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venerdì 24 ottobre 2025

OSANNA, 24 OTTOBRE 2012




Il 24 ottobre 2012 si teneva presso il Teatro Trianon di Napoli un memorabile concerto degli Osanna, per celebrare ed eseguire l'album registrato in Giappone "Rosso Rock".
Con il supporto di molti ospiti, David Jackson, Sophya Baccini, Gianni Leone,Tito Schipa Jr... per un concerto da incorniciare.

La serata fu ripresa e pubblicata in doppio DVD intitolato "Tempo", il primo DVD contiene tutto il concerto del 24 ottobre 2012 mentre nel secondo si trovano molti filmati rari ed inediti degli Osanna anni'70.
Wazza



Ecco cosa si scrisse in occasione dell'uscita...

È uscito a dicembre "Tempo", il doppio dvd degli Osanna che contiene il concerto al Trianon di Napoli del 2012 e molte rarità video della storica band partenopea di progressive rock, che in questi mesi è impegnata in un tour di concerti e presentazioni di questo lavoro.

È stata presentata in anteprima nazionale mercoledì 18 dicembre 2013 nel Teatro Antonio Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli “Osanna – Tempo”, la nuova ed attesissima pubblicazione editoriale e musicale degli Osanna realizzata con uno splendido book fotografico e corredato da un doppio DVD (realizzato e prodotto da due etichette discografiche indipendenti: Afrakà di Napoli e Black Widow di Genova)
Osanna - Tempo” sarà sicuramente preda di appassionati, collezionisti ed amanti del “progressive rock” per il suo valore artistico/culturale e per la ricerca sui filmati d’epoca, la cui sintesi ha portato alla luce alcune “chicche” storiche, esclusive ed inedite degli anni ’70. 
Il book elegante e raffinato presenta una carrellata di immagini fotografiche di live recenti ed attuali e immagini di repertorio che partono dalla primissima formazione storica con Lino Vairetti, Elio D’Anna, Danilo Rustici, Massimo Guarino e Lello Brandi, passando per le formazioni successive con altri musicisti quali: Enzo Petrone, Fabrizio D’Angelo, Luca Urciuolo, Gigi Borgogno, Vito Ranucci e Fabrizio Fedele fino alla attuale line up che vede Gennaro Barba alla batteriaPako Capobianco alla chitarra elettricaNello D’Anna al bassoSasà Priore al piano e organoIrvin Vairetti al synth e voce e l’unico elemento di continuità delle varie formazioni il cantante e leader Lino Vairetti. Special guest di questo nuovo percorso Osanna (iniziato qualche anno fa con la pubblicazione dei CD e LP “Prog Family” del 2009 e “Rosso Rock” del 2012),David Jackson, mitico sassofonista e flautista dei Van Der Graaf Generator. Il book è anche corredato da una sintesi biografica scritta in italiano e in inglese e da una attenta e mirata prefazione del critico musicale Franco Vassia. I due DVD divisi in “Osanna – Live in Naples” e “Osanna Story”, rappresentano tutto il percorso della formazione napoletana dai suoi esordi (con i primissimi video clip di trasmissioni televisive degli anni ’70), fino al recente concerto live realizzato con un evento speciale il 24 ottobre del 2012 presso il Teatro Trianon di Napoli.
Il primo DVD “Osanna – Live in Naples” è stato realizzato nello storico Teatro Trianon di Napoli il 24 ottobre 2012 con la presentazione del CD e LP “Rosso Rock” e con un Concerto Evento cui hanno partecipato ospiti d’eccezione quali David Jackson e Gianni Leone (“Introduzione” da YS del Balletto di Bronzo, “Everybody’s gonna see you die”"In un vecchio cieco”, “Vado verso una meta” e “Theme One” dei VDGG), Sophya Baccini ("A Zingara"),Giampiero Ingrassia (ospite nei brani "There Will Be Time" e nella prima variazione),Tito Schipa Jr. (“Per la strada”, tratto dal suo film musical “Orfeo 9” del 1973, e “Fiume”), la cantante attrice Antonella Morea, il percussionista Maurizio Capone dei Bungt Bangt ed il “tammorrista” Elio Eco (protagonisti nei brani finali “’O Culore ‘e Napule” e “Fuje ‘a chistu paese”), la Banda “Concerto Musicale Speranza” di Pino Ciccarelli e l’Orchestra d’archi “Rosso Rock” Ensemble” (diretta da Gianluca Falasca) impegnata con gli Osanna in una mirabile esecuzione dell’intera suite tratta dall’album storico “Preludio Tema Variazioni e Canzona” realizzato nel ’72 con il Maestro Luis Bacalov e colonna sonora del film “Milano Calibro 9” diretto da Fernando Di Leo . 
Il secondo DVD “Osanna – Story” presenta 20 clip scelte tra i tanti filmati ricercati e recuperati negli archivi della RAITelecapodistria e in archivi privati. Vi sono partecipazioni del gruppo Osanna a varie trasmissioni televisive dell’epoca, video clip e alcune riprese di concerti live rigorosamente rimasterizzati. Una carrellata di filmati dal 1971 al 2009, in cui sono in evidenza anche le varie e diverse formazioni del gruppo, dalle trasmissioni RAI e Telecapodistria ai concerti live di Napoli e Savona. Molti brani come “L’Uomo”(bandiera degli Osanna riproposto più volte), sono anticipati dalle splendide presentazioni di personaggi come Renzo ArboreEnrico SimonettiIl Quartetto CetraCorradoGianni De BerardinisNino Fuscagni e Vanna Brosio ed estratti da trasmissioni come “Speciale 3 Milioni”, “Amico Flauto”, “Domenica In”, “Adesso Musica”, “Speciale Pop” ecc.
Molto suggestiva la parte dedicata al “Be-In” di Napoli del ’73 (raduno pop organizzato nella collina dei Camaldoli della città partenopea dagli stessi Osanna), dove sul palco si vedono decine e decine di musicisti e gruppi della scena rock di quegli anni tra cui un giovane Franco Battiato e tanti altri che probabilmente si riconosceranno in quelle immagini suggestive riprese in bianco e nero (dalla RAI) e a colori in modo amatoriale. Un documento davvero fantastico. 11 clip riguardano gli anni ’70 e 9 gli anni della reunion degli Osanna dal 2000 al 2009. Nella seconda parte (dopo il video clip “L’Uomo” registrato presso L’Accademia di Belle Arti di Napoli inserito nell’album “Taka Boom”), sono in evidenza alcuni live che riguardano il concerto di presentazione al Teatro Mediterraneo di Napoli nel 2001 inserito nel DVD “Osanna – Uomini e Miti” e il concerto al Teatro Chiabrera di Savona per la presentazione dell’Album “Prog Family” nel 2009.
Sono presenti in questi filmati ben 5 formazioni Osanna in cui il leader e cantante Lino Vairetti rappresenta l’unico elemento di continuità.



