www.mat2020.com

www.mat2020.com
Cliccare sull’immagine per accedere a MAT2020

giovedì 31 marzo 2022

Marzo 1972: PFM 1° in classifica

Alla “Mostra dello strumento” del 1971 c'era un prototipo di Moog, il secondo, perché fino a quel momento lo possedeva solo Keith Emerson, che lo aveva ricevuto dal signor Moog in persona. Eravamo estasiati. “Quanto costa?”, chiesi. Costava uno sfracello e mezzo. E noi uno sfracello e mezzo non l’avevamo. Allora dissi: “Guarda, io penso che questo strumento potrebbe veramente dare una svolta alla musica italiana. Dallo a noi e ne venderai almeno dieci”. Allora il proprietario ci diede il moog. Con il suo suono incidemmo "Impressioni di Settembre". Uscì il disco e fu un botto pazzesco.

(Franz Di Cioccio)


La classifica degli album più venduti nel marzo 1972, pubblicata da “Ciao 2001”, vede “Storia di un minuto” della Premiata Forneria Marconi, al primo posto, album d’esordio uscito a gennaio dello stesso anno.

Da notare come all’epoca i dischi stazionassero nelle classifiche, vista la presenza di album usciti nel 1971, come Aqualung dei Jethro Tull, Collage delle Orme….

Si prestava molta attenzione e tempo all’ascolto di tali opere.

Di tutto un Pop…

Wazza






mercoledì 30 marzo 2022

Cesena 1972-manifesto del concerto del Banco del Mutuo Soccorso e i Trip


Giugno 1972


Banco del Mutuo Soccorso e The Trip in concerto a Cesena: "serata di musica pop"!

Nella foto uno spaccato di quegli anni con il fantastico poster per pubblicizzare l'evento.

Wazza



martedì 29 marzo 2022

I Led Zeppelin nel marzo del 1970

Su Record Mirror del marzo 1970, copertina dedicata ai Led Zeppelin che, all'epoca, collezionavano dischi d’oro… 

Di tutto un Pop…

Wazza

LED ZEPPELIN from Hit Parader March 1970




lunedì 28 marzo 2022

I Genesis nel marzo del 1974

'The Colony of Slippermen', Genesis 1974


Articolo dedicato ai Genesis sulla rivista “Bravo” nel marzo 1974, incentrato sulle varie maschere usate da Peter Gabriel durante i concerti.

Di tutto un Pop…

Wazza



Genesis article from issue 11 of Bravo Magazine published 7th March 1974

 

domenica 27 marzo 2022

AREA: accadeva il 26 marzo del 1974





Usciva il 26 marzo 1974Caution Radiation Area”, secondo lavoro degli Area. 

Formazione cambiata, con l’uscita del sassofonista Victor Edouard Busnello e il bassista Patrick Djivas (rimpiazzato da Ares Tavolazzi), questo diverrà il nucleo storico fino al 1977.

Di tutto un Pop…

Wazza




GIULIO CAPIOZZO - AREA from Qui Giovani april 1974
 



sabato 26 marzo 2022

Ci ha lasciato Bert Ruiter, bassista dei Focus


È venuto a mancare il 24 marzo Bert Ruiter, bassista, compositore, produttore. Dal 1971 al 1978 membro del gruppo olandese dei Focus.

Ha suonato anche negli Earth e Fire.

RIP!

Wazza

Focus, group portrait, on the south bank by Westminster Bridge, London, 1972, L-R Pierre van der Linden, Bert Ruiter, Jan Akkerman, Thijs van Lee


È morto Bert Ruiter, ex bassista delle band Focus e Earth & Fire. Il comunicato arriva direttamente dalla pagina social dei Focus: aveva 75 anni.

Ruiter, nato a Hilversum nel 1946, iniziò a suonare la chitarra all'età di dodici anni e in seguito passò al basso.

