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martedì 6 novembre 2018

AElementi, intervista di Max Rock Polis



AElementi, Una questione di principio. Giocare con le parole
Trascrizione dell’intervista radiofonica realizzata da Max Rock Polis

Con la passione, l'immaginazione e una certa capacità di giocare sui contenuti e significati si possono trovare delle strade interessanti da percorrere, anche diverse da quelle seguite dai predecessori. La crescita, l'evoluzione, la sperimentazione insita nella musica Prog accompagna per fortuna diverse nuove formazioni, che mescolano al nuovo le loro radici musicali. Ne parliamo con una di queste, gli AElementi.

Elementi in partenza! Lo siamo tutti, qui con noi ci sono gli Aelementi. Buonasera ragazzi.
Dr: “Ciao, io sono Dario Pierini e sono il tastierista del gruppo.”
M: “Manuele D'Anastasio, batterista.”
Dn: “Daniele Lulli, chitarrista.”

Allora ragazzi, tre Aelementi su cinque. È un grande piacere avervi qui, anche se non è qui la cantante.
Dn: “Sì, Francesca Piazza. La salutiamo perché non è riuscita a sganciarsi, e anche Angelo Celani il bassista.”
Dr. “Magari potremo ritornare con lei e provare a farti sentire qualcosa live.”


AElementi, “Una questione di principio”: una copertina semplice ma molto significativa. C'è una grafica dietro a quest'idea, parliamone.
Dn: “Diciamo che quando è nato tutto avevamo ancora le idee un pò nebulose su alcuni aspetti e abbiamo lasciato un pò carta bianca alla nostra grafica. Questo che vedete, anche se non in radio [ride, ndr], è una copertina che può essere interpretata in tanti modi, ha molte sfaccettature. Ci ha convinto proprio per questo, perché ognuno poi ha dato un proprio significato a questa copertina: un pedone che sfida un re o la regina, oppure un pedone che si specchia e sembra re o regina. Ognuno veramente ci ha detto quello che ci leggeva.”
Dr: “La cui ombra è un re, soprattutto.“

Spieghiamo: in primo piano c'è un pedone nero degli scacchi, qualcosa lo illumina e sul muro dietro viene proiettata l'ombra di un re.
Dr: “Esatto, e questo perché in un certo senso è una specie di simbolo, che cerca di esprimere la nostra musica, cioè il fatto che dentro il pedone, che in sostanza è la base degli scacchi, l'elemento più debole se vogliamo, il più numeroso, si nasconde appunto il re. Il pedone rappresenta il principio, in un certo senso. Noi facciamo una musica che è portata a progredire, a svilupparsi appunto, si chiama Progressive, e quindi, come dire, il pedone in sé nasconde questo.”

Hai voluto citare il nome del vostro album: “Una questione di principio”. Ma alla fine qual è questa questione di principio?
Dn: “Proprio così infatti. La frase una questione di principio l'abbiamo presa proprio perché in un nostro confronto Dario avrebbe preferito alcune scelte, poi quando si fa un disco a un certo punto bisogna unire le forze e chiudere queste idee. Nel Progressive questa cosa è ancora più complicata, come spesso si legge a un certo punto finisce il budget [ride, ndr] e il disco viene stampato. Per noi non è stato così, ci siamo confrontati su alcune cose e a un certo momento era necessario arrivare a un punto. “Una questione di principio” ci ha, diciamo, spinto ad arrivarci, come in tutte le situazioni abbiamo riscontrato un po' di difficoltà poi alla fine ce l'abbiamo fatta. Sai come succede nei gialli o nelle serie TV: avevamo questo problema di dare il nome al disco, ci ronzava in testa e un giorno parlando uno di noi ha detto “ma no, bisogna fare così perché è una questione di principio”. “Ma certo, è una questione di principio, sei un genio” [ride, ndr] e abbiamo deciso.”
Dr: “Sì, non gli abbiamo detto sei un genio, però il complimento era scontato.”

Una canzone dell'album, “Delirio” mi è veramente piaciuta, ma anche “Lontananza”.
M: “Ti direi che “Lontananza” è il nostro pezzo più rappresentativo, c'è dentro veramente di tutto partendo dal genere veramente Progressive: ci sono riff di chitarra forti, ci sono variazioni di tempo. È un pezzo al quale noi abbiamo lavorato molto, ci siamo affezionati e soprattutto si univa a quello che noi abbiamo modificato come intro nominandolo “Principio”, anche giocando sul nome dell'album. Noi giochiamo spesso sull'aspetto delle parole che acquisiscono vari significati, come lo stesso nome del nostro gruppo [ride, ndr]. Io ho sempre detto che AElementi, sì, tutto insieme rappresenta gli elementi: terra, acqua, fuoco, aria, ma l'ho anche sempre pensato come le menti che creano oppure anche ironicamente e le menti quando con la tua lei hai bisogno un attimo di sviare su certe cose [ride, ndr]. Giochiamo spesso su queste possibilità che ci da la nostra bellissima lingua.”

