www.mat2020.com

www.mat2020.com
Cliccare sull’immagine per accedere a MAT2020

domenica 26 marzo 2023

Il ritorno Live de La Maschera Di Cera: il commento e i video dell'intervista e del live (frammenti del mosaico!)

 


Commento di Mauro Selis, con il montaggio di Athos Enrile e le fotografie di Ago Sauro


Ci sono avvenimenti musicali che sono molto attesi dai melomani progressivi, come ad esempio un concerto de La Maschera Di Cera, ensemble che ha caratterizzato il nuovo millennio del prog italiano con opere di grande valore. L’occasione di rivederli all’opera dopo oltre due lustri di assenza è avvenuta a Genova presso La Claque il 24 marzo 2023, seconda data -prima italiana- di un tour mondiale che sancisce e celebra i 20 anni più 1 della band con una scaletta antologica che spazia totalmente tra i sei album in studio.

La formazione prevedeva il “trio delle meraviglie COZUMA”, i formidabili membri fondatori Alessandro Corvaglia (voce e chitarra acustica), Fabio Zuffanti (basso) e Agostino Macor (tastiere), coadiuvati dall’inossidabile Martin Grice al flauto e sax, afflitto da un dolore persistente al piede che non gli ha impedito -more solito- di essere strepitoso, e la new entry Andrea Orlando (La Coscienza di Zeno, Finisterre etc..) alla batteria il cui “drummerismo” è apparso sempre convincente ed efficace.

Prima dell’inizio del concerto c’è stato il tempo per chiacchierare in libertà nel backstage… non tutti erano presenti ma... Martin e Andrea si faranno “perdonare” sul palco!



Le due ore del concerto sono state di una intensità vibrante e il pubblico presente, un pò d’âgé invero, ha gradito con applausi possenti.

Miriade di emozioni positive, una pletora di sensazioni che ha fatto breccia a livello cognitivo e viscerale, della serie “anvedi sta Maschera come ci dà!!!

Già con l’intro registrata de Il canto dell’inverno da “Il grande labirinto”, del 2003, si entra in climax e con la comparsa dei componenti della band sul palco si riaprono le porte non del domani ma del qui e ora, godersi il live è la missione precipua della serata.

La doppietta iniziale da “Luxade”, del 2006 con Doppia Immagine e Orpheus, lascia prelibatezza nel palato di chi saliva per questo tipo di sound come il riflesso condizionato dei cani di Pavlov udendo la campanella.

Segue Fino all’aurora, da “Petali di Fuoco”, del 2009, brano che chi scrive ha nel cuore anche perché all’epoca dell’uscita il figlio di allora 9 anni l’aveva selezionata per la sua playlist dell’epoca, incredibile dictu!

Nel rock progressivo si sa che i pezzi devono essere lunghi e se poi sono sui venti minuti di durata meglio ancora, e allora ci pensa La Maschera Di Cera con il brano omonimo tratto dal disco d’esordio 2002 con i suoi sei movimenti (Il tuo volto, la tua gente, il tuo rifugio, la tua irrealtà, la tua guida, la mia fine) a saturare la voglia di full length delle tracce anche in un concerto dal vivo.

Segue Nuova Luce, da “Luxade” che fa da preambolo ad uno dei momenti determinanti e più attesi dello spettacolo, ossia la trilogia (La guerra dei 1000 anni, Ritratto di lui e L’enorme abisso) tratta da “Le porte del domani”, disco fondamentale del 2013 che riprende le vicende dei pianeti “Felona e Sorona”, del mitico album delle Orme di cinquanta anni fa, terminando la storia con una luce di speranza che crea una fiammella di fiducia in questi tempi oscuri.

Gli ultimi due brani, Il cerchio del comando e Vacuo senso, prima dei bis sono estrapolati da “S.E.I.”, il sesto album della band del 2020 il cui acronimo significa Separazione/Egolatria/Inganno.

Dopo un brevissimo intermezzo di acclamazione per farli tornare sul palco, il quintetto si ripresenta con la bonus track dell’album “Il Grande labirinto”, del 2003 ossia La Consunzione, brano ispirato che lascia spazio ad un finale sublime con l’intensa ballad de La notte trasparente tratta da “Petali di fuoco”, interpretata e non solo cantata magistralmente da Corvaglia, degna conclusione di un avvenimento davvero gratificante.

In conclusione, una storiella minima con i titoli dei brani della scaletta del concerto genovese in maiuscolo…

ORPHEUS, dopo aver intonato IL CANTO DELL’INVERNO per tutta LA NOTTE TRASPARENTE FINO ALL’AURORA, con la NUOVA LUCE del giorno scoprì nel RITRATTO DI LUI una DOPPIA IMMAGINE positiva di sé stesso. Una proiezione metafisica ben lontana da quelLA CONSUNZIONE che aveva creato un VACUO SENSO durante L’ENORME ABISSO della GUERRA DEI 1000 ANNI. ORPHEUS segnando con vigore IL CERCHIO DEL COMANDO sul suo cammino, indossò LA MASCHERA DI CERA trovando finalmente l’armonia.

Un pò di testimonianze live...


QUALCHE FOTOGRAFIA SIGNIFICATIVA SCATTATA DA

 AGO SAURO

 











QUESTO IL TOUR A CUI SI SONO AGGIUNTE ALTRE 
DATE ITALIANE



Nessun commento:

Posta un commento