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venerdì 14 agosto 2026

Nel ricordo di David Crosby, nato il 14 agosto...



Avrebbe compiuto gli anni oggi, 14 agosto, David Crosby, cantante, chitarrista, autore, leggenda della west-cost, della psichedelia, del rock e del country.
Dai Byrds a Crosby, Stills, Nash & Young.
Nel 1971 pubblica il suo album solista "If I Could Only Remember My Name", con Nash, Young, membri dei Greateful Dead, Jefferson Airplane e Santana, un disco diventato una pietra miliare del rock californiano.
È stato inserito per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, nel 1991 insieme agli altri membri dei Byrds e nel 1997 assieme a Stephen Stills e Graham Nash.


È mancato il 18 gennaio 2023, all'età di 81 anni, secondo quanto riferito dai familiari "dopo una lunga malattia", nonostante molti amici e colleghi abbiano descritto la sua morte come improvvisa, dal momento che era rimasto attivo nell'ambito musicale e stava lavorando ad un nuovo tour e un nuovo album. Ma nell'aprile dello stesso anno Graham Nash ha rivelato che Crosby è morto per complicazioni da COVID-19.

Wazza







giovedì 13 agosto 2026

Nel ricordo di Germano Serafin

Ricordiamo oggi lo sfortunato Germano Serafin - bassista, chitarrista, violinista di Le Orme -, che ci lasciava il 13 agosto 1992 per un male incurabile.

Per non dimenticare…

Wazza


Foto Oronzo Coppola

Chitarrista, bassista, violinista e compositore trevigiano, Germano Serafin è entrato nella memoria di molti per aver militato nella band di Rock Progressivo Le Orme.

Germano è entrato a far parte del gruppo di Mestre nel 1975, subito dopo l'uscita del chitarrista Tolo Marton che con loro aveva registrato l'album "Smogmagica" che conteneva "Amico di ieri", una delle canzoni più apprezzate de Le Orme.


Germano (appena ventenne) non fa in tempo ad entrare che già con la band sforna un'altra hit memorabile, "Canzone d'amore". Indimenticabili e meravigliosi i suoi volanti assolo di chitarra. Rimarrà con Le Orme fino al 1981, collaborando nella composizione di ben quattro album: "Verità Nascoste", "Storia o Leggenda", "Florian" e "Piccola Rapsodia Dell'Ape".


LE ORME Ciao 2001 del 1977

Soprattutto negli ultimi due album, il giovanissimo talentuoso musicista di Treviso, dà il suo maggiore apporto compositivo, mettendo anche in pratica lo studio del violino. Infatti, per "Florian" e "Piccola Rapsodia Dell'Ape", Le Orme abbandonano momentaneamente gli strumenti elettrici, per produrre due album molto vicini al genere della Musica da Camera. 


Ci vorranno due anni di studi complessi e maniacali, mentre si ballano i Bee Gees e la rabbia del Punk s'impossessa dei giovani italiani, la band veneta fa uscire un album di puro Pop da Camera, riproponendolo live proprio nelle discoteche italiane. Almeno 3/4 dei brani che compongono "Piccola Rapsodia Dell'Ape" del 1980, sono opera di Germano Serafin.


Si tratta del suo epitaffio, perché subito dopo lascerà Le Orme, che nel frattempo seguiranno la nuova ricerca musicale della New Wave, poi si concentrerà nel perfezionamento dello studio del violino, collaudati da una carriera nell'orchestra sinfonica comunale di Treviso, e morirà di leucemia il 13 agosto del 1992 a soli trentasei anni, con ancora moltissimo da donare alla musica italiana.



LE ORME fotografate con Riccardo Muti. La band è composta da Aldo Tagliapietra (basso e voce), Tony Pagliuca (tastiere), Michi Dei Rossi (batteria) e Germano Serafin (chitarra e violino)



mercoledì 12 agosto 2026

Francesco di Giacomo sul Ciao 2001 del 12 agosto 1979

Nella copertina di Ciao 2001 del 12 agosto 1979, trova spazio Francesco di Giacomo del Banco.

La band aveva pubblicato a marzo dello stesso anno “Canto di primavera”.

Questa foto venne utilizzata per il 45 giri “Canto di primavera/Circobanda”.

La cosa “strana”, in tanti anni il Banco aveva pubblicato un solo 45 giri (Non mi rompete), per questa occasione fecero il bis, pubblicandone addirittura due.

L’altro era “Niente/Sono la bestia”.

Per la cronaca il bambino nella foto è il primogenito di Rodolfo Maltese.

