www.mat2020.com

www.mat2020.com
Cliccare sull’immagine per accedere a MAT2020

mercoledì 31 gennaio 2024

Nel ricordo di John Wetton


Il 31 gennaio del 2017 ci lasciava John Wetton a causa delle complicazioni di una malattia incurabile: aveva 67 anni.

Indimenticato bassista e cantante dei Mogul Thrash, Family, King Crimson, Roxy Music, Uriah Heep, Wishbone Ash, Asia, Uk… e special guest del Banco del Mutuo Soccorso alla Prog Exhibition del 2010, a Roma.

John Wetton faceva amabilmente discutere. Gli appassionati della musica anni Settanta e oltre si chiedevano se fosse più opportuno apprezzarlo per la sua voce cristallina, la sua abilità nello scrivere melodie o la precisione del tocco sulle quattro corde del suo strumento. Provate “In the dead of Night” degli Uk per sentire il pulsare del basso, oppure la parte media del giro di “Starless” (King Crimson), notevole anche per l’uso della voce impastato a perfezione con una melodia drammaticamente toccante. Oppure fate un test con le canzoni degli Asia, da “Heat of the Moment” in giù. O ancora i suoi tanti dischi solisti, dove troverete la forza della canzone.

Aveva doti liriche immense, come il suo talento. Su Youtube girano delle session con Robert Fripp alla chitarra e Phil Collins alla batteria che sembrano un duello per la qualità estrema. Non amava i fronzoli ma i tempi dispari sì. Era immediato anche nelle cose complesse. Indimenticabile l’album solo “Battle Lines”, ma tutta la sua produzione con UK (due) e Crimson (tre album imperdibili) è pazzesca.

Il musicista inglese era di buon carattere, salvo quando gli eccessi della vita rock gli spostavano l’ago della bussola. Aveva condiviso sulla rete il suo male e pareva esserne uscito. Invece no.

È scritto che col passare del tempo tutti se ne devono andare. C’è chi però lascia una traccia più profonda. Wetton, come Squire e Lake, è una voce e un musicista che molti non dimenticheranno mai.



Un altro mito della nostra vita ci lascia....

Grande musicista, persona discreta, un gentleman inglese.

Francesco Di Giacomo lo chiamava "affettuosamente" John Wayne...

Addio John

Wazza










Il Rovescio della Medaglia nel febbraio del 1974

ROVESCIO DELLA MEDAGLIA - CIAO 2001 - GENNAIO 1974


La rivista Ciao 2001 nel febbraio 1974 pubblica un articolo sulla serata organizzata al Piper di Roma, il mese prima, per aiutare Il Rovescio della Medaglia.

Il 31 gennaio 1974 si teneva presso il Piper Club di Roma un concerto per il Rovescio della Medaglia, che aveva da poco subito il furto del TIR, con tutta la strumentazione.

Successe a Roma, in via Trionfale: il furto gettò nello sconforto la band che con tanti sacrifici aveva acquistato una strumentazione di alto livello.

A questa serata di "beneficenza" parteciparono, oltre al RDM, il Banco del Mutuo Soccorso, Franz di Cioccio della Premiata Forneria Marconi, Albero Motore, Perigeo, Venditti-Cocciante-De Gregori, Claudio Rocchi, Mauro Pelosi.

Nonostante questa mobilitazione massiccia Pino Ballerini, il vocalist, decise di lasciare la band, che poco dopo si scioglierà.

Di tutto un Pop...

Wazza






Charisma Festival nel gennaio del 1973

Doveva essere il 19 a Roma e il 20 a Milano, ma si tenne il 22 gennaio 1973, al Palasport di Roma, il Charisma Festival, nato per promuovere gli artisti dell'etichetta del "cappellaio matto", come era chiamata all'epoca.

Sul palco:  Genesis - Lindisfarne - Capability Brown - Peter Hammill (con Dave Jackson).

