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venerdì 18 ottobre 2019

Ricordando Nic Potter

Avrebbe compiuto gli anni oggi, 18 ottobre, Nic Potter, bassista storico dei Van Der Graaf Generator, membro fondatore: lasciò il gruppo dopo il secondo album, per ritornarci a fine anni’70. 

Fece parte anche dell’Enter K Group di Peter Hammill, dei Rare Birds, della band di Chuck Berry e sono molte le collaborazioni.

Ha pubblicato 10 album da solista.
A gennaio del 2013 ci lasciava…

Happy Birthday Nic!
Wazza  


 L-R: David Jackson; Nic Potter; Hugh Banton; Guy Evans (up front); Peter Hammill



mercoledì 16 ottobre 2019

ERIS PLUVIA & ANCIENT VEIL - “1991/1995 Rings of earthly light and other songs”, di Evandro Piantelli



ERIS PLUVIA & ANCIENT VEIL - “1991/1995 Rings of earthly light and other songs”
2019 – Lizard Records
Di Evandro Piantelli
Articolo già uscito su MAT2020 di giugno

Quelli come me che sono nati all'inizio degli anni '60 del secolo scorso sono venuti in contatto con il progressive rock nella fase declinante di questo genere musicale, minacciato e presto scalzato da altri suoni (il punk, la new wave e, nel nostro Paese, dai cantautori). Tuttavia, come il fuoco che dorme sotto la cenere, verso la metà degli anni '80 in Gran Bretagna c'è stata una rinascita del genere, grazie a gruppi quali Marillion, IQ, Pallas, Pendragon, ecc., pur raggiungendo un successo numericamente inferiore rispetto alle band della decade precedente. Anche in Italia il new prog ha visto il formarsi di molti gruppi che, a cavallo tra gli '80 e i '90, hanno pubblicato dei lavori interessanti, destinati ad un pubblico di carbonari che si faceva in quattro per trovare i cd e vedere i concerti (in un'epoca in cui non c'era internet)
È proprio in quel periodo che a Genova si costituisce un gruppo di giovanissimi che vogliono dire la loro dal punto di vista musicale, dando vita al progetto Eris Pluvia: Alessandro Serri (voce e chitarre), Edmondo Romano (sassofoni e voce), Paolo Raciti (piano e tastiere), Marco Forella (basso), Martino Murtas (batteria), con Valeria Caucino (voce). I ragazzi nel 1992 pubblicano per l'etichetta francese MuseaRings of earthly light”, una proposta molto originale, nella quale si incontrano prog, folk e musica contemporanea, dove flauto e sax prevalgono sulle più consuete chitarre e tastiere. Ma lo stesso anno della pubblicazione del disco, per divergenze tra i componenti del gruppo, la band si spacca; una parte dei musicisti continua a portare avanti il progetto Eris Pluvia, mentre Alessandro Serri e Edmondo Romano danno vita, insieme a Paolo Serri, fratello di Alessandro, al progetto Ancient Veil, che sfocia nella realizzazione dell'album “The Ancient Veil” nel 1995. 
Nel corso di più di 30 anni le strade delle due band non si sono più incrociate e i loro componenti hanno intrapreso le proprie carriere personali, spesso lontane dal mondo musicale. Stranamente negli ultimi tempi l'attività discografica delle band, solitamente molto parche di uscite, si è intensificata; gli Eris Pluvia hanno pubblicato “Different earths” (2016) e “Tales from another time” (2019), mentre gli Ancient veil hanno rilasciato “I am changing” (2017), “New” e “Rings of earthly … live” (entrambi del 2018).
Nel 2019 è uscito a nome congiunto delle due band (che, dopo tanti anni, hanno forse accantonato le vecchie ruggini) un lavoro decisamente interessante dal titolo Rings of earthly light and other songs, il CD di cui vorrei parlarvi oggi, distinguendo le due parti che lo compongono.

