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venerdì 30 gennaio 2015

Maurizio Arcieri, di Aldo Pancotti (WK)


Di Aldo Pancotti (Wazza Kanazza)

Questo inizio anno così tremendo, per la musica, ci porta via un altro pezzo di storia, per noi all'epoca adolescenti.
Maurizio dei New Dada, Maurizio il bello, Maurizio a cui tutti i giornali di musica dedicavano copertine a raffica, ha vissuto la musica a 360 gradi, dal Beat, alla musica pop, sino a pillole di progressive, per poi portare per primo, insieme a sua moglie Cristina, la musica elettronica in Italia con i Krisma..
Rip Maurizio
WK


Con i Beatles
E stato, perché dall’aldilà ora ci osserverà davvero Maurizio, scomparso a Varese giovedì notte, a 72 anni: è stato un grande innovatore Maurizio, sì. Milanese doc, prese immediatamente, da ragazzino, il treno del beat, fondando i New Dada. Tra le più importanti di quelle band di giovanissimi in frangetta e abiti stretti che giocavano a fare gli inglesi: e agli inglesi più celebri di tutti, i Beatles, a Maurizio e i suoi toccò addirittura di fare da spalla nel leggendario concerto al milanese Vigorelli, di cui a breve festeggeremo il mezzo secolo (“… e con i Beatles fummo gli unici a non essere fischiati”, ” ricordava lui).


Breve periodo dedicato al progressive... un album da rivalutare "Trasparenze" 1973

In mezzo un album misconosciuto ma interessante del 1973,Trasparenze, in cui Arcieri abbraccia sonorità prog (Una foglia), rock blues acido (Se fossi io e l’irruente, cavalcata protostoner che, testo a parte, potrebbe stare su un album dei Litter o addirittura Mc5, con breve solo di batteria che passa da un canale all’altro delle stereo) ancora impregnato di influenze tardo beat, ballate dilatate e psichedeliche (Sereno, l’ipnotica Immagini, la pink floydiana Vibrazioni con folate jazzate, la conclusiva sperimentale Trasparenze), uno strumentale cosmico come Primo volo.

Alla chitarra il danese Claes Cornelius, già con i Blues Right Off (band veneziana di rock blues alla Ten Years After che incise un rarissimo album nei primi 70s, forse il primo lavoro italiano con affinità blues) che dopo Trasparenze tornò in patria, Paolo Donnaruma, uno dei migliori bassisti italiani con uninfinità lista di collaborazioni, da Battiato alla Nannini, De Andrè, Bennato, Camerini, Ron etc etc), Pepè Gagliardi alle tastiere (collaboratore di Camerini e Donatella Bardi), Ezio Malaguti alla percussioni e con copertina di Mario Convertino.
Un album inevitabilmente datato ma interessantissimo e ricco di suggestioni molto personali e indubbia creatività.

Pioniere dell'elettronica
Poi si stufò del beat e di tutto il resto, Maurizio e incontrò Christina pronto a precorrere altri tempi: già, con i Krisma, alla metà degli anni70, Arcieri e la moglie furono praticamente i primi, insieme forse solo all’allora imberbe Battiato, a percorrere i sentieri dell’elettronica, i sintetizzatori, l’estetica del solo nero. Dei marziani insomma nell’Italia del tutto politico, anche in musica. Tant’è che se ne andarono a New York, per entrare a far parte della compagnia di giro di Andy Warhol, la straordinaria fucina del Factory di inizio anni80. L’Aids imperversava però, gli amici dei due morivano come mosche. E i due tornarono indietro.



Riscoperto da Chiambretti
Nessun treno a questo punto attendeva Maurizio e consorte e finirono presto nell’oblio del contemporaneo. Anche se i suoi dischi, e dei New Dada e dei Krisma, diventavano oggetto di culto in luoghi lontanissimi (in Giappone, dei miti) e modello indiscutibile per i nuovi cavalieri della disco. Finché Chiambretti non si ricordò di loro, nel 2008-2009. Assisi su un trono aereo giudicavano gli ospiti di quell’ultima, fortunata, avventura del comico valdostano. Divertente, surreale, onirico Maurizio (una conversazione con lui e Christina era un viaggio cosmico come avrebbe detto un personaggio di Mai Dire Gol), ora ci puoi giudicare davvero da lassù.





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