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martedì 31 agosto 2021

Gli anni amari - Film (2019) - MYmovies.it

Della serie “Forse non tutti sanno che 2”.

Stavo guardando il film “Gli anni amari”, che racconta la vita di Mario Mieli, attivista e fondatore del movimento di liberazione dei gay.

Tra i brani della colonna sonora la piacevole sorpresa di ascoltare “Non mi rompete”, del Banco del Mutuo Soccorso… un motivo in più per apprezzare il film.

Lo trovate su Rai Play.

Di tutto un Pop…

Wazza 

Gli anni amari - Film (2019) - MYmovies.it


Al di là di tutto, Gli anni amari ha il merito di rimettere al centro dell’attenzione Mario Mieli, tanto determinante per la storia italiana quanto oggi poco ricordato. Nel rimetterne in scena la turbolenta esistenza, va da sé che Andrea Adriatico tratteggia anche un bignami storico del movimento omosessuale nel nostro Paese (cosa rara per il cinema italiano), di cui Mieli fu tra i pionieri.

Con un avvicinamento alla materia biografico un po’ troppo agiografico, Gli anni amari ne restituisce cronologicamente vita e opere. E cerca di trovare nella linearità narrativa una chiave per trasmettere la complessità del soggetto.

Dell’autore di Elementi di critica omosessuale, interpretato da Nicola Di Benedetto (acerbo), Adriatico – che ha scritto il film con Grazia Verasani e Stefano Casi (presenti in due cammei) – racconta il periodo compreso tra il 1969 e il 1983. Quando, da rampollo ribelle di una famiglia di industriali ebrei, Mieli si afferma come attivista, teorico, performer, scrittore, rivoluzionario.

Scopriamo, così, tra pubblico e privato, le prime contestazioni tra liceo e famiglia, l’attivismo a Londra, la militanza nel Fuori!, il festival di Re Nudo a Parco Lambro, le partecipazioni televisive. E poi le violenze degli omofobi, gli amori tormentati, i conflitti con il padre e il fratello, il rapporto con la madre (Sandra Ceccarelli, esimia).

Non mancano le contraddizioni tipiche di un uomo dalla curiosità vorace (le droghe psichedeliche, la coprofagia) e la passione per l’alchimia e l’esoterismo. Tematiche e suggestioni poi confluite nell’autobiografia Il risveglio dei faraoni, testo di cui la famiglia, all’indomani del suicidio di Mieli, bloccò la pubblicazione per anni.

 

Mieli è stato un intellettuale che ha sfidato le convenzioni borghesi mettendo in campo il proprio corpo, sia vestendosi da donna per contestare le categorie di genere sia quando è vittima di ricoveri coatti per schizofrenia, subendo cure che in realtà tali non erano.

In fondo, la scelta di seguire le regole del classico biopic (non dissimile da una tipica fiction del servizio pubblico) va incontro all’esigenza di far avvicinare il pubblico a una figura di rottura. Tuttavia, una forma così ortodossa non sembra quella più indicata per accordarsi allo stesso Mieli.

Ci sono alcune soluzioni intriganti, certo, dal design minimalista della dimora dei Mieli alle zie che non parlano mai. E non si può non apprezzare il Banco del Mutuo Soccorso in colonna sonora. Ma, oltre all’interesse verso una storia così importante, c’è poco altro.

 




"ORG", Fernando Birri, 1979


ORG (Fernando Birri, 1979)

"La strada dell'eccesso conduce al palazzo della saggezza"

(W. Blake)


Della serie “forse non tutti sanno che…” Il 31 agosto 1979, alla 36° edizione del Festival di Venezia venne presentato il film “Org”, del regista argentino Fernando Birri.

Film particolarissimo, non venne mai distribuito nei cinematografi.

La curiosità riguarda Francesco Di Giacomo, che fa una piccola e particolare apparizione nel ruolo dell’uccello Phoenix.

Sotto il link di youtube (non so se è il film completo o una parte), lo si può vedere al minuto 47.41.

Un modo per ricordare anche il padre del nuovo cinema latino-americano.

