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martedì 19 maggio 2026

Dire Straits: il 19 maggio 1978 veniva pubblicato "Sultans Of Swings"



Era il 19 maggio 1978 quando i Dire Straits pubblicarono il loro primo singolo con un grande etichetta: "Sultans Of Swings".

Il pezzo fu scritto da Mark Knopfler in un momento in cui le cose per la band  non giravano bene. L'ispirazione gli venne in un desolato pub, dove suonava una band davanti a pochissime persone, chiamata appunto "The Sultans of Swing".

Il singolo fu registrato con un budget di 120 sterline, ma il passaggio a tappeto a "Radio London" lo fece diventare in poco tempo uno dei singoli più venduti e loro "cavallo di battaglia" nel corso dei concerti.

Il "guitar George" citato nel brano è il chitarrista "George Borowski", amico di Mark Knopfler.

Di tutto un Pop…
Wazza


Mark Knopfler nel 1977 doveva ancora decidere definitivamente cosa avrebbe fatto da grande, in bilico com’era tra il lavoro di critico musicale e quello di chitarrista semi-professionista.
Per il gruppo che stava mettendo su scelse un nome esplicito, un nome che dava subito l’idea della disastrosa condizione delle loro finanze: Dire Straits, momenti difficili, tempi duri.

Una sera venne invitato da una band abbastanza mediocre a un loro concerto, affinché poi ne scrivesse una recensione. Lo spettacolo, entrando nel pub, fu desolante. L’audience era composta da 5-6 persone ormai ubriache e completamente incuranti della musica.
Il gruppo accorcia il repertorio, tanto di sguardi attenti e di orecchie tese non ve n’era traccia, il disinteresse era pressoché totale ma, alla fine, il cantante ha un colpo di genio.
In perfetto aplomb inglese saluta il pubblico con un serissimo: “Goodnight and thank you, we are the sultans of swing (Signori buonanotte e grazie, noi siamo i sultani dello swing)”.

In quel momento nella testa di Mark Knopfler nasce l’idea della canzone.
Nottetempo, tornato a casa, butta giù i primi accordi sulla chitarra acustica.

Pochi mesi dopo: “Sultans of swing” diventa uno dei brani più incisivi del decennio d’oro del rock.






lunedì 18 maggio 2026

Compie gli anni Rick Wakeman


Compie gli anni oggi, 18 maggio, Rick Wakeman, tastierista, compositore, ma anche presentatore e autore di programmi radio televisivi.

Inizia con gli Strawbs, ma il successo personale arriva con gli Yes, attraverso una travagliata militanza, fatta di abbandoni e ritorni.

Molti i suoi album solisti, e tante le collaborazioni (David Bowie, Black Sabbath, Dave Cousins...).

Ha inciso un album con il percussionista cantante Mario Fasciano, dove erano presenti anche Francesco di Giacomo e Rodolfo Maltese.

Negli anni '70 la sua "rivalità" con Emerson era pari a quella tra Coppi e Bartali (naturalmente tutto creato ad arte da una certa stampa…).

Happy Birthday Mago Merlino!
Wazza



Yes "Going for the one " 1978








domenica 17 maggio 2026

Il compleanno di Bill Bruford

Compie gli anni oggi, 17 maggio, Bill Bruford, batterista, colonna portante della scena progressive, amante del jazz.

Ha suonato praticamente con tutti, esempio e modello per generazioni di batteristi.

Da tempo ha deciso di ritirarsi dalla scena (mentre tanti mediocri ancora insistono!)

Happy Birthday William!

Wazza


The Bruford band in 1977. March 7 1979

King Crimson, 1981

Backstage at London's Royal Albert Hall for the last night of the London King Crimson shows with old friends: L-R Tony Levin, Jeremy Stacey, Bill, Pat Mastelotto

Genesis-1976





sabato 16 maggio 2026

Il compleanno di Robert Fripp


Compie gli anni oggi, 16 maggio, Robert Fripp, l'uomo che ha "inventato" i King Crimson. Chitarrista, compositore, polistrumentista, produttore.

Il 16 maggio 1969 festeggiava il suo 23° compleanno suonando con i King Crimson, per la prima volta al Marquee di Londra. Ancora poco conosciuti, erano gli ultimi in ordine di importanza nel palinsesto della serata che comprendeva: Steppenwolf, Terry Reid, Hard Meat e King Crimson.

La formazione comprendeva: Robert Fripp (chitarra), Michael Giles (batteria), Greg Lake (basso e voce), Ian Mc Donald (fiati, effetti vari), Pete Sinfield (testi, e luci).
Voluti fortemente da John Gee, interessato a nuove forme di musica sperimentali, lasciarono tutto il pubblico a bocca aperta per il loro sound complesso e "schizofrenico".

Molta acqua è passata sotto i ponti da quel giorno, ma i King Crimson sono ancora "on the road", inseriti nell'olimpo del progressive mondiale.

