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domenica 10 maggio 2026

Il 10 maggio 2013 usciva "Imago Mundi", brano inedito del Banco cantato con Franco Battiato


Il 10 maggio 2013 usciva "Imago Mundi", brano inedito del Banco cantato con Franco Battiato

“Imago Mundi", Battiato canta con il Banco l'inno alla natura aggredita dall'uomo

"Imago Mundi" è anche un videoclip che il Banco ha realizzato con Franco Battiato. La regia è di Giancarlo Amendola e Francesco Di Giacomo. Attraverso le immagini, girate in collaborazione con Greenpeace, il video ci mostra la straordinaria bellezza del mondo, la sua incredibile perfezione messa a contrasto con la brutalità, la stupidità, la violenza cieca e gratuita dell'uomo nei confronti della natura e dei suoi simili. Nella sua narrazione il brano - che è un canto a tre voci (Battiato, Di Giacomo, Nocenzi), in felice sinergia fra tre artisti ormai maturi, su quello che i nostri giorni stanno raccontando - stigmatizza allora, al di là dell'evoluzione della nostra specie, l'inizio della sua forte (ineluttabile?) involuzione.
Il pezzo viene inserito come "bonus", nel Booklet uscito per i 40 anni di Darwin...non ha avuto la risposta mediatica che si aspettava.
Per molti fans, un'occasione mancata....
Wazza


Imago Mundi (Nocenzi - Di Gregorio)
  
Cry my little soul imago mundi, imago mundi.
Imago mundi.
Ho camminato tanto, notte e giorno sempre a suonare questa musica,
che mi fa male come un arrivederci trasversale. Lets go!
Che ce ne andiamo senza neanche salutare, lets go!
Ho fatto un sogno in bianco e nero,
Ho fatto un sogno in bianco e nero forte come un figlio lungo come un treno.
Cry my little soul imago mundi, imago mundi.
E ho aspettato il lupo bianco, che azzannasse questinverno.
Cry my little soul, imago mundi.
Appartengo a un altro mondo,
a un altro dio sono il figlio di unaltra guerra sono il figlio di unaltra guerra
sono luomo di unaltra donna sono un cane a due teste,
un pirata virtuale isola di terra ferma in braccio alle maree.
Cry my little soul Imago mundi.
Prendi tempo amico mio,
e avremo ancora tempo per provare a modulare questa rabbia che ci sale.
Cry my little soul questo è il basso imago mundi questo è il passo,
piano o forte come vuoi
E provateci voi, ad infilarmi in questo coro frastornato
farmi parlare ancora in play back. Lets go! Lets go!
Porto notizie fresche.
Sono unonda che non ha mai visto il mare
le onde sono la drammaturgia del mare
le onde sono tante e solitarie e amanti della luna
sono le amanti della luna che sfiora le maree mentre il giorno cammina,
piano, piano cercando il giusto passo.
Cry my little soul imago mundi, imago mundi. Imago mundi.
Cry my little soul. Imago mundi.




Accadeva il 10 Maggio del 1971


YES in tour in Italia, maggio 1971

Il 10 maggio del 1971 gli YES suonano a Milano, al Teatro Lirico: in formazione ancora Tony Kaye, che lascerà poco dopo il posto a Rick Wakeman.
È questo uno dei primi "assaggi" di musica prog; eseguono tra gli altri "Yours Is No Disgrace", "Perpetual Change", "America", che fecero diventare il gruppo inglese beniamo del pubblico italiano.
Di "spalla", come si usava dire all'epoca due gruppi, i "Black Widow", e la "Premiata Forneria Marconi" - al debutto, con un repertorio che comprendeva anche cover dei King Crimson e Jethro Tull -, che da lì a poco sarebbero diventate una delle migliori band internazionali.
Il concerto fu interrotto per un po' dai disordini causati dagli "autonomi", che avrebbero voluto entrare gratis, come era normale in quei giorni.
… di tutto un Pop

Wazza






sabato 9 maggio 2026

Gentle Giant: era il 9 maggio del 1970

  
«C'era un grosso cambiamento negli anni ‘60. Tutti i musicisti sentivano l'esigenza di discostarsi dalla musica pop e provare a fare qualcosa di diverso»
(Phil Shulman)

Sembra che il primo concerto a nome "Gentle Giant" sia stato proposto il 9 maggio 1970 alla Union House, il palazzo del sindacato studentesco di Pourtsmouth.
Nonostante "giocassero in casa", città natale di Simon Dupree, il cantante che loro accompagnavano, l'affluenza di pubblico sembra sia stata molto scarsa.

