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giovedì 20 agosto 2026

Compie gli anni Robert Plant


Il 20 agosto segna il compleanno di Robert Plant, l'iconico frontman dei Led Zeppelin. Nato nel 1948, Plant è una figura leggendaria, la cui voce ha plasmato il suono di una delle band più influenti e celebrate di tutti i tempi.

Con la sua potenza vocale, la sua presenza scenica magnetica e la sua capacità di passare da un'aggressività blues a un'eterea delicatezza, Robert Plant è stato la forza motrice dietro capolavori senza tempo come "Stairway to Heaven", "Whole Lotta Love" e "Kashmir". Il suo carisma e il suo stile da "dio del rock" hanno contribuito in modo decisivo a definire l'estetica e l'anima del genere hard rock.

Dopo lo scioglimento dei Led Zeppelin, Plant non si è mai fermato, intraprendendo una carriera solista di successo che lo ha visto esplorare con curiosità e passione generi diversi, dal folk al blues, fino alla musica world. La sua continua ricerca artistica e la sua capacità di reinventarsi lo confermano non solo come una delle più grandi voci di sempre, ma anche come un artista instancabile e senza confini.

 Wazza







mercoledì 19 agosto 2026

Il compleanno di John Deacon


Compie gli anni oggi John Deacon...

John Deacon, bassista dei Queen, nato a Leicester il 19 agosto 1951, è considerato uno dei più grandi bassisti di tutti i tempi. John ha rappresentato nei Queen l'elemento capace di bilanciare tutti gli altri, una sorta di ago della bilancia, pragmatico e assai tecnico, anche dal punto di vista strumentale visto che per Brian ha costruito amplificatori e per la band ha spesso curato gli aspetti del sound. Brian stesso ha dichiarato più volte che John era un pò l'amministratore della band e sopratutto negli anni ‘80 Freddie si innamorò a tal punto delle cose che scriveva che la collaborazione tra i due divenne molto più fitta. Quindi i "poteri" di John all'interno del gruppo erano alla pari di quelli degli altri. Era un elemento fondamentale sotto molti aspetti. Dopo la tragica morte di Freddie, Deacon si è ritirato dal mondo della musica, ritornando solo per alcune occasioni importanti per il gruppo, come il "Freddie Mercury Tribute" nel 1992, partecipò alle registrazioni dell'ultimo album del gruppo, "Made In Heaven" del 1995, partecipò al "Bejart Ballet" insieme ai suoi compagni e ad Elton John; infine prese parte all'ultima canzone incisa con i suoi compagni, "No One But You" del 1997. Da allora ha lasciato definitivamente il suo ruolo all'interno del gruppo. Un ulteriore motivo di allontanamento definitivo di John Deacon dalle scene ci fu quando nel 2001, Brian e Roger registrarono una versione di "We Are The Champions" con Robbie Williams. John rifiutò perché era convinto che Robbie avrebbe rovinato la canzone e che non avrebbe mai potuto sostituire Freddie, morto nel 1991. Invece il pezzo venne infine registrato lo stesso, ma solo con Roger, Brian e Robbie in un posto segreto in Surrey per la colonna sonora del nuovo film "A Knight' s Tale". John espresse chiaramente le sue considerazioni riguardo al progetto al Save The Popbitch Party. Fu una vera sorpresa vederlo all'attacco perché non appariva sulla scena dei party di Londra da anni. In tale circostanza disse: "Roger e Brian si sono riuniti per registrare il pezzo con Robbie Williams ma io gli ho detto che me ne sarei tirato fuori. Non volevo essere coinvolto e ne sono felice. Ho ascoltato quello che hanno fatto ed è una vera schifezza. E' una delle piu belle canzoni che siano mai state scritte ma penso che loro l'abbiano rovinata. Non voglio essere cattivo ma lasciatemi almeno dire che Robbie Williams non è Freddie Mercury! Freddie non potrà mai essere sostituito e di sicuro non da lui". Da allora ha definitivamente voltato le spalle a tutto ciò che ha colpito il pubblico, prendendo le distanze da tutte le iniziative a nome Queen. Anche quando il chitarrista dei Queen Brian May e il batterista Roger Taylor stavano eseguendo i concerti in tutto il mondo con Paul Rodgers alla voce, Deacon ha deciso di evitare i Queen senza Freddie. Dopo molti tentativi falliti di intervistarlo nel corso degli anni, è stato chiesto a Brian May se poteva dare un aiuto per potergli parlare, ma