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lunedì 7 settembre 2020

Il compleanno di Dario Argento


Compie gli anni oggi, 7 settembre, Dario Argento, regista, sceneggiatore, produttore, maestro del brivido e un ‘orecchio sensibile alle colonne sonore, diventate famose “quasi” quanto i suoi film. 
                                             Tra gli artisti preferiti i  Goblin e Keith Emerson.                                                       

Happy Birthday maestro Dario!
Wazza


Dario Argento compie 80 anni.
Il maestro italiano del brivido, colui che ha fatto della paura stile e sostanza inconfondibili, taglia il traguardo delle 80 primavere. L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio, Profondo Rosso, Suspiria, Inferno, Tenebre, Phenomena e Opera sono solo alcuni dei titoli del grande regista romano. Al di là del sangue e delle scene cruente, delle lame affilatissime e dei vetri infranti, la filmografia di Dario Argento è caratterizzata da un’estetica straordinaria, visiva e sonora; da un’attenzione maniacale all’immagine; dalla presenza di un occhio raffinatissimo che coglie in modo inedito le architetture urbane; da movimenti di macchina eleganti e unici; dall’importanza della musica, elemento centrale del suo cinema (Ennio Morricone fu il primo a comporre per lui, ma ricordiamo anche i Goblin e Keith Emerson, tra gli altri); dalla dimensione onirica e dall’importanza del trauma infantile come anticamera della follia.
Dario Argento rimane uno dei registi italiani più conosciuti e apprezzati, fonte di ispirazione per molti cineasti. Tarantino, Carpenter, Romero sono solo alcuni di coloro che lo ammirano e amano.


"Con i Goblin, spesso andavamo nella nuova casa di Dario Argento ad ascoltare delle composizioni, ma lui non aveva ancora la luce allacciata e allora dovevamo accendere delle candele e usare delle torce. Sembrava fatto apposta."
(Claudio Simonetti)



sabato 5 settembre 2020

Compie gli anni Tony D’Alessio


Compie gli anni oggi, 5 settembre, Tony D’Alessio, attuale cantante del Banco del Mutuo Soccorso, grande voce, grande cuore, grande umiltà…

Happy Birthday Tony!
Wazza





venerdì 28 agosto 2020

Davide Spitaleri - “Uomo irregolare”, di Marco Francione

Davide Spitaleri - “Uomo irregolare”
1980
 Recensione oltremodo “irregolare”
Di Marco Francione
Articolo già pubblicato su mat2020 di maggio
Quale obiettivo deve perseguire chi scrive una recensione?
Sembra davvero facile imbattersi in articoli dai toni roboanti, sugli stessi dischi di sempre. Le pietre miliari, per intenderci…
E sembra troppo facile elogiare gli artisti di sempre. E le idee a dir poco all'avanguardia dei soliti noti.
A modesto parere di chi scrive, recensire un disco già ascoltato, discusso e trattato innumerevoli volte può essere considerato un atto di scontata e sterile “devozione musicale”.
L'ascolto critico e la divulgazione musicale, infatti, non possono essere sminuiti a un approccio accademico meramente autoelogiativo, né possono ignorare la ricerca di dischi poco conosciuti che, proprio per questa ragione, possono essere considerati ancora più degni di pregio e considerazione.
Un metodo poco orientato alla ricerca, infatti, rischia di far perdere la visione d’insieme del pulviscolo di artisti e gruppi musicali che compongono l’avanguardia progressiva italiana degli anni ‘70 - ‘80.
Nella prospettiva appena descritta, “Uomo irregolare” di Davide Spitaleri può essere considerato una perla della musica italiana, un disco ingiustamente poco conosciuto, che merita una chance di (ri)scoperta.
Il minimo che un semplice estimatore e ricercatore di musica di qualità può fare, in merito, è scrivere una recensione, sia pure dai toni “irregolari”.
L'ascolto ci porta nel 1980. In pieno periodo punk, dance, musica elettronica e nuova ondata di heavy metal inglese, Jimmy Spitaleri (alias Davide Spitaleri, alias Thor), dopo aver tratto ispirazione dall’inferno dantesco per “le Metamorfosi”, dismette le vesti del profeta in chiave Prog rock e si dedica a comporre un’opera introspettiva e dolente.
La visione d’insieme cantata in “Uomo Irregolare” coglie la varietà della realtà quotidiana, trattandone le tematiche in toni incredibilmente sinceri e profondi.
Il risultato sembra anticipare i tempi, anche per l’ascoltatore del 2020.
L’attualità di “uomo irregolare” è da attribuirsi sia alle musiche composte da Davide Spitaleri, sia ai testi del paroliere Maurizio Monti (già apprezzato per due Lp da solista e per aver composto il testo di “Pazza Idea” cantata da Pravo).
La voce calda e incisiva (e a tratti struggente) di Jimmy (alias Davide Spitaleri), inoltre, smuove profonde emozioni, per un disco di intensa commozione e ispirazione.
È facile scorgere, nell'espressività della voce di Spitaleri, il passato da sofisticato sperimentatore vocale, come da consuetudine già radicata nell’avanguardia prog per merito di artisti del calibro di Hammill, Stratos, Sorrenti, Lanzetti.
“Uomo Irregolare” nonostante lo spessore artistico e le ottime premesse non ha raggiunto un entusiasmante successo commerciale.
Le notizie dell'epoca attribuiscono le scarse vendite alla cessazione dell’attività da parte dell’etichetta Ciao Records che ne deteneva i diritti, avvenuta poco tempo dopo la pubblicazione dell'LP.
Il paroliere Maurizio Monti, negli anni successivi, avrà successo di critica e di pubblico per “Amore” di Mina e Riccardo Cocciante.
Jimmy Spitaleri, nel periodo successivo al 1980, continuerà a mostrarsi poco interessato alle logiche (o ai compromessi) di natura commerciale, esprimendo liberamente il proprio talento con coerenza e onestà intellettuale, sia da solista, sia con le Metamorfosi. Nel 2011 Jimmy approderà a Le Orme, rivoluzionando radicalmente l’impostazione vocale della band, a seguito dell’uscita dal gruppo di Aldo Tagliapietra.


