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domenica 30 agosto 2015

Dobet Gnahoré a Carpi (MO), 29 luglio 2015- Reportage fotografico di Francesco Pullè


Dobet Gnahoré a Carpi (MO), 29 luglio 2015
Reportage fotografico di Francesco Pullè

Informazioni dal web …

Cantante, danzatrice e percussionista della Costa d’Avorio, Dobet Gnahoré porterà i ritmi e le melodie d'Africa a Carpi, in piazzale Re Astolfo, mercoledì 29 luglio alle ore 21.30. Il concerto, ad ingresso gratuito, si svolgerà nell'ambito della XX edizione di Festival Mundus. Ad accompagnarla, in una serata ricca di energia e passione, la chitarra acustica e la voce di Colin Laroche de Feline, la batteria e le percussioni di Mike Dibo e il basso di Clive Govinden.
Dobet Gnahoré è la nuova grande voce dell’Africa: interpreta le proprie composizioni in differenti lingue africane - Betè, Fon, Baoulè, Lingala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in francese e in inglese, in una miscela di elementi sonori e ritmici, dalle melodie mandingue alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall’hig-life ghanese ai cori zulu, dai canti betè ai canti pigmei centrafricani.
La voce calda e possente di cui dispone, unita ad una grande presenza scenica, nutrita da diversi anni di lavoro teatrale e coreografico, suscitano una grande attrazione da parte del pubblico sin dal primo istante, unendo alla forza espressiva della voce i movimenti della danza e le sonorità delle percussioni come la calebasse, la sanza, il balafon, la chitarra acustica e tutti altri piccoli strumenti in una suggestiva e vitale tavolozza di colori.
Nel 2006 Dobet Gnahoré ha ricevuto una nomination nella categoria 'Miglior Rivelazione' nei BBC World Music Awards, e i concerti con due vere e proprie icone quali il chitarrista del Mali Habib Koité e il troubadour sud-africano Vusi Mahlasela nella tournée Acoustic Africa in Europa e Stati Uniti l’hanno confermata come grande star. Figlia del percussionista, attore e cantante molto attivo e noto in Costa d’Avorio Boni Gnahoré, nel suo secondo disco Na Afriki (All’Africa) offre una visione personale dell’Africa d’oggi, chiedendo al suo continente d'origine di trovare in se stessa le soluzioni, e di far fruttare le sue vaste risorse per assicurarsi miglior avvenire. Canta l’amore e la disfatta, la gioia e la festa, usando la grande varietà di ritmi e stili in un approccio transafricano originale, unico ed inimitabile. Dobet presenterà il suo repertorio con l’eccellente gruppo con cui ha effettuato nei mesi scorsi uno strepitoso tour negli USA, in Canada, nel continente africano e in India.
Il suo nuovo e quarto album, Na Drê, è uscito nel febbraio 2014.




venerdì 28 agosto 2015

SUBSONICA LIVE, di Serena Petrone (Rome by Wild)


SUBSONICA: una nave in una foresta chiamata Rock in Roma @ Rock in Roma
 20- 07 -2015

Live Report di Serena Petrone

Articolo già apparso sul portale Rome by Wild:

 Quando un gruppo come i Subsonica sale su un palco, il risultato non può che essere sublime. E proprio ieri sera, sul palco del Rock in Roma, i Subsonica hanno dimostrato ancora una volta di essere dei veri professionisti, entrando in una dimensione selvaggia, in grado di riproporre con dinamismo ed energia i brani storici ed importanti del loro percorso quasi ventennale.

Dopo la breve esibizione dapertura degli MSTR, band emergente e vincitrice del contest PostepayCrowd@Music, inizia lo spettacolo. Anche se con un leggero ritardo, la band prende possesso del palco, accompagnata dal boato di attesa di un tappeto di persone.
Ci travolge lincantesimo di un suono magico, volto a garantire la massima resa emotiva, tra luci, musica e tanta grinta, e ci fa salpare su una nave verso la foresta, in una dimensione di totale fantascienza, frutto del geniale meccanismo creativo che ha portato la band fino a Roma, dinanzi a più di 15000 persone, grazie ad unorganizzazione sempre pronta ed efficiente come quella di Rock in Roma.

