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mercoledì 28 gennaio 2026

Il compleanno di Robert Wyatt



Compie gli anni oggi, 28 gennaio, Robert Wyatt, cantante, compositore, tastierista, ma soprattutto batterista dei Soft Machine prima e Matching Mole dopo.

Dal 1973 è paralizzato agli arti inferiori, ma questo "handicap" non gli ha vietato di diventare un grande sperimentatore e ricercatore della musica, sia con i suoi numerosi lavori da solista, sia con collaborazioni con altri artisti.

Da sempre impegnato politicamente per i diritti umani.
Happy Birthday Robert!
Wazza






Gianfranco (Gianni) Mocchetti, se ne andava il 28 gennaio 2013...

Gianni Mocchetti era un ragazzo che come me, che "amava i Beatles e i Jethro Tull"....

Grazie alla "passione" per Ian Anderson e soci che ci siamo conosciuti fisicamente.

Gianni aveva suonato di tutto, dal beat all'avanguardia sino alle ballate; era un chitarrista, bassista, cantautore, aveva partecipato al Cantagiro, a Sanremo, al Festivalbar.

Gianni con Battiato da un vecchio articolo di Qui giovani

Con i Cristalli Fragili, come bassista, aveva fatto centinaia di tour, e inciso 4 "long playing" con Franco Battiato, insomma uno che "respirava" musica da 40 anni.

L'ultimo suo album è "Beta", dove reinterpreta tutte le canzoni di Battiato in cui era presente, è del 2004.

Gianfranco (Gianni) Mocchetti, se ne andava il 28 gennaio 2013...

Ciao Gianni… per non dimenticare!

Wazza





martedì 27 gennaio 2026

Il compleanno di Nick Mason


Compie gli anni oggi, 27 gennaio, Nick Mason, batterista, polistrumentista, produttore, compositore, pilota automobilista... ma per tutti noi il batterista dei Pink Floyd.


Oltre alla lunga carriera con i Pink è stato produttore di Steve Hillage (ex Gong), Robert Wyatt (ex Soft Machine), Michael Mantler e il gruppo punk The Damned (poi dite male del punk...).
Premier e Ludwig sono le marche di batteria che preferisce.
Che altro dire... una leggenda!
Happy Birthday Nick!
Wazza







Luigi Tenco: era il 27 gennaio del 1967


Era il 27 gennaio 1967 quando Luigi Tenco decise di... "lasciare" Sanremo…

Per non dimenticare!
Wazza

Nella la città dei fiori disse chi lo vide passare
Che forse aveva bevuto troppo ma per lui era normale.
Qualcuno pensò fu problema di donne,
Un altro disse proprio come Marylin Monroe.
Lo portarono via in duecento,
Peccato fosse solo quando se ne andò.
La notte che presero il vino e ci lavarono la strada.
Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?
E l'uomo della televisione disse:
"Nessuna lacrima vada sprecata, in fin dei conti cosa
C'è di più bello della vita, la primavera è quasi cominciata".
Qualcuno ricordò che aveva dei debiti,
Mormorò sottobanco che quello era il motivo.
Era pieno di tranquillanti, ma non era un ragazzo cattivo.
La notte che presero le sue mani
E le usarono per un applauso più forte.
Chi ha ucciso il piccolo principe che non credeva nella morte?
(Festival - Francesco De Gregori)


(dalla rete)
Luigi Tenco, Sanremo 27 gennaio 1967

Chi ha ucciso il piccolo principe che non credeva nella morte?

Fabrizio De Andrè confidò a Nanda Pivano «Sono debitore in particolare a Piero Ciampi». E se l’altro amico fraterno Luigi Tenco lo avesse ascoltato quella sera d’autunno, poco prima del 27 gennaio del 1967 (il giorno in cui Tenco si suicidò), forse oggi gli sarebbe debitore della vita.“Luigi non devi andare a Sanremo, tu non c’entri niente con quel mondo lì”. E Tenco furioso rispose: “Ma parli tu Piero, che non combini mai niente”. Luigi si alzò e se ne andò...