RINGS OF EARTHLY LIGHT
La prima parte del CD ripropone integralmente il contenuto del disco uscito nel 1992 per la francese Musea Records, un'opera che conteneva la lunga suite omonima (che si sviluppava in cinque movimenti) ed altri sei brani.  Questi pezzi, riascoltati a quasi 40 anni di distanza dalla loro prima pubblicazione, risultano ancora freschi e godibili a dimostrazione (parere personale) che il gruppo era più avanti rispetto alle band dello stesso periodo. Infatti, molti lavori dei primi anni '90 abbondavano di tastiere e batterie elettroniche, mentre in “Rings” erano in grande evidenza gli strumenti acustici ed in particolare i fiati di Edmondo Romano, che conferivano all'album un sapore folk che è rimasto intatto nel tempo.

OTHER SONGS
Ma veniamo ai pezzi che costituiscono le “altre canzoni” presenti su questo CD.
Si inizia con “Through the sky”, un brano acustico dolcissimo ricamato dal sax soprano di Edmondo. Si prosegue con “And when the train has left”, una gradevole ballad dal sapore celtico. Si tratta di due brani degli Ancient Veil composti nel 1994 (all'epoca dell'album d'esordio della band), ma registrati da Serri e Romano all'inizio del 2019.
I brani successivi sono stati tutti composti nel periodo 1991-94 e registrati nell'inverno del 1995. “Flying” è un pezzo totalmente strumentale dove il flauto la fa da padrone e ad Alessandro ed Edmondo si affianca un gruppo di talentuosi musicisti (Fabio Serri, Marco Fadda, Gianni Serino, Massimo Tarozzi, Sergio Grazia, Antonella Trovato, Alice Nappi e Tommaso Olivari), oltre gli archi del Willow Quartet (Roberto Mazzola, Sara Diano, Alessandro Sacco e Stefano Cabrera). “You'll become rain (part two)”, invece, è una struggente ripresa per soli archi del brano omonimo interamente eseguita dal già citato Willow Quartet. Si cambia totalmente con “Walking around”, che vede la presenza di un coro orchestrale di 17 elementi. Il disco si conclude con “Landscape and two”, un brano dal forte timbro etnico realizzato da Edmondo Romano mediante la sovrapposizione del suono di sei flauti di tipo mohozeno (si tratta di un flauto boliviano di grandi dimensioni tipico della zona del lago Titicaca).
Devo dire che per me, che acquistai l'album al momento della sua uscita e che l'ho apprezzato fin dall'inizio, questa ripubblicazione con brani inediti ha costituito una piacevole sorpresa. Nonostante si tratti di composizioni con qualche anno sulle spalle, come ho già detto, il loro ascolto risulta sempre gradevole e coinvolgente. Consiglio a tutti gli amanti della buona musica, al di là delle etichette stereotipate, di riscoprire questo piccolo capolavoro che il tempo non ha offuscato.

Repertorio live...



martedì 15 ottobre 2019

“Teatro Valle Occupato”: 15 ottobre 2011


Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati
(Bertolt Brecht)

Il 15 ottobre 2011 Francesco di Giacomo, Vittorio Nocenzi, e Alessandro Papotto in “rappresentanza” del Banco, si esibiscono al “Teatro Valle Occupato”, lo storico teatro italiano che lottava (e lotta) contro la chiusura dello stabile.

La data riportata dal fotografo (che non conosco) riporta erroneamente la data 14 giugno 2011, sulle foto, confondendo con la data che Francesco di Giacomo fece insieme a Paolo Sentinelli, appunto il 14 giugno!

Sempre solidali, con chi ne ha bisogno… questo è il Banco

Wazza








lunedì 14 ottobre 2019

Habelard2 – "Sgnautz", di Andrea Zappaterra


Habelard2 – Sgnautz
Di Andrea Zappaterra

Compositore dal 1977, Sergio Caleca che si cela sotto lo pseudonimo di Habelard2, può senz’altro definirsi uno dei più grandi produttori musicali degli ultimi tempi, con a suo attivo numerosi album Prog e non solo, avendo già pubblicato quest’anno il “Il dado è tratto”; ora si ripropone con “Sgnautz”, titolo impronunciabile riferito al suono di un suo strumento elettronico che appunto ha questa caratteristica timbrica.
Basta sentire la sua intervista di Max Rock Polis, qualche giorno, fa per annoverarlo anche tra le persone più simpatiche e anticonformiste del mondo musicale, oltre che più prolifiche.
La sua ispirazione trae spunto da qualsiasi cosa attragga la sua attenzione, con un processo di conversione in note che stupisce per intuizione e ideazione, un vero artista, forse un po’ naif, ma libero da qualsiasi condizionamento ed etichetta gli si voglia attribuire, spontaneo e istintivo.