lunedì 18 maggio 2020

Effetto Memoria: Osanna -Wishlist Club, Roma, 12 aprile 2018


Effetto Memoria: Osanna (Wishlist Club, Roma, 12 aprile 2018)
Un ricordo “a quattro mani” di Davide Petilli ed Enrico Meloni

Quando ho proposto a Davide, amico di lunga data, di contribuire all’articolo della rubrica “Effetto Memoria” riguardante il concerto degli Osanna di Roma di due (!) anni fa, la controproposta è stata “perché non ci facciamo una chiacchierata, informale, sul concerto?
Ecco il risultato di questo inaspettato e piacevole scambio di vedute sul concerto e su molto altro ancora. In the name of Prog!

Davide: Serata di gala del miglior prog italiano con spettatori di lusso al Wishlist per il concerto degli Osanna.
Concerto reso ancora più bello se visto da due amici che si conoscono ormai da 15 anni e hanno condiviso tante esperienze e tante passioni in comune: in primis quella della musica.
Ora, non so te Enrico, ma per me gli Osanna rappresentano tanto nel mio mondo “Italian prog”. Un mondo vasto, spesso immenso, con mille dispute su nomenclature e vari sottogeneri. Un prog meno barocco e cupo di altri gruppi loro contemporanei, che risente delle chiare influenze latino-mediterranee tipiche di Napoli.
A me trasmettono proprio energia positiva pure quando suonano tematiche “serie”. Rappresentano un bel punto di incontro che trova il suo apice in “Oro Caldo”, anche se l’hanno eseguita in versione ridotta questa sera. Che ne dici tu?

