Usciva il 24 febbraio 1975 "Physical Graffiti", sesto album dei Led Zeppelin...
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martedì 24 febbraio 2026
"Physical Graffiti": era il 24 febbraio del 1975
Usciva il 24 febbraio 1975 "Physical Graffiti", sesto album dei Led Zeppelin...
Cesare Monti: l'obiettivo che ha scolpito il volto del pop italiano (23 febbraio 2015)
Dalle visioni di Battisti al realismo materico del
Banco del Mutuo Soccorso
Il 23 febbraio 2015 segnava la scomparsa di Cesare Montalbetti, noto nel panorama artistico come Cesare Monti. La sua figura è stata centrale nel definire l'immagine della musica d'autore italiana, un percorso nato e alimentato da un profondo legame familiare: Cesare era infatti il fratello di Pietruccio Montalbetti, leader dei Dik Dik. Fu proprio grazie a questa connessione e alla "factory" creativa di via Stendhal a Milano che Cesare entrò in contatto con artisti del calibro di Lucio Battisti, trasformando la fotografia da semplice documentazione a vera e propria estensione semantica dell'opera musicale.
La sua produzione è costellata di opere che hanno definito
l'identità del pop e del rock d'autore in Italia. Tra i lavori più
significativi che testimoniano questa capacità di sintesi visiva si possono
citare:
-Lucio Battisti – Umanamente uomo:il sogno (1972)
-Lucio Battisti – Il mio canto libero (1972)
-Premiata Forneria Marconi – Per un amico (1972)
-PFM – Storia di un minuto
(1972)
-Dik Dik – Suite per una donna assolutamente relativa (1972)
-Lucio Battisti – Anima latina
(1974)
-Bruno Lauzi – Amore caro, amore bello (1971)
-Banco del Mutuo Soccorso – Darwin!
(1972)
-Banco del Mutuo Soccorso-Io sono nato libero (1973)
Prendendo come riferimento l'opera realizzata per il secondo
album del Banco del Mutuo Soccorso, Darwin!, si nota come Monti abbia
scelto di proseguire sulla strada della tridimensionalità materica iniziata con
il celebre "salvadanaio" dell'esordio. Se nel primo disco l'oggetto
era un simbolo di risparmio e valore, in Darwin! l'artista si sposta
verso una narrazione più scura e ancestrale. L'immagine centrale raffigura un
orologio da taschino antico, appoggiato su una superficie scura e consunta,
circondato da polvere e frammenti di tempo.
Sotto il profilo tecnico, l'innovazione risiede nella
capacità di rendere la materia quasi palpabile attraverso un uso sapiente della
luce radente, che esalta i graffi sul vetro dell'orologio e la texture del
metallo. La scelta di questo oggetto non era casuale: l'orologio simboleggiava
il tempo dell'evoluzione umana, tema centrale del concept album basato sulle
teorie darwiniane. Monti riuscì a tradurre la complessità delle composizioni
dei fratelli Nocenzi in un'immagine che evocava simultaneamente il passato
paleontologico e la caducità dell'esistenza umana.
Il packaging di Darwin! confermava inoltre
l'attenzione di Monti per la cartotecnica e per il dettaglio editoriale. La
copertina non era un semplice involucro, ma un invito a entrare in una
dimensione museale, dove ogni elemento grafico era pensato per accompagnare
l'ascoltatore nel viaggio evolutivo proposto dalla musica. Cesare Monti non si
limitò a fotografare un oggetto; ne catturò l'anima temporale, rendendo
l'esperienza dell'ascolto indissolubile dal contatto visivo con l'opera.
lunedì 23 febbraio 2026
23 febbraio 1975: Battiato, Magma e As Ra Tempel
Il 23 febbraio 1975 Franco Battiato, allora sperimentatore di musica d’avanguardia, veniva chiamato a rappresentare l’Italia all’European Rock Festival a Londra, insieme ai francesi Magma e ai tedeschi As Ra Tempel.
Un grande riconoscimento per l’artista siciliano, che in quegli anni veniva spesso ricoperto dai fischi, nei vari festival pop, da un pubblico non abituato a pezzi lunghi 40’ minuti di solo improvvisazione musicale.