E per quanto riguarda il giocare, qui continuo a leggere la scaletta del CD: “Addio”, “Voce”. Sembra quasi una scelta di mettere a ogni canzone un titolo di una sola parola. Denota una scelta molto precisa.
Dr: “Sì, possiamo fare l'anticipazione che probabilmente sulla nostra seconda incredibile fatica [ride, ndr] accadrà la stessa cosa. Nel senso che nella nostra mente una parola può essere più che sufficiente per far capire quello che succederà, o non far capire, che è un po' quello che poi nasconde la nostra musica. Cioè noi partiamo in un modo e poi a un certo punto accade qualche break che può portare l'ascoltatore fuori strada. Questo è un po' il nostro modo di approcciare. Manuele su questo ci spinge sempre a riflettere durante gli arrangiamenti e credo che siamo sulla buona strada per stuzzicare un po' la curiosità.”
M: “Quello che dico sempre agli amici nell'ascoltare il disco è: se si hanno 10 minuti a disposizione, di non saltare le tracce per sentire 2 minuti per traccia. Piuttosto è meglio sentire interamente un brano, perché all'interno accadono un po' di cose. Ogni brano è meditato, è lungo, è partorito veramente con un processo di gestazione molto lungo da parte nostra, anche perché noi non abbiamo frette, lo facciamo veramente per nostro gioco, per la nostra passione. Non abbiamo etichette che ci impongono di produrre materiale entro un determinato lasso di tempo. Questo è il frutto di tanti anni di lavoro, di brani presi, riarrangiati, abbandonati, ripresi, cambiati. È meglio ascoltare un brano per intero e poi se si è interessati ascoltarne un altro il giorno dopo, ma non saltate i brani, perché non avrebbe senso.”

Seguite questo consiglio. Per acquistare il vostro CD come si può fare?
Dn: “Allora, è possibile acquistarlo sul sito www.aelementi.com, così scritto con l'ae perché se mettete elementi su Google esce fuori il mondo. L'intuizione di questo è stata fatta da Manuele, che adesso ci racconta come un giorno, riflettendo sul problema di questo nome, gli è venuto in mente questa possibilità che foneticamente non cambia nulla”.
M: “Bene, è una banale reminiscenza degli studi scientifici, ho preso quel dittongo lì ma è solo un prestito, non ha particolare attinenza con la lingua latina. Foneticamente giocava a nostro favore lasciare invariata la dizione del nome, ma siamo molto più visibili se ricercati su Google.”
Dn: “Il CD lo si può acquistare anche sul sito della nostra etichetta Andromeda Relix, Lizard Records, G. T. Music, insomma è possibile trovarci abbastanza facilmente.”

Salutiamo Loris Furlan della Lizard che mi ha consigliato la vostra musica e sono veramente contento di avervi qui. “Delirio” è una bella canzone d'amore.
Dr: “In realtà sì, ma non è l'unica del disco, anche se i testi sono un po' camuffati, ci stanno questi personaggi a cui diamo una figura, una persona. La stessa lontananza l'abbiamo un po' personificata [ride. ndr], il tema è molto amoroso anche se chiaramente col Prog il genere non si sposa molto bene.”

Ma la commistione col cantautorato italiano include questi temi con i tempi dispari e tematiche Prog. È interessante questo.
Dn: “Beh non solo tempi dispari. Dario, parlaci un po' delle armonie che ci sono dentro.”
Dr: “Ecco, diciamo che noi sicuramente abbiamo preso ispirazione dal Prog degli anni '70 come da tante altre contaminazioni, senza però attenerci troppo alle basi da cui partivamo. E quindi abbiamo cercato il più possibile di trovare delle vie nuove nelle musiche, in tutti gli aspetti, incluse di conseguenza le scelte dell'armonia e della melodia. Diciamo che noi abbiamo un po' la presunzione di credere di aver fatto qualcosa di abbastanza nuovo e insolito nelle scelte armoniche, almeno limitatamente a questo genere.”

Sì non ci sono molti che si spingono in questa direzione. Devo dire il modo italiano di fare Progressive è molto apprezzabile perché negli anni '10 bisogna fare qualcosa di nuovo. Voi siete da tenere d'occhio.
Dn: “Dario ha la fortuna, e quindi anche noi, di avere strumenti quasi dell'epoca. Dario ha un moog, un hammond, ha strumenti molto datati. Non è stato per noi faticosissimo replicare quelle atmosfere, e poi chiaramente la chiave è moderna: qualcuno ha scritto, secondo me prendendoci in pieno, che nei nostri brani c'è anche la forma canzone. Nel Progressive chiaramente non è proprio comune, però credo che questa, chiamiamola fusione di vari generi, sia per noi almeno vincente, perché è il nostro marchio di fabbrica. Può risultare anomalo per un purista del Progressive, ma può funzionare per un pubblico più eterogeneo, perché comunque la melodia è un po' la base di tutto quello che facciamo.”