Di tutto un Pop…

Wazza

https://www.youtube.com/watch?v=qRDZPx56IdM


Fernando Birri, Gabriel García Márquez e Fidel Castro

Trama 

Alcuni anni dopo l'esplosione di un fungo atomico, un uomo bianco di nome Zohommm, uno nero chiamato Grrrr e una donna, Shuick, sono protagonisti di un triangolo amoroso. Grrrr aiuta Zohommm a conquistare l'amata Shuick. Ma tra legami di sangue, seduzione, e sospetto, subentra la gelosia di Zohommm, il quale dopo aver scoperto che Shuick si è concessa all'amico, si suicida decapitandosi. Grrrr, alla vista dell'amico decapitato, decide di seguirne le sorti.

Quando Shuick li trova, tenta di saltare da una scogliera, ma viene fermata da una Sibilla elettronica che riporta in vita i due amici. A Shuick spetta il compito di ricollegare le teste, ma queste vengono scambiate dai loro rispettivi corpi; da ciò nasce un dibattito su chi debba stare con la donna, chi l'ha avuta col corpo o chi col sentimento.

Fermo 1979, foto Giuseppe Saluzzi


L'uccello Phoenix, o Phoenix in inglese, è un uccello mitico della mitologia greca, che è stato consumato dall'azione del fuoco ogni 500 anni, ma poi è risorto dalle sue stesse ceneri.

Quando giunse il momento di morire, creò un nido di spezie ed erbe aromatiche, depose un singolo uovo, che fece schiudere per tre giorni e il terzo giorno bruciò. La Fenice bruciò completamente e, quando ridotto in cenere, lo stesso uccello Fenice, sempre unico ed eterno, riemerse dall'uovo. L'uccello Phoenix è molto forte, al punto da trasportare persino elefanti.

Secondo il mito, possedeva vari doni, come la virtù della guarigione delle sue lacrime. L'uccello Phoenix ha anche il potere di trasformarsi in un uccello di fuoco, ed ha le dimensioni di un'aquila. Con la sua morte in un modo diverso, l'uccello Phoenix è diventato un simbolo di forza, purificazione, immortalità e rinascita fisica e spirituale, essendo una delle grandi figure realizzate nei tatuaggi.

Si ritiene che l'uccello mitologico sia apparso in Oriente, e in seguito fu adattato dai Greci. Secondo alcuni miti, viveva in una regione che includeva la zona del Medio Oriente e dell'India, raggiungendo l'Egitto, nel Nord Africa. Molto presente nella poesia araba. Perfino la Chiesa cattolica ha una relazione con l'uccello della Fenice, i cristiani credevano che l'uccello fosse un simbolo della risurrezione di Cristo. Si diceva che le ceneri della Fenice fossero così potenti da poter persino risuscitare i morti.

È stato presentato il 31 agosto 1979 alla 36ª edizione del Festival di Venezia.

Non è mai stato distribuito nei cinematografi.

«Ho allestito un grande schermo davanti all'ingresso del cinema. Questo non è mai stato destinato ad essere proiettato in una sala cinematografica, ma come parte di qualcos'altro, parte di un evento, quello che oggi si potrebbe chiamare un impianto. Così ho installato questo maxischermo davanti all'ingresso del cinema e, con un grosso coltello che avevo preso in India, alle tre in punto salgo una scala e comincio a tagliare lo schermo, squarciandolo, in modo che il pubblico venisse attraverso lo schermo. Il pubblico ha fatto da sfondo per il film. Invece di collocare lo spettatore di fronte allo schermo come spettatore attivo, ho voluto che entrasse nel film


Paese di produzione: Italia, Argentina 

Anno:1979 

Durata:177 min

 Rapporto: 2,35:1

 Genere: drammatico, fantascienza 

Regia: Fernando Birri

 Soggetto: Thomas Mann

 Sceneggiatura: Fernando Birri

 Produttore: Terence Hill

 Fotografia: Mario Masini, Ugo Piccane, Mario Vulpiani, Huston Simmons, Cesare Ferzi

 Montaggio: Fernando Birri, Paolo Zamattio, Giuliano Presutto

 Effetti speciali: Sergio Chiusi, Stefano Seno

 Musiche: Enrico Rava 

Interpreti e personaggi: 

·         Terence Hill: Zohommm 

·         Lidija Juraçik: Shuick 

·         Isaac Twen Obu: Grrrr 

·         Nolika Pareda: PiPì 

·         Pietro Santalamazza:

·         Francesco Di Giacomo:

·         Fernando Birri: 

WITH

Terence Hill (Zohommm)

Lidija Juraçik (Shuick)

Isaak Twen Obu (Grrr)

Nolika Pereda (P.P. (Primer Piano))

Pietro Santalamazza (Toute-la-mémoire-du-monde)

Francesco Di Giacomo (Ave phoenix)

 

 




lunedì 30 agosto 2021

Agosto 1970: Phil Collins entra nei Genesis


Nell’agosto 1970 Phil Collins, batterista, cantante “attore”, entra nei Genesis. Niente sarà più lo stesso!

