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sabato 31 gennaio 2026

Nel ricordo di John Wetton


Il 31 gennaio del 2017 ci lasciava John Wetton a causa delle complicazioni di una malattia incurabile: aveva 67 anni.

Indimenticato bassista e cantante dei Mogul Thrash, Family, King Crimson, Roxy Music, Uriah Heep, Wishbone Ash, Asia, Uk… e special guest del Banco del Mutuo Soccorso alla Prog Exhibition del 2010, a Roma.

John Wetton faceva amabilmente discutere. Gli appassionati della musica anni Settanta e oltre si chiedevano se fosse più opportuno apprezzarlo per la sua voce cristallina, la sua abilità nello scrivere melodie o la precisione del tocco sulle quattro corde del suo strumento. Provate “In the dead of Night” degli Uk per sentire il pulsare del basso, oppure la parte media del giro di “Starless” (King Crimson), notevole anche per l’uso della voce impastato a perfezione con una melodia drammaticamente toccante. Oppure fate un test con le canzoni degli Asia, da “Heat of the Moment” in giù. O ancora i suoi tanti dischi solisti, dove troverete la forza della canzone.

Aveva doti liriche immense, come il suo talento. Su Youtube girano delle session con Robert Fripp alla chitarra e Phil Collins alla batteria che sembrano un duello per la qualità estrema. Non amava i fronzoli ma i tempi dispari sì. Era immediato anche nelle cose complesse. Indimenticabile l’album solo “Battle Lines”, ma tutta la sua produzione con UK (due) e Crimson (tre album imperdibili) è pazzesca.

Il musicista inglese era di buon carattere, salvo quando gli eccessi della vita rock gli spostavano l’ago della bussola. Aveva condiviso sulla rete il suo male e pareva esserne uscito. Invece no.

È scritto che col passare del tempo tutti se ne devono andare. C’è chi però lascia una traccia più profonda. Wetton, come Squire e Lake, è una voce e un musicista che molti non dimenticheranno mai.



Un altro mito della nostra vita ci lascia....

Grande musicista, persona discreta, un gentleman inglese.

Francesco Di Giacomo lo chiamava "affettuosamente" John Wayne...

Addio John

Wazza










Il Rovescio della Medaglia nel febbraio del 1974

ROVESCIO DELLA MEDAGLIA - CIAO 2001 - GENNAIO 1974


La rivista Ciao 2001 nel febbraio 1974 pubblica un articolo sulla serata organizzata al Piper di Roma, il mese prima, per aiutare Il Rovescio della Medaglia.

Il 31 gennaio 1974 si teneva presso il Piper Club di Roma un concerto per il Rovescio della Medaglia, che aveva da poco subito il furto del TIR, con tutta la strumentazione.

Successe a Roma, in via Trionfale: il furto gettò nello sconforto la band che con tanti sacrifici aveva acquistato una strumentazione di alto livello.

A questa serata di "beneficenza" parteciparono, oltre al RDM, il Banco del Mutuo Soccorso, Franz di Cioccio della Premiata Forneria Marconi, Albero Motore, Perigeo, Venditti-Cocciante-De Gregori, Claudio Rocchi, Mauro Pelosi.

Nonostante questa mobilitazione massiccia Pino Ballerini, il vocalist, decise di lasciare la band, che poco dopo si scioglierà.

Di tutto un Pop...

Wazza






venerdì 30 gennaio 2026

Le Orme: accadeva nel gennaio del 1976

Intrepido - 29 gennaio 1976

Nel gennaio del 1976 molti magazine italiani parlano e scrivono delle Orme.
Il tema è il loro ritorno da Los Angeles, dove avevano registrato l'album "Smogmagica", con l'aggiunta del virtuoso chitarrista Tolo Marton.
Fu anche l'ultimo album delle Orme, che nell’occasione si avvalgono della collaborazione di Gian Piero Reverberi come produttore e musicista aggiunto.
A tre mesi dall'uscita dell'album Tolo Marton lascia la band per divergenze riguardanti l'imminente tour "Rockspray".
Di tutto un Pop…
Wazza

 Tony Pagliuca, Tolo Marton, Armando Gallo, Michi dei Rossi (seminascosto dalla signora Gallo)-foto di Aldo Tagliapietra a Los Angeles -1975


 TV Sorrisi e Canzoni


Ciao 2001-Gennaio 1976- Recensione dell’epoca del concerto Banco/Branduardi tenutosi al Teatro Olimpico a dicembre 1976



Tra licenze militari e suggestioni progressive nel racconto di un pomeriggio romano


Nel gennaio del 1976 il panorama musicale era in pieno fermento, ed è in quel periodo che si colloca un ricordo nitido: il concerto del Banco del Mutuo Soccorso e Angelo Branduardi al Teatro Olimpico

All'epoca ero in licenza militare e scelsi lo spettacolo pomeridiano, condizionato dalla necessità della mia "fidanzata" di rientrare rigorosamente prima di cena.