La sua musica attinge comunque alle radici più classiche del Prog e anche la strumentazione è quella dei grandi gruppi, solo che il musicista è uno solo e cioè egli stesso che suona tutto, dal basso al trombone, dal pianoforte alla batteria, un vero e proprio poliedrico strumentista.
Soltanto la voce dell’unico brano cantato (“Sgnautz” appunto) non è la sua ma di Paolo Callioni, che ha offerto la sua collaborazione creando forse il brano più pregevole dell’album, qualcosa di unico per chi come lui è uno strumentista puro.


Alcuni brani sono ripresi da vecchi spunti risalenti agli anni ‘80 (“Carruba”, “Sabrena”, “Salve”), e “Alta Marea”, addirittura dal 1975, ma sempre valido.
C’è anche una certa vena polemica che trapela fra le note con due brani come “Perle ai porci” e “Il giudizio universale”, forse destinati alla critica ricevuta in lavori precedenti di cui spero non essere un destinatario.

Ascoltando questo lavoro si ha l’impressione che il tempo si dilati come il cosmo stellato in una notte d’estate (tema ripreso dalla copertina), cadenzato dai numerosi controtempi e cambi di registro che imprimono una certa vitalità all’opera, e spesso riemergono sonorità tipiche di periodi precedenti, ma come lui stesso descrive sono attinte da progetti passati con anche la collaborazione di AD MAIORA il gruppo di cui ha fatto parte. Altre potrebbero essere tranquillamente inserite come colonne sonore per film o sceneggiati come “Music for an imaginary crime action movie” o “Sciuscia ca vola” o “Gualdrappa”, altre invece sono tipicamente Prog come “Split”, “Salve!”,”Mocassini Babe”.

Infine, una parola sul virtuosismo di Caleca, che dimostra di saper suonare qualsiasi strumento con grande maestria e abilità tecnica, producendo un album perfetto in qualità sonora e mixage. 



I Crash e Rino Gaetano

Velletri: i Crash, Pino Scannicchio, Mario Achilli, i fratelli Claudio, Gildo e Fabrizio Falco, la band di Rino Gaetano

Navigando mi sono imbattuto su questa bella (e poco vista) foto dei Crash con Rino Gaetano

Colgo l’occasione per riproporre un vecchio articolo dove parlavo dei Fratelli Falco… Claudio, Fabrizio e Gildo, fondatori dei Crash.

Wazza

Formazione veliterna esponente del genere rock progressivo italiano nata dalla fusione di due gruppi: I Vampiri, di Ariccia, e I Sofisti, di Velletri.
Attiva dal 1966, ha collaborato con il compositore Emilio Locurcio nella sua opera rock L'Eliogabalo (1977).
In quello stesso anno viene pubblicato il loro unico 45 giri dal titolo Meditation/Ekstasis(Meditation è prodotta da Rino Gaetano).
I chitarristi Claudio, e Fabrizio Falco ed il batterista Mario Achilli suonarono nelle primissime formazioni del Banco del Mutuo Soccorso, il cui tastierista Gianni Nocenzi aveva collaborato proprio con i Crash.
I Crash hanno accompagnato come gruppo il cantautore Rino Gaetano dal 1976 al 1980, anno della sua morte.
Rino scrisse per loro il testo di Marziani noi.

Già pubblicato su Mat2020 di ottobre, se vi è sfuggito, potete rileggerlo in allegato.
Storie, persone, momenti, che non devono essere dimenticati....

