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sabato 26 settembre 2026

Ibridoma – Sangue Innocente (Punishment 18 Records, 2026), di Luca Paoli

 


Ibridoma – Sangue Innocente (Punishment 18 Records, 2026)

Una nuova pagina nella lunga storia Heavy Metal degli Ibridoma

Di Luca Paoli

 

Dopo venticinque anni di attività, gli Ibridoma arrivano a Sangue Innocente con una storia ormai lunga alle spalle e una formazione che negli ultimi anni ha trovato nuovi equilibri. Nati nel 2001 per iniziativa del batterista Alessandro Morroni e del cantante Christian Bartolacci, la band ha costruito il proprio percorso tra Heavy Metal, concerti e numerose esperienze dal vivo. Dopo l'EP Lady of Darkness del 2005 e Page 26 del 2007, il primo album omonimo è arrivato nel gennaio 2010. Da quel momento la discografia si è sviluppata con Night Club, pubblicato nell'aprile 2012, Goodbye Nation nel 2014, December nel 2016, City of Ruins nel 2018 e Norimberga 2.0 nel 2022.

Nel corso degli anni la band ha condiviso il palco con nomi come Uli Jon Roth, Richie Kotzen, Blaze Bayley, Rhapsody of Fire, Sabaton e Queensrÿche, portando la propria musica anche fuori dall'Italia. Nel 2016, con December, sono inoltre arrivati due ospiti particolarmente significativi come Paul Di'Anno e Blaze Bayley. Dopo Norimberga 2.0, gli Ibridoma hanno ripreso a lavorare su nuovo materiale e nel 2024 l'ingresso del chitarrista Andrea Marresi ha contribuito alla formazione delle nuove composizioni.

Da questo lavoro nasce Sangue Innocente, settimo album della band, pubblicato da Punishment 18 Records in formato digitale il 28 agosto 2026 e disponibile su CD dal 25 settembre 2026. Dieci brani nei quali gli Ibridoma rimangono fedeli al proprio Heavy Metal, muovendosi tra Power Metal, momenti più veloci e una componente melodica sempre presente. La formazione che partecipa al disco è composta da Christian Bartolacci alla voce, Alessandro Morroni alla batteria, Marco Vitali alla chitarra solista e ritmica, Leonardo Ciccarelli al basso e Andrea Marresi alla chitarra ritmica.

Realize apre il disco con chitarre subito protagoniste e una ritmica compatta. Vitali e Marresi costruiscono un intreccio di riff e melodie che lascia spazio anche agli assoli, mentre la voce di Bartolacci mantiene un'impostazione forte e diretta. È un inizio che mette immediatamente in evidenza il carattere della band.

Con Childhood Denied il disco acquista maggiore aggressività. Il brano procede con una ritmica più serrata, sostenuta dalla batteria di Morroni e dal basso di Ciccarelli. Le chitarre continuano a essere il punto centrale della composizione, senza mettere in secondo piano la linea vocale, che rimane facilmente riconoscibile.

La title track Sangue Innocente introduce invece uno degli elementi più interessanti del disco: l'uso dell'italiano. La lingua rende il testo più immediato e si adatta bene alla voce di Bartolacci. A impreziosire il brano arriva anche Giacomo Voli dei Rhapsody of Fire, la cui partecipazione aggiunge un ulteriore confronto vocale senza cambiare la direzione musicale degli Ibridoma.

The Gambler torna all'inglese con un riffing deciso e un ritornello immediato. La parte solista si inserisce nel brano senza interromperne il ritmo, mantenendo un'impronta Heavy Metal diretta e legata alla tradizione.

Con Sole Freddo l'italiano torna a essere protagonista. Il passo si fa leggermente più disteso e la melodia assume un ruolo maggiore. La voce rimane al centro, mentre la sezione strumentale mantiene il peso necessario a non allontanare il brano dal resto dell'album.

The Other Side riporta maggiore dinamica e aggiunge la partecipazione di Chiara Malvestiti, soprano conosciuta anche per il suo lavoro con i Therion. La sua voce crea un contrasto evidente con quella di Bartolacci e introduce una componente diversa, inserita però all'interno di una struttura ancora saldamente Heavy Metal.

Uno dei brani che maggiormente attirano l'attenzione è Occhi Vuoti, anche per la scelta di utilizzare nuovamente l'italiano. La parte musicale sostiene un testo dal contenuto più diretto e la presenza di una sezione recitata interrompe il normale sviluppo della canzone, aggiungendo un elemento narrativo. Qui gli Ibridoma lasciano emergere un lato meno legato alla semplice costruzione del riff.

