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sabato 29 agosto 2026

Peter Gabriel e Phil Collins: la storica reunion al Reading Festival del 1979

 


 Peter Gabriel 

Reading Festival 26 agosto 1979

By kind permission of Wazza


26 agosto 1979: al Reading Festival, una delle rassegne più importanti del Regno Unito, un artista si preparava a calcare il palco per un'esibizione che sarebbe passata alla storia: Peter Gabriel. Era un momento cruciale per la sua carriera solista, dopo la turbolenta uscita dai Genesis.

Dopo aver lasciato i Genesis nel 1975, Gabriel si era reinventato. I suoi primi due album da solista, Peter Gabriel (1977) e Peter Gabriel (1978) - poi ribattezzati rispettivamente Car e Scratch per evitare confusione - avevano mostrato un lato più intimo e sperimentale. Ma fu con il suo terzo lavoro, Melt (1980), che l'artista consolidò la sua nuova identità. Anche se l'album non era ancora stato pubblicato al momento del festival, molti dei brani che lo avrebbero composto furono eseguiti per la prima volta proprio quel giorno

Il concerto al Reading Festival del 1979 fu un'occasione per il pubblico di assistere a una trasformazione in tempo reale. Gabriel, accompagnato da una band di musicisti eccezionali, tra cui l'innovativo bassista Tony Levin e il chitarrista Sid McGinnis, era pronto a stupire. La scaletta mescolava brani dei primi due album con nuove composizioni, tra cui una versione embrionale di "Biko" e l'ormai classica "I Don't Remember". Ma la performance che tutti attendevano, e che resta impressa nella memoria di chi c'era, fu quella di "Solsbury Hill", un inno alla libertà e all'indipendenza, diventato ormai un simbolo della sua carriera post-Genesis.

L'esibizione di Gabriel a Reading nel '79 segnò un punto di svolta. Dimostrò che l'artista era capace di stare in piedi da solo, senza l'ombra ingombrante della sua ex band. Il suo approccio più crudo, la ricerca di nuove sonorità e la sua presenza scenica magnetica conquistarono il pubblico e la critica. Fu un'anteprima di ciò che sarebbe diventato l'album del 1980, un disco che avrebbe ridefinito i confini del rock sperimentale, introducendo elementi di musica etnica e elettronica che avrebbero caratterizzato gran parte della sua produzione successiva.

Il concerto di Peter Gabriel al Reading Festival del 1979 non fu solo una semplice esibizione, ma una dichiarazione d'intenti: un nuovo inizio per uno degli artisti più innovativi e influenti della storia della musica. Fu il momento in cui Peter Gabriel smise di essere "l'ex cantante dei Genesis" per diventare semplicemente Peter Gabriel, l'artista visionario che conosciamo oggi.

E i Genesis?

Era presente Phil Collins e suonò la batteria per gran parte del set di Gabriel.

Questa esibizione è rimasta impressa nella memoria dei fan non solo per il repertorio di Gabriel, ma anche per il fatto che i due ex compagni dei Genesis si riunirono sul palco in un momento cruciale per le loro carriere individuali.

In particolare, Collins non solo suonò la batteria, ma si unì a Gabriel per due momenti particolarmente significativi:

  • "Mother of Violence": in una suggestiva performance in cui si sedettero uno di fronte all'altro ai lati del palco per le parti armoniche vocali.
  • "The Lamb Lies Down on Broadway": per l'encore, un momento davvero storico. I due eseguirono un brano che era un pilastro del repertorio dei Genesis, un gesto che sancì in modo inequivocabile la fine delle tensioni del passato e l'inizio di una collaborazione e amicizia che sarebbe continuata per anni (Collins avrebbe suonato anche sul terzo album solista di Gabriel, "Melt").

La presenza di Collins aggiunse una dimensione speciale al concerto, trasformandolo da una semplice esibizione a un evento che celebrava sia il passato glorioso dei Genesis che il futuro promettente dei due artisti.






