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mercoledì 10 febbraio 2016

TOUR DATES 09 - 15 febbraio, di Zia Ross


TOUR DATES 09 - 15 febbraio

Martedì 09/02

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re IsolaMILANO (MI)
ADRIAN BELEW POWER TRIO
Per oltre tre decenni membro dei King Crimson, Andrian Belew (chitarra, voce) arriva in Italia in trio, con lui due degli elementi della sezione ritmica dei Crimson ProjeKCt: Julie Slick al basso e Tobias Ralph alla batteria.
Inizio concerto ore 21.30

CINEMA TEATRO ORFEO - Via Pitagora, 78 TARANTO (TA)
LA STORIA NEW TROLLS
Nico di Palo e Vittorio De Scalzi, ossia La Storia dei New Trolls, propongono questa sera il fantastico spettacolo “Concerto Grosso” con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Luis Bacalov.
Inizio concerto ore 21

BIKE BAR - Via Bellini, 40/a ALESSANDRIA (AL)
ANDREA VERCESI "SOLO ACUSTICO" & MARCELLO CHIARALUCE UNPLUGGED SHOW LIVE
ore 21.30

MR MUZIK OFF - via Antonio Morandi 71 MODENA (MO)
O.R.K.
Il progetto O.R.k. nasce dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari (Berserk!, Obake) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) e due grandi del rock internazionale quali Pat Mastelotto (King Crimson) e Colin Edwin (Porcupine Tree). Il loro primo album, “Inflamed rides”, è uscito lo scorso anno e il tour mondiale tocca anche l’Italia con un nutrito numero di concerti.

OPEN BALADIN - S.S. 231 Alba-Bra, 68CINZANO (TO)
CLEPSYDRA
Parte il tour 2016 della band psychedelic-space-progressive rock abruzzese dei Clepsydra che ha da poco pubblicato il nuovo album “Tropicarium”.

L'ASINO CHE VOLA - via antonio coppi 12dROMA (RM)
PAOLO BONFANTI/MARTINO COPPO
info: 06 785 1563 - info.lasinochevola@gmail.com


Mercoledì 10/02

TEATRO PUCCINI - Via delle Cascine, 41FIRENZE (FI)
ARISTOCRATS TRES CABALLEROS TOUR 2016
THE ARISTOCRATS: Brian Beller, Marco Minnemann, Guthrie Gowan in tour in Italia.


SIDRO CLUB - via Moroni 92SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)
CLEPSYDRA
Parte il tour 2016 della band psychedelic-space-progressive rock abruzzese dei Clepsydra che ha da poco pubblicato il nuovo album “Tropicarium”.

ROCK ON THE ROAD - via Pietro MascagniDESIO (MB)
DIRAXY
I Diraxy sono una band post progressive di Milano. Nati a fine 2013, ricercano sonorità e tematiche tipiche del post progressive di matrice nord-europea, ispirandosi a band come Haken, Porcupine Tree, Opeth, Tesseract, Leprous e Karnivool. Il 29 Febbraio è prevista l’uscita del primo album “The Vagrant”.
Inizio concerto ore 21.30

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA- Via Pietro de CoubertinROMA (RM)
ADRIAN BELEW POWER TRIO
info:06/80241281 - 199/109783 - www.auditorium.com
Per oltre tre decenni membro dei King Crimson, Andrian Belew (chitarra, voce) arriva in Italia in trio, con lui due degli elementi della sezione ritmica dei Crimson ProjeKCt: Julie Slick al basso e Tobias Ralph alla batteria.
Inizio concerto ore 21.30

RAINDOGS HOUSE - OFFICINE SOLIMANOPiazza Pippo RebagliatiSavona(SV)
JAMES MADDOCK & DAVID IMMERGLUCK, ALEX VALLE

LA SALUMERIA DELLA MUSICA- Via Pasinetti, 4MILANO(MI)
O.R.K.
Il progetto O.R.k. nasce dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari (Berserk!, Obake) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) e due grandi del rock internazionale quali Pat Mastelotto (King Crimson) e Colin Edwin (Porcupine Tree). Il loro primo album, “Inflamed rides”, è uscito lo scorso anno e il tour mondiale tocca anche l’Italia con un nutrito numero di concerti.


10-14 febbraio 2016

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re IsolaMILANO (MI)
RAY GELATO


Giovedì 11/02

AUDITORIUM GAZZOLI - via del Teatro Romano 13TERNI (TR)
ARISTOCRATS TRES CABALLEROS TOUR 2016
info: 0744/423047
THE ARISTOCRATS: Brian Beller, Marco Minnemann, Guthrie Gowan in tour in Italia.


MATTATOIO - via Rodolfo Pio 4 - CARPI (MO)
ULAN BATOR
info: 393 979 7374 - http://www.mattatoiocultureclub.it/

TEATRO ARLECCHINO - Via GiobertiMONTE URANO (FM)
ENZO AVITABILE
info: 0734/840737- www.comune.monteurano.fm.it - cultura@comune.monteurano.fm.it 0734-840143 - 0734 -848723 – 0734 -848745


Venerdì 12/02

L'ANGELO AZZURRO CLUBVIA BORZOLI 39C-GENOVA (GE)
DROPSHARD + PANTHER & C.