“Uomo irregolare”, pur avendo un’impostazione di chiara matrice “progressive” non segue le tematiche “oniriche” tipiche dei testi del genere, ma tratta di argomenti veri e autentici della realtà circostante.
Si passa, infatti, dall'immedesimazione in chi vive innumerevoli difficoltà della vita (“il servo accetta il suo destino, allora il servo sono io...”), alla violenza miseramente commessa ai danni della donna, sia pure con un’esortazione a non farsi sopraffare dagli eventi (“tu, bellezza, canta la poesia… tu, bellezza, ora sei più tua…”).
Si ascoltano, inoltre, storie di emarginazione e e di dipendenze (“l’alcol forse un giorno i miei pensieri brucerà… uomo irregolare, uomo grande senza età”), e di isolamento (“sto soffocando qua nella città che copre tutto”).


Ecco la lista delle tracce del disco:
1) Il Servo;
2) Bellezza;
3) Uomo Irregolare
4) La Città
5) Figli del Popolo
6) Computer di Razza
7) Luna Park
8) La Pistola

Scorrendo i membri della band di Spitaleri spiccano artisti del calibro di Mauro Pagani (Pfm), Gianni Oddi (noto per la collaborazione artistica con Domenico Modugno, De gregori, Mia Martini), Franco Coletta (Alunni del sole, Banco del Mutuo Soccorso), Giorgio Coccilovo (T. De Piscopo, Bertè, A. Branduardi, G. Gaber), Walter Calloni (L. Battisti, Area, Finardi, De Andrè), Massimo Fabreschi (Ivan Graziani), Stefano Senesi (R. Zero, New trolls, G. Morandi, R. Gaetano), Gianni Marchetti (noto per essere stato il produttore di B. Solo).
“Uomo irregolare” è un sincero e riuscito affresco della sensibilità dell’artista nei confronti della realtà circostante, senza interesse per le logiche commerciali. Una scelta insidiosa, che denota spiccata personalità, e profonda coerenza con gli ideali tipici dell’avanguardia prog. italiana.
Buon ascolto “irregolare” a tutti.

martedì 25 agosto 2020

Tu chiamale se vuoi... emozioni!

Gianni e Vittorio Nocenzi


“Tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita.”
(Wolfang Amadeus Mozart)


Ogni tanto ricapita che queste due anime musicali si ritrovino sullo stesso palco. È successo a Castro dei Volsci, domenica 23 agosto… è sempre una grande emozione e un privilegio vederli insieme.
Peccato per chi non c’era!
Wazza





lunedì 24 agosto 2020

Ivano Fossati, i Delirium e la stampa di un tempo...


Prima di diventare il grande cantautore che tutti conosciamo, Ivano Fossati, dopo la partecipazione con i Delirium al festival di Sanremo del 1972, veniva spesso criticato come “clone” di Ian Anderson.
Evidentemente questi “giornalari” non avevano mai visto i Jethro Tull negli anni’70.
Non basta avere un flauto in mano per essere Ian Anderson!

