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venerdì 29 marzo 2019

King Crimson: accadeva il 29 marzo del 1974


Usciva il 29 marzo 1974, "Starless and Bible Black", sesto album dei King Crimson.
Wazza


(dalla rete)

Ci sono motivi differenti che generalmente mi spingono a scrivere su un disco. A volte é quell´emozione che riesco ancora a sentire quando scopro qualche album mai sentito, vecchio o nuovo che sia, che riesce a sorprendermi, stupirmi, meravigliarmi. Altre volte é il ricordo di quegli ascolti passati che sono legati in qualche modo ad una storia o ad emozioni che valga la pena raccontare.

Il mio rapporto con "Starless And Bible Black" invece si trova su un´altro piano di valori, essendo il disco che più ha contribuito a sviluppare il mio modo di percepire la musica negli ultimi vent´anni.

Ai tempi, ossia nei primi anni novanta, non immaginavo che la produzione di "Starless.." fosse stata così particolare, che pezzi in studio fossero alternati a improvvisazioni e a altri dal vivo. Niente note di copertina a delucidare tale genesi, ma solo i crediti di ciascuna traccia attribuiti ai vari musicisti, come in normali composizioni.

Chi sostiene che "Starless.." sia il punto debole della trilogia del periodo magico dei King Crimson, spesso sottolinea proprio che la produzione sia stata curata in maniera disordinata da Fripp creando un album disomogeneo. Certo, la mancanza di Jamie Muir si sente e forse alcune tracce sono state pensate per dare piú spazio al violino di David Cross, proviamo peró a metterci nei panni di Fripp e a fare alcune speculazioni.

Siamo dopo l´uscita di un capolavoro come "Larks' Tongue In Aspic", Jamie li lascia e porta via con se molto di più di un semplice contributo musicale, Fripp é assolutamente conscio di avere fra le mani uno dei gruppi più straordinari in assoluto, che dal vivo non ha rivali in quanto a coesione, potenza e fantasia, uno dei pochi che riesce ad improvvisare senza far ricorso a schemi jazzistici o avanguardistici, e allora decide di collocare dei pezzi dal vivo dentro un album che dal vivo non é. Forse ha voluto condividere quei momenti magici con i suoi fan, o forse aveva il timore di perdere quell´attimo di magia senza sapere quando avrebbe avuto l´occasione di pubblicare quel materiale.

Fatto sta che "Starless.." entrò nella mia vita dopo pochi anni dalla mia scoperta del rock progressivo, e paradossalmente, contribuì ad allontanarmi dal genere, anzi fu come un´iniziazione verso nuove forme musicali come il Rock in Opposition, l´Avant-Rock e l´improvvisazione.

Il ricordo che serbo della difficoltà di lettura e comprensione di alcune tracce e le successive grandi emozioni venute a ripagare lo sforzo, é ancora nitido. Composizioni magnifiche e intramontabili come "Fracture", che registrata dal vivo regala piccoli dettagli sorprendenti, (che una produzione raffinata potrebbe chiamare difetti o sbavature), o la sfida racchiusa nel misterioso crescendo dei 221 secondi improvvisati di "We'll Let You Know", sono ancora ben vivi nel mio animo perché segnarono un momento di passaggio che al tempo mi illuse di poter decifrare tutte le musiche che non riuscivo ancora comprendere.

Poi il tempo dimostro come ciò fosse relativo; se ottenni un grande successo con i Soft Machine di "Third" non si può dire lo stesso con il Miles Davis di "Bitches Brew", che resta ai miei orecchi sempre indecifrabile e privo di emozioni, così, solo per citare a esempio due album famosissimi.

Un altra considerazione, che credo abbia fondamento anche se non da tutti condivisibile é che se i King Crimson e i Genesis sono a pari merito le due massime espressioni del progressive, in termini qualitativi le differenze sono enormi. Se i Genesis sono probabilmente il modello piú seguito e anche piú imitato del progressive, i King Crimson sono difficilmente presi come modello e in "Starless.." sono all´apice dell´antitesi. Chi veramente ha elaborato il proprio stile musicale, in maniera convincente, basandosi sul lavoro dei Re cremisi relativo al periodo in questione?