Nel manifesto pubblicitario non era riportato Peter Hammill, ma bensì il Balletto di Bronzo, ma la loro esibizione sfumò all'ultimo minuto.

L'altro concerto si tenne a Reggio Emilia il 20 gennaio e non a Milano (sotto ci spiega tutto l’amico Paolo Carnelli).

Wazza

Un cappuccino con Genesis e Lindisfarne

Da quando all’inizio del 1972 i Van der Graaf Generator e i Genesis avevano sfondato in Italia, il boss della Charisma,Tony Stratton Smith, non pensava altro che come proporre anche nel nostro paese la stessa tipologia di spettacolo che tanto successo di pubblico aveva avuto in patria l’anno precedente: in poche parole, Stratton Smith voleva portare in Italia una sorta di Six Bob Tour, la celebre serie di concerti, così chiamata per l’esiguo costo del biglietto fissato a soli sei scellini, che aveva visto protagonisti Van der Graaf Generator, Genesis e Lindsfarne nel gennaio del 1971. 

Phil Collins of Genesis, on stage at the Charisma Pop Festival, Rome, 19th January 1973

Il progetto, però, era destinato a rivelarsi di non semplice attuazione: la prima idea, infatti, era quella di allestire un vero e proprio tour autunnale, ma lo scioglimento improvviso di due dei gruppi che avrebbero dovuto fare parte della line up (Audience e Van der Graaf Generator) costrinse la label inglese a rivedere i propri piani. Finalmente, nell’ottobre del 1972, su Ciao 2001 si ricominciò a parlare di “Charisma Festival”, sigla con cui veniva ufficialmente denominato l’appuntamento. Se sul periodo in cui il Festival avrebbe dovuto avere luogo (gennaio ‘73) sembravano esserci ormai pochi dubbi, risultava invece più complicato mettere a fuoco sia le date esatte che l’elenco degli artisti che vi avrebbero preso parte: inizialmente furono infatti annunciati Genesis, Lindisfarne, Peter Hammill e Capability Brown; in un secondo momento, a questi nomi sembrarono doversi aggiungere anche gli Spreadeagle e gli String Driven Thing; poi addirittura il Balletto di Bronzo. 

Palasport Roma-Charisma Festival

Questa incertezza è confermata dalla recensione del concerto romano di Marco Ferranti, poi pubblicata su Ciao 2001 numero 6 dell’11 febbraio 1973, in cui in apertura si fa esplicito riferimento proprio ai numerosi cambi di data e di sede che aveva subito la manifestazione nel corso dei mesi. Questi cambiamenti portarono tra l’altro allo spostamento al 22 gennaio della data originariamente prevista per il 19 al Palazzo dello Sport di Roma, con conseguente impossibilità per Lindisfarne e String Driven Thing di prendervi parte a causa di altri impegni concertistici, e la scaletta della serata ridotta ai soli Capability Brown, Peter Hammill & David Jackson e Genesis. Di Spreadeagle e Balletto di Bronzo invece non c’è nessuna traccia neanche nella prima delle due serate del Festival a Reggio Emilia il 20 gennaio, data che andava a prendere il posto di quella originariamente prevista lo stesso giorno al Palalido di Milano. Secondo quanto riportato nella biografia inglese dei Van der Graaf Generator, The Book, Armando Gallo aveva provato fino all’ultimo a convincere i Van der Graaf a rimettersi insieme per le due date del Festival, ma alla fine era riuscito a ottenere solo che con Hammill sul palco ci fosse anche il fiatista David Jackson. 

Charisma Festival in Reggio Emilia-January 1973

A Roma il biglietto del concerto costava 1.500 lire per la gradinata e 2.500 per la platea e tribuna numerate. Il pubblico (circa 10 mila unità) accorse numeroso, nonostante un forte nubifragio che quel giorno aveva colpito la Capitale. Dopo che i Capability avevano faticato a incontrare il favore del pubblico, toccò a Peter Hammill tentare di riallacciare il filo troppo presto spezzato che aveva unito la musica dei Van der Graaf Generator e il nostro paese: della performance del cantante inglese, quasi tutti ricordano soprattutto il momento in cui saltò la corrente e Hammill e Jackson continuarono a suonare senza l’ausilio dell’impianto di amplificazione, davanti a un pubblico esterrefatto ma immobile in silenziosa contemplazione. 

