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venerdì 2 settembre 2016

Racconti sottoBanco:Catanzaro 1 settembre 2011 - Settembre al Parco


Racconti sottoBanco

Catanzaro 1 settembre 2011 - Settembre al Parco
Un'altro grande concerto per informare e ricordare!
Wazza

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
“Settembre al Parco”
Parco delle Biodiversità
– Catanzaro
Recensione di Giuseppe Panella

01/09/2011
Se si dovesse cambiare il nome a “Settembre al Parco”, si dovrebbe cercare di trovare qualcosa che renda perfettamente l’idea della sublimazione del proprio spirito e della gioia di incontrare sé stessi attraverso la musica.
Come ogni anno, e con questo si è giunti alla V edizione, la manifestazione ideata e voluta da Wanda Ferro, attiva Presidente della Provincia di Catanzaro, coadiuvata dall
’Associazione Ecsdance di Giacinto Lucchino e di Vertigo Music di Luisa Parrelli, si propone di rivolgere uno sguardo alla musica del passato, a quei nomi che hanno lasciato un segno nel panorama musicale mondiale.
Giovedì sera, nella consueta cornice di pubblico, il Parco delle Biodiversità si è popolato di fans amanti del rock progressivo, che hanno occupato ogni spazio a loro concesso.
Ad attenderli il Banco del Mutuo Soccorso, una delle massime espressioni del prog italico con P.F.M. e Le Orme.
L’attesa non è stata delusa. Assente Rodolfo Maltese per problemi di salute, della formazione originale ad aprire “Settembre al Parco” si sono presentati Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi.
I loro capelli grigi e le inevitabili rughe mal si conciliano con il passare del tempo e nel concerto basato, per la maggior parte, su brani dei primi tre album ha palesato quanto attuali siano ancora i testi e le musiche scritte circa quaranta anni fa dai due band leader.
Un classico l
’intro, affidato a “Traccia. Pochi minuti bastano per capire che la serata è quella giusta per farsi “cullare” da quelle note magiche. La potente Nudo comincia a dispensare una incredibile energia, Nocenzi prende in mano la band, conducendola verso le infinite praterie del prog.
Un breve saluto di Francesco Di Giacomo anticipa “Il ragno, brano inserito nell’album“Come in un’ultima cena” del 1983. Il testo cinico è accompagnato con una insolita veemenza dalla base ritmica formata da Tiziano Ricci, al basso, e da Maurizio Masi, alla batteria. Gli applausi non si fanno attendere.
I cuori hanno un sussulto quando Nocenzi introduce 
“Canto nomade di un prigioniero politico. L’inconfondibile voce tenorile di Francesco Di Giacomo diventa più profonda e descrittiva, accompagnandosi ai versi amari scritti dal cantante romano. L’entusiasmo del pubblico viene però delusa dalla esecuzione parziale della suite inserita in “Io sono nato libero. L’amarezza di non aver potuto ascoltare la parte strumentale di questo brano viene subito assorbita dalla successiva “L’evoluzione. E’il primo di cinque brani estratti da“Darwin, concept album sul tema dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta. I virtuosismi di Nocenzi si fanno sempre più apprezzare. Le sue tastiere ed il moog evocano la magia del progressive rock, da quegli strumenti sgorgano note fluide e vigorose accompagnate dalla sezione ritmica raffinata e potente al tempo stesso. La chitarra di Filippo Marcheggiani ha il duplice compito di sostenere l’impianto sonoro e di lanciarsi in assoli ora nervosi ora estatici, i fiati di Alessandro Papotto si intersecano nella complessa struttura del brano. L’equilibrio è perfetto.
L
’evoluzione dell’uomo viene raccontata ancora da “Cento mani e cento occhi” e dalla sublime storia d’amore “750000 anni fa… l’amore?, nella quale Di Giacomo raggiunge vertici elevati di liricità.
E’ ancora grande esuberanza con “La conquista della posizione eretta” in cui il gruppo esalta le sue doti tecniche con efficaci spunti jazz rock. Ancora una volta sublime Vittorio Nocenzi, ma lo sarà per tutta la durata del concerto. “La danza dei grandi rettili” anticipa una spumeggiante “R.I.P. (Requiescant in pace). Il pubblico si esalta, si alza, comincia a esibirsi in danze frenetiche, è l’apoteosi che anticipa due brani incisi nel 1983. Le più popolari“Moby Dick” e “Lontano da” fanno capolino, sottolineando quanta differenza ci sia stata nella metamorfosi del Banco del Mutuo Soccorso in quegli anni.
Tutto torna alla normalità allorquando 
“Traccia II” conduce il gruppo alla fine del concerto, ma non prima di “Non mi rompete. “Non mi svegliate ve ne prego, hanno cantato in coro i presenti come fosse una implorazione. Purtroppo la festa era finita.
(Pubblicato il 3/09/11 su Gazzetta del Sud).


SET LIST:
– Traccia
– Nudo
– Il ragno
– Canto nomade di un prigioniero politico
– L’evoluzione
– Cento mani e cento occhi
– 750000 anni fa… l’amore?
– La conquista della posizione eretta
– La danza dei grandi rettili
– R.I.P. (Requiescant In Pace)
– Moby Dick
– Lontano da
– Traccia II
bis: Non mi rompete

Video racconto

                                https://www.youtube.com/watch?v=hqf5wVnaR1A



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