Weeley Festival: era il 1971

Ritorno a casa dopo 3 giorni di festival


Si concludeva il 29 agosto 1971, dopo i tre giorni "canonici", il "Weeley Festival", tenutosi in una zona dell'Essex, in Inghilterra.
Cartellone impressionante, e oggi una cosa del genere sarebbe fantascienza.

I T-Rex di Marc Bolan (all'epoca famosissimi) erano gli headliner di questo fantastico festival; tra gli altri King Crimson, Colosseum, Van Der Graaf Generator, Curved Air, Caravan.
Vi parteciparono 150.000 persone; una tre giorni no-stop, con grandi performance, con "cambio palco" alternati a set acustici, per non fermare mai la musica... altri tempi
Di tutto un Pop…
Wazza




T-REX

King Crimson

Boolteg per i VdGG





venerdì 28 agosto 2026

Mike Oldfield: usciva il 28 agosto 1974 “Hergest Ridge”, suo secondo album


Usciva il 28 agosto 1974Hergest Ridge”, secondo album di Mike Oldfield.
La legenda narra che l’inaspettato successo commerciale e di critica del suo album di debutto, “Tubular Bells”, colpì Oldfield che decise di non andare in tour ed evitò la stampa. 
Questa improvvisa notorietà lo mise in crisi, e si ritirò al confine tra Inghilterra e Galles, dove registrò l’album.
Hergest Ridge è il nome della collina che si vedeva da casa sua.

Di tutto un Pop…
Wazza

Mike e un piccolo aeroplano a controllo remoto-Hergest Ridge, Herefordshire, UK, 1974

L'album che sto per recensire non è tra i più famosi di Oldfield, successore di "Tubular Bells" e dal quale eredita la pressione del successo ottenuto e la voglia e necessità di comporre un lavoro dilatato e rarefatto più vicino ad atmosfere ambient e new age. Ed è proprio in questo album che vengono temperate e filtrate dalla sua creatività l'impulsività e i guizzi di genio emersi in "Tubular Bells". Il risultato di questa equazione dà vita al migliore disco di Oldfield. Ispirato dal paesaggio dell'Herefordshire l'album si presenta suddiviso in due suite strumentali.


La prima introdotta da fiati che inizia a tessere la delicata trama su cui si sviluppa l'intero album, in un crescendo di strumenti su cui spicca la chitarra dal suono suadente e malinconico che a tratti segue, a tratti profana la struttura geometrica dell'intero album. Spettri melodici che si compenetrano senza soluzione di continuità un po' come i paesaggi autunnali del Galles fatti di tenui luci, del brillante controluce delle foglie e le ombre fresche del crepuscolo.


La seconda parte si apre con una delicata chitarra acustica e si dischiude lentamente in un universo sognante fatto di melodie quasi pastorali dal sapore Folk per poi incupirsi come si fosse sorpesi in piena campagna da un violento apocalittico temporale. Ed ecco venti o più chitarre suonate in serie che tessono una melodia sghemba, segmentata e claustofobica che
gira su sé stessa finché quando meno te lo aspetti dal nulla riappare la luce tiepida dalle tinte oniriche che conclude l'album in un crescendo di abbracci orchestrali e acustiche minimali. Il disco più ombroso ed incompreso dell'Oldfield più ispirato e creativo.





giovedì 27 agosto 2026

Marillion Reading Festival 27 agosto 1983-Reportage fotografico



Marillion Reading Festival 27 agosto 1983

(By kind permission of Wazza)






























Ciao 2001 del 27 agosto 1972-Il video "Documentario: La Storia del Progressive Italiano"



Della serie… "come siamo regrediti"....

