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Visualizzazione post con etichetta Peter Hammill nel gennaio del 1974. Mostra tutti i post
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mercoledì 7 gennaio 2026

Peter Hammill nel gennaio del 1974


Peter Hammill a Roma: il peso della solitudine sul palco del Teatro Circo


Gennaio 1974. Mentre le rotative di Qui Giovani mandano in stampa l'ultimo numero, Peter Hammill attraversa l’Italia in un tour che lascia dietro di sé una scia di opinioni contrastanti. Se per i fan si tratta di un pellegrinaggio spirituale, per la critica del tempo, come si legge nelle pagine della rivista, l’esibizione al Teatro Circo di Roma è un esperimento riuscito solo a metà.

L’immagine che emerge dalla cronaca dell’epoca è quella di un artista quasi schiacciato dal suo stesso passato. Dopo lo scioglimento dei Van der Graaf Generator, Hammill si presenta al pubblico romano "armato solo del suo piano a coda e della sua chitarra acustica", cercando di riempire con la sola forza della voce gli spazi che un tempo erano dominio dei fiati di David Jackson o della batteria di Guy Evans.

L’ombra dei Van der Graaf, nonostante la presenza sul palco proprio di Jackson (immortalato nelle foto mentre imbraccia il sassofono), nella recensione di Elio Donato è netta: si avverte "fortemente la mancanza di un valido gruppo d’accompagnamento". Il critico osserva come Hammill sembri quasi "sbagliare in sede di arrangiamento", impostando pezzi complessi su stacchi e crescenti che una chitarra o un piano, da soli, faticano a sorreggere.

Il verdetto su pezzi storici come Fool’s Mate è emblematico di un’epoca che non aveva ancora pienamente metabolizzato il minimalismo drammatico di Hammill: l’esibizione viene definita "migliore della precedente al Flaminio", ma non ancora all'altezza delle aspettative. Paradossalmente, sono i momenti più "morbidi" e acustici quelli che convincono di più il cronista, poiché la bellezza della voce riesce finalmente ad annullare quei "vuoti" e quella "monotonia" che il critico rimprovera alle parti al pianoforte.

L'articolo si chiude con un auspicio che, col senno di poi, suona profetico: la speranza che questo tour sia solo un "momento di passaggio" e che Hammill possa presto ritrovare un organico capace di assecondare le sue evoluzioni vocali.

Proprio mentre è in uscita l’album The Silent Cornerand the Empty Stage, Peter Hammill appare a Roma come un gigante in cerca di una nuova armatura. Le foto di quel servizio, con le luci basse e l’artista concentrato sui tasti, restano la testimonianza visiva di una solitudine cercata, sofferta e infine trasformata in arte purissima, nonostante le perplessità dei contemporanei.

Di tutto un Pop…

Wazza


Peter Hammill of Van der Graaf Generator, portrait, London, 1974