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domenica 7 giugno 2026

Il 7 giugno del 1973 il gruppo Paradiso a Basso Prezzo partecipava al "3 Festival d’Avanguardia Nuove Tendenze"


Il 7 giugno del 1973 il gruppo Paradiso a Basso Prezzo partecipava al "3 Festival d’Avanguardia Nuove Tendenze"

Il festival si svolse a Napoli dal 7 al 10 giugno 1973 presso la Mostra d'Oltremare.

I gruppi partecipanti alla manifestazione furono: Festa Mobile - Dedalus - Rinomata Vinicola Torre Quarta - Il Paese dei Balocchi - Alan Sorrenti - Quella Vecchia Locanda - Vince Tempera - La Fine Del Libro - Alberomotore - Saint Just - Semiramis - Bravo Reverendo Reebman - Paradiso a Basso Prezzo - Abramo Lincoln - Oro - Patty Pravo - Alusa Fallax - Richard Cocciante - Fabio Celi e gli Infermieri - Antonello Venditti - Rustichelli e Bordini - Living Music - Museo Rosembach - Il Rovescio della Medaglia - L'Uovo di Colombo - Perigeo - Maurizio Monti - Simon Luca - Francesco De Gregori - Il Cervello - Piazza delle Erbe - Primo Angolo a Destra - Free Love - Living Music.


A proposito del Paradiso a Basso Prezzo…

Uno dei pochi gruppi rock della Val d'Aosta, il Paradiso a Basso Prezzo non riuscì ad incidere niente durante la propria carriera, e la loro unica uscita discografica è una registrazione postuma in CD pubblicata dalla Mellow e comprendente la registrazione di un concerto a Saint Vincent del 1973. 

Il CD ha una qualità di registrazione mediocre e dimostra un buon livello tecnico dei cinque musicisti. Ci sono i soliti ingredienti, le tastiere come strumento principale, buone parti di flauto e chitarra, alcune influenze jazz qui e là, ma la mancanza di una produzione professionale è evidente nelle introduzioni troppo allungate, con parti parlate su basi musicali lente e arrangiamenti frammentari.


I brani contenuti nel CD provenivano dal progetto di un LP intitolato Pika Dòn Hiroshima, che il gruppo non riuscì mai a registrare. Il Paradiso a Basso Prezzo si sciolse a metà del 1974.


 
DISCOGRAFIA:

Paradiso a Basso Prezzo-Mellow (MMP 128)

          1992  registrazioni live del 1973





Ricordando Bambi Fossati, che ci lasciava il che il 7 giugno del 2014

  
Ricordiamo Bambi Fossati, che il 7 giugno del 2014 ci lasciava, all'età di 65 anni.

Cantante, compositore, grande chitarrista, tanto da essere soprannominato il "Jimi Hendrix italiano"... si fece le "ossa" con i Gleeman per poi fondare i "Garybaldi".

Con questo gruppo Bambi partecipò a molte manifestazioni, festival e raduni degli anni '70, facendo da spalla a big del rock internazionale, come Van Der Graaf, Santana, Uriah Heep, Bee Gees; incise due album: Nuda (1972) e Astrolabio (1973).

Quando sciolse la band Bambi si dedicò ad altri progetti, come Bambibanda e Melodie e Acustico Mediterraneo.

Bambi fossati era una persona fragile, generosa, disinteressato al denaro, era nato con il concetto di pace e libertà. Caduto in grande difficoltà, si arrangiava dando lezioni di chitarra; nel 2006 aveva provato a rimettere in piedi i "Garybaldi".

Ci lascia, tra le altre cose, due perle: il singolo Marta Helmut - brano che parla di una strega bruciata sul rogo, di inquisizioni (censurata dalla Rai) - e lo splendido album Nuda, con una delle più belle copertine della storia, disegnate da Guido Crepax.

... per non dimenticare.
 Wazza









Gentle Giant: accadeva il 7 giugno 1976


Preceduto da un documentario trasmesso alla "TV dei Ragazzi" chiamato "Baroque n' Roll" (2 giugno 1976 alle 16.30), si concludeva a Roma il 7 giugno l'"Interview Tour", dei Gentle Giant.
 
O erano troppo avanti musicalmente i ragazzini degli anni '70, o i dirigenti Rai pensavano che "Fanny Way" stava a Elisabetta Viviani come "Haidi" stava ai Gentle Giant, visto che fu trasmesso tra due cartoni animati...

Il tour era partito il 31 maggio da Torino. Nella data del 5 maggio, all'Altro Mondo di Rimini, come gruppo spalla c'erano i "Bingo", con un giovanissimo Tiziano Ricci (futuro bassista del Banco).

Forse non tutti sanno che, i Gentle Giant hanno "gentilmente" devoluto parte dell'incasso della data di Roma ai terremotati del Friuli, evento di pochi giorni prima... io ero a militare da quelle parti e, naturalmente, bloccate tutte le licenze, non potei vedere nessuna data di questo tour, ma feci delle cose altrettanto utili!