Luigi Tenco si è ucciso con un colpo di rivoltella, stanotte, dopo che la sua canzone «Ciao, amore, ciao» era stata eliminata al Festival di Sanremo. Il suicidio è avvenuto dopo le ore 2 in una camera dell’albergo Savoy. Luigi Tenco ha lasciato una lettera nella quale sarebbe scritto che egli ha sempre creduto nella sua canzone e che gli altri non l’hanno capito. Ha anche lasciato una dichiarazione in carta da bollo del regolare acquisto dell’arma, una Walker PPK calibro 7,65.
Aveva 28 anni.





lunedì 26 gennaio 2026

RocKalendario del secolo scorso – Gennaio-Di Riccardo Storti

 


RocKalendario del secolo scorso – Gennaio

Di Riccardo Storti


1956 – Nella calza della Befana i britannici trovano in classifica il loro primo frutto rock. Si tratta di una canzone dello scozzese Lonnie Donegan che entra in classifica con Rock Island Line: non è un pezzo suo, ma resta sempre il primo nobile tentativo albionico di contrapporre qualcosa di proprio (e rock) a quanto ormai si diffonde da oltre un anno in UK, dove Elvis e i suoi spopolano letteralmente.

Il disco venderà oltre 3 milioni di copie decretando la popolarità dello stesso Donegan tra i teenagers che lo incoroneranno come re dello skiffle e tra questi ragazzini ci sono pure due destinati a fare parlare di sé di lì a qualche anno: John Lennon e Paul McCartney.

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1966 – Basta, non ce la faceva proprio più. Tutti continuavano a fare confusione, sempre per quello stupido caso di omonimia. “Davy Jones? Ma chi? Il cantante dei Monkees?”No, quello è americano, questo è inglese!” Poteva essere anche un onore, tenuto conto della popolarità della star, però il nostro Davy era un artista che aveva mosso da poco i suoi passi nel campo della musica rock e già con una cifra artistica - diciamo - originale. 

Per colpa di un nome, non poteva continuare a rimanere nell’ombra, nonostante gli sforzi. Così il 14 gennaio esce il suo nuovo 45 giri: Can’t Help Thinking About Me, un singolo frizzante e graffiante già chiaramente proto-psichedelico ma dalla ritmica black. Questa volta, però, tutto cambia (soprattutto il nome), infatti questo ragazzo, da qui in avanti, sarà per tutti David Bowie.

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1976Desire, un vero e proprio uragano che si abbatte sulle aspettative di fan e detrattori, perché - si sa - Dylan è uno che divide, fa discutere e ogni sua uscita è sempre un evento. Si tratta di un album che segnò il decennio, nato dopo un lungo periodo di concerti (la carovana della Rolling Thunder Revue), durante il quale gli scettici intravedevano un calo di ispirazione. Si tratta del diciassettesimo album in studio di Bob Dylan, pubblicato il 5 gennaio.

L’LP ha un suono caldo, fortemente caratterizzato dal violino di Scarlet Rivera e da un approccio quasi cinematografico alle canzoni. I testi, alcuni scritti con Jacques Levy, mescolano cronaca, mito e racconto epico: spiccano naturalmente Hurricane, potente denuncia di un errore giudiziario, Isis, ballata simbolica e visionaria, e Sara, confessione intima dedicata alla moglie. Desire è certamente uno degli album più accessibili e coinvolgenti della maturità di Dylan, capace di unire impegno civile, poesia e forte immediatezza emotiva.

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1986 – C’è spazio per l’umorismo nella musica? Domanda retorica, se tale quesito diventa il titolo di uno dei dischi di Frank Zappa. Does Humour Belong in Music? Si tratta dell’unico album di Zappa edito dalla EMI, su concessione dello stesso musicista che permise alla major discografica di creare una compilation live di brani estratti dai concerti tenuti dall’allegra compagnia dei suonatori alla fine del 1984 (l’uscita è del 27 gennaio). Ma c’è un’ulteriore novità: è il primo disco di Zappa pubblicato solo su formato CD (benché i soliti fan si prodigarono a stamparne il bootleg su vinile).