La loro abilità, però, non passò inosservata agli addetti ai lavori, e i GG divennero ben presto una band di supporto molto richiesta, aprendo molti concerti di artisti prog già famosi.
A novembre dello stesso anno, incisero il loro eccezionale primo album.

Di tutto un Pop…
Wazza

In Italia...


… all'inzio i "mezzi" erano pochi per fare pubblicità ai concerti!





La formazione originale del Gentle Giant! Londra 1970

Dietro: Derek Shulman (vocalist, sax alto, tromba, basso elettrico, flauto e percussioni), Kerry Minnear (voce, pianoforte, tastiere, vibraphone, violoncello, flauto e percussioni), Ray Shulman (voce, basso elettrico, violino, chitarra acustica, flauto e percussioni).

Davanti: Gary Green (chitarra elettrica, acustica, flauto e percussioni), Martin Smith (batteria e percussioni), Phil Shulman (voce, tromba, sax tenore, pianoforte, flauto e percussioni)




venerdì 8 maggio 2026

Frank Zappa: nel maggio del 1968 usciva "Lumpy Gravy", suo il primo disco solista


 Ogni stecca ripetuta due volte è l'inizio di un arrangiamento
(Frank Zappa)


Veniva rilasciato nel maggio 1968 "Lumpy Gravy", il primo disco solista di Frank Zappa, quindi senza le "Mothers of Inventions", un album orchestrale, molto surreale, forse l'album che ha diviso più di tutti i suoi fans… chi lo giudica il suo peggior lavoro e chi ne parla come un capolavoro di "dadaismo".

Ci suonano molti artisti di fama, tra cui Eric Clapton e Al Viola, storico chitarrista di Frank Sinatra, più alcune "Mothers", come Roy Estrada, Jimmy Carl Black.

Dei critici non si ricorda nessuno... Zappa lo ricordiamo tutti!

Di tutto un Pop
Wazza


RECENSIONE DI VALERIO D'ONOFRIO

Terminata la trilogia freak (Freak Out!, Absolutely Free, We’re only in it for the money) Frank Zappa ha l’opportunità di realizzare un suo sogno. Dirigere una vera e propria orchestra composta da circa cinquanta musicisti. È una grande occasione ed una sua grande ambizione, dimostrare di non essere un musicista come altri, bensì un vero e proprio compositore moderno capace di miscelare gran parte della musica degli ultimi cinquant’anni creando qualcosa di nuovo, una musica che possa definirsi totale.
La scelta dei membri dell’orchestra non va nella direzione di esperti musicisti classici ma, messe momentaneamente da parte le Mothers (che comunque partecipano), si rivolge verso una serie di musicisti jazz e rock. L’orchestra viene ribattezzata “Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus”.


Nonostante le differenze con la precedente trilogia siano palesi non mancano le similitudini. Zappa continua, pur con gli abiti del direttore d’orchestra, le sue gag parodistiche e surreali, il suo tono irriverente e sarcastico. Se la trilogia era riuscita a creare uno straordinario mix dei suoi due grandi amori, la musica che ascoltava avidamente fin dalla giovanissima età, l’avanguardia di Edgard Varese, John Cage o perfino Igor Stravinskij e il Rhythm and Blues di Slim Harpo e di Lightnin’ Slim o il Doo Wop dei vari gruppi vocali, qui invece c’è una chiara svolta verso l’avanguardia. Le parti vocali scompaiono e vengono sostituite da dialoghi interminabili che spezzettano le parti musicali. Sembra che Zappa con Lumpy Gravy e con il successivo omaggio al Doo Wop (il deludente Ruben And The Jets) abbia voluto scindere le sue due passioni.

