Nel marzo del 1972 gli
Yes chiudono un tour massacrante:
sei mesi ininterrotti a portare in giro Fragile, un album che ha appena
ridefinito il loro suono e la percezione del pubblico. La pausa è breve, quasi
simbolica. Appena rientrati a Londra, prenotano gli Advision Studios: c’è un
nuovo disco da immaginare, e la band sente di essere in un momento in cui tutto
è possibile.
Le sessioni, però, non saranno una passeggiata. Le
personalità forti, l’ambizione crescente, la ricerca quasi ossessiva di un
linguaggio musicale più ampio e più “totale” rendono la gestazione del progetto
un percorso accidentato. È in quel clima, tra intuizioni geniali e tensioni
pronte a esplodere, che prenderà forma Close to the Edge, uno dei
vertici assoluti del progressive… ma quella, davvero, è un’altra storia.
Di tutto un Pop!
Wazza






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