L'evento era curato da David Zard, che con la sua consueta visione internazionale non esitava a paragonare la caratura artistica dei protagonisti a quella dei Genesis. 

Al mixer, a garantire la pulizia sonora di un intreccio tra rock progressivo e folk d'autore, c'era Marcello Todaro, che portava la sua esperienza tecnica nel cuore del suono complessivo. Fu un momento di sintesi tra la narrazione colta di Branduardi e la potenza sinfonica del Banco, in un’epoca in cui la musica italiana cercava e trovava una propria via al di fuori dei confini nazionali.

Wazza




 

Accadeva il 28 gennaio 1972: “Controcanzonissima”

CONTROCANZONISSIMA 1972 Piper Roma 28 gennaio 1972 from Ciao 2001 magazine february 1972

Accadeva il 28 gennaio 1972: “Controcanzonissima”, gara di musica alternativa, preceduto da un “referendum eliminatorio” organizzato dal settimanale “Ciao 2001”


Si svolgeva il 28 gennaio 1972 la seconda edizione di "Controcanzonissima", manifestazione musicale inventata dall'editore di Ciao 2001, Saverio Rotondi, preceduta da un "referendum" in cui i lettori avevano la possibilità di votare i partecipanti.

Vinsero The Trip, Delirium, Osanna, Le Orme, New Trolls, Premiata Forneria Marconi, Claudio Rocchi, Francesco Guccini: si esibirono al Piper di Roma, in un concerto durato 9 ore!

Di tutto un Pop!

Wazza

THE TRIP AL PIPER DI ROMA 1972

Da un "ricordo" di Claudio Rocchi

Nel pomeriggio, lì attorno al Piper di via Tagliamento, in giro con Gabriele Di Bartolo a fare foto. Una di quelle finirà nella terza di copertina di Volo Magico n. 2/La Norma del Cielo.

Quel giorno mi sono fatto un copricapo alla pirata, mezza bandana, mezzo turbante.

Vesto un giacchettino a fiori su maglietta e pantaloni di velluto cangiante dorato.

La parte tecnica appare subito problematica: con l'dea che amplificare una chitarra acustica è una sciocchezza rispetto al fare i suoni ai gruppi, per me non c'è soundcheck e purtroppo sarebbe invece stato necessario. Quando salgo sul palco, presentato da Eddie Ponti, ci metto un secondo a capire dai fischi assordanti dell'impianto che non ci siamo. Amplificare l'acustico è davvero la cosa più difficile e per eludere i feedbacks il tecnico non trova di meglio che abbassare i microfoni all'inverosimile, togliermeli dalle spie e non farmi e non fare sentire NULLA. A nessuno.

In fondo certi ragazzotti romani nel pubblico, cui non può fregare meno di me e dei miei problemi tecnici, continuano a vociferare prepotentemente. Accenno qualcosa di improvvisato che erroneamente sui crediti del CD n.5 della collezione (ROCCHI/OSANNA) verrà identificato come "La tua prima luna", e mi fermo. Tento di guadagnare il silenzio in sala senza successo. Parte del pubblico è con me e solidarizza "contro" i vocianti là in fondo. Non ce n'è; come mi è capitato non poche volte in quegli anni lascio il palco dopo avere salutato: «Ci vediamo nella prossima vita» - chiudo.

 
1972 - 28 gennaio - Roma - Francesco Guccini

Nell'ufficio della produzione tentano di convincermi a tornare. Non torno. Ho capito bene che non è possibile. Microfoni semi spenti e coatti vocianti non possono stare insieme. Qualcuno informa male il presentatore e trionfalmente Eddie annuncia il mio ritorno in scena. I miei amici esultano e battono le mani felici. Là in fondo fischiano e rumoreggiano. Se mai avessi avuto dubbi me li tolgo in un attimo. Non torno.

A questo punto entra in scena l'ottimo Tito Schipa Jr (Orfeo 9) che fa un'accorata arringa in mio favore. Sembra un processo e lui è il mio difensore. Il pubblico si divide, come spesso accadeva, e cominciano battibecchi diretti in sala tra le fazioni. Carlo Silvestro entra in ufficio di corsa e mi dice che sta scoppiando un casino. Franz della Premiata sorride e mi conforta. Elio d'Anna è già truccato come facevano on stage gli Osanna e si preoccupa solo del suo make-up. Guccini è un padre per me: mi rassicura nella sua lingua e mi offre del vino.