                                         GENESIS - CIAO 2001 - GENNAIO 1973

Poi arrivarono i Genesis, la cui performance è descritta da Ferranti come «Un sogno fatto di colori vertiginosi, linee dolcissime e frammenti violenti, passaggi improvvisi e mirabolanti, docili canti lontani e crudi avvolgimenti sonori (…) Gabriel forse è l’unico vero erede di Jagger; è ora volpe rosseggiante sangue, fantasma argenteo, nero demonio, voce nasale e prepotente, mielosa e ambigua per correre sul filo che separa sottilmente reale e surreale. E Rutherford fa scorrere docilmente tutta la sua anima sensibile romantica sul manico della dodici corde o del suo basso prodigioso, Banks anima con la sua classicità i tasti dell’organo, dirige con incomparabile maestria il tappeto d’archi del mellotron; Hackett è il mago che trasforma una chitarra in sintetizzatore; Collins crea le battute, le inframmezza con il canto divertente, distrugge le false retoriche con il fischietto. Davanti ai cinque la folla, l’urlo che diventa boato, il trionfo». 

"Peter Hammill e David Jackson, con i Van der Graaf Generator fermi ai box, sul palco del Charisma Festival, 22 gennaio 1973, Roma, Palazzo dello Sport dell’EUR" 
(foto di Fabio D’Emilio)

Per i Genesis è un exploit che va a riscattare le difficoltà che il gruppo continua ad incontrare in patria: “Un giorno suonammo a Roma davanti a migliaia di fan - ricorda Richard MacPhail, all’epoca tour manager della band - e al ritorno in Inghilterra ci esibimmo in un club seminterrato a Petersborough, davanti a 25 persone disinteressate. Il contrasto era incredibile”.

Paolo Carnelli


GENESIS - Ciao 2001 - Anno V - N. 3 - 21 gennaio 1973




 

DeaR-"Tapes – Greetings From Uchraina", commento di Fabio Rossi


Artista: DeaR

Album: Tapes – Greetings From Uchraina

Genere: Alternative Rock

Anno: 2023

Casa discografica: Music Force

 

          Commento di Fabio Rossi

 

Tracklist:

CD 1 - Music Was First

1981

01 - Sapphire and Steel
02 - Oyster Man

03 - Running on Mirrors

1982

04 - Death Watch (Song for Romy)
05 - Ideal Future

06 - Like a Gigolò

07 - Epitafio (Poem by Federico Garcia Lorca)

08 - Jean Paul’s Dream

09 - Animal Farm (From City to City)

10 - She is Far From the Land

1983

11 - Les Saltimbaques (Poem by Guillaume Apollinaire)

12 - Ode to the West Wind (Poem by Percy Bysshe Shelley)

13 - Living and Partly Living (Loosely based on Th. S. Eliot)

14 - Frederica

15 - Bossa Rossa

16 – You (Loosely based on Ezra Pound)

1984

17 - The Four Humors

18 - Far Are the Shades of Arabia

19 - If You Were Coming in the Fall (Poem by Emily Dickinson)

20 - The Weighing of the Heart 

CD 2 - To Keep 37 Years

1987

01 - Me and UFO

1985

02 - Here Goes the Night

03 - I Might Cry and No One Notice

04 - Classical Songs

1986

05 - Danielle and the Flowers

06 - All He Would  (Was Hollywood)

1987

07 - Flowers Too Soon Fade

08 - Shouldn’ts and Should

09 - I Hope It Is

10 - Afterglows

11 - Shake a Leg

12 - Castles in Spain

13 - I’m in Dance (In Fairyland)