UNDERGROUND - RISTORANTE PIZZERIA - Via Mulini 2aCASTEL SAN GIOVANNI (PC)
ANDREA VERCESI "SOLO ACUSTICO"

LEGEND CLUB MILANOViale Enrico Fermi, 98 

(MM Affori Centro)MILANO(MI)

WONDERWORLD - LAMBSTONE- STEEL FLOWERS
Un'altra serata con SpazioRock NIGHT.....questa volta di scena i WONDERWORLD, power trio formato da Roberto Tiranti, Ken Ingwersen e Tom Arne Fossheim, in occasione dell'uscita del loro secndo album "Wonderworld II" suoneranno al mitico LegendClub a Milano, supportati da due ottime bands: LambStonE e Steel Flowers
Ingresso 5 Euro esclusa consumazione.
Ore 21:00

LIO BAR - Via Togni, 43BRESCIA (BS)
ULAN BATOR

BREAKLIVE DINNER SHOW CLUB - VIA DEL COMMERCIO, 70 - ZONA INDUSTRIALE MARINOASCOLI PICENO (AP)
ADRIAN BELEW POWER TRIO
info: 0736/349971 – 0736/344251 – 348/3890192 - info@breakliveclub.com - www.breakliveclub.com -www.facebook.com/BREAKLIVECLUB
Per oltre tre decenni membro dei King Crimson, Andrian Belew (chitarra, voce) arriva in Italia in trio, con lui due degli elementi della sezione ritmica dei Crimson ProjeKCt: Julie Slick al basso e Tobias Ralph alla batteria.
Inizio concerto ore 21.30

THE CAGE THEATRE TEATRO MASCAGNI DI VILLA CORRIDI - via del Vecchio Lazzaretto, 20 LIVORNO(LI)
O.R.K.
Il progetto O.R.k. nasce dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari (Berserk!, Obake) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) e due grandi del rock internazionale quali Pat Mastelotto (King Crimson) e Colin Edwin (Porcupine Tree). Il loro primo album, “Inflamed rides”, è uscito lo scorso anno e il tour mondiale tocca anche l’Italia con un nutrito numero di concerti.

RETRONOUVEAU - Via Croce Rossa, 39MESSINA (ME)
CALIBRO 35
I Calibro 35 nascono a Milano, nel 2007, con l’idea di riproporre musiche e situazioni tipiche delle colonne sonore dei film polizieschi e degli action thriller degli anni settanta. Con il nuovo album “S.P.A.C.E.” la band “svolta” creando una colonna sonora funk di un immaginario film di fantascienza diretto da Sergio Leone.

CROSSROADS LIVE CLUB- via Braccianese, 771OSTERIA NUOVA (RM)
THE WINERY DOGS
The Winery Dogs nascono nel 2012 dall’incontro di tre mostri sacri dell’hard rock: il cantante e chitarrista Richie Kotzen ha lasciato il segno prima coi Poison e poi coi Mr. Big, band in cui attualmente milita il bassista Billy Sheehan, che a sua volta vanta collaborazioni con Steve Vai, David Lee Roth e molti altri, e infine Mike Portnoy, co-fondatore deiDream Theater e considerato uno dei migliori batteristi progressive metal al mondo.

CASTELLO DI RIVOLI - Piazzale Mafalda di SavoiaRIVOLI (TO)
OSSI DURI
info: 011 956 5222 - www.castellodirivoli.org
Nati nel 1993, gli Ossi Duri si ispirano alle opere di Frank Zappa per realizzare una mix tra rock, prog e jazz, intriso di sperimentazione. Questa mattina presentano lo spettacolo multimediale “L’anima della Folla”.
Inizio concerto ore 11
Ingresso gratuito

STAZIONE BIRRA - via Placanica, 172 MORENA - ROMA CIAMPINO (RM)
RANESTRANE
RanestRane sono la più brillante realtà nell’ambito del Progressive Rock italiano. Giunti al quarto album, compongono una nuova colonna sonora seguendo in perfetta sincronia le scene del film, peculiarità che rende i loro spettacoli dal vivo un’esperienza totalmente unica. La loro ultima creazione è la trilogia “A Space Odyssey”, basata sul capolavoro di Kubrick Odissea nello Spazio, della quale sono già usciti i primi due volumi, “Monolith” e “H.A.L.”, ai quali hanno collaborato Steve Hogarth e Steve Rothery, rispettivamente cantante e chitarrista degli storici Marillion. Reduci da un tour italiano ed europeo per la promozione dell’album “H.A.L.”, i RanestRane tornano per un magico concerto sul palco di Stazione Birra e avranno come ospiti speciali i Neverland, cover band ufficiale dei Marillion in Italia che eseguiranno l’intero album “Afraid of Sunlight”, universalmente riconosciuto come uno dei migliori della band inglese, con proiezioni di filmati creati ad hoc.
Inizio concerto ore 21
Costo biglietto + 1 birra 0,2 l 10 euro

CIRCUS - via Newton 62SCANDICCI (FI)
SELDON
Hari Seldon è il nome dello scienziato partorito dalla geniale mente di Isaac Asimov, inventore della “psicostoria”, scienza in grado di prevedere il futuro dell’umanità che popola un impero galattico sterminato, ormai sull’orlo del declino, e salvarne quindi le sorti. Da questi scenari fantascientifici trae ispirazione il nome di questa formazione di rock progressivo italiano, ormai nel lontano 2008, anno in cui i Seldon nascono. Dopo qualche anno esce l’album “Tutto a Memoria”, in cui passato e presente si uniscono, attraverso gli echi della migliore stagione progressive italiana. L’impatto espressivo dei testi in italiano si lega perfettamente alle tinte prog e hard prog britannico e americano, dando così vita a una formula musicale sicuramente originale e inconfondibile. Pessimismo misto a una cinica ma altrettanto lucida visione delle inquietudini di una società incapace di migliorare e riconoscere i propri errori ed orrori: questo è il terreno visivo in cui si muovono i Seldon, tra ritmi sostenuti e atmosfere in cui è possibile riconoscere l’ammirazione per i Van Der Graaf Generator e le melodie di Peter Hammill. In apertura Lurking Fear.
Inizio concerto ore 22
Costo biglietto 3 euro + Tessera arci


Sabato 13/02

WONDERWORLD @ Teatro Govi (opening act LOVECATS)
13/2 teatro Govi Genova

LATTERIA MOLLOY - Via Marziale Ducos 2/B - BRESCIA (BS)
GIANNI MAROCCOLO “NULLA È ANDATO PERSO” TOUR
Parte il prossimo 6 febbraio il tour attraverso il quale Gianni Maroccolo ripercorre e racconta 30 anni di storia musicale. “Nulla è Andato Perso” debutterà infatti al Teatro Studio di Scandicci, luogo a cui Marok è molto affezionato, con ambientazione e regia a cura di Giancarlo Cauteruccio.
Nulla è Andato Perso” rappresenta un vero e proprio viaggio nel viaggio: da Via de Bardi 32, la storica cantina fiorentina dei Litfiba dove tutto ebbe inizio fino a vdb23, l’ultimo lavoro condiviso con il compianto Claudio Rocchi. Un racconto speciale affidato all’essenza della musica, della passione, degli incontri, della condivisione e di tutte le sfide che Gianni ha affrontato e vinto con l’autenticità che lo contraddistingue.
Maroccolo (basso & electronics) sarà accompagnato in tour da Antonio Aiazzi (tastiere, synth, fisarmonica), Andrea Chimenti (voce, pianoforte), Beppe Brotto (esraj, sitar, double guitar) e Simone Filippi (batteria & electronics). Lo spettacolo è prodotto da Lilium, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana.

