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lunedì 9 marzo 2026

Recensione “Avvocato!” (è uno sgarbo a Paolo Conte), Alessio Cappello



Avvocato! (è uno sgarbo a Paolo Conte), esordio solista del cantautore Alessio Cappello, pubblicato dall’etichetta La Stanza Nascosta Records (che negli anni sta dando voce ad un cantautorato colto e di qualità) è una boccata di ossigeno, dopo il carrozzone sanremese.

Alessio Cappello, classe 1993, fino ad ora conosciuto per il sodalizio duraturo con Devalle, del quale ha curato la produzione de Il tempo di cambiare tutto, firma un progetto a dir poco sorprendente.

Chi si aspettasse un disco di “cover” di Paolo Conte starebbe sbagliando tutto. Cappello mette in atto un vero e proprio smantellamento delle sonorità originali, con un furore demolitore che si traduce, inaspettatamente (ma forse non troppo) in un gesto d’amore e in una presa d’atto della straordinaria resilienza del canzoniere dell’Avvocato.

Lo spirito erudito, elegante, sinestesico di Paolo Conte, sospeso tra esotismo e routine, fa capolino anche nelle riletture (talvolta stranianti e tutte da scoprire) di Cappello, senza tuttavia mai lasciarsi prendere.

Per questo potremmo descrivere Avvocato! (È uno sgarbo a Paolo Conte) ricorrendo alla metafora dell’asintoto, perché è possibile tendere continuamente verso Paolo Conte senza afferrarlo mai, né tantomeno scalfirne l’essenza.

Particolarmente riuscite la versione punk-rock di Blue Tangos e la rilettura di Bartali, che diventa un valzerino francese in tre quarti. Da leggere assolutamente la guida filosofica al disco (un libro prezioso, a tiratura limitata) che accompagna l’album, mostrandoci un Cappello scrittore dalla voce personalissima.

L’unico inedito dell’album, Avvocato! (è una supplica a Paolo Conte), dalla vena jazzy e dall’ironia tutta piemontese fa ben sperare per il futuro. Siamo certi che Cappello abbia tante cose da scrivere e cantare.






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