A.I. affronta già dal titolo un argomento molto attuale. Musicalmente il gruppo non cambia registro e continua a puntare sulle chitarre, sulla batteria e su una voce che mantiene una certa ruvidità. Il risultato è un brano immediato, che trova nella semplicità della struttura uno dei suoi punti di forza.

Sing In The Sky prosegue il percorso alternando ancora una volta inglese e italiano. La parte strumentale torna a spingere e le chitarre assumono un ruolo importante sia nei riff sia negli interventi solistici. È un brano che si inserisce bene nella seconda parte dell'album e mantiene viva la componente melodica.

La conclusione è affidata a Ho Dimenticato, il brano più lungo della tracklist e una vera e propria ballad. Qui gli Ibridoma rallentano il passo e lasciano maggiore spazio alla voce e alla melodia, con un'atmosfera più intensa e raccolta rispetto ai brani precedenti. Una scelta che permette alla band di chiudere l'album su una nota più emozionale, mostrando anche il lato più melodico della propria musica.

Sangue Innocente è il risultato di una storia iniziata venticinque anni fa e ancora capace di trovare nuove strade senza perdere il legame con le proprie radici. Gli Ibridoma suonano Heavy Metal con la consapevolezza di chi ha attraversato molte stagioni, ma anche con la voglia di continuare a scrivere canzoni e a salire su un palco.

Riff, melodie, assoli e una voce che alterna inglese e italiano costruiscono un album diretto, nel quale la tradizione incontra una sensibilità più personale. La presenza di Giacomo Voli e Chiara Malvestiti aggiunge due momenti particolari, mentre la scelta di dare maggiore spazio alla lingua italiana rende alcune canzoni ancora più vicine.

È forse proprio in questo contrasto che Sangue Innocente trova il suo significato più autentico: non soltanto nella potenza dell'Heavy Metal, ma nella possibilità di attraversare velocità, melodia e momenti più raccolti senza perdere la propria identità.

Gli Ibridoma continuano così il loro viaggio. Venticinque anni dopo l'inizio, con nuovi musicisti accanto a chi ha dato vita alla band, nuove canzoni e ancora qualcosa da raccontare. Perché certe passioni cambiano insieme alle persone e ai tempi, ma quando rimane la voglia di suonare, la storia può ancora continuare.









I Van der Graaf Generator e l'Italia


VAN DER GRAAF GENERATOR from Qui Giovani magazine september 1972

I Van der Graaf Generator, furono amatissimi dagli italiani negli anni ’70 e importante fu la loro presenza sulle riviste musicali dell’epoca.

Un esempio è il numero di settembre del 1972 di "Qui Giovani".

Di tutto un Pop...

Wazza


VAN DER GRAAF GENERATOR - February 1972 Piper Club Rome
Peter Hammil, Hugh Banton, David "Jaxon", Guy Evans
 







venerdì 25 settembre 2026

John Bonham: per non dimenticare

25 settembre 1980 - Starway to heaven... or hell!


Fine settembre 1980, i Led Zeppelin sono riuniti nella villa di Jimmy Page per le prove in vista di un eventuale ritorno sulle scene. John Bonham arriva già "brillo" e continua a bere, sembra "40 bicchieri di vodka"; viste le sue condizioni viene portato in una stanza dove viene lasciato dormire. La mattina dopo, 25 settembre 1980, John Paul Jones e il manager lo trovano morto, soffocato dal suo stesso vomito!

Se ne andava così a 32 anni il grande batterista dei Led Zeppelin, innovatore della batteria, caposcuola per l'hard rock, heavy metal, rock blues.

Con i Led Zeppelin ha macinato tour, dischi d'oro, riconoscimenti; nel 2011 i lettori di Rolling Stone Magazine lo dichiarano "miglior batterista di tutti i tempi"

Ma a causa di una vita fatta di eccessi, droghe alcol e sesso sfrenato (!!!), la sua carriera è andata rapidamente in declino. Rimarrà sempre il "Bonzo" che ancora oggi ci scuote, e non riusciamo a trattenerci, quando ascoltiamo, "Black Dog" "Moby Dick" "Immigrant Song".

Il Pensiero di alcuni "colleghi"...

«La batteria non c'entrava. John si sedette dietro un kit in miniatura: una cassa da 18", un rullante alto 4", un tom da 12" e uno da 14"... ed era quel suono! Rimasi annichilito da quello che stavo sentendo, e da come lo stava suonando: da quel minuscolo kit stava uscendo il sound dei Led Zeppelin!»