secondo Brian, John non parla neanche con lui. Sia May e Taylor sono chiaramente perplesso per la sua riluttanza a ricongiungersi con i Queen. In ogni modo egli è uno dei pochi vecchi musicisti disposti a evitare il ritorno lucrativo di un gruppo. Taylor disse: "John è diventato un pò un 'recluso'. E se questo è quello che vuole allora chi siamo noi per pressurizzare lui? ". Dopo anni di musica John vorrebbe passare più tempo con sua moglie Veronica e i sui sei figli. Di certo non ha bisogno di soldi, dopo aver accumulato una fortuna di 65milioni £. Alcuni amici dicono che non si riprese mai dalla morte di Freddie per Aids avvenuta nel 1991. Il musicista Robert Ahwai, che ha lavorato con Deacon in un gruppo chiamato The Immortals, disse: "John aveva perso il padre quando era molto giovane. "Soffriva di depressione, e dopo che Freddie è morto penso che non si sia mai più ripreso." John Deacon è conosciuto come "un uomo silenzioso" e ciò ha contribuito a fargli guadagnare un posto nei Queen nel 1971. Taylor ricorda: "Visto che si tratta di un tipo tranquillo abbiamo pensato che sarebbe stato in sintonia con noi senza problemi". John era ed è un bassista incredibilmente melodico ed un grande compositore. Infatti ha scritto per i Queen, brani divenuti grandi successi. Tra le sue composizioni ci sono da ricordare "Misfire" , "You're My Best Friend", "Spread Your Wings", ma tra i brani scritti da lui, quello di maggior successo è senz'altro "Another One Bites The Dust". Infatti John Deacon è conosciuto soprattutto per il riff dominante di "Another One Bites The Dust". Insieme a Freddie, John scrisse "Cool Cat", essenzialmente un riff di basso, con il canto scat tra cui David Bowie nella versione originale. Scrisse anche "I Want To Break Free", che divenne una sorta di inno alla libertà in Sud America. Un notevole contributo di John, nella composizione di brani è senz'altro quello dell'album "A Kind of Magic" del 1986, infatti per quell'album John scrisse "One Year Of Love" ed inoltre scrisse insieme a Freddie, "Pain Is So Close To Pleasure" e "Friends Will Be Friends". Anche per l'album The Miracle del 1989 John contribuì molto. Ad esempio "Rain Must Fall" è una collaborazione tra Deacon, che ne scrisse la musica e Mercury che scrisse i testi. Anche "My Baby Does Me" fu un'altra collaborazione tra Mercury e Deacon. Entrambi ebbero l'idea di realizzare un brano semplice, allo scopo di rendere più orecchiabile l'album. Durante un'intervista del 1989, alla BBC Radio 1, i due affermarono che la traccia nacque da una semplice linea di basso eseguita da John. "Innuendo" non ha nessuna canzone scritta completamente da Deacon anche se ha contribuito a "The Show Must Go On" (soprattutto in fase germinale), "The Hitman" (per gli accordi) e "Innuendo" (il pattern ritmico proviene da una jam session tra Roger, Brian e lui) ed è presente in tutte le canzone tranne "Bijou". Dopo la morte di Freddie, a differenza di Roger Taylor e Brian May, John non vedeva punti da cui ripartire. Ha partecipato ad alcuni progetti dopo e ha suonato in una manciata di concerti con varie persone, ma nulla che ha caratterizzato il suo nome al di fuori dei Queen.





martedì 18 agosto 2026

Le assenze di Woodstock


In questi giorni si ricorda Woodstock (15-16-17 agosto 1969), evento che portò alla grande notorietà e fama a molti musicisti sino a quel momento poco conosciuti.
Ma non tutti sanno che molti artisti rifiutarono di partecipare al Festival…

Di tutto un Pop.
Wazza


Il Festival di Woodstock fu certamente uno degli eventi più importanti del secolo scorso. Probabilmente può essere considerato l’evento più importante della storia della musica. L’apice della cultura hippie e del motto di “pace e amore”, oltre che della buona musica e delle esibizioni spettacolari. Nonostante tutti gli eventi che si verificarono sui palchi e tra il pubblico dell’evento stesso (con anche alcune morti) non è di ciò che accadde a Woodstock che vogliamo parlare. Piuttosto, c’è un risvolto più curioso del Festival stesso. Moltissimi furono gli artisti di rilievo che parteciparono alla manifestazione musicale, così come molti – e importanti – furono i rifiuti. Ecco quali sono gli artisti che rifiutarono di esibirsi a Woodstock.