Di tutto un Pop...
Wazza












sabato 6 giugno 2026

I Curved Air e il Banco negli anni '70

Nel giugno 1976, i Curved Air sono in tour in UK, “open act” Banco del Mutuo Soccorso, sul manifesto ridotto a “Banco”, per non far “annodare” la lingua agli inglesi per la pronuncia.

Anche nel giugno del 1972 il Banco apriva i concerti dei Curved Air nel loro tour italiano…

Di tutto un Pop!

Wazza

Tour 1972

Ricordo di Massimo Biliorsi

Questo ricordo si potrebbe intitolare la storia di un amore non dichiarato.

Si, perché quando il gruppo inglese dei Curved Air, romantico oltre misura ma di ottima fattura, andava di moda in tutta Europa, erano anche i giorni in cui la mia adolescenza faceva i conti con gli occhioni e la sensuale voce della cantante Sonja Kristina.

Quando arrivò la notizia che sarebbero arrivati in Italia per un piccolo tour, cominciai ad assillare quelli più grandi che avevano patente e auto per andare a vedere questi Curved Air. Per altri gruppi di nome non c'era da insistere tanto, ma per i Curved Air non è che si facessero carte false per mettersi in strada e passare la notte a guidare.

Quando già ero rassegnato a non incontrare il mio grande amore, ecco intervenire "Sempre sulla breccia", così chiamavano un vicino di casa di un amico, soprannome nato dal fatto che lui già vecchio (23 anni...) continuava a girare l'Italia per concerti. Così, trovata la Fiat 500 disponibile partimmo in quattro, direzione Modena per il locale Bob Club.

Banco 1976

Era il 2 giugno 1972. Ero davvero emozionato e con un po' di lotta mi conquistai anche il posto in prima fila. Il concerto era aperto da un gruppo italiano sconosciuto, il Banco del Mutuo Soccorso. Volete sapere come fu quello dei Curved Air? Solo oggi posso dirvi che presentarono il loro terzo disco, "Phantasmagoria".

Non chiedetemi altro. Mi persi fra quei capelli, quella voce, quegli occhioni, e altri particolari che preferisco omettere.

La mia adolescenza fu messa a dura prova. Ne uscivo sicuramente sconfitto ma in pace con il mio cuore. Lei venne a salutare il pubblico, ma io non ce la feci a farmi avanti. Pensai che tanto l'avrei sposata e avrei avuto tutto il tempo per poterla stringere.

Invece mi dissero in seguito che la mia stessa idea l'aveva avuta Copeland dei Police, che me la rubò per un soffio. Comunque, tanti auguri, bellezza mia. Non voglio sapere come sei oggi e mi guarderò bene da cercarlo: come dice Guccini "gli eroi son tutti giovani e belli...".

Immagini di repertorio... 





Banco del Mutuo Soccorso in Inghilterra nel giugno del 1975



Sembra incredibile (oggi) ma nel giugno del 1975 la rivista settimanale musicale inglese "New Musical Express" dedicava una pagina all'uscita del nuovo album in inglese del Banco del Mutuo Soccorso per la Manticore, "Banco".

Di tutto un Pop…
Wazza










Un anno all'insegna di Albione quello del 1975: Il gruppo aveva registrato il disco nel mese di febbraio, presso gli "Advision Studios" di Londra, uno degli studi di registrazione dotato di impianti modernissimi. Il resto della band torna a Roma mentre i fratelli Nocenzi si intrattengono ancora per qualche giorno, per mettere a punto le "complesse partiture tastieristiche".

Vittorio ricorda che durante queste prove, lui ed Emerson, si "lanciarono" in un duetto di tastiere, durato circa 40'.

Il tour durerà due settimane, toccando Manchester, Nottingham, Dorchester, Liverpool e Londra, riscuotendo consensi positivi, nonostante la "diffidenza" inglese verso gruppi italiani.
A Manchester la band apre ai Curved Air, ma il responso del pubblico, inverte la scena, considerando il gruppo di Sonja Kristina "spalla" del Banco.
A Dorchester Rodolfo (complice la nebbia) si perde per le strade della città, e sale sul palco a concerto iniziato.


A Londra la band tiene due concerti alla Roundhouse, e l'8 dicembre 1975, ultima data del tour, al "mitico" Marquee.

Al loro arrivo, i ragazzi rimangono delusi nel vedere che si trattava di un locale di "modeste dimensioni", salvo poi sapere che quello stesso palco era la casa di mostri sacri come Jimi Hendrix, Rolling Stones, e molti altri.

Il concerto fu un successo, e Greg Lake si complimentò con loro inviando un telegramma di congratulazioni. Francesco aprì il concerto dicendo agli inglesi: “Per favore, smettemola cò sti spaghetti-rock…", frecciatina a certa stampa che etichettava così i gruppi italiani, e attaccarono con la musica, con la loro classe e potenza. Al pubblico londinese, attonito e a bocca aperta, non rimase che fare dei lunghi applausi e richiedere diversi bis.

