Ricorda Mauro Gilli…
Nel 1981 io e mio fratello Riky ci trasferimmo a Milano,
lasciando i Total Crash e tutto ciò che avevamo fatto fino a quel
momento. Appena arrivato, registrai alla Polygram in un disco di Jo Squillo,
poi iniziai a lavorare alla Trident, nel fan club dei Pooh. Erano anni pieni di
movimento, di locali, di incontri continui, in una città che sembrava vivere di
musica ventiquattr’ore al giorno.
Frequentavamo posti di tendenza come il Magia, dove si
vedevano spesso Franz Di Cioccio, Abatantuono e tanti altri
artisti della Milano di quegli anni. Si suonava ovunque, spesso improvvisando
jam che nascevano dal nulla. In alcune serate ci trovammo a suonare a fianco di
Elio e le Storie Tese, in quell’ambiente creativo che sembrava non
fermarsi mai. Una notte irripetibile comparve persino Jaco Pastorius,
completamente ubriaco: il giorno dopo avrebbe dovuto suonare al Tenda.
Un giorno, insieme ai fratelli Severi e a una cantante
americana, Annie, iniziammo a provare qualcosa di nuovo. Da lì nacquero
i Casbah, un progetto che prese forma quasi da solo, come se fosse
nell’aria. La direzione artistica del gruppo fu affidata a Di Cioccio,
che contribuì a dare identità, struttura e visione al progetto.
Piacevamo sia a Claudio Elmi, manager di Vasco Rossi, sia a Enrico Rovelli, figura centrale della scena milanese. Da quell’interesse nacque la storia della Camel e poi il tour con Vasco. Io e Riky lavorammo per Rovelli anche al Rolling Stone, vivendo una stagione musicale che oggi meriterebbe davvero un libro.
1985: la produzione Baby Records
Nel 1985 arrivò una nuova fase importante: i Casbah vennero prodotti da Claudio Dentes e da Franz Di Cioccio (PFM) per la Baby Records, una delle etichette più attive e riconoscibili di quegli anni. Fu il periodo di “Your Green Eyes”, con la formazione completa:
Annie Saltzman – voce
Carlo Severi – chitarra, voce e tastiere
Ricky Gi – chitarra
Paolo Severi – sax e voce
Luca Bianchi – basso
Maurock Gi – batteria
Un progetto che univa Milano, la scena new wave, la
produzione professionale e un’identità sonora che oggi meriterebbe di essere
riscoperta.
Dopo i Casbah
Dopo quelle esperienze e molte altre avventure, entrai negli Ufo
Piemontesi e poi negli Skatafascio con Paolo Rossi. A quel
punto eravamo già nel 1998.
Mio fratello rimase a lavorare con Rovelli fino a qualche
anno fa, continuando a muoversi in quell’ambiente che aveva segnato la nostra
giovinezza artistica.
Prossimamente altri ricordi…


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