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domenica 29 gennaio 2023

Antonio Cocco ricorda Maurizio Arcieri


E’ lecito parlare di artisti che si conosco attraverso il loro lavoro e per mezzo dell’immagine che si è concretizzata, più o meno realistica, ma è ancor meglio quando chi conosce bene le cose, da vicino intendo, le mette a disposizione della comunità, ammesso che il racconto non rappresenti una eccessiva intrusione nel privato.
Antonio Cocco, ex discografico, ha conosciuto bene, benissimo il Maurizio Arcieri, e disegna così qualche immagine.


Se dico: “La sregolatezza, la trasgressione, la cultura, Il genio, il coraggio.”
Poi pragmatismo, una buona dose di cinismo compensato da una grande generosità! Aggiungo che con questi elementi ha attraversato la sua vita!
Verrebbe da dire: ” E POI?” Ecco… e poi ci vorrebbe un libro!
Di chi sto parlando? Di Maurizio Arcieri!

Confesso che fra i tanti personaggi che ho avuto la fortuna di conoscere, non solo in campo musicale, lui aveva, secondo me, una dote unica che appartiene a pochi, quella di riuscire a intrattenere una o più persone parlando di tutto senza annoiarlo e senza cadere nello scontato o nel banale!

Musicalmente difficile fare una sintesi ma ci provo.
New Dada, (rock) poi semplicemente Maurizio (melodico romantico): 5 minuti, I giochi del cuore, poi un LP, Trasparenze, album innovativo sia ne brani che nelle sonorità.
Poi un pomeriggio e sera, in sala di incisione con Pinuccio Pirazzoli e Lorenzo Raggi, tirano fuori un album che direi nostalgico e che conservo con cura, e infine il salto nel punk e nell’elettronica. Prime tastiere elettroniche Roland Micro composer, esperimenti geniali come quello di affidare ad una pallina da tennis varie note durante il gioco, sincronizzarle e sentire che musica veniva fuori.

Se pensate ai tanti cantanti che, ottenuto il successo con un brano, tendono a ripetersi e a non innovare, capirete il coraggio di Maurizio. L’unico artista che ha avuto il coraggio di cambiare, rimettersi in gioco e investire sul suo futuro. Trasferimento a Londra incontro con Vangelis, e poi Hans Zimmer che lo ha raggiunto per il tour Italiano. Testi assolutamente fuori dal comune scritti con un mio amico inglese, Peter Sibley. Mi ricordo di una canzone dedicata a Peggy Guggenheim, decisamente dissacrante.



Solo musica? Ma no! E’ stato il primo a capire e sfruttare la tv satellitare inventando una trasmissione televisiva che mostrava cosa succedeva nel mondo.
Purtroppo, insisto, difficile sintetizzare “Maurizio Arcieri”.

Bisognerebbe parlare anche di Cristina, sua moglie, parte attiva nei Krisma.
Io, moglie e bimbi piccoli, abbiamo passato giornate fantastiche a Gignese, nella sua villa e loro se ne ricordano ancora.

Grazie per le serate in giro all’Altro Mondo di Rimini e in altre discoteche, grazie per le lezioni di vita che mi hai dato.
Stop non ricordo l'anno.





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