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sabato 22 agosto 2026

22 agosto 1972 – GENESIS live in Genova – Teatro Alcione: il racconto di Angelo De Negri


Poter parlare con cognizione di causa di avvenimenti avvenuti nei lustri precedenti la memoria ha una grande valenza che merita di essere trasferita per sempre sulla “carta”.

Oggi Angelo De Negri … sogna con coscienza … e noi con lui…


22 agosto 1972 – GENESIS live in Genova – Teatro Alcione


Peter Gabriel quel giorno cantava “Seven Stones”, ti rendi conto? I Genesis l’avranno suonata sì e no venti volte dal vivo nella loro quarantennale storia e quella sera la suonarono a Genova.

Io me ne stavo tranquillo a Mornese, ignaro di tutto, affascinato da mio cugino Gianpaolo che parlava delle Olimpiadi di Monaco di Baviera che sarebbero cominciate dopo pochi giorni.

E finalmente capivo perché in quell’estate nel Poggio lo stesso mio cugino ed i suoi amici “più grandi” organizzavano gare di atletica leggera.

C’era un prato bellissimo che misurava esattamente cento metri, avevano scavato la fossa poi riempita di sabbia per il salto in lungo, c’era un bastone appuntito che chiamavano misteriosamente giavellotto e lo zio di Marco cercava senza successo una delle sue bocce che a sua insaputa era diventata il peso per le gare di lancio.

Mi facevano partecipare attivamente. Il mio compito era di portare una pietra enorme in fondo a via Borgo Alto, limite estremo della temibile gara dei 1500 metri.

Tutto questo mentre Gabriel si preparava a salire sul palco dell’Alcione a Genova.

I dischi che ascoltavo più assiduamente erano quelli abbinati alle Fiabe Sonore della Fabbri. Avevo un mangiadischi bianco, degno sostituto di quello arancione, caduto eroicamente sotto i miei pugni quando qualche disco “saltava”.

Semplice tecnologia in grado di scatenare energia e magia, grazie anche ad illustrazioni bellissime dei fascicoli. Erano le copertine ad affascinarmi, quadri che mi dicevano “vieni a conoscere la nostra storia”. Fantasticavo.

Adoravo il Pifferaio Magico (The Pied Piper in inglese, non dimenticarlo), L’usignolo (The Lark), Pinocchio (quando disubbidiva al grillo parlante), le fiabe orientali.

Non dimenticherò mai quella volta che mia mamma suonò alla porta per farmi trovare il numero sei di Pinocchio, che avevamo visto assieme in edicola qualche giorno prima e si nascose sulle scale che vanno al terrazzo.

Mia madre si era oramai arresa anche al fatto che infilavo nel mangiadischi anche la sua collezione di quarantacinque giri di importazione inglese.

Anche lei non era una che seguiva le mode di massa nella musica, aveva i suoi gusti ben precisi negli anni 50-60; vide per caso i Beatles scendere dal treno a Principe per suonare al palasport di Genova il 26 giugno del 1965. Non comprò mai un loro disco ma quella data la infilò con precisione nel mio DNA.

Siccome il “buco” al centro del disco non era compatibile con il mio mangiadischi, me li faceva ascoltare con il suo giradischi. Braccetto con puntina, leva di selezione delle velocità (16, 33, 45 e 78 giri), manopola del volume e manopola dei toni. Magia da guardare, ascoltare e non toccare.

E io fino a quel tempo non toccavo.

Ascoltavo “Train to nowhere” dei The Champs, “Muleskinner Blues” dei The Fendermen, brani di Louis Armstrong e Duke Ellington, ma alla fine preferivo le mie fiabe.

E così immagazzinavo inconsapevolmente dati, sotto forma di sensazioni, perché sono queste quelle che ti fanno venire i brividi sulle braccia e poi lungo la schiena.

Oggi Peter Gabriel non è più nei Genesis, sul campo dei cento metri hanno costruito tre villette e il teatro Alcione di Genova ospita spettacoli di spogliarelliste e proiezioni di film hard.