TEATRO DI MILANO - via Fezzan 11MILANO (MI)
UT NEW TROLLS+KERYGMATIC PROJECT
info: 0242297313 - www.teatrodimilano.com
Questa sera gli UT New Trolls, capitanati da Gianni Belleno e Maurizio Salvi, presentano live il nuovo album di inediti “è”, uscito per l’etichetta Ma.Ra.Cash. In apertura Kerygmatic Project.

CLUB IL GIARDINO LUGAGNANO - via Cao del Prà, 82 -LUGAGNANO (VR)
TONI PAGLIUCA TRIO VERONA PROG FEST
Al Club Il Giardino in occasione del 50° anniversario della nascita delle Orme verrà organizzata una serata in onore di Germano Serafin indimenticato chitarrista della band. Per questa speciale occasione il maestro Tony Pagliuca accompagnato dai figli Emanuele ed Alberto eseguirà in chiave riarrangiata e quindi in elettrico parte dei dischi “Florian” e “Piccola rapsodia dell’ape” due bellissimi lavori che Tony aveva scritto assieme a Germano e alle altre due Orme Aldo e Michi.Ovviamente i pezzi saranno arricchiti da impevedibili improvvisazioni da parte del Trio Pagliuca.Questo vule essere un caloroso invito a tutti i fans delle Orme e a tutti quelli che amano la buona musica eseguita dal vivo.
Inizio concerto ore 20.30
Nota: per l’ingresso è obbligatorio tesserarsi al club al costo di 10 euro; in più è previsto un contributo variabile per il concerto. Per tutti i dettagli contattare il Club Il Giardino

VIPER THEATRE- via Pistoiese / via Lombardia-LE PIAGGE - FIRENZE(FI)
ADRIAN BELEW POWER TRIO
info: 055/0195912 - info@viperclub.eu - www.viperclub.eu
Per oltre tre decenni membro dei King Crimson, Andrian Belew (chitarra, voce) arriva in Italia in trio, con lui due degli elementi della sezione ritmica dei Crimson ProjeKCt: Julie Slick al basso e Tobias Ralph alla batteria.
Inizio concerto ore 21.30

RED NOISE / HORTUS CATOMES TÔT - via Panciroli 12REGGIO EMILIA (RE)
ACB - ALEX CARPANI BAND FEAT. GIGI CAVALLI COCCHI
La ACB è una band italiana di rock progressivo nata a fine 2006 allo scopo di eseguire dal vivo la musica di Alex Carpani e che, ad oggi, ha fatto oltre 100 concerti in 20 Paesi di 3 continenti (Europa, America, Asia) suonando nei più importanti festival di rock progressivo del mondo e nei più prestigiosi rock club europei. La band ha collezionato negli anni anche numerose collaborazioni con artisti del calibro di David Jackson (Van der Graaf Generator), David Cross (King Crimson), Bernardo Lanzetti (PFM), Aldo Tagliapietra (Le Orme), Lino Vairetti (Osanna), Paul Whitehead (autore degli artwork di Genesis e Le Orme tra gli altri), Gigi Cavalli Cocchi (Ligabue, C.S.I., Mangala Vallis). Alex Carpani ha all’attivo 3 album di progressive rock pubblicati in tutto il mondo: “4 Destinies” – uscito il 31 marzo 2014 per l’etichetta inglese Festival Music, nel quale ha suonato come ospite David Jackson; “The Sanctuary” – del 2010, con artwork di Paul Whitehead, pubblicato dall’italiana Ma.Ra.Cash Records; “Waterline” – del 2007, con artwork di Paul Whitehead, uscito nel 2007 per l’etichetta americana CypherArts e nel quale ha cantato Aldo Tagliapietra. Il 4 marzo 2016, anno che segnerà il decennale dell’ACB, è prevista l’uscita del nuovo e atteso album “So Close. So Far.” che si preannuncia come una vera e propria svolta nella discografia di Carpani a livello di scrittura, arrangiamenti,sonorità, interpretazione vocale e produzione artistica.
Inizio concerto ore 22
Costo biglietto 5 euro

TEATRO COMUNALE DI CARPI - Piazza dei Martiri, 72 CARPI (MO)
BATTIATO E ALICE + ENSAMBLE SYMPHONY ORCHESTRA
info: 059/649263 (biglietteria) - 059/649264 (uffici) - fax 059/649292 -
prevendite: www.vivaticket.it

MA CATANIA - via Vela, 6/8CATANIA (CT)
CALIBRO 35
info: 095/341153 - www.facebook.com/ma.catania.3
I Calibro 35 nascono a Milano, nel 2007, con l’idea di riproporre musiche e situazioni tipiche delle colonne sonore dei film polizieschi e degli action thriller degli anni settanta. Con il nuovo album “S.P.A.C.E.” la band “svolta” creando una colonna sonora funk di un immaginario film di fantascienza diretto da Sergio Leone.
Inizio concerto ore 23
Costo biglietto 10 euro + diritti prevendita

FOLKCLUB - via Perrone 3/BIS - TORINO (TO)
ALEX VALLE, JAMES MADDOCK & DAVID IMMERGLUCK
info: 011/9561782 - www.folkclub.it

Revolution Live Club - via ponticello 15/aMOLVENA, MAROSTICA (VI)
MAD FELLAZ RELEASE PARTY
info: I MAD FELLAZ sono tremendamente orgogliosi di presentarvi il loro nuovo lavoro.Tutti coloro che verranno al Revolution live club il 13 febbraio assisteranno ad una brillante e sgargiante esibizione e potranno avere il loro nuovo album inedito.