Dave Mattacks, Fairport Convention

Memories: Ringo Starr e John Bonham, cose da batteristi

«Avevamo ottenuto un backstage pass per le due serate del festival di Knebworth [1979, NdA]. Bonham arrivò insieme a suo figlio e si sedette alla batteria per controllare l'accordatura. L'impianto di amplificazione non era ancora acceso, e lui fece qualche acciaccatura: il palco iniziò a tremare, io e John Deacon ci guardammo negli occhi, e ci abbracciammo».

(Roger Taylor - Queen)

Alcune sue "bravate"…

Una volta John Bonham invitò Glenn Hughes a fare un viaggio sulla sua nuova e lussuosa macchina. Il batterista andò a sbattere dritto contro un muro e abbandonò la macchina. Il giorno dopo Hughes lo incontrò su una nuova lussuosa macchina e gli chiese che cosa avesse fatto con la vecchia macchina. Bonham rispose: "Quale macchina?".

Nel 1976 si recò ubriaco nel backstage del "Nassau Coliseum" di Long Island durante un concerto dei Deep Purple. Quando notò un microfono libero salì sul palco prima che i roadies potessero fermarlo; il gruppo smise di suonare mentre Bonham urlava al microfono: "Sono John Bonham dei Led Zeppelin e voglio semplicemente annunciarvi che abbiamo un nuovo album in uscita: si chiama “Presence” e, cazzo, è fantastico!".

Prima di andarsene si voltò verso il chitarrista dei Deep Purple e lo insultò dicendo: "E per quanto riguarda Tommy Bolin, non sa suonare una merda!".



Band of joy 1968 , con John Paul Jones e Robert Plant 

 



giovedì 24 settembre 2026

Il 24 settembre 1974 si concludeva la seconda edizione del “Villa Pamphili Festival”


Il 24 settembre 1974 si concludeva la seconda edizione del 

“Villa Pamphili Festival”

 

Si concludeva il 24 settembre 1974 la seconda edizione del "Villa Pamphili Festival", all'epoca giudicata sottotono rispetto alla prima edizione, sia per numero di presenze che per la qualità dei gruppi presenti (si parla di 12.000 presenze contro le 20.000 della precedente edizione).

Si parte il 20 settembre con un diluvio che mette a dura prova gli organizzatori, che presentavano un impianto da 10.000 watt ma, a parte un ritardo di 24 ore, il festival prende il via.

Nella prima serata tra gli altri se esibirono: Ciampini & Jackson, Biglietto per L'Inferno, Dodi Moscati, Angelo Branduardi, Banco Del Mutuo Soccorso; il giorno dopo: Amazing Blondel, Richrd Benson, La Spirale, La Preghiera di Sasso, Juri Camisasca, Strada Aperta, I Crash (dei fratelli Falco), Il Volo....

Terza serata: ancora Amazing Blondel, Sensation Fix, Crepuscolo, Murple, Kaleidon, Albero Motore, Samadi (ex RRR), Mauro Pelosi.

...le due firme sono di Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso... il biglietto è di Tony Carnevale che lo conservò per trent'anni nel suo portafoglio e lo mostrò poi a Francesco (ovviamente molto commosso) durante una mostra sull'evento...

L'ultima serata era previsto il concerto di Stomu Yamashta, ma i costi elevati del percussionista giapponese indussero gli organizzatori a "ripiegare" sui Soft Machine, che iniziarono a suonare a mezzanotte, davanti ad un pubblico gelato e fradicio di umidità! Prima di loro toccò ai Perigeo, Ibis, Assemblege, Ines Carbona, Etna.

Stando alle recensioni dei giornali, il Banco Del Mutuo Soccorso fu il gruppo che risollevò il festival, per le presenze e per un concerto memorabile (posso testimoniare… ma io sono di parte!).

Oltre ai grandi e alle nuove promesse del rock, nel cartellone c'erano molti folk-singer: da notare che la siciliana Rosa Balestreri fu sommersa dai fischi, tanto da non poter continuare la sua esibizione, mentre il Duo di Piadena, con Bandiera Rossa e Bella Ciao (paraculi!), ricevettero molti applausi.

Per il resto, pubblico ordinatissimo, nessun incidente, e per quattro giorni capelloni, seguaci di Hare Krishna, militari in libera uscita e studenti, condivisero questa "Woodstock" dè noantri.

Si dice che molte persone non vennero perchè in quei giorni in tv c’erano sia il tentativo di record di immersione di Enzo Majorca che il derby Roma-Lazio!

C'era anche la troupe Rai di "Sapere" che riprendeva... chissà che fine hanno fatto quei filmati… sarebbe bello rivederli, visto che la memoria, ha poca ram...

Altri tempi!

...di tutto un Pop!