Fuori Eddie non mi ha perdonato l'equivoco e, tentando di stimolarmi, quasi mi provoca dicendo che sto piangendo dietro al palco. Sono solo determinato a non tornare. Ora, anche grazie a lui, persino di più. E dire che era un anno che il pubblico di Ciao 2001 votava gli artisti ogni settimana in batterie ad eliminazione diretta. Che questi otto vincitori, me compreso, aspettavano con eccitazione di esibirsi nell'arena del gotha della giovane musica italiana contemporanea. Avevo eliminato persino Battisti!

That's it. È andata così.

Claudio Rocchi e PFM nella direzione di Ciao 2001




Diventa nota come Ragazza del Piper e la band veneta Le Orme le dedica la canzone “Mita, Mita”, contenuta nell'album “Ad gloriam”






30 gennaio, giorno significativo per i Beatles



30 gennaio, data ricorrente nella storia dei Beatles.

30 gennaio 1969, dopo tre anni di fermo, i Beatles, tengono il loro ultimo concerto "in pubblico".
La location scelta all'ultimo momento è il tetto degli uffici della Apple, che si trovavano in Savile Row 3, una stradina del centro di Londra.
Il tutto dura una quarantina di minuti, in una giornata fredda ed umida: John Lennon per l'occasione indossa la pelliccia di sua moglie Yoko!
Suonano cinque pezzi, alcuni più di una volta, come si fa per registrare un album. La performance attira molta gente, formando caos e traffico nella strada, e la cosa, ovviamente, non passa inosservata alla polizia, che fa spegnere gli amplificatori.
La moda di suonare sui tetti, che fino allora era stata concessa solo agli "spazzacamini" di Mary Poppins, diventò una moda, imitata e ripresa da vari gruppi nel corso degli anni.


30 gennaio 1971 - George Harrison si toglie molte soddisfazioni, e qualche sassolino dalla scarpa, quando vede il suo triplo album, "All things must past", uscito qualche mese prima, arrivare primo nella hit americana dei dischi più venduti: ci rimarrà per molte settimane, tenendo a distanza gli "inseguitori" Santana con "Abraxas", la colonna sonora di "Jesus Christ Superstar" e "Pendulum" dei Creedence Clearwater Revival.


30 gennaio 1972: nell'Irlanda del Nord 14 civili inermi vengono trucidati dalle truppe britanniche durante una pacifica manifestazione per i diritti civili, ricordata come "Bloody Sunday".
Paul Mc Cartney, appena sentita la notizia, molto arrabbiato per l'accaduto, di getto scrive "Give Ireland Back To The Irish", in risposta ai drammatici eventi. Registrata due giorni dopo, con i Wings, fu una delle "rare" canzoni di protesta di Paul.
Naturalmente fu censurata dalla BBC e ne venne impedita la diffusione nel Regno Unito, ma servì a far capire a molta gente cosa gli inglesi stavano facendo in Irlanda.

Wazza





giovedì 29 gennaio 2026

Brutto giorno il 28 gennaio del 2016 per i Jefferson Airplane


Il 28 gennaio 2016 muoiono a 74 anni (in luoghi diversi) due membri fondatori dei Jefferson Airplane...
Wazza


Signe Toly Anerson (sx), Jorma Kaukonen (center) & Paul Kantner (dx) at the Monterey Jazz Festival, 1966

Due membri fondatori dei Jefferson Airplane, la cantante Signe Toly Anderson e il chitarrista Paul Kantner, morirono lo stesso giorno, entrambi a 74 anni, il 28 gennaio del 2016, in una stranissima coincidenza.
La Anderson lasciò il gruppo nel 1966 dopo aver registrato il primo album dei J.A., e fu sostituita da Grace Slick.





Maurizio Arcieri ci lasciava il 29 gennaio del 2015: Antonio Cocco lo ricordava così, un po' di tempo fa...


È lecito parlare di artisti che si conosco attraverso il loro lavoro e per mezzo dell’immagine che si è concretizzata, più o meno realistica, ma è ancor meglio quando chi conosce bene le cose, da vicino intendo, le mette a disposizione della comunità, ammesso che il racconto non rappresenti una eccessiva intrusione nel privato.
Antonio Cocco, ex discografico, ha conosciuto bene, benissimo il Maurizio Arcieri, e disegna così qualche immagine.


