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martedì 3 novembre 2026

Le Orme nel tour inglese del novembre 1973

Piccadilly Circus

Per promuovere "Felona & Sorona" in Inghilterra, Le Orme, nel novembre 1973, tennero quindici concerti in due settimane.
Il tour partì da Norwich, passando per Manchester, fino al famoso Marquee di Londra. Un'esperienza fondamentale per il trio veneto, che ricevette un ottimo consenso in tutti i concerti, con i fans inglesi a gridare "more, more..", chiedendo il bis ad ogni loro performance.
Il disco uscì nell'aprile del 1973 in versione inglese, con l'etichetta Charisma, la stessa dei Genesis. La traduzione dei testi, fu affidata a Peter Hammill.

Con i Genesis a Manchester

Aldo Tagliapietra (voce, basso, chitarre), Tony Pagliuca (tastiere) e Michi Dei Rossi (batteria, percussioni) maturano l’idea, non nuova nella scena musicale progressiva italiana di quegli anni, di realizzare un concept album unitario, completo e in linea con il percorso musicale già avviato l’anno precedente con Uomo di pezza. La genesi dell’album ha inizio infatti nel dicembre del 1972, quando Tagliapietra propone ai compagni una quindicina di melodie da unire nell’ambizioso concept. La natura del materiale sonoro agevola enormemente il compito ai tre musicisti, che presentano le prime bozze delle composizioni già nelle date del tour di supporto a Peter Hammill, del dicembre 1972. Proprio ad Hammill, affascinato dalle nuove melodie, ma incapace di codificare il provvisorio slang delle parti cantate, Tagliapietra confessa di voler narrare la storia di due pianeti contrapposti ma complementari, che gravitano nello stesso cosmo ma divisi dalla luce: uno è radioso, l’altro buio. Dei due pianeti Tagliapietra ha già il nome del primo: Felona, da felice. A dare il nome al secondo pianeta è proprio Hammill, che suggerisce Sorona, dall'inglese "sorrow" (dispiacere). 


In poche parole la genesi di questo capolavoro" delle Orme, e del progressive italiano (e non solo!)
Le Orme tornarono a Londra nel 1976, per incidere "Verità Nascoste"... ma non in tour!
… di tutto un Pop

Wazza


lunedì 2 novembre 2026

Alvin Lee: accadeva il 2 novembre 1973


Usciva il 2 novembre 1973 "On the Road to Freedom", album di Alvin Lee (Ten Years Afters) e del cantautore "gospel" Mylon Le Fevre.
Primo album solista di Alvin Lee, registrato nello studio della sua casa nell'Oxsfordshire, aiutato da un gruppo di "amici musicisti" notevoli:
George Harrison, Jim Capaldi, Steve Winwood, Ron wood, Mick Fleetwood...
Nasce così un album di rock, blues, folk, ballads... un disco assimilabile ad un ottimo vino che si accompagna bene con tutto.
Un album che vi consiglio, se non conoscete... "Sulla strada per la libertà".
Wazza



I collaboratori che suonano su questo disco:

Alvin Lee - lead, harmony and backing vocals; electric and acoustic guitars; bass; sitar; drums
Mylon LeFevre - lead, harmony and backing vocals; 6- and 12-string acoustic guitars; percussion; bass
George Harrison (as "Hari Georgeson") - acoustic guitar, dobro,[30] bass, harmony vocals
Ron Wood - electric and 12-string acoustic guitars, bass, slide guitar, drums
Steve Winwood - piano, electric piano
Tim Hinkley - piano, organ, backing vocals
Boz Burrell - bass, backing vocals
Bob Black - steel guitar
Andy Stein - fiddle
Ian Wallace - drums
Jim Capaldi - drums, percussion
Reebop Kwaku Baah - congas
Mick Fleetwood - drums
Mike Patto - backing vocals, percussion




domenica 1 novembre 2026

Genesis il 1 novembre del 1969

Tony Smith (a destra) con i quattro membri dei Genesis nel luglio 1969: Mike Rutherford, Anthony Phillips, (Brian Roberts, un amico), Peter Gabriel e Tony Banks. I Genesis stavano provando in una casa appartenente alla nonna del loro amico Brian Roberts


Il 1° novembre 1969 i Genesis tengono il loro primo concerto a pagamento presso la Brunel University di Londra.

A marzo avevano avuto il loro debutto discografico con l’album “From Genesis To Revelation”, mentre l’anno prima, il 15 ottobre 1968, avevano già fatto la loro prima apparizione televisiva.

Di Tutto un Pop…

Wazza


Il gruppo a ottobre del 1968 registrò anche negli studi Evesham della BBC

Nella Student Hall del College, il 1° novembre 1969 si esibiscono i Genesis in quello che è considerato il loro primo vero live professionale, in quanto davanti a un pubblico pagante e pagati loro stessi per esibirsi.

