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martedì 24 febbraio 2026

"Physical Graffiti": era il 24 febbraio del 1975


Usciva il 24 febbraio 1975 "Physical Graffiti", sesto album dei Led Zeppelin...
Di tutto un Pop…
Wazza


"Physical Graffiti", ovvero i Led Zeppelin al culmine della carriera e della creatività. Con questo capolavoro i Led infatti portano a termine quella maturazione artistica iniziata da "III" e proseguita con "Houses of the Holy", arrivando a creare l'unico album doppio della loro discografia in cui sono sapientemente miscelati vari generi musicali, dall'hard rock fino al funky, passando per il blues e per sonorità orientaleggianti, con picchi di espressività e intensità veramente altissimi.

Album che si apre con "Custard Pie", un hard-rock dalle sonorità ruvide, per poi passare al rock più "pulito" di "The Rover", brano del '70, in cui Page piazza un riff dei suoi e uno dei suoi assoli di più perfetta costruzione. Segue "In My Time Of Dying", uno standard blues, a cui la batteria rovente di Bonham, il canto drammatico di Plant e la sadica chitarra di Page danno un'intensità emotiva spaventosa facendone un baluardo dei Led. Si continua con la smorfiosa "Houses Of The Holy", risalente al '73, con un pesantissimo brano funky, "Trampled Under Foot", con Jones che spicca alla tastiera e con Plant che canta le analogie tra la meccanica dell'automobile e l'atto sessuale, per arrivare all'apoteosi di "Physical Graffiti": "Kashmir". L'imponente batteria di Bonzo, il lento e maestoso riff di Page e di Jones, sempre alla tastiera, e il racconto di un viaggio epico di un Plant in grande forma, fanno di questo brano un viaggio mistico tra le sonorità orientali e gli danno un livello di espressività e di emotività altissimo.



Qualche immagine...















Cesare Monti: l'obiettivo che ha scolpito il volto del pop italiano (23 febbraio 2015)

 


Dalle visioni di Battisti al realismo materico del 

Banco del Mutuo Soccorso


Il 23 febbraio 2015 segnava la scomparsa di Cesare Montalbetti, noto nel panorama artistico come Cesare Monti. La sua figura è stata centrale nel definire l'immagine della musica d'autore italiana, un percorso nato e alimentato da un profondo legame familiare: Cesare era infatti il fratello di Pietruccio Montalbetti, leader dei Dik Dik. Fu proprio grazie a questa connessione e alla "factory" creativa di via Stendhal a Milano che Cesare entrò in contatto con artisti del calibro di Lucio Battisti, trasformando la fotografia da semplice documentazione a vera e propria estensione semantica dell'opera musicale.

La sua produzione è costellata di opere che hanno definito l'identità del pop e del rock d'autore in Italia. Tra i lavori più significativi che testimoniano questa capacità di sintesi visiva si possono citare:


-Lucio Battisti – Umanamente uomo:il sogno (1972)

-Lucio Battisti – Il mio canto libero (1972)

-Premiata Forneria Marconi – Per un amico (1972)

-PFM – Storia di un minuto (1972)

-Dik Dik – Suite per una donna assolutamente relativa (1972)

-Lucio Battisti – Anima latina (1974)

-Bruno Lauzi – Amore caro, amore bello (1971)

-Banco del Mutuo Soccorso – Darwin! (1972)

-Banco del Mutuo Soccorso-Io sono nato libero (1973)


Prendendo come riferimento l'opera realizzata per il secondo album del Banco del Mutuo Soccorso, Darwin!, si nota come Monti abbia scelto di proseguire sulla strada della tridimensionalità materica iniziata con il celebre "salvadanaio" dell'esordio. Se nel primo disco l'oggetto era un simbolo di risparmio e valore, in Darwin! l'artista si sposta verso una narrazione più scura e ancestrale. L'immagine centrale raffigura un orologio da taschino antico, appoggiato su una superficie scura e consunta, circondato da polvere e frammenti di tempo.