Se dico: “La sregolatezza, la trasgressione, la cultura, Il genio, il coraggio.”
Poi pragmatismo, una buona dose di cinismo compensato da una grande generosità! Aggiungo che con questi elementi ha attraversato la sua vita!
Verrebbe da dire: ” E POI?” Ecco… e poi ci vorrebbe un libro!
Di chi sto parlando? Di Maurizio Arcieri!

Confesso che fra i tanti personaggi che ho avuto la fortuna di conoscere, non solo in campo musicale, lui aveva, secondo me, una dote unica che appartiene a pochi, quella di riuscire a intrattenere una o più persone parlando di tutto senza annoiarlo e senza cadere nello scontato o nel banale!

Musicalmente difficile fare una sintesi ma ci provo.
New Dada, (rock) poi semplicemente Maurizio (melodico romantico): 5 minuti, I giochi del cuore, poi un LP, Trasparenze, album innovativo sia ne brani che nelle sonorità.
Poi un pomeriggio e sera, in sala di incisione con Pinuccio Pirazzoli e Lorenzo Raggi, tirano fuori un album che direi nostalgico e che conservo con cura, e infine il salto nel punk e nell’elettronica. Prime tastiere elettroniche Roland Micro composer, esperimenti geniali come quello di affidare ad una pallina da tennis varie note durante il gioco, sincronizzarle e sentire che musica veniva fuori.

Se pensate ai tanti cantanti che, ottenuto il successo con un brano, tendono a ripetersi e a non innovare, capirete il coraggio di Maurizio. L’unico artista che ha avuto il coraggio di cambiare, rimettersi in gioco e investire sul suo futuro. Trasferimento a Londra incontro con Vangelis, e poi Hans Zimmer che lo ha raggiunto per il tour Italiano. Testi assolutamente fuori dal comune scritti con un mio amico inglese, Peter Sibley. Mi ricordo di una canzone dedicata a Peggy Guggenheim, decisamente dissacrante.



Solo musica? Ma no! E’ stato il primo a capire e sfruttare la tv satellitare inventando una trasmissione televisiva che mostrava cosa succedeva nel mondo.
Purtroppo, insisto, difficile sintetizzare “Maurizio Arcieri”.

Bisognerebbe parlare anche di Cristina, sua moglie, parte attiva nei Krisma.
Io, moglie e bimbi piccoli, abbiamo passato giornate fantastiche a Gignese, nella sua villa e loro se ne ricordano ancora.

Grazie per le serate in giro all’Altro Mondo di Rimini e in altre discoteche, grazie per le lezioni di vita che mi hai dato.
Stop non ricordo l'anno.





mercoledì 28 gennaio 2026

Jon Hiseman su CIAO 2001 del 28 gennaio 1973

Ciao 2001 del 28 gennaio 1973 dedica copertina ed articolo al batterista Jon Hiseman che, dopo aver lasciato i Colosseum, annuncia l'imminente tour in Italia dei Tempest



 

Il compleanno di Robert Wyatt



Compie gli anni oggi, 28 gennaio, Robert Wyatt, cantante, compositore, tastierista, ma soprattutto batterista dei Soft Machine prima e Matching Mole dopo.

Dal 1973 è paralizzato agli arti inferiori, ma questo "handicap" non gli ha vietato di diventare un grande sperimentatore e ricercatore della musica, sia con i suoi numerosi lavori da solista, sia con collaborazioni con altri artisti.

Da sempre impegnato politicamente per i diritti umani.
Happy Birthday Robert!
Wazza






Gianfranco (Gianni) Mocchetti, se ne andava il 28 gennaio 2013...

Gianni Mocchetti era un ragazzo che come me, che "amava i Beatles e i Jethro Tull"....

Grazie alla "passione" per Ian Anderson e soci che ci siamo conosciuti fisicamente.

Gianni aveva suonato di tutto, dal beat all'avanguardia sino alle ballate; era un chitarrista, bassista, cantautore, aveva partecipato al Cantagiro, a Sanremo, al Festivalbar.

Gianni con Battiato da un vecchio articolo di Qui giovani

Con i Cristalli Fragili, come bassista, aveva fatto centinaia di tour, e inciso 4 "long playing" con Franco Battiato, insomma uno che "respirava" musica da 40 anni.

L'ultimo suo album è "Beta", dove reinterpreta tutte le canzoni di Battiato in cui era presente, è del 2004.

Gianfranco (Gianni) Mocchetti, se ne andava il 28 gennaio 2013...

Ciao Gianni… per non dimenticare!

Wazza