Inizialmente fece parte di vari gruppi, accompagnando anche il cantautore Herman van Veen per una stagione; nel 1971 entrò nei Focus del flautista Thijs van Leer e del chitarrista Jan Akkerman, prog band nota per alcuni grandi successi, tra cui “Sylvia” e “Hocus Pocus”.

Earth & Fire

I Focus si sciolsero nel 1978 e in seguito Ruiter divenne un membro degli Earth & Fire. Con quel gruppo realizzò la hit Weekend, che raggiunse le 100.000 vendite nei Paesi Bassi.

Successivamente Ruiter lavorò con il suo partner Jerney Kaagman - con il quale suonò anche negli Earth & Fire - ad altri progetti musicali. Era anche attivo come produttore e arrangiatore.

I Focus hanno annunciato su Facebook: “Grazie per tutta la tua musica. Auguriamo a Jerry di reagire con forza a questa perdita".





venerdì 25 marzo 2022

Il compleanno di Lucio "Violino" Fabbri


PFM - 1981


Compie gli anni oggi, 25 marzo, Lucio "violino" Fabbri, violinista, polistrumentista, arrangiatore e direttore d'orchestra.

Inizia con Eugenio Finardi nel 1976, suonando e co-producendo l'album "Sugo": all'epoca Finardi apriva spesso i concerti della PFM.

Nel 1979 Lucio entra nella PFM per il tour con De Andrè. La sua preziosa collaborazione all'interno della Premiata Forneria Marconi continua ancora!

Lucio Fabbi ha suonato praticamente con tutti, ricordiamo partecipazioni su dischi di Claudio Rocchi, Demetrio Stratos, Roberto Vecchioni, Grazia di Michele, Francesco Guccini, Milva ecc.

Un talento della musica italiana, uno che alle note da del “tu”.

Buon compleanno Lucio!

Wazza











giovedì 24 marzo 2022

Banco + Le Orme il 24 marzo 2012


«In queste quaranta primavere abbiamo raccolto tante cose buone ma anche tante scorie»

(Francesco Di Giacomo)

 


Il 24 marzo 2012 il Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme fanno tappa al Deposito Giordani di Pordenone.

Per festeggiare i 40 anni di attività il Banco inizia un lungo tour partito in “anticipo”, a settembre del 2011, festeggiando insieme alle Orme.

Il tour toccherà tutta l’Italia: Roma, Napoli, Milano, Isernia, Palermo, Reggio Calabria, Firenze, Cesena, Bologna, Padova, Genova…

Le due band, oltre a proporre i rispettivi brani, si uniscono insieme sul palco per dei “bis” da brividi!

Un tour speciale, che ricordo con molto affetto e orgoglio, veramente una bella esperienza di vita.

Di tutto un Pop…

Wazza


Sabato 24 marzo BANCO DEL MUTUO SOCCORSO & LE ORME
 Tour 2012 @ Deposito Giordani - Pordenone

Tracklist

 

 Le Orme Set

01 L'Alba Di Eurasia

02 Verso Sud

03 Incontro Dei Popoli

04 Contrappunti

05 L'Infinito

06 Vedi Amsterdam

07 Cemento Armato

08 band intros - Michi talks

09 Felona e Sorona

 

 Banco Del Mutuo Soccorso Set

10 Traccia

11 Il Ragno

12 Canto Nomade Per Un Prigioniero Politico

13 Vittorio talks

14 L'Evoluzione

15 Cento Mani e Cento Occhi

16 750,000 Anni Fa... L'Amore?

