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mercoledì 5 aprile 2017

Nel ricordo di Cozy Powell, di Wazza


Hello,
se ne andava il 5 aprile del 1998 Cozy Powell.
E' stato il batterista, dei Whitesnake, dei Rainbow, dei Black Sabbath.
Ha inciso 6 dischi da "solista", un'infinità di partecipazioni con artisti del calibro di Jeff Beck, Robert Plant,Gary Moore, Jon Lord…
Nel 1986, prende il posto di Carl Palmer, negli ELP (Emerson, Lake & Powell), su cui la "sorte" si è accanita!


Grande batterista, influente e versatile, spaziava tra rock, hard, jazz, progressive, con una naturalezza impressionante.
...per non dimenticare.
Wazza




martedì 4 aprile 2017

FENIX TALES – THE ABISS EYE, di Andrea Zappatera


FENIX TALES – THE ABISS EYE 
(Classica - Celtica - Rock Progressivo)
di Andrea Zappaterra

I Fenix Tales (Lucy Lucia Liù- voice, Alex – bass, Simone – drums, Federico – string, Joe – guitar, Marco - keys ) sono una band italiana di musica Symphonic Gothic Metal  che è stata fondata nel 2008 a Firenze dal tastierista Marco. In principio la band ha iniziato con una impronta gotica molto forte (una linea melodica che ottiene la sua ispirazione dalla musica classica, una cantante con una voce potente e incisiva, un timbro vocale brillante, un genere che è al limite tra la musica classica e contemporanea, testi moderni  con un contenuto misterioso ed esistenziale), ora più sinfonico con un impatto cinematografico, grazie al ritmo Metal più chiaro e definito, così come i cori e gli arrangiamenti orchestrali. La grande varietà di musicisti che prendono parte alla band influenza in un modo multiforme il lavoro: Classica (tastiere e voce), folk celtico (violino), Rock (basso e la chitarra), Metal (tamburi - che contribuiscono ad ottenere il suono speciale e originale che caratterizza la band).




L’impronta cinematografica pervade questa vera e propria Opera Gotic Metal Rock -  THE ABISS EYE - con finezze armoniche molto interessanti, liriche supportate dalla gran voce di Lucy che spingono il tono musicale a livelli molto alti e intensi, carichi di pathos, ricchi di armoniosa bellezza sonora.

Sotto più in basso (ma non meno efficaci ) si muovono le chitarre, i tamburi, il violino, quasi a definire una linea di demarcazione tra il celestiale simboleggiato dalla voce e il demoniaco rappresentato dagli strumenti, una messa in scena del bene e del male che concorrono entrambi  allo sviluppo narrativo in chiave operistica.

Citazioni importanti (Confutatis Maledictis ) di Mozartiana memoria ( Requiem - Messa in Re minore K 626) completano l’opera dando un tocco ancor più lirico.

I brani:

1)     Once Upon a Time
2)     Friendly Darkness
3)     Confutatis Maledictis
4)     War
5)     Paths
6)     The Adyss Eye
7)     LCI
8)     Dolls
  
Un tuffo in un abisso carico di mistero e fascino riscaldato e illuminato dalla luce scintillante di una voce meravigliosa che squarcia le tenebre, e fa tornare in alto verso l’infinito!





lunedì 3 aprile 2017

Il compleanno di Filippo Marcheggiani


Hello,
compie gli anni oggi, 3 aprile, Filippo Marcheggiani, chitarrista da oltre vent'anni del Banco del Mutuo Soccorso.
Compositore, arrangiatore e produttore del suo gruppo parallelo Effemme.
Da pochi mesi è uscito il suo nuovo lavoro "Oggi mi voglio bene".
Buon compleanno Filippo!

Wazza


STEVE HACKETT live a Teatro Astra - Schio (VI) 31/03/2017, di Marco Pessina

                