Enrico: Dico che hai ben ragione, amico mio. Un prog energico, estremamente vivace, a modo suo avanti anni luce sui tempi e sempre interessante e vario, anche in quegli album più “snobbati” dalla critica... il cui demerito è forse solo quello di essere stati pubblicati dopo un trittico di autentici capolavori quali “L’Uomo”, “Preludio, Tema, Variazioni e Canzona” e “Palepoli”?
Che dire poi del pionieristico ruolo nel disegnare un nuovo modo di presentarsi sul palco, con tanto di face-painting? Ricordo che, quando ero ancora al liceo, un amico mi disse che prima dei Kiss c’era stata una band italiana “di quegli anni lì” a usare il trucco che coprisse tutta la faccia… lo guardai quasi stizzito.
Ma che ne potevo sapere, allora, che questa band mi avrebbe poi letteralmente rapito negli anni dell’università a Genova, proprio grazie all’album “Preludio, Tema, Variazioni e Canzona”, indissolubilmente associato al film “Milano Calibro 9”, e a un certo immaginario noir legato ai libri di Giorgio Scerbanenco, di cui mi nutrivo quando li ho scoperti? Gli Osanna sono una delle prime del prog italiano che abbia mai conosciuto e approfondito.
Erano gli anni in cui scoprivo anche i Calibro 35, notevole band italiana che ai film poliziotteschi anni ‘70 si rifa(ceva) in modo abbastanza evidente, almeno agli inizi (“Bouchet Funk” vi dice qualcosa?). La scoperta degli Osanna mi ha aperto un mondo.

Nel corso della serata intitolata “Da Milano Calibro 9 a Live in Japan”, assistiamo alla proiezione di alcune sequenze dal film-documentario “Down by Di Leo. Viaggio d’amore alla scoperta di Fernando Di Leo” di M. Deborah Farina (presente in sala), dedicato alla vita di Di Leo, regista di “Milano Calibro 9”, più una imperdibile riproposizione della colonna sonora del film (ossia il secondo album in studio degli Osanna) con tanto di scene salienti del film. Non manca una ricchissima carrellata di brani storici della band napoletana.

E tu che sei ormai de Roma, che mi dici del Wishlist, la venue del concerto? Ricordo che l’abbiamo trovata alla fine di una stretta via dove c’erano diverse marmerie, ho come un vago ricordo di pezzi di lapidi o simili lasciati un po’ qua e là per strada...

Sì, una viuzza davvero particolare tra il Verano e San Lorenzo. Io sarò di parte ma ho sempre ottimi ricordi del Wishlist. Vivendo a Roma, ci vado quelle 4-5 volte l’anno e non mi delude mai. Locale non enorme, senza fronzoli, con un’ottima acustica e il fonico resident Marco Raffo è molto bravo.
Il club è inserito in un contesto molto caro a musicisti e studenti. San Lorenzo è un quartiere storicamente operaio con un’anima profondamente cambiata negli ultimi anni in parte dalla gentrificazione.
Dopo questo excursus socio-antropologico, se non ricordo male per te è stata la prima volta al Wishlist, vero?

Sicuramente la prima volta… e spero non l’ultima! Mi trovavo a Roma in occasione della conferenza per amanti della programmazione Codemotion (ciao Ale!), ma ho sempre amato molto le infinite possibilità che il dover viaggiare può fornire quando si tratta di mischiare una trasferta di lavoro con la musica live ed eventi che mi interessano. E così è stato.
Ho un ottimo ricordo del Wishlist, locale in cui l’acustica è stata pressoché perfetta per tutta la serata. Per non parlare del prima e del dopo… paninozzi belli ignoranti e qualche birretta. Cosa puoi chiedere di più?
Ricordo anche la presenza di un tuo collega, fan del prog con qualche anno più di noi ma con uno spirito giovanile perfettamente intatto. Un trio d’eccezione per una serata indimenticabile.
Ed è anche probabile che abbiamo contribuito ad abbassare un po’ l’età media dei frequentatori abituali dei concerti prog, che ne pensi?