Mi-Rò - via Adige 5, frazione BadileZIBIDO SAN GIACOMO (MI)
MR. PUNCH
Mr. Punch nasce nella primavera 2014, con la ricorrenza del trentennale dell’uscita dell’album “Fugazi” dei Marillion, da un’idea del bassista Guglielmo Mariotti (Red Rex, ex Taproban, ex The Watch) ed è composta da musicisti dalla decennale esperienza e tutti provenienti da famose band del panorama progressive rock italiano. Subito si trova l’intesa con gli altri membri; Roberto Leoni alla batteria (Redmoon, Redzen, ex The Watch), Marcella Arganese (Ubi Maior, Shylock, Archangel) alle chitarre e la calda voce di Alessandro Corvaglia (La Maschera Di Cera, Delirium I.P.G.. Real Dream) nel ruolo di Fish. La band trova la line-up definitiva con l’ingresso di Luca Scherani alle tastiere (Hostsonaten, La Coscienza di Zeno). Mr. Punch, come Marillion Tribute Band, propone il “Fugazi Tour” del 1984.
Inizio concerto ore 21.30

BRONSON - VIA CELLA, 50MADONNA DELL'ALBERO (RA)
O.R.K.
Il progetto O.R.k. nasce dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari (Berserk!, Obake) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) e due grandi del rock internazionale quali Pat Mastelotto (King Crimson) e Colin Edwin (Porcupine Tree). Il loro primo album, “Inflamed rides”, è uscito lo scorso anno e il tour mondiale tocca anche l’Italia con un nutrito numero di concerti.
Inizio concerto ore 21
Costo biglietto 12 euro + diritti prevendita, 15 euro la sera dello spettacolo

INK CLUB - via Carducci 4/BBERGAMO (BG)
RINUNCI A SATANA?
Rinunci a Satana? è un power duo del milanese nato nel 2013 dalla commistione tra: Damiano Casanova (Il Babau e i maledetti cretini) alla chitarra e Marco Mazzoldi (Fuzz Orchestra e Bron y Aur) alla batteria. Suona un hard/heavy-rock strumentale scheletrico, datato e demodé. Con piedi ben saldi nelle paludi del folk-blues e testa per aria, a ciondolare nell’etere della psichedelia e del progressive. Da poco è uscito il primo omonimo album.
Inizio concerto ore 22
Ingresso gratuito con tessera ARCI

CANCELLO DEL CINABROpiazza del MonasteroGENOVA Sampierdarena(GE)
UNREAL CITY
info: 389/5741721 - 010/6442695 - cinabro@oicl.it - http://www.pubcinabro.it/
Dopo il grande successo di critica e pubblico dell’album di esordio “La Crudeltà di Aprile”, il 15 Gennaio 2015 è uscito “Il Paese Del Tramonto”, seconda fatica discografica del gruppo progressive rock italiano Unreal City. Il disco, prodotto da AMS Records e distribuito in tutto il mondo da BTF, è un concept album ricco di riferimenti, citazioni e lunghi interludi strumentali che faranno la gioia di qualsiasi amante del progressive rock italiano. Con una rinnovata line up, gli Unreal City suoneranno dal vivo il loro ultimo album nella sua interezza e alcune canzoni del loro esordio “La Crudeltà di Aprile”, ma la scaletta dei concerti subirà cambiamenti per ogni serata del tour. In apertura Blue Dawn.
Inizio concerto ore 21
Costo biglietto 10 euro, con cena 25 euro


Domenica 14/02

FONDERIA APERTA TEATRO - Via del Pontiere, 40VERONA (VR)
GIANNI MAROCCOLO “NULLA È ANDATO PERSO” TOUR
Parte il prossimo 6 febbraio il tour attraverso il quale Gianni Maroccolo ripercorre e racconta 30 anni di storia musicale. “Nulla è Andato Perso” debutterà infatti al Teatro Studio di Scandicci, luogo a cui Marok è molto affezionato, con ambientazione e regia a cura di Giancarlo Cauteruccio.
Nulla è Andato Perso” rappresenta un vero e proprio viaggio nel viaggio: da Via de Bardi 32, la storica cantina fiorentina dei Litfiba dove tutto ebbe inizio fino a vdb23, l’ultimo lavoro condiviso con il compianto Claudio Rocchi. Un racconto speciale affidato all’essenza della musica, della passione, degli incontri, della condivisione e di tutte le sfide che Gianni ha affrontato e vinto con l’autenticità che lo contraddistingue.
Maroccolo (basso & electronics) sarà accompagnato in tour da Antonio Aiazzi (tastiere, synth, fisarmonica), Andrea Chimenti (voce, pianoforte), Beppe Brotto (esraj, sitar, double guitar) e Simone Filippi (batteria & electronics). Lo spettacolo è prodotto da Lilium, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana.

ZSA ZSA - via Filippo Angelici 32PALERMO (PA)
ARISTOCRATS TRES CABALLEROS TOUR 2016
info: 0744/423047
THE ARISTOCRATS: Brian Beller, Marco Minnemann, Guthrie Gowan in tour in Italia. Il funambolico supertrio progressive/fusion rock composto da Guthrie Govan, Bryan Beller e Marco Minnemann, in arte The Aristocrats, torna in Italia per una nuova lunga serie di concerti. Nel 2015 è uscito il terzo album “Tres Caballeros”.
Inizio concerto ore 20

LEBOWSKI - via san vito 101RAGUSA (RG)
CALIBRO 35
I Calibro 35 nascono a Milano, nel 2007, con l’idea di riproporre musiche e situazioni tipiche delle colonne sonore dei film polizieschi e degli action thriller degli anni settanta. Con il nuovo album “S.P.A.C.E.” la band “svolta” creando una colonna sonora funk di un immaginario film di fantascienza diretto da Sergio Leone.
Inizio concerto ore 22.30