STEVE HACKETT live a Teatro Astra - Schio (VI) 31/03/2017
di Marco Pessina

Organizzazione impeccabile da parte dello staff di Schiolife per questo "GENESIS REVISITED WITH CLASSIC HACKETT", portato in giro in Europa e oltreoceano dal grande chitarrista britannico. Una serie di sold out hanno caratterizzato questo mini tour in terra italiana e Schio non é stata da meno. Grande entusiasmo e grande partecipazione, dunque. Accompagnato da una band che é ormai il suo marchio di fabbrica da qualche anno a questa parte, con ROGER KING alle tastiere, ROB TOWNSEND ai fiati, NICK BEGGS al basso e chitarre addizionali, GARY O'TOOLE alla batteria e alla voce e dall'istrionico NAD SYLVAN cantante solista, ha dato vita a questo spettacolo diviso in due parti.
Sono le 21 precise e come un orologio svizzero la band fa la sua comparsa in scena. Il buon STEVE HACKETT non va tanto per il sottile e piazza subito EVERYDAY, facendo lievitare l'entusiasmo del pubblico e tanto basta per farci capire quello a cui assisteremo in questa serata scledense. EL NINO é il pezzo successivo, tratto da THE NIGHT SIREN, album uscito da poco in cui si avvertono nuove sonorità oltre all'inconfondibile suono della LES PAUL. Ritorno agli anni '80 con la strumentale THE STEPPES, tratta da DEFECTOR, che resta a tutt'oggi, insieme con SPECTRAL MORNINGS, uno dei suoi lavori più riusciti da solista. L'atmosfera é già bella calda, ma si ha l'impressione che il concerto salirà di tono brano dopo brano. IN THE SKELETON GALLERY e la title track BEHIND THE SMOKE completano la triade dedicata all'ultima fatica discografica.
Le presentazioni sono brevi nello stile di STEVE, che prova, con successo, un paio di simpatici siparietti in italiano. C'é posto anche per brani estemporanei come SERPENTINE SONG. SHADOW OF HIEROPHANT, con il suo maestoso incedere e con i suoi effetti luce, porta la sala ad altissimo livello, trascinata dal bass pedal e da un volume quasi insolito per HACKETT.


Scroscianti applausi ci portano alla seconda parte del recital accompagnati da STEVE, che ci annuncia che suonerà brani da WIND AND WUTHERING celebrando il quarantennale di questo album dei GENESIS. A questo punto entra in scena SYLVAN e parte l'epica ELEVENTH EARL OF MAR, suonata benissimo e mai celebrata a sufficienza, in uno dei lavori più sottovalutati. Il programma prevede ONE FOR THE WINE, con i suoi cambi ritmo e le sue piacevoli armonie. La chitarra di STEVE, sempre precisa e puntuale é assecondata magnificamente dal resto della band con un TOWNSEND sugli scudi. Il pubblico si scalda all'ascolto di questi vecchi brani, ma non c'é tempo e il concerto va avanti senza soluzione di continuità. Con l'intro della chitarra acustica STEVE ci porta a BLOOD OF THE ROOFTOPS, con le sue delicate armonie, cantata bene da O'TOOLE. Qualcuno alle nostre spalle si esibisce in qualche tentativo di canto e nei vari commenti, tra un brano e l'altro. E, tanto per gradire, ecco piazzata IN THAT QUIET EARTH, favoloso brano strumentale sempre tratto da WIND, che scrisse proprio HACKETT, prima di abbandonare il gruppo. Qui, il duetto tastiere-chitarra, vale da solo il prezzo del biglietto. E, esattamente come su WIND AND WUTHERING, viene attaccata AFTERGLOW. Qualcuno pensa che sia finita, assolutamente no, e l'introduzione di pianoforte di KING, ci proietta diritti agli anni d'oro con FIRTH OF FIFTH, che ci consegna ad uno dei migliori solo di chitarra della storia. Alla fine del brano qualcuno comincia ad alzarsi in piedi per raggiungere il palco. Una strana, quanto apprezzata introduzione di TOWNSEND, ci consegna un'altra perla che risponde al nome di THE MUSICAL BOX. DANCE ON A VOLCANO, viene accolta da un'ovazione in sala per un giusto tributo. Teatro in visibilio alla fine del brano con cui la band conclude il concerto. Il pubblico acclama STEVE e band sul palco per un ultimo saluto prima del congedo definitivo. Una divagazione sul tema non fa altro che introdurci a LOS ENDOS, che avrà, nel mezzo del brano, un lungo passaggio di CLOCKS, tratta da SPECTRAL MORNINGS, per poi ritornare al brano iniziale.

Lunghi applausi finali, con la band che resterà a lungo ai bordi del palco con qualcuno che allungherà una bottiglia di vino ad un O'TOOLE entusiasta del simpatico omaggio. Una grande serata di musica.


domenica 2 aprile 2017

Steve Hackett conclude il tour a Roma: Wazza era presente.