Molti considerano "Red" come il punto piú alto della trilogia, eppure non mi sento di condividere quest´opinione. Chi si é lasciato incantare dalle incredibili e irraggiungibili performance nel cofanetto live che, non a caso si intitola, "The Great Deceiver", sicuramente ha percepito che le composizioni di "Red", non sono altro che estratti di improvvisazioni poi ridefinite e arrangiate in studio, privandole di quella spontanea crudezza presente nella loro genesi e completandole con elementi presenti nei primi King Crimson.

Così vi lascio alle vostre considerazioni, ricordando che ciò che ho scritto é frutto unicamente della mia esperienza e del mio modo di percepire quest´arte così controversa e inafferrabile che é la musica, e di come l´ingenuità e la caparbietà, in alcuni casi ci permette di affrontare sfide che con la conoscenza avremmo forse evitato, giudicando e scartando a priori qualcosa che invece poteva rivelarsi di incommensurabile valore.






Traffic, 29 marzo 1973

29 marzo 1973, grandissimo concerto dei Traffic al Palazzo dello Sport di Roma... come si dice... ah , "io c'ero"!!! 
Ancora mi ricordo il rimbombo delle percussioni, in un posto dove si poteva fare tutto, meno che suonare!
Qualcuno si riconosce nelle foto?  (sotto i 60 anni, non ci provate nemmeno!)
Di tutto un Pop…
Wazza






Il compleanno di Vangelis


Compie gli anni oggi, 29 marzo, Vangelis Papathanassiou, tastierista, arrangiatore, compositore, autore di colonne sonore, musiche per balletti e teatro.

Nella sua carriera è passato dal pop (Aphrodite's child), al prog (Jon & Vangelis), sino all'oscar come migliore colonna sonora (Momenti di gloria).

Un fenomeno, spesso dimenticato dagli "addetti ai lavori", giornalisti e recensori…
In Italia ha collaborato come arrangiatore con Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Milva, Krisma, Claudio Baglioni...

Insignito di premi e onorificenze in varie parti del mondo!

Happy Birthday Vangelis
Wazza

         


giovedì 28 marzo 2019

PFM su "Qui Giovani" il 28 marzo del 1972


QUI GIOVANI" n.13, 28 Marzo 1974.
Notate bene: la foto dell'articolo non si riferisce al concerto di cui si parla, ma è stata verosimilmente scattata al Teatro Brancaccio nel 1973, durante il Tour con Pete Sinfield e Mel Collins

"Qui Giovani" del 28 marzo 1972...


Parte il nuovo tour italiano della PFM, dopo i successi in Inghilterra.
Di tutto un Pop...
Wazza


mercoledì 27 marzo 2019

Pink Floyd: accadeva il 27 marzo del 1983



Ciao 2001 del 27 marzo 1983 dedicava la copertina all'ultimo lavoro dei Pink Floyd, "The Final Cut".
Un concept album interamente scritto e cantato da Roger Waters, dopo aver "cacciato" Richard Wright per divergenze musicali…

Quasi un album solista, prima della diatriba, finita in tribunale.
Di tutto un Pop…
Wazza


3
                         

Robert Fripp: accadeva nel marzo del 1979


Un disco da rivalutare "Exposure" di Robert Fripp.
Di questo album amo molto la versione di "Here Comes The Flood", con Peter Gabriel al piano rigido e Brian Eno che lo accompagna al flauto e al synth, e gli effetti di chitarra di Fripp che si incastrano con la voce di Gabriel... incontro tra geni!
Le registrazioni iniziarono nel marzo del 1979.
Wazza
                         









lunedì 25 marzo 2019

A volte ritornano!

Sembra che dopo il ritorno del vinile anche un altro oggetto, che sembrava estinto, stia tornando di moda, la musicassetta.
Riaprite i vostri bauli... chissà se ritornerà anche il VHS!?
Forse aveva ragione Einstein quando diceva: "Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza guerra mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre"
Wazza