14 - Waiting for the Man in Wine

1985

15 - Koko (Remembers – Funky Version)

16 - No Fire Without Ash (Beep Beep Version)

17 - Nessie

18 - Love Song of a Coward

19 - Lo-Fi Song

20 - No Side Effects 

CD 3 - Daymon (Demos and Outtakes)

1989 - 1990

01 - On Razor’s Edge

02 - Man Lovers One Day on Earth (Including “A Dream Within a Dream” by Edgar Allan Poe)

03 - Radio Baghdad

04 - Inwards Outwards

05 - Wheels Within Wheels

06 - In Isaak Leviatan’s Moonlit Russian Village

07 - Love is Between

08 - In the Rage of Rock

09 - Rain

10 - The Crooner

11 - I Don’t Exist

12 - Give This World a Sense

13 - No Fire Without Ash

14 - Koko (Remembers)

15 - Westwards

16 - See You Later (including “Abandono” by Federico Garcia Lorca)

17 - Looking Homeward Blues

18 - Wanting Love

19 - Dream (My Guitar Name)

20 - In Ein Altes Stammbuch (Poem by Georg Trakl)

Line Up

Davide Riccio: vocals and all instruments

 


Monumentale triplo CD sfornato dai DeaR, il progetto musicale ruotante attorno all’estro del torinese Davide Riccio, che include ben sessanta composizioni inedite sparse su decine di cassette.

Si tratta di brani che coprono un lunghissimo lasso temporale che va dal 1981 al 1990 e che talvolta sono stati vanamente proposti a case discografiche a dir poco miopi (o sorde, se preferite). Fortunatamente l’infaticabile Davide li ha ora messi a disposizione di tutti in una lussuosa confezione curata da Leonardo Di Lello.

Ascoltando la musica raffinata dei DeaR, si può apprezzare innanzi tutto l’evoluzione stilistica di Riccio, giacché i pezzi sono stati inseriti in ordine rigidamente cronologico. Le liriche sono in inglese, ma non mancano escursioni negli idiomi spagnolo, francese e tedesco, segno inequivocabile della completezza professionale dell’artista anche sotto questo specifico aspetto.

Alcune composizioni si basano su opere di Lorca, Moore, Apollinaire, Shelley, Eliot, Dickinson, Poe e altri ancora, ulteriore segno evidente di elevata cultura. Sotto il profilo squisitamente musicale, si rimane ammaliati dal profondo vocalism di Davide che ben si districa tra le atmosfere ipnotiche, psichedeliche, jazz e progressive sparse nei tre CD.

In taluni frangenti la sua voce ricorda quella di David Bowie, Peter Hammill, Lou Reed e il suo lirismo è sempre messo a disposizione di tracce mai banali nel loro incedere anche quando abbandonano la sperimentazione e abbracciano più prosaicamente la dance e il pop.

Un’operazione accurata in ogni minimo dettaglio e sarebbe davvero un peccato che tanta classe sia ad appannaggio di pochi fedeli seguaci. Allargate le vostre menti e uscite dalla banalità della musica contemporanea: ascoltatevi i DeaR!      





martedì 30 gennaio 2024

30 gennaio, giorno significativo per i Beatles



30 gennaio, data ricorrente nella storia dei Beatles.

30 gennaio 1969, dopo tre anni di fermo, i Beatles, tengono il loro ultimo concerto "in pubblico".
La location scelta all'ultimo momento è il tetto degli uffici della Apple, che si trovavano in Savile Row 3, una stradina del centro di Londra.
Il tutto dura una quarantina di minuti, in una giornata fredda ed umida: John Lennon per l'occasione indossa la pelliccia di sua moglie Yoko!
Suonano cinque pezzi, alcuni più di una volta, come si fa per registrare un album. La performance attira molta gente, formando caos e traffico nella strada, e la cosa, ovviamente, non passa inosservata alla polizia, che fa spegnere gli amplificatori.
La moda di suonare sui tetti, che fino allora era stata concessa solo agli "spazzacamini" di Mary Poppins, diventò una moda, imitata e ripresa da vari gruppi nel corso degli anni.


