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venerdì 16 ottobre 2026

La fine dei Creedence Clearwater Revival

La leggenda narra che il 16 ottobre 1972 si “scioglievano” i Creedence Clearwater Revival, band americana capitanata da John Fogerty.

I loro brani sono diventati patrimonio della musica.

Di tutto un Pop…

Wazza

I Creedence Clearwater Revival sono stati un gruppo rock americano, attivo dal 1967 al 1972.

La band era composta dal cantante, chitarrista e principale compositore John Fogerty, dal fratello chitarrista ritmico Tom Fogerty, dal bassista Stu Cook e dal batterista Doug Clifford.

Il loro stile musicale era influenzato dal Country, dal Blues e dal Rock 'n Roll. I C.C.R. hanno venduto qualcosa come 26 milioni di album negli Stati Uniti, e nel 1993 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. 

UNSPECIFIED - CIRCA 1970: Photo of Creedence Clearwater Revival Photo by Michael Ochs

Tra il 1969 e il 1970 sfornarono cinque album, arrivando alla consacrazione mondiale con “Cosmo's Factory”, che piazzò sei singoli nella Top 5.

Purtroppo, col successo mondiale iniziarono problemi e conflitti interni alla band.

Il 16 ottobre del 1972 i C.C.R. si sciolsero ufficialmente. Si ricomposero solo in un’occasione, nel 1980, per la ricorrenza del matrimonio di Tom.

Di tutti i componenti solo John Fogerty riuscì a sfondare come solista, dopo lo scioglimento.

 





giovedì 15 ottobre 2026

“Teatro Valle Occupato”: 15 ottobre 2011


“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”
(Bertolt Brecht)

Il 15 ottobre 2011 Francesco di Giacomo, Vittorio Nocenzi, e Alessandro Papotto in “rappresentanza” del Banco, si esibiscono al “Teatro Valle Occupato”, lo storico teatro italiano che lottava contro la chiusura dello stabile.

La data riportata dal fotografo (che non conosco) riporta erroneamente la data 14 giugno 2011, sulle foto, confondendo con la data che Francesco di Giacomo fece insieme a Paolo Sentinelli, appunto il 14 giugno!

Sempre solidali, con chi ne ha bisogno… questo è il Banco

Wazza








mercoledì 14 ottobre 2026

BANCO: accadeva il 14 ottobre 2017 a Magenta


 Il 14 ottobre 2017 il Banco suona a Magenta (Mi), utilizzando la strumentazione dei CAP, il gruppo che aprirà il concerto.

Il giorno prima a Pisa il fonico era "scomparso" con tutta la strumentazione!

Wazza















Frank Zappa su Ciao 2001 nell'ottobre del 1984

In occasione del tour italiano di Frank Zappa, partito da Milano l’8 ottobre 1984, Ciao 2001, nel numero del 14 ottobre, dedica copertina e articolo a “Zio Frank”.

Per la cronaca il tour toccherà Bologna, Padova e Roma.

Di tutto un Pop…

Wazza















martedì 13 ottobre 2026

Il compleanno di Simon Nicol

Compie gli anni oggi, 13 ottobre, Simon Nicol, chitarrista, cantante, autore e fondatore dei mitici “Fairport Convention”.

Happy Birthday Simon!

Wazza

Simon Nicol è una figura di spicco nel panorama del folk rock britannico. Nato il 13 ottobre 1950 a Londra, è noto soprattutto per essere uno dei membri fondatori dei Fairport Convention, una delle band più influenti del genere.

Fairport Convention — with Simon Nicol, Ashley Hutchings, Richard Thompson Sandy Denny, Dave Mattacks, Ian Matthews, ('67-'68)

Nicol è un abile chitarrista e possiede una voce calda e caratteristica che lo ha reso inconfondibile.

Nonostante una breve pausa all'inizio degli anni '70, Nicol è l'unico membro originale ancora presente nella band, rendendolo una delle figure più longeve del gruppo.

Simon Nicol and Richard Thompson

Oltre ai Fairport Convention, Nicol ha collaborato con diverse altre band e artisti, tra cui la Albion Band, e ha anche intrapreso una carriera da solista.

Ha lavorato anche come produttore discografico, contribuendo alla realizzazione di numerosi album.

Fairport Convention, 1992

Nicol e i Fairport Convention hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del folk rock britannico, mescolando elementi della tradizione folk inglese con sonorità più rock.