Io mi prendo il vinile di “Nursery Cryme” dei Genesis, poso la puntina sul disco e me lo ascolto tutto, brano dopo brano, cominciando ovviamente da “The Musical Box” e quando il lato B inizia con le note di “Seven Stones” penso a quel giorno di fine agosto e mi chiedo se fossero già venuti i temporali a rinfrescare l’aria di quell’estate genovese.






Nasceva il 22 agosto del '47 Francesco Di Giacomo


Io non voglio qualcuno che mi ripeta in continuazione che ci sarà sempre e non mi lascerà o tradirà mai. Mi basta qualcuno che ogni volta che mi mandi a quel paese venga sempre a riprendermi.
(Charles Bukowski)

Buon compleanno gigante (big) ovunque tu sia, un brindisi "virtuale" per te...
Wazza
 



Le Orme: 22 agosto 1973

22 agosto 1973, rivista Qui Giovani. Le Orme a Piccadilly Circus


Il 22 agosto 1973 la rivista "Qui Giovani" annuncia l'uscita della versione inglese di “Felona e Sorona”, delle Orme, e la successiva tournée che si terrà in novembre…

Di tutto un Pop!
Wazza

 Disco d'oro per "Felona e Sorona"


Aldo e Michi delle Orme agosto 1973, Palasport di Udine al concerto di Frank Zappa (foto di Renzo Pistolato)






venerdì 21 agosto 2026

Ricordando Francesco Di Giacomo


21 agosto 

“Se solo avessi saputo prima dell’arrivo della fine del mondo,

mi sarei vestito meglio stamattina.

Se solo l’avessi immaginato avrei trovato il modo di commettere qualche peccato in più”

(Giorgio Canali)

 

Ci sarai sempre

Buon viaggio capitano!

Wazza

Della versione italiana, quasi mediterranea, del progressive, Francesco Di Giacomo, con il suo gruppo storico, il Banco del Mutuo Soccorso (poi semplicemente il “Banco”), è stato indubbiamente uno dei massimi alfieri e campioni.

Di lui mi piace ricordare una breve e intensa conversazione all'Auditorium Parco della Musica, alcuni anni fa, in occasione del concerto di Antony and the Johnsons, nella quale gli espressi tutta la mia ammirazione per il concept album Darwin! e i suoi meravigliosi testi, che “osai” paragonare a un classico della letteratura inglese, quel Thomas Hardy che pure aveva dato veste letteraria alle teorie di Darwin, nel romanzo Jude the Obscure.

Una delle ultime volte che mi capitò di ascoltarlo, dopo il mitico concerto di Frascati del 2009, fu alla Prog Exhibition del 2010, dove su un tappeto di tastiere soft si stagliò vibrante la sua voce con “Nudo” (“Prima o poi un pensiero arriverà a portarmi via/come un angelo nero mi confesserà che il cielo è un sasso./Siamo stati e saremo parole e gesti nel battito del cuore”.).

Di Giacomo non ha mai nascosto il valore anche politico della musica, che serve a tenere sempre desta l’attenzione su certi problemi.

E in tale contesto si collocano canzoni come  “R. I. P. (Requiescant In Pace)”, dall’album d’esordio del gruppo (con il celebre salvadanaio in copertina), uno dei più grandiosi inni pacifisti mai scritti nell’ambito della canzone italiana d’autore (con versi celebri come: "ma di te resterà soltanto/il dolore, il pianto che tu hai regalato") o “Canto nomade per un prigioniero politico”, quasi una triste trenodia dedicata alle vittime della dittatura cilena, da lui reinterpretata in un’esibizione congiunta del Banco e delle Orme alla Casa del jazz di Roma, per il festival Progressivamente 2011.

Parole lancinanti e di sublime semplicità come le seguenti possono ben suggellare il significato della sua esistenza: “Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta./Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora... ancora./Lamenti di chitarre sospettate a torto, /Sospirate piano/E voi donne dallo sguardo altero/Bocche come melograno/Non piangete perché io/Sono nato,/nato libero,/libero/Non sprecate per me una messa da requiem/Io sono nato libero".