Di tutto un Pop…
Wazza


AGOSTO 1970-PHIL COLLINS E I GENESIS

Agosto 1970, Peter Gabriel chiama Phil Collins per dirgli che il posto da batterista è suo: “Pronto Phil? Sono Peter Gabriel. Quello dei Genesis. Il posto è tuo, se lo vuoi”.

Qualche giorno prima PHIL aveva fatto un "provino" con i Genesis dopo aver risposto a un loro annuncio.

Questo annuncio cambierà le sorti non solo di Collins ma anche dei Genesis. La band rischiava di sciogliersi dopo l'abbandono di Anthony Phillips e la decisione di sostituire anche il batterista John Mayhew.

In seguito alla telefonata, Phil Collins incontrò la band nell’ufficio di Tony Stratton-Smith alla Charisma, a Soho. Racconta Phil: “L’incontro è andato benone. Mi piace soprattutto la parte in cui scopro che i Genesis hanno un salario settimanale di dieci sterline, perché raddoppia il livello di reddito a cui sono abituato”.

Le prove con la nuova formazione erano previste per fine agosto 1970. Tony, Mike e Peter volevano prendersi due settimane di vacanza e PHIL si trovava nella condizione di non avere abbastanza soldi per vivere così decise di fare l'imbianchino per due settimane.

Al loro ritorno iniziarono le prove a Maltings, un complesso agricolo a Farnham e Collins si trasferì a casa della famiglia di Mike che si trovava appunto a Farnham, dato che lui viveva dalla parte opposta di Londra.


ll resto della mia vita inizia con le prime prove della nuova formazione dei Genesis nel settembre 1970, nell’ambiente ricoperto di guano di piccione di Maltings, un vecchio complesso agricolo a Farnham. Montiamo l’equipaggiamento e cominciamo a suonare con quello che descriverei un entusiasmo confuso: vari amici di Peter, Tony e Mike dalla scuola privata passano a trovarci, io scopro nuovi cibi esotici come il Marmite e la Tahina, e spesso tutto è avvolto dal dolce profumo dell’erba”.

In questo vecchio fienile i Genesis preparano i concerti futuri con la nuova formazione.
Nella sua autobiografia The Living Years Mike Rutherford racconta:

Noi e Phil non vivevamo sullo stesso pianeta. Lui aveva sempre l'atteggiamento spensierato da ragazzo della porta accanto: andiamo al bar a farci un drink, raccontiamo una barzelletta, fumiamoci una sigaretta o uno spinello. La vita è bella. E penso che uno dei motivi per cui piaceva a Pete fosse proprio che Phil non aveva il nostro background, non proveniva come noi da un mondo ristretto e limitato. Pete era meno rigido di me e Tony, assai più incline alle emozioni e ai sentimenti, molto più curioso verso il mondo in generale.”







domenica 29 agosto 2021

THE SAMURAI OF PROG : The white snake and other Grimm tales II, di Valentino Butti


THE SAMURAI OF PROG : The white snake and other Grimm tales II

Seacrestoy       2021     Multinazionale

Di Valentino Butti

 

Abbiamo appena finito di raccontare “The lady and the lion and other Grimm tales I” che abbiamo già tra le mani “The white snake and other Grimm tales II” dell’instancabile trio (allargato…) The Samurai Of Prog.

Una produzione copiosa che ha il merito di non perdere in qualità, anche grazie alla struttura “aperta” dell’ensamble che ha le sue colonne portanti nei soliti Marco Bernard (basso), Kimmo Pörsti (batteria-percussioni) e Steve Unruh (voce-violino e flauto).

La seconda parte della serie dedicata alle fiabe dei due fratelli tedeschi è incentrata su sei composizioni, delle quali tre interamente strumentali, per un’ora circa di musica emozionante.