La scaletta cambia decisamente veste e si presenta piuttosto diversa da quella proposta nelle date iniziali, avvenute oltralpe.
Lapertura, senzaltro azzeccata e di impatto, è affidata ad un “Colpo di Pistola“, famosissima canzone della band, ma è “Lazzaro” con il suo: “Alzati e cammina, per scoprire di essere vivo come non mai, Lazzaro stamattina, e resuscita un pezzo alla volta la volontà”, che fa scatenare il pubblico, che non smette di saltare e ballare assieme ad un Samuel in splendida forma, accompagnato dagli storici compagni Davide, Enrico, Massimiliano e Luca.
La band torinese ha appena iniziato a scaldare gli animi che si riparte subito con: “Attacca il panico“, in un vortice di energia luminosa, tanto da sembrare un film in 3D.
Segue la “Glaciazione” altro grande successo che, nonostante il titolo, alza le temperature di una oramai caldissima Roma, per lasciare poi spazio a “Disco Labirinto“.
Sono due le generazioni, riunite sotto lo stesso cielo, che omaggiano tanta bravura in “Nuove Rapide“, per poi impazzire con la fenomenale: “Nuova ossessione“.
“Lultima risposta” lascia il passo ad “Up Patriots to Arms“, composta da Franco Battiato, che la band ha riproposto con maestria, coinvolgendo migliaia di fan in uno spettacolo fatto di Rock – Pop – Elettronica, fan pronti a cantare quella canzone scritta 35 anni fa dal grande cantautore, come fosse ancora attuale. Tutti, con le braccia alzate, i cappellini rossi (omaggio della Firestone), ad incalzare sul ritornello ripensato dal geniale Boosta (Davide Dileo), in una perfetta unione di energie.
I Subsonica possono piacere o meno, ma lalchimia che sprigionano cattura in ogni secondo tutto lIppodromo, così come la loro essenzialità di sempre.

Da questo momento in poi si entra in una sorta di favola, con i nuovi brani tratti dalla loro ultima fatica. Le storie dellultimo album sono di quelle che piace ascoltare e riascoltare. Sono loro ad avviare il concerto verso la seconda parte, come in un libro fantastico. Bellissima e poetica “Una Nave In Una Foresta“, dedicata a chi non ha ancora individuato la propria direzione, poi “I Cerchi Negli Alberi” e “Di Domenica“, che con il suo ritornello: “Sono cambiamenti, solo se spaventano, sono sentimenti“…regalano brividi, per le significative parole del testo.

Sembra che tutto sia finito, dopo quasi due ore piene di musica, ma a questo punto la band torinese saluta il pubblico romano con una versione emozionante di “Tutti i Miei Sbagli“, unicamente strumentale, per augurare a tutti i presenti una notte da favola come Una Nave in Una Foresta.
Ringraziamo i Subsonica per questo splendido live e tutta lorganizzazione del Rock in Roma per la sua ospitalità.


Set list:
Colpo di Pistola
Lazzaro
Attacco al Panico
La Glaciazione
Disco Labirinto
Nuove rapide
Nuova Ossessione
LUltima risposta
Up Patriots to Arms
Una Nave in una Foresta
I Cerchi degli Alberi
Di Domenica
– – –
Strade
Specchio
Veleno
Depre
Liberi Tutti
Il diluvio
Lerrore
Benzina + Io sto bene
Preso Blu
Lodore
Tutti i miei sbagli

giovedì 27 agosto 2015

Il rapimento di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, di Wazza




Il 27 agosto 1979 la cronaca musicale italiana si "tinge di giallo": Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi vengono sequestrari da un gruppo armato, nel loro podere in Sardegna.
Fabrizio De Andrè, a fine anni 70, è considerato uno dei più importanti cantautori e le sue canzoni, prima riservate ad un numero ristretto di ammiratori, diventano di "dominio pubblico", anche grazie al fortunato tour insieme alla P.F.M. Questa improvvisa celebrità, più la voglia di abbandonare la vita di città, gli fanno prendere la decisione di trasferirsi con la sua compagna Dori Ghezzi in Sardegna, nelle vicinaze di Tempio Pausania, precisamente nella tenuta dell'Agnata, dove acquista un'azienda agricola che lo impegnerà nell'allevamento a tempo pieno.
Lo scopo dei rapinatori e quello di chiedere un riscatto, vista anche la popolarità del "rapito". La prigionia durerà 4 mesi, e sarà molto dura; verrano tenuti all'aria aperta, e di notte incatenati agli alberi, e come riparo un telo di plastica!
De Andrè verrà rilasciato il 22 dicembre, dopo che il padre paga un riscatto di 550 milioni, e 24 ore dopo il rilascio di Dori Ghezzi.


