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venerdì 31 dicembre 2021

I tanti tramonti di ELP: il concerto del 2010


A fine dicembre 1978 Emerson Lake & Palmer, al culmine del loro successo, annunciano il loro scioglimento.

Il trio si era formato nel 1970. Si riuniranno nel 1991, con l’ennesimo divorzio nel 1998.

Prima che la “malasorte” si abbattesse su di loro, nel 2010 si riuniscono per festeggiare i 40 anni di carriera.

Di tutto un Pop…

Wazza






 

Unchained-"Etherea"-Commento di Fabio Rossi


COMMENTO DI FABIO ROSSI 


Band: Unchained 

Album: Etherea 

Genere: Progressive Metal 

Anno: 2021 

Etichetta: Autoprodotto

 

Tracklist: 

1 – Sky on Fire 

2 – Breathing the Autumn 

3 – Stage of the Wind 

4 – Escape 

5 – Time Rain 

6 – 10.000 Galaxies in a Picture 

7 – Last Walks 

8 - Child on the Cliff of the Universe 

9 – Toccata e Fuga 

 

Line Up: 

Alessandro Farulli: batteria; 

Valerio Cesarini: chitarre; 

Tiziano Palozza: tastiere; 

Ivan Moni Bidin: basso;

Giancarlo Farulli: chitarre in Toccata e Fuga 

Nicolò Di Maria: chitarra in Time Rain

Si dice che anche nelle situazioni più difficili si possano riscontrare delle positività. In un certo senso l’album di debutto del progetto Unchained, ruotante attorno alla fervida fantasia del batterista/compositore romano Alessandro Farulli (Forgotten Prisoners/Quasar), ne costituisce un luminoso esempio.

Il Covid 19, il lockdown e le famigerate zone rosse hanno reso nefasto il 2020 e nemmeno tanto migliore il 2021, ma il ragazzo non si è perso d’animo e ha approfittato del tanto tempo a disposizione per concepire un disco interamente strumentale con spiccati connotati progressive metal. Come ha fatto direte voi? Semplice, in smart working!

L’album s’intitola Etherea ed ha richiesto sei mesi di lavoro.

La splendida copertina, opera di Sergio Adhiira Art, è improntata al catastrofismo, ispirata evidentemente proprio dal periodo nefasto in cui è precipitato il mondo intero.

I brani proposti si presentano in una veste variegata. Nove pezzi tutti a firma di Alessandro Farulli, eccezion fatta per la toccante Last Walks e la più movimentata Child on the Cliff of the Universe, attribuite al tastierista Tiziano Palozza, e per il conclusivo mirabile rifacimento in chiave metal della Toccata e Fuga di Bach ideato da Giancarlo Farulli, il papà di Alessandro.


Le fonti d’ispirazioni sono formazioni del calibro di Symphony X, Dream Theater, Ayreon e Liquid Tension Experiment, senza tralasciare qualche ammiccamento al prog storico, quello degli anni Settanta per intenderci.

L’opener Sky on Fire, dopo un intro sicuramente d’atmosfera, esplode in un convincente metal roccioso; l’apertura di Breathing the Autumn è affidata a un soave pianoforte, ma poi è ancora il metal a farla da padrone; le ruvide Time Rain e Stage of the Wind mettono ben in risalto le doti di Alessandro come batterista.


Escape è soffusa nel suo andamento per poi crescere d’intensità e di qualità. Uno dei momenti migliori è costituito dal riff portante posto alla base di 10.000 Galaxies in a Picture, davvero azzeccato. 

La struttura dei pezzi convince e fa presagire a un futuro promettente. Insomma, mi aspetto un’evoluzione già nel prossimo disco perché di fronte alla maestria dimostrata in taluni frangenti non è possibile rimanere impassibili. Il merito è senz’altro anche di tutti coloro che hanno coadiuvato il Farulli nel realizzare il disco. Sia le parti di tastiera affidate al citato Palozza che quelle di chitarra di Valerio Cesarini e, limitatamente a Time Rain, di Nicolò Di Maria sono di elevato livello. Il basso è curato dall’altrettanto bravo Ivan Moni Bidin si è occupato egregiamente delle operazioni al mixaggio.

