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mercoledì 10 gennaio 2018

Due anni fa ci lasciava David Bowie

  
"Non sono un profeta o un uomo dell'età della pietra. Sono solo un mortale con le potenzialità di un supereroe"
(David Robert Jones)

Il 10 gennaio 2016 lasciava questo pianeta David Bowie, geniale e camaleontico artista, artista che ha segnato la storia della musica, talmente avanti che tanti "sapientoni" della musica fanno fatica a riconoscerlo.
Rip Ziggy
Wazza

(racconto di Francesca Casali)
Il suo vero nome era David Robert Jones. Ieri sera ci ha lasciato ed è un vuoto enorme, tanto quanto il peso del suo nome darte, David Bowie. Aveva compiuto da poco 69 anni e dato ai fan il suo ultimo album Blackstar”, l‘8 gennaio. Nulla ha potuto fare contro il cancro che lha portato via. La comunicazione della sua morte arriva dal suo portavoce attraverso twitter.
Ma cosa sarebbe stato il mondo senza Bowie?
La parola eccentricità non avrebbe lo stesso significato. Non sarebbe esistito il personaggio di Ziggy Stardust, che con gli Spiders of Mars ha lasciato un segno indelebile nella cultura musicale, dal 1972 dell’uscita dellalbum ad oggi. Niente Starman a raccontare delle stelle, niente Hang On to Yourself con il riff di Mick Ronson, niente Ziggy plays guitar”...
Non ci sarebbe stato Halloween Jack, né Nathan Adler e nemmeno The Thin White Duke. Nessuno avrebbe conosciuto una mente così aperta da essere labile, così avveniristica da diventare cosmica. Intrigante, versatile, problematica, affascinante. Non ci sarebbero state collaborazioni esaltanti con icone della musica, Iggy Pop, John Lennon, Carlos Alomar, Brian Eno, Robert Fripp, solo per citarne alcuni. Un numero imprecisato digeneri musicali non avrebbero avuto un degno rappresentante, dal glam rock al white soul, dal rock sperimentale al pop, dal new wave al krautrock degli anni berlinesi. Niente Heroes, Ashes to Ashes, Space Oddity, Rebel Rebel.
Di certo non ci sarebbe stato il grande fascino dellambiguità sessuale che solo un personaggio come lui poteva alimentare. Attore nella vita pubblica, creatore di opere darte instancabile, la magia degli occhi differenti.
16 tour dal 1972 al 2004. 29 album, alcuni passati inosservati altri successi incancellabili. 41 nomination e 16 premi: 11 per lattività musicale, 2 per quella cinematografica, 3 per lattività multimediale.
Non ci sarebbe stato lincrociarsi, confondersi, infiltrarsi così evidente di arte figurativa, musica, cinema, simbolismi pop, idolatrie, venerazioni. Marlene Dietrich non avrebbe salutato il pubblico pagando un Gigolo, Andy Wahrol non avrebbe apprezzato le scarpe gialle che Marc Bolan aveva prestato a Bowie, non ci sarebbe stato nessun duetto con Annie Lennox al Freddie Mercury Tribute Concert.

Il mondo non sarebbe stato lo stesso. Ciao, Duca Bianco.



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