30 gennaio 1971 - George Harrison si toglie molte soddisfazioni, e qualche sassolino dalla scarpa, quando vede il suo triplo album, "All things must past", uscito qualche mese prima, arrivare primo nella hit americana dei dischi più venduti: ci rimarrà per molte settimane, tenendo a distanza gli "inseguitori" Santana con "Abraxas", la colonna sonora di "Jesus Christ Superstar" e "Pendulum" dei Creedence Clearwater Revival.


30 gennaio 1972: nell'Irlanda del Nord 14 civili inermi vengono trucidati dalle truppe britanniche durante una pacifica manifestazione per i diritti civili, ricordata come "Bloody Sunday".
Paul Mc Cartney, appena sentita la notizia, molto arrabbiato per l'accaduto, di getto scrive "Give Ireland Back To The Irish", in risposta ai drammatici eventi. Registrata due giorni dopo, con i Wings, fu una delle "rare" canzoni di protesta di Paul.
Naturalmente fu censurata dalla BBC e ne venne impedita la diffusione nel Regno Unito, ma servì a far capire a molta gente cosa gli inglesi stavano facendo in Irlanda.

Wazza





Compie gli anni Phil Collins

Compie gli anni oggi, 30 gennaio Phil Collins, batterista, cantante, produttore, attore… insomma, un “piccolo” genio. 

Happy Birthday Phil!

Wazza

Tanti auguri Phil Collins! Il musicista è nato il 30 gennaio del 1951.

Ha emozionato gli amanti della musica di tutto il mondo, Phil Collins, sia con i Genesis che durante il suo periodo da artista solista.

Dal 1970 a oggi l’artista ha collezionato grandi successi (con Paul McCartney e Michael Jackson è uno dei tre musicisti ad aver venduto oltre cento milioni di copie, sia come membro di un gruppo che come solista), live indimenticabili e l’affetto riconoscente del pubblico.  

I Genesis

Il compositore e musicista britannico è nato a Chiswick, un distretto di West London. Fin da piccolo innamorato della batteria (ne riceve una a Natale quando ha appena cinque anni) grazie a un annuncio letto sulla rivista musicale Melody Maker si presenta a un’audizione e ottiene il posto di batterista per i Genesis. È il 1970, e da allora Collins è “il batterista” della celeberrima band, con cui incide album passati alla storia come “Nursery Crime”, “Selling England By The Pound”, “The Lamb Lies Down On Broadway”. Dal 1976, con l’abbandono di Peter Gabriel, Phil diventa anche il cantante del gruppo, che registra altri dischi di successo come “Abacab” e “Invisible Touch”.

La carriera da solista

Nel 1996 Collins si dà alla carriera da solista, collabora tra gli altri con Quincy Jones, Tina Turner, Robert Plant, Pete Townshend, Eric Clapton, e dà vita alla sua jazz band, i Brand X. Tra i suoi album da solista, ricordiamo “Face Value”, “Hello, I Must Be Going”, “No Jacket Required”. 

Collins appare anche in un episodio della serie tv “Miami Vice” e recita in film come “Buster” (è il protagonista della pellicola ispirata alla grande rapina al treno Londra-Glasgow del 1963) e “Hook” di Steven Spielberg (è l’Ispettore Good). 

Steve Hackett, Peter Gabriel, Tony Banks & Phil Collins. London, 1971

Nel corso della sua lunga carriera, vince sette Grammy Award, sei Brit Award e due Golden Globe. Vince anche l’Oscar per le canzoni composte per il film della Disney “Tarzan” (1999). 