La musica dei Fairport Convention ha ispirato generazioni di musicisti e ha contribuito a definire il suono del folk rock.





lunedì 12 ottobre 2026

I King Crimson il 12 ottobre del 1973

Il 12 ottobre 1973, durante il tour americano, i King Crimson sono ospiti del famoso programma “The Midnight Special” ed eseguono dal vivo “Lark’s Tongues in Aspic Part 2” e “Easy Money”.

Sembra che nel party serale John Wetton sia stato quello che ha… colpito di più!

Di tutto un Pop…

Wazza


October 12, 1973 

Hosts: The Bee Gees

--The Bee Gees - "Massachusetts," "Lay It on Me," "Alive," "Bye Bye Blackbird" & "Alone Again"

--The Bee Gees and Chuck Berry - "Reelin' and Rockin'" & "Johnny B. Goode"

--Chuck Berry - "Maybellene" "Sweet Little Sixteen"

--Apple and Appleberry - "Landlord"

--King Crimson - "Lark's Tongues in Aspic Part 2" & "Easy Money"

--Barbara Mason - "Yes I'm Ready"

--Lee Michaels - "Do You Know What I Mean," "Barefootin'" & "Same Old Song"





domenica 11 ottobre 2026

Analogy. Una copertina tra performance, body art e utopia hippie, di Renata Gatti

 


Analogy. Una copertina tra performance, body art e utopia hippie

di Renata Gatti

 

La copertina dell'album Analogy, pubblicato nel 1972, appartiene a quel ristretto gruppo di immagini che hanno saputo superare la loro funzione originaria per diventare vere opere visive. Ancora oggi viene ricordata come una delle copertine più audaci e discusse dell'intera stagione del progressive rock italiano. Dietro quella fotografia si cela un progetto sorprendentemente complesso, nato dall'incontro tra l'idea di Antonio Cagnola e la realizzazione fotografica di Alberto Carzaniga. Lo scatto risale in realtà al 1971, un dettaglio apparentemente secondario che si rivelerà fondamentale per comprendere la forma definitiva dell'artwork.

I protagonisti dell'immagine sono gli stessi musicisti del gruppo. Vengono ritratti integralmente nudi in un prato all'aperto, con il corpo ricoperto da decorazioni dipinte che richiamano forme botaniche stilizzate e motivi arabescati. Quattro figure si raccolgono attorno a un masso mentre una quinta compare isolata accanto a un'ampia fascia blu oltremare che attraversa verticalmente la copertina. Una chitarra, una grancassa e alcuni veli leggeri costituiscono gli unici elementi estranei alla presenza umana.

A una prima osservazione si potrebbe essere portati a leggere la fotografia semplicemente come una provocazione costruita sulla nudità. In realtà il lavoro di Carzaniga appare molto più sofisticato. Le pose sono statiche, quasi rituali. I corpi perdono gran parte della loro dimensione quotidiana e vengono trasformati in elementi plastici immersi nel paesaggio. Il body painting modifica la percezione delle forme anatomiche e contribuisce a una sorta di metamorfosi visiva che avvicina i musicisti a sculture viventi inserite nel verde.

In questo equilibrio tra natura, immobilità e rappresentazione emerge con particolare forza la figura della cantante Jutta Nienhaus. La sua presenza catalizza immediatamente lo sguardo dell'osservatore e finisce per assumere il ruolo di figura centrale dell'intera composizione. Più che una semplice componente della band, appare come una musa contemporanea, una presenza magnetica che riflette il carattere teatrale e intensamente espressivo della sua vocalità.

La nudità proposta dagli Analogy va inoltre collocata all'interno del contesto culturale dei primi anni Settanta. In quel periodo il corpo nudo non rappresentava soltanto un elemento estetico o decorativo. Era spesso un linguaggio attraverso cui mettere in discussione convenzioni sociali, morali e culturali. La copertina sembra inserirsi pienamente nel clima di liberazione che caratterizzò il movimento hippie e la controcultura internazionale, evocando un rapporto diretto con la natura e una dimensione quasi rituale dell'esistenza.

La fotografia dialoga apertamente anche con la Body Art, una delle espressioni artistiche più significative di quel periodo. In questa corrente il corpo diventava supporto dell'opera, superficie pittorica, strumento performativo e mezzo di riflessione politica. Il colore applicato sui corpi dei musicisti sottrae il nudo alla sua dimensione ordinaria e lo trasforma in un'esperienza artistica tridimensionale. Pittura, fotografia e performance convivono così all'interno della stessa immagine.

