Il Blog di MAT2020 (estensione del web magazine)
La diramazione del web magazine MAT2020, per una nuova informazione musicale quotidiana
sabato 7 marzo 2026
Ricordando Peter Banks mancato il 7 marzo 2013
venerdì 6 marzo 2026
Il compleanno di David Gilmour
Compie gli anni oggi, 6 marzo, David
Gilmour: cantante, compositore e - naturalmente - l’inconfondibile
chitarrista dei Pink Floyd.
Entrato nella band nel 1968, ha contribuito a definire
un’estetica sonora unica: assoli lirici, un tocco inconfondibile, la capacità
rara di far “cantare” la chitarra più della voce. Parallelamente ai Pink Floyd
ha costruito una solida carriera solista e si è distinto anche come produttore,
mantenendo sempre una cifra stilistica personale, contemplativa e luminosa.
Nel 2005 è stato nominato Comandante dell’Ordine
dell’Impero Britannico per i suoi servizi alla musica, un riconoscimento
che fotografa bene il suo peso culturale. La rivista Rolling Stone lo
colloca al 14º posto tra i migliori chitarristi di tutti i tempi: una posizione
che dice molto, ma forse non abbastanza, perché Gilmour è uno di quei musicisti
che sfuggono alle classifiche e vivono nella memoria emotiva di chi li ascolta.
Happy Birthday, Dave!
Wazza
giovedì 5 marzo 2026
Claudio Rocchi: accadeva il 5 marzo del 1973
mercoledì 4 marzo 2026
Frank Zappa: 4 marzo 1968- "We're Only in it for the Money"
Usciva il 4 marzo 1968 We’re Only in It for the Money, terzo
album di Frank Zappa con i Mothers of
Invention, passato alla storia anche per la parodia della copertina
di Sgt. Pepper’s… dei Beatles.
Zappa, con il suo consueto spirito provocatorio, telefonò a
Paul McCartney per chiedere il permesso di riprodurre — e ribaltare —
l’iconografia del celebre album. Paul rispose che, personalmente, non aveva
nulla in contrario, ma che la questione doveva passare dall’ufficio
manageriale. Anni dopo Zappa rivelò che fu proprio McCartney, in realtà poco
entusiasta dell’idea, a ostacolare il progetto, contribuendo al ritardo
dell’uscita.
Al di là delle censure, dei boicottaggi e delle tensioni con
l’establishment discografico, il disco è oggi considerato uno dei vertici della
psichedelia satirica: un collage sonoro corrosivo, intelligente, ancora
sorprendentemente moderno. Un ascolto che merita sempre di essere (ri)scoperto.
…di tutto un Pop
Wazza
Chiris Squire... piccola photostory nel giorno della sua nascita
Nasceva il 4 marzo 1948 Chris
Squire, bassista e cantante londinese, cofondatore e anima pulsante
degli Yes. È stato l’unico membro presente in tutti gli album in studio della
band fino alla sua scomparsa, il 27 giugno 2015: un fatto che dice molto sul
suo ruolo centrale, sulla sua visione e sulla sua instancabile dedizione.
Il suo stile - potente, melodico, immediatamente
riconoscibile -ha ridefinito il ruolo del basso nel progressive rock,
trasformandolo da semplice sostegno ritmico a voce protagonista. Oltre agli
Yes, Squire ha lasciato tracce importanti anche nei suoi lavori solisti e nelle
numerose collaborazioni, sempre con quella miscela di eleganza, precisione e
fantasia che lo ha reso unico.
Lo ricordiamo con qualche immagine e un video…
Wazza
OSANNA: accadeva il 4 marzo del 1973
Copertina dedicata agli Osanna
quella di Ciao 2001 del 4 marzo 1973.
La band napoletana era in quel momento all’apice della
propria parabola creativa e della notorietà: presenza fissa nei Festival Pop
dell’epoca, una delle realtà più originali del progressive italiano, capace di
unire teatralità, radici mediterranee e una scrittura visionaria. Proprio in
quei mesi portavano in scena Palepoli, il loro lavoro più ambizioso, un
progetto che mescolava musica, performance e immaginario mitologico,
contribuendo a definire la loro identità unica nel panorama nazionale.
Una copertina che fotografa un’epoca in cui gli Osanna non
erano solo una band, ma un’esperienza.
Di tutto un Pop…
Wazza
martedì 3 marzo 2026
YES nel marzo del 1972
Nel marzo del 1972 gli
Yes chiudono un tour massacrante:
sei mesi ininterrotti a portare in giro Fragile, un album che ha appena
ridefinito il loro suono e la percezione del pubblico. La pausa è breve, quasi
simbolica. Appena rientrati a Londra, prenotano gli Advision Studios: c’è un
nuovo disco da immaginare, e la band sente di essere in un momento in cui tutto
è possibile.
Le sessioni, però, non saranno una passeggiata. Le
personalità forti, l’ambizione crescente, la ricerca quasi ossessiva di un
linguaggio musicale più ampio e più “totale” rendono la gestazione del progetto
un percorso accidentato. È in quel clima, tra intuizioni geniali e tensioni
pronte a esplodere, che prenderà forma Close to the Edge, uno dei
vertici assoluti del progressive… ma quella, davvero, è un’altra storia.
Di tutto un Pop!
Wazza



























