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lunedì 8 ottobre 2018

Steve Hackett: era l'8 ottobre del 1977, di Wazza


Chissà se nel 1977 esisteva il termine "mobbing"!
Il buon Steve Hackett lasciò i Genesis l'8 di ottobre del 1977, sembra a causa di discriminazioni e frustrazioni.
I brani che aveva scritto per l'album "Wind & Wuthering" vennero scartati, o accantonati per altre pubblicazioni...
"Please do not touch" non venne presa in considerazione,"Iside and Out" venne pubblicata nel EP "Spot the Pigeon", l'unico brano incluso, "Blood on the Rooftops", non venne mai suonato dal vivo!
Una settimana prima dell'uscita di "Seconds Out" Hackett decise di lasciare la band.
Sembra che il suo maggiore antagonista fosse... non vi dirò il nome ma suonava le tastiere!
Di lì in poi Steve iniziò una fortunata carriera da solista... e ancora raccoglie consensi.
Di tutto un Pop!
Wazza

 Genesis, 1977

"Sentivo che i Genesis stavano diventando ripetitivi - ha raccontato Steve ad Armando Gallo in ”Genesis: I Know What I Like” - e sapevo che per esprimere al meglio me stesso sarei dovuto uscire dal ruolo che avevo nella band. Il problema era che la sicurezza economica stava portando a un impoverimento spirituale e mi stava uccidendo suonare giorno dopo giorno gli stessi brani".


"Mi crea qualche imbarazzo dire che non mi ero proprio accorto di quanto infelice fosse stato Steve per la maggior parte del tempo in cui fu membro del gruppo - ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years . Non eravamo propriamente gli individui più sensibili del mondo e Steve era una  persona abbastanza riservata, come tutti noi del resto, ma pensavo comunque che si divertisse. (...) Nella mia personale scala Richter, la perdita di Steve non fece registrare scosse paragonabili a quelle di Ant o Pete".


"In questo periodo diventa evidente anche la frustrazione di Steve - racconta Phil Collins nella sua autobiografia “No, non sono ancora morto -. Ha pubblicato il suo album da solista, ma invece di diminuire la pressione lha aumentata. Vuole avere più canzoni sue negli album dei Genesis. Quello che per me è positivo si rivela negativo per lui: la nuova configurazione dei Genesis ha inaspettatamente aperto nuove strade di composizione dei pezzi, e mentre io mi sento sempre più sicuro come autore, Steve non riceve ancora lo spazio creativo che pensa di meritarsi. (...) Ma se siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà dentro sia al basso sia alla chitarra solista".

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