Mitico il mio collega Stefano, un’anima rock resta “forever young” come direbbero gli Alphaville. Sinceramente un aspetto che mi fa sempre piacere e che mi fa sentire meno mosca bianca è l'abilità e l’intelligenza con le quali gli Osanna sono riusciti ad allargare la loro platea ad un pubblico più eterogeneo rispetto agli standard del genere. Era sì certamente presente la “storica guardia” cresciuta con quegli album storici e più o meno coetanei di Lino Vairetti, tuttavia credo tu potrai confermare che c’era un buon numero di persone nella fascia di età 30-40 e una preponderanza maschile non troppo schiacciante.

Sì, questa volta il pubblico era bello variegato, sia per genere che per età.
Lino stesso si è circondato di giovani per continuare a portare avanti il progetto Osanna, musicisti preparatissimi tra cui il figlio Irvin, che non si risparmiano affatto sul palco, regalando uno show coi fiocchi.

Visto che parliamo di giovani (e meno giovani), ne approfitto per presentare la band: Lino Vairetti, fondatore, cantante, chitarrista, armonicista e artista a tutto tondo (è anche insegnante di scultura, scultore e fotografo), unico membro originario del primo nucleo degli Osanna, è oggi accompagnato da una formazione affiatatissima, in cui troviamo Gennaro Barba alla batteria, Nello D’Anna al basso, Sarà Priore alle tastiere, Pako Capobianco alla chitarra, e il figlio Irvin Vairetti ai synth, coadiuvati dall’ingegnere del suono Alfonso La Verghetta.

Tornando al pubblico in sala, è stato divertente fare “Indovina chi?” avendo notato tra il pubblico alcune delle star del prog tricolore.
Queste rispondono ai nomi di Jenny Sorrenti, Claudio Simonetti e Gianni Leone. Se della prima purtroppo non abbiamo aneddoti divertenti da raccontare, per gli altri due sicuramente sì.

Ebbi già occasione di incontrare Claudio a Londra in occasione della riproposizione di “Suspiria” e “Profondo Rosso” con tanto di colonna sonora suonata dal vivo in due occasioni diverse (ciao Matteo!).
Lino Vairetti dal palco poi continuava a chiamarlo “Enrico Simonetti”, il che aggiungeva quel pizzico di trash a una serata già divertente di suo.


Ahaha! Ricordo il fatto che continuava a chiamare Claudio Simonetti con il nome del padre (Enrico).
Guarda, si potrebbe fare un effetto memoria “binario” perché nel febbraio 2019 andai al Teatro Parioli di Roma (quello del Costanzo Show, esatto!) a vedere il grande Carl Palmer accompagnato in “Lucky Man” proprio da Lino Vairetti:


Concluso il concerto di Palmer, la chiusura della serata fu affidata a Goblin. Uno show pazzesco durato complessivamente tre ore.
Le composizioni di Claudio Simonetti sono davvero immortali, tuttora attuali nel loro sound decisamente avanguardista dell’epoca, rese famose soprattutto dal sodalizio con il maestro del cinema del brivido Dario Argento.
Ed è giusto citare, nella serata che stiamo ricordando insieme, il grande Gianni Leone presente al concerto e davvero in splendida forma. Personalmente reputo l’album “YS” dei Balletto di Bronzo davvero geniale, una pietra miliare del genere.
Incontrarlo di persona e parlare con lui a ruota libera di argomenti random è stato davvero piacevole e divertente. La tematica web e social è stata l’apoteosi, con Gianni che si lamentava (non a torto) della tempesta di foto con gattini e “buongiornissimo kaffè” che tempestano il web e la sua casella messaggi di Facebook. Dal prog ai cuccioli batuffolosi il passo è veramente e inspiegabilmente breve!

Ma torniamo al rapporto tra gli Osanna e il cinema. Come già detto, un collegamento abbastanza naturale è poi quello tra la band napoletana e il film “Milano Calibro 9”. Non a caso la locandina del concerto e i video proiettati erano tratti da quel film.
Loro crearono la colonna sonora di quello che è considerato un vero e proprio cult del cinema italiano per quel genere noir-poliziottesco. Uscì nel 1972 in pieni anni di piombo e ha ispirato fortemente un certo Quentin Tarantino, di cui torneremo a parlare in seguito.
Io forse sarò di parte ma l’intro del film è tra le più belle del cinema italiano per ritmo, inquadrature e ovviamente… musica!
Francamente non riuscirei a pensare a quella intro così ben fatta senza QUELLA musica degli Osanna. Tu che rapporto hai con la musica nei film, e che ne pensi di questa in particolare?