Teo Orlando




I Genesis ad Albenga il 21 agosto del 1972


Genesis ad Albenga (SV) il 21 agosto del 1972 -Palasport 

 Foto di Sandro Righetti


Il concerto dei Genesis ad Albenga, cittadina nella provincia di Savona, rimane un buco nero di cui si è persa ogni traccia. I più giovani stentano addirittura a credere che la band si esibì in quel luogo il 21 agosto del 1972 davanti a un migliaio di persone.
Restano alcune immagini...


 

giovedì 20 agosto 2026

Compie gli anni Robert Plant


Il 20 agosto segna il compleanno di Robert Plant, l'iconico frontman dei Led Zeppelin. Nato nel 1948, Plant è una figura leggendaria, la cui voce ha plasmato il suono di una delle band più influenti e celebrate di tutti i tempi.

Con la sua potenza vocale, la sua presenza scenica magnetica e la sua capacità di passare da un'aggressività blues a un'eterea delicatezza, Robert Plant è stato la forza motrice dietro capolavori senza tempo come "Stairway to Heaven", "Whole Lotta Love" e "Kashmir". Il suo carisma e il suo stile da "dio del rock" hanno contribuito in modo decisivo a definire l'estetica e l'anima del genere hard rock.

Dopo lo scioglimento dei Led Zeppelin, Plant non si è mai fermato, intraprendendo una carriera solista di successo che lo ha visto esplorare con curiosità e passione generi diversi, dal folk al blues, fino alla musica world. La sua continua ricerca artistica e la sua capacità di reinventarsi lo confermano non solo come una delle più grandi voci di sempre, ma anche come un artista instancabile e senza confini.

 Wazza







mercoledì 19 agosto 2026

Il compleanno di John Deacon


Compie gli anni oggi John Deacon...