Questa drammatica esperienza segnerà per sempre la vita dei due, e due anni dopo, nel 1981, sarà materia di una canzone, "Hotel Supramonte", scritta con Massimo Bubola, che descrive i disagi e le paure di quelle notti.
Per non dimenticare...

WK

I DeA intervistati da Gianmaria Zanier


Come tengono a ricordare gli stessi componenti del gruppo all'interno del sito http://www.dea-band.com, i DEA nascono sul finire del 2010, "dalla comune voglia di alcuni musicisti di portare aria fresca nel panorama rock italiano". L''occasione per conoscere personalmente i componenti del gruppo e realizzare le interviste presenti in questo video, è stata la manifestazione "FrasSuono Inedit Band Music Festival", che si è tenuta quest'estate a Frassineto Po (AL). Ad integrare il tutto, una sintesi di due puntate di 'Prog & Dintorni', registrate negli studi di Radio Vertigo 1 e incentrate su alcuni brani incisi dalla band brianzola nel cd "Il mondo dentro". Per vedere la recensione di Gianmaria Zanier dei Dea, presente sul sito Jam-Session, è sufficiente cliccare il seguente link http://www.jamsession20.com/news/75-dea-melodic-progressive-rock-brianza.html

Intervista ai DeA

mercoledì 26 agosto 2015

Jenny Sorrenti - Suspiro (1976), di Francesco Pullè


Jenny Sorrenti - Suspiro (1976)

Nell’attesa dell’esordio del progetto La Curva di Lesmo a fianco di Agnini e Zuffanti, previsto per ottobre, riascoltiamo la suggestiva voce di Jenny Sorrenti in un album del ’76, Suspiro, che vedeva la presenza di Lucio “Violino” Fabbri, Peter Kaukonen (fratello di Jorma), il batterista dei Raccomandata Ricevuta Ritorno Francesco Froggio Francica, il bassista Toni Verde, già al suo fianco nei Saint Just, il tastierista Giorgio Pinsichis ed un giovanissimo Pino Daniele alle chitarre.


Suspiro 1976
Harvest, lp - Mellow Records/Japan Crime Rec, cd (1995)

Tracklist
Diamante nero /Tristessa /Nella notte l'addio /Cabaret /Canta (immaginando magico)
/Break /Jorma /Suspiro

Line up
Basso Tony Verde Batteria Francesco Froggio Francica Chitarre Pino Daniele Piano Giorgio Pinsichis Violino Lucio Fabbri Mandolino Peter Kaukonen

martedì 25 agosto 2015

Il compleanno di Geoff Downes e il pensiero di Wazza...




Compie gli anni oggi, 25 agosto... Geoff Downes, tastierista inglese che ha suonato con i Buggles, Yes, Asia... (non mi è mai piaciuto...); la cosa darà fastidio agli esterofili, che si riempono la bocca di "grandi nomi", ma credo che sia un sopravvalutato, con una gran dose di fattore C.
L'importanza di nascere in un paese "evoluto"... bravo tastierista, ma con il dovuto rispetto in Italia, se esistesse la meritocrazia, sarebbe ottimo come "zerbino", fuori dalla porta di casa Nocenzi.
Basta parlare sempre bene di tutti, solo perchè sono stati in un grande gruppo, nel Barcellona hanno giocato anche delle mezze pippe, non solo fuoriclasse !!!

WK (opinioni personali)

lunedì 24 agosto 2015

2CELLOS: Il Rock nel Violoncello @ Auditorium Cavea – 31 07 2015 (Rome by Wild)


2CELLOS: Il Rock nel Violoncello @ Auditorium Cavea – 31 07 2015

Articolo a cura di Donald McHeyre

Galleria fotografica a cura di Stefano Panaro

Articolo già apparso sul portale Rome by Wild:


THE LEADING GUY
h 21:00. Sale sul palco, e si accomoda ad una sedia, chitarra a tracolla, il cantautore folk di Trieste, Simone Zampieri che con il nome darte The Leading Guy ha pubblicato a febbraio un album dal titolo “Memorandum” per la LadyLovely.
Zampieri sta accompagnando i due violoncellisti in alcune date del loro tour di questanno e si dimostra subito simpatico e molto sciolto nellinteragire con il numeroso pubblico accorso oceanico nella cava (umida) dellAuditorium. Il suo repertorio musicale, diversamente dalla sua persona, è fatto di ballad originali, non propriamente divertenti e spensierate, che ammantano di spleen questo inizio di serata. Zampieri stempera comunque il clima creatosi scherzandoci sopra con rara autoironia tra un brano e laltro… ma anche durante…

Set list
1-Ghost Writer (non contenuta nellalbum).
2-Behind The Yellow Field.
3-Oh Sister.
4-While The Dogs Are Barking.
5-Memorandum.
6-Mr. Wolff.