Numerosa la presenza di artisti italiani, autori di tutte le musiche e delle liriche presenti nell’album, ma anche protagonisti, con altri ospiti stranieri, delle esecuzioni dei brani stessi.

The tricky fiddler” (musiche di Marco Grieco) è ispirata alla favola “Lo strano violinista” e ha l’onore di aprire il lavoro. Protagonista assoluto o quasi il violino di Unruh. Melodie da festa campestre rinascimentale di grande suggestione, si confondono con l’afflato rock, fornito dalle chitarre di Marcel Singor e Carmine Capasso e dalla ritmica del duo Bernard-Pörsti, e con quello più soft delle tastiere dell’autore, senza tralasciare qualche incursione nella classica.

Alessandro Di Benedetti (Mad Crayon-Inner Prospekt) è l’autore di “Searching for a fear” (tratta dalla fiaba “Storia di uno che se ne andò in cerca della paura”), dieci minuti ad altissimo impatto emotivo, infarcita, com’è, di saliscendi sonori di ottima fattura in cui si inseriscono i vocalizzi di Paula Pörsti.

Mimmo Ferri (tastiere e chitarre elettriche) è il compositore di “The devil with the three golden hairs” (“I tre capelli d’oro del diavolo”), il primo dei brani cantati… da ben quattro “singer” a cui sono affidati altrettanti personaggi della fiaba. Unruh (il re), Daniel Fäldt (il diavolo), Marco Vincini (il ragazzo) ed Elisa Montaldo (la madre). Il risultato è ottimo: le quattro voci si integrano perfettamente ed il sound è un omaggio, non solo al prog anni Settanta, ma anche (e forse di più…) a quello della “rinascita” dei primi eighties, con la chitarra “romantica” di Capasso. Non manca qualche accenno folk con gli immancabili interventi del violino e del flauto di Unruh e quelli di Rafael Pacha al mandolino ed al saz baglama (un particolare strumento a corde di origine turca).

The travelling musicians” (“I musicanti di Brema”) è il brano “offerto” da Luca Scherani (tastiere, ovviamente). Anche qui i personaggi della fiaba hanno altrettanti interpreti alla voce. Unruh impersona l’asino, “Lupo” Galifi il cane; Elisa Montaldo il gatto; Alessio Calandriello il gallo; Daniel Fäldt il primo ladro, mentre ad Alessandro Corvaglia è affidata la voce del secondo ladro. Oltre a Bernard e Pörsti la line up del brano annovera anche Marcella Arganese alle chitarre. Il brano è senza dubbio complesso ed il “dare voce” ai vari personaggi, soprattutto se ora cantano in inglese, ora in italiano, è una sfida non da poco, che però risulta vincente, riuscendo a mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore lungo tutti gli undici minuti del pezzo. La musica, poi, talvolta soffice ed in altri momenti più energica, riesce a far risaltare al meglio le qualità dei vocalist impegnati.

Non passa inosservata (e ci mancherebbe…) la lunga (oltre diciassette minuti) “The white snake” opera “totale” di Oliviero Lacagnina con testi di Massimo Gori. Divisa in cinque sezioni, si presenta subito alla grande con l’epica “Prologue” che ricorda un poco le migliori “contorsioni” degli EL&P con, in aggiunta, il violino di Unruh e la chitarra di Singor ad offrire un prezioso contributo. Inizia poi la parte cantata con, pure qui, Unruh pronto a duettare stavolta con Camilla Rinaldi, gradita sorpresa dell’album. La qualità musicale si mantiene alta sia nei momenti acustici (splendida la quinta sezione “The wedding”) sia in quelli più concitati con le tastiere dell’autore grandi protagoniste, mentre l’impianto melodico talvolta risulta poco fluido. Ospite del brano anche Rafael Pacha (flauto irlandese e chitarra acustica) e Marc Pepeghin (corno francese e tromba).

La reprise di “The trickly fiddler” chiude in maniera piuttosto enfatica questa ennesima fatica dei tre samurai. Ancora una volta la band (seppur sui generis) non tradisce le aspettative e la nostra fiducia. Il sound è sì riconoscibilissimo ed i tratti distintivi ormai consolidati, ma la magia rimane inalterata anche per la qualità che ogni ospite offre. Ed in fondo è questo ciò che conta.





sabato 28 agosto 2021

Mike Oldfield: usciva il 28 agosto 1974 “Hergest Ridge”, suo secondo album


Usciva il 28 agosto 1974Hergest Ridge”, secondo album di Mike Oldfield.
La legenda narra che l’inaspettato successo commerciale e di critica del suo album di debutto, “Tubular Bells”, colpì Oldfield che decise di non andare in tour ed evitò la stampa. 
Questa improvvisa notorietà lo mise in crisi, e si ritirò al confine tra Inghilterra e Galles, dove registrò l’album.
Hergest Ridge è il nome della collina che si vedeva da casa sua.