Sotto il profilo tecnico, l'innovazione risiede nella capacità di rendere la materia quasi palpabile attraverso un uso sapiente della luce radente, che esalta i graffi sul vetro dell'orologio e la texture del metallo. La scelta di questo oggetto non era casuale: l'orologio simboleggiava il tempo dell'evoluzione umana, tema centrale del concept album basato sulle teorie darwiniane. Monti riuscì a tradurre la complessità delle composizioni dei fratelli Nocenzi in un'immagine che evocava simultaneamente il passato paleontologico e la caducità dell'esistenza umana.

Il packaging di Darwin! confermava inoltre l'attenzione di Monti per la cartotecnica e per il dettaglio editoriale. La copertina non era un semplice involucro, ma un invito a entrare in una dimensione museale, dove ogni elemento grafico era pensato per accompagnare l'ascoltatore nel viaggio evolutivo proposto dalla musica. Cesare Monti non si limitò a fotografare un oggetto; ne catturò l'anima temporale, rendendo l'esperienza dell'ascolto indissolubile dal contatto visivo con l'opera.



lunedì 23 febbraio 2026

23 febbraio 1975: Battiato, Magma e As Ra Tempel

Il 23 febbraio 1975 Franco Battiato, allora sperimentatore di musica d’avanguardia, veniva chiamato a rappresentare l’Italia all’European Rock Festival a Londra, insieme ai francesi Magma e ai tedeschi As Ra Tempel.

Un grande riconoscimento per l’artista siciliano, che in quegli anni veniva spesso ricoperto dai fischi, nei vari festival pop, da un pubblico non abituato a pezzi lunghi 40’ minuti di solo improvvisazione musicale. 

Di Tutto un Pop…

Wazza

FRANCO BATTIATO 1975


(estratto intervista)

“Questo è vero. Anche all'estero comunque piaceva molto. Io ho fatto da spalla nel 1975 a Stomu Yamashita, che faceva il Buddha Theatre. Nel '75 sono stato chiamato a rappresentare l'Italia alla Roundhouse di Londra per l'European Rock Festival a cui partecipavano i Magma, i Tangerine Dream, gli Ash Ra Tempel, il meglio della scena sperimentale di quel periodo insomma. Ma io avevo deciso che quello che facevo era troppo commerciale e che proprio per quell'importante occasione avrei cambiato rotta: avrei fatto metà concerto con le cose che sapevo che piacevano al pubblico e metà invece sui miei esperimenti 'd'attacco'. Alle prove ho fatto come al solito Propriedad Proibida e alla fine il direttore mi si avvicina e mi dice: 'You are the number one!'. Era proprio stupito e felice. Alla sera arrivarono circa quattromila persone, di cui duemila ubriache. Io facevo tutto da solo, non avevo nessuno che mi accompagnasse. Avevo i capelli lunghi, molto lunghi, una camicia militare, la barba non rasata e come strumenti un giradischi che usavo in maniera 'distruttiva' molto tempo prima dei dj hip hop con lo 'scratch', una radio sulle onde corte e una televisione come 'noise'. Quando ho cominciato a suonare all'inizio nessuno diceva niente perché pensavano che fossi il tecnico dell'artista italiano, che stava tarando gli strumenti. Ma dopo dieci minuti hanno incominciato a gridarmi 'Go home!', mentre altri dicevano 'More!'. Era scoppiato l'inferno! Dopo un po' me ne sono andato e mentre scendevo le scale ho rivisto il direttore che, offeso, ha girato la faccia dall'altra parte bofonchiando qualcosa tipo 'Mi hai tradito!' e non mi ha neanche salutato. Pazienza".

