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martedì 21 aprile 2026

Francesco Di Giacomo nel ricordo di Wazza


 

21 Aprile

"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera"

(Pablo Neruda)

 

Ci sarai sempre

Buon viaggio capitano!

Wazza



Nel ricordo di Sandy Denny


Il 21 aprile del 1978 ci lasciava Sandy Denny, folk-singer, una delle voci più belle del panorama folk inglese.

Per anni cantante dei Fairport Convention, con i quali ha inciso "Liege & Lief", capolavoro e patrimonio dell'Unescu, lavoro in cui finalmente si levano di dosso l'influenza west-coast dei primi album, e trovano una loro identità musicale.

Dopo l'uscita dai Fairport formò con il marito Trevor Lucas i Fotheringay, ma la cosa non decollò. 
La sua travagliata storia con il marito la portò piano piano all'autodistruzione attraverso l’abuso di alcool.
Morì cadendo dalle scale per un'emorragia cerebrale, a soli 31 anni... lasciandoci in eredità la sua bellissima voce.
... per non dimenticare!

Wazza









lunedì 20 aprile 2026

Quando Ivano Fossati suonava il flauto!


Quando Fossati suonava il flauto! 

Tratto da “Qui Giovani” 20 aprile 1972


Prima di diventare il grande cantautore che tutti conosciamo, Ivano Fossati, dopo la partecipazione con i Delirium al festival di Sanremo del 1972, veniva spesso criticato in quanto “clone” di Ian Anderson.

Evidentemente questi “giornalari” non avevano mai visto i Jethro Tull negli anni’70.

Non basta avere un flauto in mano per essere Ian Anderson!

Di tutto un Pop…

Wazza







domenica 19 aprile 2026

Pink Floyd al Piper di Roma il 19 aprile 1968

Mentre in Inghilterra usciva il loro quarto singolo, 'It Would Be So Nice', scritto da Richard Wright, con 'Julia Dream' di Roger Waters sul lato B, i Pink Floyd, il 19 aprile 1968, tenevano il loro primo concerto in Italia, precisamente al Piper di Roma.

Di tutto un Pop…

Wazza

Cosa succede quando un luogo cult romano, icona della musica e del boom economico degli anni Sessanta, ospita una delle band più famose e longeve al mondo? Nessuno se ne ricorda.

È la storia incredibile della prima esibizione italiana dei Pink Floyd, avvenuta il 18 e 19 aprile del 1968 al Piper Club di Roma, per un totale di due date, quattro concerti – due per giorno alle 17 e alle 22 – e pochissime testimonianze di questo storico evento. E dire che ai tempi, il gruppo era nato già da tre anni, aveva pubblicato l’album ‘The Piper at the Gates of Dawn’ nel 67, e, nel gennaio del 68, aveva preso tra le sue fila David Gilmour per aiutare il fondatore Syd Barrett – diventato ingestibile a causa dei suoi problemi mentali – del quale poco dopo prese il posto, diventando un pilastro della band. 

foto che circolano sul web dei Pink Floyd realizzate nel backstage del Piper Club di Roma nell'aprile 1968

A ricordare l’evento, confermando vecchi racconti, sono stati gli stessi musicisti sulla loro pagina Facebook qualche anno fa: “In questo giorno nel 1968, i Pink Floyd suonarono al Piper Club di Roma, in Italia, un’insolita location situata in una cantina, con una lunga scala per accedervi”.

Conferma scritta con tanto di foto annessa che, invero, non ritrae Waters e compagni. Di quel periodo, esistono solo alcune riprese video, fatte il 6 maggio dello stesso anno durante una loro esibizione al Palazzo dello Sport dell’Eur per l’International Pop Festival, e il bootleg Pink Floyd ‎– Fountains of Rome (Etichetta Black Panther Records). L’album, però, non chiarisce definitivamente le cose; sul retro, infatti, oltre alle tracce suonate (Scream The Last Scream, Astronomy Domine, Interstellar Overdrive, Let There Be More Light, Set The Controls For The Heart Of The Sun), è scritto che la registrazione fu fatta al Piper il 6 maggio del 1968 (non il 18 e 19 aprile) e la formazione dei Pink Floyd riporta il nome di Syd Barrett che, ai tempi, era stato già sostituito da Gilmour.





sabato 18 aprile 2026

Osanna: "Preludio, Tema, Variazioni e Canzona"


Usciva nell’aprile del 1972 l'album "Preludio, Tema, Variazioni e Canzona" colonna sonora del noir “Milano Calibro 9”, film di Fernando di Leo, eseguita magistralmente dagli Osanna, con gli arrangiamenti del maestro Luis Bacalov.