Di tutto un Pop…

Wazza


 




martedì 11 agosto 2026

Compie gli anni Renato D'Angelo, primo bassista del Banco del Mutuo Soccorso

Compie gli anni oggi, 11 agosto, Renato D'Angelo, bassista del Banco Del Mutuo Soccorso, dal 1971 al 1978: insieme a Pierluigi Calderoni è stato parte della "sezione ritmica" dei grandi capolavori firmati Di Giacomo-Nocenzi.

Renato nasce come chitarrista, ma per "esubero" di chitarristi nel suo primo gruppo, "Le Esperienze", passa al basso. Dopo vari festival ed un tour in Germania (come i Beatles!), 3/5 delle Esperienze - oltre a lui Francesco Di Giacomo e Pierluigi Calderoni - entrano nel Banco Del Mutuo Soccorso dei fratelli Nocenzi.

Dopo l'uscita dalla band rimane nel campo della musica come imprenditore di allestimenti audio e luci, lavora con il Banco nel progetto "La Carovana Del Mediterraneo", poi si dedica a grandi eventi e ancora oggi lo si può trovare nel ruolo di direttore di palco nei maggiori concerti e musical italiani.

Renato è una persona molto riservata, non ha suonato con altri gruppi, non ha mai partecipato a reunion o concerti celebrativi, le uniche concessioni riguardano noi del "Banco Fan Club": in quelle rare occasioni partecipò alla presentazione del libro "E mi viene da pensare" e fu presente a una edizione dell'"Ormata Brancaleone" (raduno eno-musico-gastronomico dei fans del Banco).

Happy Birthday Renato!

Wazza

Presentazione del libro "E mi viene da pensare"







lunedì 10 agosto 2026

Alassio celebra la PFM: tra ricordi, applausi e grande musica.

 


La serata del 7 agosto ad Alassio, dedicata alla Premiata Forneria Marconi, ha trasformato l’Auditorium Enrico Simonetti in un luogo di emozioni condivise. Il pubblico ha riempito lo spazio con entusiasmo, seguendo ogni momento del concerto con partecipazione viva e continua. Prima dell’inizio dello spettacolo, Franz Di Cioccio e gli altri musicisti hanno firmato la piastrella dedicata alla band, destinata a entrare presto nel celebre Muretto di Alassio. La breve cerimonia, alla presenza del sindaco Marco Melgrati, del vicesindaco Angelo Galtieri e di Antonio Ricci, ha aggiunto un tocco simbolico alla serata. Nel suo saluto, Melgrati ha ricordato con commozione Francesco Guccini, creando un ponte ideale tra la storia della città e quella della grande musica italiana.

La PFM è tornata sul palco con il tour Doppia Traccia, pensato per raccontare le due anime che hanno segnato la loro storia: da una parte i brani che hanno accompagnato generazioni di appassionati, dall’altra il progetto dedicato a Fabrizio De André. La prima parte del concerto ha riportato in scena i classici del gruppo, da Impressioni di settembre a È festa, passando per Dolcissima Maria, La carrozza di Hans e Mondi paralleli. Ogni brano ha trovato una risposta calorosa, con la platea coinvolta fin dalle prime note.

Nella seconda parte, le atmosfere poetiche di PFM canta De André hanno avvolto l’Auditorium. Bocca di Rosa, Il pescatore, Volta la carta e La canzone di Marinella hanno mostrato ancora una volta la capacità della band di dare nuova vita alle parole e alle melodie del cantautore genovese. Il momento più intenso è arrivato proprio con La canzone di Marinella, quando la voce registrata di De André ha dialogato con l’esecuzione dal vivo, creando un attimo sospeso che il pubblico ha accolto con un silenzio rispettoso e poi con un applauso lungo e sentito.

Sul palco si sono alternati Franz Di Cioccio alla voce e alla batteria, Lucio Fabbri al violino e ai cori, Alessandro Scaglione alle tastiere, Marco Sfogli alla chitarra ed Eugenio Mori alla seconda batteria. Ospite speciale della serata è stato Luca Zabbini, capace di aggiungere ulteriore profondità al suono della band.

La chiusura del concerto ha confermato la forza comunicativa della PFM, una formazione che continua a unire tecnica, passione e una presenza scenica che non conosce età. Alassio ha risposto con entusiasmo, trasformando la serata in un ricordo destinato a restare.





domenica 9 agosto 2026

La fine di un'era: l'ultimo concerto dei Queen con Freddie Mercury

 


Il 9 agosto 1986, nella suggestiva cornice di Knebworth Park in Inghilterra, si consumò uno degli eventi più significativi e malinconici della storia del rock: l'ultimo concerto dei Queen con Freddie Mercury come frontman. Davanti a un pubblico stimato tra le 120.000 e le 200.000 persone, la band si esibì in un'ultima, trionfale "Notte di Magia" che avrebbe segnato la fine di un'era.

