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venerdì 2 luglio 2021

TOTO: "With a little help from my friends", di Valerio Gabrielli

 


Vorrei spendere due parole sull'ultimo live dei TOTO dal titolo importante, "With a little help from my friends".

Registrato lo scorso anno in un locale di LA, a sentire gli applausi, davanti a non più di 27 persone.

Quello per i TOTO per me è un amore che risale al 1981, quando li vidi nella line up originale al palasport di Reggio Emilia, con il vocalist Bobby Kimball che correva e saltava sul palco con un piede bloccato in un gambaletto di gesso.

Tornando all'ultimo live, i miei amati si presentano con una line up completamente rinnovata, rimangono solo uno Steve Lukather perfetto, un Joseph Williams con la sua voce inossidabile e potente e una sporadica apparizione di Paich. Gli altri sono per me un gruppo di perfetti sconosciuti, ma come si dice dalle mie parti, con le palle quadrate.

Ho visto anche tutti i video su YT ed è stata una serata molto intima, piccolo palco, poca gente ma tanta qualità. Non una delle solite produzioni mastodontiche come ho avuto modo di vedere a Milano e a Verona.

La tracklist spazia tra i classici di 43anni di capolavori con arrangiamenti perfetti, dove trova posto pure un flauto, a mia memoria mai usato prima.

Forse qualcuno dirà che è una minestra riscaldata ma a me quella minestra piace ancora un sacco e mi fa ancora battere il piedino come la prima volta...

Valerio Gabrielli





sabato 14 settembre 2019

I Queen a Milano il 14 settembre del 1984, di Valerio Gabrielli


Accadeva 35 anni fa a Milano, una delle rare apparizioni dei Queen in Italia.

Valerio Gabrielli era presente e ci propone i suoi ricordi…

Solo poche volte, nelle mie esperienze musicali, posso orgogliosamente dire "io c'ero".
Emerson Lake & Palmer a Bologna nel ’72 nel famoso concerto al buio, la visita sui luoghi di Woodstock, i Queen a Milano…
I Queen, quelli originali, si sono esibiti nella loro storia, solo in due occasioni in Italia.
La prima volta fu al Festival di Sanremo il 2 febbraio 1984, e chi si ricorda la serata sa di una esibizione palesemente falsata dal playback, voluto dall’organizzazione per risparmiare su tecnici del suono, microfoni e quant’altro.
Freddie Mercury non fece nulla per nascondere il suo disappunto, anzi, più volte volle metterlo in evidenza, cantando con il microfono lontano dalla bocca. Una tristezza infinita. La seconda volta fu nelle giornate del 14 e 15 settembre 1984 ed il luogo era il Palazzo dello Sport di San Siro a Milano, chiamato “il Palazzone”, giusto pochi mesi prima che la neve ne facesse crollare il tetto e che tutto il complesso venisse poi demolito.


Il 15 ero a lavorare alla Fiera di Milano, proprio vicino a San Siro, e da Bologna mi raggiunse il mio grande amico e grande rockettaro Maurizio Pigò, a bordo della sua dondolante Citroen CX 2000. Con i biglietti acquistati in prevendita alla Fonte dell’Oro di Bologna, entrammo nel momentaneo santuario del rock fermandoci in platea, alle spalle di tutta la folla assiepata sotto al palco.

Era il Works Tour e il Palasport non era pieno, questo lo ricordo bene.
L'eccitazione e l'emozione furono tali da non farmi ricordare nulla della scaletta, tranne un paio di dettagli. “Love of my life” cantata a squarciagola assieme agli altri 7/8 mila ragazzi e l'inizio di “Bohemian Rhapsody”, con Freddy seduto al piano, petto nudo e una bandiera tricolore al collo.


“Live Killers”, il bellissimo doppio album dal vivo, era uscito da pochi anni ma era costantemente sul piatto del giradischi o sul C90 dentro alla fidata autoradio Audiola (in seguito rubata).
Sentire quei suoni e, soprattutto, vedere dal vivo quello che per anni ci eravamo solo potuti immaginare ascoltando il live, fu una esperienza indimenticabile… e qualcuno oggi dirà che ci accontentavamo di poco. È vero, ci bastava poco per essere felici…