I puristi del Prog dovrebbero apprezzare le nuove forme di Prog verso cui stiamo andando. Sono passati 40 anni, se uno vuole ancora Yes e Genesis si può ascoltare gli album già fatti. Adesso è il caso di fare qualcosa di differente. Canzoni, cantautorato, cose nuove. Noi siamo forse il secondo paese al mondo per importanza nel Prog dopo l'Inghilterra, anzi saremmo il primo, se non fosse per la lingua.
Dn: “Sì, a un musicista italiano abbastanza noto in proposito gli hanno chiesto “ma come mai secondo lei in Italia va così tanto il Progressive, i testi colti, arzigogolati, le musiche complicate?”. La sua risposta, forse anche ironica, fu “troppo liceo classico in Italia”. Diciamo che la cosa difficile nel cercare di propugnare questo tipo di musica è anche nel fatto che l'ambiente Prog tende a essere di nicchia e a rimanervi. I puristi del Prog hanno il loro ambito ben definito e forse vedono anche un po' di cattivo occhio le contaminazioni, le discese, gli scivolamenti nel Pop. Noi invece lo facciamo senza vergognarci, cercando appunto altre strade.”

Prendiamo artisti nuovi, uno a caso: Steven Wilson. Non è che si mette a fare Prog anni '70, quelli nuovi fanno Prog in modo nuovo.
Dr: “Sì sì, Steven Wilson. Hai citato uno dei miei preferiti, hai colpito in pieno quella che potrebbe essere una della mie personalissime influenze. Quindi condivido pienamente.”

Andate sul Facebook degli AElementi a dare loro il like, a vedere se ci sarà qualche data dal vivo.
Dn: “Sì, ne è prevista una il 6 maggio al Jailbreak, un bel locale qui a Roma, poi stiamo lavorando perché il disco è uscito da un po' e il nostro scopo è di riuscire a suonare, di agganciarsi a qualche altra realtà underground per poter unire le forze in questo momento un po' difficile per la musica originale e Progressive che facciamo noi, visto che un brano della durata di quasi 9 minuti spaventa i più [ride. ndr] e quindi non è banale la nostra missione. Però questo non ci scoraggia, è una questione di principio, diciamo così. Qui in questo pezzo “Voce” c'è uno degli assoli che più amiamo, lo ha fatto Dario ma lui non lo sapeva: glielo abbiamo detto oggi per la prima volta [ride. ndr]. In realtà Manuele quando durante le prove facciamo questo brano ci guarda e rimane senza parole, perché il solo di moog, il primo del brano, è qualcosa per noi di spaziale [ride. ndr].”

Il 6 maggio sarà bello sostenere gli Aelementi e prendere il loro CD autografato.
Dr: “Comunque oltre alla data del 6, per non comprare a scatola chiusa, ci tengo a dire che siamo su Spotify, i brani si possono ascolta gratuitamente. Io, essendo musicista, ascolto e se mi piace so quanto sia importante promuovere la musica, quindi compro il CD.”
Dn: “Siamo sulle piattaforme digitali più comuni.”

So che state lavorando al vostro nuovo album. Un'altra copertina enigmatica?
Dn: “Sicuramente [ride. ndr]. Adesso possiamo solo peggiorare, quindi i titoli saranno solo di mezza parola e le copertine indecifrabili [ride. ndr].”

Per tornare al vostro “Una questione di principio”, il fatto di vedere tutte le canzoni con il titolo di una parola sola fa intuire che tutte assieme raccontino qualcosa, una storia.
Dn: “In realtà un po' hai colto nel segno, perché sempre con Manuele discutevamo di questo e ragionavamo sul fatto di provare ad unire queste parole per far sì che arrivasse un messaggio, ma non ci siamo riusciti [ride. ndr]. Le parole non collimano.”

Ma adesso siamo ai saluti. AElementi, “Una questione di principio”, seguiteli su Facebook e prendere il CD. Voi volete salutare e ringraziare qualcuno?
Dn: “Sì, io volevo ringraziare Gianni Della Cioppa di Andromeda relix e Loris Furlan che ci stanno supportando. Siamo qua grazi a loro, e grazie a te.”
Dr: “Salutiamo la nostra cantante Francesca che avrebbe voluto veramente essere qui con noi.”
M: “Ciao a tutti, e grazie ancora.”

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