Chissà se
nel 1977 esisteva il termine "mobbing"!
Il buon Steve Hackett lasciò i Genesis l'8 di ottobre del 1977, sembra a causa di discriminazioni
e frustrazioni.
I brani
che aveva scritto per l'album "Wind
& Wuthering" vennero scartati, o accantonati per altre
pubblicazioni...
"Please do not touch" non venne
presa in considerazione,"Iside
and Out" venne pubblicata nel EP "Spot the Pigeon", l'unico brano incluso, "Blood on the Rooftops", non venne
mai suonato dal vivo!
Una
settimana prima dell'uscita di "Seconds
Out" Hackett decise di lasciare la band.
Sembra
che il suo maggiore antagonista fosse... non vi dirò il nome ma suonava le
tastiere!
Di lì in
poi Steve iniziò una fortunata carriera da solista... e ancora raccoglie
consensi.
Di tutto
un Pop!
Wazza
Genesis, 1977
"Sentivo che i Genesis stavano diventando ripetitivi - ha
raccontato Steve ad Armando Gallo in ”Genesis: I Know What I Like” - e sapevo che per esprimere al meglio me stesso sarei
dovuto uscire dal ruolo che avevo nella band. Il problema era che la sicurezza
economica stava portando a un impoverimento spirituale e mi stava uccidendo
suonare giorno dopo giorno gli stessi brani".
"Mi crea qualche imbarazzo dire che non mi ero proprio
accorto di quanto infelice fosse stato Steve per la maggior parte del tempo in
cui fu membro del gruppo - ricorda Mike
Rutherford nella sua autobiografia ”The Living
Years” .
Non eravamo propriamente gli individui più sensibili del mondo e Steve era una
persona abbastanza riservata, come tutti noi del resto, ma pensavo
comunque che si divertisse. (...) Nella mia personale scala Richter, la perdita
di Steve non fece registrare scosse paragonabili a quelle di Ant o Pete".
"In questo periodo diventa evidente anche la
frustrazione di Steve - racconta Phil Collins nella sua autobiografia “No, non sono ancora morto” -. Ha pubblicato il suo album da solista, ma invece di
diminuire la pressione l’ha aumentata. Vuole avere più canzoni sue negli album dei
Genesis. Quello che per me è positivo si rivela negativo per lui: la nuova
configurazione dei Genesis ha inaspettatamente aperto nuove strade di
composizione dei pezzi, e mentre io mi sento sempre più sicuro come autore,
Steve non riceve ancora lo spazio creativo che pensa di meritarsi. (...) Ma se
siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere
a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà
dentro sia al basso sia alla chitarra solista".




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