Autore: Lucio Cadeddu - TNT Italia
Pubblicato: Febbraio, 2019

Può sembrare incredibile, ma questo non è uno scherzo, è un... ritorno! Le musicassette sono tornate. Sono serissimo. Credevamo di essercene liberati per sempre e invece sono di nuovo tra noi! Come il vinile, ma peggio. Molto peggio. In realtà, mentre il vinile può suonare ancora dannatamente bene, le musicassette hanno così tante limitazioni tecniche che utilizzarle oggi come sorgente HiFi è un controsenso. Abbiamo a disposizione apparecchi che stanno nel palmo della mano e che possono immagazzinare migliaia di file musicali ad altissima risoluzione, perché perdere tempo in un supporto così obsoleto? Difficile trovare una spiegazione sensata, ma sicuramente l'operazione nostalgia e l'effetto trainante del vinile hanno giocato un ruolo fondamentale nel riportare in vita questo zombie tecnologico. Prima di darvi i numeri di questo “ritorno”, lasciatemi ricordare, specie a beneficio delle nuove generazioni, i fatti principali sulla Compact Cassette.
La Compact Cassette o musicassetta non è altro che un guscio di plastica all'interno del quale un nastro magnetico gira avvolto intorno a due piccole bobine. Può contenere musica pre-registrata o registrarne di nuova a sua volta. Potete anche decidere di lanciarla con precisione nel bidone della raccolta indifferenziata. Questo mostro di tecnologia è stato inventato da Lou Ottens alla Philips, in Hasselt, Belgio, e presentata al mercato europeo il 30 agosto 1963 (sì, 56 anni fa!) al Berlin Radio Show e negli Stati Uniti (sotto il marchio Norelco) nel novembre del 1964.
Nel 1971 la Advent Corporation introduceva il registratore Model 201, equipaggiato con riduttore di rumore Dolby B e utilizzante nastri al biossido di cromo (CrO2). In questo modo la bassa qualità sonora delle prime musicassette subiva un salto notevole e via via è andata migliorando ulteriormente. I lettori con qualche capello grigio (se presente) ricordano certamente molto bene tutta la storia successiva, dal Dolby C al Dolby HX, al DBX, all'autoreverse etc. Si è arrivati a spremere fino all'ultima goccia di performance sonora da un supporto che aveva delle serie limitazioni tecniche originarie. Fino agli anni 90 era uno dei tre supporti più diffusi, insieme a CD e LP. La nascita di supporti digitali registrabili (come il CD-R) ne decretò l'inesorabile declino. Fino ad oggi.
La National Audio Company in Missouri, USA, è una delle più grandi fabbriche di produzione di musicassette rimaste al mondo. Ha curato la stampa e la distribuzione della colonna sonora “Awesome Mix #1” del film “Guardians of the Galaxy” nel 2014. Più di 10 milioni di musicassette sono state prodotte dalla NAC nel 2014, e l'anno successivo ben il 20% in più, quello migliore della loro intera storia aziendale, a partire dal 1969!
Nel 2016 le vendite di musicassette negli Stati Uniti sono salite del +74% (per un totale di 129,000 pezzi) e il 2017 ha visto un ulteriore incremento del +35%. Nel gennaio 2018 la NAC ha iniziato addirittura a produrre in proprio il nastro magnetico delle sue cassette, diventando l'unico produttore al mondo di nastri per musicassette.
In Inghilterra, l'anno scorso (2018) è stato il migliore dell'ultimo decennio per quanto riguarda la vendita delle musicassette, la British Phonographic Industry (BPI) ha rivelato che le vendite di questo vecchio formato sono cresciute del 125.3% anno dopo anno, raggiungendo le 50.000 unità nel 2018 (erano 30.000 nel 2017).
Molti artisti, anche conosciuti, stanno stampando i loro nuovi album su questo dinosauro tecnologico. Si veda la classifica dei primi dieci titoli e degli artisti che registrano nel 2018 su musicassetta, tra i quali spiccano Kylie Minogue, Prodigy, Ariana Grande e Take That (fonte: www.officialcharts.com)
Bene, sembra davvero che la gente stia perdendo la testa per le musicassette. Temo non ci sarà molto da aspettare per vedere qualche guru dell'HiFi che ci vorrà convincere che suonano meglio del vinile o della musica digitale. Siete state avvertiti. Siamo polli, ma le penne ce le hanno già strappate tutte, occhio!
Il documentario che segue racconta la nascita della Compact Cassette e include un'interessante intervista a Lou Ottens, il suo inventore.


sabato 23 marzo 2019

Il compleanno di Franco Battiato

Compie gli anni oggi, 23 marzo, Franco Battiato, compositore, cantautore, regista.
Nella sua carriera ha sperimentato tutto sulla musica, dal progressive all'avanguardia, alla canzone d'autore, etnica, elettronica, opera. Insomma un'eccellenza della musica italiana.
Buon Compleanno "maestro"!
Wazza

         



venerdì 22 marzo 2019

Il compleanno di Michi Dei Rossi

 Compie gli anni oggi, 22 marzo, Michi Dei Rossi, storico batterista delle Orme.