Wazza






mercoledì 23 settembre 2026

Pop Rock Meeting: era il settembre del 1971

Il 22 settembre 1971 iniziava il “Pop Rock Meeting” di Novate, piccola cittadina in provincia di Milano, organizzato da Pino Tuccimei, Francesco Sanavio e Franco Mamone.

Oltre ad esibirsi nomi già affermati - come gli inglesi Colosseum, i canadesi Ocean, i “quasi famosi” New Trolls, i Delirium, Mia Martini, gli Osanna, Le Orme, la Premiata Forneria Marconi -, vennero invitati anche gli “emergenti” Banco del Mutuo Soccorso, il Balletto di Bronzo, Nuova Idea, Il Punto, Trip, Quelle strane Cose Che, Gleemen… una specie di “talent show”, che si tenne al Palasport di Novate, e finì il 24 settembre.

La leggenda racconta che John Hiseman talentuoso batterista dei Colosseum, si “innamorò” artisticamente di Franco Mussida, giovane chitarrista della PFM, chiedendo a Mamome “how mach”; per fortuna non se ne fece nulla, anche perché i Colosseum, dopo due mesi si sciolsero, mentre la PFM inizio la carriera che tutti conosciamo.

Sembra che il termine “progressive rock” fu coniato per la prima volta durante questi tre giorni di festival.

Un altro gruppo a cui Novate portò fortuna fu il Banco del Mutuo Soccorso. Anche se il viaggio per i “ragazzi” fu un incubo - strumenti e musicisti stipati dentro un pulmino che, se non erro, si ruppe per ben due volte durante il viaggio - fu l’unico gruppo a suonare per tutte e tre le serate, anche se ad orari assurdi, nel primo pomeriggio o a notte fonda.

Nella serata finale, tra il pubblico c’era anche Sandro Colombini della Ricordi. Franco Mamone visto il “talento” dei ragazzi, organizzò una serata al “Carta Vetrata” di Bollate, invitando Colombini ed altri discografici della Ricordi, da lì agli studi di via dei Cinquecento a Milano per un provino: fu quella la pista di lancio per il Banco del Mutuo Soccorso!

Di tutto un Pop…

Wazza


PREMIATA FORNERIA MARCONI  1971

Novate Milanese near Milano Italy Colosseum tour 23/9/1971

Primo Manifesto Osanna -Marzo 1971

Banco del Mutuo Soccorso



 


                                                              New Trolls nel 1971

Colosseum

Mia Martini, 1971





martedì 22 settembre 2026

Fabula Nova – Ajar -Commento di Luca Paoli

 


Fabula Nova – Ajar (Autoproduzione, 2026)

Progressive Rock tra musica, identità e memoria

di Luca Paoli


La storia di Iris continua con Ajar, il nuovo singolo dei Fabula Nova, pubblicato il 24 giugno 2026. I tre brani, Ajar, A Glimpse of Light e Night Butterfly, raccontano un momento importante della sua crescita, tra il desiderio di tornare alla musica, il rapporto difficile con il padre e le conseguenze di una scelta che Iris sente ormai necessaria.

Il progetto nasce nel 2023 da Danilo Pantusa e Valentina D’Angelo con The Edge (pt.1) e si sviluppa progressivamente in una storia più ampia, oggi portata avanti con The Edge (pt.2). Iris ne è la protagonista e la musica rappresenta il filo che accompagna la sua ricerca di identità, mentre il Neo-Prog dei Fabula Nova dà forma ai diversi momenti della vicenda.

Con Ajar la storia entra quindi in una nuova fase, nella quale Iris prova a riprendere possesso di quella parte di sé che aveva cercato di mettere da parte.

La vicenda di Iris era iniziata con The Edge (pt.1), pubblicato nel 2023, e aveva trovato un nuovo sviluppo nel marzo di quest'anno con My Reflection Fades. La protagonista è una ragazza che cresce in una famiglia nella quale la musica viene tenuta lontana, ma che scopre proprio nel pianoforte una possibilità di esprimere ciò che sente. È una storia di identità e di ricerca personale che i Fabula Nova stanno sviluppando attraverso una serie di singoli destinati a confluire in un progetto più ampio.

In Ajar, Iris si è trasferita con il padre in una nuova città e cerca di adattarsi alla vita che lui ha immaginato per lei. Per un periodo prova a mettere da parte la musica, quasi fosse qualcosa da dimenticare, ma quella parte di sé continua a riemergere. Il pianoforte, che aveva rappresentato il primo spazio nel quale poter esprimere liberamente ciò che sentiva, torna così a occupare un posto importante nella sua vita. Più cerca di conformarsi alle aspettative del padre, più si rende conto che rinunciare alla musica significa rinunciare a qualcosa di profondamente suo.