Dopo aver lasciato il palco, accanto alla sedia rimasta ormai vuota, ne viene aggiunta unaltra. Dietro ad esse un drum set incombe minaccioso e sornione. Ma non è ancora il suo momento.


2CELLOS
h 21:35 Le luci si abbassano un poco, (penseranno più tardi ad accecare noi della platea, haia!), e quasi in sordina entra da sinistra Luka Šulić (da ora in poi, Luca).
Con la eco degli improvvisi applausi si accomoda alla sedia di destra. Abbraccia un violoncello elettrico (un Harley Benton bianco) e attacca con “Oblivion“,  aiutandosi con una base preregistrata.
h 21:40 mentre le note di Piazzolla si confondono con quelle di “Gabriels Oboe“, entra pimpante Stjepen Hauser (da ora in poi, Stefano). Impugna un Harley Benton nero, come fosse una stratocaster, (come potete vedere dal servizio fotografico di Stefano Panaro, il contrasto estetico dei due violoncelli elettrici costituisce la scenografia minimalista della serata).
Si siede accanto a Luca (ci resterà poco seduto) e comincia ad accompagnarlo.
Dopo il brano dei The Mission si attivano le immagini in movimento di sottofondo e, per molti (soprattutto molte) del pubblico, comincia il vero concerto sulle note di “Where The Streets Have No Name” degli U2.
Luca e Stefano si presentano al pubblico; chiacchierando metà in inglese e metà in italiano, (dopo aver preso lezioni di italiano da Phil Collins), fanno capire che tutta questa prima parte del concerto, allinsegna dei sentimenti, sarà dedicata alle signore e signorine presenti in sala. “Book Of Love” (che senza Zucchero è molto meglio), Michael Jackson e Guns NRoses sono tutte per loro. I maschietti presenti in sala applaudono diplomaticamente, (specie quelli con accanto moglie o compagna).
Terminato langolo piacionico del concerto, improvvisamente un tuono colpisce lAuditorium e inizia la parte propriamente “dura e rocciosa” dello show. Giunti a metà di “Thunderstruck” si sistema alle pelli il batterista Dusan Kranjc (da ora in poi, Dusan Kranjc) e i 2CELLOS, in versione Power Trio, diventano gli Stick Men di Tony Levin. Il brano degli AC/DC fa salire ladrenalina sia al pubblico che allo stesso Stefano, il quale, stanco di stare seduto, comincia a contorcersi a terra con pose hendrixiane, mentre il suo archetto vola sulle corde. Sono sue le melodie che permettono al pubblico di riconoscere e fischiettare i brani eseguiti dai due ragazzi slavi, mentre Luca è magistrale negli accompagnamenti tramite un movimento vibratorio della mano, (ce lo ricorda anche il suo socio, Stefano), serrato ed instancabile, frutto di anni e anni di allenamento al violoncello…. e a qualcosa daltro, (lha detto Stefano, non lumile cronista).
Dopo la ciliegina del drum solo di Kranjc sulla torta del concerto, Stefano, ad un certo punto, per la gioia di fotografi e pubblico pagante, (e per quella un poco più contenuta delle leggiadre e longilinee hostess dellAuditorium), invita tutti ad alzarsi per ammassarsi sotto il palco. Il tripudio della folla in delirio aumenta esponenzialmente con il procedere della scaletta, (si scorgono, sparse tra la folla, anche mani sollevate nel segno del “puro metallo”), che vede nuovi brani di AC/DC e di altri (tra i quali però ancora Michael Jackson), fino al culmine raggiunto sulle note di “Satisfaction“.
Poi, baci, abbracci, ringraziamenti e uscita festante dal palco…..
…ma è solo una breve pausa e si riparte al fulmicotone con il primo bis che miscela Rossini, Iron Maiden e di nuovo AC/CD (facendo cogliere il pubblico dal lieve sospetto che i due ragazzi siano loro fan).
Il secondo BIS è più posato, ma a sedersi ci pensano in pochi. La degna e doverosa chiusura di tutta la festa è con larcinota “Aria” del padre del Rock ‘nRoll (anche se lui non lo sa), Johann Sebastian Bach.
Oltre ai 2CELLOS per lottimo concerto, i nostri ringraziamenti vanno al personale dellAuditorium, (con specifiche congratulazioni allUfficio del Personale), per laccoglienza e la disponibilità dimostrate, ma soprattutto per gli indispensabili ventaglietti di carta messi a disposizione per il pubblico.