Di Tutto un Pop…
Wazza
(estratto intervista)
“Questo è vero. Anche all'estero
comunque piaceva molto. Io ho fatto da spalla nel 1975 a Stomu Yamashita, che
faceva il Buddha Theatre. Nel '75 sono stato chiamato a rappresentare l'Italia
alla Roundhouse di Londra per l'European Rock Festival a cui partecipavano i
Magma, i Tangerine Dream, gli Ash Ra Tempel, il meglio della scena sperimentale
di quel periodo insomma. Ma io avevo deciso che quello che facevo era troppo
commerciale e che proprio per quell'importante occasione avrei cambiato rotta:
avrei fatto metà concerto con le cose che sapevo che piacevano al pubblico e
metà invece sui miei esperimenti 'd'attacco'. Alle prove ho fatto come al
solito Propriedad Proibida e alla fine il direttore mi si avvicina e mi dice:
'You are the number one!'. Era proprio stupito e felice. Alla sera arrivarono
circa quattromila persone, di cui duemila ubriache. Io facevo tutto da solo,
non avevo nessuno che mi accompagnasse. Avevo i capelli lunghi, molto lunghi,
una camicia militare, la barba non rasata e come strumenti un giradischi che
usavo in maniera 'distruttiva' molto tempo prima dei dj hip hop con lo
'scratch', una radio sulle onde corte e una televisione come 'noise'. Quando ho
cominciato a suonare all'inizio nessuno diceva niente perché pensavano che
fossi il tecnico dell'artista italiano, che stava tarando gli strumenti. Ma
dopo dieci minuti hanno incominciato a gridarmi 'Go home!', mentre altri
dicevano 'More!'. Era scoppiato l'inferno! Dopo un po' me ne sono andato e
mentre scendevo le scale ho rivisto il direttore che, offeso, ha girato la
faccia dall'altra parte bofonchiando qualcosa tipo 'Mi hai tradito!' e non mi
ha neanche salutato. Pazienza".
Black Sabbath in Italia nel febbraio del 1973
Con la nomea di "famigerato ed oscuro gruppo" (Ciao 2001 -25-febbraio 1973), i Black Sabbath arrivano per la prima volta in Italia... Bologna, Brescia, Vicenza, e data conclusiva a Roma - Palazzo dello Sport, 23 febbraio 1973: sarà l'inizio di un grande feeling con il pubblico italiano.
Di tutto un Pop…
Wazza
Prima del concerto a Roma, oltre ai Sabbath si riconosce Fiorella Gentile (Ciao 2001)
Banco del Mutuo Soccorso: il 23 febbraio del 1976 usciva il primo album (colonna sonora) strumentale, "Garofano Rosso"
Racconti sottoBanco
“La prima volta che scrissi una colonna sonora
per un film fu per Il Garofano rosso tratto dal libro di Vittorini, ed ero un
po’ spaventato dai limiti di durata imposti dal regista, ma la scoperta
fantastica fu che era invece uno spunto alla ricerca e questa nuova concezione
del limite mi è rimasta per tutta la vita”.
(Vittorio Nocenzi)
Usciva il 23 febbraio 1976 l’album “Garofano Rosso”, colonna sonora dell’omonimo film di Luigi Faccini, tratto da un romanzo di Elio Vittorini. Prima colonna sonora per il Banco del Mutuo Soccorso e primo album strumentale, che apriva una nuova epoca nell’evoluzione del gruppo.
Andatevelo a risentire!
Wazza
Interprete: Banco del Mutuo Soccorso
· Etichetta: VIRGIN
· Catalogo: MPIT 1005
· Data di pubblicazione: Febbraio 1989
· Matrici: MPIT 1005-A/MPIT 1005-B
· Supporto: vinile 33 giri
· Tipo audio: Stereo
· Dimensioni: 30 cm.