Il destino volle che Vittorio Nocenzi, per esigenze contrattuali, era alla ricerca di un gruppo di musicisti: oltre al fratello Gianni e ai fratelli Falco, tornò anche Franco Pontecorvi, quindi i 4/5 del primo nucleo del Banco Del Mutuo Soccorso era formato dai Crash.

Tra il 1969 e il 1970, presso gli studi della RCA, sulla via Tiburtina, a Roma, incisero tre brani per la raccolta "Sound of '70", uscita in musicassetta. Altri brani videro la luce "solo" vent'anni dopo, con un album intitolato "Donna Plautilla". Massiccia la presenza ai festival pop, e va evidenziata la partecipazione al secondo "Festival Pop di Caracalla 1971", con i brani "Caracalla 1" e "Caracalla 2", che anni dopo diventarono "RIP" e "Metamorfosi", (ma quella è tutta un'altra storia). Coincidenza… in quel festival erano presenti anche le Esperienze - di cui facevano parte Francesco Di Giacomo, Pierluigi Calderoni e Renato D'Angelo - e i Fiori di Campo di Marcello Todaro, musicisti che nel giro di pochi mesi si unirono a Gianni e Vittorio Nocenzi, dando vita al "vero" Banco Del Mutuo Soccorso
Claudio Falco, partì militare, seguito a breve dal fratello Fabrizio, è lì finì la loro avventura nel Banco

Nel 1972 i Crash si riformano: entra il terzo fratello Falco, il giovanissimo Gildo, insieme a Mario Achilli (batteria), Giorgio Leoni (voce) e Sandro Cavalieri (tastiere), poi sostituito da Pino Scannicchio
Propongono concerti in tutta Italia e partecipano ai numerosi festival pop, tra cui "Villa Pamphili", e nel 1974 il "Festival Pop di Villa Borghese", suonando davanti a 20.00 persone, insieme a Il Volo, Antonello Venditti, Ibis, Jumbo, Perigeo...
Partecipano alla registrazione dell'Opera Pop "Eliogabalo", con i Pierrot Lunare, Odeon, Lucio Dalla, Claudio Lolli... doveva essere un'opera rock, sul modello di Hair e di Jesus Christ Superstar, rappresentata nei maggiori teatri italiani, ma per vari motivi tutto andò in fumo (all'epoca il fumo era molto di moda !!!).
Nel 1976 la loro strada si intreccia con quella del cantautore Rino Gaetano: nasce un forte sodalizio ed i Crash diventano il "gruppo ufficiale" che lo accompagna nei concerti.
Lo stesso Gaetano nel 1977 produce il loro 45 giri Meditation / Ekstasis, per la Valiant, una casa discografica "satellite" della RCA, e scrive il testo per una canzone inedita: "Marziani noi".

I Crash partecipano anche alla registrazione del video "Nun te reggae più", tenendo in mano cartelloni con personaggi famosi.

Riporto la recensione del giornale " Guerin Sportivo" del 1977:

"I Crash sono cinque ragazzi che hanno scelto la strada della musica e dopo anni di esperienze in feste di piazza, locali vari, e registrazioni con altri gruppi, si presentano in proprio con "Ekstasis" e "Meditation", il loro primo 45 giri.
Forse è prematuro parlare di "Castelli Romani Sound", ma è certo che questo gruppo, avendo scelto di vivere a Velletri, ha trovato nella campagna laziale una nuova dimensione di vita, realmente serena, lontana dal frastuono e dal caos della grande città. E così hanno formato un vero cenacolo, un collettivo di musica. Il loro sound è ricco, estroverso, con una spiccata predilezione per la melodia, e si collega alle vere tradizioni musicali di casa nostra”.

Una collaborazione che sarebbe durata ancora molto ma… il fato avverso è dietro la porta: nel 1981 Rino Gaetano muore in un incidente stradale, e i Crash, tornano ad esibirsi dal vivo con il proprio nome.