Siamo dinanzi a un classico dei classici della musica nei film, con degli splendidi arrangiamenti curati dal maestro Luis Bacalov, già all’opera con altre band prog di quegli anni album “Concerto Grosso per i New Trolls” dei New Trolls (1971) e “Contaminazione” de Il Rovescio della Medaglia (1973). Che trittico!
Quella sequenza di cui parli, l’inizio del film, è a dir poco sublime, e all’interno dello stesso film non possiamo tralasciare il balletto di Barbara Bouchet…
In generale non sono un fan esagerato delle colonne sonore, ma ci sono casi in cui la compenetrazione tra musica, immagini, trama e recitazione danno vita a momenti davvero esaltanti. E stasera, ovviamente, è uno di quei casi.
Una riproposizione abbastanza fedele all’originale, questa volta, senza troppi stravolgimenti o riarrangiamenti. E poi riascoltare queste musiche con la proiezione del film, violentissimo, che scorre dietro al palco mentre la band suona… fa un effetto davvero incredibile e che mi emoziona ancora dopo due anni.

A proposito di Quentin Tarantino… Tu sei un suo grande fan o sbaglio? Si sa che gli anni ‘70 italiani sono stati di grande ispirazione per il regista di “Pulp Fiction”.

Senza voler fare l’esperto di cinema (non lo sono e ne è pieno il web), penso che Tarantino sia davvero straordinario.
In lui ho sempre visto un amore per il nostro Paese e un’autentica ricerca nel rielaborare e interiorizzare concetti e stili appresi dal cinema italiano, tra cui Di Leo appunto e il maestro Sergio Leone, l’indiscusso inventore dello “spaghetti western”.
Il periodo d’oro di questo filone fu indiscutibilmente a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 e sfociò anche in un sottogenere con una marcata vena comica e brillante. Tra tutti, citerei i due film di Trinità con la mitica coppia Bud & Terence.
Senza divagare ulteriormente ma sempre a proposito di western, hai citato prima lo straordinario Luis Bacalov. Beh, sai, l’ho scoperto relativamente da pochi anni e devo dire che si annovera davvero tra quegli artisti versatili e poliedrici nella composizione. Fece anche il main theme di “Django”, film western di Sergio Corbucci (1966), il cui cantante era pensate Rocky Roberts. Sì, proprio la voce di “Stasera mi butto e “Sono tremendo” (a mia madre starà scendendo qualche nostalgica lacrimuccia).
Il film “Django”, guarda caso, venne poi preso come spunto sia nel titolo che nel main theme ancora una volta da Tarantino per il suo “Django Unchained” uscito nel 2012.
“Tutto goingide alla perfezione!” direbbe il nostro vate Lino… Banfi in questo caso!
Tornando semiseri (mai del tutto, non sia mai), la cosa che mi è sempre dispiaciuta, ma che è ineluttabile, è che certe intuizioni quali il face-painting (a cui accennavi tu sopra) degli Osanna, o cinematografiche di Di Leo o di Corbucci, siano diventate veramente famose e apprezzate solo in seguito a degli omaggi più o meno palesi di artisti internazionali quali i Genesis, i Kiss o Tarantino.
La mia non è una critica nei loro confronti, anzi, sono stati intelligenti e onesti in quanto hanno sempre ammesso le loro fonti d’ispirazione. Tuttavia, a volte nella mia mente pindarica, mi chiedo cosa sarebbe successo se Corbucci, gli Osanna e altri avessero avuto l’inglese come lingua madre e di conseguenza una platea più estesa e visibile?
Domanda da un milione di dollari, ma mi andava di farla e chiedere una tua opinione.

… Sarebbero forse i vari Genesis, Kiss o Tarantino!
Ma a parte la colonna sonora di “Milano Calibro 9” ... com’è andata la serata secondo te? Che mi dici del resto del concerto?

