Jeff Beck e Jimmy Page: quella notte del 1981 all’Hammersmith
Odeon
Ci sono episodi che, più di altri, raccontano la trama
sotterranea del rock: amicizie che resistono ai decenni, incroci di destini,
ritorni inattesi. Uno di questi avviene il 10
marzo 1981, sul palco dell’Hammersmith Odeon di Londra,
quando Jimmy Page decide di riapparire in pubblico per la prima
volta dopo lo scioglimento dei Led Zeppelin. Non lo fa in un contesto
celebrativo, né con un annuncio in pompa magna. Lo fa quasi in punta di piedi,
raggiungendo un vecchio amico: Jeff Beck.
Beck sta tenendo uno dei suoi concerti londinesi, in un
periodo in cui la sua chitarra continua a spingersi oltre i confini del blues
rock e della fusion. A un certo punto, tra il pubblico si diffonde un fremito:
Page è lì, e non resterà seduto. Sale sul palco per i bis, imbraccia la
chitarra e si unisce a Beck in un dialogo sonoro che è insieme sfida, abbraccio
e memoria condivisa.
È un momento che riaccende un legame nato vent’anni prima,
quando entrambi militavano nei The Yardbirds, laboratorio fondamentale
per l’evoluzione della chitarra moderna. Due percorsi diversi, due personalità
opposte, ma un rispetto reciproco che non si è mai incrinato.
Quella sera del 1981, oltre a proporre una jam tra giganti,
rappresenta un frammento di storia del rock: il passato che riaffiora, il
presente che vibra, il futuro che si lascia intuire nelle mani di due musicisti
che hanno ridefinito il ruolo della chitarra elettrica in generi diversi - dal
blues rock all’hard rock, dall’heavy metal alla fusion.
Un episodio che continua a brillare, come certe scintille che
non si spengono.
Wazza





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