Etherea è stato distribuito in regime di autoproduzione ed è per questo che merita maggiore attenzione non solo per l’aspetto musicale, ma anche per il pregevole risultato raggiunto in fase di registrazione. La musica degli Unchained può essere ascoltata in streaming o in download sulla piattaforma Spotify e su YouTube. Per acquistare il CD contattate Alessandro Farulli su Facebook.






giovedì 30 dicembre 2021

Accadde il 31-12-2001, di Francesco Pullè


Il 31 dicembre del 2001 la lira cedeva il passo all’euro, anche se a Orvieto capitava che il resto te lo dessero in dollari; ma più che lo sciagurato scambio di valute non scorderà mai questa battaglia di San Silvestro tra le sei corde di Pat Martino e quelle di John Scofield su una “Sunny” arroventata dall’Hammond di un immenso Joey DeFrancesco.

Grazie alla RAI che ha documentato il momento, anche se posso assicurare che dalla seconda fila del teatro Mancinelli l’atmosfera era molto più hot…

Francesco Pullè

mercoledì 29 dicembre 2021

Vanexa-“The Last in Black”: commento di Fabio Rossi

 


Commento di Fabio Rossi 

Artista: Vanexa 

Genere: Heavy Metal

Album: The Last in Black 

Anno: 2021 

Casa discografica: Black Widow Records 

Tracklist: 

1. The Last in Black
2. My Grave
3. Earthquake
4. No Salvation
5. Perfect!
6. Armless
7. Dr. Strange
8. Dead Man Walking
9. Like a Mirage
10. I Don’t Care
11. Hiroshima
 

Lineup: 

Andrea "Ranfa" Ranfagni (Voce)
Pier Gonella (Chitarre)
Artan Selishta (Chitarre)
Sergio "Dr. Schafausen" Pagnacco (Basso)
Silvano Bottari (Batteria)

Lo scopo dell’arte della musica è quello di sapere generare sensazioni nell’animo dell’ascoltatore. Se qualsiasi compositore (non è rilevante il genere proposto) riesce in questo, ha centrato il suo obiettivo primario.

Ho ascoltato per la prima volta “The Last in Black su Spotify, consigliato del batterista Silvano Bottari. Ho avuto il piacere di conoscerlo all’edizione di quest’anno del Music Day a Roma. Entrambi avevamo il banco di esposizione e il suo era a fianco al mio.

Fabio Rossi e Silvano Bottari

Era mattina presto, faceva freddo, mi stavo recando all’Hotel Mercure Roma West dove si teneva la seconda giornata della manifestazione e nel tragitto mi sono immerso nella musica dei Vanexa.

Sono bastate poche note della title track posta in apertura di questo lavoro e nella mia mente ho formulato esattamente questo pensiero: “Mi sento a casa mia!”. Già, perché quel tipo di metal, il “true” heavy metal, mi ha letteralmente catapultato a quarant’anni fa, quando m’inebriavo ascoltando Judas Priest, Iron Maiden, Saxon e compagnia bella. Una meraviglia piacevolissima che mi ha accompagnato per tutto il percorso.

All’arrivo all’Hotel, ho abbracciato Silvano e gli ho detto “Grazie! Mi sono sentito davvero a casa mia” e lui era visibilmente emozionato. Ecco, mi rivolgo soprattutto ai giovani, è in tal modo che si vive l’amore per l’universo delle sette note. Ovviamente, ho acquistato il vinile, peraltro una splendida confezione, perché Spotify e Youtube sono utili, ma se si vuole contribuire a sostenere il movimento bisogna continuare a comprare CD e LP. Ricordatevelo sempre. The Last in Black segue cronologicamente Too Heavy to Fly, risalente al 2016, e la line up è rimasta la medesima.

Del nucleo originario di questa storica formazione, la prima a importare l’Heavy Metal in Italia con lo storico debut album Vanexa del 1983 contenente l’hit Metal City Rockers, è rimasto oltre a Bottari, il bassista Sergio "Dr. Schafausen" Pagnacco. Le due sei corde sono di pregevole livello sia in fase di riffing che di assolo; Artan Selishta e Pier Gonnella che, per chi non lo sapesse, fa anche parte di un gruppo progressive/sperimentale denominato La Compagnia del’Es che accompagna la cantante e polistrumentista Paola Tagliaferro, sono sinonimi di garanzia.