Ha festeggiato con i suoi fans alla mezzanotte, nel Teatro Tognazzi di Velletri, dove era in concerto con il nuovo lavoro, "Sulle ali di un sogno".

Happy Birthday Michi!
Wazza



giovedì 21 marzo 2019

Il compleanno di Giorgio "Fico" Piazza e Franco Mussida


Compiono gli anni oggi, 21 marzo, Franco Mussida e Giorgio "Fico" Piazza.
Oltre che la data del compleanno, hanno condiviso gran parte della loro carriera musicale, prima con i Quelli, poi con la Premiata Forneria Marconi.
Happy Birthday ragazzi!
Wazza






21 del mese, ricordando Big Francesco

 

"Liberi sono quelli che creano, non quelli che copiano,
e liberi sono coloro che pensano, non quelli che ubbidiscono.
Insegnare è insegnare a dubitare
."
(Eduardo Galeano - giornalista scrittore)

21 Marzo
Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano!
Wazza


Ricordo di  Guido Harari (fotografo)

OH FRANCESCO E IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO! Vi ho conosciuti al Papagayo di Milano Marittima nell'estate del 1972. L'album del "salvadanaio" aveva mietuto vittime a profusione tra le schiere dei prog fans di quella primavera rock italiota. Ero agli inizi del mio viaggio nella musica e nella fotografia e ci si ritrovò con naturalezza nella vecchia sala di via dei Cinquecento, a Milano (un cinema parrocchiale che veniva trasformato nella mitica sala di registrazione dell'altrettanto mitica Dischi Ricordi), con Sandro Colombini alla produzione e Walter Patergnani alla consolle per le sessions di "Darwin". L'irresistibile ironia e il "physique" di Francesco, l'irruenza incontenibile di Vittorio, la calma assoluta di Marcello, Gianni e Pierluigi, l'aria eternamente sorniona di Renato: tutto mi colpì di loro, attirandomi in un crescendo di prove, concerti e viaggi, fino alle registrazioni di "Io sono nato libero", nei nuovi studi della Ricordi, stavolta moderni e professionali, con l'attenta regìa di Gaetano Ria e Colombini. Cesare Monti tollerò la mia presenza e la mia curiosità durante lo shooting della copertina dell'album in un cortile sui Navigli: quel pomeriggio fu un prezioso apprendistato, che mi fece capire l'importanza di creare immagini dirette, trasparenti, naturali, di immediata lettura. Scattai un paio di rullini, sotto lo sguardo insofferente di Cesare, e così mi apparve sul poggiolo Francesco, leggiadro come un cartoon di Disney, innamorato della vita e della musica.
Ci ritrovammo qualche anno dopo con la Carovana del Mediterraneo insieme ad Angelo Branduardi. Il progressive era sfiorito, Vittorio aveva lanciato la band nell'ambiziosa dimensione orchestrale di "Di terra", ma il Banco non aveva perso la sua identità e il suo smalto. Solo i tempi erano cambiati e gli anni Ottanta avrebbero portato con sè una prima resa. Poi, molti anni dopo, il rinnovato interesse da parte del pubblico per quella stagione musicale e progetti raffinati come quello dedicato al Fado da Francesco insieme a Eugenio Finardi riposizionarono nella grande storia della musica italiana. Ti ricordo con grande affetto, Francesco, e mando un abbraccio fortissimo a tutta la famiglia del BMS. 

lunedì 18 marzo 2019

Black Sabbath: accadeva il 18 marzo del 1973


Si concludeva il 18 marzo 1973, a Newcastle, il "British Tour' 73" dei Black Sabbath, registrando il "sold out" in tutte le date!
Di tutto un Pop…
Wazza




domenica 17 marzo 2019

YES: ACCADEVA IL 17 MARZO DEL 1975

Yes - Yessongs (Ellman Enterprises, 1975)


Veniva proiettato in prima assoluta il 17 marzo 1975all'Uptown Theater di Milwaukee, il film del concerto "Yessongs". Per il periodo una cosa rivoluzionaria, l'uso dell'audio quadrifonico!
Il concerto fu registrato e ripreso il 15 dicembre 1972.
In occasione dell'uscita del triplo album, nel 1973, venne fatto vedere in anteprima solo alla stampa…
Di tutto un Pop.
Wazza