John Deacon, bassista dei Queen, nato a Leicester il 19 agosto 1951, è considerato uno dei più grandi bassisti di tutti i tempi. John ha rappresentato nei Queen l'elemento capace di bilanciare tutti gli altri, una sorta di ago della bilancia, pragmatico e assai tecnico, anche dal punto di vista strumentale visto che per Brian ha costruito amplificatori e per la band ha spesso curato gli aspetti del sound. Brian stesso ha dichiarato più volte che John era un pò l'amministratore della band e sopratutto negli anni ‘80 Freddie si innamorò a tal punto delle cose che scriveva che la collaborazione tra i due divenne molto più fitta. Quindi i "poteri" di John all'interno del gruppo erano alla pari di quelli degli altri. Era un elemento fondamentale sotto molti aspetti. Dopo la tragica morte di Freddie, Deacon si è ritirato dal mondo della musica, ritornando solo per alcune occasioni importanti per il gruppo, come il "Freddie Mercury Tribute" nel 1992, partecipò alle registrazioni dell'ultimo album del gruppo, "Made In Heaven" del 1995, partecipò al "Bejart Ballet" insieme ai suoi compagni e ad Elton John; infine prese parte all'ultima canzone incisa con i suoi compagni, "No One But You" del 1997. Da allora ha lasciato definitivamente il suo ruolo all'interno del gruppo. Un ulteriore motivo di allontanamento definitivo di John Deacon dalle scene ci fu quando nel 2001, Brian e Roger registrarono una versione di "We Are The Champions" con Robbie Williams. John rifiutò perché era convinto che Robbie avrebbe rovinato la canzone e che non avrebbe mai potuto sostituire Freddie, morto nel 1991. Invece il pezzo venne infine registrato lo stesso, ma solo con Roger, Brian e Robbie in un posto segreto in Surrey per la colonna sonora del nuovo film "A Knight' s Tale". John espresse chiaramente le sue considerazioni riguardo al progetto al Save The Popbitch Party. Fu una vera sorpresa vederlo all'attacco perché non appariva sulla scena dei party di Londra da anni. In tale circostanza disse: "Roger e Brian si sono riuniti per registrare il pezzo con Robbie Williams ma io gli ho detto che me ne sarei tirato fuori. Non volevo essere coinvolto e ne sono felice. Ho ascoltato quello che hanno fatto ed è una vera schifezza. E' una delle piu belle canzoni che siano mai state scritte ma penso che loro l'abbiano rovinata. Non voglio essere cattivo ma lasciatemi almeno dire che Robbie Williams non è Freddie Mercury! Freddie non potrà mai essere sostituito e di sicuro non da lui". Da allora ha definitivamente voltato le spalle a tutto ciò che ha colpito il pubblico, prendendo le distanze da tutte le iniziative a nome Queen. Anche quando il chitarrista dei Queen Brian May e il batterista Roger Taylor stavano eseguendo i concerti in tutto il mondo con Paul Rodgers alla voce, Deacon ha deciso di evitare i Queen senza Freddie. Dopo molti tentativi falliti di intervistarlo nel corso degli anni, è stato chiesto a Brian May se poteva dare un aiuto per potergli parlare, ma secondo Brian, John non parla neanche con lui. Sia May e Taylor sono chiaramente perplesso per la sua riluttanza a ricongiungersi con i Queen. In ogni modo egli è uno dei pochi vecchi musicisti disposti a evitare il ritorno lucrativo di un gruppo. Taylor disse: "John è diventato un pò un 'recluso'. E se questo è quello che vuole allora chi siamo noi per pressurizzare lui? ". Dopo anni di musica John vorrebbe passare più tempo con sua moglie Veronica e i sui sei figli. Di certo non ha bisogno di soldi, dopo aver accumulato una fortuna di 65milioni £. Alcuni amici dicono che non si riprese mai dalla morte di Freddie per Aids avvenuta nel 1991. Il musicista Robert Ahwai, che ha lavorato con Deacon in un gruppo chiamato The Immortals, disse: "John aveva perso il padre quando era molto giovane. "Soffriva di depressione, e dopo che Freddie è morto penso che non si sia mai più ripreso." John Deacon è conosciuto come "un uomo silenzioso" e ciò ha contribuito a fargli guadagnare un posto nei Queen nel 1971. Taylor ricorda: "Visto che si tratta di un tipo tranquillo abbiamo pensato che sarebbe stato in sintonia con noi senza problemi". John era ed è un bassista incredibilmente melodico ed un grande compositore. Infatti ha scritto per i Queen, brani divenuti grandi successi. Tra le sue composizioni ci sono da ricordare "Misfire" , "You're My Best Friend", "Spread Your Wings", ma tra i brani scritti da lui, quello di maggior successo è senz'altro "Another One Bites The Dust". Infatti John Deacon è conosciuto soprattutto per il riff dominante di "Another One Bites The Dust". Insieme a Freddie, John scrisse "Cool Cat", essenzialmente un riff di basso, con il canto scat tra cui David Bowie nella versione originale. Scrisse anche "I Want To Break Free", che divenne una sorta di inno alla libertà in Sud America. Un notevole contributo di John, nella composizione di brani è senz'altro quello dell'album "A Kind of Magic" del 1986, infatti per quell'album John scrisse "One Year Of Love" ed inoltre scrisse insieme a Freddie, "Pain Is So Close To Pleasure" e "Friends Will Be Friends". Anche per l'album The Miracle del 1989 John contribuì molto. Ad esempio "Rain Must Fall" è una collaborazione tra Deacon, che ne scrisse la musica e Mercury che scrisse i testi. Anche "My Baby Does Me" fu un'altra collaborazione tra Mercury e Deacon. Entrambi ebbero l'idea di realizzare un brano semplice, allo scopo di rendere più orecchiabile l'album. Durante un'intervista del 1989, alla BBC Radio 1, i due affermarono che la traccia nacque da una semplice linea di basso eseguita da John. "Innuendo" non ha nessuna canzone scritta completamente da Deacon anche se ha contribuito a "The Show Must Go On" (soprattutto in fase germinale), "The Hitman" (per gli accordi) e "Innuendo" (il pattern ritmico proviene da una jam session tra Roger, Brian e lui) ed è presente in tutte le canzone tranne "Bijou". Dopo la morte di Freddie, a differenza di Roger Taylor e Brian May, John non vedeva punti da cui ripartire. Ha partecipato ad alcuni progetti dopo e ha suonato in una manciata di concerti con varie persone, ma nulla che ha caratterizzato il suo nome al di fuori dei Queen.