IL DEPOSITO - NAONIAN CONCERT HALL - via Prasecco 13PORDENONE (PN)
O.R.K.
Il progetto O.R.k. nasce dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari (Berserk!, Obake) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) e due grandi del rock internazionale quali Pat Mastelotto (King Crimson) e Colin Edwin (Porcupine Tree). Il loro primo album, “Inflamed rides”, è uscito lo scorso anno e il tour mondiale tocca anche l’Italia con un nutrito numero di concerti.
Inizio concerto ore 21
Costo biglietto 15 euro


Lunedì 15/02

TEATRO ROSSETTI - VIALE XX SETTEMBRE 45TRIESTE (TS)
BATTIATO E ALICE + ENSAMBLE SYMPHONY ORCHESTRA
info: 040/3593511 - www.ilrossetti.it
prevendite: www.ticketone.it

TEATRO BIONDO - via Roma 258PALERMO (PA)
CALIBRO 35
I Calibro 35 nascono a Milano, nel 2007, con l’idea di riproporre musiche e situazioni tipiche delle colonne sonore dei film polizieschi e degli action thriller degli anni settanta. Con il nuovo album “S.P.A.C.E.” la band “svolta” creando una colonna sonora funk di un immaginario film di fantascienza diretto da Sergio Leone.
Inizio concerto ore 21.30
Costo biglietto 12/15 euro + 1,50 euro diritti prevendita

ALL'UNAETRENTACINQUECIRCA - Via Papa Giovanni XXIII - CANTU' (CO)
JAMES MADDOCK & DAVID IMMERGLUCK, ALEX VALLE

B-SIDE PUB LIVE MUSIC - VIA F.LLI BANDIERA, 98RENDE (CS)
ARISTOCRATS TRES CABALLEROS TOUR 2016
info: 0984/1806241- www.facebook.com/bsidepub
THE ARISTOCRATS: Brian Beller, Marco Minnemann, Guthrie Gowan in tour in Italia. Il funambolico supertrio progressive/fusion rock composto da Guthrie Govan, Bryan Beller e Marco Minnemann, in arte The Aristocrats, torna in Italia per una nuova lunga serie di concerti. Nel 2015 è uscito il terzo album “Tres Caballeros”.
Inizio concerto ore 21
Costo biglietto 20 euro

Come sempre, grazie ad HamelinProg per le info sui concerti di rock progressivo. 

sabato 6 febbraio 2016

Intervista al filosofo del pop Claudio Sottocornola sulla storia dei Festival italiani, pensando a Sanremo 2016


Ma che musica maestro!
Intervista al filosofo del pop Claudio Sottocornola sulla storia dei Festival italiani – dal Cantagiro al Festivalbar – pensando a Sanremo 2016

Il 66° Festival di Sanremo incombe e invade i palinsesti, entra nelle nostre case con i suoi big e le sue nuove proposte, con i grandi ospiti (leggi Elton John e i Pooh, Ramazzotti, Elisa e la Pausini), con il suo gossip e l’appeal di Madalina Ghenea, Virginia Raffaele e Gabriel Garko, Carlo Conti a condurre i giochi. Al di là della sua progressiva trasformazione in un grande contenitore televisivo, il Festival costituisce una delle poche vetrine della musica leggera italiana rimaste, e ci è sembrato quindi interessante avvicinare un esperto della canzone come il “filosofo del pop” Claudio Sottocornola, che ha da poco pubblicato “Varietà” (Marna, 2016) una corposa antologia di interviste ai divi storici della pop music italiana, da Mia Martini a Anna Oxa, da Ivano Fossati a Paolo Conte, da Rita Pavone a Gianni Morandi, da Marco Masini a Gianna Nannini, da Bruno Lauzi a Ornella Vanoni. Sua caratteristica è di associare allo studio della cultura popular contemporanea (oltre alla canzone, tv, cinema, media e spettacolo in genere), una dimensione espressiva che lo ha portato a studiare e reinterpretare egli stesso la canzone pop, rock e d’autore sia attraverso opere multimediali (cd, dvd, pendrive) sia attraverso le sue ormai celeberrime e affollate lezioni concerto a tema, dagli anni ’60 ai teenager, dall’immagine della donna ai cantautori, un mix di immagini, brani musicali, riflessione filosofica e storica, performance dei suoi studenti fra danza e recitazione. “Cantare mi ha aiutato a pensare in modo diverso – ci confida – perché nell’emissione di una nota è possibile esprimere sentimenti contrastanti, e quindi fare sintesi della complessità che ci avvolge”. A lui abbiamo chiesto di guidarci in una rapida ma rigorosa indagine nella storia dei Festival italiani, dal Cantagiro al Festivalbar, da “Un Disco per l’estate” a “Canzonissima”, dal Festival di Napoli  a Castrocaro, sempre con un occhio a Sanremo 2016.


Qual è il ruolo della canzone nella nostra società?
In un’epoca di crisi come quella che stiamo vivendo, in cui si fatica a condividere un orizzonte comune di obiettivi e valori da perseguire, la canzone, come espressione lirica e individuale, consente di esprimere un punto di vista ermeneutico, cioè una interpretazione che, pur radicandosi nella soggettività, diviene cassa di risonanza del mondo che sta intorno, senza pretese di esaustività ma con un atteggiamento empatico e inclusivo. E non è un caso che oggi si cerchi proprio nella musica quel che un tempo si chiedeva al pensiero o alla letteratura: una visione di sintesi che ci consenta di orientarci in una realtà sempre più frammentata  e dispersa.

