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giovedì 19 gennaio 2023

King Crimson nel gennaio del 1970


Nel gennaio 1970, durante il lungo tour americano i King Crimson ricevono il disco d'oro per le vendite del loro primo album "In The Court of Crimson King".

Il disco arriverà alla quinta posizione in UK, diciassettesimo in Italia e ventottesimo in USA.

Alla fine del tour Ian Mc Donald e Mike Giles lasciarono la band.

Di tutto un Pop...
Wazza






Il compleanno di Alessandro Haber


E facciamo gli auguri ad un grande attore italiano che oggi, 19 gennaio, compie 77 anni!
Alessandro Haber, attore, regista cantante. Una carriera sterminata di cinema, teatro, musica (ha inciso 4 album...), lavorando con grandi registi ed attori, ricevendo molti riconoscimenti e premi.



Grande amico della famiglia Banco, partecipò alla versione integrale di Darwin, eseguita dal vivo nel 2009.
Ha recitato nell'album "Un'idea che non puoi fermare".
Il brano "Dopo… niente e più lo stesso".


Buon compleanno maestro…
Wazza


Concerto BMS - Darwin - Frascati 27.giugno 2009


lunedì 16 gennaio 2023

Audio’m - Gaïa 1. Godzilla-Commento di Alberto Sgarlato

 


Audio’m - Gaïa 1. Godzilla (2022 )

di Alberto Sgarlato


Per entrare appieno nella filosofia del mondo Audio’m è necessario un breve inquadramento storico/geografico: la band infatti proviene da Banyuls-sur-mer, località all’estremo confine sud della Francia, sui Pirenei a due passi dalla Spagna; ed in questo luogo tra mare e monti, alcuni componenti lavorano in un’azienda vitivinicola. Chi, come il sottoscritto, ha avuto l’opportunità di vederli live, sa che questo straordinario rapporto uomo/natura che caratterizza le loro vite si proietta anche nella dimensione live, sotto forma di spettacolari performance “hippy old school” tra progressivo e psichedelia, con la presenza di numerosi musicisti sul palco.

E decisamente vasto è anche lo schieramento di forze di “Gaïa 1. Godzilla”: tutto ruota attorno alla voce epica, enfatica, ieratica di Emmanuelle Olmo-Cayuela, affiancata da una formazione di ben due chitarre (Gary Haguenauer e Dominique “Oiss” Olmo), due tastieristi (Michel Cayuela e Mathieu Havart), un bassista che all’occorrenza suona anche la chitarra, Simon Segura, e abbiamo tenuto appositamente per ultimo un “orgoglio tutto italiano” dietro la batteria: si tratta di Marco Fabbri, turnista che abbiamo già apprezzato in molteplici progetti di prog-rock e non solo.

“Gaïa 1. Godzilla” è un progetto estremamente ambizioso: si tratta del primo volume di una trilogia e, a prescindere dal fatto che lo si ascolti in formato “fisico” o “liquido”, va concepito come due uniche suite, in 5 movimenti ciascuna, separate da una “side A” e una “side B”, proprio come se compissimo il gesto simbolico della rotazione del vinile sul piatto.

Per questo loro secondo album (a sei anni di distanza dall’esordio omonimo, datato 2016), gli Audio’m scelgono di spingere prepotentemente sul pedale del drammatico, dell’inquietudine, a tratti dell’angoscia e della paura. Per questo, fin dalle prime note, a dettare legge è un Mellotron fortemente sfruttato nei suoi registri più cupi, ottimo supporto al cantato di Emmanuelle. E immediatamente viene alla mente un paragone: gli svedesi Anglagard di “Hybrys”. Ma “Gaïa 1. Godzilla” non è solo questo: ci pensa infatti lo straordinario lavoro fatto dalle chitarre, con i loro intrecci, a spostare il tutto su territori ora più acustici e “pastorali”, ora più dinamici e jazz-rock, tra Canterbury Sound e Mahavishnu Orchestra. E poi, ancora, inaspettate e spettacolari fughe di sintetizzatori dal timbro pienamente vintage, clavicembali e clavinet “nervosi” ed asciutti che ci riportano al grande prog italiano (Banco, Orme, Balletto di Bronzo), persino sciabolate di maestosi organi liturgici da film horror (da Antonius Rex a Devil Doll fino ai conterranei vandergraffiani francesi La Rossa), il tutto fino a culminare nel bellissimo, maestoso, crescendo finale dell’album, dove gli intarsi delle chitarre con il sintetizzatore e il Mellotron mettono a frutto in modo inequivocabile la scuola dei Genesis, un grido liberatorio che è quasi una It da “The Lamb lies down on Broadway” o una Los Endos da “A trick of the tail” nella sua furia conclusiva.

