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venerdì 16 gennaio 2026

DexterRRRap – Il sognatore che dà voce ai suoi testi attraverso la tecnologia

 

Nel momento in cui si ascoltano i brani di DexterRRRap/Marco Andreoli, la prima cosa che colpisce non è la produzione, né la voce sintetica, né l’arrangiamento digitale. È la scrittura. Perché Marco è, prima di tutto, autore dei testi: un autore vero, uno che ha passato la vita a scrivere poesie, racconti, romanzi, ballate, rap, storie intime e ironiche. Uno che ha sempre avuto le parole, ma non gli strumenti per trasformarle in musica.

La sua è una traiettoria insolita: matematico, programmatore, analista, eppure da sempre abitato da una vena poetica che non ha mai smesso di bussare. Per anni ha scritto testi che restavano sulla carta, non per mancanza di talento, ma per mancanza di possibilità. Non aveva musicisti, non aveva arrangiatori, non aveva cantanti. Aveva solo le sue parole, e un sogno.

L’arrivo dell’intelligenza artificiale non è stato per lui un escamotage, né un modo per “fare musica senza saperla fare”. È stato un varco. L’unico modo per dare vita alle sue creature, per ascoltare finalmente ciò che aveva immaginato per decenni. Marco non usa l’AI per sostituire la creatività: la usa per amplificare la sua. Perché i testi sono suoi, al 100%. L’AI è solo il mezzo tecnico che gli permette di trasformare quelle parole in qualcosa che si possa ascoltare. È un ponte, non un autore.

Nei suoi brani questa autenticità emerge con forza. “La canzone che non ascolterai” è una confessione lucida e vulnerabile, un’ammissione di colpa che non cerca assoluzioni. La struttura melodica è semplice, quasi pudica, e lascia spazio al testo, che è il vero motore emotivo del brano. La voce sintetica, pur con i limiti tipici del timbro campionato, riesce a restituire una certa fragilità, perché la fragilità è già nella scrittura. Marco costruisce frasi brevi, dirette, che sembrano pensate per essere cantate, e questo rende il brano sorprendentemente credibile nonostante l’assenza di un interprete umano.

“Tieni accesa la tua luce” cambia completamente atmosfera. È un ritratto affettuoso e ruvido di Beatrice, collega di cassa, complice di sfide quotidiane, presenza vivace e indimenticabile. Il testo è brillante, ironico, tenero senza essere zuccheroso. La frase “lei era una stronza ma io non la dimenticherò mai” è un colpo di verità che solo un autore sincero può permettersi. L’arrangiamento AI è leggero, ritmico, funzionale; la voce sintetica non riesce a restituire tutte le sfumature emotive che il testo meriterebbe, ma la storia arriva comunque, limpida.

Dal punto di vista tecnico, c’è margine di crescita: arrangiamenti più personalizzati, scelte timbriche più curate, una ricerca melodica più audace. Ma ciò che già funziona - e funziona davvero - è la scrittura. Marco ha una penna autoriale riconoscibile, onesta, capace di trasformare frammenti di vita quotidiana in piccoli racconti emotivi.

E forse è proprio questo il punto: Marco Andreoli non sta cercando di competere con il mercato musicale, ma di dare forma a un sogno che ha custodito per tutta la vita. L’AI gli permette di farlo. Non crea al posto suo: gli permette di ascoltare ciò che ha scritto, di vedere le sue parole prendere il volo, di non lasciare i suoi testi chiusi in un cassetto.

Le sue canzoni non sono perfette. Sono vere. E per un autore che ha trovato nell’AI l’unico modo per dare voce alle sue storie, questo è un inizio potente.

Per informazioni contattare:

andreoli.marco@gmail.com





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