Di tutto un Pop…
Wazza

Mike e un piccolo aeroplano a controllo remoto-Hergest Ridge, Herefordshire, UK, 1974

(dalla rete)

L'album che sto per recensire non è tra i più famosi di Oldfield, successore di "Tubular Bells" e dal quale eredita la pressione del successo ottenuto e la voglia e necessità di comporre un lavoro dilatato e rarefatto più vicino ad atmosfere ambient e new age. Ed è proprio in questo album che vengono temperate e filtrate dalla sua creatività l'impulsività e i guizzi di genio emersi in "Tubular Bells". Il risultato di questa equazione dà vita al migliore disco di Oldfield. Ispirato dal paesaggio dell'Herefordshire l'album si presenta suddiviso in due suite strumentali.


La prima introdotta da fiati che inizia a tessere la delicata trama su cui si sviluppa l'intero album, in un crescendo di strumenti su cui spicca la chitarra dal suono suadente e malinconico che a tratti segue, a tratti profana la struttura geometrica dell'intero album. Spettri melodici che si compenetrano senza soluzione di continuità un po' come i paesaggi autunnali del Galles fatti di tenui luci, del brillante controluce delle foglie e le ombre fresche del crepuscolo.


La seconda parte si apre con una delicata chitarra acustica e si dischiude lentamente in un universo sognante fatto di melodie quasi pastorali dal sapore Folk per poi incupirsi come si fosse sorpesi in piena campagna da un violento apocalittico temporale. Ed ecco venti o più chitarre suonate in serie che tessono una melodia sghemba, segmentata e claustofobica che
gira su sé stessa finché quando meno te lo aspetti dal nulla riappare la luce tiepida dalle tinte oniriche che conclude l'album in un crescendo di abbracci orchestrali e acustiche minimali. Il disco più ombroso ed incompreso dell'Oldfield più ispirato e creativo.






venerdì 27 agosto 2021

Compie gli anni Philip Shulman, il "vecchio" Gentle Giant

Phil Shulman in aeroporto nel 1971


Compie gli anni oggi, 27 agosto, Philip Shulman, cantante, polistrumentista, il più vecchio dei Gentle Giant: infatti, nel 1972, alla “veneranda” età di 35 anni, lasciò la band per dedicarsi all’insegnamento.

Insieme ai fratelli Darek e Ray, provenienti dal gruppo di Simon Dupree, fondò i Gentle Giant, dando il suo enorme contributo come seconda voce, suonando sax, flauto, tromba e clarinetto.

Happy Birthday Phil!
Wazza



Gary Green, Ray, Derek e Phil Shulman - Gentle Giant -1971


Derek e Phil Shulman -Gentle Giant - Essen - 1972

GENTLE GIANT-Portsmouth: Kerry Minnear, Phil Shulman, Derek Shulman and Ray Shulman introdotti nella  U.K. Hall of Fame






giovedì 26 agosto 2021

Ciao 2001 del 27 agosto 1972



Della serie… "come siamo regrediti"....

Classifica di  Ciao 2001 del 27 agosto 1972

Al primo posto dei 33 giri (o LP) – Trilogy, di Emerson Lake & Palmer...

di seguito "trionfo" del Prog Italiano, in contemporanea in classifica:

Uomo di Pezza - Le Orme
Banco del Mutuo SoccorsoB.M.S.
Preludio Tema Variazioni Canzona - Osanna
Atlantide - Trip
Storia di un Minuto - PFM

Oggi una cosa del genere sarebbe impensabile... purtroppo!
Wazza






mercoledì 25 agosto 2021

Racconti sottoBanco: storie di musica, storie di calcio

Francesco Di Giacomo – Alan King, provetti calciatori 

(Villa Ada –Roma 1978) foto archivio Gianni Nocenzi


Racconti sottoBanco


In un mondo dove tutti pubblicano “selfie” e sgomitano per apparire (senza raccontare nulla) è bello sentire storie di “altri tempi”, fatte di passione vera e di amore per il Banco del Mutuo Soccorso.