Che cosa pensa del Festival di Sanremo?
Se parliamo di questa edizione, Carlo Conti è un abile maestro di cerimonie e un buon conoscitore del pop. Miscelare Patty Pravo con Arisa, Morgan e i Bluvertigo con i Dear Jack, Ruggeri con Elio e le Storie Tese, Noemi con Rocco Hunt vuol dire avere il polso della situazione, almeno per quel che riguarda il rapporto fra musica leggera e media. Diverse sono invece le considerazioni sulla capacità che il Festival ha di riflettere una sensibilità condivisa e una identità comune: questo era possibile negli anni ’60 e nei primi ’70, quando Sanremo sfornò divi e canzoni da Festival sulla scia di grandi speranze e proiezioni collettive, che facevano commuovere davanti al rimmel di Bobby Solo e alla sua “Una lacrima sul viso”, alla ingenuità di un Paul Anka che cantava un vero inno all’emigrante come “Ogni volta”, ma anche alla melodia un po’ zuccherosa e comunque trascinante di “Il cuore è un zingaro” della coppia Nada-Di Bari. Tra gli anni ’80 e ’90, con i passaggi di Vasco e Ramazzotti, della Oxa e della Mannoia, di Mia Martini, Alice  e Loredana Bertè, c’è sì una rinascita della manifestazione, ma in un contesto storico mutato, sino agli attuali scenari dove a prevalere sulla canzone è il format televisivo, e quindi i grandi interessi degli sponsor.

Il connubio canzone d’autore e gare canore non è mai stato vincente…
E’ vero, e lo testimonia drammaticamente il suicidio di Luigi Tenco al Festival di Sanremo del 1967, seguito alla eliminazione dalla finale del pezzo che cantava in coppia con Dalida, “Ciao amore ciao”. La “Rassegna della canzone d’autore”, nata nel 1972 a Sanremo su iniziativa di Amilcare Rambaldi, divenuta poi “Premio Tenco”, attribuisce ogni anno riconoscimenti a quanti hanno contribuito alla crescita e diffusione della canzone d’autore nel mondo, ed ha premiato personaggi del calibro di Sergio Endrigo, Leo Ferré, Vinicius de Moraes, Jacques Brel, Dario Fo, Leonard Cohen. Ma è un dato che, come manifestazione canora, non è mai riuscito a competere con i grandi festival del popular, a mio parere anche perché un certo narcisismo cantautorale impedisce di dar corso, sportivamente, a una vera gara canora, di stampo nazionalpopolare. Ma forse è giusto così, e la cosiddetta “canzone d’autore” (anche se io penso che ogni canzone ha un autore…), esige un ascolto più olistico e globale (ad esempio l’album) di quello riservato ad una singola canzone da festival.

Se dovesse votare la gara canora più bella dal punto di vista della storia sociale e del costume italiano, quale sceglierebbe?
Senza ombra di dubbio il Cantagiro del periodo ’62-‘74, forse perché non l’ho vissuta sulla mia pelle, ma solo nel ricordo che mi hanno trasmesso filmati in bianco e nero delle teche Rai, in cui ritrovo però qualcosa della mia infanzia anni ‘’60: le strade e le piazze assolate care a Paolo Conte, l’atmosfera popolare e corale amata da Pasolini, i divi di un’Italia in pieno volo (economico, sociale e culturale), come Little Tony, Morandi e la Pavone, che volevano scrollarsi di dosso un clima statico e ingessato, rivendicando il diritto ad essere protagonisti della propria vita. I divi pop che giravano l’Italia in carovana sulle loro auto scoperte, circondati da una folla ingenua e plaudente mi ricordano un Paese che non c’è più, perché non sogna più. E in cui oggi la musica, al massimo, si ascolta agli auricolari, in totale solitudine.

Potremmo pensare a quella grande manifestazione popolare che è stato il Festivalbar come a un tentativo di rinverdire i fasti “on the road” del Cantagiro  o dei Festival di Sanremo anni ’60?
Forse, ma le logiche sono diverse, decisamente orientate alla promozione di un mercato discografico che, a partire dai meccanismi di premiazione della gara, che si basa inizialmente sulla quantificazione degli ascolti nei juke-box sparsi per la penisola, in realtà ratifica le capacità di promozione delle grandi major. Il passaggio della gestione, negli anni ’80, dalla Rai alle reti Fininvest, conferma la tendenza a rafforzare il connubio fra discografia e business mediatico, tanto che diviene consueto l’uso generalizzato del playback e la trasmissione in differita della gara, anche con strisce quotidiane. Irreversibilmente, negli anni 2000 continua il declino sino alla chiusura della manifestazione. Probabilmente, il merito maggiore del Festivalbar è di avere lanciato conduttori come Fiorello e Alessia Marcuzzi, Amadeus e Gerry Scotti, perché musicalmente il suo ruolo è stato quello di mera ratifica dell’esistente in termini di produzione discografica standard.

Quale gara canora le suscita maggiori ricordi e nostalgia?
Forse “Un Disco per l’estate”, nel periodo aureo, che va dal 1964 al 1975, quando le case discografiche inviavano alla Rai un numero di canzoni proporzionale al loro mercato, che venivano trasmesse per due mesi in apposite e quotidiane vetrine radiofoniche. Le canzoni più votate dal pubblico attraverso l’invio di cartoline  raggiungevano poi la finale in tre serate dal Casinò di Saint Vincent, trasmessa dalla Rai. Lì trionfarono pezzi storici come “Sei diventata nera” dei Marcellos Ferial, “Luglio” di Riccardo del Turco, “Lady Barbara” di Renato dei Profeti. Mi ricordo, bambino e adolescente, ascoltare la radio e tifare per i miei artisti preferiti, in un clima di attesa che durava un’intera estate. La manifestazione, anche se è proseguita sino al 2003, ha poi perso gran parte del suo smalto.