Happy Birthady Robert!
Wazza



King Crimson at the Marquee-969

King Crimson

Greg Lake e Robert Fripp







venerdì 15 maggio 2026

I compleanni di Brian Eno e Mike Oldfield



Doppio compleanno oggi, 15 maggio, per due talentuosi musicisti, Brian Eno e Mike Oldfield.
Tutti e due compositori e polistrumentisti... chapeau!!
Wazza



Mike Oldfield


Compie gli anni oggi anni Mike Oldfield, polistrumentista, produttore e compositore britannico, nato a Reading (Inghilterra). Arrivò alla fama mondiale con la sua opera di 1973 "Tubolar Bells", che è stata usata come parte della soundtrack di "L'esorcista". Ha anche avuto una hit nel 1983 con il tema "Moonlight Shadow", cantata da Maggie Reilly. 
Mike ha continuato a registrare e attualmente si è semiritirato alle Bahamas.



Brian Eno


Compie gli anni anche Brian Eno, musicista, produttore e compositore britannico nato a Woodridge (Inghilterra), noto inizialmente per il suo lavoro ai sintetizzatori nei Roxy Music, ha avuto il suo più grande impatto artistico con le sue musiche d'ambiente e la sua collaborazione con artisti come David Bowie, Talking Heads, Devo e  U2.

Per qualcuno considerato un non musicista, Eno ha dimostrato ampiamente il suo talento in questo campo, sia come tastierista/cantante/compositore, sia producendo le opere di altri musicisti.







giovedì 14 maggio 2026

“Alla riscossa stupidi” di Fabio Zuffanti-Commento di Francesco Pullè


 

LA MADELEINE DI “FABBIO”

Di Francesco Pullè 

Tra autobiografia e romanzo di formazione, il racconto di un’inquietudine adolescenziale.

 

Tra autobiografia e romanzo di formazione, “Alla riscossa stupidi” di Fabio Zuffanti si colloca in una zona narrativa che evita con intelligenza tanto il compiacimento memoriale quanto la facile enfasi del riscatto, scegliendo invece di fare della memoria uno strumento di lettura del passato e, insieme, di messa a fuoco di ciò che si diventa nel tempo. Ne risulta un libro che non indulge nella nostalgia, ma interroga con discrezione e fermezza le proprie origini, trasformando l’esperienza individuale in una forma di conoscenza.

L’infanzia e l’adolescenza a Cornigliano, quartiere operaio di Genova, in una famiglia di origine siciliana, restituiscono un percorso di crescita tutt’altro che lineare, segnato da bullismo, paura e da un persistente senso di inadeguatezza, in un contesto che rende gli anni delle scuole medie ben lontani da qualsiasi immagine di leggerezza. I quaderni riempiti di Goldrake e Mazinga, come pure la figura onirica della “tana della talpa”, non sono allora semplici fantasie infantili, ma spazi di difesa, piccole architetture immaginarie attraverso cui sottrarsi, almeno in parte, alla durezza del reale.

È su questo sfondo che la musica assume una funzione decisiva. L’ascolto passa dapprima dalle sigle dei cartoni giapponesi ai successi pop del momento, da Gianna a Wuthering Heights, fino a Sotto il segno dei pesci e Generale, componendo una sorta di educazione sentimentale del suono in cui convivono immaginario infantile, curiosità adolescenziale e desiderio di appartenere a un tempo condiviso. In questo stesso clima entrano anche il gioco, la goliardia, perfino il divertimento quasi rituale di incidere rutti su una C60, gesto minimo e triviale ma rivelatore di un’epoca in cui la musica era anche fisicità, complicità e invenzione domestica. Solo in seguito, attraverso i dischi del fratello, arriva la scoperta del progressive rock, che non coincide soltanto con la nascita di un gusto, ma con un ampliamento dell’immaginazione e della percezione, quasi con l’apertura di un lessico nuovo per leggere il mondo. Le copertine di album come Atom Heart Mother, Acquiring the Taste e Nursery Cryme non restano allora immagini decorative, ma diventano soglie, passaggi verso altri paesaggi mentali, capaci di modificare la relazione stessa con la realtà.

In questa stessa direzione va letta la trasformazione del ponte Morandi nel ponte di Brooklyn, gesto immaginativo che dice molto sulla possibilità di reinventare lo spazio e, attraverso di esso, la propria posizione nel mondo. E non è casuale che in questo itinerario trovi spazio Franco Battiato, non solo come riferimento musicale, ma come epifania di libertà artistica e intellettuale, quasi una promessa di scarto rispetto ai modelli dominanti. Sullo sfondo, senza mai diventare dichiarazione, affiora l’idea di una musica intesa come forma primaria di conoscenza, secondo una sensibilità che richiama Verlaine e il suo programmatico “de la musique avant toute chose”.