I Vanexa con la modella presente nella copertina del disco

L’ugola di Andrea "Ranfa" Ranfagni convince sia nei pezzi arcigni che in quelli più melodici. Da sottolineare una cura quasi maniacale riguardante la qualità del sound che si presenta cristallino e curatissimo in ogni suo particolare.

Dal punto di vista prettamente musicale, il disco ricalca sostanzialmente le orme del precedente, sebbene si noti una certa volontà nella ricerca di nuove direzioni: un aspetto encomiabile atteso l’illustre passato del combo ligure che poteva limitarsi a riciclarsi all’infinito. Si è prescelto, quindi, un percorso con approcci diversi tesi all’esplorazione di territori meno battuti come l’andamento a tratti orientaleggiante della lunga e versatile Armless, a mio parere la perla di quest’album, l’atmosfera rarefatta che introduce l’andamento precipuamente heavy di Eartquake, nonché, in generale, il maggior utilizzo della chitarra acustica rispetto al passato.

Se My Grave e No Salvation ci presenta il lato duro della band, le ballate Perfect e Dead Man Walking gli fanno da contraltare dimostrando la duttilità della band. Ottimo il refrain di Like a Mirage e di Dr. Strange di marverlliana memoria; gradevole l’hard rock posto alla base di I Don’t Care e mirabile il rifacimento della conclusiva dirompente Hiroshima precedentemente inserita su Back to the Ruins del 1988, qui riproposta in una veste nettamente migliore. Che altro aggiungere. Ho inserito The Last in Black tra i migliori dieci dischi metal del 2021. Beh, che aspettate ancora, non vi basta, andate a procurarvelo!      







martedì 28 dicembre 2021

La nascita degli AREA su Super Sound nel 1972

Alla fine del 1972 nascono gli Area, da un’idea di Giulio Capiozzo.

Dopo alcuni cambi di elementi la band trova la “quadra”: oltre a Capiozzo ne fanno parte Demetrio Stratos, Paolo Tofani, Patrizio Fariselli, Patrick Djivas e Victor Eduard Busnello. Per il primo album bisognerà attendere il 1973, quando verrà pubblicato quel gioiello chiamato “Arbeith Macht Frei”, il resto è storia!

Le pagine dell’articolo sono quelle di Super Sound e risalgono al 1972. 

Di tutto un Pop…

Wazza






lunedì 27 dicembre 2021

Il compleanno di Gianni Nocenzi

Compie gli anni oggi, 27 dicembre, "brother" Gianni Nocenzi, alle origini "l'altra mano" del Banco del Mutuo Soccorso.

Sceglie un percorso di ricerca, avanguardia, studi. Incide due album avanti anni luce rispetto allo standard discografico degli anni 80/90, "Empusa" e "Soft songs".

Dopo 23 anni di silenzio voluto è tornato con un grande album di piano-solo, "Miniature", considerato a ragione una delle più importanti e inattese sorprese del 2016.

Uno dei pochi geni del panorama musicale.

Ha avuto l'unico torto di essere nato in Italia, paese dove si "contrabbanda" un libro di Bruno Vespa come evento culturale.

Avanti così brother Gianni… raggio di sole in questo grigiore musicale!

Buon compleanno!

Wazza




Colonne sonore composte da Gianni Nocenzi


Composer (5 credits)

1999-El siglo del viento (Documentary) 

1988-Un señor muy viejo con unas alas enormes 

1982-Colomba (TV Movie) 

1981-Turno di notte (TV Mini Series) (2 episodes)

- Episodio #1.2 (1981) 

- Episodio #1.1 (1981) 

1980-Nella città perduta di Sarzana (TV Movie)

Music department (1 credit) 

1981-Nudo di donna (composer: song "Running") 

Soundtrack (1 credit) 

1988-Un señor muy viejo con unas alas enormes (performer: "The Spider Woman") / (writer: "The Spider Woman”







"Inferno", film di Dario Argento con la colonna sonora di Keith Emerson

 

“Non è stato un incontro casuale perché era da tempo che volevo utilizzare la musica di Keith per un mio film. Sono sempre stato un suo grande ammiratore”

 (Dario Argento)

Keith Emerson compose la colonna sonora del film Inferno, uscito nel 1980; si tratta del secondo capitolo della trilogia horror cosiddetta delle Tre Madri, iniziata nel 1977 con Suspiria e conclusasi nel 2007 con La Terza Madre, capolavori del cinema italiano diretti dal regista romano Dario Argento. 