Dal punto di vista musicale, Ajar si inserisce nel Progressive Rock, con una scrittura articolata e una forte componente narrativa. Il nucleo dei Fabula Nova è formato da Danilo Pantusa a chitarre e basso, Valentina D'Angelo a batteria e voce e Federico Aramini alle tastiere, con synth, Mellotron e Hammond. Nel singolo intervengono inoltre Nicola Di Già alle chitarre acustiche, Andrea Napolitano al basso, Giorgio Belluscio a piano e tastiere e Mirko Magnelli alla chitarra elettrica. L'insieme guarda alla tradizione progressive, ma viene utilizzato soprattutto per accompagnare l'evoluzione della storia di Iris.

Ajar, il brano che dà il titolo al singolo mi sembra efficace proprio per questo equilibrio tra racconto e musica. Le tastiere, le chitarre elettriche e quelle acustiche si alternano costruendo un andamento progressivo che accompagna bene il momento di consapevolezza vissuto da Iris. La musica non si limita quindi a seguire la storia, ma contribuisce a darle forma, lasciando emergere gradualmente quella possibilità di ritrovare se stessa che il titolo suggerisce.

La storia prosegue con A Glimpse of Light, dove Iris ritrova un pianoforte nella sala di musica della scuola. Dopo un anno di distanza dallo strumento, ricomincia a suonare di nascosto. È un momento importante perché la musica torna a essere qualcosa di concreto nella sua vita, non soltanto un ricordo o un desiderio.

Anche qui il racconto non rimane fermo alle parole. Il brano sviluppa il passaggio dalla riscoperta della musica a una nuova situazione di conflitto, quando il padre scopre che Iris ha ricominciato a suonare. Lo scontro tra i due porta la ragazza a fuggire di casa e, durante l'inseguimento, il padre rimane coinvolto in un grave incidente automobilistico, finendo in coma.

Con Night Butterfly il tono cambia. Iris deve confrontarsi con quello che è appena successo e con il senso di colpa per l'incidente del padre. Ripensa alle proprie parole e alle proprie decisioni, mentre attende un segnale che possa dirle che lui non è perduto.

La “farfalla notturna” del titolo diventa così un'immagine legata alla condizione della protagonista: attratta dalla luce, ma ancora immersa nell'oscurità. È probabilmente il momento più introspettivo del singolo, quello nel quale la storia lascia maggiore spazio alle emozioni di Iris.

Ascoltati insieme, i tre brani raccontano quindi un passaggio preciso della vicenda di Iris: la presa di coscienza di ciò che la musica rappresenta per lei, il ritorno al pianoforte e le conseguenze dolorose di questa scelta. È un percorso che i Fabula Nova costruiscono senza separare troppo la parte musicale da quella narrativa.

Con Ajar, i Fabula Nova aggiungono un altro tassello a una storia che sta crescendo insieme alla musica. I tre brani raccontano la difficoltà di ritrovare se stessi, il bisogno di non rinunciare a ciò che si è e il peso delle conseguenze quando una scelta finalmente diventa necessaria. Iris non trova ancora una soluzione, ma almeno riesce a riconoscere quella parte di sé che aveva cercato di mettere a tacere.

Ed è forse questo che rende il progetto interessante anche al di là della sua struttura narrativa. La musica diventa il luogo nel quale Iris può tornare a essere se stessa, proprio quando tutto intorno a lei sembra andare nella direzione opposta. Ajar lascia così una porta socchiusa, non soltanto come immagine della storia, ma come possibilità di continuare a cercare una propria strada.

La vicenda non è ancora conclusa. Con Ajar sono tre i singoli pubblicati dai Fabula Nova. Altri due, entrambi composti da tre brani, completeranno il primo dei due CD previsti per l'album. Il prossimo è atteso per la fine di ottobre 2026 e porterà avanti la storia di Iris, lasciando ancora aperta quella porta che dà il titolo a questo capitolo.





 

"Viterbo Rock Festival" il 22 settembre del 1973


Anche Viterbo ha avuto la sua "Woodstock"...
Presentato dall'immancabile Eddie Ponti, si tenne il 22 settembre 1973 il "Viterbo Rock Festival".
Parteciparono tra gli altri Alan Sorrenti, Metamorfosi, Saint Just, Quella Vecchia Locanda, Garybaldi, Jumbo, Semiramis...

Ci furono altri Festival a Viterbo, prima e dopo il 1973, ma quello organizzato in collaborazione con la rivista "Sound Flash", fu il più Progressive!
Di tutto un Pop…
Wazza