·
Facciate: 2
Note: Data matrici: 3 Febbraio / Colonna sonora originale del film omonimo (Luigi Faccini, 1975), salvo i primi due brani, non utilizzati per il film / Copertina in carta martellata - Disegno di Mimmo Mellino / Nota di presentazione all'opera a firma del gruppo sul retro copertina / Registrato da Giorgio Loviscek e mixato da Peter Kaukonen presso il Chantalain Studio di Roma nel Novembre 1975 / Tutti i brani sono strumentali; Francesco Di Giacomo, voce solista del gruppo, è qui accreditato per la documentazione ai brani, non partecipandovi direttamente / Produzione esecutiva: David Zard / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano / Formazione: Pierluigi Calderoni - batteria, percussioni; Renato D'Angelo - basso, contrabbasso, chitarra acustica; Francesco Di Giacomo - voce; Rodolfo Maltese - chitarre, tromba, corno; Gianni Nocenzi - pianoforte, piano elettrico, sintetizzatore, clarinetto; Vittorio Nocenzi - organo, sintetizzatori, vibrafono
BRANI
Lato A
ZOBEIDA
Autori: Vittorio Nocenzi
FUNERALE
Autori: Vittorio Nocenzi
10 GIUGNO 1924
Autori: Gianni Nocenzi
QUASI SALTARELLO
Autori: Vittorio Nocenzi
ESTERNO NOTTE (CASA DI GIOVANNA)
Autori: Vittorio Nocenzi Edizioni: Traccia
Music
GAROFANO ROSSO
Autori: Vittorio Nocenzi
Lato B
SUGGESTIONI DI UN RITORNO IN CAMPAGNA
Autori: Rodolfo Maltese, Vittorio Nocenzi,
Gianni Nocenzi
PASSEGGIATA IN BICICLETTA E CORTEO DEI
DIMOSTRANTI
Autori: Gianni Nocenzi, Vittorio Nocenzi
TEMA DI GIOVANNA
Autori: Vittorio Nocenzi
SIRACUSA: APPUNTI D'EPOCA
Autori: Vittorio Nocenzi
NOTTURNO BREVE
Autori: Vittorio Nocenzi
LASCIANDO LA CASA ANTICA
Autori: Rodolfo Maltese, Vittorio Nocenzi,
Gianni Nocenzi
È incomprensibile come "Garofano
Rosso" sia l'album del BMS più sconosciuto e meno apprezzato di tutta la
loro copiosa produzione.
Era il 1975 ed il prog cominciava a declinare sotto le sciabolate della disco-music e del motto "It's Time to Land". I dischi degli alfieri del genere si dimostravano più ricchi di tecnica e ripetitività che di idee. Nel grigiore generale, che poi coglierà anche il BMS, il gruppo romano viene invitato a comporre ed eseguire la colonna sonora del film "Garofano Rosso", il cui valore fu tale che nessuno ricorda né il nome del regista, né che abbia superato i cinque giorni di programmazione in una sala cinematografica.
Per una strana legge di compensazione, invece,
la musica è di tale spessore che ne uscì l'album prog italiano migliore di
tutti i tempi. So di fare un'affermazione azzardata, e che da molti non sarà
condivisa, ma per me è proprio così. Se non fosse per la ritmica,
"Garofano Rosso" potrebbe benissimo essere un album di
classica-contemporanea, molto sofisticato e ben costruito.
In questo ricorda, come idea di struttura e non come musica, il leggendario "Islands" dei King Crimson che è un altro disco difficilmente catalogabile come rock (anche se progressive). In "Garofano Rosso" si nota subito l'abbondante uso dei fiati, rafforzati dai synthes di Vittorio Nocenzi, lo scarso utilizzo della chitarra elettrica, a favore di quella acustica e un fluido e classico uso del pianoforte a coda, più adatto alle atmosfere cameristiche che alle grandi platee giovanili.
Un lavoro maturo e da veri musicisti, per una volta liberati da alcuni vincoli comportamentali imposti dall'industria discografica. Su tutti i brani, primeggia "Suggestioni di un ritorno in campagna". Si tratta di una vera e propria mini-sinfonia che spazia dalla classica più filologica a quella contemporanea, non disdegnando un'occhiatina al jazz e superbamente introdotta dal laconico pianoforte di Gianni Nocenzi, il quale, poi, si ripeterà nel pezzo "Tema di Giovanna" (quasi un a-solo), sino a spingersi a toni decisamente drammatici e carichi di lirismo. Notevoli anche "Zobeida", "Funerale" e "Quasi saltarello", un pezzo questo dove il Banco tende la mano all'etno-folk popolare (il Saltarello è una danza del centro-sud).
Per concludere, “Garofano Rosso” è l'album più sottovalutato della produzione del BMS e di tutto il prog italiano. Probabilmente non fu oggetto dell'attenzione che meritava, perché si trattò del primo disco del gruppo inciso per un'etichetta straniera (la Manticore di Greg Lake) e, forse, fu osteggiato proprio per questo. Da segnalare che in tutto il lavoro non c'è traccia della voce di Francesco Di Giacomo, che, per una volta, si fece signorilmente da parte per favorire un po' di sperimentazione ai due cervelli del Banco, e cioè i fratelli Nocenzi.
