Dalle visioni di Battisti al realismo materico del
Banco del Mutuo Soccorso
Il 23 febbraio 2015 segnava la scomparsa di Cesare Montalbetti, noto nel panorama artistico come Cesare Monti. La sua figura è stata centrale nel definire l'immagine della musica d'autore italiana, un percorso nato e alimentato da un profondo legame familiare: Cesare era infatti il fratello di Pietruccio Montalbetti, leader dei Dik Dik. Fu proprio grazie a questa connessione e alla "factory" creativa di via Stendhal a Milano che Cesare entrò in contatto con artisti del calibro di Lucio Battisti, trasformando la fotografia da semplice documentazione a vera e propria estensione semantica dell'opera musicale.
La sua produzione è costellata di opere che hanno definito
l'identità del pop e del rock d'autore in Italia. Tra i lavori più
significativi che testimoniano questa capacità di sintesi visiva si possono
citare:
-Lucio Battisti – Umanamente uomo:il sogno (1972)
-Lucio Battisti – Il mio canto libero (1972)
-Premiata Forneria Marconi – Per un amico (1972)
-PFM – Storia di un minuto
(1972)
-Dik Dik – Suite per una donna assolutamente relativa (1972)
-Lucio Battisti – Anima latina
(1974)
-Bruno Lauzi – Amore caro, amore bello (1971)
-Banco del Mutuo Soccorso – Darwin!
(1972)
-Banco del Mutuo Soccorso-Io sono nato libero (1973)
Prendendo come riferimento l'opera realizzata per il secondo
album del Banco del Mutuo Soccorso, Darwin!, si nota come Monti abbia
scelto di proseguire sulla strada della tridimensionalità materica iniziata con
il celebre "salvadanaio" dell'esordio. Se nel primo disco l'oggetto
era un simbolo di risparmio e valore, in Darwin! l'artista si sposta
verso una narrazione più scura e ancestrale. L'immagine centrale raffigura un
orologio da taschino antico, appoggiato su una superficie scura e consunta,
circondato da polvere e frammenti di tempo.
Sotto il profilo tecnico, l'innovazione risiede nella
capacità di rendere la materia quasi palpabile attraverso un uso sapiente della
luce radente, che esalta i graffi sul vetro dell'orologio e la texture del
metallo. La scelta di questo oggetto non era casuale: l'orologio simboleggiava
il tempo dell'evoluzione umana, tema centrale del concept album basato sulle
teorie darwiniane. Monti riuscì a tradurre la complessità delle composizioni
dei fratelli Nocenzi in un'immagine che evocava simultaneamente il passato
paleontologico e la caducità dell'esistenza umana.
Il packaging di Darwin! confermava inoltre
l'attenzione di Monti per la cartotecnica e per il dettaglio editoriale. La
copertina non era un semplice involucro, ma un invito a entrare in una
dimensione museale, dove ogni elemento grafico era pensato per accompagnare
l'ascoltatore nel viaggio evolutivo proposto dalla musica. Cesare Monti non si
limitò a fotografare un oggetto; ne catturò l'anima temporale, rendendo
l'esperienza dell'ascolto indissolubile dal contatto visivo con l'opera.


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