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martedì 26 luglio 2022

MUFFX – “CONFINI”- Commento di Andrea Pintelli


 

MUFFX – “CONFINI”

Commento di Andrea Pintelli


Lo scorso novembre (!) è uscito per l’amatissima Black Widow Records (gloria sempre) il quinto album intitolato “Confini” dei salentini Muffx, ovvero Luigi Bruno (chitarra e voice, nonché leader della band), Alberto Ria (batteria), Mauro Tre (farfisa, synth e tastiere) e Ilario Suppressa (basso), qui affiancati da Claudio Cavallo Giagnotti (antichi strumenti a fiato del Mediterraneo) e Gianluca De Mitri (darbuka).

Registrato durante un concerto tenuto nell’estate del tristissimo 2020 a Galatone (LE), così come la copertina, anch’essa disegnata live da Massimo Pesca durante la loro esibizione, si compone di cinque brani introspettivi ma fantasiosi, con in aggiunta due brani presi dalle loro sessions in studio.

I Muffx esordirono nel 2007 con "…Saw The…" (B.O.S.R./SELF), seguito nel 2009 da "Small Obsessions" (Go Down Records / Audioglobe), indi nel 2012 uscì il terzo album "Époque" (Ill Sun Records - Lobello Records / GoodFellas).

Nel 2017, dopo una lunga pausa dovuta alla prematura morte del loro produttore artistico Pierpaolo Cazzolla, uscì "L'ora di tutti" (Black Widow Records), un concept album strumentale liberamente ispirato all’omonimo romanzo (uscito nel 1962 per Bompiani) di Maria Corti ambientato durante l'invasione turca nel 1480 a Otranto. Dischi che ottennero ottimi consensi di pubblico e critica, anche a livello europeo, grazie ai quali poterono esibirsi in tante e importanti location e festival, che aumentarono sempre di più la coesione fra i ragazzi del gruppo.

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 Confini” è il secondo capitolo della “trilogia delle lame” iniziata nel 2017 con “L'ora di tutti". Nel nuovo disco i Muffx sonorizzano (come fosse musica di un film immaginario) le vicende cruente accadute nel Salento, tra Galatone e Fulcignano, intorno al 1300. Due comunità confinanti che per divergenze politiche, culturali e religiose (una professava il rito cristiano latino, l’altra quello greco) si scontrarono fino alla distruzione di Fulcignano, i cui ruderi sono ancora presenti.

Si apre con “Ritual”, una suite di 18 minuti in cui i Muffx elevano la loro capacità artistica verso un’evoluzione del suono rispetto agli episodi precedenti, seppur per continuità resti la matrice della loro impronta sonora. Un viaggio schiettamente psichedelico, ma non solo, che trae spunto dal mondo del Progressive italiano anni ‘70, dove non esistevano confini fra i generi, dove il mito dell’assoluto musicale regnava incontrastato. Pieno di stanze da visitare con interesse e trascinato da idee fresche e mirabili, il primo episodio di questo disco vive di esaltanti momenti in cui la preparazione tecnica dei Muffx viene a galla in maniera oggettiva. Si erge di momenti cari anche alla library music sempre di quegli anni, in cui la libertà espressiva veniva apprezzata, ma addirittura supportata.

L’Istante Prima” è una ballad di altri tempi, ma rapportata ai giorni nostri assume la caratteristica di essere senza tempo. Qui proposta sia nella versione live, che in quella di studio, è stata scritta insieme al defunto Pierpaolo Cazzolla, ha respiro ampio, note armoniche ben calibrate e accenti imponenti che fungono da stop and go. Significativa nel testo in cui ognuno può ritrovare parte di sé stesso, è universale nell’intento.

Carovane” è tutto quello che storicamente il Salento ha rappresentato nei secoli: punto di arrivo di viandanti, ospitalità, fusione di culture differenti, punto di (ri)partenza verso altri lidi, solarità, calore, porta italiana verso l’Oriente. Proprio di questa parte del globo si arricchisce il brano, in una sorte di world music in tempi dispari che fa vivere al meglio quanto sopra descritto. Sembra in parte uscita dai film di genere che cinquant’anni fa (o giù di lì) regnavano incontrastati sia nelle sale cinematografiche, sia nell’immaginario collettivo. Grande prova d’insieme.

L’Ubriaco Venuto dall’Est” è un episodio di obliquo simil-jazz/rock, che farà la felicità dei fans più estremi del Prog nazionale. Tre minuti scarsi di sberla sonora di una bellezza unica.

Scelgo Te” è la confessione di un abitante di Fulcignano che si piega ai nemici e alla sorte, si adegua alla nuova realtà e sopravvive grazie alla scelta di adottare esteriormente usi, costumi e rituali dei vincitori, ma conservando nella sua intimità le sue radici e identità. La leggenda tramandata attraverso stornelli e poesie popolari racconta di una reggente (principessa nei canti) che durante l’assedio fu privata del figlio neonato e dovette assistere alla sua esecuzione ai piedi del casolare per non essersi arresa, da qui la tradizione si perde in maledizioni e incantesimi esoterici. Episodio sonoro di non facile assimilazione e lettura, che ha in sé il mondo dei Muffx.

Terminata la parte live, il disco prosegue con “Mater Flebilis”, fotografia di una scena da film che ha la caratteristica di restare sospesa nel tempo.

Forza, audacia, capacità dei propri mezzi: i Muffx di strada da percorrere ne avranno ancora tanta, siccome tante sono le frecce a disposizione del loro arco. Il Salento non è solo Negramaro e Pizzica, fortunatamente. I Muffx sono qui per ricordarcelo.


Track list (cliccare sul titolo per ascoltare):


1.    RITUAL

2.    L’ISTANTE PRIMA

3.    CAROVANE

4.    L’UBRIACO VENUTO DALL’EST

5.    SCELGO TE

6.    MATER FLEBILIS (strudio version)

7.    L’ISTANTE PRIMA (studio version)






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