MAGMA (CHRISTIAN VANDER & KLAUS BLASQUIZ), 1975


As Ra Temple



 

Black Sabbath in Italia nel febbraio del 1973


Con la nomea di "famigerato ed oscuro gruppo" (Ciao 2001 -25-febbraio 1973), i Black Sabbath arrivano per la prima volta in Italia... Bologna, Brescia, Vicenza, e data conclusiva a Roma - Palazzo dello Sport, 23 febbraio 1973: sarà l'inizio di un grande feeling con il pubblico italiano.

Di tutto un Pop…

Wazza



  Ozzy Osbourne, Rome, Italy - February 23, 1973


 Prima del concerto a Roma, oltre ai Sabbath si riconosce Fiorella Gentile (Ciao 2001)










Banco del Mutuo Soccorso: il 23 febbraio del 1976 usciva il primo album (colonna sonora) strumentale, "Garofano Rosso"


Racconti sottoBanco


“La prima volta che scrissi una colonna sonora per un film fu per Il Garofano rosso tratto dal libro di Vittorini, ed ero un po’ spaventato dai limiti di durata imposti dal regista, ma la scoperta fantastica fu che era invece uno spunto alla ricerca e questa nuova concezione del limite mi è rimasta per tutta la vita”.

(Vittorio Nocenzi)


Usciva il 23 febbraio 1976 l’album “Garofano Rosso”, colonna sonora dell’omonimo film di Luigi Faccini, tratto da un romanzo di Elio Vittorini. Prima colonna sonora per il Banco del Mutuo Soccorso e primo album strumentale, che apriva una nuova epoca nell’evoluzione del gruppo.

Andatevelo a risentire!

Wazza

 


Interprete: Banco del Mutuo Soccorso 

·         Etichetta: VIRGIN 

·         Catalogo: MPIT 1005

·         Data di pubblicazione: Febbraio 1989 

·         Matrici: MPIT 1005-A/MPIT 1005-B

·         Supporto: vinile 33 giri 

·         Tipo audio: Stereo

·         Dimensioni: 30 cm. 

·         Facciate: 2

 

Note: Data matrici: 3 Febbraio / Colonna sonora originale del film omonimo (Luigi Faccini, 1975), salvo i primi due brani, non utilizzati per il film / Copertina in carta martellata - Disegno di Mimmo Mellino / Nota di presentazione all'opera a firma del gruppo sul retro copertina / Registrato da Giorgio Loviscek e mixato da Peter Kaukonen presso il Chantalain Studio di Roma nel Novembre 1975 / Tutti i brani sono strumentali; Francesco Di Giacomo, voce solista del gruppo, è qui accreditato per la documentazione ai brani, non partecipandovi direttamente / Produzione esecutiva: David Zard / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano / Formazione: Pierluigi Calderoni - batteria, percussioni; Renato D'Angelo - basso, contrabbasso, chitarra acustica; Francesco Di Giacomo - voce; Rodolfo Maltese - chitarre, tromba, corno; Gianni Nocenzi - pianoforte, piano elettrico, sintetizzatore, clarinetto; Vittorio Nocenzi - organo, sintetizzatori, vibrafono


BRANI

Lato A

 

ZOBEIDA

Autori: Vittorio Nocenzi

FUNERALE

Autori: Vittorio Nocenzi

10 GIUGNO 1924

Autori: Gianni Nocenzi

QUASI SALTARELLO

Autori: Vittorio Nocenzi

ESTERNO NOTTE (CASA DI GIOVANNA)

Autori: Vittorio Nocenzi Edizioni: Traccia Music

GAROFANO ROSSO

Autori: Vittorio Nocenzi

 

Lato B

 

SUGGESTIONI DI UN RITORNO IN CAMPAGNA

Autori: Rodolfo Maltese, Vittorio Nocenzi, Gianni Nocenzi

PASSEGGIATA IN BICICLETTA E CORTEO DEI DIMOSTRANTI

Autori: Gianni Nocenzi, Vittorio Nocenzi

TEMA DI GIOVANNA

Autori: Vittorio Nocenzi

SIRACUSA: APPUNTI D'EPOCA

Autori: Vittorio Nocenzi

NOTTURNO BREVE

Autori: Vittorio Nocenzi

LASCIANDO LA CASA ANTICA

Autori: Rodolfo Maltese, Vittorio Nocenzi, Gianni Nocenzi

 

È incomprensibile come "Garofano Rosso" sia l'album del BMS più sconosciuto e meno apprezzato di tutta la loro copiosa produzione.