Classifica di  Ciao 2001 del 27 agosto 1972

Al primo posto dei 33 giri (o LP) – Trilogy, di Emerson Lake & Palmer...

di seguito "trionfo" del Prog Italiano, in contemporanea in classifica:

Uomo di Pezza - Le Orme
Banco del Mutuo SoccorsoB.M.S.
Preludio Tema Variazioni Canzona - Osanna
Atlantide - Trip
Storia di un Minuto - PFM

Oggi una cosa del genere sarebbe impensabile... purtroppo!
Wazza






Compie gli anni Philip Shulman, il "vecchio" Gentle Giant

Phil Shulman in aeroporto nel 1971


Compie gli anni oggi, 27 agosto, Philip Shulman, cantante, polistrumentista, il più vecchio dei Gentle Giant: infatti, nel 1972, alla “veneranda” età di 35 anni, lasciò la band per dedicarsi all’insegnamento.

Insieme ai fratelli Derek e Ray, provenienti dal gruppo di Simon Dupree, fondò i Gentle Giant, dando il suo enorme contributo come seconda voce, suonando sax, flauto, tromba e clarinetto.

Happy Birthday Phil!
Wazza



Gary Green, Ray, Derek e Phil Shulman - Gentle Giant -1971


Derek e Phil Shulman -Gentle Giant - Essen - 1972

GENTLE GIANT-Portsmouth: Kerry Minnear, Phil Shulman, Derek Shulman and Ray Shulman introdotti nella  U.K. Hall of Fame






mercoledì 26 agosto 2026

Un po’ di storie rock del passato… a matrice ligure!

 

Ricorda Mauro Gilli…

Nel 1981 io e mio fratello Riky ci trasferimmo a Milano, lasciando i Total Crash e tutto ciò che avevamo fatto fino a quel momento. Appena arrivato, registrai alla Polygram in un disco di Jo Squillo, poi iniziai a lavorare alla Trident, nel fan club dei Pooh. Erano anni pieni di movimento, di locali, di incontri continui, in una città che sembrava vivere di musica ventiquattr’ore al giorno.

Frequentavamo posti di tendenza come il Magia, dove si vedevano spesso Franz Di Cioccio, Abatantuono e tanti altri artisti della Milano di quegli anni. Si suonava ovunque, spesso improvvisando jam che nascevano dal nulla. In alcune serate ci trovammo a suonare a fianco di Elio e le Storie Tese, in quell’ambiente creativo che sembrava non fermarsi mai. Una notte irripetibile comparve persino Jaco Pastorius, completamente ubriaco: il giorno dopo avrebbe dovuto suonare al Tenda.

Un giorno, insieme ai fratelli Severi e a una cantante americana, Annie, iniziammo a provare qualcosa di nuovo. Da lì nacquero i Casbah, un progetto che prese forma quasi da solo, come se fosse nell’aria. La direzione artistica del gruppo fu affidata a Di Cioccio, che contribuì a dare identità, struttura e visione al progetto.

Piacevamo sia a Claudio Elmi, manager di Vasco Rossi, sia a Enrico Rovelli, figura centrale della scena milanese. Da quell’interesse nacque la storia della Camel e poi il tour con Vasco. Io e Riky lavorammo per Rovelli anche al Rolling Stone, vivendo una stagione musicale che oggi meriterebbe davvero un libro.

1985: la produzione Baby Records

Nel 1985 arrivò una nuova fase importante: i Casbah vennero prodotti da Claudio Dentes e da Franz Di Cioccio (PFM) per la Baby Records, una delle etichette più attive e riconoscibili di quegli anni. Fu il periodo di “Your Green Eyes”, con la formazione completa:

Annie Saltzman – voce

Carlo Severi – chitarra, voce e tastiere

Ricky Gi – chitarra

Paolo Severi – sax e voce

Luca Bianchi – basso

Maurock Gi – batteria 

Un progetto che univa Milano, la scena new wave, la produzione professionale e un’identità sonora che oggi meriterebbe di essere riscoperta.

Dopo i Casbah

Dopo quelle esperienze e molte altre avventure, entrai negli Ufo Piemontesi e poi negli Skatafascio con Paolo Rossi. A quel punto eravamo già nel 1998.

Mio fratello rimase a lavorare con Rovelli fino a qualche anno fa, continuando a muoversi in quell’ambiente che aveva segnato la nostra giovinezza artistica.

Prossimamente altri ricordi…