Frank Zappa Lumpy Gravy 1967 con Al Viola storico chitarrista di Frank Sinatra

Lumpy Gravy è in pratica una lunga serie di idee e di intuizioni che vengono tagliate e cucite tra loro. Le parti musicali sono interessanti ma spesso rimangono incompiute, pronte per un ulteriore approfondimento che in parte troveremo nel bellissimo e più maturo album successivo, Uncle Meat, in parte vengono lasciate lì, in dono ad un ipotetico futuro musicista che possa riprenderle e proseguire su quella strada (chissà se questo musicista esisterà mai). L’album ha solo due brani di quindici minuti, collage di svariati e brevissimi altri brani. Il primo è uno splendido collage d’avanguardia, il secondo è invece inferiore e rappresenta bene tutti i limiti di questa nuova svolta di Zappa. I limiti di Lumpy Gravy stanno negli interminabili dialoghi, a volte quasi irritanti, e nella eccessiva frammentarietà che fa perdere forza ed efficacia alle parti strumentali. La musica sembra quasi disperdersi all’interno di risatine, gag, rumori di bambini e quant’altro. Questo si nota in particolare nel secondo brano dove, nonostante i quindici minuti, le parti degne di interesse non superano i sei-sette minuti. Da questo punto di vista Lumpy Gravy può considerarsi un’occasione mancata.

Lumpy Gravy rappresenta un’evoluzione nella carriera di Zappa, una svolta tra il suo periodo freak destinato ormai a terminare e il nuovo Zappa che stava nascendo, il genio di Uncle Meat, Hot Rats, Burnt Weeny Sandwich, ecc. Da questo punto di vista resta un disco fondamentale nella sua carriera, una tappa intermedia ma obbligata. Mancavano pochi mesi, Uncle Meat era quasi pronto…



giovedì 7 maggio 2026

Banco del Mutuo Soccorso: accadeva il 7 maggio del 1972

  
Numero "pregno" quello di Ciao 2001 del 7 maggio 1972…

Copertina ed articolo dedicati ad un "nuovo gruppo emergente" dallo strano nome, "Banco del Mutuo Soccorso", che il 3 maggio aveva fatto uscire il suo primo album a forma di "salvadanaio"...

Sullo stesso numero articolo sulla recente tournée dei Genesis in Italia...
Di tutto un Pop
Wazza











mercoledì 6 maggio 2026

PFM nel maggio del 1973 con Pete Sinfield e Mel Collins

Sinfield e Premoli

Nel maggio 1973 la Premiata Forneria Marconi è in tour in Italia, con Pete Sinfield e Mel Collins “guest”.

I due ex King Crimson saranno ancora presenti nel seguente tour Europeo.

Di tutto un Pop…

Wazza



PFM from NME may 1973







 

martedì 5 maggio 2026

Peter Hammill: accadeva il 5 maggio del 1973

Usciva il 5 maggio 1973 l'album "Chamaleon in the Shadow of the Night", secondo album solista di Peter Hammill.

Nonostante i VDGG si fossero "sciolti", nel disco sono presenti tutti i componenti.
...di tutto un Pop.
Wazza










E’ questo un Hammill che difficilmente si trova con i VDGG, quello del cantautorato acustico, magari solo chitarra-voce, canzoni semplici, evocative grazie alla sua voce e a delle sublimi melodie ("Dropping the Torch" per dirne una).
C'è il classico Hammill di brani straordinari come "In the End" e "German Overalls", c'è la sublime prosecuzione dell'epopea di Mike e Susie in "Easy to Slip Away".
Partecipano tutti i suoi amici vandergraffi ma solo in alcuni brani ("Rock and Role"), e sono partecipazioni al disco solista del compare. Tranne che in "In the Black Room/Tower", un capolavoro scritto e pensato per il gruppo e di fatto da loro eseguito.
Ci sono tutti e non sono solo ospiti, è un brano dei VDGG al 100%. Conclusione immane per un album stupendo.