Inferno deve il suo successo anche all’eccellente qualità delle musiche e, infatti, il disco ancora oggi viene acquistato sebbene siano passati oltre quarant’anni dalla sua pubblicazione. Il brano più famoso è Mater Tenebrarum il cui testo in latino è cantato con il contributo di Linda Lee (pseudonimo di Rossana Marialinda Barbieri). Girovagando sul web mi sono sorpreso che nessuno si è peritato di tradurre le liriche e quelle che si reperiscono qua e là non sono nemmeno certe al 100 per cento. Così, su impulso del gruppo Facebook Emersonology - Keith Emerson Lovers (https://www.facebook.com/groups/239756066569943), ho ripreso in mano l’ormai vecchio e impolverato vocabolario che usavo ai tempi del liceo classico e ho cercato, nei limiti del possibile, di venirne a capo. 


Ecco per voi il risultato del mio lavoro:


Mater Suspirorum

Madre dei Sospiri

Lachrymarum

Delle Lacrime

Tenebrarum

Delle Tenebre

Domine!

O Signora!

Domine!

O Signora!

Domine!

O Signora!

Dominarum!

Delle Signore!

Ignis Vestri Amissio Amicitia

Nel Vostro Fuoco l’Amicizia è Perduta

Vacuus, Vacuus!

Vuoto, Vuoto!

Amen!

Così Sia!

Mater Suspirorum

Madre dei Sospiri

Lachrymarum

Delle Lacrime

Tenebrarum

Delle Tenebre

Matricidium Suspirorum

Matricidio dei Sospiri

Laudator Tenebrarum

Lodatore delle Tenebre

Domine!

O Signora!

Domine!

O Signora!

Domine!

O Signora!

Dominarum!

Delle Signore!

Ignis Vestri Amissio Amicitia

Nel Vostro Fuoco l’Amicizia è Perduta

Vacuus, Vacuus!

Vuoto, Vuoto!

Amen!

Così Sia!

Ignis Vestri Imagine Inferorum Recipiunt Animi Mei Delitiarum

Nel Loro Fuoco Accolgono L’Immagine degli Inferi Delizia del mio Animo

Mater Suspirorum

Madre dei Sospiri

Lachrymarum

Delle Lacrime

Tenebrarum

Delle Tenebre

Magistrae!

O Maestre!

Magistrae!

O Maestre!

Tenebrae Agito...

Inseguo le Tenebre...

Ominosus

Malauguranti

Ignis Vestri Imagine Inferorum Recipiunt Animi Mei Delitiarum

Nel Loro Fuoco Accolgono L’Immagine degli Inferi Delizia del mio Animo

Mater Suspirorum

Madre dei Sospiri

Lachrymarum

Delle Lacrime

Tenebrarum

Delle Tenebre

Matricidium Tenebrarum

Matricidio delle Tenebre





Compie gli anni Pete Sinfield

“Le parole di Sinfield sono un puzzle, un geniale rompicapo, un bellissimo mosaico di saggezza in cui ogni tassello va girato e rigirato come in un cubo di Rubik”

Compie gli anni oggi, 27 dicembre, Pete Sinfield, il poeta del Prog, ma anche "acuto" produttore.

Il nome di Sinfield è generalmente associato, innanzitutto, a quello dei King Crimson di Robert Fripp e Greg Lake. Sinfield collaborò con il gruppo dal 1969 (anno dell'album di debutto “In the Court of the Crimson King”) fino a tutto il 1971 (Islands), apparendo come produttore, membro ufficiale del gruppo e autore dei testi.

In seguito, Fripp chiese a Sinfield di lasciare i King Crimson.

Tra le varie collaborazioni, da ricordare quella con la Premiata Forneria Marconi.

Happy Birthday Pete!