17 Vittorio talks

18 La Conquista Della Posizione Eretta

19 band intros - R.I.P (Requiescant In Pace)

20 Lontano Da

21 Traccia II

All Togheter

22 Sguardo Verso Il Cielo

23 Non Mi Rompete

Le Orme:

Michi Dei Rossi (drums, percussion)

Michele Bon (organ, keyboards)

Jimmy Spitaleri (vocals)

Fabio Trentini (bass)

William Dotto (guitar)

Federico Gava (piano, synth)


Banco Del Mutuo Soccorso:

Francesco Di Giacomo (vocals)

Vittorio Nocenzi (keyboards, vocals)

Tiziano Ricci (bass)

Maurizio Masi (drums)

Filippo Marcheggiani (guitar)

Alessandro Papotto (flutes, sax)

Rodolfo Maltese (guitar)



Vidia Club Cesena 2012







ZoneM-Sono Dentro Di Me: commento di Fabio Rossi

 

Artista: ZoneM

Album: Sono Dentro Di Me

Genere: Rock Progressivo

Anno: 2022

Casa discografica: Black Widow Records

Tracklist

1. Nessuna Uscita

2. Arkham

3. Cospirazione

4. Eurimaco Il Mentitore (Bestia Part 1)

5. Cthulhu

6. Polifemo (Incubo Part 1)

7. Amigdala

8. Incubo Part 2

9. Peshtigo

10. Sono Qui (Bestia Part 2)

11. Vulnerabile (Bestia Part 3)

12. Bestia Part 4

13. Merrick

14. Proci (Bestia Part 5)

15. Sono Dentro Di Me

16. Saigon


Partecipanti al progetto:

Pietro Balbi (Chitarra), Diego Banchero (Basso, Testi), Alessandro Bezante (Basso), Davide Bruzzi (Chitarra), Fernando Cherchi (Batteria), Marco Fehmer (Voce, Chitarra, Composizione, Testi), Graziella Gemignani (Quadri), Mauro Isetti (Basso), Roberto Lucanato (Chitarra), Renzo Luise (Chitarra), Tommaso Maestri (Chitarra), Beppi Menozzi (Voce, Tastiera, Sound Fx, Arrangiamento, Composizione, Testi, Produzione), Pietro Menozzi (Chitarra), Rita Menozzi (Voce), Riccardo Morello (Voce), Silvia Palazzini (Voce), Paolo Puppo (Grafica, Chitarra), Mario Riggio (Batteria),Tommy Talamanca (Mix e Master)


Recensione di Fabio Rossi 

L’infausto periodo del lockdown è stato uno dei più tristi della storia dell’Italia repubblicana. Molte persone sono diventate apatiche, alcune hanno avuto a che fare con la depressione, altre sono state incapaci di capitalizzare il tanto tempo a disposizione, ma non per tutti è stato così. C’è chi per fortuna ha approfittato dell’inattività per realizzare un progetto proprio come ha fatto Beppi Menozzi.

L’instancabile tastierista genovese, conosciuto per militare ne Il Segno del Comando e nei Jus Primae Noctis, combo di significativo spessore dediti al rock progressivo dal retrogusto oscuro, ha pensato bene di attorniarsi di una pletora di musicisti liguri, provenienti da gruppi quali Sadist, Will’o’Wisp, Toolbox Terror, Gipsy Trojka oltre ai due già citati, per realizzare un album nuovo di zecca. La formazione è stata denominata ZoneM, mentre il disco s’intitola Sono Dentro Di Me.