Il cantato è in inglese, probabilmente per la sua accessibilità totale a livello mondiale. Ma potrebbe essere anche in francese, o in italiano, o in svedese, o in qualsiasi lingua del pianeta, sarebbe bello comunque tanto è perfetto l’amalgama tra voce e musica.

Un disco che ha nei suoi ossimori la sua bellezza.

Il primo ossimoro sta nel fatto che, nella sua ricerca delle sonorità vintage, potrebbe essere stato composto e arrangiato nel 1972; eppure suona modernissimo. Sarà grazie alla potente e agile sezione ritmica Segura/Fabbri, che offre un solido taglio moderno, sarà grazie alla voce di Emmanuelle Olmo-Cayuela, unica e senza paragoni nel panorama di ieri e di oggi, sarà nella capacità del collettivo di filtrare influenze e stili in un risultato assolutamente personale.

Il secondo ossimoro sta nel fatto che sì, è senza ombra di dubbio un album dominato dalle tastiere, eppure è lo straordinario lavoro di contrappunto realizzato dalle chitarre che fonde alla perfezione il tutto.

Il terzo ossimoro sta in questo sound che riesce, per assurdo, a essere tenebroso e solare, cupo ed esplosivo, quieto ed inquieto.

Uno disco che è difficilissimo da “raccontare” e descrivere a parole. Merita diversi ascolti e molto attenti. Fatelo e non ve ne pentirete.






sabato 14 gennaio 2023

Motivi Per Litigare -"Nuovi Fossili"

 


Motivi Per Litigare

Nuovi Fossili

2022

La Stanza Nascosta Records


Con l’assertiva perentorietà che li contraddistingue tornano a far sentire la loro voce, decisamente fuori dal coro, i Motivi per Litigare e rilasciano “Nuovi Fossili”.

Non fanno mistero del carattere derivativo della proposta musicale, che tuttavia provano (e, a nostro giudizio, riescono felicemente) a declinare in una prospettiva inedita.

Ostile, disallineata, provocatoria, la band veneta confeziona un album assolutamente pregevole nella voluta commistione di sonorità differenti, cui si accompagna un utilizzo sfrontato della pratica citazionista. Attenzione però, il risultato non è un disordinato “calderone” ma una felice miscela stilistica, un divertente gioco combinatorio che culmina in un’estetica gioiosamente bulimica.

Colle der Fomento, Fabri Fibra, Rage Against the Machine, The Black Keys, Nanni Moretti e Pino Daniele: queste alcune delle stranianti citazioni contenute in un lavoro onnivoro ed energico, in grado di tenere insieme- senza nessun calo di tono-rock, hip-hop, funk, tentazioni reggae (si ascolti “Fallo per te”) e perfino una coraggiosa virata blues (…litigare!).

Ad oggi, dopo qualche aggiustamento di formazione, i Motivi Per Litigare sono: Roberto Modolo alla voce, Francesco Bidoia e Ettore Baccichet alle chitarre, Alberto Buzzi al basso, Guido Morossi alla batteria e Giovanni Demetrio Verardo alle percussioni.

Sicuramente una realtà artistica destinata a fare rumore, anche per la capacità di raccontare con immediatezza e pregnanza una quotidianità comune alla stragrande maggioranza di noi, alle prese con un conflittuale rapporto con i soldi, con relazioni umane non sempre limpide, con le contraddizioni delle religioni e con una litigiosità che ormai è diventata quasi endemica.

A chi si fa domande e cerca risposte consigliamo l’ascolto di questo disco, con particolare riguardo alla traccia “42”. Il titolo della canzone prende spunto da “Guida Galattica per gli autostoppisti”, dove 42 è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto.  Il brano racconta la necessità dell’uomo di farsi domande; alcune risposte arrivano, altre no.

Meno male che resiste la musica.




venerdì 13 gennaio 2023

MACCHINA PNEUMATICA – “APPARTENENZA”, commento di Evandro Piantelli

 


MACCHINA PNEUMATICA – “APPARTENENZA” (2022)

BWR

Di Evandro Piantelli

 

Macchina Pneumatica è un gruppo lombardo che è attivo sin dal 2013. “Appartenenza”, uscito a settembre 2022, costituisce la seconda pubblicazione della band, dopo “Riflessi e maschere” del 2019.