La malasorte sembra accanirsi con i fratelli Falco: ad ottobre del 2004, a causa un malore improvviso, muore Fabrizio Falco a soli 53 anni!
Gli altri due fratelli Claudio e Gildo, dopo un po’ di tempo, tornano ad esibirsi dal vivo - la passione per la musica è inarrestabile – riproponendo i maggiori successi di Rino Gaetano.
Nel 2009 esce il doppio CD "Rino Gaetano live & rarities": il secondo CD contiene un intero concerto dal vivo, registrato a luglio del 1977, con i Crash che lo accompagnano, e tra i bonus track l'inedito "Marziani noi", che Rino aveva scritto per loro.
Sembra l'inizio di una nuova sfida, ma anche Gildo, a maggio del 2010, ci lascia prematuramente...
Nello stesso anno fu tenuto un concerto, un "Memorial", in onore di Fabrizio e Gildo, con tutti gli amici che hanno diviso un pezzo di vita con loro, tra i quali Gianni e Vittorio Nocenzi.

Mi sembrava doveroso ricordare e raccontare la storia di questi fratelli, che avevo conosciuto da ragazzo, grazie a mio cognato Billy, ed ero innamorato del loro modo di vivere, un pò hippy, da spiriti liberi, nella loro mansarda di Velletri, piena di chitarre e vinili… il bagno attrezzato a camera oscura per sviluppare le foto (l'altra grande passione di Claudio…). La loro vita, la loro carriera, si è "intrecciata" con quella del Banco, del prog anni'70, di Rino Gaetano, di mille progetti; bravi musicisti, che avrebbero meritato sorte migliore! Una storia fatta di musica, gioia, dolore, vita… morte, che la "rete" racconta solo se sei un personaggio famoso!
Con Fabrizio era nata anche un'amicizia, quando si poteva si stava insieme anche con le famiglie, sino a che si trasferì a Milano, e nel 1989, in occasione del concerto dei Jethro Tull al Palatrussardi, fui ospitato in casa sua. Poi le vicende della vita lo riportano a vivere ai "castelli"... ricordo la telefonata con la promessa di rivederci una sera, ma il destino infame non ha voluto…
Riposate in pace cari Fabrizio e Gildo... e un abbraccio a Claudio l'ultimo Falco ancora in volo.

Dedicato a Fabrizio, Gildo e Claudio Falco, da chi vi ha conosciuto ed apprezzato come persone e come musicisti




sabato 12 ottobre 2019

Racconti sottoBanco

Cena dopo concerto Banco – Osanna – James Senese

Racconti sottoBanco

Ripubblico un vecchio articolo su varie partecipazioni del Banco alla “Sagra dell’Uva” di Marino, visto il periodo.

Per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di non averla letta la volta scorsa!

"Mille carezze contro il cielo

un bicchiere di vino non basterà."

 Foto “credo” di Marco Leodori

Uscito dalla chiesa di San Barnaba a Marino, dopo avere salutato Rodolfo, vengo "rapito", dalle note di "E mi viene da pensare", che gli altoparlanti diffondevano nella piazza, ancora addobbata a festa per la "Sagra dell'uva"; nell'aria c'è odore di vino e ciambelle al mosto.
E mi viene da pensare... a quante volte in quella piazza l'ho sentita suonare dal vivo da Rodolfo con il Banco... Marino città natale di Vittorio e Gianni Nocenzi, di Filippo Marcheggiani, di Ines, moglie di Rodolfo, praticamente la "culla" del Banco Del Mutuo Soccorso.
La città della "mitica stalla", dove le idee di 5 "ragazzi ventenni" diventavano i capolavori, che tutti conosciamo e continuiamo ad amare… se non sbaglio proprio in un locale sotto la chiesa di San Barnaba, nel 1975, il Banco fece le prove del tour inglese, alla presenza di Greg Lake.
A Marino nell'1987 potevi incontrare Rodolfo passeggiare con Riccardo Cocciante...
E poi la "Sagra dell'Uva", quante volte il Banco è stato protagonista di questa storica festa, con concerti memorabili, sia nella piazza citata che nello stadio comunale. E lì, su quella scalinata, me ne sono venuti in mente due...