Formazione:
·         Jon Anderson - voce
·         Chris Squire - basso
·         Rick Wakeman - tastiere
·         Alan White - batteria 
·         Steve Howe - chitarra

 YES live somewhere in 1972


sabato 16 marzo 2019

Parco Lambro-"Parco Lambro", di Antonio Belfiore


Parco Lambro-"Parco Lambro"
Di Antonio Belfiore

Commento già pubblicato su MAT2020 di dicembre (www.mat2020.com)

Tra il 1974 e il 1976, presso il Parco Lambro di Milano si è tenuto il Re Nudo Pop Festival. A distanza di anni, possiamo dire che quell’esperienza è stata non sololo specchio del gusto estetico/musicale e orientamento politico di una certa società ed epoca, ma anche l’evidente promessa (aldilà del bene e del male) che nell’arco di poco tempo sarebbe successo qualcosa: vi erano le premesse del movimento del 1977.


A Bologna, nel 2014 cinque musicisti formano i Parco Lambro, pubblicando nel 2017 il loro primo disco, l’omonimo “Parco Lambro”, per Music Force e Toks Record: qualcosa di quel festival e di quegli anni è rimasto.

Veniamo dunque alla musica: il disco (in sette tracce, tra cui due suite tutte strumentali con l’eccezione di“Not For You”) presenta sonorità tipicamente jazz/progressive rock anni ’70, con largo impiego di fiati, tastiere di vario genere e con ritmiche serrate. Lo stile improvvisativo è costante ma non banale. 

Al mio orecchio vi sono atmosfere molto vicine ai Van Der Graaf Generator e slanci che possono richiamare gli Area e i Soft Machine, ma, per aggressività e costanza, anche le lunghe esibizioni live dei primi Deep Purple (i mastodontici Mandrake Root o Wring That Neck a cavallo tra il ’69 e ’70). L’unica sezione con la parte vocale lascia sentire una genealogia Crimsoniana, ma ha anche una sua certa originalità. Le capacità tecniche degli strumentisti sono evidenti, le armonie/idee melodiche a volte stupiscono, altre meno. La particolarità è che a volte i suoni degli strumenti mostrano una certa variabilità e versatilità: il sax alto può sembrare un abile sintetizzatore, una tastiera/sintetizzatore si può confondere a tratti con una chitarra elettrica (vedi la track “#5”), chitarra/tastiere sfociano in umoristica ecc. 

A questo punto sarebbe interessante chiedersi cosa potrebbe accadere se questi strumenti (in special modo quelli elettrici, ai quali ciò si può chiedere più facilmente) osassero ancora di più. Chiarisco con un esempio: è più interessante l’uso del theremin di Jimmy Page nei live, o quello che ne fanno i thereministi che mimano le melodie di Morricone? Intravedo nei Parco Lambro la possibilità e la capacità di evolvere secondo una sorta di exattamento i propri strumenti, per arrivare quindi oltre gli strumenti stessi, verso sonorità inaspettate. Questo a mio avviso, porterebbe la band a un livello superiore: più sperimentazione farebbe in modo che il sound, già ricco e completo, raggiungesse anche quella naturalezza e unicità tipiche dei grandi gruppi. Un altro aspetto che potrebbe alzare l’asticella della band sarebbe non trascurare anche le pause e i silenzi (che non sono mai veri silenzi in musica): durante alcuni brani se ne sente il bisogno, e, se utilizzate insieme alla sperimentazione sonora citata prima, potremmo aspettarci altre ottime cose per il futuro. Per concludere, Parco Lambro è di certo un disco da ascoltare e che lascia buona luce in prospettiva: nuove persone che sappiano giocare con i propri strumenti non sono più così frequenti. Chi ama il virtuosismo energico, l’improvvisazione e certe band anni ’70 si troverà a casa.


Membri del gruppo

Clarissa Durizzotto – sax contralto/clarinetto/effetti/voce
Mirko Cisilino – Farfisa/Nordlead/synth Moog/tromba/trombone
Giuseppe Calcagno – chitarra elettrica/basso elettrico/Micro Brute
Andrea “Cisa” Faidutti - chitarra elettrica/basso elettrico
Alessandro Mansutti - batteria


Tracklist:

#5
Nord pt. 1
Nord Pt. 2
Not For You
Notturno
Ibis Pt. 1
Ibis Pt. 2