Meno noto invece il riconoscimento ottenuto dalla McMurray University di Abilene, che gli ha conferito il titolo onorifico di Dottore in Storia. Collins è infatti un grande esperto di storia della Rivoluzione Texana e possedeva una ricca collezioni di cimeli risalenti al periodo che ha donato al museo The Alamo di San Antonio, in Texas.









lunedì 29 gennaio 2024

Le Orme: accadeva nel gennaio del 1976

Intrepido - 29 gennaio 1976

Nel gennaio del 1976 molti magazine italiani parlano e scrivono delle Orme.
Il tema è il loro ritorno da Los Angeles, dove avevano registrato l'album "Smogmagica", con l'aggiunta del virtuoso chitarrista Tolo Marton.
Fu anche l'ultimo album delle Orme, che nell’occasione si avvalgono della collaborazione di Gian Piero Reverberi come produttore e musicista aggiunto.
A tre mesi dall'uscita dell'album Tolo Marton lascia la band per divergenze riguardanti l'imminente tour "Rockspray".
Di tutto un Pop…
Wazza

 Tony Pagliuca, Tolo Marton, Armando Gallo, Michi dei Rossi (seminascosto dalla signora Gallo)-foto di Aldo Tagliapietra a Los Angeles -1975


 TV Sorrisi e Canzoni


Il mondo di Tintozenna secondo Andrea Pintelli

 

Tintozenna

Forza e impeto

Di Andrea Pintelli


Chi è Tintozenna? Tintozenna è un’idea concretizzata, ma altresì un progetto ancora in divenire; è un moniker col quale un musicista romano si identifica; è pugno e carezza. Nato artisticamente nel 1995 quando, con l'ausilio di un 4 piste analogico, cominciò a registrare i suoi primi brani. Verso la fine del 1996 entrò in studio per registrare il suo primo album omonimo, coadiuvato da un bassista e un batterista. Negli anni successivi, nonostante vari cambi di formazione, riuscì ad ottenere discreti risultati incidendo altri dischi che furono passati su diverse radio quali Radio Rock, Radio Rock Italia, Rock in FM, Radio Città Futura, Radio BBS, Radio Rai (trasmissione “Demo”), e condividendo il palco con Morphine, Africa Unite, Radici nel Cemento, Andrea Mirò, Giorgio Canali & Rossofuoco, Marlene Kuntz, Morgan, Prozac+, Ricky Portera e Daniele Tedeschi.

Ad inizio anni 2000 si trasferì a Cremona e si mise alla ricerca di componenti per creare una nuova formazione, fino ad arrivare, dopo varie vicissitudini, al 2019 dove, non trovando ancora nessuno disposto ad intraprendere un percorso musicale strano e particolare come il suo, decise di provare ad autoprodursi, decidendo di riprendere in mano i brani più significativi di tutta la sua storia artistica,  aggiungendoci un nuovo brano, "In-Ri Tornato", che fu una sorta di emblema di resurrezione di se stesso.

Ad agosto 2021 uscì il disco "Nei Sensi ed Oltre", distribuito dalla Dogma (facente parte del gruppo Metatron di Torino) e il mese successivo pubblicò "Ritorno alle Origini". Nel luglio 2022 la casa discografica, purtroppo, cessò la sua attività e Tintozenna, anziché cercarsene un’altra, decise di tornare solo ai suoi brani. Ripartì emblematicamente dalla canzone "Sei Vivo?"

Ad oggi ha pubblicato sul suo canale Youtube (v. link sottostante) 12 brani del suo vecchio repertorio, aggiungendo un brano inedito, tale "Giustizia Ci Sarà".

“Solo Tu” – Sapori grunge, un cantato particolarissimo (vero marchio di fabbrica di Tintozenna) sospeso fra echi di “Ferrettiana” memoria, urla e falsetti provenienti dalla parte più profonda della’anima, risatine a condirne l’atmosfera straniante. Ottimo primo impatto.

“Virus Bianco” – Bordata chitarristica di sicura presa, tempi obliqui, potenza infarcita di malvagità atta a raccontare il virus che tutti abbiamo tristemente conosciuto. Quasi un’implorazione per poter rivivere un mondo libero da ansie e paure.