Si tratta di un’opera che risente fortemente del tragico momento storico in cui è stata concepita. L’atmosfera è umbratile, ansiogena e claustrofobica. L’inquietante cover la dice lunga su quello che l’ascoltatore si appresta ad affrontare. Il songrwiting è eccellente all’insegna di un prog cupo, esoterico, venato di metal e di soffusa psichedelia, pressoché privo di romanticismo e incline a certi stilemi del Balletto di Bronzo, La Maschera di Cera, Goblin e Alchem, con una strizzatina d’occhio ai Van Der Graaf Generator e agli Emerson, Lake & Palmer. In taluni frangenti le linee musicali de Il Segno Del Comando emergono predominanti, fatto del tutto positivo essendo un amante dei loro album. Prodotto egregiamente dalla Nadir Music, Sono Dentro Di Me include sedici allucinanti composizioni che sembrano essere state concepite per fungere da colonna sonora a un film horror. Facendo particolare attenzione ai suoni, scoprirete rumori ancestrali, tuoni, dissonanze varie che rendono il tutto ancora più angosciante. Non vi basta? V’imbatterete in sperimentalismi senza mai eccedere, musica americana utilizzata durante la guerra in Vietnam, registrazioni provenienti da Saturno, voci distorte e chi ne ha più ne metta. I brani Chthulu, testo di Diego Banchero e voce di Silvia Palazzini, e l’incisiva Arkham, i miei preferiti del lotto insieme alla marziale funkeggiante Peshtigo (munita di un pregevole assolo di chitarra conclusivo sciorinato da Renzo Luise e di una sezione centrale in cui spiccano gli ammalianti vocalizzi di Silvia), s’ispirano a opere di H.P. Lovecraft (Il Richiamo di Chtlulu e Il Colore dallo Spazio) a conferma del senso che si è voluto dare al progetto. Siamo al cospetto di un disco variegato (sono presenti incursioni nel jazz e nell’elettronica), privo di cali di tensioni e di momenti arzigogolati. La morale è che anche dalle situazioni più avverse si può trovare la giusta positività e quest’album visionario, inquieto e per certi versi anche innovativo (si pensi alla genialata di disporre quasi casualmente le cinque parti della mini suite La bestia e le due di Incubo, nonché la scelta di prescegliere tre brani brevissimi per chiudere l’album).

Ottima la prima e speriamo che non rimanga un episodio a sé stante perché abbiamo estremo bisogno di musica di tale fattura. Capito Beppi?






mercoledì 23 marzo 2022

Pink Floyd: usciva il 23 marzo in UK "The Dark Side of The Moon"

Usciva il 23 marzo 1973, in UK, “The Dark Side of The Moon”, disco dei Pink Floyd, che entrerà di diritto nella storia del rock. 

Di tutto un Pop…

Wazza

(dalla rete) 

Il 23 marzo del 1973, dopo meno di due settimane dalla sua uscita americana (01/03), I PINK FLOYD pubblicano nel Regno Unito (con la Harvest Records) “The Dark Side Of The Moon”, il loro ottavo album in studio.

Il capolavoro della band di Roger Waters e soci rimarrà nelle classifiche per ben 741 settimane (non contigue) dal 1973 al 1988, ovvero più di ogni altro album nella storia, alle quali si aggiungono le 759 settimane della "Billboard Top Pop Catalogue”, arrivando così a 1500 settimane totali di permanenza nelle classifiche.

È un concept album sulla follia (è questo il lato oscuro della luna), sul dolore e i passaggi di tempo, sull'alienazione e sulla parabola dell'essere umano nelle sua varie fasi. È un'opera strutturata sulla vita dell'uomo, che si apre col battito cardiaco di "Speak to me" e finisce con "Eclypse". Proprio Eclypse a un certo punto, sembrava dovesse essere il titolo dell'album. I Pink Floyd avevano già scelto The Dark Side of The Moon, ma pochi mesi prima della pubblicazione era uscito un disco con questo stesso titolo, dei Medicine Head. Tuttavia, l'insuccesso fu tale, che i nostri ragazzi decisero di tornare all'idea originale. Nessuno si era infatti accorto che esisteva un lato oscuro della luna dei Medicine Head.

Fu inciso negli Abbey Road Studios in due sessioni, tra maggio 1972 e gennaio 1973. Il sound engineering fu affidato ad Alan Parsons, che aveva già lavorato come assistente in "Atom Heart Mother" e come ingegnere del suono negli album dei Beatles "Abbey Road" e "Let It Be". Durante le sessioni di registrazione si utilizzarono le tecniche più sofisticate dell'epoca: lo studio era in grado di mixare fino a sedici tracce, caratteristica che offriva un alto livello di flessibilità, anche se la band arrivò ad usare molte più tracce, al punto che dovettero copiare i nastri. 