Era il 1975 ed il prog cominciava a declinare sotto le sciabolate della disco-music e del motto "It's Time to Land". I dischi degli alfieri del genere si dimostravano più ricchi di tecnica e ripetitività che di idee. Nel grigiore generale, che poi coglierà anche il BMS, il gruppo romano viene invitato a comporre ed eseguire la colonna sonora del film "Garofano Rosso", il cui valore fu tale che nessuno ricorda né il nome del regista, né che abbia superato i cinque giorni di programmazione in una sala cinematografica.

Per una strana legge di compensazione, invece, la musica è di tale spessore che ne uscì l'album prog italiano migliore di tutti i tempi. So di fare un'affermazione azzardata, e che da molti non sarà condivisa, ma per me è proprio così. Se non fosse per la ritmica, "Garofano Rosso" potrebbe benissimo essere un album di classica-contemporanea, molto sofisticato e ben costruito.

In questo ricorda, come idea di struttura e non come musica, il leggendario "Islands" dei King Crimson che è un altro disco difficilmente catalogabile come rock (anche se progressive). In "Garofano Rosso" si nota subito l'abbondante uso dei fiati, rafforzati dai synthes di Vittorio Nocenzi, lo scarso utilizzo della chitarra elettrica, a favore di quella acustica e un fluido e classico uso del pianoforte a coda, più adatto alle atmosfere cameristiche che alle grandi platee giovanili.

Un lavoro maturo e da veri musicisti, per una volta liberati da alcuni vincoli comportamentali imposti dall'industria discografica. Su tutti i brani, primeggia "Suggestioni di un ritorno in campagna". Si tratta di una vera e propria mini-sinfonia che spazia dalla classica più filologica a quella contemporanea, non disdegnando un'occhiatina al jazz e superbamente introdotta dal laconico pianoforte di Gianni Nocenzi, il quale, poi, si ripeterà nel pezzo "Tema di Giovanna" (quasi un a-solo), sino a spingersi a toni decisamente drammatici e carichi di lirismo. Notevoli anche "Zobeida", "Funerale" e "Quasi saltarello", un pezzo questo dove il Banco tende la mano all'etno-folk popolare (il Saltarello è una danza del centro-sud).

Per concludere, “Garofano Rosso” è l'album più sottovalutato della produzione del BMS e di tutto il prog italiano. Probabilmente non fu oggetto dell'attenzione che meritava, perché si trattò del primo disco del gruppo inciso per un'etichetta straniera (la Manticore di Greg Lake) e, forse, fu osteggiato proprio per questo. Da segnalare che in tutto il lavoro non c'è traccia della voce di Francesco Di Giacomo, che, per una volta, si fece signorilmente da parte per favorire un po' di sperimentazione ai due cervelli del Banco, e cioè i fratelli Nocenzi.

Una pellicola cinematografica caratteristica. Si combinano tanti elementi: storia, fascino della città, passione amorosa e per la politica. Il garofano rosso (1976), regia di Luigi Faccini, è un film icona di Siracusa, in cui si riscontrano tante prospettive. Tratto dall’omonimo romanzo di Elio Vittorini, si raccontano i sogni e le utopie di un giovane studente.