Questo quartetto propone un rock solido, cantato in italiano (con testi anche interessanti), con la chitarra elettrica sempre ben presente, ma con ottimi inserimenti di tastiere (elettroniche e vintage) che conferiscono alla band un suono particolare e ricco di personalità.

Il disco si apre con Appartenenza, un bel rock che ti prende subito e che fa capire la direzione in cui va il sound del MP. La canzone parla di un personaggio a cui la vita probabilmente non ha regalato nulla e che sopravvive, lupo tra i lupi, in un branco al quale si sente, appunto, di appartenere.

La successiva Pazzo è un brano, se vogliamo, più intimista per il testo e anche per le musiche, più vicine al prog che al rock, con il suono delle tastiere particolarmente cupo, capace di ricordare certi pezzi degli Uriah Heep degli anni ’70. La parte finale della canzone, in tedesco, contribuisce a rafforzare la descrizione della pazzia del protagonista.

Fuoco d’agosto ci racconta la storia di una torrida giornata estiva trascorsa da un ragazzo in città chiuso in casa a guardare la televisione. Situazione non proprio ideale che potrebbe far andare chiunque fuori di testa e portarlo a dare fuoco all’apparecchio TV e a tutto il resto. Pezzo rock con l’alternarsi di tastiere e chitarra in primo piano.

Il quarto brano dell’album, Il cerchio, è piuttosto singolare, sotto diversi punti di vista. Innazitutto è il pezzo più lungo, arrivando a quasi nove minuti, inoltre è l’unico brano interamente strumentale. Ma la più importante particolarità è che, a mio avviso, è l’unico che potemmo definire “progressive” senza altri aggettivi. Pezzo gradevole e senza fronzoli che conferma la bravura tecnica di tutti i membri del gruppo.

Con Rendimento garantito si vira decisamente verso il rock blues, seppure un po’addolcito dalle tastiere. Il testo è particolarmente graffiante e nella seconda parte del brano tornano le atmosfere cupe e i suoni vintage (che contraddistinguono questo lavoro quasi nella sua interezza).

Il disco si chiude con Venerdì sera, un bel pezzo rockeggiante, con la sezione ritmica basso/batteria che ci dà dentro. Il testo è misterioso e non si sa se il protagonista vuole solo passare una serata di divertimento e sballo o se è un serial killer che si prepara al suo sporco lavoro.

“Appartenenza” è un bel disco di rock con venature prog e testi interessanti e mai banali, suonato da quattro musicisti di capacità ed esperienza.


I loro nomi sono: Raffaele Gigliotti (voce e chitarre), Carlo Fiore (tastiere), Carlo Giustiniani (basso) ed Enzo Vitagliano (batteria).

È un lavoro di cui ho apprezzato la freschezza e varietà dei suoni (pur rimanendo sempre su terreni ben conosciuti) e l’utilizzo dei testi in italiano, che permettono di comunicare meglio con l’ascoltatore. Tutto perfetto? Quasi. La voce, qualche volta, si sente che fa un po’ fatica. Ma sono convinto che nei prossimi lavori la band saprà trarre frutto dall’esperienza e ci regalerà ancora dell’ottima musica.


Tracklist

Appartenenza (5,54)

Pazzo (6,49)

Fuoco d’agosto (8,00)

Il Cerchio (strumentale) (8,58)

Rendimento garantito (7,23)

Venerdì sera (6,49)








giovedì 12 gennaio 2023

Laura Benvenuti - "Oracoli"

 


Laura Benvenuti

Oracoli

2022

La Stanza Nascosta Records


“Oracoli” di Laura Benvenuti, distribuito dalla coraggiosa etichetta indipendente La Stanza Nascosta Records, è una piccola perla di eleganza e introspezione.

Variazioni elettroniche su un tessuto acustico e la pervasiva presenza degli archi contrassegnano un lavoro artisticamente maturo e sofisticato, dalla narrazione profondamente introflessa.

Gli “Oracoli” della cantautrice riminese coincidono con un territorio interiore e suggestivo; il ripiegamento introspettivo si fa quasi religione laica, atto dovuto, domanda necessaria.

La profondità non si traduce mai in assenza di dinamica né compromette l’immediata fruibilità di un lavoro capace di entrare da subito nelle orecchie e nel cuore dell’ascoltatore, complice anche una vocalità- quella di Laura Benvenuti- riconoscibile e godibile.