Oltre al Festival di Sanremo, quali sono state a suo parere le manifestazioni canore più nazionalpopolari in Italia?
Senza dubbio “Canzonissima” che, abbinata alla Lotteria di Capodanno, in seguito ribattezzata Lotteria Italia, e trasmessa il sabato sera su Rai 1 dal 1956 al 1975, pur con denominazioni variabili, fu il primo esempio di contenitore televisivo e al tempo stesso l’ultimo grande spettacolo di varietà offerto dalla televisione in bianco e nero, in cui si alternavano a sketch e balletti, numeri di comici e soubrette, ma soprattutto tante belle canzoni, alcune note e altre nuove, che andavano a costituire una gara canora fino all’ultimo sangue, con tanto di cartoline voto che arrivavano a milioni. Fu lì che giocarono il proprio ruolo di soubrette e presentatori a tutto tondo personaggi come la Carrà, Mina, Loretta Goggi, Franca Rame e Dario Fo, Corrado, Pippo Baudo e Mike Bongiorno. E si ricordano ancora gli epici scontri canori fra Villa, Morandi, Ranieri e Reitano… La sua chiusura lasciò tutti orfani, tanto che la Rai la sostituì con uno show di varietà a tutto campo come “Fantastico”, mentre il neonato Canale 5 ne cavò una specie di nuova versione con “Premiatissima”, in onda dal 1982 al 1986, gara canora di straordinario successo. Il Festival di Napoli, la cui età aurea va dal 1952 al 1971, con riprese successive, nel 1981 e dal 1998 al 2004, valorizza invece canzone e idioma regionali, ma di tale portata da avere addirittura una dimensione internazionale, proprio come la grande canzone francese. Sulla scia del successo dei café chantant parigini, che  avevano generato fra ‘800 e ‘900 una canzone di grande impatto melodico e teatrale, Napoli vide presto un eccezionale connubio fra grande musica  e ispirazione poetica dei vari Di Giacomo, Bovio, E. A. Mario, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo. E negli anni che videro nascere Sanremo, la città del Vesuvio tentò di darsi un Festival degno della propria tradizione, che tuttavia stentò sempre a decollare, anche se vide passare il fior fiore degli artisti vernacolari, da Aurelio Fierro a Mirna Doris, unitamente a glorie nazionali come Domenico Modugno e Ornella Vanoni.

Se i talent show di oggi costituiscono il più grande serbatoio della canzone pop contemporanea, quali sono stati i precursori di queste manifestazioni?
Per esempio il Concorso per Voci Nuove o Festival di Castrocaro, che negli anni ’60 e ’70 lanciò personaggi del calibro di Gigliola Cinquetti, Caterina Caselli, Carmen Villani, Luciana Turina, Iva Zanicchi, Annarita Spinaci, Paolo Mengoli. Anche se la sua stella si è appannata, nei decenni successivi sono comunque sfilati dalla manifestazione spiccando il volo personaggi come Fiorella Mannoia, Alice, Luca Barbarossa, Zucchero Fornaciari. Ma non dimentichiamo il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, ideato dal cantante e talent scout Teddy Reno nel lontano 1961, famoso per aver lanciato nell’olimpo della musica leggera italiana Rita Pavone, poi moglie dell’organizzatore e promotrice lei stessa della manifestazione, dalla quale passarono personaggi come Dino e i Rokes, Claudio Baglioni e Marcella Bella,  Mal e Ivan Cattaneo, Dario Gay e Titti Bianchi.

La sua canzone da Festival preferita?
Una canzoncina pop e quasi demenziale portata al Festival di Sanremo nel 1966 dal gruppo musicale malgascio Les Surfs in coppia con Wilma Goich, “In un fiore”, il cui ritornello suona come un mantra ipnotico: “Non sai che in un fiore/ c’è un mondo pieno d’amore,/ non sai che nei miei occhi c’è/ amore per te…”. Ma altrettanto bella fu la loro versione, l’anno successivo, di “Quando dico che ti amo”, in coppia con Annarita Spinaci, che si piazzò al secondo posto, o la extrasanremese “If I had a hammer” di Trini Lopez, di cui realizzarono una splendida cover. In realtà, ai miei occhi il fascino di questo anomalo gruppo yé-yé era costituito dall’essere una grande famiglia di sei fratellini molto giovani e con una sperduta aria di migranti ante litteram.

Speranze per il futuro?
Quella, irrealizzabile, di vedere un Festival di Sanremo così popular da essere aperto a tutti, con invio di canzoni di qualsiasi autore, con selezione di cantanti famosi o sconosciuti, in una sorta di kermesse che dovrebbe coinvolgere selezioni lunghe tutto un anno, e culminare in tre serate televisive solo musicali, all’insegna di una ritrovata coralità del fare musica, di cui il nostro Paese avrebbe davvero bisogno, anche come metafora di una rinascita sociale e culturale. Magari con l’accoppiamento a big della grande canzone internazionale, che negli anni ’60 avevano i nomi di Louis Armstrong e Wilson Pickett, Shirley Bassey e Eartha Kitt, Gene Pitney e Dionne Warwick, e si sforzavano di omaggiare la nostra lingua cantando in un improbabile ma commovente italiano le canzoni in gara… Mentre oggi assistiamo al trionfo di sponsor, vallette e spettacolo, dove la musica rischia il ruolo di Cenerentola e, soprattutto, a trionfare sono le “sorellastre” malvage, leggi audience, business ed esigenze mediatiche.



BIOGRAFIA

Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia, giornalista pubblicista e docente di Storia della canzone e dello spettacolo presso la “Terza Università” di Bergamo, si caratterizza per una forte attenzione alla categoria di “interpretazione”, alla cui luce indaga il mondo del contemporaneo. Come filosofo utilizza musica, poesia e immagine per parlare a un pubblico trasversale, nelle scuole, nei teatri e nei più svariati luoghi del quotidiano.

Dalla metà degli anni ’70 la sua attività culturale si caratterizza per una tenace ricerca poetica che ispirandosi all’ermetismo assume le più disparate influenze, da Pavese a Prévert al cinema, soprattutto dei grandi autori italiani, di cui Sottocornola è un attento indagatore. Nella maturità frequenta particolarmente il “saggio mémoire” focalizzandosi su una ermeneutica con tre polarità prevalenti: l’autobiografia intellettuale, l’analisi e rimodulazione dei contenuti relativi alla tradizione spirituale occidentale, la cultura pop contemporanea, dal mondo della canzone pop, rock e d’autore a quello della televisione e del cinema

È autore di opere poetiche (“Giovinezza… addio. Diario di fine ’900 in versi”, “Nugae, nugellae, lampi”) e di percorsi artistici multimediali  (“Eighties/laudes creaturarum’81” e “Il giardino di mia madre e altri luoghi”), oggetto di grande attenzione e consenso critico. Ha pubblicato saggi a tematica filosofico-teologica, nei quali indaga la crisi del sacro nella società contemporanea   (“The gift”, la quadrilogia “Il pane e i pesci”, “I trascendentali traditi”, “Stella polare”, “Effatà”).