Da questo punto di vista è interessante osservare come l'opera anticipi suggestioni che oggi possono richiamare il lavoro di Vanessa Beecroft. Pur appartenendo a generazioni e contesti diversi, entrambe le esperienze sembrano condividere una medesima intenzione. Il corpo viene sottratto alla quotidianità per essere collocato in una dimensione simbolica, sospesa e quasi mitica, nella quale la presenza umana assume il valore di una costruzione estetica e concettuale.

Uno degli aspetti più curiosi della copertina riguarda però la celebre fascia blu che occupa una parte rilevante dell'immagine. L'elemento, apparentemente concepito come scelta grafica, nasce in realtà da una necessità pratica. Quando venne realizzata la fotografia il gruppo si chiamava ancora Yoice e la formazione comprendeva anche il bassista Mauro Rattaggi. In seguito al cambio di nome e all'uscita del musicista dalla band, si decise di recuperare il servizio fotografico senza realizzarne uno nuovo. La soluzione fu quella di coprire la figura di Rattaggi con la banda blu, sfruttandola contemporaneamente come spazio destinato al nome del gruppo e del disco.

Quello che poteva apparire come un semplice espediente tecnico si trasformò così in uno degli elementi più riconoscibili dell'intera composizione. La fascia verticale introduce infatti una forte tensione cromatica e geometrica all'interno di una scena altrimenti dominata dalle forme organiche della natura e dei corpi. L'intervento grafico modifica la lettura dell'immagine senza comprometterne l'equilibrio visivo.

Anche dal punto di vista fotografico il lavoro rivela una notevole competenza. La nitidezza della scena, la profondità di campo estesa e l'assenza di evidenti distorsioni suggeriscono una costruzione accurata dell'inquadratura. La luce naturale appare morbida e uniforme, contribuendo a creare un'atmosfera sospesa che accentua il carattere performativo della rappresentazione. Nella fotografia nulla appare improvvisato. Ogni elemento sembra concorrere alla creazione di un'immagine in equilibrio tra documento, messa in scena e opera artistica.

Anche l'intervento successivo che inserì la fascia blu appartiene a una stagione della grafica ormai scomparsa. Tutto il processo venne infatti realizzato con strumenti analogici, attraverso montaggi fotografici e fotocomposizioni eseguite manualmente, in un'epoca in cui le possibilità offerte dal digitale erano ancora lontane. Questo dettaglio contribuisce ad accrescere il fascino storico dell'opera e testimonia il livello di artigianalità richiesto dalla progettazione grafica discografica di quel periodo.

Rimane infine un ultimo elemento affascinante. Nonostante abbia firmato una delle immagini più iconiche e ricercate dai collezionisti del progressive rock internazionale, Alberto Carzaniga resta una figura relativamente poco documentata. In qualche modo la sua storia riflette quella di molti creativi attivi nella Milano dei primi anni Settanta, protagonisti di una stagione irripetibile nella quale fotografia, musica, grafica e avanguardia dialogavano continuamente senza preoccuparsi delle distinzioni disciplinari.

A oltre mezzo secolo dalla sua comparsa, la copertina di Analogy continua a colpire perché riesce a tenere insieme numerosi livelli di lettura. È documento di un'epoca, manifesto di una sensibilità controculturale, esperimento vicino alla Body Art e raffinata costruzione fotografica. La sua forza non risiede soltanto nell'audacia della nudità, ma nella capacità di trasformare un semplice ritratto di gruppo in una riflessione visiva sul corpo, sulla natura e sulla libertà espressiva.

ASCOLTO

Tracklist

Lato A

1.   Dark Reflections – 7:00 (Martin Thurn)

2.   Weeping My Endure – 4:50 (John Milton, Martin Thurn)

3.   Indian Meditation – 4:10 (Martin Thurn)

4.   Tin's Song – 1:40 (Martin Thurn)

Lato B

1.   Analogy – 9:45 (Analogy)

2.   The Year's at the Spring – 4:35 (Elizabeth Barrett Browning, Martin Thurn, Jutta Nienhaus)

3.   Pan-Am Flight 249 – 5:15 (Martin Thurn, Jutta Nienhaus)

 

Formazione

Jutta Nienhaus: voce

Martin Thurn: chitarra elettrica, chitarra acustica a 12 corde, flauto, bongos

Wolfgang Schoene: basso

Nicola Pankoff: tastiere

Hermann-Jürgen "Mops" Nienhaus: batteria

Mauro Rattaggi: basso (presente nelle traccie bonus delle edizioni successive)