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martedì 25 agosto 2026

Geoff Downes: una vita tra synth, rock progressive e successi indimenticabili

 

Oggi, 25 agosto, si ricorda il compleanno di uno dei tastieristi più influenti del rock, Geoff Downes.

Nato a Stockport, in Inghilterra, nel 1952, Downes ha segnato la storia della musica con il suo stile distintivo e la sua abilità nel fondere generi diversi, dal pop al progressive rock.

La sua carriera è un viaggio attraverso alcune delle band più iconiche della storia della musica. L'inizio della sua notorietà arriva con i The Buggles, il duo new wave formato con Trevor Horn. Il loro singolo "Video Killed the Radio Star" non è solo un successo mondiale, ma anche la prima canzone mai trasmessa da MTV nel 1981, un momento epocale che ha cambiato per sempre il modo di fruire la musica.

Dopo l'esperienza con i Buggles, Downes entra a far parte per un breve ma significativo periodo dei leggendari Yes. Contribuisce all'album "Drama" del 1980, portando un tocco di modernità nel sound del gruppo.

Ma è con gli Asia che Geoff Downes raggiunge l'apice della sua fama. Formato nel 1981 come supergruppo con membri di Yes, King Crimson e Emerson, Lake & Palmer, gli Asia uniscono il virtuosismo del progressive rock con la melodia dell'arena rock, creando un sound di grande impatto. Il loro album di debutto omonimo del 1982 è un successo planetario, spinto da hit come "Heat of the Moment". Downes è stato un pilastro della band per decenni, contribuendo in modo fondamentale alla composizione e all'arrangiamento dei brani.

Parallelamente ai progetti con le band principali, Downes ha sempre mantenuto una prolifica attività solista e in altri progetti. Ha collaborato con artisti del calibro di John Wetton, con cui ha formato il duo Icon, e più recentemente con il cantante Chris Braide nei Downes Braide Association (DBA), un progetto che riprende le sonorità dei Buggles con un approccio moderno e progressivo.

Ancora oggi, Geoff Downes continua a essere una forza creativa instancabile. Il suo compleanno è l'occasione perfetta per ripercorrere una carriera straordinaria e apprezzare il contributo che ha dato al panorama musicale globale.





lunedì 24 agosto 2026

Un ricordo di Charlie Watts che ci lasciava cinque anni fa

Ricordiamo oggi Charlie Watts, batterista britannico, componente dei Rolling Stones dal 1963 fino alla sua morte avvenuta il 24 agosto 2021, all'età di 80 anni, a causa di un male incurabile.

È considerato uno dei più grandi batteristi di tutti i tempi e ha contribuito a definire il suono degli Stones con il suo stile elegante e raffinato.

Watts nasce a Londra il 2 giugno 1941. Inizia a suonare la batteria da adolescente suonando in vari gruppi jazz e blues prima di unirsi ai Rolling Stones nel 1963.

I Rolling Stones  diventano uno dei gruppi rock più popolari al mondo e Watts  uno dei membri più iconici della band.

Watts era noto per il suo stile di batteria preciso e raffinato. Ha evitato di usare effetti o virtuosismi, concentrandosi invece su un ritmo solido e un suono potente. Il suo stile è stato una parte essenziale del suono della band, e ha contribuito a creare un sound unico che ha influenzato generazioni di musicisti.

Oltre al suo lavoro con i Rolling Stones, Watts ha anche collaborato con altri artisti, tra cui Miles Davis, John Coltrane e Eric Clapton. Ha anche pubblicato un album solista nel 2004, intitolato "A Life in Eleven Pictures".

È stato un'icona della musica rock e la sua influenza si sente ancora oggi.

Watts è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1989.




I Van der Graaf Generator nell'estate del 1972...

VAN DER GRAAF GENERATOR from Best magazine August 1972

Nell'agosto del 1972 la stampa era molto interessata ai Van der Graaf Generator, in un momento in cui ci fu il primo scioglimento della loro travagliata carriera musicale!

Di tutto un Pop…
Wazza


 VAN DER GRAAF GENERATOR da R&F, Francia 1972




 VAN DER GRAAF GENERATOR from Ciao 2001 magazine June 1972



domenica 23 agosto 2026

Ricordando Giulio Capiozzo


Sempre giusto e doveroso ricordare certi uomini/musicisti...
23 Agosto 2000: ci lasciava Giulio Capiozzo, percussionista, batterista degli Area e protagonista di altri numerosi progetti.
Per non dimenticare!
Wazza


 Lo si può ascoltare:

Con gli Area

·         1973 - Arbeit macht frei (Cramps)
·         1974 - Caution Radiation Area (Cramps)
·         1974 - Crac! (Cramps)
·         1975 - Are(A)zione (Cramps)
·         1976 - Maledetti (maudits) (Cramps)
·         1977 - Anto/Logicamente (Cramps)
·         1979 - Event '76 (Cramps)
·         1980 - Tic & Tac (Ascolto)
·         1980 - Area '70 (Cramps)
·         1996 - Parigi Lisbona (Cramps)
·         1996 - Teatro Uomo
·         1997 - Chernobyl 7991 (Sony)


Con gli Area II

·         1986 - Area 2
·         1987 - City Sound

Collaborazioni

·         1972 - Alberto Radius - Radius (Numero uno)
·         1978 - Mauro Pagani - Mauro Pagani (Ascolto)
·         1984 - Mia Martini - "I miei compagni di viaggio"
·         1993 - Luca Flores - Love For Sales (Splasc(h) Records)
·         1994 - Tony Scott Quartet - The Clarinet Album (Philology Records)
·         1995 - Tony Scott - Like A Child's Whisper (Dialogue With Myself) (Philology Records)



sabato 22 agosto 2026

22 agosto 1972 – GENESIS live in Genova – Teatro Alcione: il racconto di Angelo De Negri


Poter parlare con cognizione di causa di avvenimenti avvenuti nei lustri precedenti la memoria ha una grande valenza che merita di essere trasferita per sempre sulla “carta”.