Con circa 45 milioni di copie vendute, è in assoluto il maggior album di successo dei Pink Floyd e uno dei più venduti nella storia della musica a livello mondiale. Oltre al suo successo commerciale, The Dark Side of the Moon è spesso considerato uno dei migliori album di tutti i tempi, sia dai critici sia dai semplici appassionati.

La celebre copertina, un prisma su sfondo nero che, colpito da un raggio di luce, genera i colori dell'iride, è forse una delle più riconoscibili nella storia del rock.







Le Orme: il 22 marzo del 1972 usciva "Uomo di Pezza"

Il 22 marzo 1972 Le Orme iniziavano degli studi Phonogram di Milano le registrazioni dell’album “Uomo di Pezza”.

Un connubio perfetto, tra la musica delle Orme, gli arrangiamenti di Gian Piero Reverberi e la copertina di Mac Mazzieri. L’album entra di diritto nell’olimpo del progressive mondiale.

Di tutto un Pop…

Wazza


Pausa pranzo 

(dalla rete)

Il 1972 conferma ancora una volta la professionalità e la vena compositiva delle ORME: viene inciso e lanciato sul mercato italiano uomo di pezza (primo disco d'oro) e, cosa strana per un gruppo rock, il 45 giri Gioco di bimba, estratto da questo album, scala le vette della Hit-Parade Italiana, suscitando una serie di polemiche intorno al gruppo.

Le ORME from Ciao 2001 magazine June 1972

La critica comincia a chiedersi: "ma sono musicisti o canzonettieri?". In ogni caso nel 1972, nei negozi di dischi è in evidenza l'album Uomo di pezza, che si presenta con una veste grafica molto curata: la copertina è, infatti, un quadro di Walter Mac Mazzieri, con dei colori pastello molto vivaci e ricco di immagini surreali. L'lp contiene un solo brano strumentale, Alienazione, nato quasi per improvvisazione in studio, dando sfogo agli effetti ricavati dal famoso Moog. Gli altri brani sono tutti cantati e ricchi di tante suite strumentali. Una dolcezza nuova è la canzone che apre l'album, e vede la partecipazione al pianoforte di Gian Piero Reverberi; alcuni inserti di questo brano sono tratti da Bach

Il Maestro Gian Piero Reverberi, il primo a credere alla svolta Prog de Le Orme

Di seguito ascoltiamo Gioco di bimba, una canzone che si "dondola" fra le note di un giro di valzer e che racconta di una donna colpita nella sua purezza dal furtivo violentatore (uomo di pezza), che poi si pente e quasi chiede perdono, urlando per strada e invocando il suo "Sarto". Ancora una figura femminile è la protagonista de La porta chiusa: una donna sola col suo candore da difendere dietro una porta, che non deve aprire nemmeno a "Lui". 

Walter Mac Mazzieri davanti all'isola di San Giorgio Maggiore (Venezia, 1984)

L'immagine fuggevole, brevissima, di una donna si ritrova anche fra i giochi di luce di Breve immagine. In Figure di cartone, c'è ancora una donna, questa volta però è una donna "autistica" chiusa in sé stessa: una donna che non "sente" i problemi del mondo esterno e che da questo è vista come una fuori di testa verso cui provare solo pietà, ma lei è felice, anche solo guardando, in un gioco di ombre, il profilo del suo corpo che stringe un cuscino, simile a quello di una mamma con il suo bambino, insoddisfatto desiderio di maternità.

LE ORME advertising - Ciao 2001 - Anno IV - N. 21 - 28 maggio 1972

Suggestivo e ricco di colori, il brano Aspettando l'alba: l'immagine di un bivacco sulla spiaggia, le note di una chitarra, gli sguardi che si incrociano, è un amore che dura lo spazio di una notte e che finisce col tramontare della luna.



LE ORME from Qui Giovani august 1972


Primo in classifica, davanti ai Jethro Tull e Banco del Mutuo Soccorso