“Respira” – Dark wave e tanto più: urticante clima psicologico, suoni volutamente sinistri, noise a grappoli per far arrivare il messaggio con immediatezza. Uno schiaffo per riportare alla vita.

“Sei Vivo?” – Tristezza e speranza, noia e nascosto desiderio di rivincita, isolamento e nebbia. Un testo dal profondo significato, accompagnato da una melodia criptica che intende passare un messaggio di chiaro disagio. Ma in fondo al tunnel c’è sempre luce che si chiama nuova alba.

“Senza Senso” – Armonia che discende da un certo blues oscuro, fraseggio ipnotico con al centro l’annuncio che si dipana in maniera fluida, quasi fosse un’invettiva. Dolore, parecchio dolore.

“Tintozenna” – Autobiografia o richiesta d’aiuto? “Sospeso al confine, indeciso, deriso, unico appiglio un fragile ponte di cartapesta, questa esistenza sì mi va stretta”, ecco la parte iniziale del testo. Dentro c’è tanto per capire la filosofia di questo artista. Vorrei saperlo sereno, come se il cammino nel suo deserto interiore fosse terminato, per sfociare in un’oasi di serenità. Ma ci arriverà.

“Visioni” – Energico, gagliardo, solido. Questo pezzo e il suo protagonista hanno in sé talmente tanto vigore che, forse, nemmeno loro sanno di avere. Basterebbe maggior fiducia nella propria volontà. Richiamo d’immagine.

“Dentro Me” – Tintozenna parla al sé profondo, cercando di captarne messaggi che possano far ritrovare gioia e direzione. Musicalmente è un percorso ad anello, vortice e centrifuga, da cui il nostro fa di tutto per uscire, per ritrovarsi specchiato nel proprio io. Un abbraccio che profuma di sfida. La sua vittoria è più vicina di quel che creda.

“Pandemia” – Atto d’accusa contro il Nuovo Ordine Mondiale. Chiaro e netto. Per far capire, ancora una volta, quel che è stata la pandemia iniziata nel 2020: la prova generale della moderna schiavitù. Tintozenna non ha paura di esporsi: c’è un uomo dietro il musicista.

“Orgia Selvaggia” – Battito di cuore, che cuore non ha. La stanchezza di vivere porta alla follia oppure la follia porta alla stanchezza di vivere? La causa va sradicata dalle proprie tenebre per capirne l’effetto. Difficile, duro, con sangue e lacrime. Ma vale quanto scritto poco fa.

“In-Ri Tornato” – Dopo anni di disavventure, tribolazioni e peripezie, Tintozenna è tornato alla Musica, la propria. Con maggiori convinzioni e temprato dal vissuto. Resuscitato, ma in carne e ossa. Tornato per esserci e restarci.

“Canto d’Innocenza” – Dagli albori della natura, dal vero inizio, da un dove incantato. La vera canzone di virili sentori di determinatezza e risolutezza. Tutti vinciamo, prima o poi. Crederci, sempre.

“Giustizia Ci Sarà” – Desiderio di giustizia, rivalsa. Dominato dalla rabbia, l’artista si lascia andare alla maledizione verso chi gli ha praticato torti e derisioni. “…e ti vedrò perire, io ti vedrò sparire via da qui, finalmente via da qui, giustamente e per sempre!” Più chiaro di così…

Andatevelo ad ascoltare, a scoprire, a viverlo, nella speranza che qualcuno del settore musicale possa aiutarlo a farlo ripartire in maniera strutturata, tramite la pubblicazione di un suo nuovo lavoro.


CD:

-       Tintozenna (1997)

-       Visioni (1999)

-       Quatanh (2001)

-       Nei Sensi ed Oltre (2021)

-       Ritorno alle Origini (2021)

 

Ecco il suo link Youtube cui fare riferimento: 

https://www.youtube.com/@TintozennaTZ 

Ogni canzone ha il testo in didascalia.