Hello,
si è conclusa con un trionfo la tournèe italiana di Steve Hackett.
Tutto esaurito all'Auditorium della Conciliazione a Roma, Steve in grande spolvero, ed un repertorio che racchiude le vari fasi della sua carriera.
Brani dei suoi album, compreso l'ultimo "The night Siren", e alcuni classici dei Genesis che hanno steso il pubblico.
Sono rimasto felicemente entusiasta nel vedere una  nutrita presenza  di giovani tra il pubblico, oltre a "noi" combattenti e reduci… c’è speranza per il futuro di certa musica!
Scrivo queste due righe, non per fare la recensione, o la radiografia del concerto - in rete ce ne sono a centinaia -, ma per ricordare ancora una volta (se ce ne fosse bisogno), dell'estrema, semplicità, gentilezza, disponibilità, pazienza di questo grande artista, che ama e rispetta l'Italia e i suoi abitanti.
Che serva da esempio a tante "figure mitologiche" del mondo musicale, che fanno fatica persino a salutare il pubblico, dimenticando che se sono diventati qualcuno (oltre al loro talento...), lo devono a milioni di semplici persone che comprano i loro dischi e vanno ai loro concerti.
God bless you Steve
Wazza

NB

nella foto Marco Capozzi e Wazza, consegnano un'altra t-shirt del Banco del Mutuo Soccorso a Steve Hackett   





sabato 1 aprile 2017

Un ricordo di Fausto Mesolella, di Wazza


Io non voglio morire libero, se i begli alberi del mio giardino annaffia il sangue del mio vicino. Meglio la peste che l’ipocrita danza di vostra santa beneficenza. Chiudete la cella, lasciatemi stare. Di libertà vostra non voglio morire. E io non voglio morire attore dentro lo schermo di un paradiso, crocefisso a un finto sorriso di morti in ghingheri e ribelli servili”.
("Quello che non voglio") Stefano Benni


Hello…
siamo ancora una volta a piangere e ricordare un grande musicista, una grande e bella persona, sempre impegnato nel sociale.
Una carriera trasversale, dagli Avion Travel a infinite collaborazioni, spesso si "incrociava" con Francesco e Rudy... il destino li ha riuniti.
Riposa in pace Fausto
Wazza

Una delle ultime interviste a Fausto...leggetela




Wazza ricorda Mario Musella


Hello, il 1 aprile 1945 nasceva Mario Musella, cantante degli Showmen, una delle voci più belle che si siano sentite nel panorama musicale italiano.
Mario era "figlio della guerra", madre napoletana e padre americano di origine pellirossa. Oltre a cantare era un bravissimo bassista, uno dei primi ad usare il basso Fender.

Gli Showmen erano un fantastico gruppo di rythm'n blues, formato da grandi musicisti come Franco Del Prete, James Senese, Elio D'Anna, Giuseppe Botta; ebbero un grande successo con il brano "Un'ora sola ti vorrei".


Credo che il "big bang" della musica a Napoli sia dovuta a loro, la loro arte ha influenzato e dato spunto a tanti giovani che, grazie a loro, si sono avvicinati a questo mondo, magari prendendo in mano un microfono o uno strumento.
Mario Musella morì a soli 34 anni. Vergognosamente ignorato dai "critici da salotto", dai pennivendoli al servizio delle major italiane, da quelli che si riempiono la bocca di nomi stranieri...
Ma molto amato e ricordato dai suoi conterranei. Pino Daniele gli dedicò l'album "Nero a metà", Enzo Avitabile il brano "Dolce Sweet M", contenuto nel suo primo LP.
Tutti gli anni gli amici lo ricordano con un Festival che porta il suo nome.
Per non dimenticare...
Wazza


Enzo Avitabile nel libro “Mario Musella il Nero a metà” sottolinea che: Mario è frutto della guerra e nel suo Dna seppero ben convivere due culture senza mai che luna prevalesse sull’altra. Lui non faceva cover a stelle e strisce, in lui era ben presente anche la vena popolare e devozionale assorbita da mamma Anna. In questo equilibrio la sua unicità.
 Nello stesso libro omaggio a Musella James Senese dice: viene a trovarmi tutte le notti e come allora col suo maggiolone giriamo per Napoli, nu pellerossa e Piscinola e nu black man come me.