Tra il pubblico erano presenti tutti i giornalisti delle più grandi testate musicali, e i "colleghi" dei Soft Machine, che si complimenteranno con loro a fine concerto.








venerdì 5 giugno 2026

PFM sulla TV britannica il 5 giugno 1975


Dal programma televisivo britannico "45" trasmesso il 5 giugno 1975 - Probabilmente registrato nel maggio 1975

 

0:17 Celebration

4:28 Mr. 9 'Till 5 e Alta Loma 5 Till 9 con ouverture dal "Guglielmo Tell" (versione condensata)

 

Mauro Pagani (flauto, violino e voce),

Patrick Djivas (basso)

Flavio Premoli (tastiere e voce solista nei Mr. 9 till 5)

Franco Mussida (chitarra e voce)

Franz Di Cioccio (batteria)

 

Scrive l’autore…

Ho fatto qualche restauro, migliorato l'audio, un po 'di compressione nei medi superiori, interpolato il frame rate, pulito, aggiunto un po 'di grana, ecc. Spero che i fan della PFM si divertiranno. Grazie ancora a Gianluca per l'assistenza!








Usciva il 5 giugno 1970 l’album “Deep Purple in Rock”

DEEP PURPLE poster Ciao 2001 - 1970

Usciva il 5 giugno 1970 l’album “Deep Purple in Rock”, caposaldo del hard rock mondiale rilasciato dalla Harvest Records e dalla Warner Bros.

Di tutto un Pop…

Wazza

Tracce:

Speed King – 5:49

Bloodsucker – 4:10

Child in Time – 10:14

Flight of the Rat – 7:51

Into the Fire – 3:28

Living Wreck – 4:27

Hard Lovin' Man – 7:11


Titolo e copertina già dicono molto sul contenuto di questo disco. Nella cover viene raffigurato un simil-monte Rushmore, dove scolpiti nella pietra, anziché i volti dei quattro presidenti americani, vi sono i testoni con rispettive lunghe chiome dei giovani (al tempo!) musicisti. Decisamente una dichiarazione d'intenti, perché con questo disco i Deep Purple scolpiscono in modo decisivo il loro nome nella memoria di tanti rocker. Qui i Nostri raccolgono tutte le loro conoscenze musicali (soprattutto il tastierista Jon Lord e il chitarrista Ritchie Blackmore vantano una preparazione classica notevole) e le gettano a spintoni nei loro amplificatori roventi: il risultato è una musica autenticamente "rocciosa", dal suono sfrontato e aggressivo, maestoso e roboante, ottenuto miscelando le radici blues con spruzzate di reminiscenze sinfoniche. La band, inoltre, si è da poco rinnovata: sono arrivati il solido bassista Roger Glover e il cantante Ian Gillan; quest'ultimo è un ragazzotto inglese dalle doti incredibili: voce potente e fresca, estensione invidiabile, nonché interprete brillante e istrionico. Ed è anche grazie a questi due innesti che il gruppo compie il fatidico salto di qualità.


La puntina del giradischi si appoggia sul vinile lucente e dopo pochi istanti dalle casse dello stereo esce un frastuono assordante: chitarre e tastiere "svisano" in un caos delirante, quindi la quiete improvvisa di un organo leggero e infine si parte a tutta velocità: "Speed King" è uno dei pezzi con cui credo si possa dar meglio forma al concetto di "rock"; scattante e irriverente, strappa via l'ascoltatore dalla sedia e gli regala una carica invincibile: tiratissima dall'inizio alla fine. Segue il blues sporco e bollente di "Bloodsucker" con gli assoli eleganti di Blackmore e Lord che si incrociano: i Deep Purple sanno "picchiare" come pochi, ma mantengono sempre un gusto notevole per la melodia raffinata (e sta soprattutto qui, per chi scrive, la loro grandezza). Il primo lato si chiude con la celeberrima "Child In Time": una ballata blues in continuo crescendo grazie alle progressioni vocali e strumentali che l'hanno resa famosa, nelle quali la band si lancia in lunghe parti solistiche; energia e watt a palate, ma anche tanta classe.


Deep Purple 1970

Neanche il tempo di capovolgere il disco che si riparte subito col riff semplice e diretto di "Flight Of The Rat", arioso brano tipicamente hard-rock, che dà modo a tutti i musicisti di mettersi in evidenza con parti solistiche sempre ben disegnate. "Into The Fire" e "Living Wreck" sono forse i pezzi meno ispirati, ma scivolano via con piacere. Si chiude in grande stile con "Hard Lovin' Man": è un brano dalle intenzioni psichedeliche e decisamente sperimentale, ma suonato con una furia prodigiosa, tanto che molti gruppi thrash-metal degli anni 80 devono averci tratto più di qualche spunto.

In conclusione, si tratta di un disco manifesto dell'hard-rock; in perfetto equilibrio fra un suono grezzo e partiture curatissime, è per chi scrive il capolavoro dei Deep Purple. Certo, qui non troviamo le sperimentazioni dei Led Zeppelin più mistici o l'intrigante anima dark dei primi Black Sabbath; c'è però la ricerca di una musica che sappia far convivere la durezza e il divertimento del rock'n roll con la magniloquenza della musica classica (tanto che parte della stampa dell'epoca - siamo nel 1970 - inserì "Deep Purple In Rock" all'interno del nascente filone progressive). Da avere.

 Fabio Federicis