Uno dei meriti maggiori del libro è la capacità di intrecciare la vicenda personale con il clima storico e collettivo senza irrigidire il racconto in una cornice didascalica. Gli anni di piombo, il caso Moro, la morte di Guido Rossa, la strage di Bologna, ma anche episodi entrati nell’immaginario comune come la tragedia di Alfredino Rampi o la figura di Pertini, contribuiscono a definire l’atmosfera in cui il protagonista cresce, facendo da controcampo a una formazione che non è mai puramente privata. Più laterali, ma non meno suggestivi, alcuni episodi minori - come quello del giovane Luca inghiottito da un buio abisso - aggiungono una tonalità ulteriore di inquietudine, quasi una risonanza sotterranea che attraversa il libro.

Anche la dimensione familiare è trattata con misura e sensibilità. La madre, segnata dalla depressione, è restituita nella sua presenza fragile e tormentata, in un rapporto affettivo che resta intimo ma mai pienamente pacificato; il fratello Saverio, la sorella Anna e l’onnisciente amico Sandro rappresentano appigli importanti, mentre figure come Giulia o Anglona introducono il primo territorio del desiderio, dove immaginazione e realtà si osservano da vicino senza coincidere del tutto. In questo quadro, la pronuncia cadenzata di “Fabbio”, con cui la madre chiamava l’autore, diventa una delle risonanze più intime del libro.

Tra le immagini più riuscite emergono la cassetta pirata acquistata in via di Pré, piccolo oggetto che racchiude un intero mondo di attese e scoperta, e l’abbraccio a un albero, gesto semplice ma carico di una necessità profonda, quasi primaria. Sono momenti in cui Zuffanti raggiunge una notevole efficacia evocativa, riuscendo a dire molto senza mai forzare il significato.

La “riscossa” del titolo, in definitiva, non ha nulla di trionfale: è un movimento interiore, lento, fatto di consapevolezze progressive, in cui la fragilità non viene negata ma trasformata in forma. Musica e immaginazione non valgono come fuga, bensì come strumenti di orientamento, come modi per restare nel mondo senza subirne la durezza. “Alla riscossa stupidi” si impone così come un libro sobrio e intenso, capace di trasformare una vicenda privata in una riflessione più ampia sulla formazione e di restituire alla ferita una forma leggibile, principalmente proprio attraverso quella pronuncia materna di “Fabbio” che ne custodisce, con discrezione, la parte più preziosa e segreta. Il finale, segnato da un evento traumatico insieme gratuito e auspicato, apre infine una soglia decisiva, conducendo il protagonista in una dimensione di sospensione e catarsi che sembra accompagnare quietamente il lettore anche oltre le ultime pagine, senza sottrarsi alla domanda irrisolta sul senso del dolore attraversato insieme all’autore.




martedì 12 maggio 2026

Rolling Stones: il 12 maggio 1972 veniva rilasciato "Exile on Main Street""


Usciva il 12 maggio 1972 "Exile on Main Street", doppio album dei Rolling Stones, capolavoro del rock-blues…

Di tutto un Pop…
Wazza


Il 12 maggio del 1972 esce il nuovo LP dei Rolling Stones, il primo doppio album della loro carriera. Si chiama "Exile on Main street", perchè nell'inverno dell'anno precedente gli Stones avevano lasciato la patria a causa del nuovo regime fiscale che rischiava di risucchiare tutti i loro guadagni. Così le pietre vanno in esilio, proprio come dice il titolo dell'album, nel Sud della Francia.

Si ritrovano nella lussuosa villa in Costa Azzurra che Keith ha affittato assieme alla fidanzata Anita Pallenberg e qui, tra fiumi di alcol e droga, nasce uno degli album rock più leggendari della storia. La creatività e l'ispirazione di Mick e Keith sono davvero incredibili. I 18 brani del disco trasudano country, blues, gospel, rockabilly, rock n' roll senza alcuna inibizione: un viaggio teso al recupero della propria memoria storica con disarmante innocenza e con una certa rilassatezza. 


Alla villa in quei mesi transitano parecchi amici degli Stones, ma uno in particolare, Gram Parsons (in quel momento membro dei Byrds) , ha un ruolo fondamentale. Influenza infatti le sonorità country del disco e, pur non accreditato, è presente nel cuore di uno dei pezzi più emblematici dell'album: "Tumbling Dice".


Il brano viene utilizzato come primo singolo, e narra la storia di un giocatore d'azzardo che non è in grado di giurare fedeltà alle sue donne. Il bassista della band, Bill Wyman, è assente al momento dell'incisione. Lo sostituisce Mick Taylor, il giovane prodigio della chitarra rock-blues che ha rimpiazzato Brian Jones. Al pianoforte c'è niente di meno che Ian Stewart.

Anche se sono necessari parecchi anni prima che pubblico e critica valutino adeguatamente "Exile on Main Street", il doppio album degli Stones è oggi considerato il loro disco capolavoro.