L’ex calciatore Sergio Mari racconta il suo rapporto tra calcio e musica del Banco.

Wazza

 

Sergio Mari

Dai ricordi di Sergio Mari, ex calciatore, scrittore ed artista.

"Soldi non ce n'erano, voglia di vivere e curiosità tanta invece, specie se avevi tredici anni. Il mondo era racchiuso in un pallone - super tele 70 lire e si giocava in venti - e nella musica. Io e Teo una coppia perfetta, io con il pallone ci sapevo fare, lo sentivo e infatti... e lui a scegliere dischi: Yes, Genesis, Jethro, V.d.G.G., Tangerin, ma anche Orme, Pfm e Bms. Ora lui il biglietto come cacchio l'aveva avuto non lo so, perché il Banco sarebbe stato a suonare a Coperchia di Salerno e io in quel campo sportivo ci avevo giocato, me lo sentivo mio. Quando però si trattava di concerti io nel campo non ci entravo dall'ingresso giocatori ma scavalcando il muro che lo cingeva tutto. Così fu. Suonarono che eravamo tutti seduti a terra, nella polvere della terra battuta. "Adesso vi chiediamo un momento di grande attenzione", disse Francesco al microfono. E intonarono Traccia II. Il silenzio coprì il campo tutto, il mondo e la fantasia del nostro futuro. Stavamo facendo, noi lì a terra e loro sul palco, un gran gol. La partita, infatti, la vincemmo tutti: loro soddisfatti della nostra attenzione, noi per quella musica da stipare in testa per sempre.

Teo ed io tornammo a casa un po’ più adulti."

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"1987 Derthona- Centese: Ventura, il mio allenatore, per dirmi in camera mia che sarei restato in panchina ci mise 45' e realizzai la cosa solo quando lo vidi avviarsi nel corridoio.

Allora mi sparai nell'orecchio Traccia II con il mio walkman.

Della partita non fui dall'inizio, ma entrai nei venti minuti finali e feci gol come Tardelli in Spagna.

Urlavo e gridavo viva il Banco, viva il Banco!

Mi presero per pazzo, ma non feci caso a ciò: ascoltare quei gruppi che Teo mi proponeva a 13 anni già mi aveva precluso tante amicizie, anche di ragazzine.

Ma mai, io e Teo ci siamo sentiti soli.

Per amici veri? Francesco e il Banco."


Sergio Mari ha giocato nella Cavese per 11 anni ma non consecutivi, poi Akragas con Scoglio allenatore, Centese due anni con Specchia e Ventura, poi Fasano con Franzon, Juve Stabia con Brivio e Improta…




lunedì 23 agosto 2021

Ricordando Giulio Capiozzo


Sempre giusto e doveroso ricordare certi uomini/musicisti...
23 Agosto 2000: ci lasciava Giulio Capiozzo, percussionista, batterista degli Area e protagonista di altri numerosi progetti.
Per non dimenticare!
Wazza


 Lo si può ascoltare:

Con gli Area

·         1973 - Arbeit macht frei (Cramps)
·         1974 - Caution Radiation Area (Cramps)
·         1974 - Crac! (Cramps)
·         1975 - Are(A)zione (Cramps)
·         1976 - Maledetti (maudits) (Cramps)
·         1977 - Anto/Logicamente (Cramps)
·         1979 - Event '76 (Cramps)
·         1980 - Tic & Tac (Ascolto)
·         1980 - Area '70 (Cramps)
·         1996 - Parigi Lisbona (Cramps)
·         1996 - Teatro Uomo
·         1997 - Chernobyl 7991 (Sony)


Con gli Area II

·         1986 - Area 2
·         1987 - City Sound

Collaborazioni

·         1972 - Alberto Radius - Radius (Numero uno)
·         1978 - Mauro Pagani - Mauro Pagani (Ascolto)
·         1984 - Mia Martini - "I miei compagni di viaggio"
·         1993 - Luca Flores - Love For Sales (Splasc(h) Records)
·         1994 - Tony Scott Quartet - The Clarinet Album (Philology Records)
·         1995 - Tony Scott - Like A Child's Whisper (Dialogue With Myself) (Philology Records)