Oggi Angelo De Negri … sogna con coscienza … e noi con lui…


22 agosto 1972 – GENESIS live in Genova – Teatro Alcione


Peter Gabriel quel giorno cantava “Seven Stones”, ti rendi conto? I Genesis l’avranno suonata sì e no venti volte dal vivo nella loro quarantennale storia e quella sera la suonarono a Genova.

Io me ne stavo tranquillo a Mornese, ignaro di tutto, affascinato da mio cugino Gianpaolo che parlava delle Olimpiadi di Monaco di Baviera che sarebbero cominciate dopo pochi giorni.

E finalmente capivo perché in quell’estate nel Poggio lo stesso mio cugino ed i suoi amici “più grandi” organizzavano gare di atletica leggera.

C’era un prato bellissimo che misurava esattamente cento metri, avevano scavato la fossa poi riempita di sabbia per il salto in lungo, c’era un bastone appuntito che chiamavano misteriosamente giavellotto e lo zio di Marco cercava senza successo una delle sue bocce che a sua insaputa era diventata il peso per le gare di lancio.

Mi facevano partecipare attivamente. Il mio compito era di portare una pietra enorme in fondo a via Borgo Alto, limite estremo della temibile gara dei 1500 metri.

Tutto questo mentre Gabriel si preparava a salire sul palco dell’Alcione a Genova.

I dischi che ascoltavo più assiduamente erano quelli abbinati alle Fiabe Sonore della Fabbri. Avevo un mangiadischi bianco, degno sostituto di quello arancione, caduto eroicamente sotto i miei pugni quando qualche disco “saltava”.

Semplice tecnologia in grado di scatenare energia e magia, grazie anche ad illustrazioni bellissime dei fascicoli. Erano le copertine ad affascinarmi, quadri che mi dicevano “vieni a conoscere la nostra storia”. Fantasticavo.

Adoravo il Pifferaio Magico (The Pied Piper in inglese, non dimenticarlo), L’usignolo (The Lark), Pinocchio (quando disubbidiva al grillo parlante), le fiabe orientali.

Non dimenticherò mai quella volta che mia mamma suonò alla porta per farmi trovare il numero sei di Pinocchio, che avevamo visto assieme in edicola qualche giorno prima e si nascose sulle scale che vanno al terrazzo.

Mia madre si era oramai arresa anche al fatto che infilavo nel mangiadischi anche la sua collezione di quarantacinque giri di importazione inglese.

Anche lei non era una che seguiva le mode di massa nella musica, aveva i suoi gusti ben precisi negli anni 50-60; vide per caso i Beatles scendere dal treno a Principe per suonare al palasport di Genova il 26 giugno del 1965. Non comprò mai un loro disco ma quella data la infilò con precisione nel mio DNA.

Siccome il “buco” al centro del disco non era compatibile con il mio mangiadischi, me li faceva ascoltare con il suo giradischi. Braccetto con puntina, leva di selezione delle velocità (16, 33, 45 e 78 giri), manopola del volume e manopola dei toni. Magia da guardare, ascoltare e non toccare.

E io fino a quel tempo non toccavo.

Ascoltavo “Train to nowhere” dei The Champs, “Muleskinner Blues” dei The Fendermen, brani di Louis Armstrong e Duke Ellington, ma alla fine preferivo le mie fiabe.

E così immagazzinavo inconsapevolmente dati, sotto forma di sensazioni, perché sono queste quelle che ti fanno venire i brividi sulle braccia e poi lungo la schiena.

Oggi Peter Gabriel non è più nei Genesis, sul campo dei cento metri hanno costruito tre villette e il teatro Alcione di Genova ospita spettacoli di spogliarelliste e proiezioni di film hard.

Io mi prendo il vinile di “Nursery Cryme” dei Genesis, poso la puntina sul disco e me lo ascolto tutto, brano dopo brano, cominciando ovviamente da “The Musical Box” e quando il lato B inizia con le note di “Seven Stones” penso a quel giorno di fine agosto e mi chiedo se fossero già venuti i temporali a rinfrescare l’aria di quell’estate genovese.






Nasceva il 22 agosto del '47 Francesco Di Giacomo


Io non voglio qualcuno che mi ripeta in continuazione che ci sarà sempre e non mi lascerà o tradirà mai. Mi basta qualcuno che ogni volta che mi mandi a quel paese venga sempre a riprendermi.
(Charles Bukowski)

Buon compleanno gigante (big) ovunque tu sia, un brindisi "virtuale" per te...
Wazza
 



Le Orme: 22 agosto 1973

22 agosto 1973, rivista Qui Giovani. Le Orme a Piccadilly Circus


Il 22 agosto 1973 la rivista "Qui Giovani" annuncia l'uscita della versione inglese di “Felona e Sorona”, delle Orme, e la successiva tournée che si terrà in novembre…

Di tutto un Pop!
Wazza

 Disco d'oro per "Felona e Sorona"


Aldo e Michi delle Orme agosto 1973, Palasport di Udine al concerto di Frank Zappa (foto di Renzo Pistolato)