Ha fatto di un approccio olistico e interdisciplinare al sapere la sua personale metodologia di ricerca. Particolarmente famosi restano i suoi studi sul popular, pubblicati su svariate testate italiane, le sue lezioni-concerto (mix di canzoni, analisi storico-sociale, immagini, poesie) sul territorio e nel web, recentemente raccolte nel cofanetto in 5 dvd “Working Class”, e la trilogia musicale “L’appuntamento”, in cd e dvd. Nel 2014 festeggia dieci anni di lezioni-concerto sul territorio con il recital “Hasta siempre” e la pubblicazione su supporto USB di “Una notte in Italia”, un archivio delle sue lezioni concerto arricchito di molti contenuti speciali.

Nel 2015 la prestigiosa rivista bucarestana “Contemporary Literary Horizon” lo omaggia con la pubblicazione di “Fin de siècle”, silloge delle sue poesie in edizione bilingue italiano-rumena, nell’autorevole collana internazionale “Aula Magna”.

La stampa italiana lo ha soprannominato “il filosofo del pop”, per sottolineare il suo interesse per la cultura contemporanea e l’utilizzo di modalità espressive legate al mondo dello spettacolo, attraverso le sue numerose e affollatissime performance live sul territorio.


Il compleanno di Mauro Pagani,di Wazza


Hello, compie gli anni oggi, 5 febbraio, Mauro Pagani… come diceva una vecchia pubblicità: basta la parola!
Posso solo dire che uno così in Inghilterra, l'avrebbero fatto "baronetto" per meriti artistici.
Buon compleanno maestro!
WK

(curiosità)
Pagani è un polistrumentista virtuoso del violino, del flauto, del bouzouki, ma anche di una varietà di altri strumenti.

Abile polistrumentista


E’ assolutamente contrario al sistema dell'industria musicale che "smercia canzoni come chi smercia pere e prosciutti" e dei talent show, definendoli programmi che si nutrono di "carne umana".

La storia del prog con la PFM

Arrangiatore e musicista con Fabrizio De Andrè

Direttore artistico di tante manifestazioni

Autore di varie colonne sonore

martedì 2 febbraio 2016

Finitior Visus Nostri by Machina Coeli, di Andrea Zappaterra


Finitior Visus Nostri by Machina Coeli

Sicuramente singolare questo concept album, firmato Machina Coeli, che accosta musica medioevale eseguita con maestria e opportuna strumentazione sintetica a brani ambient dark black/metal medioevale, in un esperimento in cui si sono cimentati molti gruppi (progressivi e non) anche in anni meno recenti. 
E' il racconto di un eroe ad un giovane guerriero, ed il suo insegnamento sulla vanità della guerra, il tema dell'album di venticinque minuti dei Machina Coeli, nato addirittura nel 1997 e già pubblicato nel 1999 (oggi rimasterizzato).
Finitor Visus Nostri, è questo il titolo del disco, descrive un viaggio in un mondo magico con atmosfere profondamente medievali, composto da idee originali e suonato con maestria, pieno di colori antichi. Una piccola perla, racchiusa in uno scrigno.
Le tracce musicali fanno da guida all'ascoltatore nel racconto dell'eroe al giovane guerriero e i capitoli della storia trascinano indietro nel tempo, mostrando come scene teatrali le immagini raccontate musicalmente.
Nightmare/Soul“- Dalle nebbie più cupe del dark/prog un lamento soffuso si alza in, suoni di campane sospese da un carillon in lontananza, mentre un corno inglese annuncia la caccia o la battaglia appena terminata .
Dawn”- Tutto è sommerso dall'innalzarsi di un organo celestiale accompagnato da campane, questa volta a festa, che riaccende la scena: è il trionfo della luce sulle tenebre.
Victory”- Un arpeggio cadenzato sancisce l'attesa sempre con rintocchi di campane incessanti e poi nuovamente l'estasi in un saliscendi, quasi una danza medioevale, una gavotta celestiale.
 “The castle - Arrival, Feast and Departure “- Cimbali e tamburi annunciano l'imponenza di un castello con la vita di corte e di nuovo un ballo dal sapore antico e ancestrale, una festa, musica gioiosa, un rincorrersi di scale di un clavicembalo ritmato da percussioni antiche, che si allontanano sulla spiaggia rappresentata dalle onde del mare a fare da contorno.
Deep Blue Waters“ - Un organetto riapre le danze sempre accompagnato da tamburi mononota, e poi nuove scale in un andirivieni ossessivo di pianoforte. E’ il luccichio delle onde del mare espresso in musica.
Revelations” - Una suite in crescendo che annuncia nuovamente qualcosa di imponente, mistico, celestiale, forse divino.
Toward Orion (A Gentle Giant) “- La rivelazione, il segreto è svelato ed ecco l'enfasi, la musica cresce di tono, non è più gioiosa ma preannuncia contrasti, battaglie epiche al limite tra reale e fantasy ed il passato si confonde col futuro.
Ed infine “Epilogue”, un ritorno alle campane, ai rintocchi di una  sfida annunciata da una voce narrante con tensione crescente, un monito contro la guerra da lasciare ai posteri.
Interessante l'origine del nome, “Machina Coeli: Il meccanismo del cielo”, secondo Severino Boezio (V secolo).
Il titolo “Finitor Visus Nostri: fin dove arriva la nostra vista all'orizzonte”.
L'autore e creatore del gruppo Coatl: parola azteca per  che sta per "serpente".
Coatl M. Evil - Tutti gli strumenti
Marco Gasparetto - Ospite alle chitarre (traccia n ° 1 e 8).
Nel complesso un esperimento riuscito, anche perchè arricchito dalla chitarra di Marco Gasparetto che contorna con preziosi cammei la pur ricca pagina musicale che non eccede la soglia della facile spettacolarizzazione. Anzi i toni pacati e armoniosi dei brani sono secondo me il tocco di classe che rendono questo progetto piacevole ad un pubblico molto vasto.

Lunga vita e imperitura Gloria ai Machina Coeli!

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