Una pellicola cinematografica caratteristica. Si combinano tanti elementi: storia, fascino della città, passione amorosa e per la politica. Il garofano rosso (1976), regia di Luigi Faccini, è un film icona di Siracusa, in cui si riscontrano tante prospettive. Tratto dall’omonimo romanzo di Elio Vittorini, si raccontano i sogni e le utopie di un giovane studente.
Trama del film
Alessio Mainardi (Miguel Bosé) è un giovane di buona famiglia, la quale possiede dei terreni nell’entroterra siciliano. Studia al ginnasio di Siracusa e al contempo vive in una pensione familiare con un altro giovane, Tarquinio Masseo. I due diventano buoni amici e parlano soprattutto di donne da cui sono attratti e di politica. È appena accaduto l’omicidio di Giacomo Matteotti e perciò i fascisti irrompono sempre più a Siracusa, con aggressioni e pestaggi. Mainardi è affascinato da questa ideologia reazionaria che prende più piede, ma col tempo tende sempre più a ravvedersi. Crede che l’amico Tarquinio abbia fatto breccia su Giovanna, il suo amore non corrisposto.
Alessio è pure invaghito di un’altra donna,
Zobeide (Elsa Martinelli), che scopre essere una prostituta. Il giovane
continua ad inseguire le sue utopie, rinnovandole sempre.
Significato attorno a Il garofano rosso
Dal sentimento non ricambiato di Alessio prende nome la storia. Secondo una leggenda, un giovane si innamorò perdutamente di Diana la quale non lo corrispondeva e fece perfino il voto della verginità. Il giovane morì di disperazione e dalle sue lacrime nacquero garofani rossi. Un fiore che può indicare la libertà, quella propulsione interiore che porta ad accostarti alla bellezza.
Alessio Mainardi è un giovane in cerca di prospettive. È richiamato dal contesto natio, equivalente a tutto ciò che è agreste. Al contempo, volge gli orizzonti verso la città, luogo di conoscenze e scambi culturali. Trova in Tarquinio Masseo un punto di riferimento, seppure con dei momenti di divergenze. Alessio è un giovane che tende a formarsi a livello politico, culturale e sentimentale.
Un contesto storico di grande fermento. Ma
purtroppo ogni anelito di libertà è represso perché il fascismo, dopo essere
penetrato nelle istituzioni, tende sempre più a radicarsi a livello sociale.
Suggestioni della pellicola cinematografica
La colonna sonora è del gruppo Banco del Mutuo Soccorso. Una musica introspettiva che richiama la ricerca del sé compiuta da Alessio Mainardi. La scena in cui questi assiste alla sfilata comunista è girata in via delle Vergini. Altre scene trovano ambientazione nei pressi di piazza Duomo, compresa quella in cui Alessio entra ed esce da scuola. Diversi momenti trovano ripresa, poi, lungo le varie viuzze di Ortigia. Il garofano rosso è, quindi, una pellicola che rievoca un luogo così caratteristico e a misura di essere umano quale è Siracusa. Luigi Faccini, il regista, riesce a catturare tutto questo. Egli nel film si occupa pure della sceneggiatura.
Il garofano rosso è una pellicola dagli
ingredienti peculiari. Storia, arte, introspezione, passione, senso di
giustizia convergono nel film. Esso, però, non è molto conosciuto soprattutto
tra le giovani generazioni. Le righe qui riportate sono quindi un modo per
ricordare certe pellicole cinematografiche preziose.
sabato 21 febbraio 2026
Francesco Di Giacomo: un triste anniversario che parla ancora al cuore
"Hanno pianto un poco, poi si sono abituati
A tutto si abitua quel vigliacco che è l'uomo"
(Fedor Dostoevskij -Delitto e castigo)
Ci sarai sempre
Buon viaggio capitano!
Wazza
venerdì 20 febbraio 2026
Il compleanno di Aldo Tagliapietra
Compie gli anni oggi, 20 febbraio, Aldo Tagliapietra, cantante, autore, bassista, maestro di sitar, un pilastro della musica, pop e progressive.
Cofondatore e storica voce del Le Orme, dal 1968 a 2009, ha contribuito a realizzare grandi successi che faranno diventare la band una delle più amate in Italia.
Ha prodotto e pubblicato ottimi album da solista, collaborato con vecchi e nuovi musicisti del panorama prog italiano e mondiale.
Continua a deliziarci con la sua voce, con la Aldo Tagliapietra Band, con grandi riconoscimenti sia in Italia che all'estero.
Buon compleanno "vecio".
Wazza




