2CELLOS: UNA COVER BAND DI LUSSO
Se ci fermiamo un attimo a riflettere, tutto il mondo degli appassionati della musica classica e barocca è abituato a pensare in termini di cover e di band che le fanno. Cosaltro sono, altrimenti, tutte le orchestre, i quartetti, i solisti, i Direttori di orchestra che sfornano i conservatori? Anche quando eseguono (di solito male) composizioni di musica contemporanea, raramente il compositore è li a suonare con loro.
Solo gli appassionati della musica “leggera” come il Rock, lHard e il Metal fanno questo tipo di distinzione, accapigliandosi in lunghe discussioni se un musicista sia valido solo nel caso che faccia musica propria o se la vera cartina di tornasole consista nel suonare (e come) la musica di altri.
Gli appassionati di classica questi problemi non se li pongono. Per loro un artista solista è bravo in misura di quanto riesca ad interpretare al meglio il brano di un altro, magari morto da un secolo. Una orchestra è brava in misura di quanto riesca a riprodurre (stile jukebox) più fedelmente possibile la musica così come scritta sullo spartito (e guai a sgarrare).
Nella terra di mezzo delle due filosofie si è posto, tra gli anni 60 e gli anni 70, un gruppo di musicisti (soprattutto britannici), per i quali la musica “improvvisativa” e quella “esatta” sono due costanti coesistenti e unificabili, senza steccati o pregiudizi.
Il progetto oggetto dei 2CELLOS è riuscito ad avere una grande copertura mediatica e un grande successo di vendite, grazie ad una sapiente campagna di marketing che li ha venduti come qualcosa di originale e unico. Ma il progetto unico non é, né tantomeno è originale. Originale è stata la scelta di utilizzare cover “facili” e per tutti i palati, oltre a presentare i due musicisti come una sorta di giocattolo: guarda come siamo bravi. Ti rifacciamo Michael Jackson e U2 usando solo i violoncelli.
Luka Šulić e Stjepen Hauser sono belli, simpatici e maledettamente bravi. Piacciono alle ragazze, le quali non hanno il minimo sospetto che la famiglia degli archi da decenni è ben presente nella musica rock e non hanno mai sentito nominare gente come Jerry Goodman, Darryl Way, Dave Arbus, Simon House, Eddie Jobson, David Cross, Raymond Shulmann.
Però piacciono anche ai ragazzi, i quali ci si identificano.
Due giovani, che si, hanno fatto il conservatorio, hanno suonato con la Royal Accademy ecc ecc, ma che sono soprattutto, giovani. Sanno divertirsi con quello che fanno, sono amanti del rock e soprattutto della musica senza confini.
Ora, dopo 3 album di cover allattivo, vorremmo cominciare a sentire qualcosa creata da loro, ma se proprio vogliono continuare a fare ancora cover, (in fondo sono divertenti), potrebbero cominciare ad proporre anche cover di quei brani che ironicamente sembrano essere stati concepiti a posta per loro, come “Red” e “Larks Tongues in Aspic parte uno” e “Larks Tongues in Aspic parte due“.
Il Metal da Camera non è morto.



Set list
1 Oblivion (Astor Piazzolla)
2 Gabriels Oboe (The Mission)
3 Where The Streets Have No Name (U2)
4 Viva la Vida (Coldplay)
5 Resistence (Muse)
6 Book Of Love (The Magnetic Fields/Peter Gabriel)
7 With Or Without You, con estratti di “Con Te Partirò” di Andrea Bocelli (U2)
8 Human Nature (Michael Jackson)
9 Smooth Criminal, con parti di Billie Jean (Michael Jackson)
10 Welcome To The Jungle (Guns NRoses)
11 Thunderstruck (AC/DC)
12 Drum solo
13 Voodoo People (Liam Howlett)
14 Mombasa (Hans Zimmer)
13 They Do Not Care About Us (Michael Jackson)
14 Smells Like Teen Spirit (Nirvana)
15 You Shook Me All Night Long (AC/DC)
16 Highway To Hell (AC/DC)
17 (I Cant Get No) Satisfaction (Rolling Stones)
Encore
1 The Trooper, con parti della ouverture del “Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini (Iron Maiden)
2 Back In Black (AC/DC)
Encore2

1 Aria Sulla Quarta Corda (suite in re maggiore, secondo movimento, di Johann Sebastian Bach)