Prima di questa data uno dei due requisiti manca, come il 23 settembre al Balmes’s Dance di Chobham o il 10 ottobre al Kingsbury Working Mens Club di Tamworth o il giorno successivo al Wood End Youth Centre, sempre di Tamworth, concerti in cui i Genesis vengono pagati, ma si tratta di party gratuiti.

Ecco il ricordo di Mike Rutherford:

"Brunel è stato il primo vero concerto, la nostra prima performance pubblica (...). È stato difficile tenere le dodici corde accordate e ho passato molto tempo nella toilette per cercare di ottenere l'accordatura giusta!"


Sono live di cui mancano notizie basilari, quasi avvolti nella leggenda. Ecco allora la probabile setlist suonata quella sera dai Genesis, confermata in varie interviste sia da Anthony Phillips che da Tony Banks:


Genesis, 1969: Peter Gabriel, Tony Banks, Anthony Phillips, Mike Rutherford and John Mayhew


In the Wilderness

Masochistic Man

The Stumble (Cover di John Mayall & The Bluesbreackers)

Baa Baa Black Sheep (Cover del brano Rock Around The Clock)

Build Me a Mountain

In Limbo

Digby

Little Leaf

Babies

Key to Love

Looking For Someone

Twilight Alehouse

Sitting on Top of the World (Cover dei Cream)

Pacidy



 

sabato 31 ottobre 2026

"Led zeppelin II" nell'ottobre 1969




Era l’ottobre 1969, quando usciva “Led Zeppelin II”, un altro caposaldo del rock-blues di una magnifica stagione che, ahimè, non ritornerà più!

Di tutto un Pop…
Wazza


È il 1969 e la scena rock è popolata da gruppi rock dalla forte contaminazione jazz e blues. Nasce la fusion, nasce il rock progressivo, ma soprattutto nasce l'hard rock. E coloro che l'hanno introdotto definitivamente sono noti a tutti: i Led Zeppelin. I Led Zeppelin pubblicano all'inizio del 1969 il loro primo album, Led Zeppelin I, album ricco di canzoni dallo stampo blues, in cui la voce graffiante di Plant e la chitarra di Page regnano sovrane. Nell'album sono presenti anche delle cover di artisti blues come Willie Dixon, come "I can't quit you". Non scordiamoci di pezzi prettamente rock come la canzone che apre l'album, "Good times bad times", e "Communication breakdown". Il gruppo si afferma già nel contesto musicale europeo.


Nell'ottobre dello stesso anno, quel lontano 1969 nel quale prevale ancora il rock progressivo e psichedelico, esce nei negozi Led Zeppelin II, secondo lavoro della band. L'album sembrerebbe banale a causa del titolo semplice, ma è tutt'altro che banale. L'album si apre con un pezzo da novanta, una canzone che segnerà la storia del rock, che ancora oggi si canta, "Whole lotta love", famosa per il suo riff di chitarra orecchiabile e insistente. Il testo è a sfondo sessuale, come molti nella discografia dei Led Zeppelin. Nel bel mezzo del brano Robert Plant, il cantante e leader della band, si abbandona ad urla e gemiti sessuali che sfociano nella batteria di John "Bonzo" Bonham e nel riff di chitarra elettrica di Page. Tale canzone è seguita da "What is and what should never be", canzone più dolce nella prima parte, ma che nel ritornello esplode con un ritmo forsennato. La terza canzone del lato a è un pezzo molto rock, dominato dal basso di John Paul Jones. Il testo presenta delle chiare allusioni sessuali: non a caso prende il nome di "The lemon song". Il lato a si chiude con un famosissimo pezzo dall'atmosfera più quieta e dal testo molto dolce, scritto da Plant e dedicato alla moglie. La chitarra introduce il brano ma poi verrà sostituita dall'organo di John Paul Jones come strumento prevalente.


Il lato b si apre con "Heartbreaker", canzone hard rock che presenta il famoso assolo orecchiabile di Page alla chitarra. La canzone che segue, "Living loving maid (she's just a woman)", è il pezzo più scanzonato dell'album. Appena parte la canzone si sente la voce di Plant che urla "With a purple umbrella and a fifty cent hat, livin', lovin', she's just a woman ...". "Ramble on" è un pezzo di ispirazione tolkieniana (J.R.R. Tolkien - autore del Signore degli anelli). Nel ritornello la voce di Robert Plant esplode in un canto graffiante, mentre le strofe sono più calme. Il penultimo brano dell'album è uno strumentale diventato famoso nella storia del rock per l'assolo di batteria di Bonzo e per il riff di Page. Una delle pietre miliari del rock, un pezzo dalla forte vena epica. La canzone che chiude l'album si intitola "Bring it on home", pezzo blues firmato Willie Dixon, famoso bluesman.