Osanna nella formazione anni ‘90


Ottobre 1999 - Banco & Friends… gli "amici" erano James Senese e gli Osanna con Lino Vairetti e Danilo Rustici. Nel pomeriggio prova al "volo" con Senese, nello studio di Vittorio, per ripassare alcuni brani. La serata è aperta dagli Osanna, con James a dare man forte ed arricchire il loro sound, poi entra il Banco, mi ricordo che all'epoca iniziavano con il brano "Brivido"… e un lungo brivido fu l'interpretazione di "..750.000 anni fa l'amore", con un solo di sax di Jam Senese (spero che qualcuno pubblichi queste gemme!), finale tutti sul palco per cantare "Non mi rompete", grande serata, grande calore del pubblico, grande feeling tra Banco & Osanna, poi tutti insieme a cena per chiudere una serata epica.
(nella foto allegata, Banco, Osanna & James Senese insieme)

L'altro ricordo, tra le nebbie celebrali dei miei "60 trattabili…", e quello dell'ottobre 2004.
In quella straordinaria serata, uscì fuori tutto l'estro "teatrale" di Francesco Di Giacomo, che tra un brano e l'altro te lo trovavi tra il pubblico, o affacciato ad una finestra che dava sulla piazza a recitare poesie… che spettacolo! Vittorio che "giganteggiava" sulle tastiere come un capitano sul ponte della nave, e la band, Rodolfo, Tiziano, Filippo, Maurizio, Alessandro, abili "marinai" a condurre la nave in porto!
Arte, musica teatro, impegno, partecipazione… in una parola sola Banco!
Piazza strapiena, concerto manco a dirlo, eccezzionale, pubblico sorpreso e nelle stesso tempo entusiasta di questo "concerto diverso", concluso da Francesco che salutava il pubblico dicendo..."Finchè c’è vino, c'è speranza!"…un genio!
Qualcuno di voi c'era? Vi ricordate altri particolari?
Per non dimenticare!
Wazza


giovedì 10 ottobre 2019

“Domenica Prog” sul Lago Trasimeno, il resoconto di Alfredo Buonumori



Articolo di Alfredo Buonumori

Se solo qualche tempo fa mi avessero detto che sulle rive del Lago Trasimeno, in una domenica di ottobre quasi estiva per la temperatura, si sarebbe svolta una kermesse, per circa 9 ore, organizzata da un’associazione culturale appena nata, con l’avvicendarsi sul palco, tra musicisti ed ospiti, di oltre 40 persone, credo che avrei guardato con sospetto il mio interlocutore o chi avesse messo giro questa voce.
Domenica Prog” invece, ha dimostrato che qualche volta, anche se non accadono miracoli, la passione (quella vera), unita ad una certa pazzia, come quella del nostro presidente Massimo Sordi - ma anche grazie all’impegno profuso dai soci fondatori, molti dei quali alla primissima esperienza di questo tipo -, può fare in modo che si venga premiati.
Sì, perché ieri alla Darsena, a Castiglione del Lago, è successo infatti che tutto ciò si sia avverato.
E partendo dall’idea che l’Associazione Trasimeno Prog è stata fondata solo 2 mesi fa (il 5 agosto 2019), essere riusciti a far avvicinare tanto pubblico alla giornata di ieri non può che lusingarci dimostrando che la strada intrapresa, pur non priva di ostacoli, è quella giusta, perché l’orgoglio è quello di aver visto presente non solo pubblico “adulto” ed aficionados del prog ma aver portato anche molti giovani ad avvicinarsi a questo genere musicale.


A tal proposito ringraziamo tutti coloro hanno aderito alla campagna di tesseramento dell’associazione TrasimenoPROG (siete stati in tanti, davvero), e ricordiamo che presto renderemo disponibile on line il modulo per continuare ad associarsi.
E naturalmente ancora non possiamo che ringraziare con un caloroso abbraccio, non solo virtuale, tutti coloro che hanno partecipato, ad iniziare dagli artisti, sia quanti hanno voluto salutare noi ed il pubblico presente, nella migliore maniera possibile, intervenendo tutti a titolo gratuito, sia a chi ha preferito, non potendo esserci, inviarci un messaggio augurale.
La giornata è iniziata presto, con afflusso di pubblico già ben prima dell’inizio previsto per le ore 17, mentre sul palco si stavano approntando gli ultimi accorgimenti; a seguire la presentazione dell’associazione con tutti i soci sul palco, con il saluto del presidente Massimo Sordi e del vicepresidente Giannetto Marchettini.