Wazza

(dalla rete)

Se consideriamo la storia travagliata del gruppo nei suoi primi anni, è evidente come l’elemento unificante, la vera guida dei King Crimson, non sia stato tanto Robert Fripp, che spesso all’epoca sembra vittima passiva degli eventi, quanto Pete (Peter) Sinfield.

Un compito ben gravoso per chi si è assunto l’onere di scrivere i testi, provvedere all’impianto luci, sedere al mixer, curare la grafica delle copertine e perfino, all’occorrenza, caricare e scaricare il pesantissimo Mellotron dal furgone.

ROBERT FRIPP and PETE SINFIELD from Ciao 2001, february 1972

Diversamente da Fripp – nato in provincia, nel Dorset, da una famiglia modesta – Peter Sinfield era il classico esponente della swinging London, un giovane hippy innamorato dei poeti beat, di Bob Dylan e di Donovan. Figlio di una militante di sinistra bohémienne e bisessuale che lo porta giovanissimo alle marce della pace, ha come governante una celebre artista circense, Maria Wallenda.

Le sue frequentazioni preferite sono i romanzi di fantascienza, i drammi di Shakespeare, il Signore degli anelli di Tolkien, le canzoni di Simon & Garfunkel, e ancora le canne, le mostre d’arte, la prima musica psichedelica: è questo il disordinato ed esaltante percorso di formazione del giovane Peter.

Strimpellando malamente la sua chitarra ha già imbastito, ispirandosi a Dylan ma con l’orecchio attento al “celtico” Donovan, due ballate sull’alienazione, il dominio totale di anonimi e potenti burattinai, i rischi della guerra nucleare dell’inquinamento, quando incontra Ian McDonald, un brillante polistrumentista che si è fatto le ossa suonando in banda durante il servizio militare e che si offre di sviluppare quelle idee appena abbozzate.

Mel Collins & Pete Sinfield with PFM


From L to R: Keith Emerson, Pete Sinfield  (lyricist for ELP, King Crimson, etc), H.R. Giger, Carl Palmer, and Greg Lake





sabato 25 dicembre 2021

Compie gli anni Jacqui Mc Shee




Compie gli anni oggi, 25 dicembre, Jacqui Mc Shee, cantante autrice, nota per essere la voce femminile dei mitici Pentangle, raffinato gruppo di folk-jazz-etnico-rock!

Happy Birthday Jacqui!
Wazza


La musicista di questa settimana è Jacqui McShee, all'anagrafe Jacqueline McShee, nata a Londra il 25 dicembre del 1943, cantante inglese famosa per la sua militanza nei Pentangle accanto al chitarrista e polistrumentista John Renbourn.

La sua carriera comincia ufficialmente all'inizio degli anni '60 quando, per le vie inglesi, folleggiavano il beat, il rock, ma soprattutto il folk. È l'epoca dei locali con musica dal vivo, i Beatles ne sapevano qualcosa, ed è proprio in questo fantastico periodo che la McShee si esibisce.

Dai e dai, una sera incontra il chitarrista John Renbourn che le propone di prestare la sua stupenda e delicata voce per i Pentangle, un gruppo folk con influenze rock e jazz per non parlare dei rimandi alle melodie medievali.

Recuperati gli altri musicisti quali Terry Cox (batteria, percussioni e glockenspiel), Bert Jansch (chitarra, banjo e voce) e Danny Thompson (contrabbasso) la formazione è al completo ed i Pentangle si sono ufficialmente formati (1966).

Nel 1968 il gruppo esordisce sul mercato discografico con il primo album omonimo, “The Pentangle”, contenente un misto di canzoni folk tradizionali della cultura inglese, adeguatamente riarrangiati, e brani originali.

I primi quattro album (“The Pentangle”, “Sweet Child”, “Basket of Light” e “Cruel Sister”) seguono tutti questo schema e si possono udire quasi esclusivamente strumenti acustici. I successivi dischi degli anni '70 vedranno poi una svolta elettrica prima dello scioglimento della band.

In seguito, la McShee prosegue come solista, Jacqui McShee's Pentangle. e partecipa alla reunion dei Pentangle nei primi anni '80 con una formazione che vede ancora presente anche il batterista Gerry Conway (Jethro Tull, Faiport Convention e Cat Stevens tra i vari) che è anche il marito della cantante.