Di tutto un Pop…
Wazza




venerdì 21 agosto 2020

21 agosto 2020 - Ricordando Francesco


21 agosto 2020 - Ricordando Francesco

"Siamo Achei, di ritorno da Troia, che i venti hanno deviato sul grande abisso del mare. A casa eravamo diretti ma altre vie, altri cammini abbiamo seguito, per volere di Zeus."
(Odissea – IX)

 Ci sarai sempre. Buon viaggio capitano!
(dopo 5 anni e mezzo di ricordi mensili… mi sono permesso di mettere una foto insieme)
Wazza

Le virgole sono importanti, tutta la punteggiatura lo è. Come il destino, quando capiti nel posto sbagliato, nel momento meno opportuno e tutto cambia.
Poi c'è un verbo "sentire", dai mille significati.
Mi piace il verbo sentire, sentire il rumore del mare, sentirne l'odore, sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente.
Alda Merini

giovedì 20 agosto 2020

Anna Cimenti - AFTER THE RAIN, di Andrea Zappaterra


Anna Cimenti - “AFTER THE RAIN”
(Una produzione LONG DIGITAL PLAYING/distribuzione Believe Digital)
Di Andrea Zappaterra
Articolo già uscito su MAT2020 di maggio

“After the Rain”, di Anna Cimenti, è un album che nasce dal desiderio di condividere, al di là della musica, un percorso di consapevolezza dell’esistenza fisica e di quella dell’anima, arrivando allo spirito dell’ascoltatore attraverso note calde e avvolgenti, qualcosa che va al di là del semplice brano jazz o atmosfere da nightclub, perché la voce calda e affascinante di Anna Cimenti riesce a produrre una vibrazione interiore molto forte.

Provo a delineare i vari episodi.

“Come rain or come shine”, dopo la pioggia torna il sereno e questo è il tema dominante, la serenità di cui si ha tanto bisogno, e qui se ne respira l’umore, come camminando dopo un forte acquazzone si avverte l’aria più pulita, perché la pioggia si è portata via le impurità e i veleni che ci ammorbano.

“Like a Lover” è un delicato brano sussurrato con voce suadente, “Devil may care” uno swing apprezzabile anche per un magnifico sax e un pianoforte solista che dipinge insieme alla voce e alla batteria parabole vivaci e gioiose.

“Black coffee” cambia il ritmo, un tempo rallentato, scandito da un contrabbasso di sottofondo che riporta ad un fumoso night, misterioso e torbido, con luce soffusa e sonnolente emozioni, ma con la voce sempre predominante di Anna a prevalere su tutto.

“Ask me now”… atmosfera rarefatta, accattivante, anche qui scandita da un pianoforte libero di spaziare sul pentagramma a proprio piacimento.

“Inside the silent tear” è il dolore di una lacrima che non riesce a sprigionarsi, ”It might as well be Spring” un’allegra ballata esaltante la gioia di vivere nel risveglio della primavera,  “Four Women” le storie incredibili di quattro donne africane ,“Strange Fruit”, pezzo storico e discusso del repertorio jazzistico e infine una splendida cover di ”Sunny” che chiude in bellezza questo articolato lavoro, altalenante tra jazz , swing e blues con un sax  tenore favoloso e pregevoli assolo dei vari strumentisti.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’album il pianista e fisarmonicista Massimo Tagliata (tra le collaborazioni l’ultima con Mina e Ivano Fossati), Massimo Turone (contrabbasso), Oreste Soldano (batteria) e Pietro Mirabassi (sassofono tenore). Voci soliste in “Four Women” di Sonia Cavallari, Grazia Donadel e Linda Gambino.

La voce di Anna Cimenti comunque è il vero valore aggiunto, calda avvolgente vibrante al punto giusto, un vero e proprio strumento musicale che eleva la performance degli artisti al suo fianco con suoni e sonorità impensabili, creando un legame inscindibile.


Un po' di storia di Anna Cimenti

Nasce il 12 aprile 1968 in un ambiente familiare dove musica e arte sono “linfa vitale”. Da una parte gli zii paterni, che sono amanti di musica operistica, dall’altra i nonni materni che, da ragazzi, hanno fatto parte di una compagnia teatrale dialettale (all’epoca era una rarità, si parla del periodo prima della Seconda guerra mondiale).
All’età di sette anni inizia a studiare pianoforte e, nonostante sia molto giovane, le viene riconosciuta una dote naturale.
A ventitré anni consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, a cui fa seguito un anno di approfondimento di pianoforte jazz sotto la guida del Maestro Paolo Birro.
Ma un’altra passione sarà determinante nella scelta del suo percorso artistico, un talento che le consente di esprimere al meglio sé stessa e un bisogno irrefrenabile di cui non può più fare a meno: l’arte del canto.
Una voce particolare che fin da bambina sprigiona un suo carattere gioioso e un’energia infinita. Un’anima piena di vitalità e positività, ma che ha bisogno di essere indirizzata.
Anna è una ragazza curiosa e appassionata e questo la spinge a studiare la musica seriamente prendendo due strade parallele: il jazz e la lirica.
Nell’Agosto 2019 registra il suo primo disco jazz intitolato “After the rain” supportata da un gruppo di amici musicisti e comprende che “non si tratta più di un puro e semplice ritorno, bensì di un esserci definitivamente”