Fortemente radiofonici i singoli che hanno anticipato, in radio, l’uscita dell’album, “Tempo” e “Agosto”.

Più “difficili” e meritevoli di un ascolto più meditato altri brani: su tutti spiccano “Amore così com’è” -il singolo prodotto due anni fa da Giovanni Giuvazza Maggiore e riarrangiato per questo nuovo album- e “Neve”, un inno all’impermanenza.

Un plauso va anche alla copertina (foto di Enrico De Luigi per Pancromatica), capace di rappresentare, grazie alla distorsione, quel ritmo del movimento cosmico che è il Tempo, perno dell’intero lavoro.




martedì 10 gennaio 2023

The Dark Side Of The Cult (A tribute to Blue Oyster Cult)-Artisti Vari-Commento di Fabio Rossi


Commento di Fabio Rossi 

Artista: Vari

Album: The Dark Side Of The Cult (A tribute to Blue Oyster Cult)

Genere: Hard Rock

Anno: 2022

Casa discografica: Black Widow Records

 


Tracklist (cliccare sul titolo per ascoltare)

Disc One

01. Transmaniacon: Transmaniacon Mc

02. Salem Cross: Stairway to the Stars

03. Presence: Before the Kiss a Redcap

04. L’Impero Delle Ombre: She’s As Beautiful As a Foot

05. Spectres Dead Dream: Cities on Flame With Rock And Roll

06. Humulus: The Red And The Black

07. Albert Bouchard: Baby Ice Dog

08. Epitaph: Wings Wettted Down

09. Belladonna: Mistress of the Salmon Salt

10. Bretus: Career of Evil

11. Bullfrog: Dominance and Submission

12. Witchwood: Flaming Telepaths

13. Blue Dawn: Astronomy

14. Simone Baldini Tosi & Cristiano Roversi: Then Came the Last Days of May

 

Disc Two

01. The Forty Days: (Don’t Fear) The Reaper

02. Il Segno Del Comando: The Revengeof Vera Gemini

03. Jim Gustafson and Poobah: Godzilla

04. Lifestream: Death Valley Nights

05. Gothic Stone: Nosferatu

06. Doctors of Space: The Vigil

07. Freddy Delirio and The Phantoms: Black Blade

08. Ottone Pesante: Monsters

09. Ape Shifter: Burnin’ For You

10. The Mugshots: Veteran of the Psychic Wars

11. Jack Meille and the Blue Machine: Sole Survoivor

12. Smed: Heavy Metal The Black And Silver

13. The Lancasters: Demon’s Kiss

14. Runaway Totem: The Alchemist

15. Death SS: Godzilla


L’importanza del gruppo statunitense Blue Öyster Cult per lo sviluppo della musica rock è enorme, sebbene a mio avviso di questa band si parli troppo poco nonostante le pubblicazioni di eccellente livello qualitativo che ne hanno contraddistinto la carriera artistica. A fronte di tale considerazione ed essendo un estimatore del culto dell’ostrica blu da quasi mezzo secolo, ho trovato geniale l’iniziativa dell’infaticabile casa discografica genovese Black Widow Records che ha inteso pubblicare un’interessante doppio CD contenente ventinove tra i brani più significativi dei B.Ö.C., reinterpretati da altrettanti artisti appartenenti al mondo del rock e dell’heavy metal, molti dei quali italiani (cito a titolo esemplificativo i Death SS, Il Segno del Comando e Simone Baldini Tosi & Cristiano Roversi).

Un sontuoso tribute album, quindi, in una lussuosa confezione con un booklet interno di ben ventotto pagine. Conoscendo molto bene i brani presentati, posso dire di non aver mai “storto il naso” durante l’ascolto e, nel complesso, giudico ogni singolo pezzo riproposto in modo personalizzato, ma senza mai stravolgerne l’essenza: non era un’impresa semplice e solo per questo il progetto merita un plauso generale. 

Resto scettico sul bacino d’utenza cui è destinato un prodotto simile, perché chi già conosce la band non credo ne sarà attratto, chi invece, magari per ragioni anagrafiche, inizia ad approcciare la musica dei B.Ö.C., preferirà giustamente ascoltare gli album originali. Credo, tuttavia, che nello specifico caso il rischio sia valsa la pena di essere stato corso, attesa l’elevata portata della proposta discografica.