Riguardo alla scaletta, nessuna sorpresa clamorosa. Hanno eseguito tutti i loro pezzi storici più qualche excursus in lingua napoletana oltre alla già citata “Oro caldo”.
“L’uomo”, primo loro grande successo, è stata suonata due volte e ho apprezzato il fatto che nel corso di questi anni sia stata riarrangiata e “modernizzata” nella sua versione live.
L’unica “storica” che non è stata eseguita è “Non sei vissuto mai”. Tra parentesi, si trova su YouTube una versione suonata negli studi RAI con un giovane Renzo Arbore a presentarli...


Tornando a noi, mi è dispiaciuto non sentirla ma d’altronde qualche pezzo che manca c’è sempre nella scaletta ideale di ognuno di noi e che poi non trova riscontro nella realtà.
Tra l’altro, da qualche anno c’è un sito a tutti noi ben noto ovvero setlist.fm che aggiorna le varie scalette dei concerti di tutto il mondo con una rapidità a tratti quasi spaventosa. Un sito che ammetto di guardare spesso e che se da un lato è prezioso, dall’altro “toglie” quel mix di ansia e trepidazione durante il concerto. Il classico mantra-preghiera “dai, fai quel pezzo ti prego”.


Per me il resto della serata è stata energia allo stato puro gli Osanna: una band in ottima forma che ha regalato grandi emozioni.
Gli arrangiamenti dei brani storici sono molto simili, quando non identici, a quelli registrati nell’album… tra cui “L’uomo” con basso in slap sulle note di “Purple Haze”! L'album è stato pubblicato nel 2008 a nome Osanna/Jackson ed è intitolato “Prog Family”. Jackson, per chi non lo sapesse, è David Jackson, storico sassofonista dei Van Der Graaf Generator.
Un disco fenomenale, un greatest hits dove i vecchi brani sono risuonati e riarrangiati e che ripercorre le tappe fondamentali della band partenopea.
I nostri, truccati come si confà alla loro storia e alla loro tradizione musicale, ci danno dentro e la serata scorre che è una meraviglia.
Gli Osanna sono dei maestri nell’intrattenimento: la loro anima più verace, quella vena scherzosa e quel piglio incalzante non li abbandonano mai e Lino è un ottimo frontman sotto tutti i punti di vista. E ogni tanto, tra un brano e l’altro, un bel “Fuje A’ Chistu Paese” urlato a squarciagola, incitati da Lino, non ce lo toglie nessuno!
Ripeto: una band in gran forma, che ha saputo evolversi e trasformarsi ma senza mai snaturarsi. Non è facile, in questo mondo che corre davvero troppo in fretta, non è vero? A te la chiusura, Davide.

Sì, penso che di nostalgici del “come eravamo” ne è pieno il web (altro paradosso) e invece Lino Vairetti ha dimostrato di essere personaggio social, innovatore nei suoi primi anni artistici di carriera ma con nessuna voglia di fermarsi nemmeno ora.
Gli Osanna sono fantasticamente attivi, con iniezioni di gioventù da te citate prima e con un pubblico “social” di tutto rispetto. Facebook, Instagram e Twitter sono utilizzati massicciamente e attivamente da Lino e la band. E forse è anche qui una delle risposte al perché il pubblico sia così eterogeneo. Lino ha ravvivato un passato glorioso senza però voler rinunciare a un approccio da “millennial”.
Abbiamo esempi di persone nate artisticamente negli anni ‘60 e ‘70 che hanno occupato i social. In alcuni casi con grande successo (pensate a Gianni Morandi), a volte con un effetto da “ok boomer ” ... anzi “ok boomerang”!

Ma com’è stato il concerto, nelle parole di chi l’ha raccontato due anni fa? Ecco un articolo di VeroRock scritto da Raffaele Pontrandolfi sulla serata (contiene foto della serata e la setlist completa del concerto degli Osanna):


Video tratto direttamente dal profilo YouTube di Lino, in cui la serata al Wish List di Roma viene presentata all’interno della trasmissione STRACULT: 


Che cosa è “Effetto Memoria”? Si tratta di una serie di articoli commemorativi in cui si ricordano alcuni concerti memorabili… di qualche anno fa.
Qui puoi trovare la storia completa:


Un concerto più recente…