Band eccezionale, la migliore degli anni Ottanta (e, per alcuni, di sempre) con Chad Wackerman, Scott Thunes, Ray White, Ike Willis, Bobby Martin, Allan Zavod; indimenticabile la versione di Zoot Allures (addirittura migliore rispetto a quella in studio). Quanto all’umorismo, procuratevi il DVD omonimo (la VHS era uscita, prima del disco nel 1985) e capirete tutto.

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1996 – E Vasco sbanca. Il 24 gennaio arriva Nessun pericolo… per te: due settimane e il disco raggiunge la vetta delle classifiche. Album confezionato con tutti i crismi dove il rock targato Italia del Blasco riesce ad amalgamarsi e a bilanciarsi con attitudini più soft: certo, si guarda al mercato, quindi si lascia tutto in mano a una produzione e a musicisti con i fiocchi (Greg Bissonette, Michael Landau, Vinnie Colaiuta, Andrea Braido, Celso Valli e altri ancora). 

Alcune ballate entreranno nel cuore di molti (su tutti la famosissima Sally e Gli angeli), il solito Vasco è lì con gli amici di schitarrate (Un gran bel film) però sa guardare anche al presente con intelligenza, miscelando elettronica e alternative pop (Benvenuto, Io perderò e Marea), shake neo-psichedelici raga-rock tra Kula Shaker (Mi si escludeva) e R.E.M. (Praticamente perfetto), blues felpati (Le cose che non dici), latin-rock (la title track).

E il video di Angeli è diretto da un certo Roman Polanski (pelle d’oca)…

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Accadeva il 26 gennaio 1991


Era il 26 gennaio 1991. La sinistra giovanile organizza un concerto a Roma, in Piazza San Giovanni, contro la guerra del Golfo: partecipano oltre al Banco, Gino Paoli, Tullio de Piscopo,Teresa De Sio, Pierangelo Bertoli, Eugenio Finardi e molti altri (le foto del Banco sono di Michele Cecere)

Wazza







 

domenica 25 gennaio 2026

25 gennaio 1969: esce il brano "Proud Mary"


Il 25 gennaio 1969 il brano "Proud Mary" dei mitici Creedence Clearwater Revival, estratto dall'album "Bayou Country", entra in classifica USA Pop Chart, classificandosi al secondo posto: diventerà uno dei brani più famosi della storia del rock.

Di tutto un Pop…
Wazza 



Proud Mary è una canzone scritta dal cantante e chitarrista statunitense John Fogerty. Fu registrata la prima volta dal gruppo rock dei Creedence Clearwater Revival (nel quale Fogerty cantava e suonava la chitarra solista) nel 1969, nell'album “Bayou Country”. Distribuita come singolo nel gennaio 1969, diventò la prima entrata fra i primi dieci posti della classifica americana U.S. Pop chart, piazzandosi al secondo posto. Fu il primo di cinque singoli pubblicati dalla band che raggiunsero quella posizione nella chart e il fatto che il gruppo non abbia mai pubblicato un singolo che abbia raggiunto la prima posizione ha valso ai Creedence il record di gruppo con il maggior numero di seconde posizioni.



Nel 1971, fu registrata da Ike & Tina Turner una versione cover che differiva notevolmente dalla struttura dell'originale, ma che è tutt'oggi ben conosciuta ed è diventata una delle canzoni più riconoscibili cantate da Tina Turner. Questa cover è la più famosa. Sostanzialmente riarrangiata da Soko Richardson e Ike Turner, con un'apertura parlata, appassionata, e lenta introdotta da Turner, raggiunse il 4º posto nelle classifiche pop nel 1971.