Questo show conclusivo del "Magic Tour", a supporto dell'album A Kind of Magic, fu l'apice di una tournée che aveva visto i Queen esibirsi negli stadi di tutta Europa, affermando ancora una volta il loro status di giganti del rock dal vivo.

La scaletta della serata fu un vero e proprio "greatest hits" della loro carriera, con brani iconici come "One Vision", "Under Pressure", "Bohemian Rhapsody", e l'immancabile bis con "We Will Rock You" e "We Are the Champions".

L'energia di Freddie Mercury, nonostante il suo stato di salute all'epoca già compromesso, fu travolgente. Con la sua inimitabile presenza scenica, la sua voce potente e il suo carisma, il cantante incantò la folla per l'ultima volta.

L'evento, purtroppo, non fu privo di ombre: durante il concerto, un giovane scozzese di 21 anni, Thomas McGuigan, fu accoltellato a morte. L'episodio, insieme alla crescente stanchezza di Mercury dovuta alla malattia che sarebbe stata diagnosticata poco dopo, contribuì a rafforzare la decisione della band di non intraprendere più tour mondiali.

Il concerto di Knebworth rimase impresso nella storia non solo per l'incredibile performance, ma anche per le parole finali di Freddie Mercury al suo pubblico: "Grazie, gente. Siete stati meravigliosi... Siete stati un pubblico davvero speciale. Grazie mille. Buonanotte, sogni d'oro, vi vogliamo bene". Parole che, con il senno di poi, suonano come un addio, una commovente chiusura di un capitolo indimenticabile della storia della musica.

I momenti salienti nel video a seguire…








9 agosto 1975: VDGG in concerto all’Altro mondo di Rimini...


La notte dell'Altro Mondo: la grande stagione del prog a Rimini


L'estate del 1975 segna un passaggio decisivo per la geografia della musica dal vivo in Italia, e la riviera romagnola ne diventa inaspettatamente uno dei baricentri più vivi. Il locale L'Altro Mondo di Rimini, noto al grande pubblico come tempio della movida e della disco music nascente, in quel periodo apre le porte alle esplorazioni del rock progressivo, ospitando nel giro di ventiquattr'ore due pilastri del genere: i britannici Van der Graaf Generator il 9 agosto e la Premiata Forneria Marconi il giorno successivo.

L'esibizione dei Van der Graaf Generator si colloca in un momento cruciale di ripartenza per la band di Peter Hammill. Dopo la pausa iniziata nel 1972, il gruppo torna ad esibirsi sul palco proprio nel 1975 per promuovere il materiale che avrebbe composto l'album Godbluff. Il concerto dell'Altro Mondo, sdoppiato in due set (pomeridiano e serale) per far fronte all'afflusso di pubblico, cattura un suono oscuro e spigoloso, privo di chitarre convenzionali e sorretto dal lavoro di Hugh Banton alle tastiere e dal sassofono di David Jackson. La registrazione dal mixer di quella serata è rimasta per decenni un pezzo da collezione per gli appassionati di bootleg, prima di ricevere una pubblicazione ufficiale nel box set del 2021 The Charisma Years 1970-1978, dimostrando la carica viscerale del quartetto di fronte al pubblico italiano, storicamente uno dei più calorosi verso il prog d'oltremanica.

Il 10 agosto il palco passa alla PFM, che in quel 1975 sta vivendo l'apice della propria proiezione internazionale dopo i tour americani e le pubblicazioni per l'etichetta Manticore di Emerson, Lake & Palmer. Il contrasto stilistico con la sera precedente è netto: alla tensione drammatica ed esistenziale di Hammill subentrano le geometrie luminose, le influenze mediterranee e il virtuosismo tecnico della formazione milanese. Per il club riminese, la presenza del Mellotron di Flavio Premoli e delle stratificazioni sonore della PFM rappresenta una sorta di battesimo tecnico, poiché l'uso di strumentazioni così complesse e delicate negli spazi dedicati al ballo impone alle produzioni dell'epoca uno sforzo organizzativo notevole.

Quel fine settimana di agosto resta una testimonianza peculiare della cultura giovanile degli anni Settanta: uno spazio nato per l'evasione estiva che si trasforma, nell'arco di un weekend, in un laboratorio sonoro dove il rock intellettuale inglese e il miglior sinfonismo italiano si incrociano sullo stesso palco.


Setlist

A Louse Is Not a Home

Faint-Heart and the Sermon

(In The) Black Room

Arrow

Forsaken Gardens

Lemmings

La Rossa

Pilgrims

The Sleepwalkers

The Undercover Man

Scorched Earth

Man-Erg