A salire sul palco per primo il chitarrista Giusi Pisoni, seguito dall’Estate di San Martino (storico gruppo perugino che il prossimo anno festeggerà 45 anni di carriera); la loro esibizione è stata preceduta dalla proiezione di un breve video in studio della loro collaborazione con l’insuperata voce del mai dimenticato Francesco Di Giacomo nell’album “Talsete di Marsantino” (abile anagramma); proprio ricordandolo la moglie Antonella Caspoli ha affermato come avesse di buon grado aderito alla proposta del gruppo perugino.
È poi stata la volta di Sophya Baccini e delle sue sofisticate atmosfere; non ha voluto far mancare un saluto neanche Guido Bellachioma, della rivista Prog Italia, contribuendo a stimolare l’associazione a perseguire la strada intrapresa.
Poi sul palco sono saliti Beatrice & Mario Pio Mancini (Indaco) con atmosfere tra la new age ed il prog; quindi il chitarrista Lincoln Veronese ed i MotoRino con ospite Claudio Falco (primo chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso), che hanno presentato un omaggio a Rino Gaetano.

Lincoln Veronese

Nell’avvicendarsi tra musica, parole e video (augurali) inviati da amici non presenti, non poteva certo mancare l’intervento del sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico; oltre a comunicare che appoggerà le iniziative della nostra associazione si è anche brevemente esibito alla chitarra destreggiandosi degnamente.

È così arrivato un momento di break che ha consentito a coloro che desideravano di rifocillarsi cenando, ma la musica non si è fermata ed è stato proiettato un video inedito del Banco del Mutuo Soccorso relativo a prove in studio del gruppo per alcuni dei maggiori sucessi, grazie alla gentilezza di un altro tra i presenti, il buon Aldo “Wazza KanazzaPancotti, che ringraziamo.


Ad aprire la seconda parte è stato il gruppo de Il Bacio della Medusa (protagonista il 19 ottobre del primo “vero” evento targato TrasimenoPROG), altra formazione locale, che ormai sta ottenendo un successo di rilievo non solo nazionale, che nell’attaccare hanno letteralmente fatto schizzare dalle sedie buona parte di quanti stavano ancora cenando.

Il Bacio Della Medusa

Sulle ali del prog si è proseguito con il Rovescio della Medaglia di Enzo Vita e dei suoi nuovi cavalieri, in un breve medley sempre d’effetto, proseguendo con un’inedita accoppiata Rovescio - Bernardo Lanzetti per una versione de “La carrozza di Hans” della PFM.

Bernardo Lanzetti

Ancora si è andati avanti con le magiche note proposte da Gianni Nocenzi (il climax dell’evento, chi può dirlo ???), ed a seguire una lunga parentesi con Gianni Leone e Nicola Di Già del Banco del Mutuo Soccorso.

 Gianni Leone

Non paghi ancora di quanto proposto ecco salire Bernardo Lanzetti (cui l'associazione ha assegnato, anche come residente in loco, la prima tessera di socio onorario), ed i Chocolate Kings; la stentorea voce di Bernardo ha fatto ancora una volta centro; e poi ancora il trio Capozi, Di Già & Moresco del Banco ancora del Mutuo Soccorso e Carmelo Junior Arena del Rovescio della Medaglia assieme a Bernardo Lanzetti che hanno suonato “R.I.P.”.

Gianni Nocenzi

Gran finale con tutti sul palco per una versione corale di “Non mi rompete” a chiusura della quale non poteva mancare “Celebration”, perché quando si parla di musica è sempre festa.

È proprio il caso di dire che TrasimenoPROG non parte in sordina, anzi vi aspettiamo numerosi a Palazzo della Corgna il 19 ottobre alle ore 21:00 per il nostro primo evento con Il Bacio della Medusa in acustico.
Buona musica a tutti
#stayprog