Di tutto un Pop…
Wazza




Questo lavoro, composto nel 1971 dagli Osanna insieme al maestro Luis Bacalov, è la colonna sonora del film di Fernando Di Leo "Milano Calibro 9".
Purtroppo, non ho mai potuto vedere il film e quindi non so come una colonna sonora di questo genere si incastri nelle scene, perciò mi limiterò a commentare solo il lato musicale. Gli Osanna hanno da poco pubblicato il loro primo LP "L'Uomo", quando iniziano le registrazioni di questo album. Luis Bacalov si affianca alla band in fase di scrittura in 3 brani (Preludio, Tema e Canzona) e arrangia le intere partiture per orchestra.
Questo lavoro è contemporaneo al "Concerto Grosso" dei New Trolls, ma si discosta per una maggiore influenza rock. Anche se è considerato un lavoro inferiore a "L'Uomo" o "Palepoli", questo album ha il pregio di unire in soli 30 minuti tutte le influenze del sound degli Osanna.
"Preludio", dopo l'introduzione di flauto, presenta un'alternanza di parti orchestrali (violini e pianoforte) e di altre più hard (il resto della band) su cui viene ricamato il primo assolo di flauto. Il piano introduce "Tema", canzone che, al contrario della precedente, ammalgama l'anima più sinfonica e quella più hard in un'atmosfera lenta e struggente. Ci troviamo di fronte così alla prima delle 7 variazioni, in cui su una base tipicamente hard rock si innestano assoli jazz di sax e un coro gregoriano.
La seconda variazione è divisa in 3 parti: una prima lenta e vagamente psichedelica (grazie all'uso dello xilofono), una seconda acustica dove a sorpresa si sente per la prima volta la voce del cantante e la terza dove torna il tema della prima che diventa molto più ritmata nel finale grazie all'assolo della chitarra.
Le variazioni III e IV formano insieme una sola canzone: la III è dominata da un velocissimo assolo di flauto su una base di batteria e chitarra acustica, mentre la IV, introdotta sempre dal flauto, sfocia in un pezzo hard con degli strani vocalizzi nella parte centrale. Mentre la 5° variazione è un intermezzo per violini e batteria, la 6° varia da momenti duri ad altri più lenti in cui si sente nuovamente la voce, anche se filtrata.
L'ultima variazione non aggiunge nulla di nuovo e ripropone alcune fasi delle variazioni precedenti. Chiude l'album la stupenda "Canzona", a mio parere il miglior brano mai composto dagli Osanna, una bellissima ballata (cantata) per orchestra in cui la parte da protagonista la fa il piano, che scandisce il ritmo quando ci sono le incursioni di violini, flauti o chitarra e che sorregge il brano quando c'è solo la voce.
Una delle migliori colonne sonore che abbia mai sentito.



venerdì 17 aprile 2026

Strane coincidenze per gli ex Beatles il 17 aprile del 1971

Era il 17 aprile del 1971, quando gli ex Beatles, ormai avviati a carriere soliste, si trovano per la prima volta tutti e quatto in classifica con un proprio singolo.

Paul McCartney con "Another Day", John Lennon con "Power to the People", Ringo Starr con "It Don't Come Easy" e George Harrison con "My Sweet Lord".

Di tutto un Pop…
Wazza




 




mercoledì 15 aprile 2026

Il compleanno di David Jackson

Ha compiuto gli anni ieri, 15 aprile, David Jackson, sassofonista, flautista, compositore...

L-R: David Jackson, Nic Potter, Hugh Banton, Guy Evans (up front), Peter  

Di "Jaxon" sappiamo tutto, della sua grande bravura, di essere stato colonna portante nei Van Der Graaf Generator, di aver collaborato e suonato con grandi artisti. Di essere stato "adottato" da molti gruppi e musicisti italiani, tra i quali "Osanna", "Alex Carpani Band ", "Aldo Tagliapietra", "Beggar's Farm", "Oak"..


Ma pochi sanno della sua grande umanità e del "lavoro" che svolge con il suo Tonewall, un metodo interattivo, per far suonare musica a persone con forti "handicap".

Una grande opportunità che dà a giovani e adulti con difficoltà di apprendere, per sperimentare la gioia di suonare insieme.

Una grande sfida che porta avanti da molti anni.

Happy Birthday Jaxson!

Wazza