi commerciali maggiori.
I brani sono sempre di relativa lunghezza e le trame progressive sono ancor più lontane che nei precedenti due ultimi dischi da studio. La sensazione è però quella di essere di fronte alla maturazione ed alla completa trasformazione del gruppo in un grandissimo fenomeno del rock classico. Le canzoni sono molto tirate, il rock è davvero deciso ed a tratti hard. Sono chiari i riferimenti a band come Who o Led Zeppelin, ma la proposta resta di grande originalità. "Civilian" si lascia ascoltare con piacere e con inaspettata attenzione. E' un disco intriso di pezzi radiofonici e singoli da classifica (stranamente non ne furono emessi ufficialmente) di grande impatto e qualità. 


Si sarebbe potuta aprire una nuova grande pagina della storia dei Gentle Giant, invece al termine del tour statunitense il gruppo decide consensualmente di sciogliersi e di lasciare solitaria questa opera davvero pregevole. Il disco inizia con "Convenience", caratterizzato da un sound molto aggressivo e da un interessante introduzione post-punk guidata da batteria e chitarra elettrica. Sono sparite le trame classiche e progressive. I Gentle Giant, di "Convenience", traspaiono come un gruppo rock molto aggressivo e di grande impatto. Davvero degni di nota i solo di Green alla chitarra elettrica. Come nella seguente "All Through The Night", meno sparata della precedente ma sempre guidata da un orecchiabile riff di chitarra elettrica distorta. Ottimo anche l'organo di Minnear, che completa la scena in modo davvero impeccabile, soprattutto sul finire del pezzo. Un’introduzione delicata (che ricorda un po' l'attacco di "Free Hand") di Minnear al pianoforte regala momenti e vaghi ricordi progressivi in "Shadows On The Street", davvero memorabile la voce di Kerry che nei brani lenti e dolci ottiene sempre il massimo dei consensi. Uno degli apici dell'intero disco. Il lato A si chiude con "Number One" dove è d'uopo il ritorno su passi più rock. Il brano è certamente convincente, grazie ad un'astuta miscela tra la chitarra elettrica e le basi tastieristcihe di Minnear. Il refrain entra sicuramente in testa e avrebbe meritato un’esposizione maggiore. Tra le cose più riuscite di "Civilian" c'è di certo "Underground" che si apre proprio con il suono della vettura metropolitana, che si avvicina alla stazione e si ferma per far accomodare i passeggeri. Incalzante l'introduzione e l'andamento strumentale, che è sorretto da un fantastico basso e dalla chitarra elettrica, qui utilizzata in stile più funky che hard rock. Minnear, con le tastiere, regala incisi spaziali ed una jam incredibilmente variopinta, quasi in conclusione.
Anche "I Am A Camera" ha un incedere aggressivo. Anticipata da alcuni insoliti scatti di macchina fotografica, si espande su lidi hard forse meno trascinanti che in altri brani presenti sul disco. Ha tuttavia il merito di sottolineare, ancora una volta, le straordinarie doti canore di Derek in brani tirati e molto aggressivi. Da notare singolarmente che nello stesso anno gli Yes pubblicano il disco "Drama" e che nel brano "In The Lens" è contenuta la frase "I Am A Camera". Il brano termina di netto con l'ennesimo clic dello scatto fotografico.
Dal ritmo sempre convincente, ma meno violento, è l'ipnotica "Inside Out" con un riff chitarristico marmoreo e memorabile. La batteria di Weathers ricorda un pò i Led Zeppelin di "In Through The Out Door". "Inside Out" dura circa sei minuti ripetendo all'unisono, ma con interessanti e diversi intrecci soprattutto di tastiere e sintetizzatore, la ritmica iniziale. Il refrain è composto da magnifici intrecci vocali che ricordano i grandi pezzi cantati a madrigale o più da vicino i cori a cinque o sei voci. Il disco si chiude con l'alterna "It's Not Imagination" che ha una struttura musicale davvero densa e decisa, con batteria e chitarra che traggono il meglio da tutta la scena sonora. Purtroppo le parti vocali non sono all'altezza del resto del brano, che resta uno spiazzante epitaffio della band.
Alcune versioni in vinile e qualche ristampa in CD, riportano prima della fine del disco un breve groove che è stato intitolato (pur non avendo un’intestazione ufficiale) "That's All There Is". Tali parole sono un collage ripreso da quattro brani presenti sul LP e precisamente: "That's" è ripresa da "I'm Your Security, That's What They Say" da "I Am A Camera", la parola "All" è ripresa da "All Through The Night", il termine "There" è estratto da "Now They're Mine No More" dal brano "Heroes No More" e "Is" da "Everything Is Spinning Round" da "Inside Out". Proprio "Heroes No More" è un brano molto bello rimasto stranamente inedito su LP, ma aggiunto sulle ristampe CD sia della One Way Records che della Terrapin Records.
Curiosità: in copertina è difficile notare la dicitura "Civilian" del titolo che è invero riprodotta in rosso ai piedi della dicitura Gentle Giant, in un geniale effetto ottico.


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