Un album prettamente rock, un album che segna la storia del rock, un album che ci introduce nel magico mondo dell'hard rock, un album senza esclusione di colpi, un album dove è impossibile trovare un difetto. L'ascolto è molto piacevole, un album che consiglio a tutti. Led Zeppelin II è un inno a quelli che vivono di rock.








venerdì 30 ottobre 2026

Compie gli anni Fabio Pignatelli

“Nel 1971 andai a vedere i Jethro Tull a Roma, fu il primo concerto della mia vita, rimasi scioccato dall’introduzione di chitarra acustica di Ian Anderson, il brano era My God, tratto dall’album “Aqualung”. Quell’arpeggio indimenticabile mi tornò in mente per il riff di “Profondo Rosso”, nella cantina a casa di Claudio Simonetti”.

(Fabio Pignatelli)


Compie gli anni oggi, 30 ottobre, Fabio Pignatelli, bassista, compositore, produttore...

Deve la sua popolarità ai Goblin di "Profondo Rosso".

Da anni colonna portante della band di Antonello Venditti e musicista molto richiesto in sala di incisione, ha suonato con Claudio Baglioni, Nada, Goran Kuzminiac, Giorgia, Enzo Carella...

 Happy Birthday Fabio!

Wazza

FABIO PIGNATELLI 

Nato a Roma nel '53 si è subito specializzato in basso, chitarra, arrangiamenti e programmazione di tastiere e computers. Entrato a far parte dei Goblin dopo i Cherry Five, ovvero l'anticamera dei Folletti, formati nel '74 da Claudio Simonetti, Carlo Bordini, Massimo Morante e Tony Tartarini, artefici di uno degli album più rappresentativi dell'era progressive tanto in voga negli anni '70.


Come dice Agostino Marangolo in uno dei loro celebri concerti live, è lui l'inventore del famoso arpeggio iniziale di Profondo Rosso che riempi le casse della Cinevox... In Suspiria, l'anno dopo, una vera rivoluzione per le caratteristiche dei Goblin e per questo l'album più amato dai singoli componenti, Pignatelli si appropriò di alcune percussioni africane tra cui il Tabla indiano per la celebre title track del film.

Fabio Pignatelli , Agostino Marangolo,Maurizio Guarini, Dario Argento,Daria Nicolodi, Massimo Morante, Claudio Simonetti

Nel '78, inoltre, sono stati adattati alcuni brani originali del gruppo da Stelvio Cipriani per la colonna sonora Solamente Nero di Antonio Bido. Il suono del suo basso inconfondibile, lo troveremo in tutte le produzioni dei Goblin, anche quelle meno conosciute, mentre in colonne sonore come La Chiesa, Nonhosonno e l'ultimo Back to the Goblin, che è stato realizzato proprio nel suo studio a Roma (Pignatelli Studio) ci ha deliziato molto con i suoi lavori alle tastiere.

Ovviamente ha altre attività anche al di fuori dei Goblin; la più importante è la lunga collaborazione con Antonello Venditti dal vivo, ma non solo; ultimamente con degli ex Goblin, come Marco Rinalduzzi e Derek Wilson con cui realizzò Volo, ha formato una cover band i Beatles for sale in cui omaggiano il quartetto di Liverpool. 

Attualmente è il bassista dei Goblin Rebirth.





giovedì 29 ottobre 2026

Nasceva il 29 ottobre 1933 Tony Stratton-Smith

Nasceva il 29 ottobre 1933 Tony Stratton-Smith, manager imprenditore, produttore, fondatore dell’etichetta musicale “Charisma Records”, vera fucina di talenti.

Da giornalista sportivo si trasforma in vero e proprio “talent scout”.

Grazie a lui Genesis, Van der Graaf Generator, Audience, Lindisfarne, Atomic Rooster e molte altre band sono entrate nella storia.

Morì di cancro al pancreas nel marzo del 1987.

Per non dimenticare…

Wazza



Award to Genesis for record sales at the country home of the late Tony Stratton Smith (far right), founder of Charisma Records









Nel ricordo di Duane Allman


Il 29 ottobre 1971, Duane Allman moriva in un incidente stradale all'età di 24 anni. La sua dipartita fu un duro colpo per la Allman Brothers Band, che continuò a suonare, ma non riuscì mai a replicare il successo ottenuto con Duane.

Allman è stato un chitarrista e cantante statunitense considerato uno dei più grandi chitarristi rock di tutti i tempi, ed è stato un pioniere del southern rock.
Iniziò a suonare la chitarra all'età di 12 anni, e si interessò subito al blues e al rock and roll. Nel 1961, fondò un gruppo con suo fratello Gregg, gli Allman Joys. La band ebbe un discreto successo, ma si sciolse nel 1965.

Nel 1969, Duane e Gregg fondarono la Allman Brothers Band, che divenne uno dei gruppi più importanti del southern rock. Ebbero un enorme successo con l'album “At Fillmore East”, pubblicato nel 1971.
Duane Allman era un chitarrista eccezionale, con un talento naturale per la musica. Era un virtuoso dello slide guitar, e il suo stile era caratterizzato da un mix di blues, rock e jazz.
Il contributo di Duane Allman alla musica è inestimabile. Ha influenzato generazioni di chitarristi, e il suo stile è ancora oggi considerato un punto di riferimento.

Con Eric Clapton