JOHN LENNON

Il primo di questa trafila di artisti che rifiutarono di esibirsi a Woodstock fu proprio John Lennon, che poteva considerarsi tra i simboli più importanti della cultura hippie. John Lennon fu invitato a nome di tutti i Beatles, anche se la band si era formalmente sciolta (ci furono comunque delle registrazioni fatte nel 1970).

Lennon accettò di partecipare, ma a patto che ci fosse anche la Plastic Ono Band, la formazione di Yoko Ono. Siccome era praticamente sconosciuta, gli organizzatori lasciarono perdere.


BOB DYLAN

Ancora un altro degli artisti più importanti nell’ambito di una cultura e di un senso sociale che erano quelli particolarmente accentuati nel Festival di Woodstock. È curioso come alcuni tra gli emblemi più importanti del senso stesso del Festival vennero meno alla manifestazione, anche se alla base di questo rifiuto c’è un motivo serio.


Bob Dylan in un primo momento doveva partecipare al Festival, ma fu frenato da una malattia del figlio e dal gran caos che si era creato intorno a casa sua (Dylan abitava proprio nella cittadina di Woodstock). Per questo motivo, il grande cantautore statunitense si esibì il 30 e 31 agosto, nell‘Isola di Wight.


LED ZEPPELIN

Il rifiuto da parte dei Led Zeppelin non ha nulla a che fare con gli altri precedentemente citati. Fu, più che altro, un motivo di orgoglio da parte della band che non era disposta ad essere soltanto una delle band in scaletta, ma voleva avere un ruolo di maggior rilievo che non poteva esserle offerto. Si esibirono, quindi, all’Asbury Park Convention Hall di New Jersey, un po’ più a sud.


Il motivo del rifiuto fu spiegato da Peter Grant, manager dei Led Zeppelin: “Ci era stato chiesto di andare a Woodstock e all’Atlantic ne erano entusiasti, e così il nostro promoter negli Stati Uniti, Frank Barsalona. Dissi di no perché a Woodstock saremmo stati soltanto un’altra band in scaletta”.


JETHRO TULL

Tra gli artisti che rifiutarono di esibirsi a Woodstock ci sono anche i Jethro Tull. A dimostrazione di quanto si è sempre detto, la band era entusiasta di partecipare a un evento di simile pregio, ma fu proprio il frontman Ian Anderson a bloccare tutto. Il britannico era conscio della grandezza della manifestazione, ma la sua avversione per il mondo hippie non riuscì a fargli accettare l’invito.

Si dice che, per lo stesso motivo, Glenn Cornick (primo bassista della band) fu licenziato. Oltre che il mondo hippie, Anderson detestava anche l’utilizzo di sostante stupefacenti.


DOORS

L’unico dei Doors che partecipò a Woodstock fu il batterista John Densmore. Il resto della band non prese neanche in considerazione la sua partecipazione alla manifestazione per via dei molti problemi con la legge che i Doors avevano avuto negli ultimi mesi. Particolarmente pericolosa era la partecipazione di Jim Morrison, che soffriva gli spazi aperti. Dunque, per questi e altri motivi legali, i Doors sospesero tutti i loro concerti.



lunedì 17 agosto 2026

Valerio Gabrielli, con i suoi scatti, ci riporta al Festiva di Woodstock del '69

 


In questi giorni si svolgeva 57 anni fa il concerto di Woodstock

In occasione dei dieci anni trascorsi dalla mia visita sui luoghi storici del concerto, vorrei condividere con voi le foto che ho scattato allora.

Spero di farvi cosa gradita. In alcune foto compare anche Claudia, la mia compagna storica che purtroppo ci ha lasciato sei mesi fa. 

Acerba di questo tipo di musica è riuscita ad emozionarsi anche Lei.

Valerio Gabrielli