Trama del film 

Alessio Mainardi (Miguel Bosé) è un giovane di buona famiglia, la quale possiede dei terreni nell’entroterra siciliano. Studia al ginnasio di Siracusa e al contempo vive in una pensione familiare con un altro giovane, Tarquinio Masseo. I due diventano buoni amici e parlano soprattutto di donne da cui sono attratti e di politica. È appena accaduto l’omicidio di Giacomo Matteotti e perciò i fascisti irrompono sempre più a Siracusa, con aggressioni e pestaggi. Mainardi è affascinato da questa ideologia reazionaria che prende più piede, ma col tempo tende sempre più a ravvedersi. Crede che l’amico Tarquinio abbia fatto breccia su Giovanna, il suo amore non corrisposto.

Alessio è pure invaghito di un’altra donna, Zobeide (Elsa Martinelli), che scopre essere una prostituta. Il giovane continua ad inseguire le sue utopie, rinnovandole sempre.

 


Significato attorno a Il garofano rosso

Dal sentimento non ricambiato di Alessio prende nome la storia. Secondo una leggenda, un giovane si innamorò perdutamente di Diana la quale non lo corrispondeva e fece perfino il voto della verginità. Il giovane morì di disperazione e dalle sue lacrime nacquero garofani rossi. Un fiore che può indicare la libertà, quella propulsione interiore che porta ad accostarti alla bellezza.

Alessio Mainardi è un giovane in cerca di prospettive. È richiamato dal contesto natio, equivalente a tutto ciò che è agreste. Al contempo, volge gli orizzonti verso la città, luogo di conoscenze e scambi culturali. Trova in Tarquinio Masseo un punto di riferimento, seppure con dei momenti di divergenze. Alessio è un giovane che tende a formarsi a livello politico, culturale e sentimentale.

Un contesto storico di grande fermento. Ma purtroppo ogni anelito di libertà è represso perché il fascismo, dopo essere penetrato nelle istituzioni, tende sempre più a radicarsi a livello sociale.

 

Suggestioni della pellicola cinematografica

La colonna sonora è del gruppo Banco del Mutuo Soccorso. Una musica introspettiva che richiama la ricerca del sé compiuta da Alessio Mainardi. La scena in cui questi assiste alla sfilata comunista è girata in via delle Vergini. Altre scene trovano ambientazione nei pressi di piazza Duomo, compresa quella in cui Alessio entra ed esce da scuola. Diversi momenti trovano ripresa, poi, lungo le varie viuzze di Ortigia. Il garofano rosso è, quindi, una pellicola che rievoca un luogo così caratteristico e a misura di essere umano quale è Siracusa. Luigi Faccini, il regista, riesce a catturare tutto questo. Egli nel film si occupa pure della sceneggiatura.

Il garofano rosso è una pellicola dagli ingredienti peculiari. Storia, arte, introspezione, passione, senso di giustizia convergono nel film. Esso, però, non è molto conosciuto soprattutto tra le giovani generazioni. Le righe qui riportate sono quindi un modo per ricordare certe pellicole cinematografiche preziose.

 

 


sabato 21 febbraio 2026

Francesco Di Giacomo: un triste anniversario che parla ancora al cuore



 21 febbraio 

"Hanno pianto un poco, poi si sono abituati 

A tutto si abitua quel vigliacco che è l'uomo"

(Fedor Dostoevskij -Delitto e castigo)


Ci sarai sempre 

Buon viaggio capitano!

Wazza



venerdì 20 febbraio 2026

Il compleanno di Aldo Tagliapietra


Compie gli anni oggi, 20 febbraio, Aldo Tagliapietra, cantante, autore, bassista, maestro di sitar, un pilastro della musica, pop e progressive. 

Cofondatore e storica voce del Le Orme, dal 1968 a 2009, ha contribuito a realizzare grandi successi che faranno diventare la band una delle più amate in Italia.

Ha prodotto e pubblicato ottimi album da solista, collaborato con vecchi e nuovi musicisti del panorama prog italiano e mondiale.

Continua a deliziarci con la sua voce, con la Aldo Tagliapietra Band, con grandi riconoscimenti sia in Italia che all'estero.

Buon compleanno "vecio".

Wazza



Con Andrea De Nardi, Matteo Ballarin, Manuel Smaniotto